Pirateria. Da Cagliari operazione internazionale di contrasto allo streaming illegale di film, partite e serie tv

Operazione antipirateria della Guardia di Finanza in Sardegna, Lombardia, Puglia e Sicilia, con ramificazioni in USA e Olanda

Si fa sempre più serrata in Italia e non solo la lotta alla pirateria audiovisiva. Da Cagliari è partita un’operazione internazionale di contrasto alla diffusione illegali di film, serie TV e eventi sportivi in diretta e di tutela del diritto d’autore, condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza del capoluogo sardo.

In questi giorni sono in corso sequestri e perquisizioni in diverse regioni italiane (Sardegna, Puglia, Lombardia e Sicilia) e al momento sono dieci gli indagati per violazione del diritto d’autore a seguito della vendita di pacchetti di abbonamenti illegali a piattaforme streaming senza alcuna autorizzazione da parte dei titolari dei diritti.

La rete criminale, però, va ben oltre la Sardegna e l’Italia, con ramificazioni che sembrano portare all’Olanda e agli Stati Uniti, con il diretto coinvolgimento operativo delle Autorità locali.

L’operazione “rappresenta un tassello fondamentale nella lotta contro la pirateria audiovisiva. La forte sinergia tra la Procura della Repubblica cagliaritana e le Fiamme gialle permette, da una parte, di smantellare le organizzazioni criminali che operano in questo settore, dall’altra, di sanzionare penalmente e amministrativamente tutti i potenziali acquirenti in fase di identificazione”, si legge in una nota diffusa dal Comando della Guardia di finanza di Cagliari.

Pirateria, Andrea Duilio (AD di Sky Italia): “Individuare e sanzionare gli utenti pirata è il modo più efficace per tutelare chi sceglie la legalità”

Voglio ringraziare la Guardia di Finanza di Cagliari per l’importante operazione antipirateria che sta conducendo in diverse regioni italiane. Contrastare su larga scala le organizzazioni criminali e individuare e sanzionare gli utenti pirata è il modo più efficace per tutelare concretamente chi sceglie la legalità”, ha dichiarato Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia.

Indagati in dieci, perquisizioni e sequestri in abitazioni e uffici

Questa mattina sono scattate perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di tre dei dieci indagati a Golasecca in provincia di Varese, a Brindisi in Puglia, a Favara e Aragona in Sicilia. All’interno delle abitazioni è stato sequestrato materiale informatico e le chiavette e i decoder modificati per decodificare il segnale dei canali a pagamento.

Nove degli indagati vendevano i pacchetti di abbonamento a 50-60 euro l’anno. Il sardo titolare di una pizzeria dell’hinterland, da cui è partita l’indagine, è solo un utilizzatore.

L’indagine potrebbe ora estendersi anche agli utilizzatori finali, fanno sapere dalla Guardia di Finanza, che analizzerà i flussi dei conti correnti degli indagati per individuare chi ha pagato gli abbonamenti, sotto i riflettori finiranno anche le chat sui social, su Telegram e Whatsapp.

I Finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano, coordinati dal Gruppo Cagliari, durante un controllo amministrativo operato in un esercizio pubblico dell’hinterland del capoluogo, avevano inizialmente rilevato la proiezione abusiva di contenuti pay per view attraverso l’utilizzo di apparecchi illegali che consentono di accedere a centinaia di contenuti multimediali (film, serie tv ed eventi sportivi in diretta).

Si intensifica la lotta alla pirateria nel nostro Paese

Gli accertamenti preliminari hanno poi permesso di ricostruire un sistema ramificato, identificando una serie di soggetti coinvolti lungo la filiera della pirateria, inclusi fornitori di contenuti, reti di distribuzione e server.

Recentemente, Dazn, in collaborazione con l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE), è riuscita a far chiudere CALCIO, una delle più grandi piattaforme di streaming illegale al mondo, su accedevano solo dall’Italia più di 6 milioni di utenti al mese.

In Italia, da agosto, lo scudo antipirateria Piracy Shield, uno dei più efficaci ed avanzati al mondo, è stato esteso anche a prime cinematografiche, nuove serie tv e musica live, rendendo l’azione di tutela del diritto d’autore più forte e tempestiva.

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Ace e Dazn chiudono Calcio, piattaforma di streaming pirata da 70 milioni di visite l’anno in Italia

ACE e DAZN chiudono la piattaforma pirata CALCIO, solo dall’Italia 6 milioni di accessi mese

Chiusa la popolare piattaforma di streaming illegale Calcio, che contava oltre 123 milioni di visite all’anno attraverso 134 domini e con più di 6 milioni di accessi mensili solo dall’Italia.

L’operazione è stata portata a termine grazie alla collaborazione tra DAZN e l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE), coalizione mondiale anti-pirateria.

Il sito, con sede in Moldavia, offriva accesso non autorizzato ai principali contenuti sportivi premium: dai massimi campionati europei di calcio (Serie A, Premier League, Liga spagnola, Bundesliga, Ligue 1) alle competizioni UEFA (Champions League, Europa League, Conference League), fino agli eventi internazionali come Mondiali FIFA ed Europei UEFA. Tra i contenuti piratati figuravano anche NBA, Formula 1, MotoGP, incontri di tennis e molto altro.

La chiusura di operazioni illegali come Calcio è fondamentale per proteggere i tifosi, salvaguardare posti di lavoro e preservare il valore e l’integrità dello sport dal vivo. L’azione decisa di ACE e DAZN nel rimuovere questo sito ha impedito ulteriori danni all’intero ecosistema sportivo”, ha dichiarato in una nota Ed McCarthy, Chief Operating Officer di DAZN Group.

Larissa Knapp (MPA): “La pirateria danneggia broadcaster, leghe e tifosi

La pirateria riduce drasticamente il valore commerciale di una trasmissione sportiva dal vivo ben prima del fischio finale, danneggiando broadcaster, leghe e tifosi. Con l’avvio della stagione calcistica italiana, plaudo al team per la tempestività con cui è stato smantellato questo noto sito pirata”, ha sottolineato Larissa Knapp, Executive Vice President e Chief Content Protection Officer della Motion Picture Association (MPA).

