Milano-Cortina 2026: dal Mimit ok a 8.000 frequenze. Tutti i servizi digitali, satellitari e 5G alle Olimpiadi

In vista dell’apertura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’utilizzo di circa 8mila frequenze radio, un intervento di eccezionale complessità tecnica e dimensione, senza precedenti per un evento sportivo di questa portata. L’attività è stata svolta dalla Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni (DGTEL) del MIMIT, in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Fondazione Ugo Bordoni, ed è finalizzata alla pianificazione e all’autorizzazione delle risorse frequenziali necessarie allo svolgimento dei Giochi.

“A Milano e Cortina l’Italia scenderà in pista non solo con i suoi atleti, ma anche con un sistema di competenze, innovazione e tecnologia d’eccellenza”, ha detto il ministro Adolfo Urso“Le Olimpiadi invernali rappresentano infatti anche una grande sfida tecnologica – ha aggiunto -. Le 8.000 frequenze autorizzate dal Mimit costituiranno un’infrastruttura essenziale per garantire un’organizzazione impeccabile dei Giochi e permettere a milioni di spettatori nel mondo di viverli in tempo reale”.

A cosa servono queste frequenze

La gestione dello spettro radio è un’attività di carattere tecnico-specialistico poco conosciuta dal grande pubblico, ma essenziale per il corretto funzionamento delle infrastrutture tecnologiche a supporto di un grande evento sportivo internazionale.

  • Le tecnologie wireless consentono l’erogazione di servizi fondamentali quali
  • il cronometraggio delle competizioni,
  • le comunicazioni operative tra atleti, staff e organizzatori,
  • le riprese e la trasmissione audio e video,
  • nonché i sistemi di sicurezza e di videosorveglianza.

A tali tecnologie si aggiungono quelle volte a migliorare la fruizione dell’evento, tra cui

  • i droni FPV, per riprese in grado di creare un’esperienza di volo immersiva “in prima persona”,
  • e le body-cam indossate dagli atleti, utili a mostrare l’evento dalla prospettiva dell’atleta stesso.

Alle attività svolte dalla DGTEL si integrano quelle di monitoraggio e vigilanza sul territorio, affidate alle Case del Made in Italy, impegnate a garantire il corretto utilizzo delle frequenze radio durante l’intero periodo dei Giochi.

Il lavoro avviato dal Mimit, già a partire dal 2024, consentirà a oltre 200 soggetti, tra organizzatori, emittenti e comitati olimpici e paralimpici, di operare in modo coordinato attraverso l’impiego delle risorse frequenziali autorizzate, garantendo il regolare svolgimento delle competizioni e un’esperienza tecnologica avanzata per il pubblico di tutto il mondo.

Altri utilizzi

Queste frequenze servono a supportare un’ampia gamma di attività tecnologiche e logistiche essenziali per l’evento, tra cui:

  • Trasmissioni Televisive e Media: Permettono il funzionamento di telecamere wireless, microfoni e sistemi di comunicazione per le emittenti (broadcaster) che trasmettono le gare in tutto il mondo.
  • Gestione dell’Evento: Supportano i sistemi radio di servizio utilizzati dagli organizzatori per il coordinamento del personale, dei volontari e della sicurezza.
  • Cronometraggio e Dati: Garantiscono la trasmissione rapida e sicura dei dati ufficiali sulle prestazioni degli atleti e dei risultati in tempo reale.
  • Connettività 5G e Infrastrutture: Parte di un piano più ampio di potenziamento digitale che include la copertura 5G nelle strutture sanitarie e nelle gallerie stradali lungo i percorsi olimpici per garantire comunicazioni d’emergenza stabili. 

Tutti i dispositivi radio utilizzati dai media, dai partner e dalle autorità devono essere preventivamente autorizzati dal MIMIT attraverso il portale ufficiale di richiesta spettro e successivamente testati presso apposite stazioni di etichettatura (Test & Labeling) per evitare interferenze che potrebbero compromettere lo svolgimento dei Giochi.

Piano sanità e piano gallerie

  • Il Piano Sanità, con un investimento di oltre 11 milioni di euro, garantirà connettività 5G ad alta velocità a ospedali, medical station e foresterie, attraverso soluzioni multi-operatore capaci di assicurare copertura continua anche in ambienti chiusi e durante i trasferimenti.
  • Il Piano Gallerie riguarda invece undici gallerie tra Lombardia e Veneto, dove saranno realizzate nuove infrastrutture radiomobili 4G e 5G. L’obiettivo è garantire connessioni stabili, maggiore sicurezza e comunicazioni d’emergenza affidabili, rafforzando la logistica.

