Inside Out 2. ChatGPT ci spiega le emozioni: gioia, tristezza, rabbia e paura

Inside Out 2, le emozioni prendono vita

In una ragazzina di nome Riley convivono diverse emozioni fortissime, che cambiano con il tempo: alcune da sono arrivate all’età di 11 anni, come la gioia, la tristezza, la rabbia e la paura, altre come invidia, noia e ansia con la crescita, all’età di 13 anni.

Da tutte queste emozioni nascono i personaggi di “Inside Out 2”, che sono versione antropomorfa delle stesse e che abitano nella mente della ragazzina.

È così che già possiamo immaginare facilmente anche il terzo episodio, perché con l’adolescenza ne arriveranno di nuove di emozioni e quindi nuovi personaggi, nuove avventure per Riley.

Il film della Disney-Pixar, diretto da Kelsey Mann, come si dice in questi casi, ha letteralmente sbancato al botteghino internazionale, passando il miliardo di dollari e chiuso un weekend da oltre 108 milioni di dollari globali, un dato che proietta il film attorno al miliardo e mezzo complessivo di incassi.

ChatGPT spiega le emozioni

Silvia Prieto, direttrice di innovazione presso Universidad a Distancia de Madrid (Udima), in un post social ha presentato un esperimento di rete: “ho chiesto a ChatGPT come si manifestano le varie emozioni nell’uso dell’intelligenza artificiale”.

Il risultato è un’infografica che illustra in che modo le emozioni di “Gioia”, “Rabbia”, “Tristezza” e “Paura” sono riferita all’intelligenza artificiale generativa.

Per ogni emozione c’è una prospettiva diversa sul modo in cui tale tecnologia impatta sulla nostra vita e sulla nostra società.

Primo caso: la tristezza

Qui l’uso dell’intelligenza artificiale generativa ha suscitato tristezza, si legge nel riquadro dedicato, poiché queste tecnologie stanno rapidamente trasformando il mondo. C’è una sensazione di desolazione nel vedere lavori creativi, frutto di anni di sforzo e passione, sostituiti da macchine che imitano senza poter provare vere emozioni.

Si teme la disinformazione, la manipolazione della realtà e un logoramento della fiducia verso il prossimo, minando la stessa convivenza pacifica all’interno di una società.

Secondo caso: la gioia

L’AI generativa ha di fatto entusiasmato la società per le sue ampie possibilità creative e innovative. Queste tecnologie permettono di creare testi, immagini e musica rapidamente e facilmente, aprendo nuove opportunità nei campi dell’arte, della letteratura e dell’intrattenimento.

In poche parole, la tecnologia, se ben usata e regolamentata, è uno strumento che può aprire tante porte, sia a livello lavorativo, sia personale, perché amplifica le nostre capacità e la nostra immaginazione.

Terzo caso: la rabbia

L’uso dell’intelligenza artificiale generativa ha suscitato rabbia in diversi settori della società, che la vedono come una minaccia crescente. La frustrazione deriva dalla percezione che l’IA stia disumanizzando lavori creativi e sostituendo professionisti che hanno dedicato anni a sviluppare le loro abilità.

L’indignazione è ulteriormente alimentata dal potenziale dell’IA generativa di essere usata per creare disinformazione e manipolare la verità.

Quarto caso: la paura

Come spesso capita, last but not least, c’è l’emozione arcaica della paura, in questo caso legata all’uso dell’intelligenza artificiale generativa, soprattutto a livello sociale, per le sue potenziali implicazioni, tra cui la sostituzione dei lavoratori umani nei settori creativi, con conseguente aumento della disoccupazione e della disuguaglianza economica.

Inoltre, c’è preoccupazione per l’uso improprio dell’IA nella creazione di disinformazione, in grado di produrre contenuti convincenti ma falsi.

Profondità delle emozioni e dell’AI

L’aggettivo “profondo” caratterizza in maniera forte tutte e quattro le interpretazioni che chatGPT ha dato delle nostre emozioni nell’utilizzo dell’AI generativa.

Seguendo la Traccani, con questo termine si indica generalmente: qualcosa che è difficile da comprendere perché molto complesso e ricco di significati e di sfumature. Esattamente come le emozioni e come la tecnologia in questione.

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Tra cinema (in crisi acuta di spettatori) e musei (in crescita di visitatori), gli entusiasmi numerici del Ministro Sangiuliano e della Sottosegretaria Borgonzoni

Sono giornate effervescenti, queste della prima decade del luglio 2024, per il sistema culturale italiano: sia il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (Fratelli d’Italia) sia la sua Sottosegretaria delegata Lucia Borgonzoni (Fratelli d’Italia) diramano comunicati stampa entusiasti, proponendo numerologie di grande soddisfazione per l’andamento dei consumi cinematografici e museali, ma non è tutto oro quel che luccica, come andremo ad osservare… Nelle stesse giornate, si attendono varie “nomine”, anzitutto sul fronte interno del Ministero della Cultura, a seguito dell’avvenuta creazione di 4 dipartimenti, sia sul fronte esterno, per quanto riguarda il nuovo consiglio di amministrazione di Cinecittà…

Procediamo con ordine: dapprima i numeri più seri, quelli relativi ai musei, e poi quelli più fantasiosi, relativi ai cinematografi.

Questa mattina al Collegio Romano, sono stati presentati alcuni dati relativi alla fruizione museale nel corso del 2023, che registra un notevole incremento, nell’ordine del 22 % rispetto al 2022. 

Sono dati “da record”, come ha sostenuto qualcuno?! 

Il dato di quasi 58 milioni (per la precisione 57.730.502) di visitatori nei musei e parchi archeologici statali nel 2023 è senza dubbio molto alto, e non è mai stato registrato nelle serie storiche del nostro Paese. 

Il confronto con il 2022 evidenzia un aumento di 10,7 milioni di visitatori, pari a un incremento di quasi il 23 %. Se il confronto viene effettuato con l’anno 2018, che rappresenta, con i suoi 55,3 milioni di visitatori, il picco di epoca pre-pandemica, si nota una variazione positiva di 2,4 milioni di visitatori, pari a un incremento percentuale di oltre il 4 %. 

Il 2023 rappresenta un record anche per gli incassi, che raggiungono la cifra 313,9 milioni di euro, con un incremento di quasi il 34 % rispetto al 2022 (+ 79,3 milioni di euro). Il dato appare ancora più significativo se paragonato al periodo pre-pandemico e in particolare al 2019, picco massimo della serie storica per gli incassi, con un incremento di quasi il 30 % (+ 71,5 milioni di euro). 

I dati sono stati presentati questa mattina dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e dal Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, e sono il risultato di elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Direzione Generale Bilancio del MiC, in collaborazione con la Direzione Generale Musei.

Il Ministro ha sostenuto che “negli ultimi anni, i musei italiani sono enormemente cresciuti come qualità dell’offerta. Avevano un valore intrinseco storico, però a questo valore storico noi abbiamo abbinato la qualità dell’offerta… Sono aumentati i visitatori, e spero che aumentino ulteriormente; sono aumentati gli introiti, e, più risorse abbiamo, più possiamo destinarle ad accrescere e a maggiorare sempre di più l’offerta dei nostri Musei. Tra l’altro noi vogliamo creare nuovi Musei: nel Dl Concorrenza messo a punto con il Ministro Fitto, noi scriviamo esplicitamente di voler creare un museo importante a Regione. Poi insieme agli esperti determineremo cosa possiamo fare”.

Quella di questa mattina al Collegio Romano è stata anche l’occasione per informare sulla diffusione di un sistema evoluto di prenotazione dei musei attraverso i “device” digitali: inaugurata esattamente un anno fa con il Museo del Pantheon, la “app” del Ministero dedicata ai musei e parchi archeologici nazionali registra oggi la partecipazione di 406 musei e parchi, e per 130 di essi è possibile acquistare il biglietto.  Nell’“app” (che fa parte della piattaforma museiitaliani.it) presto entreranno anche i musei non statali. 

Si ricordi che in Italia tra musei civici, privati, diocesani e altro si raggiunge la impressionante cifra di 4.700 luoghi.  

Il Dg dei Musei del Mic, Massimo Osanna, ha dichiarato che “un altro passo importante nell’app sarà quello di inserire le audio visite guidate e i kit per i siti dei musei. Non dimentichiamoci che questa app nasce grazie ai finanziamenti del Pnrr… La nuova app rappresenta un’ulteriore tappa nel segno dell’innovazione e della digitalizzazione. Fra gli obiettivi che l’Unione Europea ci ha affidato c’è infatti quello della digitalizzazione: dobbiamo digitalizzare i nostri musei e migliorare la qualità dell’offerta. Questo è un inizio, poi l’app potrà essere ulteriormente sviluppata e migliorata…”.

Questi entusiasmi (basati su ben differenti “numerologie”) sono condivisibili? 

In buona parte sì, anche se queste “numerologie” dovrebbero essere oggetto di approfondimento e purtroppo, una volta ancora, ci si scontra con deficit di conoscenza: il sistema informativo della cultura italiana continua ad essere caratterizzato da “buchi” informativi… Per esempio, quanti dei 58 milioni di visite nei musei nell’anno 2023 sono da attribuire a cittadini italiani, piuttosto che europei? È evidente che questa notevole crescita rispetto all’anno 2022 è da attribuire in buona parte al boom dell’economia turistica che sta vivendo il nostro Paese, con fenomeni di “overtourism” che stanno modificando radicalmente il tessuto socio-culturale di molte città italiane. Il Ministero della Cultura non dispone di questi dati, ovvero quanti siano i cittadini stranieri, sul totale di 58 milioni di visitatori…

La quota di mercato del cinema italiano in sala al 3 % (tre per cento): il successo di “Inside Out 2” non inganni… con quale coraggio Borgonzoni arriva a sostenere “è stata riscritta la storia”?

Se “i musei” sorridono, “il cinema” piange, nella realtà dei dati, anche se qualcuno si ostina a vedere il bicchiere “tutto pieno”, invece che “mezzo vuoto” ovvero – come riteniamo noi – proprio “vuoto”.

Secondo le elaborazioni Cinetel, dal 1° al 30 giugno 2024 si sono incassati 44,5 milioni di euro, che corrispondono ad un +55 % sul 2023, ad un +114 % sul 2022, +76 % sul 2019, +98 % sul 2018; gli spettatori sono stati 6,43 milioni, ovvero +40 % sul 2023, +120 % sul 2022, + 61 % sul 2019, + 85 % sul 2018. 

Entusiasmo?!

Questi dati (con delta tutti positivi) possono stimolare un entusiasmo di superficie, illusorio, perché, siamo di fronte, una volta ancora, in queste settimane, ad un fenomeno dirompente, come è avvenuto qualche mese fa per “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi: eppure, ancora una volta, si dovrebbe fare tesoro del detto popolare “una rondine non fa primavera”… 

La Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, leggendo i dati Cinetel, ha dichiarato “un giugno da record”, e finanche “è stata riscritta la storia” (immaginiamo intendesse enfaticamente addirittura “la Storia”…). Grazie alla campagna del Ministero “Cinema Revolution”, partita lo scorso 14 giugno, e che prevede per i titoli italiani ed europei il prezzo speciale del biglietto a 3,50 euro, si è registrato un aumento del 38 % di presenze rispetto al 2023, e una crescita del 39 % per quel che riguarda gli incassi: “risultati di cui andare tutti orgogliosi. La strada intrapresa continua a regalare grandi soddisfazioni. Avanti così”, ha concluso la Sottosegretaria.