Secondo i dati raccolti, l’80% del traffico proveniva dall’Italia, con quote minori da Spagna, Stati Uniti, Germania e Francia.

Tutti i domini associati a Calcio sono stati trasferiti ad ACE e ora reindirizzano al sito “Watch Legally“, che promuove l’accesso legale ai contenuti sportivi.

Secondo colpo alla pirateria audiovisiva e online dopo lo smantellamento di Streameast

Questa azione segue il recente smantellamento di Streameast, altra grande piattaforma di streaming illegale seguita in tutto il mondo.

Secondo i dati diffusi da ACE, Streameast aveva costruito un impero del web parallelo: 80 domini associati, oltre 1,6 miliardi di visite in un solo anno.

Numeri che ne facevano la piattaforma pirata di riferimento per lo streaming di eventi sportivi in diretta, con un impatto economico e reputazionale enorme per leghe, broadcaster e piattaforme OTT.

Solo in Italia la pirateria genera danni economici stimati in un miliardo di euro all’anno

Secondo l’indagine FAPAV/Ipsos relativa all’anno 2024, si stima che in Italia, il danno in termini di fatturato perso direttamente a causa della mancata fruizione legale di film e serie/fiction piratate si aggiri intorno agli 800 milion di euro.

Altri 350 milioni di euro sono il danno in termini di fatturato perso direttamente a causa della mancata fruizione legale di sport live piratati nel 2024 (+23% vs 2023), 2,2 miliardi di euro la stima del fatturato perso da tutti i settori economici italiani a causa della pirateria di film, serie/fiction, sport live (+10% vs 2023).

Quasi un miliardo di euro è il danno potenziale stimato sull’economia italiana in termini di PIL, mentre oltre 12 mila posti di lavoro sono a rischio a causa di questo fenomeno criminale.

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Pirateria sportiva. Smantellata Streameast, rete pirata globale da 136 milioni di visite mensili

Streameast contava su 80 domini pirata associati per un totale di 1,6 miliardi di visite annue

Colpo durissimo alla pirateria audiovisiva internazionale. In collaborazione con le autorità egiziane, l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE) – la più grande coalizione globale antipirateria – ha annunciato la chiusura di Streameast, la principale rete al mondo di streaming illegale di eventi sportivi live.

Secondo i dati diffusi da ACE, Streameast aveva costruito un impero del web parallelo: 80 domini associati, oltre 1,6 miliardi di visite in un solo anno.

Numeri che ne facevano la piattaforma pirata di riferimento per lo streaming di eventi sportivi in diretta, con un impatto economico e reputazionale enorme per leghe, broadcaster e piattaforme OTT.

Secondo quanto riportato da ACE, il traffico verso i vari domini di Streameast proveniva principalmente da Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Filippine e Germania.
Nel corso delle operazioni, la Polizia ha anche trovato collegamenti con una società fittizia negli Emirati Arabi Uniti che sarebbe stata utilizzata per riciclare 4,9 milioni di sterline di entrate pubblicitarie dal 2010, nonché 150.000 sterline in criptovaluta.

Rivkin (MPA): “Tuteliamo chi investe e i fan di tutto il mondo”

L’azione congiunta con le autorità egiziane ha portato alla disattivazione dell’intera infrastruttura digitale di Streameast, inclusi i domini che garantivano l’accesso agli utenti. L’operazione è stata descritta da Charles Rivkin, presidente di ACE e della Motion Picture Association (MPA), come una “vittoria storica” nella battaglia contro i network criminali della pirateria digitale.

Con questa azione – ha dichiarato Rivkin – abbiamo colpito la più grande piattaforma illegale di live streaming sportivo, restituendo valore a chi investe nei contenuti e proteggendo i fan in tutto il mondo”.

Nel mirino i grandi campionati di calcio di Italia, UK, Spagna e Germania, ma anche NBA, Foruma1 e MotoGP

L’offerta illecita di Streameast copriva praticamente l’intero panorama sportivo mondiale:

  • i campionati di calcio europei più seguiti, come Premier League (Inghilterra), La Liga (Spagna), Serie A (Italia), Bundesliga (Germania), Ligue 1 (Francia) e Primeira Liga (Portogallo);
  • le competizioni UEFA (Champions League, Europa League, Conference League) e i tornei internazionali FIFA ed UEFA (Mondiali, Europei, Nations League);
  • tornei sudamericani come la Copa América della CONMEBOL;
  • il calcio statunitense con la Major League Soccer (MLS) e le coppe nazionali.

Ma Streameast non si fermava al calcio: il network pirata trasmetteva anche NFL, NBA, NHL, MLB, oltre a eventi di boxe, MMA, Formula 1 e Moto GP, diventando un hub globale per l’accesso illegale a qualsiasi evento sportivo di alto profilo.

La pirateria si batte con strumenti di enforcement e cooperazione

L’operazione è stata salutata come un successo da broadcaster e operatori del settore. Ed McCarthy, COO del gruppo DAZN, ha sottolineato come Streameast “sottraesse valore allo sport a tutti i livelli, mettendo a rischio gli stessi tifosi”.

Da beIN Media Group, il direttore legale anti-pirateria Cameron Andrews ha rimarcato che “la pirateria non è un crimine senza vittime: colpisce leghe, investitori, atleti e tifosi. Questo risultato dimostra che con cooperazione internazionale e strumenti di enforcement adeguati nessuna rete illegale è fuori portata”.

Il traffico generato dai siti pirata di Streameast proveniva in gran parte da Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Filippine e Germania, segno di un fenomeno globale che colpisce mercati avanzati e in forte crescita.

Secondo Larissa Knapp, Executive Vice President e Chief Content Protection Officer della MPA, “questa azione dimostra che nessuna rete pirata è al riparo da un enforcement internazionale coordinato”.

