Sky acquisisce nuovi diritti per la “Casa dello Sport”, tra cui Wimbledon, EuroLeague e Eurocup

Ricca, completa, spettacolare. Sky acquisisce nuovi diritti per la Casa dello Sport, con la garanzia di una copertura editoriale sempre di altissimo livello, tecnologica e in costante evoluzione. In arrivo grandi esclusive per tennis e basket, che da sempre rappresentano pilastri storici di Sky Sport.

La prima notizia è rivolta alla platea del tennis, sulla scia di un momento magico che vede gli italiani ai vertici e fa sognare il pubblico: il torneo di Wimbledon, il più antico, affascinante e appassionante appuntamento del Grande Slam, sarà in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, oltre che per le edizioni 2025 e 2026, anche per il quadriennio 2027-2030. Una notizia che arriva a pochi giorni dal via dell’edizione 2025, con il prestigioso torneo londinese in programma dal 30 giugno solo su Sky Sport.

Dal tennis al basket: anche la Turkish Airlines EuroLeague, il più avvincente torneo d’Europa, sarà in esclusiva su Sky e NOW per le prossime 3 stagioni, fino al 2028, così come la BKT EuroCup, il secondo torneo continentale. Due grandi manifestazioni protagoniste del nuovo canale Sky Sport Basket, che sarà presto disponibile con una programmazione 24 ore al giorno e dove da ottobre torneranno le nuove sfide della NBA. 

E ancora, nella grande estate 2025 di Sky Sport, in arrivo altri eventi internazionali da non perdere: la 22esima edizione dei World Aquatics Championships, i Campionati del mondo delle discipline acquatiche di scena a Singapore dall’11 luglio al 3 agosto; la 70esima edizione dei FIE World Championships, i Campionati del mondo di scherma a Tbilisi, in Georgia, dal 22 al 30 luglio, e il World Rugby U20 Championship, la Coppa del mondo di rugby Under 20 in programma in Italia dal 29 giugno al 19 luglio. Tra gli eventi imperdibili di questi mesi anche gli US Open di tennis (dal 24 agosto al 7 settembre), i 15 Gran Premi tra Formula 1 e MotoGP e la Ryder Cup di golf a settembre. Solo alcuni dei tanti appuntamenti in programma nell’estate di Sky Sport, dove non mancheranno – oltre alle tappe estive di Calciomercato – L’Originale – anche le grandi Produzioni Originali, autentico marchio di fabbrica editoriale: tra queste, Buffa Talks Federica Pellegrini, con la “Divina” protagonista della ormai celebre serie di interviste curate da Federico Buffa, insieme al direttore di Sky Sport Federico Ferri. In arrivo anche il nuovo canale Sky Sport Legend, con i momenti e i campioni indimenticabili che hanno scritto la storia dello sport, e Sky Sport Mix, con i principali eventi dell’estate. E ogni giorno news e aggiornamenti su Sky Sport 24, sul sito skysport.it con gli approfondimenti dello spazio premium Sky Sport Insider, e sui profili social ufficiali di @SkySport e @nowit.

Marzio Perrelli, Executive Vice President Sport di Sky Italia. “Siamo molto soddisfatti di aver acquisito diritti importanti in ambiti sportivi di grande interesse e tradizione come il tennis e il basket. Con grandi novità anche per l’estate in corso: nuoto, rugby e scherma completano un’estate di grande sport su Sky. In particolare, due di questi accordi ci permetteranno di raccontare in esclusiva ai nostri abbonati le prossime sei edizioni di un evento unico come Wimbledon e le prossime tre stagioni di EuroLega ed EuroCup con il meglio del basket europeo. Accordi che testimoniano ancora una volta il nostro impegno a garantire la centralità di un’offerta ricca e variegata per la nostra Casa dello Sport”.

WIMBLEDON IN ESCLUSIVA  

Il torneo di Wimbledon, iconico appuntamento del Grande Slam di tennis, sarà su Sky e in streaming su NOW,oltre che per le edizioni 2025 e 2026, anche per il quadriennio 2027-2030.  Grazie al nuovo accordo con l’All England Lawn Tennis Club (AELTC), Sky ha infatti acquisito i diritti di trasmissione in esclusiva per altri 4 anni del prestigioso torneo su erba londinese. Il tennis si conferma tra i pilastri della Casa dello Sport di Sky, con una grande offerta: la copertura dei tornei 250, 500 e Masters 1000 del circuito ATP Tour; degli US Open, dei tornei 250, 500 e 1000 del circuito WTA Tour, delle ATP e WTA Tour Finals. L’edizione 2025 di Wimbledon scatterà il prossimo 30 giugno e godrà di una copertura completa su Sky e NOW: le sfide di singolare e doppio del tabellone maschile e femminile e gli studi di presentazione, analisi e commento avranno due canali di riferimento (Sky Sport Tennis e Sky Sport Arena), più 6 canali dedicati (Wimbledon 1-6) con la possibilità dello Split Screen. E grazie a Sky Sport Mix, anche “Diretta Wimbledon”, per vedere tutti i match in contemporanea. Al commento una squadra di grandi campioni, tra i quali Ivan Ljubicic, Paolo Bertolucci, Flavia Pennetta, Stefano Pescosolido e Renzo Furlan.

EUROLEGA ED EUROCUP IN ESCLUSIVA NEL NUOVO CANALE SKY SPORT BASKET  

Il grande show del basket sarà presto protagonista di un nuovo canale dedicato. Si chiamerà Sky Sport Basket e ospiterà – oltre al FIBA Eurobasket 2025 e a una selezione di sfide del campionato professionistico americano NBA – anche la Turkish Airlines EuroLeague e la BKT EuroCup. Le due principali competizioni europee di basket maschile per club, infatti, saranno in esclusiva su Sky e in streaming su NOW anche per le stagioni 2025/2026, 2026/2027 e 2027/2028. Complessivamente, per ogni settimana di gioco, saranno trasmessi almeno 4 match di EuroLeague, con studi di presentazione per ciascuna giornata. Oltre ai match in diretta, previsti anche aggiornamenti quotidiani su Sky Sport 24, rubriche settimanali, news sul sito skysport.it e sui profili social ufficiali di @SkySport e @nowit.

Si avvicinano intanto i due importanti appuntamenti che, quest’estate, vedranno impegnate le Nazionali azzurre e che saranno in onda sui canali di Sky Sport: dal18 al 29 giugno, il FIBA Women’s Eurobasket 2025, con l’Italia impegnata nella prima fase a Bologna contro Serbia, Slovenia e Lituania (tra il 18 e il 21 giugno); la fase che assegnerà le medaglie è invece in programma ad Atene, tra il 24 e il 29 di giugno. Dal 27 agosto al 14 settembre, spazio invece al FIBA Eurobasket 2025: gli Azzurri giocheranno la prima fase a Cipro contro Grecia, Georgia, Bosnia ed Herzegovina, Spagna e Cipro (28 agosto-4 settembre) mentre la fase decisiva è in programma a Riga, in Lettonia, dal 6 al 14 settembre.

CAMPIONATI DEL MONDO DI NUOTO “SINGAPORE 2025”  

Intanto, nella grande estate di Sky Sport si inserisce anche la 22esima edizione dei Campionati Mondiali di Nuoto, che si svolgerà a Singapore dall’11 luglio al 3 agosto. Il prestigioso evento internazionale vedrà al via oltre 2.500 atleti provenienti da 210 Paesi, impegnati in 77 gare delle 6 discipline acquatiche: il nuoto, il nuoto in acque libere, la pallanuoto, il nuoto artistico, i tuffi e i tuffi dalle grandi altezze. Un programma molto ricco e serrato, lungo 24 giorni, che inizierà con i tornei di pallanuoto, maschile e femminile, che si svolgeranno dall’11 al 24 di luglio presso l’OCBC Aquatic Centre del Singapore Sports Hub. Tra il 15 e il 20 di luglio, sulla spiaggia di Palawan dell’isola di Sentosa, si terranno poi le gare di nuoto in acque libere. Per il nuoto artistico, appuntamento dal 18 al 25 luglio presso la World Aquatics Championship Arena del Singapore Sports Hub. Le gare di tuffi dalle grandi altezze avranno luogo dal 24 al 27 luglio al Palawan Green dell’isola di Sentosa mentre le gare di tuffi si svolgeranno dal 26 luglio al 3 agosto presso l’OCBC Aquatic Centre. Infine, le gare di nuoto in vasca lunga si disputeranno dal 27 luglio al 3 agosto presso la World Aquatics Championships Arena. Sky Sport ogni giorno, dall’11 luglio al 3 agosto, oltre alle dirette delle competizioni, offrirà una copertura editoriale completa della manifestazione, con studi pre e post evento, approfondimenti, collegamenti, interviste e ospiti, anche sul canale all news Sky Sport 24, il sito internet skysport.it, la APP Sky Sport e i canali social ufficiali di @SkySport e @nowit.