Spiace non poter condividere cotanto entusiasmo. Chi cura questa rubrica IsICult per il quotidiano online “Key4biz” è anzitutto un ricercatore specializzato, prima che un giornalista investigativo, e non deve indossare le vesti del politico che vuole a tutti costi dimostrare la bontà del proprio operato.

In effetti, se si analizza il primo giorno dell’ultimo “week end” cinematografico (nello slang degli operatori del settore, ciò significa “da giovedì a domenica”), ovvero giovedì 27 giugno, il totale degli spettatori è stato in Italia di 235.256, con un 1.667.949 euro di incassi. 

Se focalizziamo l’attenzione su questo dato, emerge che in quel giorno erano in offerta sull’intero territorio nazionale 131 titoli cinematografici, di cui 47 opere italiane, corrispondenti al 35 %. 

Il dato che inquieta è che l’insieme di questi 47 titoli italici ha incassato soltanto 47.391 euro, corrispondenti al 2,8 % del totale degli incassi. 

La quota percentuale relativa agli spettatori è stata altresì ben esigua, con 7.730 spettatori, corrispondenti al 3 % del totale di coloro che giovedì 27 giugno hanno deciso di andare al cinema. 

In questo caso, il fenomeno travolgente è stato giustappunto “Inside Out 2” (per la regia di Kelsey Mann), che ha registrato l’85 % degli incassi (1,4 milioni di euro) e l’84 % degli spettatori (197mila).

Volendo essere lapidari (il termine è adatto…) il film della Disney Pixar, da solo, ha raccolto giovedì 27 giugno oltre 35 volte gli incassi di tutti i film italiani in circolazione e 30 volte i loro spettatori. 

Dal 19 giugno al 27 giugno, “Inside Out 2” aveva già registrato 24 milioni di incassi, a fronte di 3,3 milioni di spettatori.

Sempre limitando l’analisi a giovedì 27 giugno, i primi 3 film italiani per incasso sono stati (a fronte di 1,4 milioni di euro di “Inside Out 2”): “Ennio Doris – C’è anche domani” (regia di Giacomo Campiotti) con 7.425 euro (1.038 spettatori); “Zamora” (regia di Neri Marcoré) con 5.662 euro (880 spettatori); “Me contro Te” (regia di Gianluca Leuzzi) con 3.809 euro (596 spettatori)… Ciò basti.

Se la soddisfazione del Ministro rispetto all’andamento museale è comprensibile non condividiamo, invece, l’entusiasmo della Sottosegretaria: i dati positivi del “box office” totale non sono certamente il risultato della debole campagna “Cinema Revolution” (o, più in generale, delle politiche cinematografiche del Governo guidato da Giorgia Meloni), ma semplicemente della decisione della Disney di far uscire il film in Italia in un periodo terribile per il mercato cinematografico del nostro Paese…

Ed in quel di Riccione, in occasione della edizione n° 13 di “Ciné” ovvero delle “Giornate professionali del Cinema”, organizzate dall’Anica (produttori) assieme all’Anec (esercenti), che sono iniziate ieri martedì 2 a Riccione e si concluderanno venerdì 5, non sembra granché diffuso e condiviso l’entusiasmo della Sottosegretaria…

Un qualche segnale di speranza c’è, senza dubbio, ma lo scenario complessivo è pesante, soprattutto per il cinema italiano: ci sono decine e decine di titoli – prodotti grazie alla “manna” del “Tax Credit” incontrollato – che escono nelle sale con risultati assolutamente sconfortanti, anzi imbarazzanti per quanto sono penosi… 

Ed intanto tutta la macchina ministeriale continua ad essere paralizzata: il tanto atteso decreto “Tax Credit” per l’anno 2024 è ancora “in mente dei”, nonostante a cadenza quasi settimanale sia la Sottosegretaria sia il Direttore Generale Nicola Borrelli annunciano che è “alla firma”…

In sostanza, siamo di fronte ad un sistema ingolfato (overdose di titoli prodotti che non trovano spazio nelle sale cinematografiche) ed al tempo stesso bloccato (tutta la prima metà del 2024 è stata congelata, a causa dei decreti ministeriali che non vengono pubblicati e buona parte delle società di produzione sono ferme)…

La nuova organizzazione del Ministero della Cultura, con 4 Dipartimenti, contribuirà a sbloccare la paralisi del settore cinematografico e audiovisivo? Sarà a capo del Diac (Dipartimento Attività Culturali) Mario Turetta, che è stato anche Dg Cinema e Audiovisivo

L’attesa cresce, giorno dopo giorno, e qualcuno spera che “il sistema” cinematografico-audiovisivo possa essere rimesso in moto anche grazie alla riorganizzazione del Ministero: è in effetti imminente (questione di giorni, se non di ore, si attende la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) la nuova struttura del Collegio Romano… 

Vengono istituiti 4 “Dipartimenti” (le Direzioni Generali passano dalle attuali 11 a 13):

– Diag:     Dipartimento per l’amministrazione generale con funzioni trasversali;

– Dit:         Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio;

– Diva:      Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale;

– Diac:      Dipartimento per le attività culturali. 

Ogni Dipartimento coordina direttamente uffici di livello dirigenziale generale.

Come ha scritto Mirella Armiero sul “Corriere del Mezzogiorno” di oggi, “il Ministero della cultura cambia pelle ancora una volta. È entrato in vigore da maggio il nuovo regolamento, che crea quattro macro dipartimenti e cancella il segretariato generale, e ora arrivano le nomine di Sangiuliano per i quattro ruoli chiave. In realtà non è una novità che questo ministero — diventato negli anni sempre più strategico — sia oggetto di una riforma, più o meno radicale, con l’avvicendarsi dei governi”.

All’ambitissimo “Diva”, andrà Alfonsina Russo, nominata nel 2017 dall’allora Ministro Dario Franceschini alla guida del Parco Archeologico del Colosseo.

Al “Diag”, va invece Paolo D’Angeli, classe 1967, originario di Roma, già Dirigente alla Direzione Generale Bilancio. 

Al “Dit”, viene nominato Luigi La Rocca, nato a Napoli nel 1967, già direttore Generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio, con funzioni di direzione della Soprintendenza Speciale per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Per quanto riguarda specificamente il cinema e l’audiovisivo e le industrie culturali, viene data per certa la nomina a Capo Dipartimento di Mario Turetta (attuale Segretario Generale del Ministero, figura che non è più prevista nel nuovo funzionigramma), che assumerà un ruolo di guida rispetto alle 4 Direzioni Generali di sua competenza, e quindi rispetto a Nicola Borrelli Dg Cinema e Audiovisivo (Direzione che si chiamerà in acronimo “Ca”), Antonio Parente Dg Spettacolo dal Vivo (in acronimo “Spe”), Angelo Piero Cappello Dg Creatività Contemporanea (“Crea”), e Paola Passerelli, Dg Biblioteche e Istituti Culturali (“Bic”).

Al “Diac”, si insedia quindi Mario Turetta, nato ad Alpignano (in provincia di Torino) nel 1958, nominato nell’aprile 2023 Segretario Generale (ma – come abbiamo segnalato – il ruolo è stato soppresso dalla “Riforma Sangiuliano”) e, tra l’altro, Direttore del Consorzio delle Residenze Reali dal 2014 al 2019. Da segnalare che Turetta – apprezzato anche per l’eleganza dei modi – è stato dal 2020 Direttore Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero, e, per un anno, dal marzo 2019 al marzo 2020, anche Direttore Generale del Cinema e Audiovisivo. C’è già chi prevede che si svilupperà una stimolante dialettica tra il neo Capo Dipartimento e lo storico Direttore Generale…

Questa nuova struttura ministeriale determinerà – per quanto riguarda specificamente il cinema e l’audiovisivo – una accelerazione dei processi di riforma in atto, ed un superamento della stagnazione di cui soffre ormai da molto tutto il settore?! Non c’è che da augurarselo.

Clicca qui, per il sito web “Musei Italiani” del Ministero della Cultura

Clicca qui per il video di presentazione della “app” Musei Italiani (dal canale YouTube del Mic)

Clicca qui, per la videoregistrazione (sul canale YouTube del Mic) della presentazione della app “Musei Italiani” e dei dati sull’affluenza nei musei nell’anno 2023, Roma, Mic, Collegio Romano, 3 luglio 2024

[ Note: questo articolo è stato redatto senza avvalersi di strumenti di “intelligenza artificiale. Ha collaborato Vincenzo Carrano.]

(*) Angelo Zaccone Teodosi è Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult (www.isicult.it) e curatore della rubrica IsICult “ilprincipenudo” per “Key4biz”. 

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Pirateria. Bagnoli Rossi (FAPAV): “Sempre più spesso i criminali informatici, colti sul fatto, riconoscono i loro sbagli e patteggiano”

L’azione delle forze dell’ordine contro la pirateria porta risultati, ma “non bisogna mai abbassare la guardia”

Nel commentare i risultati ottenuti da un’operazione antipirateria svolta dalla Guardia di Finanza nel Senigalliese tra il 2020 e il 2021 che ha portato davanti al giudice 15 persone, il Presidente della Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, Federico Bagnoli Rossi, ha così dichiarato: “il nostro plauso va all’incessante lavoro che le Forze dell’ordine compiono ogni giorno per contrastare il fenomeno della pirateria audiovisiva. Sempre più spesso questi criminali informatici, colti sul fatto, riconoscono i loro sbagli e patteggiano, come dimostra anche la vicenda legata alle 15 persone della zona di Senigallia rei di aver acquistato abbonamenti pirata. Non bisogna abbassare la guardia, il fenomeno colpisce pesantemente tutte le industrie culturali e incide sullo sviluppo dell’economia del nostro Paese”.

Non solo. Pochi giorni fa, in concomitanza con l’avvio degli europei di calcio 2024, le Fiamme Gialle hanno eseguito 14 perquisizioni locali e informatiche su tutto il territorio nazionale nei confronti di 13 indagati, residenti in diverse regioni italiane e all’estero, tutti accusati di gestire network di distribuzione illegale dei maggiori palinsesti televisivi protetti da diritti d’autore, decriptando e redistribuendo illegalmente i contenuti dei più importanti Player televisivi mondiali tramite piattaforme IPTV non autorizzate, causando un danno economico significativo per le legittime emittenti.

La ricerca FAPAV/Ipsos sui danni della pirateria all’industria dell’audiovisivo e al Sistema Paese

Proprio la scorsa settimana sono stati presentati a Roma, a Palazzo a Palazzo Wedekind, i dati della nuova ricerca realizzata da FAPAV/Ipsos sulla pirateria audiovisiva in Italia, in occasione dell’evento “Stati Generali della lotta alla Pirateria tra legalità, sicurezza e intelligenza artificiale”, promosso dalla FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali.

“I recenti dati FAPAV/Ipsos hanno messo in evidenza come l’incidenza della pirateria audiovisiva si attesti al 39% nel 2023, mentre il danno causato dal fenomeno illecito supera il miliardo di euro per le industrie audiovisive, con circa 81 milioni di fruizioni perse. Guardando al Sistema Paese, il fenomeno dell’illegalità diffusa nella fruizione di contenuti audiovisivi, provoca danni ingenti, sia in termini di fatturato, circa 2 miliardi di euro; sia come Pil, circa 821 milioni di euro; sia come entrate fiscali per lo Stato, circa 377 milioni di euro; sia come stima potenziale dei posti di lavoro a rischio, ossia 11.200”, ha aggiunto il Presidente FAPAV.