Il peso strategico della chiusura di Streameast

La disattivazione di Streameast ha un valore strategico per almeno tre motivi:

  1. Colpisce la principale fonte di streaming illegale sportivo al mondo, riducendo la disponibilità immediata di eventi pirata.
  2. Lancia un messaggio chiaro ad altri network criminali, mostrando la capacità di ACE di agire a livello transnazionale.
  3. Protegge un ecosistema miliardario – quello dei diritti sportivi – che rappresenta una delle principali fonti di finanziamento per leghe e club.

La battaglia, tuttavia, non si ferma. ACE ha ribadito che continuerà a monitorare e smantellare i grandi network della pirateria digitale, con l’obiettivo di ridurre un fenomeno che, secondo diverse stime, sottrae miliardi di dollari ogni anno all’industria globale dello sport e dell’intrattenimento.

La trasmissione di eventi sportivi è un grande business e in crescita, solo lo scorso anno il valore totale dei diritti TV in tutto il mondo ha superato la soglia dei 60 miliardi di dollari. Rimane il problema dell’accesso alle piattaforme a pagamento che legalmente offrono contenuti sportivi in diretta, ma ad un prezzo ritenuto da molti troppo elevato e che sta di nuovo ri-avvicinando il pubblico all’offerta illegale, soprattutto nei paesi nordeuropei, come Regno Unito e Norvegia.

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Venezia, il 4 settembre l’evento “From Piracy Shield To Creativity Shield: Enter The Nextgen” di DG Cinema e FAPAV

Giovedì 4 Settembre 2025
“From Piracy Shield To Creativity Shield: Enter The Nextgen”
Italian Pavilion – Sala Tropicana 1 – Hotel Excelsior
Lido di Venezia
Ore 15:00 – 17:00

In occasione dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il Padiglione Italiano – Sala Tropicana dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia ha messo in cartellone numerosi incontri, conferenze e presentazioni. Il 4 settembre è in programma l’evento dal titolo “From Piracy Shield To Creativity Shield: Enter The Nextgen”.

Un appuntamento organizzato dall’International Department di Cinecittà – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo del Ministero della Cultura, in collaborazione con FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, con l’obiettivo di celebrare e promuovere le storie avvincenti e i giovani talenti delle campagne educative realizzate dalla Federazione e i suoi partner, ribandendo la centralità della legalità, attraverso il rispetto per la creatività e per le industrie culturali.

Bagnoli Rossi: “Contrasto alla pirateria attraverso il Piracy Shield e le campagna di educazione alla legalità”

La Mostra del Cinema di Venezia è il palcoscenico ideale per porre l’attenzione sul talento e sulla creatività delle nuove generazioni nel cinema e nell’audiovisivo – ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV – risorse indispensabili per far crescere il settore cinematografico, audiovisivo e più in generale la cultura del nostro Paese. In tal senso è fondamentale contrastare il fenomeno della pirateria che nel 2024, secondo gli ultimi dati FAPAV/Ipsos, stima circa 295 milioni di atti illeciti compiuti, con un danno economico complessivo stimato in oltre 1 miliardo di euro, sia attraverso azioni tempestive e continue, tramite la piattaforma Piracy Shiled, sia promuovendo campagne di educazione alla legalità”.

“Queste due strade percorse insieme e con un approccio sistemico, sono fondamentali per consentire ai giovani di poter lavorare nel mondo del cinema e dell’audiovisivo, mettendo a frutto il loro talento e la loro passione”, ha aggiunto il Presidente FAPAV.

“Per questa ragione come FAPAV continuiamo a lavorare per progettare e promuovere, insieme alle Istituzioni, comunicazioni mirate a sostenere il nostro settore nella legalità. Mi auguro che dai prossimi anni queste campagne possano essere sostenute nell’ambito della Legge Cinema (Art. 27) per la promozione di progetti di educazione all’immagine, al rispetto della creatività e dei linguaggi artistici, destinati a studenti delle scuole. L’evento che abbiamo organizzato insieme all’International Department, Cinecittà/DGCA – ha sottolineato Bagnoli Rossi – ha proprio lo scopo di condividere il rispetto per la creatività e l’industria audiovisiva mettendo insieme tutta la filiera industriale e le Istituzioni, affinché il nostro Paese sia all’avanguardia non solo sotto il profilo della normativa antipirateria ma sia, al tempo stesso, una fucina di talenti e di genialità professionali esportabili in tutto il mondo”.

La campagna “We Are Stories” e le nuove iniziative

Nel corso della sessione saranno annunciati e presentati nuovi contenuti della seconda edizione della campagna istituzionale antipirateria “We Are Stories”, nata grazie all’impegno di FAPAV e al coinvolgimento delle istituzioni italiane e delle associazioni dell’audiovisivo, e che racconta i sogni e le storie di giovani professionisti del settore audiovisivo.

Saranno annunciati in anteprima assoluta le prossime iniziative a sostegno della creatività e della lotta alla pirateria:

  • un importante progetto senza precedenti, spin off della campagna “We Are Stories 2” che verrà presentato in esclusiva durante la Festa del Cinema di Roma ad ottobre:  “Feel The Beat”,  il primo videoclip musicale antipirateria realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e con la Scuola di Doppiaggio Cantato Ermavilo, di cui mostreremo il backstage delle riprese. Il videoclip è incentrato sulla canzone “A Million Dreams”, tratta dal film “The Greatest Showman” (2017).
  • un nuovo spot della seconda edizione della campagna “We Are Stories”, che lancerà il tema della terza edizione e che racconta il sogno di Annalisa, fotografa di scena.