MONDIALE SCHERMA “TBILISI 2025”  

Un altro grande evento dell’estate di Sky Sport sarà il Campionato del Mondo di Scherma – “FIE World Championships”, che si svolgerà a Tbilisi, in Georgia, dal 22 al 30 luglio. La 70esima edizione della manifestazione iridata assegnerà 12 titoli, 6 individuali e 6 a squadre, con questo calendario: il 23 luglio spada femminile individuale e fioretto maschile individuale; il 25 luglio fioretto femminile individuale e sciabola maschile individuale; il 26 luglio spada femminile a squadre e fioretto maschile a squadre; il 27 luglio spada maschile individuale e sciabola femminile individuale; il 28 luglio fioretto femminile a squadre e sciabola maschile a squadre; il 30 luglio sciabola femminile a squadre e spada maschile a squadre. Anche per il Mondiali di scherma Sky Sport offrirà ogni giorno, oltre alle dirette delle competizioni, studi di presentazione e commento, collegamenti, interviste e ospiti, anche sul canale all news Sky Sport 24, sul sito internet skysport.it, tramite la APP Sky Sport e sui canali social ufficiali di @SkySport e @nowit.

MONDIALI RUGBY UNDER 20 “ITALIA 2025”  

Le future stelle del rugby internazionale saranno protagoniste del World Rugby U20 Championship “Italia 2025”, i Campionati del mondo di rugby Under 20. Una selezione di incontri della manifestazione, che si svolgerà in Italia dal 29 giugno al 19 luglio, sarà in diretta su Sky e in streaming su NOW: tutte le sfide della Nazionale azzurra allenata da Roberto Santamaria, alcuni incontri della prima fase, le semifinali e la finale che assegnerà il titolo. L’Italia è inserita nella Pool C insieme a Nuova Zelanda, Irlanda e Georgia. Il World Rugby U20 Championship “Italia 2025” sarà anche su Sky Sport 24, sui canali social ufficiali di @SkySport e @nowit oltre che sul sito skysport.it.

L’ESTATE DI SKY SPORT AL COMPLETO E LE NUOVE PRODUZIONI ORIGINALI  

Siamo solo all’inizio di una caldissima estate di sport su Sky: proseguono i brividi dei motori, tra i protagonisti assoluti di questo periodo dell’anno, grazie a 15 Gran Premi tra Formula 1 e MotoGP (oltre a tutti i Round di Superbike, alla Indycar, al World Rally Championship, al Gran Turismo World Challenge Europa, al WEC, al MXGP e molto altro ancora), con le tappe italiane del Mugello (questo fine settimana), Monza (il 7 settembre) e Misano (14 settembre). Il fischio d’inizio della stagione del calcio europeo sarà in esclusiva su Sky: mercoledì 13 agosto a Udine Paris Saint-Germain e Tottenham si giocheranno la UEFA Super Cup 2025. Dal 24 agosto al 7 settembre per il tennis sarà tempo di US Open, in diretta dai campi di Flushing Meadows, New York. Per il rugby è il momento degli incontri internazionali, con la doppia sfida Sudafrica-Italia a luglio e tanti spettacolari test match. Poi i meeting di atletica leggera più appassionanti, fino alle finali di Diamond League a Zurigo a fine agosto, oltre ai tornei di golf più importanti tra cui l’Open d’Italia e il The Open Championship, per arrivare alla Ryder Cup in programma a settembre. Nella Casa dello Sport sarà possibile assistere anche allo spettacolo del Sail GP di vela, del Campionato italiano di Beach Soccer FIGC, dei tornei del Premier Padel, del baseball MLB e tanto altro ancora.

A tutto questo si aggiungono le tappe di Calciomercato – L’Originale in versione on tour, l’immancabile appuntamento dell’estate con Alessandro Bonan, Gianluca di Marzio e Fayna, e le grandi Produzioni Originali Sky Sport, tutte disponibili anche on demand. Domani l’attesa seconda parte di Federico Buffa Talks – Antonio Conte, mentre venerdì 11 luglio la protagonista che dialogherà con Federico Buffa e Federico Ferri sarà la campionessa olimpica di nuoto Federica Pellegrini. Da non perdere anche la puntata di Federico Buffa Talk, sugli allenatori della Serie A, da Trapattoni a Conte, in programma nei prossimi giorni. E ancora, venerdì 27 e sabato 28 giugno, dopo il podcast, sempre disponibile su tutte le piattaforme streaming, arriva la docuserie Sky Original, Il Cono d’Ombra: la storia di Denis Bergamini – La serie. Al centro del racconto, il mistero durato più di trent’anni sulla morte del giovane calciatore del Cosenza trovato senza vita nel 1989 in circostanze mai del tutto chiarite.

E poi una carrellata di appuntamenti speciali, tra cui Di Canio Premier Special, con le grandi storie e rivalità della Premier League; Reload, per conoscere ancora di più i talent Sky Sport, dalla vita da calciatori, fino a quella davanti alla telecamera, questa volta incentrato su Luca Marchegiani; Tennis Heroes: Panatta&Bertolucci, la storia del tennis dal punto di vista di una delle coppie più forti e vincenti del tennis italiano.

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Pirateria online, persi 900 milioni di euro di PIL. Bagnoli Rossi: “Estendere Piracy Shield a film e serie di prima visione”

Stati Generali della Lotta alla Pirateria tra Legalità, Sicurezza e Intelligenza Artificiale, i nuovi dati dell’indagine FAPAV/Ipsos

Presentata oggi a Roma la nuova edizione dell’indagine realizzata da FAPAV/Ipsos sulla pirateria audiovisiva nel nostro Paese in occasione dell’evento “Stati Generali della Lotta alla Pirateria tra Legalità, Sicurezza e Intelligenza Artificiale. Industrie dei contenuti, consumi culturali e comportamenti illeciti”, organizzato dalla Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali presso l’Aula Magna “Carlo Mosca” della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, l’esclusivo istituto d’istruzione del Ministero dell’Interno.

Negli ultimi due anni, il fenomeno criminale ha fatto registrare un leggero calo, sia di utenti, sia del numero di atti illeciti, ma complessivamente il danno economico potenziale per le industrie dei contenuti e per il Sistema Paese rimane gravissimo.

Alcuni dati dell’indagine: il 38% degli adulti italiani ha commesso nel 2024 almeno un atto di pirateria fruendo illecitamente di film (29%), serie/fiction (23%), programmi (22%) e sport live (15%), dati sostanzialmente rimasti stabili rispetto al 2023.
In totale si stimano nel 2024 circa 295 milioni di atti di pirateria compiuti, l’8% in meno rispetto all’anno precedente e ben il 56% in meno rispetto al 2016, primo anno della rilevazione.
La pirateria sportiva, oggi praticata dal 15% della popolazione adulta, vede nel calcio il contenuto più rappresentativo, seguito da F1, Tennis e Moto GP.

“La legge antipirateria è stringente e non consente più a nessuno di violare la legge. Si è sottovalutato il fenomeno per troppo tempo, ma oggi si è sancito che è un reato grave. Dietro a questo fenomeno c’è una vera e propria organizzazione criminale che non solo crea danni economici allo Stato, ma nel lucrare illegalmente viola anche la sovranità digitale”, ha affermato nei saluti istituzionali il senatore Claudio Lotito. “Come abbiamo visto, non c’è solo il calcio a subire la pirateria, ma molti altri settori vitali della nostra economia. I profitti di questi criminali sono mancante entrate per il fisco e le imprese. Dobbiamo quindi far capire che l’uso del pezzotto è reato – ha aggiunto il senatore – e che in quanto tale va represso. Parallelamente c’è da portare avanti anche un’azione educativa e formativa, per sviluppare cultura della legalità, a partire soprattutto dalle scuole”.

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“Un fenomeno che alimenta il circuito finanziario della criminalità organizzata, per questo il Governo ha adottato una normativa all’avanguardia per il contrasto rapido ed efficace della pirateria, sia nei confronti di chi offre contenuti illegali, sia verso l’utente finale. Sport e intrattenimento sono settori strategici per al nostra economica e vanno tutelati al meglio”, ha sottolineato in un messaggio video il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

“I dati dell’indagine, in atti assoluti di pirateria repressi, dimostrano che la legge sta funzionando e ha funzionato. In un solo anno ci sono stati 25 milioni di atti di pirateria in meno nel complesso del comparto e ricordo che la pirateria digitale repressa non e’ solo nell’ambito sportivo, come era originariamente previsto, ma nell’audiovisivo e nell’editoriale. Quindi, andiamo a salvaguardare tutte le imprese dell’audiovisivo, del creativo e dell’editoriale oltre che dello sportivo”, ha affermato Federico Mollicone, Presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.
“Lavoreremo inoltre per integrare la legge e renderla sempre più efficace anche contro il camcording. Ho già fatto approvare un ordine del giorno dal Parlamento in tal senso – ha precisato Mollicone – e andremo a inserire un emendamento per renderlo operativo nella legge e reprimere la pirateria digitale nelle sale che ancora è la maggior parte nell’ambito di pirateria digitale per quanto riguarda il cinema“.