“Numeri allarmanti che dimostrano quanto ancora occorre fare per contrastare questo fenomeno. Sicuramente l’ottimo lavoro di tutte le forze dell’ordine rappresenta un forte deterrente e noi come FAPAV non possiamo che essere grati per gli sforzi compiuti in tal senso”, ha sottolineato Bagnoli Rossi.

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Cinecittà, De Mita jr rinuncia. Manuela Cacciamani nuova AD?

Da molto tempo, l’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult, centro di ricerca indipendente specializzato sulle dinamiche culturali e mediali e sociali, conduce una battaglia “di principio” sulle procedure che vengono seguite nelle nomine (cooptazioni) negli enti pubblici e nella società controllate, soprattutto nell’ambito della cultura, dei media, dello spettacolo: le colonne della rubrica “ilprincipenudo”, che IsICult cura da oltre dieci anni sul quotidiano online “Key4biz” testimoniano un impegno che è al tempo stesso tecnico e civile, ma anche inevitabilmente politico. 

Le due vicende senza dubbio più emblematiche della perdurante prevalenza della logica fiduciaria, ovvero dell’“intuitu personae” del Principe di turno (Ministro, Sottosegretario, Sindaco, Assessore) e della spartizione politica, sono attualmente rappresentate dalla Rai e da Cinecittà.

IsICult ha dedicato molto inchiostro alle due vicende, anche sulle colonne del quotidiano online “Key4biz”: la prima, quella relativa a Viale Mazzini, ha senza dubbio una importanza “quali-quantitativa” ben più significativa rispetto a quella di Via Tuscolana, sia per la funzione di maggiore “industria culturale” del Paese, sia per la valenza simbolico-politica della televisione pubblica…

Riassumiamo la situazione aggiornata ad oggi…

Consiglio di Amministrazione Rai: tutto fermo in attesa dell’esito del Consiglio di Stato il 4 luglio?!

Per quanto riguarda la Rai, si ricorda che, dei 7 membri del Consiglio di Amministrazione, 2 sono di nomina direttamente governativa (di fatto si tratta del Presidente e dell’Amministratore Delegato, designati dal Consiglio dei Ministri su indicazione del Ministero per l’Economia e Finanze), 4 sono eletti dal Parlamento (2 dalla Camera e 2 dal Senato), 1 è eletto dai dipendenti del gruppo Rai. Per la precisione, il Presidente è eletto dal Consiglio di Amministrazione tra i suoi membri (la nomina deve essere confermata dalla Commissione bicamerale di Vigilanza, a maggioranza dei due terzi dei componenti), mentre l’Amministratore Delegato è nominato dal Cda, su proposta dell’Assemblea dei Soci, che sono il Mef per il 99,56 % delle quote e la Società Italiana Autori Editori (Siae) per lo 0,44 %. Come abbiamo scritto, di fatto sia il Presidente sia l’Amministratore Delegato sono espressione del Governo…

Per quanto riguarda, i 4 membri eletti dal Parlamento, la legge vigente (la cosiddetta “Legge Renzi”, la legge n. 220 del 2015) prevede una procedura pubblica con invito a presentare le candidature, ma purtroppo non è stata mai ben definita la modalità con la quale questi curricula debbono essere analizzati e magari comparati. E quindi – ormai notoriamente – questi cv sono sostanzialmente ignorati dai parlamentari (c’è chi sostiene che non vengano nemmeno letti, se non dai funzionari del Parlamento), i quali, nel segreto dell’urna, finiscono per seguire le indicazioni di voto dei rispettivi capogruppo.

È una prassi indegna di un Paese civile e democratico, e proprio sulla base di questa constatazione 4 dei 72 cittadini che hanno trasmesso a Camera e Senato il proprio cv hanno deciso di impugnare le “armi” consentite dalla legge ed hanno denunciato la indecorosa pratica ai tribunali amministrativi, dapprima al Tribunale Amministrativo Regionale(Tar) del Lazio, il 2 maggio 2024, e successivamente, il 20 giugno 2024, al Consiglio di Stato. I 4 ricorrenti (Stefano Rolando, Nino Rizzo Nervo, Patrizio Rossano, Giulio Vigevani), assistiti dagli avvocati Giovanni Pravisani e Giulio Vigevani (uno dei ricorrenti), sostengono che la procedura in atto non rispetta il dettato della Costituzione, ovvero che sia viziata da illegittimità costituzionale e non rispetti l’“European Media Freedom Act”, recentemente approvato, che impone agli Stati che la “governance” dei servizi pubblici mediali e la nomina degli organi di governo siano caratterizzate da indipendenza e trasparenza.

Se il primo (Tar) ha ritenuto complessa e complicata la vicenda, ritenendola meritevole di approfondimento (pur senza accogliere la cosiddetta “sospensiva”), convocando una pubblica udienza per il 23 ottobre 2024, il secondo (Consiglio di Stato) ha annunciato che si pronuncerà il 4 luglio 2024 (si veda “Key4biz” del 20 giugno 2024, “CdA Rai, nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Cinema e audiovisivo: tutto fermo, il 27 giugno nuova manifestazione di protesta dei lavoratori”).

Da segnalare che, a fronte dell’istanza presentata il 2 maggio 2024, il Tar del Lazio ha deciso il 29 maggio che avrebbe affrontato la questione in udienza pubblica il 23 ottobre 2024, mentre il Consiglio di Stato, a fronte dell’istanza presentata il 20 giugno 2024, ha deciso con grande (apprezzabile) tempestività, il 24 giugno 2024, che si sarebbe pronunciato il 5 luglio 2024.

Queste due iniziative di resistenza civile hanno evidentemente stimolato un rallentamento delle procedure di elezione da parte della Camera e del Senato, dato che la pronuncia del Consiglio di Stato potrebbe determinare effetti devastanti, nel caso che il Parlamento avesse già – per quella data – eletto i 4 membri di sua “pertinenza”.

L’avviso di invito a presentare candidature è stato pubblicato il 21 marzo 2024, con scadenza al 20 aprile 2024. 

Da allora, il Parlamento avrebbe potuto calendarizzare l’elezione a Palazzo Madama ed a Montecitorio ed invece sono ormai trascorsi 2 mesi pieni…

Il 20 maggio scorso, la Rai ha invece convocato le elezioni del rappresentante dei lavoratori ed è stato scelto Davide Di Pietro (che era già stato eletto in questo ruolo, dopo la scomparsa del compianto Riccardo Laganà).

Martedì prossimo 2 luglio è prevista la conferenza dei Capigruppo e potrebbe essere fissata a breve la data per le elezioni da parte di Camera e Senato, ma verosimilmente si attenderà la data di giovedì 4 luglio, in occasione della quale ci sarà la pronuncia del Consiglio di Stato.

La proposta IsICult: una “correzione di rotta” basata su una analisi tecnica comparativa dei curricula dei 72 candidati al Cda Rai

L’IsICult ha proposto ai Presidenti di Camera e Senato di mettere in atto una “correzione di rotta” nella procedura, dato che sarebbe nella loro facoltà – indipendentemente dall’esito della valutazione del Consiglio di Stato – migliorare ovvero implementare la procedura…

Ricordiamo una volta ancora che l’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult, già tre anni fa – anche sulle colonne di “Key4biz” – propose che la procedura selettiva prevedesse un minimo di tecnicalità:

  • una programmatica dichiarazione di intenti…
  • una forma standardizzata per la presentazione dei curricula…
  • delle audizioni da parte della Commissione Parlamentare di Vigilanza…
  • uno schema interrogativo, una griglia di poche ma essenziali domande, a mo’ di questionario, affinché gli aspiranti candidati possano esprimere la loro “idea” di Rai che sarà…

Mettere in atto questa “correzione di rotta” potrebbe consentire a Lorenzo Fontana ed Ignazio La Russa la civile chance di correggere in itinere le storture del sistema, dimostrandosi non completamente proni rispetto alle logiche malate della partitocrazia.

Nelle more dello scioglimento del “nodo”, nel Palazzo e sulla stampa continua ad essere alimentato un “toto-nomine” dei ruoli più importanti, ovvero l’Amministratore Delegato ed il Presidente: viene dato per sicuro – da quasi tutti gli scommettitori – Giampaolo Rossi (attuale Dg) al posto di Roberto Sergio (attuale Ad: ci sarebbe una sorta di staffetta e l’attuale Ad verrebbe “degradato” a Dg mentre l’attuale “Dg” elevato ad Ad), e Simona Agnes (attualmente membro del Cda) nel ruolo di Presidente. Entrambi “in quota” centro-destra, il primo vicino a Fratelli d’Italia (sostenuto dalla stessa Premier Giorgia Meloni), la seconda sorretta da Forza Italia (stimata in particolare da Gianni Letta)… 

Secondo alcuni osservatori, i partiti di opposizione – Partito Democratico in primis, ma anche il Movimento 5 Stellee finanche l’Alleanza Verdi Sinistra – potrebbero decidere di non partecipare al voto, in segno di protesta per la procedura non rispettosa di norme di legge, anche di valenza costituzionale e del succitato Regolamento Europeo “Emfa”…

La situazione permane molto confusa, anche se va apprezzato che sia la Presidente della Commissione di Vigilanza, Barbara Floridia (M5s), sia la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, hanno sostenuto che non ha senso procedere alla votazione dei 4 membri da parte di Camera e Senato, prima del pronunciamento del Consiglio di Stato…

Cinecittà: molta confusione. L’altro ieri si è dimesso l’Ad e Dg Nicola Maccanico e ieri il candidato Giuseppe De Mita dichiara la propria indisponibilità

Per quanto riguarda Cinecittà, il Consiglio di Amministrazione viene “semplicemente” scelto dal Governo (senza altri “decision maker” e “filtri” di sorta), formalmente dall’azionista (al 100 %) Mef, ovvero dal Ministero guidato da Giancarlo Giorgetti, ma di fatto dal soggetto cui l’azionista (Mef) ha delegato l’esercizio dei diritti cioè il Ministero della Cultura, guidato da Gennaro Sangiuliano. Nella sostanza, sono i 2 titolari dei dicasteri (Mef e Mic) a determinare le nomine, facendosi quindi anche (inevitabilmente?!) interpreti delle esigenze – ahinoi – di spartizione politico-partitocratica.

In questo caso, a differenza di quel che avviene per la Rai, non c’è però nemmeno la “schermatura” di una procedura trasparente, perché finora né il Mef né il Mic hanno ritenuto di promuovere un avviso pubblico per invitare alla presentazione di candidature: questa sì sarebbe stata una occasione per dimostrare la volontà del governo guidato da Giorgia Meloni di innovare pratiche che storicamente sono state gestite nelle segrete stanze del potere, facendo prevalere sempre (o quasi) l’aspetto relazionale-fiduciario (il famoso “intuitu personae”) sull’aspetto tecnico-professionale.

In questo caso, soprattutto negli ultimi giorni, il toto-nomine ha registrato una particolare effervescenza, perché ieri l’altro (mercoledì 26 giugno) è stata resa pubblica una inattesa lettera dell’attuale Amministratore Delegato Nicola Maccanico (il cui operato è peraltro apprezzato dai più, Ministro Sangiuliano incluso), con la quale ha comunicato le proprie dimissioni sia dal ruolo di Ad sia dal ruolo di Dg, adducendo imminenti nuove intraprese professionali (alcuni lo danno alla guida di Amazon Prime Italia). Tra gli scommettitori, è quindi cresciuta la “quotazione” di Giuseppe De Mita(figlio maschio del mitico Ciriaco De Mita), il cui nome aleggiava da molti mesi, nonostante un curriculum professionale che non sarebbe proprio coerente con il prospettato incarico di Amministratore Delegato, ma comunque già membro del Cda dall’inizio del 2023 (l’attuale Presidente Chiara Sbarigia, fortemente sostenuta dalla Sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni, viene invece data per sicura nel rinnovo dell’incarico). 