Il programma

INTRODUCE

Roberto Stabile – Responsabile per l’Internazionalizzazione, Cinecittà/DGCA

KEYNOTES

  • Alberto Barachini – Sottosegretario di Stato all’Informazione e all’Editoria  
  • Charles Rivkin – Chairman/CEO, MPA-Motion Picture Association
  • Lucia Borgonzoni – Sottosegretario di Stato per la Cultura

APERTURA

  • Roberto Marti – Presidente Commissione Cultura del Senato
  • Federico Mollicone – Presidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati

MODERA

Federico Bagnoli Rossi – Presidente, FAPAV

INTERVENGONO

  • Antonella Barbieri – Vicepresidente, CEPI-European Audiovisual Production Association – per APA
  • Massimiliano Capitanio – Commissario, AGCOM
  • Marcello Foti – Direttore Generale, CSC
  • Mario Lorini – Presidente, ANEC
  • Luciana Migliavacca – Presidente, UNIVIDEO
  • Delegato – ANICA

CONCLUSIONI

Antonio Saccone – Presidente, Cinecittà

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DDL Abodi, rapporto dello Studio Frasi sulla revisione dei diritti Tv: possibili scenari. Anteprima per Key4Biz

Lo Studio Frasi sta analizzando i possibili scenari conseguenti all’attuazione del DDL Abodi sulla revisione dei diritti audiovisivi, Key4biz riporta alcuni brani del rapporto in esclusiva.

Il Disegno di legge – Delega al Governo per la revisione dei diritti audiovisivi, digitali e accessori, connessi agli eventi sportivi e ai relativi contenuti, nell’ambito di uno sviluppo innovativo dell’impiantistica sportiva prevede che la “ripartizione di una quota delle risorse economiche e finanziarie assicurate dal mercato dei diritti audiovisivi, dei diritti digitali e dei diritti accessori sul mercato nazionale e sul mercato internazionale” della Serie A non avverrà più attraverso l’uso di dati d’ascolto, più o meno riequilibrati da un algoritmo. Quale scenario potrebbe derivare dall’approvazione di questo disegno di legge predisposto da Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani del Governo Meloni?

DAZN esce dalla rilevazione degli ascolti

DAZN è stata obbligata dalle leggi italiane e da una delibera dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), ad accettare la rilevazione dei propri ascolti da parte di un soggetto terzo, una Joint Industry Committee (JIC). All’epoca della delibera Agcom, soltanto Auditel possedeva caratteristiche e competenze in grado di rilevare gli ascolti di DAZN.

A marzo di questo 2025 il Presidente di Auditel, Lorenzo Sassoli de Bianchi, annuncia che a partire dal campionato di Serie A 2025-26 i dati d’ascolto di DAZN saranno distribuiti da Audicom. Il Presidente di Audicom (e di UPA) Marco Travaglia annuncia che Audicom (che si dà il compito di rilevare le piattaforme in streaming Netflix, Prime Video etc.) sarà operativa da maggio 2025. Al momento Audicom non ha trovato alcun accordo con le piattaforme che non intendono accettare l’SDK predisposto da Auditel/Audicom per rilevare le loro audience.

  • Liberata dal vincolo di legge che la obbligava a farsi rilevare da una JIC al fine di consentire la ripartizione dell’8% dei diritti in base ad ascolti certificati e di terza parte, con ogni probabilità DAZN non avrà motivo di sottoporsi a rilevazione e si unirà quindi alla prassi di tutte le altre piattaforme in streaming che operano in Italia.

Nel corso della stagione 2024-2025, così come avverrà anche nella stagione appena iniziata, Amazon Prime Video ha trasmesso in esclusiva le migliori partite di Champions del mercoledì ed ha venduto e raccolto inserzioni pubblicitarie senza produrre ascolti certificati da terze parti.

La pubblicità

La concessionaria di pubblicità di DAZN per la Serie A è Digitalia ‘08 (Mediaset) che attribuisce alla piattaforma un minimo garantito. Nel caso DAZN rinunciasse alla rilevazione, Digitalia ‘08 garantirebbe comunque il minimo? Se non lo facesse o non si trovasse un accordo economico, DAZN sarebbe libera di cambiare concessionaria. Ci sarebbero concessionarie in grado di offrire a DAZN e al mercato listini attendibili su ascolti propri? Molto probabilmente sì, una concessionaria propria o piuttosto la concessionaria di Amazon, che già raccoglie le inserzioni calcistiche per le partite in esclusiva di Champions League.

Le partite e le squadre di Serie A hanno comunque pubblici garantiti, anche se non necessariamente identici negli anni, ed esistono dati storici degli ultimi campionati per valutarne la consistenza, anche predittiva.

Il precedente di Prime Video

Nel corso dello scorso campionato Prime Video ha trasmesso le partite di Serie A esclusive DAZN. Ha però smesso quando l’Agcom le ha imposto, a campionato in corso, l’obbligo di accettare la rilevazione dei propri ascolti, così come previsto dalle norme. Amazon Prime ha preferito rinunciare alle sette partite per giornata del campionato di Serie A pur di non far misurare i propri ascolti da soggetti terzi.

Gli editori delle piattaforme sembrano farne una questione di principio, intendono che il mercato accetti i loro dati, le loro misurazioni, concedendo al massimo una descrizione del metodo. Poiché ciascuno di loro ha criteri diversi di misurazione, si avrebbero dati comunque non confrontabili, non solo con quelli degli editori monitorati da Auditel, ma nemmeno tra una piattaforma e l’altra. Infatti, a fronte delle richieste di trovare comunque un modo che permetta l’interoperabilità dei dati di ascolto, le piattaforme sono univoche nel pretendere l’accettazione del loro metodo server to server (non SDK), tuttavia la granularità dei valori resi disponibili da ciascuna piattaforma non coincide spesso con quella delle altre.