Le 8.000 frequenze distribuite su diverse bande

Le 8.000 frequenze autorizzate dal MIMIT per i Giochi di Milano Cortina 2026 non sono confinate a una singola banda, ma sono distribuite su diverse porzioni dello spettro radioelettrico per coprire le svariate esigenze tecnologiche dell’evento. 

In particolare, le bande principali coinvolte includono:

  • Banda 2.3 GHz: Recentemente oggetto di una procedura di assegnazione temporanea da parte del MIMIT per supportare la connettività durante i Giochi.
  • Bande UHF e VHF: Tradizionalmente utilizzate per i contributi radio e TV, i microfoni wireless e i sistemi di comunicazione interna (walkie-talkie).
  • Bande Satellitari e Microonde: Per i ponti radio ad alta capacità e le trasmissioni internazionali a lunghissima distanza.
  • Bande 5G: Fondamentali per la rete ultra-veloce dedicata ai siti olimpici, inclusi i sistemi di emergenza e i sensori IoT per la gestione degli impianti. 

Tutte queste frequenze sono coordinate per evitare interferenze tra i vari attori (media, sicurezza, logistica) e la loro gestione è definita nello Spectrum Availability Plan pubblicato dalla Fondazione Milano Cortina 2026

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Frequenze, emendamento per rinnovo non oneroso ritirato dal Milleproroghe

Rinnovo non oneroso delle frequenze Tlc in scadenza nel 2029 argomento caldo per la industry delle Tlc. Non più tardi di venerdì scorso Asstel, l’associazione confindustriale che rappresenta gli operatori, è tornata a chiedere a gran voce il rinnovo senza costi aggiuntivi in cambio di impegni di investimento delle licenze in scadenza nel 2029, con rinnovo automatico fino al 2037 per armonizzare il quadro normativo sullo spettro radio e dare più ossigeno finanziario agli operatori.

Ma per il momento le richieste della industry non trovano riscontro nelle iniziative della politica. Dopo il caso analogo dell’ultima legge di Bilancio, quando un emendamento bipartisan in tal senso fu alla fin e ritirato, anche nel Milleproroghe un emendamento che propone appunto il rinnovo automatico delle risorse spettrali in scadenza nel 2029 è stato ritirato perché inammissibile.  

L’emendamento ritirato

Si tratta dell’emendamento 14.20 a firma Petrarca della bozza, che non è più presente nel fascio degli emendamenti segnalati. “Al fine di favorire la più ampia digitalizzazione del Paese, accelerare la diffusione delle tecnologie di accesso radiomobile di nuova generazione e promuovere la concorrenza, con riferimento alle risorse spettrali i cui diritti d’uso scadono il 31 dicembre 2029, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, da adottare entro centoventi giorni dalla definizione da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni delle procedure di allocazione ai sensi del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, Giovedì 22 gennaio 2026 — 279 — I e V Commissioni riunite sono stabilite le modalità operative e i criteri amministrativi per l’assolvimento dei corrispettivi dovuti in denaro ovvero, in tutto o in parte, mediante realizzazione di investimenti di valore equivalente. Il decreto individua le tipologie di investimenti ammissibili, le metriche di valorizzazione degli stessi e i relativi limiti massimi, previo parere dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e nel rispetto della normativa dell’Unione europea. 1-ter. Il decreto di cui al comma 1-bis definisce inoltre obblighi di esecuzione e di rendicontazione, garanzie e sanzioni, anche a carattere restitutorio, in caso di inadempimento. Restano fermi i contributi e gli oneri previsti dalla normativa vigente per le parti non assolte mediante investimenti di valore equivalente. 1-quater. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

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5G, le reti mobili europee perdono terreno nella corsa globale

Con l’affievolirsi della spinta agli investimenti nelle reti in fibra, le reti mobili sono destinate a riconquistare la scena nel 2026. Sebbene la copertura sia ora soddisfacente per la maggior parte delle persone, sono essenziali ulteriori progressi. L’Europa rischia di rimanere indietro rispetto ad Asia, Stati Uniti e Medio Oriente nella leadership del 5G.

La maggior parte degli europei beneficia della connettività 5G, ma le velocità massime si trovano altrove

Secondo un report appena pubblicato da ING, i paesi europei saranno in ritardo sul fronte delle tecnologie.