Ieri pomeriggio, altra inattesa notizia: il De Mita jr dichiara di non essere disponibile ad andare a guidare gli “studios” di Via Tuscolana. Fonti di stampa (da Dagospia – ancora una volta – per primo, passando per l’Ansa ed “Il Sole 24 Ore”) hanno quindi lanciato l’ipotesi di Manuela Cacciamani come Ad, anzi dandola per sicura (sulla base di quali fonti non è dato sapere).

Addirittura il quotidiano “la Repubblica” (versione web ieri e cartacea oggi, a firma di Gab. Cer.) ha ipotizzato un cda à trois, tutto al femminile: Manuela Cacciamani Ad, Chiara Sbarigia Presidente, Isabella Ciolfi (già nel Cda) Consigliere. In questo modo, 2 partiti, dei 3 della maggioranza, avrebbero il “controllo” di Cinecittà (Cacciamani “in quota” Fratelli d’Italia, Sbarigia e Ciolfi “in quota” Lega): secondo le logiche della partitocrazia, in questo caso, un partito come Forza Italia verrebbe escluso dalla spartizione… Ci sembra una prospettiva improbabile.

Manuela Cacciamani è una giovane produttrice, titolare della One More Pictures (che ha prodotto – tra l’altro – i film di Giulio Base, Direttore dal 2024 del “Torino Film Festival”, nonché marito di Tiziana Rocca, potente organizzatrice culturale nel settore cinematografico), ed è anche Presidente dell’Unione Editori e Creators Digitali dell’Anica (guidata da Francesco Rutelli). 

In questo caso, a differenza di Giuseppe De Mita, siamo di fronte ad un curriculum professionale qualificato, ed immaginiamo peraltro che – in caso di nomina – Manuela Cacciamani andrebbe certamente a rinunciare alla sua attività di produttrice, onde evitare rischi di conflitto di interessi.

È Manuela Cacciamani la persona giusta per interpretare al meglio – istituzionalmente e strategicamente – la funzione pubblica di Cinecittà?!

Qualcuno potrebbe obiettare che un “brand” come Cinecittà dovrebbe beneficiare di un nome professionalmente molto “alto”, qualificato e noto a livello nazionale (ed internazionale): un esempio, tra tutti, un regista come Pupi Avati…

Al di là di questi erratici “toto-nomine”, permane comunque il quesito essenziale: da quale “cappello magico” sono usciti fuori i nomi di De Mita o di Cacciamani? Perché proprio loro e non altri?!

Perché il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano non ha deciso di scardinare le vecchie logiche del potere e non ha promosso un avviso pubblico a presentare candidature, attivando poi magari anche una procedura comparativa dei curricula?! Era ed è nelle sue facoltà, anzi nel suo potere, esercitare la “res publica” culturale al meglio, in modo trasparente e meritocratico.

Ricordiamo che la Premier Giorgia Meloni si è dichiarata sensibile alla materia: il 4 gennaio scorso, in occasione di una conferenza stampa, dichiarò “sono stufa per accuse di familismo nel partito: avrei dovuto mettere mia sorella in una partecipata?!”. In effetti, non ci risulta che Arianna Meloni sia stata mai proposta per il Cda di Rai o di Cinecittà.

[ Note: questo articolo è stato redatto senza avvalersi di strumenti di “intelligenza artificiale. ]

(*) Angelo Zaccone Teodosi è Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult (www.isicult.it) e curatore della rubrica IsICult “ilprincipenudo” per “Key4biz”. 

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Giomi (Commissario Agcom): “Le regole e gli effetti positivi dell’AI su news e cinema”

La videointervista a Elisa Giomi, Commissario Agcom, in occasione del “NEXT Corporate Summer Party”, in cui abbiamo presentato il nostro Gruppo editoriale, composto dalle tre testate Key4biz, Cybersecurity Italia, EnergiaItaliaNews, e i nostri prossimi eventi. L’evento si è tenuto presso Casina Valadier a Roma, il punto più alto e panoramico del Pincio, il 26 giugno 2024.

Guarda la videointervista

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Pirateria audiovisiva, 2 miliardi di fatturato in fumo in Italia e 800 milioni di danno per il PIL. La nuova ricerca FAPAV/Ipsos

SCARICA LA NUOVA RICERCA FAPAV/IPSOS SULLA PIRATERIA AUDIOVISIVA IN ITALIA

La ricerca FAPAV/Ipsos sulla pirateria audiovisiva in Italia

Presentati a Roma a Palazzo a Palazzo Wedekind i dati della nuova ricerca realizzata da FAPAV/Ipsos sulla pirateria audiovisiva in Italia, in occasione dell’evento “Stati Generali della lotta alla Pirateria tra legalità, sicurezza e intelligenza artificiale”, promosso da FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali.

Calano lievemente sia la platea dei pirati, sia il numero totale degli atti illeciti, ma il danno economico potenziale per le industrie dei contenuti e per il Sistema Paese rimane grave. “I cittadini non hanno piena coscienza dei danni enormi provocati da questa attività illegale. È un reato, un reato a tutti gli effetti che mette a rischio migliaia di posti di lavoro, viola il diritto di proprietà intellettuale e vanifica lo sforzo creativo nei settori del giornalismo, dello sport, della cinematografia, dell’editoria, della musica… dell’intera filiera creativa. Ogni atto di pirateria limita lo sviluppo del mercato legale”, ha dichiarato Federico Mollicone, Presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, nei saluti istituzionali.

La legge antipirateria approvata lo scorso anno, ha portato ottimi risultati nel contrasto al fenomeno illegale della pirateria. Un dispositivo “dinamico”, ha detto Mollicone, perchè “le leggi devono funzionare e devono essere continuamente aggiornate e migliorate con il tempo grazie al confronto con i dati scientifici“.

“Così come è fondamentale che la piattaforma informatica possa essere governata, pianificata, migliorata e gestita dall’Autorità. E’ giusto, infine, trovare una copertura da parte dello Stato dei costi della piattaforma – un tema che, anche in maggioranza, abbiamo affrontato anche nel ddl Cybersecurity“, ha precisato il Presidente di Commissione.

“La legge di agosto 2023 ha posto un primo stop. Ora vediamo i risutati ma dobbiamo andare avanti. Con la Fapav abbiamo avviato una campagna di comunicazione che ha raggiunto una fascia importante, quella giovanile e quella che segue eventi sportivi. C’e’ ancora da fare per sensibilizzare sui danni di questo reato“, ha affermato il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini in un video.

“Oggi dobbiamo valorizzare il contenuto delle nostre aziende – ha proseguito Barachini – alcuni settori hanno perso valore aggiunto a causa della pirateria. Continueremo con le iniziative di sensibilizzazione e continueremo ad aggiornare le norme, a impegnarci in maniera determinata, costante e totale“.

Lo stesso Giovanni Malagò, Presidente del Coni, ha portato in video i suoi saluti agli “Stati Generali della lotta alla pirateria tra legalità, sicurezza e intelligenza artificiale”, a testimonianza dell’importanza del fenomeno illecito e del suo impatto sul calcio, ma non solo, possiamo dire su tutto il mondo sportivo e degli eventi live.

Federico Bagnoli Rossi: “La pirateria sta rallentando il processo di sviluppo ed espansione dei nuovi modelli di business”

Federico Bagnoli Rossi

“La nuova ricerca condotta da FAPAV/Ipsos evidenzia come il fenomeno della pirateria nel nostro Paese sia in continua evoluzione, registrando un leggero calo degli atti e dell’incidenza. Questo però non ci deve indurre all’errore: il comportamento illecito continua ad essere un problema concreto che colpisce le industrie audiovisive ma ha conseguenze gravi anche per l’intera economia italiana con una forte ripercussione sull’occupazione. La pirateria, infatti, sta rallentando il processo di sviluppo ed espansione dei nuovi modelli di business lanciati dall’industria audiovisiva negli ultimi anni e sta danneggiando anche tutto lo sport, non solo il calcio, in un momento in cui il movimento sportivo italiano sta raggiungendo risultati d’eccellenza in moltissime discipline. I numeri di Ipsos mostrano come la pirateria sia ancora oggi praticata da una fetta importante di popolazione, caratterizzata da individui consapevoli ma incuranti dei danni diretti e indiretti che ogni singola azione illegale provoca”, ha detto Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV, introducendo i keynote speech e soprattutto l’intervento del Presidente Ipsos, Nando Pagnoncelli.

Nando Pagnoncelli: “C’è consapevolezza di commettere un reato quando si pirata, ma anche una scarsa percezione del rischio di essere scoperti”

Nando Pagnoncelli

“Ipsos collabora con FAPAV da quasi 10 anni. Grazie a questa consolidata relazione professionale è stato possibile negli anni approfondire il tema della pirateria nel mercato audiovisivo italiano. Per il 2023 i dati emersi dalla nostra ricerca dipingono un quadro ancora problematico: sebbene in presenza di una diminuzione dei pirati e del numero complessivo di atti di pirateria, il danno economico stimato per il settore e per l’intera economia italiana resta allarmante. Parliamo di perdite di fatturato di circa 2 miliardi di euro e di un impatto negativo sul PIL di oltre 800 milioni. Numeri che testimoniano la portata del fenomeno. La nostra indagine evidenzia anche una diffusa consapevolezza di commettere un reato quando si pirata, ma al contempo una scarsa percezione del rischio di essere scoperti e sanzionati. Per contrastare la pirateria è quindi essenziale agire su più fronti: continuare a sensibilizzare il pubblico sulle conseguenze legali ed etiche di questi comportamenti e rafforzare i meccanismi di vigilanza e sanzione. Solo così potremo tutelare adeguatamente le Industrie audiovisive, che rappresentano un asset strategico per il nostro Paese in termini economici e occupazionali”, ha dichiarato Pagnoncelli nella sua presentazione.

“Non si tratta di un problema solo economico o industriale ma assume sempre di più una connotazione sociale dove il singolo pirata entra a far parte di un sistema criminale, il cui unico obiettivo è il business. Per questo motivo come FAPAV, siamo da sempre impegnati nel promuovere campagne e progetti di comunicazione finalizzati ad informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della legalità. Come, ad esempio, la seconda edizione di “We Are Stories”, che sarà lanciata a breve e che racconta storie vere di giovani professioniste che hanno realizzato il sogno di lavorare nelle industrie audiovisive. Informazione sì ma anche contrasto, convinto e tempestivo: il blocco rapido dei siti illegali, le conseguenze amministrative e penali oggetto della nuova legge antipirateria, rappresentano un importante passo in avanti che il nostro Paese sta compiendo nel contrasto all’illegalità sul web”, ha aggiunto Bagnoli Rossi.