Il quadro europeo e il caso italiano sulla audience delle piattaforme

A questo proposito va sottolineato come l’Europa abbia mancato al proprio compito di adeguarsi alla best practice, in questo caso quella italiana, e quindi l’EMFA (European Media Freedom Act) non obbliga le piattaforme a far monitorare le proprie audience da terza parte, da una JIC, e le lascia libere di fare come credono, purché dicano come. La Commissione ha di fatto accettato il volere delle piattaforme. Stando così le cose, DAZN Italia non avrebbe alcun motivo per differenziarsi dalle altre piattaforme ed essere l’unica monitorata da una JIC. Una conseguenza di questa decisione comporterebbe il fallimento del progetto Audicom di estendere alle piattaforme il modello di rilevazione SDK, al momento l’unico che consentirebbe di confrontare i risultati di tutti i diversi broadcaster. Se nessuno si iscrive alla rilevazione, o Audicom accetta i criteri delle piattaforme o prosegue senza le piattaforme.

DDL Abodi, Giovani calciatori al posto di audience e spettatori

Tornando al Disegno di legge Abodi, la ripartizione per ascolti e quella per spettatori paganti negli stadi viene sostituita dalla ripartizione basata sul numero di giovani italiani schierati in campo e tesserati da almeno 36 mesi dalla stessa squadra.

Per quanto riguarda la mutualità, e cioè la ripartizione dei diritti di messa in onda tra le squadre che partecipano al Campionato di Serie A, il Disegno di legge prevede, inoltre, una parte prevalente e comunque superiore al 50% egualmente distribuita (il 50% è il limite previsto dalla legge attualmente in vigore).

Il criterio degli ascolti televisivi, come quello delle presenze negli stadi, rende merito alle squadre più popolari, quelle con più tifosi e delle città più popolose. Squadre che, con o senza ponderazione, raccolgono gli ascolti più elevati dell’intero campionato. L’eliminazione del criterio ascolti televisivi e presenze negli stadi, e in parte la rimodulazione della mutualità, provocherebbe una gravosa perdita di introiti proprio per le squadre che hanno le tifoserie più numerose. Questo ribilanciamento delle risorse finanziarie comporterebbe la riduzione della capacità di spesa delle grandi squadre italiane e dunque una maggiore difficoltà nelle competizioni internazionali.

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Pirateria online in crescita in UK, 29% degli utenti coinvolti. È record per film e sport live

La pirateria torna a colpire nel Regno Unito, numeri record per lo sport live

La pirateria online resta un fenomeno endemico nel Regno Unito e, secondo l’ultima edizione dell’Online Copyright Infringement Tracker (OCI, Wave 13, 2024), assume forme sempre più preoccupanti. Se da un lato il tasso complessivo di violazioni è leggermente calato, passando dal 32% del 2022 al 29% nel 2024, dall’altro l’analisi delle singole categorie mostra una recrudescenza, in particolare nei film e soprattutto nello sport in diretta.

La pirateria sportiva ha raggiunto nel 2024 il 38%, nuovo massimo storico dall’introduzione di questa categoria nel 2019. Si parla di almeno 3,9 milioni di persone che hanno fruito gratuitamente – e illegalmente – di eventi sportivi live. Ancora più allarmanti i dati demografici:

  • il 28% dei giovani tra i 16 e i 24 anni accede esclusivamente tramite fonti illegali;
  • tra le altre fasce d’età, l’incidenza varia dall’8% al 20%;
  • il 44% di chi dichiara una forte passione sportiva ammette di ricorrere a canali pirata.

Parallelamente, gli abbonamenti legali alle piattaforme di sport streaming sono calati dell’8% (dal 59% al 51%), mentre le sottoscrizioni a servizi IPTV illegali sono salite al 12%, con un incremento di 4 punti percentuali.

Cinema, è ritorno ai picchi del 2019

Il tasso di pirateria sui film è passato dal 24% del 2022 al 27% nel 2024, tornando ai livelli record registrati nel 2019.

  • Il 73% degli utenti dichiara di scaricare film solo da fonti legali.
  • Il 17% utilizza fonti miste legali/illegali.
  • Il 10% pirata interamente tutto ciò che guarda.

In totale, 8,9 milioni di persone nel Regno Unito fruiscono di contenuti cinematografici piratati.

Musica: quasi 10 milioni di “ascoltatori pirata”

La musica è la categoria con i numeri assoluti più alti: 9,9 milioni di persone ricorrono a contenuti illegali. Il tasso di pirateria è salito al 26%, un punto in più rispetto al 2022 e comunque ben sopra al minimo storico del 24% registrato nel 2015.

  • Solo il 53% degli utenti ascolta musica esclusivamente da fonti legali.
  • Il 19% dipende interamente da fonti pirata.

Il download resta la modalità dominante, mentre lo streaming illegale è residuale.

TV e altri contenuti digitali

Il tasso di pirateria delle serie TV resta stabile al 19%, con 6,2 milioni di utenti coinvolti.
In crescita preoccupante gli audiolibri, passati dal 22% del 2022 al 30% nel 2024, mentre i software mostrano segnali positivi, con una discesa dal 38% al 31%.

Pirateria, tra le cause prezzi eccessivi e crisi del costo della vita

Secondo lo studio, le ragioni principali che spingono milioni di utenti verso la pirateria sono legate al caro-abbonamenti e alla percezione di prezzi “ingiusti” dei servizi legali. Con l’aumento del costo della vita, sempre più famiglie abbandonano le piattaforme ufficiali, scegliendo invece soluzioni illegali o riducendo il consumo.

Un fenomeno che mina le industrie creative

La fotografia restituita dall’Intellectual Property Office britannico è chiara: la pirateria non solo non arretra, ma si adatta e cresce in alcuni segmenti, mettendo sotto pressione l’industria audiovisiva, discografica e sportiva.

Tra gli osservati speciali, il settore dello sport in diretta, che rischia di vedere erosa una parte significativa dei ricavi provenienti dai diritti TV, un pilastro dell’economia del calcio inglese e di molti altri sport.
Un fenomeno illegale che segna un ritorno nella diffusione a livello nazionale nel Regno Unito e che si accompagna parallelamente ad una cultura dell’accettazione del crimine online, senza pensare ai danni che questo causa alle aziende, agli investimenti, ai posti di lavoro, alla qualità dei contenuti e dei servizi, agli utenti stessi.