Con gli operatori di telecomunicazioni che fanno fatica a far crescere la profittabilità, a soffrirne sono gli investimenti necessari per raggiungere la leadership tecnologica, che saranno per forza ritardati.

Tuttavia, reti allo stato dell’arte sono importanti perché guidano la crescita della produttività dell’economia in genere.

Ma visto che l’Europa non dispone ancora delle migliori reti 5G. rischia di rimanere indietro rispetto a Asia, USA e Medio Oriente nella corsa alla leadership tecnologica.

Gli europei non possono utilizzare il loro dispositivo 5G su una rete 5G in ogni momento

Disponibilità delle reti 5G, 1H25

La connettività 5G in Europa è buona

La maggior parte degli europei utilizza regolarmente la connettività mobile 5G. Come illustrato nella figura sopra, la disponibilità della rete 5G sta rapidamente diventando uno standard. Secondo la società di test di rete Ookla, nella maggior parte dei paesi europei gli utenti di telefonia mobile hanno spesso un accesso maggiore alle reti 5G rispetto a quelli basati su tecnologie più datate. Sebbene la copertura 5G sia in ritardo in Belgio, Ungheria e Regno Unito, la connettività 5G è la norma in Svizzera e Danimarca.

Questo miglioramento è stato ottenuto grazie a una migliore disponibilità di spettro. La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha ora assegnato spettro al 5G, mentre in alcuni casi misure politiche hanno promosso la copertura. Un altro fattore determinante è stata la condivisione della rete. In Danimarca, l’implementazione del 5G ha beneficiato di rigorosi obblighi di copertura rurale, nonché di una joint venture mobile tra Telia e Telenor che ha migliorato efficacemente la copertura 5G.

Tuttavia, Hong Kong e la Corea del Sud dispongono già di un’elevata disponibilità di reti 5G e sono quindi ben posizionate per beneficiare di nuovi servizi innovativi. Non siamo riusciti a trovare dati sulla Cina, ma le reti 5G autonome sono già operative su larga scala, a dimostrazione della leadership tecnologica della Cina.

Il 5G standalone diventa la norma per i principali operatori quest’anno

Ookla riporta che paesi come Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Singapore, Stati Uniti e Cina superano l’Europa in termini di velocità 5G, con la Cina che sta già implementando reti 5G per migliorare la produttività, secondo il presidente della European Round Table for Industry e presidente di Vodafone, Van Boxmeer.

Tuttavia, ING prevede un aumento dei casi d’uso commerciale di specifiche funzionalità 5G standalone (5G SA) in Europa, poiché i principali operatori continuano a investire nel 5G SA, un’architettura di rete cloud-native.

Anche la predisposizione dell’ecosistema dei dispositivi sta migliorando. Gli iPhone con iOS 17 e i telefoni con Android 12 e versioni successive supportano la selezione dinamica della porzione di rete ottimale. La disponibilità di dispositivi supporta lo sviluppo del 5G SA. Questo è fondamentale affinché l’Europa torni a essere all’avanguardia.

Le velocità delle reti mobili europee sono in ritardo

La velocità media di download mobile è più elevata in paesi come Stati Uniti e Corea del Sud

Quali servizi comporta la corsa alla tecnologia?

L’ente di definizione degli standard 3GPP ha definito tre categorie di servizi principali per il 5G SA:

  • Enhanced Mobile Broadband (eMBB),
  • Ultra-Reliable Low-Latency Communications (URLLC)
  • e Massive Machine-Type Communications (mMTC / IoT).

In primo luogo, un vantaggio tangibile delle funzionalità Enhanced Mobile Broadband è la capacità disponibile per l’accesso wireless fisso (FWA). Sono in corso sperimentazioni anche nel settore dei media, dove i progetti pilota 5G valutano casi aziendali che coinvolgono video ad alta risoluzione e applicazioni AR/VR. Un altro vantaggio degli standard 5G è la copertura mobile migliorata in aree affollate, come i trasporti pubblici o gli stadi.

Si sta già assistendo alla crescente importanza degli abbonamenti a basso costo per i servizi basati sull’IoT. Poiché il costo inferiore dei dispositivi consente un maggior numero di casi d’uso, ING prevede una crescita di questo segmento.