Mollicone ha poi annunciato un’altra legge, “di cui sono primo firmatario e sono molto orgoglioso, la 152, in vigore da novembre e per la prima volta introduce una normativa organica sul patrimonio culturale e immateriale. Un codice che l’Italia aspetta di recepire da 20 anni – ha sottolineato – Quest’ultimo non comprende solo monumenti e collezioni di oggetti, ma, come definito dall’Unesco, anche tradizioni, prassi, rappresentazioni, conoscenze e know how che le comunità e i gruppi riconoscono. Sarà fatto un censimento in Italia per i quale abbiamo già stanziato 400mila euro e pensiamo che niente sia più legato alla comunità nazionale se non l’immaginario audiovisivo, perciò ne chiederemo l’inclusione nel censimento e la conseguente salvaguardia”.

“Sul fronte della sicurezza l’AI serve a monitorare e individuare le reti che diffondono la pirateria audiovisiva. La collaborazione pubblico-privato vede il coinvolgimento delle imprese che sviluppano soluzioni tecnologiche utili al contrasto del fenomeno criminale. I costi aggiuntivi per l’uso della piattaforma Agcom devono essere sostenti dal fisco e dallo Stato. Dobbiamo lavorare di più sul fronte sensibilizzazione degli utenti e del rafforzamento della cultura della legalità. Una battaglia e una scelta di civiltà prima ancora che di giustizia e rispetto delle regole a cui tutti devono partecipare”, ha detto Enzo Amich, membro della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.

“Il fenomeno della pirateria è probabilmente in una fase di contenimento ma è ancora estremamente e drammaticamente rilevante. L’autorità blocca su richiesta degli interessati, dei titolari del diritto, i contenuti su internet, i contenuti illeciti. Il 57% delle istanze ricevute riguarda proprio opere audiovisive e molte segnalazioni ci vengono portate dalla FAPAV. È stato importante questo contrasto dinamico ma ovviamente il passo avanti è stata la possibilità di bloccare i contenuti trasmessi in diretta quindi live. Da questo punto con la nuova la legge stato c’è stato un passaggio fondamentale, perché consente di bloccare immediatamente, su segnalazione, entro 30 minuti i contenuti illeciti. Nel primo periodo di applicazione della normativa abbiamo registrato 55.504 segnalazioni che hanno portato al blocco. Ora come nuova fase stiamo ponendo in consultazione pubblica un regolamento che permetterà di estendere la tutela dei contenuti originali “attraverso interventi più mirati e puntuali“, ha dichiarato Giacomo Lasorella, presidente Agcom.

“La pirateria uccide il calcio diceva il nostro spot ed è davvero così. Da una parte c’è una regolamentazione e una normativa che iniziano a dare i primi risultati, dall’altra c’è ancora una platea di utenti di piattaforme pirata che va recuperata ed educata alla legalità. Ci sono segnali di inversione del trend, ma la montagna da scalare è alta, fatta di 300 milioni di euro di ricavi sottratti dai pirati che vanno a minare gli investimenti stessi nel settore. Una situazione che va ad impoverire anche il calcio, rendendo gli investimenti meno sicuri e rendendo meno competitivo il nostro sport a livello europeo e internazionale”, ha commentato Luigi De Siervo, AD Lega Serie A, in video collegamento.

“Le forze di polizia devono affrontare sfide sempre più rilevanti tra cui la pirateria online, che colpisce il mondo economico e l’industria dell’audiovisivo. Offrire sicurezza in questi contesti e difendere i posti di lavoro rientrano tra i nostri compiti”, ha affermato Maurizio Vallone, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza e Direttore Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia.

“Ci siamo occupati del tema in maniera forte. i risultati sono ancora timidi, ma siamo riusciti ad imporre un’inversione di tendenza. Il tema delle multe è spiacevole ma è necessario da portare avanti, perché il reato va sanzionato. I pirati sottraggono risorse al sistema paese, a intere filiere industriali, che danno lavoro a migliaia di persone, compreso il settore dello sport e il suo indotto, che è strategico per il livello occupazionale. Come legislatore stiamo cercando senza esitazioni di scrivere leggi che funzionano. Quando ci sta di mezzo la tecnologia non è mai facile, ma è inevitabile dal punto di visto storico e la collaborazione con il mondo imprenditoriale è fondamentale per il raggiungimento dei migliori risultati”, ha detto il deputato Alessandro Cattaneo.

“La ricerca evidenzia come il fenomeno della pirateria nel nostro Paese viva un momento di trasformazione, con un leggero calo degli atti e dell’incidenza. La nuova regolazione di AGCOM sul blocco in 30 minuti sta producendo i primi risultati. C’è ancora molto da fare, ma la strada intrapresa è quella giusta. Ne siamo convinti e nel prossimo report avremo dei dati ad hoc. Questa lieve contrazione non riduce in termini complessivi la gravità del fenomeno che rimane allarmante soprattutto dal punto di vista del danno economico provocato alle industrie audiovisive e sportive e al sistema economico ed occupazionale del nostro Paese. I numeri di Ipsos mostrano come la pirateria sia ancora oggi praticata da una fetta importante di popolazione, caratterizzata da individui consapevoli ma incuranti dei danni diretti e indiretti che ogni singola azione illegale provoca”, ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Presidente di FAPAV.

Federico Bagnoli Rossi

“Non si tratta di un problema solo economico o industriale ma assume sempre di più una connotazione sociale dove il singolo pirata entra a far parte di un sistema criminale, il cui unico obiettivo è il business. La deterrenza rimane una leva importante per contrastare il fenomeno: l’auspicio è che Piracy Shield possa essere utilizzato anche per oscurare, entro 30 minuti, siti che trasmettono non solo eventi sportivi live ma anche film e serie/fiction di prima visione. Da un lato quindi occorre lavorare, unitamente alle Forze dell’Ordine, alla magistratura e alle Istituzioni, per combattere qualunque forma di pirateria, applicando in modo rapido ed efficace le norme che il nostro Paese si è dotato diventando un modello anche verso altre nazioni europee. Dall’altro come FAPAV siamo da sempre impegnati nel promuovere campagne e progetti di comunicazione finalizzati ad informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della legalità. Come, ad esempio, la campagna di “We Are Stories” che, giunta alla sua seconda edizione, racconta storie vere di giovani professionisti/e che hanno realizzato o desiderano realizzare il sogno di lavorare nelle industrie audiovisive. In sostanza, per combattere qualunque forma di pirateria occorre agire su più fronti al fine di abbassare il livello di illegalità favorendo al tempo stesso l’accesso ai contenuti in modo consapevole e in totale sicurezza”, ha precisato Bagnoli Rossi.

“Siamo alla fase due della legge antipirateria, con i prossimi step dobbiamo estendere la velocità di intervento ad altri contenuti audiovisivi previsti dalla legge, responsabilizzare tutti i soggetti intermediari che favoriscono l’accesso ai contenuti illeciti e affrontare il tema dei costi. Pe noi le campagne di comunicazione sono strumenti fondamentali per sensibilizzare il pubblico e contrastare la pirateria audiovisiva, promuovendo il rispetto del diritto d’autore e il valore della creatività.
Tra gli spot della campagna “We are stories 2” abbiamo prodotto un corto dedicato alla storia di Alice
– ha annunciato Bagnoli Rossi – il cui sogno era cantare nei film con cui era cresciuta. Realizzeremo uno spinoff di ‘We are stories 2’ dedicato alla musica per film a inizieremo a girarlo a luglio, raccontando la storia dei protagonisti. A partire da questo, stiamo anche realizzando un videoclip sulle note di “A million dreams”, canzone della colonna sonora di The greatest showmen”.

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“In Italia il senso della legalità suscita reazioni di riprovazione solo relativamente ai reati più gravi, mentre continua a prevalere un atteggiamento di indulgenza rispetto ad altri tipi di reato o infrazione. Nel caso della pirateria continuiamo a registrare una diffusa auto-indulgenza, soprattutto se si ignorano gli impatti complessivi sul sistema economico, sul gettito fiscale e sull’occupazione, e la convinzione dell’impunità. La nuova legge e Piracy Shield produrranno effetti nel tempo. È importante una comunicazione che includa anche i rischi conseguenti all’applicazione della legge: la frequenza e gli importi delle sanzioni comminate e i risultati delle azioni di enforcement devono arrivare a tutti gli italiani, perché si abbiano effetti preventivi prima ancora che punitivi,” ha spiegato Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia, nell’illustrare i dati dell’indagine sulla pirateria in Italia.

Nando Pagnoncelli

Gli atti di pirateria nel nostro Paese, nel 2024, secondo la ricerca, sono stati pari a 294,5 milioni e sono 73 milioni le fruizioni perse di film, serie/fiction e sport live.

Qui di seguito alcuni dati dell’indagine:

  • Pirateria film: 29% (30% nel 2023);
  • Pirateria serie/fiction: 23% (22% nel 2023);
  • Pirateria programmi: 22% (21% nel 2023);
  • Pirateria sport live: 15% (stabile rispetto al 2023).