Keynote Speech

“Le persone dietro a questi atti di pirateria sono appartenenti a gruppi di criminali che operano in rete e che danneggiano imprese, industria, posti di lavoro e il fisco italiano. Bisogna proteggere i contenuti e chi li crea. L’innovazione è la chiave per combattere il fenomeno, la piattaforma piracy shield è un ottimo esempio. Un sistema che al momento tutela il diritto d’autore dei contenuti sportivi, ma che ha grandi potenzialità per la protezione di altri settori fondamentali per l’industria audiovisiva. Siamo al fianco delle istituzioni italiane e le associazioni di settore in questa missione, centrale per lo sviluppo di un’industria audiovisiva sana, centrata sulla legalità e che grazie alle nuove tecnologie può continuare a crescere e svilupparsi in un ambiente protetto. Le altre chiavi per il successo di queste iniziative sono l’educazione alla legalità e la cooperazione tra tutti gli attori in campo”, ha suggerito Stan McCoy, Presidente MPA EMEA.

“C’è un equivoco fondamentale, viviamo in un mondo di accessibilità e trasparenza, in cui sembra che tutto sia possibile. Ovviamente non è così, ma è fondamentale capire cosa pensano le persone di questo. Bisogna far capire a tanti ragazzi che ogni clic che si fa utilizzando strumenti di pirateria audiovisiva, e cioè di criminalità informatica, toglie posti di lavoro a loro e ai loro coetanei”, ha detto Francesco Rutelli, Presidente ANICA.

“In pochi riconoscono il reato e tanti altri pensano di farla franca. I problemi però restano: perdita di fatturato, perdita di PIL e di posti di lavoro. Il tema è quindi l’opinione pubblica e chi può agire su di essa per presentare lo scenario e i punti critici su cui operare. La tecnologia è uno strumento utile nell’azione diretta ed efficace. La pirateria è mossa da interessi criminali e questo va spiegato. Più lo facciamo, più risultati otterremo. La lege aiuta in questo percorso, perché ad ogni reato c’è una sanzione. Le industrie sono unite per difendere la creatività sotto attacco, per difendere capacità produttive, competitività e occupazione. Ne va dell’interesse nazionale, della cultura e della crescita economica”, ha precisato Rutelli.

Il panel con SKy Italia, Confindustria Radio Tv, APA, Univideo, Guardia di Finanza e Mic

Dopo gli interventi a seguito dell’illustrazione dei dati della ricerca, è seguito un nutrito panel di aziende, associazioni di settore e professionisti, moderato da Caterina Baldini, Giornalista SKY Italia.

“È evidente che questo è un tema di criminalità organizzata e non c’è ancora la percezione esatta del danno che si crea verso le imprese e il pubblico stesso. Chi commette reato non ha neanche la cognizione dell’impatto negativo che ha sul sistema. C’è da rinforzare l’attività di promozione della produzione italiana, in particolare la televisione che mette un miliardo l’anno sul cinema e gli investimenti sullo sport e la produzione delle fiction. Per farlo servono risorse e se vengono sottratte dai criminali è inevitabile il danno alla creatività”, ha detto Francesco Siddi, Presidente Confindustria Radio TV.

“L’attività di informazione e di sensibilizzazione del pubblico, soprattutto de più giovani, attorno al fenomeno dell’illegalità e della violazione del diritto d’autore è centrale nel condurre con successo l’azione di contrasto alla pirateria audiovisiva. Il danno che emerge dalla ricerca, rispetto all’utilizzo illegale dei contenuti audiovisivi è grande, come è elevato quello dell’incidenza sui posti di lavoro. Un impatto che non solo quantitativo, ma anche qualitativo. La pirateria fa perdere valore all’industria e ai contenuti stessi”, ha affermato Giovanni Di Pasquale, Direttore Generale APA.

“La pirateria da anni si abbatte sul comparto dell’homevideo. Molte aziende hanno chiuso e molti professionisti hanno perso li lavoro. I dispositivi ci sono e possono dare una grande mano, non solo alla tutela dei contenuti, ma anche al consumo legale delle produzioni. L’homevideo fisico è la memoria sociale e culturale di questo Paese e i ragazzi possono essere i primi fruitori di questi contenuti. In un mercato così stretto non si capisce chi è che ancora commette reato nell’industria audiovisiva fisica. I ragazzi devono essere aiutati, anche in casa, perchè ci sono dei genitori che mostrano ai propri figli come si vedeva un film e come il cinema racconta il passato collettivo. La legalità è di fatto imprescindibile per la tutela del diritto d’autore e per la difesa dell’occupazione”, ha dichiarato Luciana Migliavacca, Presidente UNIVIDEO.

“La pirateria è un fenomeno criminale diffuso a livello mondiale e quindi europeo. In Italia si sta lavorando molto per il contrasto a questo fenomeno. La Guardia di Finanza ha un protocollo di intesa con l’’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Co il lancio della piattaforma ha oscurato 20 mila IPTV illecite. Siamo passati da un migliaio di siti l’anno a un migliaio a settimana. La segnalazione arriva subito e la piattaforma è in grado di comunicare agli Isp il reato e l’azione è tempestiva, eentro i primi 30 minuti. Il lavoro non finisce lì, perché la GdF ha l’elenco degli indirizzi IP, da cui estrarre i nomi di compie reati e quindi perseguirli, compresi gli utenti. La GdF ricostruisce le basi logistiche delle reti criminali e le movimentazioni finanziarie dei gruppi criminali, che poi si concretizza in reato di riciclaggio. Una serie di azioni che tutte assieme concorrono ad un contrasto sempre più efficace al reato”, ha sostenuto Gaetano Cutarelli, Colonnello t.St Nucleo Speciale Beni e Servizi Guardia di Finanza.

Il Colonnello ha quindi ricordato il successo dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Milano, che ha permesso di smantellare una rete di siti web pirata che trasmetteva illegalmente le partite di Euro2024. L’operazione, coordinata dalla Procura di Milano, è partita da una denuncia di Sky Italia e ha permesso di individuare i criminali attivi da nord a sud del Paese, consentendo di arrivare alla denuncia e alla perquisizione di 13 persone. Dalle indagini è emerso che oltre 1,3 milioni di utenti si affidavano a piattaforme non autorizzate per seguire gli europei di calcio. La Guardia di Finanza ha inoltre identificato e oscurato la trasmissione del segnale proveniente dai network che distribuivano illegalmente i maggiori palinsesti protetti da diritto d’autore.

“Il diritto d’autore riuscirà a prendere le distanze e a far propria l’intelligenza artificiale, che diventerà anch’essa, come ogni innovazione del passato, strumento per creare nuova produzione artistica e culturale. Non à la fine del copyright, è l’inizio di una nuova era – ha sottolineato Paolo Marzano, Componente Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore (MiC) e docente LUISS – il problema è l’addestramento dei software, che avviene rastrellando miliardi di file disponibili online, quindi copiando senza autorizzazione dei proprietari dei diritti. Negli USA ci sono stati in un solo anno 24 contenziosi. Noi dobbiamo scansare la regola dell’op-out. Negli ultimi anni hanno perso la retta via in molti in Europa e noi possiamo diventare i porta bandiera del diritto d’autore, abbiamo una storia di tutela del copyright e possiamo prendere la leadership e garantire al progresso culturale un futuro umano e non meccanico. Il diritto d’autore non protegge sciò che è prodotto dalla macchina, ma quando l’uomo è autore e la macchina è mezzo. Il diritto d’autore deve stimolare la nostra creatività”.

Il panel con Cinecittà, Lega Serie A, Filmauro, Dazn Italia, Sky Italia, Polizia Postale e Mediaset

“L’industria americana ha dato un indirizzo chiaro all’industria audiovisiva e anche legislativo per la tutela del copyright. In Italia abbiamo raggiunto risultati fondamentali nel contrasto alla pirateria. La vera partita è convincere i giovani che fare pirateria è un reato. Abbiamo fermato l’emorragia in Italia, ma c’è ancora molto da fare. Il vero tema è anticipare i progressi tecnologici, non possiamo attendere che la tecnologia si evolva e poi trovare aggiustare una risposta. Non mi preoccupa chi difende il proprio IP, ma il futuro della produzione dei contenuti, delle imprese e dei posti di lavoro. Dobbiamo avere una visione del futuro che ci attende e che vogliano, solo così potremmo intervenire in tempo e in maniera efficace”, ha detto Nicola Maccanico, AD Cinecittà.

“Siamo di fronte a una piaga sociale, a un Paese che non ha capito quanto la pirateria sia un atto contro la cultura e contro lo sport di questo Paese. Si parla di cifre ancora roboanti, oltre 300 milioni soltanto la parte sportiva, bisogna continuare a lavorare in questo senso. Certo, rispetto anche solo a un anno fa, molto è stato fatto. Il Parlamento ha approvato una legge all’unanimità e questa è una notizia importantissima, è stata creata una piattaforma messa a disposizione dall’Autorità per le Comunicazioni che sta funzionando e sta riducendo sensibilmente il fenomeno perché entra in funzione entro 30 minuti dall’atto di pirateria ma questo non è sufficiente perché i pirati si stanno organizzando. Per questo continueremo a perseguire non solo i pirati, i sistemi di pagamento, le grandi piattaforme californiane, i motori di ricerca, tutti coloro che rendono questo fenomeno possibile. Bisogna andare per le scuole e capire cosa pensano i più giovani. Il pirata lascia una traccia indelebile e lo possiamo individuare. Andremo a perseguire tutte le IPTV illegali che troviamo, anche estere. Dobbiamo bloccare ogni attività criminale in rete. Per raggiungere il livello della Premier League inglese dobbiamo cambiare mentalità, lottare contro il crimine, condurre con decisione l’azione legislativa e provare a riportare nella legalità chi compie reato. I pirati bloccati non si rassegnano all’azione di contrasto e dobbiamo essere sempre al passo delle organizzazioni criminali”, ha spiegato nel suo intervento Luigi De Siervo, AD Lega Serie A.

“Serve una grande mano da parte del mondo dello spettacolo e dello sport, soprattutto nel metterci la faccia nel contrasto continuo alla pirateria. Dovremmo essere ancora più impattanti su questo tema e coinvolgere maggiormente le nuove generazioni. La tempistica è una delle armi a nostra disposizione. Il parco delle sale non è aggiornato e forse serve qualcosa in più in termini di proposta per contrastare l’illegalità. Poi c’è il tema del prezzo degli abbonamenti che si è abbassato e favorisce l’accesso di un maggior pubblico sulle piattaforme legali. Nei prossimi anni cambierà sempre il modo di fruizione dei contenuti e una nuova strategia sul prezzo finale all’utente potrebbe essere un’arma in più in questa lotta per la difesa del diritto d’autore e di tutta un’industria”, ha precisato Luigi De Laurentis, Produttore Filmauro e Presidente SSC Bari.

“La Pirateria è un fenomeno criminale e va sconfitta. Il consenso a livello istituzionale è esteso, e non è banale trovarlo, ma è importante essere tempestivi: ogni giorno che passa regaliamo alla criminalità oltre 700.000 euro. Chi offre e vende pirateria è un’organizzazione criminale sofisticata: anche se la piattaforma ha oscurato migliaia di siti illegali, i pirati potrebbero essere in grado di aggirare il sistema legale in tempi brevi. Per rendere la piattaforma più efficace occorrerebbe la collaborazione da parte di alcune realtà che consentono a chi offre la pirateria di rendersi invisibili. Questi soggetti devono concorrere ad una corretta applicazione della legge dello Stato italiano, sia a livello amministrativo, AgCom su questo fronte è già impegnata, sia in tribunale. Bisogna utilizzare gli indirizzi IP di chi vende e compra pirateria. Bisogna procedere con le sanzioni. Inoltre, bisognerebbe estendere alla pirateria digitale strumenti investigativi e di repressione adottati per altri reati: l’utilizzo del “sotto copertura“ ed il sequestro per equivalente, anche preventivo. Serve che tutti si schierino contro la pirateria: Presidenti, Dirigenti, Tesserati, perché i tifosi seguono quello che fanno i loro idoli. Questo passaggio insieme alla collaborazione da parte degli intermediari, l’utilizzo dell’indirizzo IP, il rafforzamento delle operazioni fatte dalle Forze dell’Ordine, il sequestro per equivalente insieme alla moral suasion, permetterebbero un contrasto davvero efficace”, ha detto nel suo intervento Romano Righetti, General Consuel di Dazn Italia.