In combinazione con pacchetti di servizi più ampi incentrati su logistica (di fabbrica), trasporto e servizi di localizzazione, questo apre nuove fonti di reddito.

Non si vedono ancora molti esempi di pacchetti di servizi che forniscono servizi di rete privata. Tuttavia, il 5G spesso funziona meglio del Wi-Fi, mentre gli operatori di reti di telecomunicazioni hanno spesso una scala più ampia.

ING prevede comunque uno sviluppo dei casi d’uso delle reti private nel 2026.

Crescente attenzione all’affidabilità della rete

Nel 2025, diversi paesi hanno dovuto affrontare interruzioni della rete mobile, tra cui Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia. Si prevede che le autorità di regolamentazione presteranno maggiore attenzione all’affidabilità, dato il ruolo delle telecomunicazioni come infrastruttura critica. Tuttavia, migliorare la velocità e l’affidabilità rimarrà una sfida, mentre la concorrenza rende difficile aumentare i prezzi.

Punti chiave per il 2026

Nel 2026, le reti mobili in Europa rimarranno solide, spesso eccellenti, ma altre regioni continueranno a essere all’avanguardia. Questo rappresenta un problema, perché l’Europa ha bisogno di servizi di telecomunicazione avanzati per migliorare la produttività europea. Tuttavia, l’Europa è destinata a compiere progressi: ci si aspetta una maggiore attenzione al 5G standalone, l’espansione dei servizi IoT e una più ampia adozione dell’accesso wireless fisso.

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Fibercop: accordo con i sindacati, fino a 1800 uscite volontarie con art.4

Accordo siglato tra Fibercop e i sindacati di categoria sulla nuova tranche di uscite volontarie. Al termine dell’incontro di ieri le sigle (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) hanno firmato un’intesa che prevede uscite, secondo Radiocor, fino a 1800 persone potenzialmente coinvolte. L’obiettivo dell’azienda è pari a circa 800 adesioni. Le prime uscite sono previste a partire dal 30 giugno; qualora le adesioni non fossero sufficienti, la finestra potrà essere estesa fino al 30 novembre, con un orizzonte complessivo di accompagnamento alla pensione fino a cinque anni.

Legge Fornero, uscite volontarie in Fibercop

Quello firmato ieri è un nuovo accordo applicativo dell’articolo 4 della cosiddetta Legge Fornero (L. 92/2012), finalizzato a incentivare l’uscita su base esclusivamente volontaria delle persone in possesso dei requisiti pensionistici. L’intesa arriva al termine di un percorso costruito insieme alle parti sociali e fondato sulla libera scelta delle persone, in una fase caratterizzata dall’introduzione di nuove tecnologie, nuovi processi e nuove competenze. Il confronto con il sindacato e la volontarietà restano elementi centrali dell’accordo.

La principale novità rispetto all’intesa di settembre 2024 è che l’applicazione dell’articolo 4 non è più generalizzata, ma “ritagliata” su specifici cluster organizzativi. Sono escluse le aree che, per esigenze tecnico organizzative e di pianificazione delle attività operative, richiedono un incremento o una sostanziale stabilità dell’organico.

Primo accordo, uscite bloccate per iper adesione da aree strategiche

Fibercop, la società dov’è confluita l’ex rete di Tim che ha il fondo Kkr come maggiore azionista, peraltro, in occasione del primo ricorso alle uscite volontarie, aveva poi fermato il processo per le troppe richieste provenienti proprio da quelle aree con le professionalità giudicate fondamentali per la vita dell’azienda.

Per Daniele Carchidi della Slc Cgil Nazionale “l’accordo sottoscritto si colloca nell’ambito di una contrattazione volta a governare gli effetti della trasformazione del lavoro, in corso da diversi anni nel settore delle telecomunicazioni, attraverso i pochi strumenti messi a disposizione dalla normativa vigente. 1.800 persone, attraverso l’intesa condivisa, potranno acquisire volontariamente il diritto alla pensione anticipata con 5 anni di anticipo, pertanto tutti coloro che matureranno i requisiti entro il 30 novembre 2031, avranno possibilità di accesso allo scivolo pensionistico”.

Clausola di salvaguardia

E’ importante, sottolinea il sindacalista, la “clausola di salvaguardia” prevista nell’accordo, in caso di cambi normativi in materia di pensioni che, tutela le persone non lasciandole in un limbo senza contributi e senza stipendio, innanzi ad un allungamento dell’età pensionabile.