Ma elevato è anche il danno economico: 778 milioni di euro: la stima del danno potenziale in termini di fatturato perso direttamente a causa della mancata fruizione legale di film e serie/fiction piratate nel 2024, considerando la possibilità di mantenere gli abbonamenti per l’intero anno (+1% vs 2023).

Altri 350 milioni di euro sono il danno in termini di fatturato perso direttamente a causa della mancata fruizione legale di sport live piratati nel 2024 (+23% vs 2023), 2,2 miliardi di euro la stima del fatturato perso da tutti i settori economici italiani a causa della pirateria di film, serie/fiction, sport live (+10% vs 2023).

Circa 904 milioni di euro è il danno potenziale stimato sull’economia italiana in termini di PIL (+10% vs 2023). 12.100: la stima potenziale dei posti di lavoro a rischio a causa della pirateria audiovisiva (+8% vs 2023).

“Il cinema e le serie hanno subito circa 780 milioni di euro di danno dalla pirateria. Ad occhio parliamo di un dato superiore all’investimento in show scripetd, quindi film e serie, di Rai, Mediaset, Netflix e Prime. Questa è la dimensione della sottrazione di risorse da parte dei pirati. Dopo la devastazione dell’industria musicale ora nel mirino di questa criminalità c’è l’audiovisivo. Su questo fenomeno ancora non c’è la consapevolezza della gravità del reato. Oltre alle iniziative di sensibilizzazione e comunicazione c’è bisogno di un’applicazione più rigorosa della legge e delle sanzioni. La lotta alla pirateria è centrale per l’audiovisivo, perché rispetto ad altri prodotti industriali viviamo di un sistema di finestre protette di sfruttamento, abbiamo la necessità di una maggiore estensione della tutela”, ha sostenuto Alessandro Usai, Presidente di Anica.

Emilie Anthonis

“Oggi non ci troviamo più di fronte a semplici download illegali o a siti web pirata occasionali. Stiamo affrontando reti criminali altamente organizzate, capaci di adattarsi rapidamente e che rappresentano una minaccia diretta per i creatori di contenuti, per i consumatori e per la sostenibilità stessa del settore audiovisivo. Abbiamo appena ascoltato gli ultimi dati emersi dall’indagine Fapas Ipsos: ci offrono una finestra importante su come la pirateria stia influenzando il pubblico italiano, su come stiano cambiando le percezioni e su quali siano oggi le sfide più urgenti. Spesso parliamo di pirateria in termini di perdite economiche — e i numeri sono effettivamente impressionanti, si parla di una forbice che va da 240 miliardi a oltre 90 miliardi a livello globale. Ma ciò che resta meno visibile è l’impatto diretto sui consumatori. Oggi la pirateria è diventata una porta d’accesso ai rischi informatici più disparati. Secondo diversi studi, più della metà delle app pirata più diffuse contiene malware. Questo significa minacce alla sicurezza dei dati, alla privacy e all’incolumità delle persone. I servizi di streaming illegale e IPTV possono aumentare il rischio di infezione da malware fino a 28 volte e rendere quattro volte più probabili le frodi con carta di credito. Per i più giovani, l’esposizione involontaria a contenuti per adulti o dannosi è sempre più diffusa”, ha spiegato Emilie Anthonis, President & Managing Director MPA EMEA.

“Stiamo assistendo anche alla diffusione del fenomeno “piracy-as-a-service”. Un modello in cui operazioni sofisticate vengono confezionate e vendute come soluzioni chiavi in mano: ciò abbassa drasticamente la barriera all’ingresso per nuovi criminali digitali. E naturalmente c’è l’elemento dell’intelligenza artificiale – ha aggiunto Anthonis – che evolve a una velocità impressionante. Ogni settimana nascono nuovi strumenti. Alcuni saranno utili per rafforzare gli sforzi anti-pirateria, ed è positivo. Ma altri saranno sfruttati per amplificare e nascondere ancora di più le attività illegali. Possiamo immaginare un’IA utilizzata per generare contenuti illegali, camuffare materiali protetti da copyright o automatizzare intere operazioni illecite. Tuttavia, dobbiamo trovare un equilibrio: impedire l’abuso dell’IA senza soffocare l’innovazione legittima nella ricerca”.

“All’MPA adottiamo un approccio a 360° per la protezione dei contenuti. Significa intervenire lungo tutto il ciclo di vita dell’opera, dalla pre-produzione alla distribuzione — perché non dimentichiamolo: a volte l’offerta illegale di contenuti c’è addirittura prima della distribuzione ufficiale. Interveniamo in ogni fase. Questo include, naturalmente, le attività investigative. Le richieste di accesso alle informazioni possono essere decisive per identificare i criminali. Le campagne di “cease and desist” possono dissuadere e fermare l’attività illegale. Ci sono le azioni civili, e ovviamente anche quelle penali, senza dimenticare il blocco dinamico dei siti. Ma l’applicazione della legge da sola non basta. Abbiamo bisogno di campagne educative in grado di modificare atteggiamenti e comportamenti, ridefinendo la pirateria per quello che è: un pericolo per il consumatore e una minaccia per i creatori delle storie che amiamo. La collaborazione tra tutti è la chiave. Che si tratti di lavorare con provider Internet, reti pubblicitarie, fornitori di hosting, forze dell’ordine o piattaforme digitali. Collaborare significa unire forza e intelligenza, condividere responsabilità e agire in modo più rapido ed efficace”, ha detto la Presidente MPA EMEA.

L’evento, moderato dalla giornalista di SKY Italia Stefania Pinna, è poi proseguito in due Panel di confronto tra mondo delle imprese e delle associazioni di categoria e rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

“La cultura della legalità è centrale in questo contesto. Bisognerebbe sviluppare una comunicazione che spieghi quanto la furbizia di alcuni diventi un danno economico per i tanti”, ha affermato Antonio Marano, Presidente CRTV.

“Il problema non è solo economico, ma anche culturale. Ci vuole maggiore fermezza, perché ci sono motori di ricerca che avrebbero dovuto collaborare da tempo, ci sono società che nascondono pirati ‘invisibili’ in tutta la catena del crimine. Si deve insistere sul tema delle sanzioni agli utenti finali, come elemento di deterrenza, per educare a comportamenti leciti e per questo è fondamentale insistere anche sulla comunicazione e la sensibilizzazione sulla gravità del reato”, ha precisato Stefano Azzi, CEO di Dazn Italia.

“I dati presentati oggi da FAPAV confermano che la pirateria resta un fenomeno allarmante – ha commentato Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia – Nonostante i progressi normativi e tecnologici e i primi segnali incoraggianti, è chiaro che dobbiamo fare ancora di più. Non solo per tutelare l’industria audiovisiva e sportiva, ma anche per difendere chi sceglie ogni giorno la legalità. È fondamentale mettere fine al senso di impunità ancora troppo diffuso tra chi consuma contenuti pirata, e all’idea che si tratti di un comportamento accettabile e privo di conseguenze”.

“Il lavoro che è stato fatto nel contrasto alla pirateria è innovativo e i risultati si vedono. Stiamo migliorando il processo di lavoro e riteniamo che l’azione di contrasto possa divenire più efficace. Ci siamo dotati di una componente speciale, con competente tecniche e tecnologiche avanzate, per consentirci di evolvere nelle azioni in base al contesto operativo. Forniamo supporto ad Agcom nell’utilizzo della piattaforma piracy shield, riuscendo ad oscurare più di 50 mila unità illecite. Noi lavoriamo il flusso di informazioni che proviene dalla piattaforma e mettiamo in evidenza aspetti di carattere penale che poi saranno esaminati dall’autorità giudiziaria. La componente speciale consente di fornire un apporto tecnico ai reparti del corpo che incappano nell’attività di indagine di contrasto alla pirateria. Di recente abbiamo anche affrontato l’aspetto delle sanzioni agli utenti, monitorando le attività sul territorio e proponendoci nella valorizzazione dei dati relativi agli utenti, individuati come utilizzatori di sistemi pirata. Con 80 comandi provinciali in due mesi abbiamo sanzionato più di 2000 utenti su tutto il territorio nazionale”, ha detto Marco Fabio Vetrano, Comandante del Gruppo Radiodiffusione ed Editoria della Guardia di Finanza.

“Il provvedimento consente di oscurare in Italia i siti internet che non si adeguano alle procedure Agcom. La direzione è quella giusta, ma bisogna insistere su questa strada e muoverci compatti. I pirati saccheggiano la nostra economica e noi dobbiamo tutelare i cittadini che consegnano a questi criminali le chiavi digitali di casa”, ha detto il Commissario Agcom, Massimiliano Capitanio.

“La parola giusta è educazione. I giovani vanno educati alla conoscenza del supporto fisico del nostro cinema e dell’audiovisivo nel suo complesso. L’home video chiude in sé oggi la storia di tutti, delle sue famiglie e delle persone, quindi custodisce la memoria di un Paese intero. C’è tanta tecnologia nell’home video, compreso il 4K”, ha detto Luciana Migliavacca, Presidente Univideo.