“Si dovrebbe intervenire sui VPN e altri punti chiave per rafforzare ed estendere la legge antipirateria. È una legge dinamica che segue l’evoluzione della minaccia, aggiornando gli strumenti di contrasto. Noi siamo sempre pronti a raccontare questa battaglia, da condurre su più livelli: repressivo, comunicativo, educativo”, ha affermato Alfredo Borgia, Direttore Affari Istituzionali Sky Italia.

“Il provvedimento legislativo è frutto anche di un compromesso, perché ci sono molti operatori che temono di avere ricadute negative sul proprio business. C’era necessità di uno strumento del genere ed è stata una delle iniziative parlamentari più veloci nell’arrivare a conclusione. Tutto ciò che oggi può migliorarlo è utile e opportuno. L’Agcom va sostenuta non solo a parole e il sostegno legale che Fapav offre è fondamentale e denota e qualifica questa associazione. È un atto di coraggio che va riconosciuto. Forse si dovrebbero render noti i nomi di chi compie un reato, come forma estrema di deterrenza. Gli stessi artisti devono metterci la faccia, perché chi dà loro lavoro è oggi sotto attacco”, ha detto Stefano Selli, Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset.

Riguardo all’individuazione degli utenti che hanno accesso a contenuti piratati, Barbara Strappato, Direttore della I^ Divisione del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha chiarito che al momento “al momento la legge non lo consente, ma potrebbe essere un modo per colpire l’industria dell’illegalità. Noi delle forze dell’ordine diamo un nome alle nostre operazioni sia per connotarle di un significato, sia per ricordarle. Gli stessi criminali informatici vogliono realizzare profitti e quindi moltiplicano le modalità di vendita. Ogni utente quando si registra a questi siti pirata consegna dei dati sensibili che poi sono utilizzati per finalità illegali di ogni tipo. Bene che vada questi dati sono venduti per fini commerciali, o, nel peggiore dei casi, per attività criminali. La repressione di questi fenomeni è complicata, anche perché le attività investigative sono di natura transnazionale. Cooperare a questi livelli è oggi difficile, perché con alcuni Paesi non ci sono accordi precisi. Con lo strumento legislativo si può superare questo ostacolo. Noi dobbiamo formarci e approfondire i temi di ieri e di oggi, dal metaverso all’AI, fino alle piattaforme digitali, sono questi sono gli obiettivi, ma serve una comunicazione diretta agli utenti finali. Quando andiamo nelle scuole i ragazzi comprendono le tecnologie, mentre la pirateria è percepita come reato, ma non fono in fondo, cioè senza comprendere quelle che sono le conseguenze che questa ha sul loro stesso futuro”.

Conclusioni. Capitanio: “Difendiamo la bellezza e usciamo dall’indifferenza”

Massimiliano Capitanio

“L’operazione della Guardia di Finanza di Milano dimostra che nel campo del diritto d’autore vincerà la cultura della legalità. Questa notizia è positiva anche per le casse dello Stato perché, se davvero venissero individuati tutti gli utenti delle IPTV pirata, le multe ammonterebbero da un minimo di 195 milioni fino a un massimo di 6,5 miliardi di euro in forza delle nuove sanzioni introdotte dall’articolo 3 della legge 93/2023 Maccanti-Mollicone. Il fenomeno è purtroppo un cancro ancora molto diffuso in Italia tant’è che negli ultimi 6 mesi Agcom ha spento oltre 18 mila siti gestiti dalla criminalità organizzata”, ha ricordato Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM, a cui sono state affidate le conclusioni dell’evento FAPAV/Ipsos.

“Gli strumenti adottati dall’inizio dell’anno hanno dato risultati straordinari. Siamo passati da 9mila siti abbattuti negli ultimi 10 anni a quasi 18mila solo in questo primo semestre del 2024. Ovviamente, la criminalità organizzata che gestisce questo fenomeno sta adottando delle misure protettive, quindi in tal senso ci sarà bisogno di lavorare molto nei prossimi mesi”, ha aggiunto Capitanio.

“Abbiamo li dovere di far vincere la bellezza. La contraffazione uccide la creatività, dietro ogni opera d’arte ci sono delle emozioni e quando noi non diamo valore ad un prodotto rechiamo danno a chi dietro ci ha lavorato e ci ha investito tempo e denaro. L’indifferenza crea illegalità e indebolisce ogni azione di contrasto. Oggi vengono rubati anche film e partite in chiaro, perché su questi prodotti, che siano o meno venduti, i pirati ricavano dati e pubblicità, nuove forme di business che alimentano i gruppi criminali. La battaglia va avanti quindi e si dovrà spostare certamente ogni attività di persuasione culturale, ma anche sanzionatoria, proprio su chi agevola il crimine, cioè l’utente finale. Oggi, per fermare lo spaccio di contenuti illegali bisogna indagare il web, il deep web e reprimere ogni espressione di illegalità. Attendiamo l’attivazione del patentino digitale, che ha un ventaglio di accezioni molto ampio, ma anche il contrasto all’indifferenza e la tutela della bellezza. Nei primi mesi dopo l’estate partirà la consultazione per aggiornare il regolamento che non riguardi solo gli eventi sportivi, ma anche di altra natura.  Gli operatori devono aderire alla legge e alla piattaforma. Serve interscambio dei dati per arrivare anche all’utente finale, passaggio impopolare che però va fatto. Tutto il percorso è finalizzato al contrasto alla pirateria, ma abbiamo anche il dovere morale di ripulire il web e i social dall’utilizzo di nuove tecnologie finalizzate a nuove truffe, come l’AI, strumento fondamentale in questa attività di contrasto a 360°. Difendiamo la bellezza e usciamo dall’indifferenza”, il messaggio finale di Capitanio.

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Sky, ecco i palinsesti della nuova stagione. La finale di X Factor 2024 in piazza del plebiscito a Napoli

Quella in arrivo sarà per Sky, sul fronte intrattenimento, una nuova stagione nel segno della continuità e quindi dell’eccellenza creativa e produttiva di sempre, ma anche piena di tantissime novità di rilievo e di progetti innovativi.

Viene presentata oggi un’offerta sempre più di qualità, sia pay sia free-to-air, con una grande varietà di contenuti esclusivi, fruibili come, quando e dove si preferisce, in modalità lineare, on demand o, per chi sceglie lo streaming, con NOW, l’unico servizio a unire un vastissimo catalogo di serie, cinema, intrattenimento e documentari, con il grande sport in diretta e l’informazione.

Le grandi serie Sky Original, italiane e di gruppo, e le novità internazionali più esclusive, i film più attesi e premiati, gli amatissimi show per tutta la famiglia, i documentari più appassionanti: sono queste le proposte della prossima stagione, che Sky porterà nelle case di tutti gli spettatori insieme alla tecnologia più avanzata in grado di assicurare la migliore esperienza di visione possibile.

Sarà una grande stagione per l’intrattenimento made in Sky grazie agli show capaci di arrivare al pubblico parlando tanti linguaggi e creando dibattito sui social. Torna da settembre, su Sky e in streaming solo su NOW, X Factor, quest’anno tutto nuovo grazie a un cast inedito – in conduzione Giorgia, al tavolo dei giudici Achille Lauro, Jake La Furia, Manuel Agnelli e Paola Iezzi – e a una spettacolare finale in Piazza del Plebiscito a Napoli: per la prima volta al mondo nella storia del format, infatti, la finalissima sarà in esterna, per un evento gratuito e aperto al pubblico, co-organizzato con il Comune di Napoli, che promette di essere una grande festa per il pubblico. C’è un bellissimo compleanno da festeggiare, i 10 anni di Alessandro Borghese – 4 Ristoranti, la gara tra i ristoratori che ha imposto un nuovo modo di fare food in tv; c’è la nuova avventura di Pechino Express, autentica sorpresa delle ultime stagioni televisive e sempre più apprezzato e discusso sui social, che tornerà con la conduzione di Costantino della Gherardesca e il suo inviato speciale Fru. La stagione si aprirà a settembre, sempre su Sky e in streaming solo su NOW, con i viaggi e le sfide appassionanti ed elegantissime di Bruno Barbieri – 4 Hotel, sempre con la valigia pronta verso località e destinazioni inedite e una attenzione particolare al green anche nell’hôtellerie; nei mesi successivi si proseguirà con MasterChef Italia, con una nuova Masterclass e l’adorato trio di giudici – Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli – che mette d’accordo tutti, a partire dagli aspiranti chef in gara; e ancora, tornerà Cucine da incubo, lo show cult con Antonino Cannavacciuolo in giro nelle peggiori cucine d’Italia per provare a salvare i ristoranti e aiutare gestori e dipendenti.

La finale di X Factor 2024 in piazza del plebiscito a Napoli

Per la prima volta al mondo, la finalissima di X Factor si celebrerà in esterna, in una piazza. La prossima stagione di X Factor Italia si concluderà in Piazza del Plebiscito, a Napoli.
Non era mai successo, nella storia internazionale del format, che lo show celebrasse il suo ultimo atto uscendo da uno studio.

Per X Factor 2024 quella di giovedì 5 dicembre sarà quindi una finalissima speciale, per la quale i concorrenti, il cast e l’intera macchina dello show Sky Original prodotto da Fremantle raggiungeranno il proprio pubblico per il momento più atteso della stagione, che avverrà in uno dei palcoscenici architettonici e artistici più noti e visitati del Paese, il cuore del centro storico del capoluogo partenopeo. Un grande evento di piazza gratuito, co-organizzato insieme al Comune di Napoli, ricco di ospiti e sorprese, spettacolare e inedito. Inedito come il cast che seguirà e accompagnerà i ragazzi protagonisti dell’edizione in arrivo da settembre su Sky e in streaming solo su NOW: come annunciato poche settimane fa, a guidare #XF2024 c’è Giorgia, che fa il suo esordio assoluto alla guida in solitaria di uno show, mentre al tavolo dei giudici si siede una formazione del tutto nuova, con un attesissimo ritorno – quello di Manuel Agnelli – e tre nomi che quest’anno fanno il proprio esordio assoluto in giuria, Achille Lauro, Jake La Furia e Paola Iezzi.

Da settembre lo show avrà come sempre 3 puntate di Audizioni e 2 di Bootcamp, dall’Allianz Cloud di Milano, quindi una serata, decisiva, di Home Visit, dalla quale emergeranno i dodici concorrenti ufficiali di X Factor 2024, pronti a sfidarsi nel corso dei Live Show che partiranno a ottobre in diretta dal Teatro Repower.

Gli artisti che arriveranno all’ultimo atto per giocarsi la vittoria si esibiranno, sempre guidati dai loro giudici e mentori, in un luogo già sede di grandissimi eventi che hanno segnato la storia dello spettacolo italiano e non solo. Sul palco arriveranno grandi ospiti che saranno annunciati nelle prossime settimane, insieme a tutti i dettagli dell’evento.