“Il rammarico – commenta – resta, per la completa assenza di supporti normativi a sostegno della contrattazione, nell’affrontare gli effetti della digitalizzazione in un settore, come quello delle telecomunicazioni, pesantemente impattato dalla transizione digitale in corso. Un asset strategico per il sistema Paese, completamente assente nelle politiche industriali del governo”.

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Accesso a Internet, operatori Tlc obbligati a installare la tecnologia con prestazioni più elevate

Grosse novità per gli operatori Tlc nella bozza del Dl PNRR, oggi sul tavolo del Consiglio dei Ministri iniziato alle 16,30. L’articolo 13 del provvedimento al vaglio del Governo introduce alcune modifiche in tema di telecomunicazioni e reti. In particolare, prevede nuovi obblighi di trasparenza in capo agli operatori, che d’ora in poi saranno quindi obbligati a comunicare ai consumatori la tecnologia di connessione migliore presente nel domicilio dove sono chiamati ad attivare una nuova connessione. Non basterà più parlare di velocità di connessione, bisognerà in primo luogo citare la tecnologia di connessione più performante disponibile in loco.

Evitare vuoti informativi

Questo per evitare che, pur in presenza di una tecnologia FTTH, il cliente non ne venga edotto e che quindi finisca per scegliere una soluzione con una performance inferiore come l’FTTC o un Adsl più comoda per l’operatore.

Una spinta alle tecnologie più performanti

In altre parole, gli operatori Tlc sono obbligati a favorire l’installazione della “la tecnologia con le prestazioni più elevate” disponibili all’indirizzo del cliente.

Una spinta del Governo all’FTTH, alla vera fibra, “L’intervento si rende necessario per garantire che l’utente finale possa beneficiare della migliore tecnologia disponibile presso la propria unità immobiliare, evitando pratiche atte a pregiudicare l’effettiva fruizione delle infrastrutture di nuova generazione. Il servizio di accesso a internet può essere, infatti, fornito mediante diverse tecnologie di rete di accesso: FTTH, FTTC, ADSL, FWA e FWA su rete 5G”, si legge nel testo del Dl PNRR.

Operatori devono privilegiare tecnologie a prestazioni più elevate

“Nella scelta del servizio il consumatore riceve normalmente l’informazione circa la velocità di connessione ma non viene informato delle tecnologie disponibili al suo indirizzo– prosegue il documento – È emerso infatti che taluni operatori di connettività, pur in presenza di copertura con tecnologia a prestazioni più elevate, procedono all’attivazione dei servizi mediante soluzioni alternative con capacità inferiori, senza fornire al consumatore una completa informazione sul miglior livello tecnologico raggiungibile al proprio indirizzo”.

Con l’obbligo di informazione per gli operatori si colma una lacuna

“Sebbene l’articolo 98-quaterdecies del Codice delle comunicazioni elettroniche e la deliberazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) n. 156/23/CONS stabiliscano obblighi di informazione e trasparenza in relazione alle caratteristiche tecniche e qualitative dei servizi offerti, l’ordinamento non prevede attualmente alcun obbligo per l’operatore di riferire all’utente le tecnologie disponibili. Il comma in esame è quindi volto a colmare tale lacuna, introducendo l’obbligo a carico degli operatori di comunicazioni elettroniche di comunicare all’utente le tecnologie disponibili per l’attivazione del servizio di accesso a internet, con le relative prestazioni misurate in base ai parametri di capacità rilevati tramite la Broadband Map dell’AGCOM, strumento pubblico e gratuito che consente di verificare, su tutto il territorio nazionale, le tecnologie di accesso e i relativi livelli di velocità. L’Autorità vigila sull’attuazione delle disposizioni del presente comma e applica le sanzioni di cui all’articolo 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249”.

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Telemarketing selvaggio, attiva piattaforma di segnalazione

Da gennaio 2026 è attiva SegnalaODM, la piattaforma dell’Organismo di Monitoraggio del Codice di Condotta in materia di telemarketing e teleselling che consente agli utenti di segnalare eventuali violazioni da parte degli operatori aderenti.

L’attivazione della piattaforma rappresenta un ulteriore passaggio nell’attuazione del Codice di condotta in materia di telemarketing e teleselling approvato dal Garante privacy nel 2024 (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb n. 9993890).