“Ci stiamo muovendo su un duplice piano: cercare di contrastare quello che e’ il mercato interno dei contenuti illeciti, ormai parlare di pirateria significa in qualche modo parlare di forme di cybercrime evolute, dall’altro andando a incidere dal punto di vista investigativo, attraverso la costruzione di indagini che ci vedono muoverci in un contesto internazionale di cooperazione, pronti a smantellare non soltanto la rete criminale intesa come organizzazione fatta di persone, ma anche di infrastrutture tecnologiche vere e proprie, importanti, che sono disseminate nel mondo a supporto di questa attività criminale“, ha affermato Ivano Gabrielli, Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.
“La pirateria è un fenomeno che prevede organizzazioni strutturate come holding imprenditoriali, compartimenti tecnologici che curano produzione e procurement di software avanzati, allocamento di risorse in serve farm importanti, grandi investimenti criminali che fruttano miliardi di dollari. La pirateria produce cifre spaventose – ha proseguito Gabrielli – che dobbiamo perseguire in tutto il mondo in complesse operazioni antiriciclaggio, che vanno raccontate agli utenti in ottica di sensibilizzazione culturale e di maggiore consapevolezza del reato che si commette e del danno che si infligge al mercato legale. Le criptovalute favoriscono questo tipo di reato, nel senso che poi enormi proventi hanno bisogno di essere reinvestiti, puliti e le criptovalute hanno un ruolo importante in quanto divengono poi l’asset attraverso il quale queste enormi mole di denaro viaggiano, circolano per il mondo, fino poi ad essere reinvestiti in altre attività criminali”.

“Bisogna avere pazienza e attendere i risultati, perché stavolta abbiamo un’Autorità motivata e decisa nel contrasto alla pirateria, come mai prima d’ora. È un fenomeno che colpisce industrie e mercati fondamentali. Mediaset ha deciso di perseguire una strategia legale aggressiva nei confronti della pirateria e lo sfruttamento illecito dei propri contenuti su tutte le piattaforme pirata. Anche il Parlamento si è impegnato ii questa battaglia, ma il lavoro per portare a termine il risultato non è stato facile”, ha raccontato Stefano Selli, Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset.

I 42 contenziosi negli USA hanno dimostrato che l’AI si addestra anche attraverso contenuti pirata, dando a questi anche una seconda vita e da cui nascono anche sempre nuovi contenuti. Ci sono canali online oggi che possono diffondere senza autorizzazione contenuti audiovisivi protetti da copyright”, ha dichiarato Paolo Marzano, Componente del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore del ministero della Cultura e docente della LUISS.

Marzano ha poi presentato la prima edizione del Master in Diritti d’Autore e Tecnologie delle Industrie Creative che prevede 1.500 ore di insegnamento sul diritto d’autore per la formazione e il rispetto della legalità. Un percorso innovativo che unisce alta formazione giuridica e confronto con i professionisti dell’industria culturale: cinema, musica, editoria, videogiochi, eventi sportivi e artistici. Un insegnamento quanto più ampio possibile del diritto d’autore, garantendo un focus sulle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.

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“Stati Generali della lotta alla pirateria”, la nuova ricerca FAPAV/Ipsos il 18 giugno a Roma

18 giugno 2025
Stati Generali della Lotta alla Pirateria tra Legalità, Sicurezza e Intelligenza Artificiale
Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, Aula Magna “Carlo Mosca”
ore 10:30
Piazza di Priscilla 6
Roma

Gli Stati Generali della lotta alla pirateria 2025

La pirateria audiovisiva è un crimine e come tale va trattato. Allo stesso tempo, rappresenta un fenomeno illecito che erode la ricchezza collettiva, disincentiva la creatività e mette a rischio un intero comparto economico e culturale che dà lavoro a migliaia di persone. Il contrasto alla pirateria è quindi non solo una scelta etica e una necessità del settore, ma un investimento nella legalità, nell’economi e nel futuro dell’industria creativa.

Per questo la FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali organizza, in collaborazione con Ipsos, per il 18 giugno prossimo a Roma gli “Stati Generali della Lotta alla Pirateria tra Legalità, Sicurezza e Intelligenza Artificiale”, un convegno di rilevanza nazionale finalizzato ad affrontare una delle sfide più complesse dell’ecosistema digitale contemporaneo: la lotta alla pirateria audiovisiva.

“La pirateria è praticata da una fetta importante di popolazione, spesso incurante dei danni diretti e indiretti che ogni singola azione illegale provoca. È quindi fondamentale monitorare costantemente lo stato del fenomeno illecito in Italia. La nuova ricerca FAPAV/Ipsos che presenteremo il 18 giugno prossimo, e che sarà la prima dopo l’entrata in vigore delle modifiche al Regolamento AGCOM per gli eventi sportivi live e l’introduzione della piattaforma Piracy Shield, fornirà un feedback molto atteso anche sulla percezione della nuova legge antipirateria da parte della popolazione italiana, oltre a darci i dati aggiornati sui danni economici al settore audiovisivo e sportivo”, ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV.

“Per contrastare il fenomeno resta fondamentale combinare campagne di comunicazione e sensibilizzazione con azioni restrittive di Forze dell’Ordine, Magistratura e AGCOM e proprio la sinergia con le Forze dell’Ordine ha dato un valore aggiunto all’evento FAPAV/Ipsos di quest’anno – ha aggiunto Bagnoli Rossi – grazie all’ospitalità da parte della prestigiosa Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia che ha offerto l’Aula Magna Carlo Mosca per la presentazione dell’Indagine”.

L’Agenda dei partecipanti

I saluti istituzionali saranno affidati a Federico Mollicone, Presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, e Maurizio Vallone, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza e Direttore Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia. Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV introdurrà i partecipanti alla giornata che vedrà il keynote speech di Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM, e la presentazione della nuova ricerca sulla pirateria online da parte di Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos Italia.

Tre le tavole rotonde che saranno moderate da Stefania Pinna, giornalista di Sky Italia. La prima sul cinema, con Emilie Anthonis, President & Managing Director MPA EMEA; Luciana Migliavacca, Presidente Univideo; Alessandro Usai, Presidente di Anica.

Seguirà una seconda tavola su televisione e piattaforme, con la partecipazione di Stefano Azzi, CEO di Dazn Italia; Ivano Gabrielli, Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni; Alfredo Borgia, Direttore Affari Istituzionali SKY Italia; Antonio Marano, Presidente CRTV; Stefano Selli, Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset;

Un’altra tavola rotonda, infine, sarà dedicata allo sport, con Ezio Simonelli, Presidente Lega Serie A, Paolo Bedin, Presidente Lega Serie B e Luigi De Siervo, AD Lega Serie A.

Un’agenda non definitiva a cui seguiranno ulteriori aggiornamenti.

Un contrasto che funziona, ma un fenomeno che ancora mette a rischio industria investimenti e posti di lavoro

Come richiamato nel titolo, “Stati Generali della Lotta alla Pirateria: tra Legalità, Sicurezza e Intelligenza Artificiale”, l’evento rappresenta un punto d’incontro tra rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore, esperti in cybersicurezza e innovazione tecnologica avanzata, tra cui l’intelligenza artificiale ma non solo, con l’obiettivo di definire strategie concrete per contrastare i comportamenti illeciti che danneggiano il mercato dei contenuti culturali e creativi.

Tra i temi che saranno trattati all’evento troviamo l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per il monitoraggio e la prevenzione degli abusi online, il rafforzamento della collaborazione tra pubblico e privato per proteggere i contenuti digitali, le implicazioni legali e normative nell’adozione di nuove tecnologie di contrasto, la promozione di una cultura della legalità e della sicurezza digitale tra i cittadini.

Il danno economico della pirateria online alle imprese e al Sistema Paese

Nella precedente ricerca FAPAV/Ipsos, il danno economico diretto per le industrie audiovisive è stato stimato in circa 767 milioni di euro. La perdita complessiva di fatturato per l’economia italiana è stata di circa 2 miliardi di euro, mentre l’impatto negativo sul PIL di circa 821 milioni di euro. Più di 11 mila i posti di lavoro messi a rischio dal crimine organizzato online.

In termini di diffusione della pirateria online, dall’ultima rilevazione disponibile è risultato che il 39% degli adulti italiani ha commesso almeno un atto di pirateria nel 2023, in calo rispetto al 42% del 2022, mentre sono stati quasi 319 milioni di atti di pirateria commessi nel 2023, in diminuzione del 7% rispetto ai 345 milioni del 2022.

Nonostante una lieve diminuzione degli atti di pirateria, un fenomeno che rimane diffuso e con un impatto economico significativo, accompagnato da una limitata consapevolezza delle conseguenze legali ed economiche.

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Serie A, Google collabora con Agcom per il blocco degli streaming illegali

Il 23 maggio 2025, in occasione dell’anticipo delle due principali partite dell’ultima giornata del campionato di serie A, l’Agcom ha svolto una sperimentazione con Google, in qualità di fornitore di servizi di DNS pubblicamente disponibili e soggetto gestore di motore di ricerca, finalizzata all’adempimento degli obblighi previsti dalla legge antipirateria e alla luce delle previsioni recate dall’art. 9 del Regolamento sui servizi digitali (DSA).