La pirateria in Italia, l’indagine FAPAV/Ipsos

Un fenomeno che, ovviamente, riguarda anche il nostro Paese e che è stato ben esaminato dall’indagine realizzata da FAPAV/Ipsos: il 38% degli adulti italiani ha commesso nel 2024 almeno un atto di pirateria fruendo illecitamente di film (29%), serie/fiction (23%), programmi (22%) e sport live (15%), dati sostanzialmente rimasti stabili rispetto al 2023.

In totale si stimano nel 2024 circa 295 milioni di atti di pirateria compiuti, l’8% in meno rispetto all’anno precedente e ben il 56% in meno rispetto al 2016, primo anno della rilevazione.
La pirateria sportiva, oggi praticata dal 15% della popolazione adulta, vede nel calcio il contenuto più rappresentativo, seguito da F1, Tennis e Moto GP.

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Netflix sperimenta per la prima volta l’IA generativa per ridurre i costi di produzione

Debutto dell’intelligenza artificiale in una serie originale

Netflix ha annunciato di aver utilizzato per la prima volta effetti visivi generati da intelligenza artificiale (IA generativa) in una sua produzione originale. La scena in questione — il crollo di un edificio — compare nella serie fantascientifica argentina The Eternaut.

Secondo Ted Sarandos, co-amministratore delegato della piattaforma, l’uso dell’IA ha permesso di completare la sequenza dieci volte più velocemente rispetto agli strumenti tradizionali, contenendo significativamente i costi.

Tecnologia al servizio delle produzioni a basso budget

L’IA generativa, che crea immagini e video a partire da comandi testuali, apre nuove possibilità soprattutto per le produzioni con budget limitati. In The Eternaut, l’alternativa tradizionale agli effetti visivi sarebbe stata troppo onerosa, rendendo la scena impossibile da realizzare.

Un risultato “storico” per Netflix

La sequenza in questione rappresenta, secondo Sarandos, il primo utilizzo di immagini finali generate da IA in una produzione Netflix. Il team creativo della serie si è dichiarato entusiasta del risultato visivo ottenuto.

Una tecnologia controversa nel mondo dello spettacolo

L’uso dell’IA nel cinema e nella TV è tuttavia oggetto di polemiche. Le principali critiche riguardano:

  • il possibile sfruttamento di opere di terzi senza consenso;
  • il rischio di sostituire il lavoro umano, in particolare quello di attori e tecnici.

Il tema è stato centrale durante lo sciopero di Hollywood nel 2023, quando il sindacato SAG-AFTRA ha chiesto regolamentazioni più stringenti sull’uso dell’IA.

Reazioni nel settore: fra entusiasmo e timori

Anche altri operatori del settore guardano con attenzione al fenomeno. Davier Yoon, cofondatore dello studio di animazione CraveFX, ha definito l’adozione dell’IA da parte di Netflix una mossa prevedibile, destinata a facilitare anche i piccoli studi nella creazione di effetti visivi di alto livello. Tuttavia, ha sottolineato come, alla fine, sia sempre l’artista umano a decidere l’aspetto finale dell’immagine.

Crescita economica per Netflix

L’annuncio sull’uso dell’IA è arrivato in un contesto di solidi risultati finanziari per Netflix: nel secondo trimestre del 2025, i ricavi sono aumentati del 16% rispetto all’anno precedente, toccando gli 11 miliardi di dollari. Gli utili sono saliti da 2,1 a 3,1 miliardi. A trainare le performance è stato anche il successo della terza stagione di Squid Game, che ha raggiunto 122 milioni di visualizzazioni.

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Streaming, in Italia più ore ma meno utenti. Prime Video accelera, crollo di DAZN

Nel primo trimestre del 2025 lo streaming non rallenta. Anzi, gli italiani ci passano sempre più tempo. Ma non tutti i servizi crescono allo stesso modo. Secondo i dati dell’ultimo osservatorio AGCOM Amazon Prime Video decolla, Netflix tiene, Dazn e Now no. E intanto le piattaforme gratuite tornano a crescere.

Il dato chiave: più ore, meno utenti

Secondo l’osservatorio AGCOM a marzo 2025 oltre 15 milioni di utenti unici hanno visitato almeno una piattaforma di video on demand (VOD) a pagamento. Sono circa 300mila in meno rispetto a un anno fa, ma – e qui la sorpresa – il tempo trascorso online è aumentato del 9,5%.

Nella classifica dei servizi più usati, Netflix è ancora in testa con 8,3 milioni di utenti, stabile rispetto al 2024. Ma è Amazon Prime Video a fare il salto più grande: +5,2% e oltre 21 milioni di ore visualizzate, in crescita netta rispetto ai 15 milioni dello stesso trimestre dello scorso anno.

Le performance peggiori arrivano dal mondo dello sport e della TV tradizionale:

  • Dazn: 2,2 milioni di utenti, ma -11,8%. Le ore guardate crollano del 27,9%.
  • Now (Sky): 1,4 milioni di visitatori unici e un tonfo del 36,2% nel tempo speso sulla piattaforma.

Segno che l’intrattenimento generalista e lo sport in streaming stanno perdendo utenti, o forse semplicemente terreno rispetto alla concorrenza più flessibile.

VOD gratuiti in ripresa: boom RaiPlay e Mediaset

Mentre i servizi a pagamento arrancano, quelli gratuiti tornano a correre. Le piattaforme come RaiPlay, News Mediaset Sites e Sky TG24 hanno superato i 37 milioni di utenti unici a marzo 2025. Il tempo trascorso è aumentato del 16,6%.

In pratica, gli utenti ci passano quasi un’ora a testa al mese, con News Mediaset in testa (20,4 mln), seguita da RaiPlay (10,1 mln) e Sky TG24 (8 mln).