Prima di inviare una segnalazione all’Organismo di Monitoraggio, l’utente deve contattare l’operatore interessato. In caso di mancata o inadeguata risposta, e qualora il comportamento risulti riconducibile a una violazione del Codice di Condotta, sarà possibile procedere con la segnalazione tramite la piattaforma.

Per effettuare una segnalazione è necessario registrarsi al seguente link:

https://segnalaodmtelemarketing.it/homepage

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’Organismo di Monitoraggio:

https://www.odmtelemarketing.it

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Switch off del rame, in Germania proposta in consultazione fino al 16 marzo  

La proposta

L’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni tedesca ha elaborato un piano di massima per la dismissione delle reti in rame.

La Germania lega la disattivazione del rame all’80% di copertura in fibra nel nuovo quadro normativo, secondo la proposta avanzata dalla Bundesnetzagentur adesso in consultazione.

Ma raggiungere la soglia dell’80% nelle aree rurali richiederà uno sforzo coordinato tra la Bundesnetzagentur e le reti alternative locali.

Si ricorda che la Commissione Ue ha presentato nel Digital Networks Act la settimana scorsa la sua proposta di switch off obbligatorio delle reti in rame entro il 2035.

Limite dell’80% di copertura fibra per lo spegnimento

Secondo la proposta (scarica il documento) presentata a gennaio 2026, le dismissioni della rete in rame potranno iniziare in aree di connessione specifiche una volta che l’80% delle abitazioni sarà coperto da infrastrutture in fibra. Fondamentale è la disponibilità di prodotti all’ingrosso adeguati, inclusi solidi accordi di accesso aperto, per garantire che la concorrenza rimanga sostenibile dopo la dismissione della rete legacy.

L’autorità di regolamentazione propone un periodo di transizione di tre anni dal momento in cui questi prerequisiti saranno soddisfatti. I piani di disattivazione dovranno essere annunciati con almeno tre anni di anticipo. Entro questo lasso di tempo, verrà applicato un “blocco della commercializzazione”: i prodotti DSL cesseranno di essere offerti ai nuovi clienti nelle aree interessate due anni prima della data prevista per la disattivazione del rame.

Ostacoli normativi e azioni legislative

Il concetto si basa su un documento di discussione della primavera del 2025 ed è attualmente presentato come raccomandazione. Tuttavia, la piena attuazione incontra un ostacolo giuridico significativo: richiederebbe modifiche alla legge tedesca sulle telecomunicazioni (TKG). Secondo la legge vigente, Deutsche Telekom detiene il diritto esclusivo di richiedere la chiusura delle reti in rame. La nuova proposta suggerisce un “processo basato su regole” che potrebbe essere attivato dall’autorità di regolamentazione o da altnet terze (operatori di rete alternativi) che hanno realizzato l’infrastruttura in fibra ottica locale.

Un elemento centrale della proposta è il requisito di un “piano di migrazione globale” che copra l’intero Paese. Questa tabella di marcia includerebbe la data della prima chiusura, le tappe principali e una data di completamento prevista. Ciò mira a rispondere alle preoccupazioni del settore relative alle “asimmetrie informative” e alle barriere agli investimenti che attualmente favoriscono l’operatore storico.

Tutela della concorrenza e dei consumatori

Klaus Müller, Presidente della Bundesnetzagentur, ha detto che l’agenzia mira a definire il quadro normativo per garantire la concorrenza e tutelare gli interessi dei consumatori durante la transizione. L’autorità suggerisce che le aree di migrazione dovrebbero generalmente basarsi sull’infrastruttura di rete in rame esistente, come le scatole di distribuzione, ma potrebbero anche allinearsi ai confini distrettuali o comunali, ove possibile.

“Il passaggio alla fibra ottica rappresenta un aggiornamento Internet orientato al futuro per la Germania”, ha osservato Müller. “Le reti in rame potranno essere chiuse solo quando la fibra ottica sarà disponibile su scala quasi nazionale e la concorrenza sulle nuove reti sarà garantita”.

La sfida dell’operatore storico

La Germania è storicamente rimasta indietro rispetto ad altre nazioni europee nella sua migrazione dal rame alla fibra. Analisi recenti mostrano che, sebbene la copertura in fibra (case passate) abbia raggiunto circa il 60% delle famiglie, l’effettiva adozione rimane bassa, attestandosi a circa il 23,6%. Deutsche Telekom ha espresso preoccupazione in merito alla proposta, sottolineando in particolare il rischio di “cambi forzati di fornitore” per i clienti durante la fase di migrazione di massa.