La sperimentazione è stata avviata a valle di una serie di interlocuzioni tra la Società e l’Autorità, dirette a individuare le modalità tecniche automatizzate più idonee per la rimozione di contenuti illegali accessibili tramite i DNS pubblici.

“Attraverso un processo messo a punto con la società di Mountain View, i siti segnalati sulla piattaforma Piracy Shield in occasione delle ultime partite di campionato sono stati tempestivamente comunicati a Google che, conseguentemente, ne ha impedito l’accesso attraverso i suoi DNS pubblici. Un primo ma importante segnale di collaborazione in questa battaglia per la legalità“, ha dichiarato in una nota Massimiliano Capitanio, Commissario Agcom.
“L’obiettivo è che questa attività sperimentale vada a regime il prima possibile e che anche altri soggetti coinvolti nell’accessibilità dei siti pirata, come ad esempio le VPN, adottino misure automatizzate per bloccare i siti pirata entro 30 minuti dalla segnalazione di AGCOM, nel pieno rispetto della legge nazionale. Parallelamente, si devono intraprendere altre azioni per contrastare il fenomeno, come per esempio vietare l’accesso alle APP pirata e continuare a sanzionare gli utenti che fruiscono illegalmente questi servizi“, ha aggiunto Capitanio.

La sperimentazione ha consentito la tempestiva segnalazione a Google, da parte dell’Autorità, delle risorse segnalate dai titolari dei diritti tramite Piracy Shield e l’esecuzione dei relativi ordini.

Gli esiti della sperimentazione segnano un punto importante nel contrasto alla pirateria digitale. L’Autorità proseguirà nel percorso intrapreso nel rispetto di quanto previsto dalla Legge antipirateria n. 93 del 2023 e auspica che analoghe iniziative siano tempestivamente assunte anche dagli altri prestatori di servizi coinvolti a qualunque titolo nell’accessibilità ai contenuti illegali.

Ad oggi, il numero di blocchi attuati tramite Piracy Shield è pari a circa 55.504, di cui 44.602 FQDN e 10.902 IP.

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Pirateria audiovisiva: “Una rapina su scala industriale”. Il Report

Il Report di Enders

La pirateria online e in particolare audiovisiva è responsabile di danni economici a tutta l’industria del settore dei contenuti digitali. Il nuovo report pubblicato da Enders Analysis rappresenta una denuncia articolate e approfondita contro lo sfruttamento di contenuti audiovisivi protetti da copyrigt, con un focus specifico sullo streaming illegale di eventi sportivi e canali premium.

Il documento, dal titolo “Video Piracy: Big Tech is Clearly Unwilling to Address the Problem“, descrive il fenomeno come un’autentica “rapina su scala industriale” che danneggia duramente broadcaster come Sky e organizzazioni sportive come la Premier League, generando perdite stimate in miliardi di sterline ogni anno solo in Gran Bretagna.

Claire Enders, fondatrice della società e veterana delle battaglie contro la pirateria, ha dichiarato in un articolo sul Financial Times che l’industria globale dell’intrattenimento subisce danni per “miliardi di dollari” a causa del fenomeno.
I dati su cui si basa il report provengono da operatori di primo piano come Sky UK e mostrano un’ampia convergenza tra analisi indipendenti e preoccupazioni dell’intero settore dei contenuti.

Il ruolo delle Big Tech

Nel mirino dello studio ci sono anche le grandi piattaforme tecnologiche. Come riportato anche dalla BBC, spesso descritte dall’analisi come “ambigue” nei comportamenti e accusate di “inerzia” di fronte al problema e soprattutto le richieste dell’industry.

Una delle principali accuse è rivolta ad Amazon, a causa della diffusione dei dispositivi Fire Stick, utilizzati in massa per accedere a contenuti pirata. Secondo Sky, il 59% degli utenti che hanno consumato contenuti illegali tramite dispositivi fisici negli ultimi 12 mesi, lo ha fatto con un prodotto Amazon.

Il report definisce questi dispositivi “abilitatori di pirateria” e critica Amazon per vendere hardware “a basso costo e a bassa frizione”, facilitando così l’accesso ai flussi illegali. Pur non essendo direttamente responsabile della loro modifica, Amazon viene accusata di non fare abbastanza per prevenire usi impropri.

Anche Google e Microsoft finiscono nel mirino per l’inadeguatezza dei loro sistemi DRM, Widevine e PlayReady, accusati di essere ormai “obsoleti e compromessi”.
Secondo Enders Analysis, questi strumenti non sono più in grado di proteggere adeguatamente i contenuti di alta qualità, alimentando indirettamente l’ecosistema pirata.

L’impatto della pirateria sull’industria audiovisiva, i rischi informatici che gravano sui consumatori

Il danno economico alla filiera creativa è solo una parte del problema. La diffusione dei flussi illegali espone anche i consumatori a gravi rischi informatici: malware, phishing, furto di dati e frodi legate all’uso di carte di credito su piattaforme non sicure sono all’ordine del giorno.

La pirateria mina l’intero modello economico dell’audiovisivo, già messo alla prova dalla frammentazione dell’offerta legale (numerosi abbonamenti, aumento dei costi) e dalla crescente difficoltà a proteggere gli asset digitali.

Come ha affermato Nick Herm, COO di Sky Group, “è una crisi che colpisce direttamente chi investe in contenuti di qualità e nella loro distribuzione”.

Le soluzioni proposte dal Report

Il report non si limita alla denuncia, ma propone un’agenda d’azione che coinvolge più attori:

  1. Coinvolgimento attivo delle Big Tech: il documento chiede che Amazon, Google, Microsoft e Meta si assumano responsabilità dirette, sia nel migliorare la sicurezza dei propri sistemi (hardware e DRM), sia nel rimuovere contenuti e pubblicità pirata dalle loro piattaforme.
  2. Aggiornamento dei sistemi DRM: si chiede una ristrutturazione radicale di Widevine e PlayReady, con nuovi standard di sicurezza, una migliore architettura software e un coinvolgimento più profondo degli stakeholder dei contenuti.
  3. Azione congiunta e normativa: si sottolinea la necessità di un intervento statale più incisivo, in particolare da parte dei governi europei, affinché Big Tech cooperi obbligatoriamente nella lotta alla pirateria.
  4. Sensibilizzazione dell’utenza: educare i consumatori sui rischi dell’accesso a contenuti illegali e sull’impatto che questo ha sull’economia creativa è parte integrante della strategia.

Non tutti sono d’accordo

Non mancano tuttavia le critiche a questa lettura. Alcuni osservatori, infatti, hanno notato che la narrazione del report è troppo allineata agli interessi delle grandi aziende dell’intrattenimento, con un’enfasi poco critica sulle cause di fondo, come la mancanza di offerte accessibili e flessibili per il pubblico.

Inoltre, la centralità della critica alle Big Tech potrebbe sembrare strumentale se non accompagnata da un reale impegno dell’industria tradizionale nel rendere i propri servizi più user-friendly e meno frammentati.

Il report, però, aldilà delle critiche, che vanno sempre ascoltate, rappresenta un forte richiamo all’azione su un tema di fatto concreto, problematico e sempre più cruciale.

In un panorama dominato da un consumo digitale istantaneo e globalizzato, l’equilibrio tra accessibilità, sicurezza e rispetto del diritto d’autore è diventato sempre più precario. Solo una collaborazione trasparente e strategica tra industria, tecnologia e autorità pubbliche potrà arginare davvero un fenomeno che, al momento, appare fuori controllo se lasciato a sé stesso.

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MPA, blocco dei siti dinamico strumento chiave nel contrasto alla pirateria audiovisiva

Il blocco automatico e in tempo reale è la chiave per contrastare la diffusione illecita di contenuti protetti da copyright

Il contrasto alla pirateria audiovisiva non ha confini e si estende su gran parte del pianeta. La Motion Picture Association (MPA), rappresentante delle principali industrie cinematografiche mondiali come Netflix, Disney e Warner Bros. Discovery, ha ribadito con forza, in un documento riportato da torrentfreak.com, la necessità di strumenti più efficaci per combattere questo fenomeno criminale, che sta prendendo di mira in particolare gli eventi sportivi in diretta e gli spettacoli live.

In risposta alla recente consultazione lanciata dalla Commissione europea sulla raccomandazione del 2023 contro la pirateria live-streaming, l’MPA sottolinea che il blocco automatico e in tempo reale dei siti pirata è la chiave per contrastare efficacemente la diffusione illecita di contenuti protetti da copyright.

Il contesto normativo europeo

Negli ultimi anni, l’Unione europea ha rafforzato il proprio arsenale legislativo contro la pirateria digitale, con interventi come la Direttiva sul Copyright e il Digital Services Act. Tuttavia, secondo molti titolari dei diritti, queste misure non sono ancora sufficienti per affrontare con tempestività la diffusione illegale di contenuti in diretta, come eventi sportivi, il cui valore svanisce subito dopo la trasmissione.