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Piracy Shield, copertura estesa a prime visioni di cinema e tv

Stop pirateria anche per prime visioni cinematografiche, televisive e programmi live

Vita dura per chi si ostina a cercare contenuti online, dai film alla musica, su piattaforme e siti illegali. Apportate ulteriori modifiche al Regolamento sul diritto d’autore online per il contrasto della pirateria digitale, con particolare riferimento ai contenuti live, con l’estensione del Piracy Shield a nuovi segmenti dell’industria audiovisiva.
Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha adottato, con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi, un provvedimento che di fatto amplia in modo significativo l’ambito di applicazione delle cosiddette “ingiunzioni dinamiche”, strumento già utilizzato dall’Autorità per bloccare la diffusione illecita di contenuti protetti, ora esteso a tutti “i soggetti titolari di eventi trasmessi in diretta”.

Questi ultimi, singolarmente o tramite Associazioni e Federazioni antipirateria, potranno accreditarsi alla piattaforma Piracy Shield, sistema tecnologico operativo dallo scorso anno e gestito da Agcom in collaborazione con i principali operatori di rete.

Capitanio (Agcom): “Per rafforzare misure antipirateria serve più comunicazione

Finalmente Piracy Shield è pronto ad abbattere in trenta minuti siti e applicazioni criminali che diffondono illegalmente prime cinematografiche, nuove serie tv e musica live. Con la decisione presa da Agcom nella riunione di mercoledì, la piattaforma usata per contrastare la pirateria nello sport ora compie un ulteriore passo in avanti, come richiesto a larghissima maggioranza anche dal Parlamento”, ha dichiarato Massimiliano Capitanio, Commissario Agcom.

Per contrastare un cancro che ruba agli italiani 2 miliardi di euro ogni anno e fa perdere ai nostri giovani oltre 10.000 posti di lavoro queste misure sono utili, ma non sufficienti. Serve più comunicazione – ha aggiunto Capitanio – per ricordare che la pirateria è un reato gestito dalle mafie, che gli utenti rischiano multe fino a 5000 euro e che con l’aggiornamento della lista degli eventi in chiaro saranno sempre di più le occasioni per fruire di sport e cultura gratuitamente e legalmente“.

Bagnoli Rossi (FAPAV): “Fondamentale intervenire tempestivamente per spegnere siti che diffondono illegalmente film e serie tv, oltre che eventi sportivi”

Con le modifiche approvate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – ha spiegato in una nota Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV – raggiungiamo un traguardo importante nel contrasto al fenomeno della pirateria audiovisiva, posizionando il nostro Paese tra le nazioni più innovative ed evolute a livello europeo in questo ambito. Intervenire entro i 30 minuti per spegnere siti che diffondono illegalmente film e serie tv, oltre che eventi sportivi, è fondamentale proprio perché sino ad oggi il problema della tempestività di intervento ha permesso ai pirati e ai gestori di piattaforme illecite di migrare contenuti illegali da un sito ad un altro“.

C’è inoltre un altro aspetto decisamente rilevante nel provvedimento AGCOM, ossia il richiamo alla responsabilità degli ISP Provider: per contrastare il fenomeno della pirateria occorre che ciascun soggetto della filiera, dalla produzione alla diffusione dei contenuti audiovisivi e multimediali, faccia la sua parte per tutelare il Diritto d’Autore e l’intero comparto che rappresenta“, ha precisato Bagnoli Rossi.

Nel 2024, secondo gli ultimi dati FAPAV/Ipsos – ha sottolineato il Presidente della Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali – si stimano circa 295 milioni di atti di pirateria compiuti con un danno economico complessivo stimato in 778 milioni di euro. Una spina nel fianco non solo per l’industria audiovisiva ma per l’intero Paese – ha proseguito Bagnoli Rossi – considerando tutti e tre i contenuti (film, serie/fiction e sport live) si stimano ripercussioni per l’economia italiana pari a circa 2,2 miliardi di euro di perdita in termini di fatturato delle aziende (non soltanto per l’industria audiovisiva), che comportano una perdita di PIL pari a circa 904 milioni di euro, un mancato introito per lo Stato pari a 407 milioni e una perdita occupazionale complessiva pari ad oltre 12 mila posti di lavoro, tutti valori in aumento rispetto al 2023”.

Il nodo dei primi 30 minuti, copertura estesa a prime visioni cinematografiche e tv

La principale novità riguarda la possibilità di intervenire nei primi 30 minuti di trasmissione di un evento live – il periodo più critico per la pirateria online – disabilitando l’accesso ai contenuti diffusi illegalmente. L’intervento sarà possibile attraverso:

  • il blocco della risoluzione DNS dei domini coinvolti;
  • il blocco dell’instradamento del traffico IP verso indirizzi riconducibili in prevalenza ad attività illecite.

Il meccanismo, pensato per eventi sportivi di grande richiamo (calcio, Formula 1, tennis) ma esteso anche a prime visioni cinematografiche, programmi di intrattenimento e opere sonore assimilabili, rappresenta un rafforzamento del sistema introdotto con la Legge antipirateria del 2023 e aggiornato dal decreto Omnibus del 2024.

Rischio overblocking e controlli su Piracy Shield

Agcom ha ribadito l’obbligo per i segnalatori di operare con la massima diligenza, evitando di colpire risorse legittime con un alto rischio di overblocking.

In caso di uso improprio della piattaforma, come richiesto anche dall’Unione europea, l’Autorità potrà procedere con la sospensione dell’accreditamento. Inoltre, sarà possibile chiedere lo sblocco delle risorse non più destinate ad attività illecite, mentre Agcom potrà ordinare lo sblocco automatico per i siti rimasti in lista nera da oltre sei mesi.

Destinatari e sanzioni

I provvedimenti dell’Autorità non riguardano solo gli operatori di rete, ma anche un ecosistema più ampio:

  • prestatori di mere conduit (servizio fornito da un Internet Service Provider che consiste nella trasmissione, su una rete di comunicazione, di informazioni fornite da un utente, senza alcuna modifica o controllo del contenuto), hosting e caching (rispettivamente il servizio che permette di rendere accessibile un sito web o un’applicazione online, e la tecnica che memorizza temporaneamente dati per velocizzare l’accesso ai contenuti);
  • fornitori di servizi VPN e di DNS pubblici;
  • motori di ricerca, chiamati a rimuovere dai risultati i link ai siti illegali.