Serie Tv

Per le serie, in arrivo su Sky e in streaming su NOW una nuova, grande stagione fatta di innumerevoli novità internazionali, di attesissimi titoli Sky Original e di alcuni dei franchise più iconici e celebrati al mondo, per un’offerta seriale che tra prime visioni e library, acquisizioni e titoli originali, si fa veramente sconfinata.

La nuova stagione ha appena preso il via con il secondo ciclo di episodi di House of the Dragon, amatissimo prequel de “Il Trono di Spade”, in esclusiva e in contemporanea con gli Stati Uniti, e fra l’estate e i mesi successivi arriveranno novità imperdibili come l’appena annunciato The Penguin, spin-off del blockbuster “The Batman”, con Colin Farrell che riprende il ruolo dell’iconico gangster storica nemesi dell’uomo pipistrello; Hanno Ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883, la dramedy Sky Original diretta da Sydney Sibilia, prevista a ottobre, sulla storia di musica e di grande amicizia che ha portato al successo Max Pezzali e Mauro Repetto, sullo sfondo dei mitici anni ’90; in autunno l’attesissima seconda parte dell’ultima stagione di Yellowstone, il western contemporaneo – vero caso televisivo degli ultimi anni, osannato da critica e pubblico – che ha segnato il grande ritorno in TV del Premio Oscar® Kevin Costner. Entro la fine del 2024 anche la già celebratissima Dostoevskij, prima serie dei Fratelli D’Innocenzo dall’11 al 17 luglio al cinema con Vision Distribution in due atti, con Filippo Timi nei panni di un tormentato detective alle prese con un misterioso serial killer, e Il giorno dello sciacallo, remake Sky Original della storica versione cinematografica del 1973 che adattava l’omonimo thriller a sfondo storico di Frederick Forsyth.

Il 2025 si annuncia almeno altrettanto ricco: novità già molto attese come M. Il figlio del secolo, ambizioso adattamento Sky Original dell’omonimo bestseller di Antonio Scurati su Benito Mussolini, e la serie di Valeria Golino dal romanzo scandalo di Goliarda Sapienza L’Arte della Gioia, applaudita all’ultimo Festival di Cannes e attualmente in sala; e i ritorni di titoli HBO e Sky Exclusive di culto, come le nuove stagioni di The White Lotus, ora in fase di riprese in Thailandia, e The Last of Us, la serie con Pedro Pascal e Bella Ramsey che dopo una prima stagione da record continuerà la storia di sopravvivenza tratta dall’omonimo e acclamatissimo videogioco per PlayStation®. E ancora una lunga serie di titoli originali, italiani e non: la seconda stagione di Blocco 181, sempre in collaborazione con Salmo e ancora ambientata fra le comunità multietniche di Milano; Iris, thriller britannico attualmente sul set in Italia, fra la Sardegna, Roma e Firenze; Amadeus, sulla storia di Wolfgang Amadeus Mozart, con Will Sharpe e Paul Bettany; la miniserie Lockerbie, sull’attacco terroristico che nel 1988 colpì il volo Pan Am 103, con Colin Firth; la terza stagione di Gangs of London e tantissimi altri titoli in prima visione.

Inoltre, due grandi novità Sky Original vengono annunciate oggi: Rosa Elettrica, action thriller con Maria Chiara Giannetta dall’omonimo romanzo di Giampaolo Simi edito da Sellerio Editore, sul set a giorni; e Ligas, legal drama con Luca Argentero nei panni di un geniale, controverso e affascinante avvocato penalista di Milano. Vanno ad aggiungersi alla lista dei tanti progetti originali in arrivo, frutto della forza produttiva e creativa di Sky Studios.

Il 2024 si è aperto all’insegna del grande cinema su Sky con i più importanti blockbuster della scorsa stagione: dallo straordinario successo di Paola Cortellesi C’è ancora domani ai film record d’incassi in tutto il mondo come Barbie e Oppenheimer, senza dimenticare gli ultimi capitoli di franchise come Mission: Impossible – Dead Reckoning e Fast X, fino all’acclamato Perfect Days di Wim Wenders.

Ma l’offerta di Sky Cinema non termina qui. Sono in arrivo nella prossima stagione tantissime nuove prime visioni per una proposta completa, con film di ogni genere, per tutti i gusti: tutto anche disponibile on demand su Sky e in streaming su NOW. E con Sky Cinema, Paramount+ è incluso senza costi aggiuntivi.

Tanti titoli del grande cinema internazionale con blockbuster come l’attesissimo Dune – Parte due di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet e Zendaya (ora disponibile su Sky Primafila e prossimamente su Sky Cinema), i cinecomic dell’universo DC Blue Beetle (dal 22 luglio)e Aquaman e il regno perduto con Jason Momoa e Nicole Kidman (ora disponibile su Sky Primafila e prossimamente su Sky Cinema), fino a Wonka, il film sulle origini dell’eccentrico Willy Wonka (ora disponibile su Sky Primafila e prossimamente su Sky Cinema). Immancabile inoltre il cinema premiato e d’autore con titoli come Priscilla di Sofia Coppola (prossimamente), Asteroid City di Wes Anderson (ora disponibile on demand), The Holdovers – Lezioni Di Vita, vincitore del premio Oscar® 2024 per la Miglior attrice non protagonista (prossimamente), One Life trainato dall’impareggiabile Anthony Hopkins (ora disponibile on demand), l’acclamato Past Lives (dal 4 luglio) e la seconda parte della nuova rilettura del romanzo di Alexandre Dumas I tre moschettieri – Milady (prossimamente).

E poi le saghe che hanno fatto la storia del cinema, come quelle di Spider-Man, Harry Potter, Fast & Furious, Star Trek, Jack Ryan e la trilogia originale de Il Signore degli anelli.

Grande protagonista il cinema italiano, con le commedie di successo come il nuovo film di Leonardo Pieraccioni Pare parecchio Parigi (dall’8 luglio), Romeo è Giulietta di Giovanni Veronesi (prossimamente) e Un altro Ferragosto di Paolo Virzì, in cui, dopo ventotto anni, ritroviamo le famiglie Molino e Mazzalupi (ora disponibile on demand). Ma l’offerta di cinema italiano non si ferma qui: troviamo infatti Caracas con Toni Servillo e Marco D’Amore – che firma anche la regia (dall’11 luglio), Finalmente l’alba di Saverio Costanzo, presentato in concorso alla 80esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (dal 21 luglio), Confidenza di Daniele Luchetti (prossimamente), Race For Glory – Audi vs. Lancia con Riccardo Scamarcio e Daniel Brühl sulla rivalità tra le due scuderie automobilistiche al Campionato del mondo di rally del 1983 (prossimamente) e infine un nuovo, avvincente thriller, La coda del diavolo, tratto dal romanzo di successo di Maurizio Maggi con protagonista Luca Argentero in un ruolo insolito (prossimamente).

Non mancheranno i film per tutta la famiglia, con il nuovo capitolo delle avventure del panda Po targate Dreamworks Animation Kung Fu Panda 4 (prossimamente), l’amato ritorno nel coloratissimo mondo canterino di Trolls 3 – Tutti insieme (ora disponibile on demand) e la divertente avventura Prendi il volo firmata Illumination (prossimamente).

Tante le produzioni Sky Original in onda su Sky Cinema: Paola Cortellesi torna sul set di Petra – terza stagione con nuove storie dirette da Maria Sole Tognazzi; in arrivo inoltre Piedone, il nuovo poliziesco con Salvatore Esposito nei panni di un ispettore di polizia erede spirituale dell’iconico commissario Rizzo reso immortale da Bud Spencer in “Piedone Lo Sbirro”, Silvia D’amico e Fabio Balsamo; confermatissima la nuova stagione de I delitti del BarLume, con Filippo Timi, Lucia Mascino, Alessandro Benvenuti, Atos Davini, Massimo Paganelli, Enrica Guidi, Corrado Guzzanti e Stefano Fresi; il film d’animazione per tutta la famiglia 10 Lives, in cui un gatto fa di tutto per guadagnare una vita extra (prossimamente); e per finire il film Vangelo secondo Maria di Paolo Zucca, tratto dal libro di Barbara Alberti, con Benedetta Porcaroli nel ruolo di Maria e Alessandro Gassmann in quello di Giuseppe (prossimamente).

In arrivo le grandi storie e le produzioni più suggestive sui canali factual, sempre disponibili anche in streaming su NOW. Da più di 10 anni Sky Arte propone un racconto inedito, contemporaneo e autentico, continuando a valorizzare il patrimonio artistico e culturale non solo italiano. Tra i titoli Sky Original in arrivo nei prossimi mesi il documentario Manierismo. L’arte più pazza del mondo, un viaggio alla scoperta del movimento artistico considerato tra i più bizzarri, e grande attesa per Uomini e Dei. Le meraviglie del Museo Egizio, il film evento con la straordinaria partecipazione di Jeremy Irons che arriva in tv dopo il successo al botteghino.

Altre grandi storie arrivano su Sky Documentaries, canale che – in pochi anni – ha catalizzato l’attenzione degli spettatori con il meglio delle docu-serie in circolazione. In evidenza tra le proposte dei prossimi mesi, la Sky Original Il caso Rostagno, la docu-serie con la partecipazione di Roberto Saviano, che farà affiorare la verità sull’omicidio del giornalista ucciso in Sicilia nel 1988. Altro pezzo di storia italiana troverà spazio sul canale con Prima della Fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer, il film documentario che ricorda il leader del PCI a 40 anni dalla scomparsa. Sempre presenti anche le grandi epopee sportive come Dream Team sul successo della più grande squadra di basket o le biografie più emozionanti come Elizabeth Taylor: the last tapes, un ritratto intimo sulla diva americana. E ancora Wise Guy: David Chase and The Sopranos che mostra una nuova prospettiva sullo show The Sopranos.

Cercando sempre di sensibilizzare il pubblico su tematiche ambientali, Sky Nature si conferma una finestra sul pianeta. Con la sua programmazione spettacolare e contenuti di alta qualità dedicati all’esplorazione delle bellezze della natura, può contare anche su suggestive Sky Original con riprese mozzafiato. Tra tutti il documentario Sky Original Marmolada. Madre Roccia che mostra l’impresa per aprire una nuova via sulla Regina delle Dolomiti.

Tante anche le storie di true crime con Sky Crime, edito da A+E Networks Italia, punto di riferimento del complesso mondo del true crime mantenendo sempre un approccio psicologico. In arrivo Chem Sex. La droga dello stupro, un docu-film inchiesta che indaga sul fenomeno della droga dello stupro portato alla ribalta dalla vicenda di Alberto Genovese e dei suoi festini a luci rosse su Terrazza Sentimento. Grande attesa anche per Luciano Gaucci. Quando passa l’uragano, il racconto di un impero fatto di calcio, cavalli, truffe e crack finanziari.

Per la prossima stagione televisiva, infine, TV8 conferma la sua linea editoriale, basata sull’intrattenimento di qualità e per tutta la famiglia.

A partire dall’autunno, saranno in prima visione in chiaro i big show di Sky, come X Factor, Pechino Express e MasterChef Italia. 

Torna anche il grande sport con i motori, Formula 1, MotoGP e Superbike, il Rugby, il calcio con la Uefa Europa League, e novità assoluta di questa stagione, la Uefa Champions League, entrambe con la miglior partita tra club stranieri del turno. Uno studio pre partita per entrare nel vivo della gara, e nel post partita di Champions League, i commenti a caldo e gli highlights di tutte le partite del torneo.