Per rispondere a tali critiche, la Commissione ha pubblicato una raccomandazione mirata per combattere la pirateria degli eventi live, incoraggiando la collaborazione tra fornitori di servizi online e titolari dei diritti, e sollecitando gli Stati membri a intervenire più rapidamente con i takedown.

MPA: “Servono strumenti automatizzati e armonizzati”

Nel suo documento di risposta, l’MPA accoglie positivamente il quadro normativo europeo, ma denuncia l’applicazione incoerente degli strumenti previsti, come gli ordini di blocco dei siti, nei diversi Stati membri. In paesi come Germania, Polonia e Bulgaria, queste misure risultano assenti o inadeguate.

In particolare, la Germania impone ai titolari dei diritti l’onere di identificare preventivamente i gestori dei siti pirata, spesso attraverso azioni legali contro gli hosting provider: una procedura complessa e costosa che vanifica la tempestività dell’intervento. Secondo l’MPA, “è necessaria un’azione rapida per limitare la diffusione e i danni della violazione del copyright”.

Blocco dinamico in tempo reale: l’esempio di Italia, Grecia e Portogallo

L’associazione promuove l’adozione di meccanismi automatizzati che consentano l’aggiornamento in tempo reale delle liste di siti da bloccare, già operativi in paesi come Italia, Grecia, Portogallo e Brasile. Tali sistemi sono essenziali per contrastare la pirateria degli eventi dal vivo, dove la finestra temporale di intervento è estremamente breve.

Inoltre, l’MPA evidenzia come il blocco dinamico rappresenti una difesa efficace contro i tentativi di elusione dei pirati digitali, che creano continuamente nuovi domini per aggirare i blocchi esistenti.

In questo l’Italia rappresenta di fatto un modello e una best practice per tutta l’Europa e non solo. L’ordine di blocco dinamico, come ha più volte sottolineato il Presidente della FAPAV, Federico Bagnoli Rossi, va a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto alla pirateria, “fenomeno che reca gravi danni all’industria audiovisiva e al Sistema Paese, incidendo anche sulle opportunità per i giovani di provare a realizzarsi professionalmente nel settore del cinema e della tv.“

Il ruolo degli intermediari: CDNs, VPN e hosting provider

Per l’MPA, la lotta alla pirateria non può fermarsi ai provider di accesso a Internet. È necessario coinvolgere attivamente altri intermediari chiave come le CDN (Content Delivery Networks), i fornitori di servizi VPN, gli hosting provider e i motori di ricerca.
Questi attori, come ad esempio Cloudflare, hanno le capacità tecniche per implementare blocchi mirati a livello infrastrutturale e contribuire all’identificazione dei pirati.

In quest’ottica, l’MPA chiede anche l’estensione dell’obbligo di “Know Your Business Customer” (KYBC) a tutte le piattaforme digitali, e non solo ai marketplace online, per garantire che le aziende che offrono servizi digitali raccolgano dati accurati sulla propria clientela e impediscano l’uso illecito delle proprie infrastrutture.

L’appello dell’MPA condiviso da altre associazioni di settori in Europa

L’appello dell’MPA è sostenuto anche da altri attori del panorama mediatico, come DAZN e MFE-MEDIAFOREUROPE (di cui fa parte anche Mediaset), che invocano misure legislative più incisive per coinvolgere tutti gli intermediari digitali nel contrasto alla pirateria.

La Commissione europea valuterà ora le osservazioni ricevute nel contesto della sua “call for evidence”, decidendo se e come rafforzare ulteriormente l’intervento normativo.

La posizione dell’Associazione americana mette in luce la necessità di un approccio europeo più armonizzato, tecnologicamente avanzato e collaborativo per proteggere efficacemente i contenuti digitali dal fenomeno sempre più agile della pirateria online.
Il blocco dinamico e il coinvolgimento degli intermediari diventano strumenti indispensabili in una battaglia che si gioca in tempo reale.

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Dl PNRR-Scuola, Carta del docente estesa a prodotti audiovisivi

Il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto legge n. 45/2025, dedicato alle “Disposizioni urgenti in materia di attuazione delle misure del PNRR in materia di istruzione e merito e per l’avvio dell’anno scolastico 2025/2026”, anche noto come dl PNRR-Scuola.

Una misura che a detta del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, favorirà un’istruzione di qualità e consentirà di realizzare una serie di interventi concreti su diversi aspetti dell’insegnamento dell’istituto scolastico italiano. Tra questi c’è anche la carta docente.

“Grazie a questo provvedimento si aprirà una fase nuova della scuola per rispondere alla richiesta di competenze generate dal piano nazionale Industria 4.0 e del mercato”, ha precisato il deputato Federico Mollicone nella sua dichiarazione di voto favorevole.

Lo stesso Mollicone ha presentato un ordine del giorno al Dl Pnrr Scuola che in relazione alla carta del docente impegna il Governo “a precisare che il perimetro delle opere fruibili è quello dei prodotti filmici e audiovisivi, su supporto fisico e tramite le piattaforme di distribuzione digitale per il noleggio e la vendita”.

Un passaggio particolarmente apprezzato da UNIVIDEO (l’associazione di categoria che rappresenta gli Editori Audiovisivi su media digitali – DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD – e online tramite piattaforme di distribuzione digitale), che esprime la piena soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento che consente di includere nella carta del docente anche i prodotti dell’editoria audiovisiva.

“Si tratta di un giusto riconoscimento verso una filiera che lavora quotidianamente per conservare la memoria storica del nostro cinema e dell’audiovisivo”, ha affermato Luciana Migliavacca, Presidente di UNIVIDEO.

“Penso che i prodotti filmici su supporto, o venduti o noleggiati tramite piattaforme digitali, possano contribuire a valorizzare appieno tutte le forme di cultura multimediale – ha aggiunto Migliavacca – e, con l’approvazione di questo specifico emendamento, sono convinta si favoriscano le opzioni di scelta per la classe docente”.

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Streaming Community. Bagnoli Rossi (FAPAV): “Il blocco del sito segnale importante nel contrasto alla pirateria”

Nelle ultime settimane sui media e tra gli utenti in rete si parla di Streaming Community, uno dei siti pirata di film e serie tv più attivi nel nostro Paese, bloccato per violazione del Diritto d’Autore.

Il provvedimento, su segnalazione dei titolari dei diritti, con l’ausilio tecnico di FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, è stato adottato attraverso misure cautelari urgenti dal Tribunale di Milano, Sezione Imprese, che ha prontamente emesso l’ordine di blocco dinamico del sito.

FAPAV tiene a sottolineare che tale operazione non ha nulla a che a vedere con la piattaforma Piracy Shield, ad oggi operativa solo per quanto riguarda la pirateria di eventi sportivi live: si tratta di un blocco ottenuto tempestivamente a seguito di un intervento giudiziario e non amministrativo, in considerazione del fatto che la distribuzione e la visione di film e serie tv attraverso siti illeciti è un reato che danneggia l’intero settore audiovisivo.

“Streaming Community è un sito pirata che diffonde illegalmente film e serie tv. L’ordine di blocco dinamico ottenuto rappresenta un segnale importante nel contrasto alla pirateria, fenomeno che reca gravi danni all’industria audiovisiva e al Sistema Paese, incidendo anche sulle opportunità per i giovani di provare a realizzarsi professionalmente nel settore del cinema e della tv. I tecnici di FAPAV hanno seguito l’operazione di blocco del sito in nome dei titolari dei diritti e va ribadito con chiarezza che tale azione non ha coinvolto Piracy Shield, al momento attiva solo per bloccare entro 30 minuti la messa on line illegale di contenuti sportivi live”, ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV.

“L’obiettivo è quello di estendere l’uso della piattaforma anche ai contenuti audiovisivi di prima visione, come previsto dalla Legge 93/2023, e in tal senso – ha precisato Bagnoli Rossi – è in corso in queste settimane una consultazione AGCOM finalizzata proprio a raggiungere questo obiettivo”.

“In ogni caso il problema pirateria rimane un grande freno allo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento e, proprio per fotografare il fenomeno in maniera puntuale, anche quest’anno la nostra Federazione, insieme ad Ipsos Italia, presenterà la nuova ricerca in cui emergerà la situazione attuale del fenomeno nel nostro Paese. L’evento, dal titolo “Stati Generali della lotta alla pirateria tra legalità, sicurezza e intelligenza artificiale. Industrie dei contenuti, consumi culturali e comportamenti illeciti”, si terrà il prossimo 18 giugno mattina presso l’Aula Magna della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia di Roma”, ha annunciato il Presidente della FAPAV .

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UEFA Nations League Finals ed European Qualifiers su Sky e NOW dal 4 giugno

Sky acquisisce i diritti per la trasmissione delle UEFA Nations League Finals e delle European Qualifiers ai Campionati del mondo FIFA 2026.

Grazie a un accordo con UEFA, si arricchisce così l’offerta di calcio internazionale nella Casa dello Sport, con oltre 200 sfide tra le Nazionali europee visibili su Sky e in streaming su NOW.