Sul fronte delle sanzioni, il Regolamento introduce l’avvio di procedimenti sanzionatori nei confronti dei fornitori di servizi di media audiovisivi che violino le norme sul diritto d’autore e sui diritti connessi.

L’armonizzazione con il DSA

Il nuovo quadro regolatorio recepisce anche le disposizioni del Regolamento europeo sui servizi digitali (Digital Services Act – DSA), entrato pienamente in vigore nel 2024, che rafforza le responsabilità delle piattaforme online nella gestione dei contenuti illegali.

In parallelo, integra le modifiche al Testo unico sui servizi di media audiovisivi introdotte di recente dal legislatore italiano.

Un segnale forte per il mercato dei contenuti digitali

Con queste misure, Agcom intende dare un segnale chiaro a un mercato che, secondo le stime diffuse dalle associazioni di settore, subisce ogni anno perdite superiori a 500 milioni di euro in Italia a causa della pirateria, con effetti diretti non solo su broadcaster come Sky, DAZN, Amazon Prime Video, Mediaset e Rai, ma anche sull’intera filiera creativa e sportiva.

Il nuovo Regolamento rafforza dunque il ruolo di Piracy Shield come infrastruttura centrale nella lotta al consumo illegale di contenuti digitali e rappresenta un ulteriore passo verso la costruzione di un ecosistema più sicuro, in linea con gli standard europei.

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Emittenti locali, associazioni contro il taglio dei fondi: ‘Interlocuzione con il Mimit assente’

A sorpresa è arrivata una significativa riduzione, di oltre il 14% rispetto all’anno precedente, delle risorse destinate ai contributi per le emittenti televisive e radiofoniche locali previsti dal DPR n. 146/2017 per l’anno 2025. Lo scrive Aeranti-Corallo in una nota, aggiungendo che “come emerge dai decreti direttoriali del 16 luglio 2025, firmati dal Direttore generale della DGTEL del MIMIT, le risorse complessive disponibili per le radio e tv locali – commerciali e comunitarie – ammontano a 111,6 milioni di euro (al netto dell’accantonamento dell’1% previsto dall’art. 2, comma 2 del DPR 146/2017). Si tratta, appunto, di un calo significativo rispetto agli anni precedenti ( 2021: 120,1 mln; 2022: 125 mln; 2023: 135,9 mln; 2024: 130,2 mln)”.

Allarme delle associazioni

Le associazioni di categoria Associazione Tv Locali di Confindustria Radio Televisioni, Aeranti-Corallo e A.L.P.I. manifestano forte preoccupazione e chiedono alla Presidenza del Consiglio e alle forze politiche di intraprendere tutte le misure necessarie per ripristinare tali risorse, tagliate inaspettatamente e in maniera insostenibile.

“Questa situazione mette seriamente a rischio la sopravvivenza delle imprese del settore – denuncia Aeranti Corallo – le quali già affrontano sfide significative nel tentativo di rimanere competitive in un mercato dominato da soggetti di grandi dimensioni con risorse enormi. Le emittenti locali svolgono un ruolo cruciale nel panorama informativo e culturale del paese, contribuendo alla diversità e alla pluralità dell’informazione. Tuttavia, la loro capacità di operare è ora messa in discussione dai drastici tagli ai finanziamenti con gravi ricadute occupazionali”.

Associazioni “Assenza di interlocuzione politica con il Mimit”

“Inoltre, è doveroso sottolineare la totale assenza di interlocuzione politica con il Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che risulta essere il ministero di riferimento per il settore. L’assenza di un Sottosegretario con delega alle comunicazioni, si traduce nella mancanza di supporto da parte di un ente governativo fondamentale nel promuovere e difendere le realtà economiche locali. Tutto ciò è preoccupante e lascia le associazioni e gli operatori del settore in una situazione di crescente vulnerabilità”, si legge ancora.

Le scriventi associazioni, pertanto, rinnovano il loro appello affinché le istituzioni competenti riconoscano l’importanza delle imprese radiofoniche e televisive locali e agiscano prontamente per garantire il loro sostegno economico, vitali per la valorizzazione del patrimonio informativo e culturale del nostro paese.

Tv: Gasparri e Barelli (FI) a Urso, serve sostegno alle locali

Accanto alle associazioni si schierano i presidenti dei di Forza Italia al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, che in una lettera al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno chiesto un intervento urgente a sostegno delle emittenti locali. “Gentilissimo ministro, come Le è noto lo stanziamento complessivo iniziale del Fondo del pluralismo è stato ridotto con l’ultima legge di Bilancio da euro 166 milioni (esercizio 2024) ad euro 152 milioni circa (esercizio 2025)”, scrivono nella lettera i capigruppo. “In ragione di questo taglio e del mancato incremento dedicato alle misure per le tv locali, il cui supporto rientra nelle deleghe del suo ministero, il comparto ha ricevuto una riduzione corposa dei finanziamenti.

Nel corso dell’ultima manovra finanziaria il suo dicastero – proseguono – non ha ravvisato l’esigenza di integrare le risorse rispetto al prospettato fabbisogno delle proprie politiche di sostegno, come avvenuto, invece, per il settore dei quotidiani e dei settimanali che fa riferimento al Dipartimento editoria della Presidenza del Consiglio che ha richiesto compensazioni economiche”.

“Tornando a segnalare l’urgenza di affrontare rapidamente questa situazione, che rischia di mettere ulteriormente in pericolo un segmento strategico dell’informazione del paese, Le chiediamo di convocare prontamente un tavolo di confronto con Confindustria Tv e con le emittenti locali, valutando l’opportunità di coinvolgere per il coordinamento sulle iniziative il dipartimento per l’editoria di Palazzo Chigi”, concludono.

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