Confermate le principali produzioni originali, distintive e identitarie per il canale, che tornano con le nuove edizioni: 100% Italia, il game show che indaga le abitudini e le opinioni degli italiani con Nicola Savino;Celebrity Chef con Alessandro Borghese, il programma quotidiano della fascia preserale in cui due celebrities si calano nell’inedito ruolo di Chef; e GialappaShow, il programma di Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa’s Band condotto dal mattatore Mago Forest.

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Pirateria audiovisiva, la GdF smantella rete pirata da 1,3 milioni di utenti. L’Ad di Sky Italia Andrea Duilio: ‘Operazione fondamentale per tutelare l’industria’

La Guardia di Finanza di Milano smantella una rete di siti web pirata che trasmettevano illegalmente le partite di Euro2024.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Milano, sono partite da una denuncia di Sky Italia e hanno permesso di individuare i criminali da nord a sud che ha portato alla denuncia e alla perquisizione di 13 persone.

Dalle indagini è emerso che oltre 1,3 milioni di utenti si affidavano a piattaforme non autorizzate per seguire gli europei di calcio. La Finanza infatti ha identificato e oscurato la trasmissione del segnale proveniente dai network che distribuivano illegalmente i maggiori palinsesti protetti da diritto d’autore.

Commento di Andrea Duilio sull’operazione anti-pirateria di oggi

“Ringraziamo il Comando Provinciale di Milano della Guardia di Finanza per questa importante operazione antipirateria. Contrastare questo fenomeno criminale è un impegno che ci coinvolge tutti e il lavoro delle forze dell’ordine è fondamentale per tutelare l’industria audiovisiva e i milioni di abbonati che scelgono la legalità”,commenta Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia.

Oltre a essere una risorsa per la criminalità organizzata, la pirateria è anche un danno per l’industria della cultura, dello sport e dello spettacolo. Abbonarsi ad servizio illegale può comportare un rischio per 10mila posti di lavoro ogni anno e di danni per l’economia di quasi 2 miliardi di euro.

FAPAV (Bagnoli Rossi): un plauso alle forze dell’ordine sempre in prima linea contro la pirateria audiovisiva e sportiva

“Un plauso a tutte le forze dell’ordine per l’incessante lavoro svolto nel contrastare la pirateria audiovisiva e sportiva. L’operazione annunciata questa mattina, che ha visto la Guardia di Finanza di Milano intervenire per oscurare networks che distribuivano illegalmente contenuti sportivi e non solo, rappresenta l’ennesima dimostrazione di quanto l’impegno di tutte le forze di polizia a tutela dei contenuti protetti dal diritto d’autore, sia fondamentale per contrastare il fenomeno. Il loro sostegno, di qualità e di quantità, è centrale in un anno cruciale per la lotta alla pirateria: siamo in un momento caldissimo per lo sviluppo delle procedure e delle attività legate a contrastare qualunque forma e atto di pirateria. Ne parleremo e analizzeremo le evoluzioni e gli effetti della pirateria, in occasione degli “Stati Generali della Lotta alla Pirateria, tra Legalità, Sicurezza e intelligenza Artificiale” promossi da FAPAV e in programma lunedì 24 giugno a Roma presso Palazzo Wedekind (Salone Angiolillo, Piazza Colonna) durante il quale Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos, presenterà gli ultimi dati” ha commentato Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV.

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Stati Generali della lotta alla pirateria tra legalità, sicurezza e AI. Il 24 giugno a Roma la presentazione dei nuovi dati FAPAV/Ipsos

Gli Stati Generali

Gli “Stati Generali della lotta alla pirateria tra legalità, sicurezza e intelligenza artificiale. Industrie dei contenuti, consumi culturali e comportamenti illeciti” è il titolo dell’evento, promosso da FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, che avrà luogo il 24 giugno 2024 a partire dalle ore 10:00, presso Palazzo Wedekind (Salone Angiolillo) a Piazza Colonna 366, Roma.  

Durante la conferenza verrà presentata la nuova indagine completa FAPAV/Ipsos sul fenomeno della pirateria audiovisiva e multimediale, presentata dal Presidente Ipsos Nando Pagnoncelli, con il rilascio dei dati aggiornati relativi all’incidenza e all’impatto economico dell’illegalità online in tutte le sue forme.

L’Agenda

Apriranno la conferenza i saluti dell’On. Federico Mollicone, Presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera Dei Deputati, e di Giovanni Malagò, Presidente CONI, a cui seguirà l’introduzione di Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV.

Diverse le personalità nazionali ed internazionali, del mondo della politica, delle istituzioni, delle imprese e delle associazioni di settore che parteciperanno, tra cui: Stefano Azzi, CEO DAZN Italia, Alfredo Borgia, Direttore Affari Istituzionali Sky Italia, Gaetano Cutarelli, Colonnello t.St Nucleo Speciale Beni e Servizi Guardia di Finanza, Luigi De Laurentis, Produttore Filmauro e Presidente SSC Bari, Luigi De Siervo, AD Lega Serie A, Giovanni Di Pasquale, Direttore Generale APA, Nicola Maccanico, AD Cinecittà, Paolo Marzano, Componente Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore (MiC) e docente LUISS, Stan McCoy, Presidente MPA EMEA, Luciana Migliavacca, Presidente UNIVIDEO, Francesco Rutelli, Presidente ANICA, Stefano Selli, Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset e Francesco Siddi, Presidente Confindustria Radio TV. 

Modera gli interventi Caterina Baldini, giornalista SKY Italia.

Le conclusioni dell’evento saranno affidate a Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM.

PER INFORMAZIONI

Per richiedere ulteriori approfondimenti o dettagli sull’evento e i suoi partecipanti inviare una email a info@fapav.it.

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Democrazia Futura. Editoriale del 12° fascicolo. Per una nuova sovranità politica di fronte all’escalation delle guerre e allo strapotere della tecnoscienza

L’escalation dei due conflitti in Ucraina e a Gaza

Sul piano geopolitico da due anni viviamo quella che è stata definita una escalation sia dei fronti bellici (Ucraina e poi Gaza) sia di quelli potenziali (Taiwan) e soprattutto l’estensione dei primi due conflitti alle frontiere occidentali della Russia e in Medio Oriente.

Bruno Somalvico

Difficile stabilire sino a quando durerà questa fase di instabilità, non solo per la stagione di incertezza politica che vivono i Paesi occidentali – in primis gli Stati Uniti d’America e il loro fedele alleato Regno Unito entrambi alla vigilia di due importanti scadenze elettorali – ma soprattutto per la crescente irrilevanza dimostrata sul piano politico e diplomatico – resasi particolarmente evidente dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele – da parte di un’Unione europea che rimane troppo divisa al suo interno, incapace di fare quel salto di qualità nel suo processo di integrazione che, solo un forte sussulto proveniente dai suoi Paesi fondatori potrebbe riuscire ad imprimere per impedire un secondo e definitivo tramonto dell’Occidente.

Come difendere le ragioni dell’Occidente e continuare a difendere la democrazia oggi

Mai come in questa fase drammatica della storia di questo ventunesimo secolo occorre difendere le ragioni dell’Occidente, i suoi valori e principi, e al contempo, creare le condizioni perché continui ad essere in grado – come nel Novecento – di difendere la democrazia e combattere ogni forma di totalitarismo ma anche e soprattutto di incidere sul piano diplomatico e militare sulla scena internazionale.

Chi ha effettivamente a cuore come primo obiettivo quello di evitare lo scoppio di una terza guerra mondiale e il superamento della nuova guerra fredda con l’Oriente nel nuovo quadro non più bipolare di oggi deve a mio parere spingere essenzialmente a realizzare due finalità:

Da un lato ribadire mezzo secolo dopo i dieci principi contenuti nell’Atto finale della Conferenza di Helsinki:

1. Eguaglianza sovrana, rispetto dei diritti inerenti alla sovranità

2. Non ricorso alla minaccia o all’uso della forza

3. Inviolabilità delle frontiere

4. Integrità territoriale degli Stati

5. Risoluzione pacifica delle controversie

6. Non intervento negli affari interni

7. Rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di pensiero, coscienza, religione o credo

8. Eguaglianza dei diritti ed autodeterminazione dei popoli

9. Cooperazione fra gli Stati

10. Adempimento in buona fede degli obblighi di diritto internazionale

Dall’altro lato occorre, a ottant’anni dalla Conferenza di Jalta, ridisegnare gli equilibri geopolitici planetari e le sfere di influenza delle varie potenze grandi e medio-grandi che caratterizzano il nuovo ordine mondiale pentapolare (Stati Uniti, Unione Europea, Cina, India e Russia) e comunque multipolare all’interno del quale poter convivere salvaguardando lo spirito di Helsinki contenuto in quei dieci principi

Restituire lo scettro del primato della politica conferirle l’esercizio e l’estensione della sua sovranità su scala planetaria rivitalizzando i processi decisionali sia quelli interni ai singoli Stati sia nell’ambito delle istituzioni europee e degli organismi internazionali

Combattere il declino dell’Occidente, difendere la democrazia, ribadire i nostri valori devono tornare ad essere i cardini dell’azione politica e diplomatica, ribadire il primato della sfera politica ovvero conferire alla politica un nuovo scettro, una nuova piena e compiuta sovranità rispetto agli effetti prodotti dalla globalizzazione dei mercati e dal crescente preponderante dominio della tecnoscienza.

Ne consegue la necessità di rivitalizzare non solo i processi decisionali interni ai singoli Stati per favorire l’autentica sovranità del popolo in luogo dei regimi autoritari, dei populismi e di altre forme ibride come le cosiddette democrature, e quelli in seno all’Unione europea ma anche quelli di un organismo come l’Onu a cominciare dall’abolizione del potere di veto sia dei singoli membri del Consiglio europeo nell’Unione sia dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza nell’Onu.

Creare una task force politica contro le intrusioni del mondo economico e della tecnoscienza

Una vera e propria task force politica contro le intrusioni del mondo dell’economia e della tecnoscienza capace in qualche modo di riaffermare la sovranità della politica intesa come arte per la ricerca della mediazione e della ricomposizione degli interessi particolari in nome di una sovranità politica da esercitarsi anche al di fuori della dimensione nazionale, non solo su scala continentale, nel nostro caso su scala europea, ma anche su scala globale ovvero in nome degli interessi supremi del nostro pianeta.

Solo esercitando una sorta di sovranità planetaria i contraenti di questo patto potranno ridisegnare le sfere di influenza di questo nuovo ordine multipolare, chi traendone beneficio, chi perdendo posizioni, e, al contempo, saranno chiamati a sottoscrivere e aggiornare la Charta di Helsinki, a garanzia appunto di un auspicabile ritorno del primato della politica sugli altri poteri forti, dominanti e troppo sovente prevaricatori che hanno caratterizzato questo primo quarto del nuovo secolo, facendo della cosiddetta disintermediazione la principale leva del loro successo e del loro controllo su individui sempre più spiati sorvegliati e conseguentemente privi di agire liberamente ma piegati a queste nuove forme di dominio assoluto sull’umanità.

Una task force politica per decidere le grandi opzioni planetarie, globalizzare le regole del gioco e non solo i mercati finanziari, temperare la crescita dell’intelligenza artificiale con un nuovo esercizio responsabile e largamente condiviso della sovranità politica.

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