A partire proprio dalle Finals dell’edizione 2024/2025 della UEFA Nations League, che si svolgerà in Germania dal 4 all’8 giugno: aprono il programma le dirette della semifinale tra Germania e Portogallo, mercoledì 4 giugno, e di quella del giorno dopo tra Spagna e Francia, con le finali tutte in diretta domenica 8 giugno. Su Sky anche i migliori incontri della fase a gironi delle European Qualifiers ai Campionati del mondo FIFA 2026 in diretta, ad eccezione delle sfide degli Azzurri che saranno trasmesse in differita, a partire dalle partite della terza giornata in onda dal 6 giugno. Il calendario andrà poi avanti fino a novembre, con gli spareggi in programma a marzo 2026. A tutto questo si aggiungono, tra marzo e giugno 2026, le amichevoli internazionali di preparazione ai Campionati del mondo FIFA 2026 con la diretta delle partite disputate dalle nazionali straniere e la differita di quelle della nazionale italiana. Una selezione di sfide sarà anche in chiaro su TV8 e Cielo.

Sky si conferma punto di riferimento del grande calcio d’Europa: fino al 2027, in esclusiva 185 delle 203 partite a stagione di UEFA Champions League e tutte le 342 gare di UEFA Europa League e UEFA Conference League, anche grazie a Diretta Gol. Per il calcio internazionale, in esclusiva anche la Premier League inglese e la Bundesliga tedesca.

UEFA NATIONS LEAGUE FINALS, 4-8 GIUGNO, GERMANIA:

Il calendario:

  • 4 giugno ore 21 Semifinale Germania-Portogallo (in diretta esclusiva su Sky e NOW, in chiaro su TV8)
  • 5 giugno ore 21 Semifinale Spagna-Francia (in diretta esclusiva su Sky e NOW, in chiaro su Cielo)
  • 8 giugno ore 15 Finale 3° e 4° posto (in diretta esclusiva su Sky e NOW, in chiaro su Cielo)
  • 8 giugno ore 21 Finale 1° e 2° posto (in diretta Sky e NOW)

EUROPEAN QUALIFIERS AI CAMPIONATI DEL MONDO FIFA 2026:

Gli incontri dei 12 gironi:

  • Terza giornata (6-7 giugno 2025);
  • Quarta giornata (9-10 giugno 2025);
  • Quinta giornata (4-6 settembre 2025);
  • Sesta giornata (7-9 settembre 2025);
  • Settima giornata (9-11 ottobre 2025);
  • Ottava giornata (12-14 ottobre 2025);
  • Nona giornata (13-15 novembre 2025)
  • Decima giornata (16-18 novembre 2025);

Gli spareggi:

  • Semifinali (26 marzo 2026)
  • Finali (31 marzo 2026)

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Copyright, nuovo studio EUIPO sul rapporto tra AI Generativa e diritto d’autore

Il nuovo studio pubblicato dall’EUIPO sul rapporto tra AI e diritto d’autore

L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) è in grado di generare testi, immagini, musica, codici e video che spesso appaiono indistinguibili da quelli prodotti da esseri umani. Tuttavia, questa straordinaria potenzialità tecnologica solleva interrogativi cruciali in materia di diritto d’autore: chi è il titolare dei diritti su un contenuto generato da una macchina? E, ancora prima, è lecito addestrare un algoritmo su contenuti protetti da copyright? Lo European Union Intellectual Property Office (EUIPO), l’Ufficio dell’Unione europea (Ue) per la proprietà intellettuale, ha pubblicato un nuovo studio sull’argomento, dal titolo: “The development of Generative Artificial Intelligence from a copyright perspective”.

Un rapporto che offre “spunti essenziali sull’intersezione tra diritto d’autore e AI generativa. Il suo punto di forza risiede nel suo orientamento pratico. Fornisce a decisori politici, titolari di diritti, sviluppatori di IA e intermediari dati concreti, analisi legali e raccomandazioni su come gli uffici di proprietà intellettuale come l’EUIPO possano contribuire a migliorare lo status quo. Evidenzia dove è necessaria la certezza del diritto, dove è possibile migliorare le soluzioni tecniche e di licenza e dove è essenziale un dialogo intersettoriale più approfondito. Questo non è solo uno studio, è un invito ad agire in modo coordinato e lungimirante“, ha affermato in una nota João Negrão, Direttore esecutivo dell’EUIPO.

Le opportunità di un’AI rispettosa delle regole

È fondamentale sottolinearlo sin dall’inizio: l’intelligenza artificiale non è il nemico. Al contrario, se sviluppata e utilizzata nel rispetto delle norme esistenti, può rappresentare uno strumento di potenziamento creativo, produttivo e cognitivo senza precedenti. Le sue applicazioni nel campo dell’istruzione, della ricerca scientifica, della medicina, del giornalismo e dell’arte aprono nuovi orizzonti di innovazione e democratizzazione dell’accesso alla conoscenza.

Le opportunità per i creatori sono molteplici: nuove forme espressive, assistenza nella produzione di contenuti, generazione di bozze, traduzioni automatiche, arricchimento semantico dei testi. Inoltre, si sta sviluppando un mercato emergente per i dati di addestramento, in cui i titolari di diritti possono monetizzare l’uso delle proprie opere, attraverso meccanismi di licenza e accordi contrattuali.

Sfide e zone grigie, tra trasparenza, consenso e tracciabilità

Il nodo principale risiede nella fase di addestramento dei modelli GenAI: i sistemi apprendono da vasti corpus di testi, immagini e suoni, molti dei quali sono protetti da copyright. La direttiva europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (CDSM) prevede eccezioni per l’estrazione di testi e dati, ma consente ai titolari dei diritti di opporsi attraverso meccanismi di opt-out.
La sfida è garantire trasparenza: sapere esattamente quali contenuti sono stati utilizzati, in che modo e con quale licenza, se presente.

Un’altra criticità riguarda la titolarità del contenuto generato. Le leggi attuali, basate sulla centralità dell’autore umano, non riconoscono personalità giuridica alle macchine.
Dunque, chi è responsabile del contenuto prodotto da una GenAI? L’utente? Il fornitore dell’algoritmo? Oppure si tratta di opere fuori dal perimetro della protezione?
La mancanza di chiarezza crea insicurezza legale, sia per i creatori che per le imprese.

Argomenti chiave per il futuro della nostra economia, che trovano momenti di confronto e scontro anche aspro in diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, che proprio in questi giorni vedono il Presidente Donald Trump al centro di critiche molto dure sul suo operato per delle decisioni piuttosto ambigue relative proprio al rapporto tra GenAI e contenuti in rete.

I danni economici potenziali

L’impatto economico di un utilizzo non regolamentato dell’IA può essere significativo. Secondo uno studio congiunto EUIPO-EPO, i settori ad alta intensità di diritto d’autore rappresentano il 6,9% del PIL dell’Ue e danno lavoro al 6,2% della popolazione attiva.
L’introduzione di contenuti generati dall’AI, soprattutto se indistinguibili da quelli originali, può svalutare le opere umane, aumentare la concorrenza sleale e ridurre le opportunità di monetizzazione per gli autori professionisti.

Nel mercato editoriale, musicale e audiovisivo, si osservano già i primi effetti distorsivi: piattaforme invase da contenuti low-cost o automatizzati, difficoltà a stabilire l’autenticità di un’opera, calo dei compensi. La mancanza di standard per la tracciabilità dei contenuti generati rende difficile proteggere i diritti, anche a posteriori.

Ruolo delle istituzioni e traghettamento verso un ecosistema più equo

In questo scenario in evoluzione, le istituzioni hanno un ruolo chiave. L’EUIPO, ad esempio, con il suo osservatorio sulla proprietà intellettuale e i progetti come la banca dati delle opere orfane e il portale delle opere fuori commercio, lavora per migliorare la trasparenza del sistema.

Dal novembre 2025, come annunciato nello Strategic Plan 2030 dell’Agenzia europea, sarà attivo anche il Copyright Knowledge Centre, che offrirà strumenti e risorse per affrontare in modo consapevole le sfide poste dall’AI.

Altrettanto importante è il contributo del regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), che introduce obblighi di trasparenza, tracciabilità e sicurezza per i sistemi di AI, comprese disposizioni sui diritti fondamentali.

Tecnologia e diritti non sono incompatibili

Il futuro della creatività digitale non deve essere vissuto come un conflitto tra uomo e macchina. La tecnologia AI, se utilizzata con rispetto e responsabilità, può diventare un alleato del diritto d’autore, non un suo antagonista.

Servono però regole chiare, interoperabilità tra sistemi, incentivi alla trasparenza e soluzioni tecniche per la rilevazione automatica della provenienza dei contenuti.

È solo attraverso una governance multilivello, basata sul dialogo tra legislatori, sviluppatori, artisti e consumatori, che potremo costruire un ecosistema sostenibile, capace di valorizzare tanto l’innovazione quanto la creatività umana.

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