La proposta è ora aperta alla consultazione con gli stakeholder del settore fino a metà marzo 2026, dopodiché passerà alla fase legislativa.

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Fibercop, domani confronto con i sindacati su uscite volontarie e nuovo piano

Previsto per domani un nuovo incontro tra Fibercop e sindacati Slc-Cgi, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Sul tavolo, secondo quanto riferito dal Sole 24 Ore, un nuovo pacchetto di uscite volontarie ex articolo 4 della Fornero. Secondo l’agenzia Radiocor l’ipotesi fra 800 e mille persone entro il 30 giugno 2026.

Un piano realistico, anche perché il personale confluito in Fibercop (ex rete Tim) dopo lo scorporo è numeroso e l’età media è alta. Dopo lo scorporo completato il 1° luglio 2024, circa 20.000 dipendenti (per l’esattezza dovrebbero essere 18.643) sono passati a FiberCop dopo la scissione da Tim.

DNA, Switch off del rame entro il 2035

Decisamente troppi, anche perché molti dei tecnici sono specializzati nella manutenzione e gestione di reti dove la componente in rame è ancora presente, per collegamenti FTTC che sono ancora predominanti, ma il futuro è segnato: il Digital Networks Act presentato la scorsa settimana dal commissario alla Sovranità Digitale europeo Henna Virkkunen ha fissato al 2035 lo switch off del rame in Europa. Una proroga rispetto alla precedente data, fissata al 2030. La proposta della Commissione dovrà passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio prima di diventare cogente.

Fatto sta che il tempo di vita della rete in rame anche in Italia stia arrivando a fine ciclo, con la necessità di prevedere nuova formazione e nuove figure professionali all’interno di Fibercop. Le reti del futuro saranno sempre più all’insegna del software, dell’Edge e dell’Intelligenza Artificiale. Nuove tecnologie applicate ai network che impongono agli operatori come Fibercop un grosso investimenti in termini di formazione e reskilling interno. Se non di turn over e ricambio generazionale.

Switch off del rame al 2035 accolto positivamente da Open Fiber

Una novità, quella dello switch off del rame fissato al 2035, accolta positivamente da Open Fiber, competitor di Fibercop che diversamente dalla società della ex rete Tim dispone di una rete FTTH esclusivamente in fibra pura.

Detto questo, il confronto con i sindacati verterà quindi sulle uscite volontarie ma anche sui punti nodali del piano industriale. La nota congiunta dei sindacati è pubblicata sul sito della Slc-Cgil dopo l’incontro del 19 gennaio scorso. Qui di seguito il testo.

“In data 19 gennaio 2026 si è svolto l’incontro tra le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOMUIL, il Coordinamento Nazionale Rsu e la Direzione aziendale di Fibercop per la presentazione delle linee guida strategiche industriali e relativi programmi di formazione e aggiornamento professionale.

Risultati 2025

Le linee guida del piano industriale sono state rappresentante da Alberto Boffelli, Chief Corporate Officer, e Cristina Morbiducci responsabile di Operations. In premessa la direzione aziendale ha illustrato il percorso aziendale del 2025 ed i risultati conseguiti e consuntivati: sono stati investiti circa 3.000 milioni di euro, posati circa 27 milioni di chilometri di fibra su tutto il territorio nazionale, con un andamento economico positivo per i primi 3 trimestri, valorizzato il brand e rimesse le persone al centro dell’attenzione.

Target aziendale 2026: obiettivi PNRR a giugno e switch off del rame

Per quanto riguarda il 2026, Fibercop, come target di bilancio punta al raggiungimento di un Ebitdal del primo semestre di circa 2.000 milioni di euro contro i 1750 milioni di euro circa dello stesso periodo del 2025. Per quel che concerne le attività industriali, fermo restando gli obiettivi del Pnrr da raggiungere assolutamente entro il prossimo giugno, oltre che in coerenza con lo sviluppo della rete in fibra, si proseguirà con lo spegnimento delle vecchie centrali. Previsto lo switch-off di 1800 centrali nel 2026 e ulteriori 10.400 entro il 2029.

Obiettivo valorizzare il decommissioning del rame

Il decommissioning comporterà la dismissione della rete in rame che Fibercop intende valorizzare economicamente, puntando ad aumentare in maniera importante, al contempo, il tasso di attivazione fibra rispetto gli ordinativi ricevuti in ambito Delivery. Per quanto riguarda la gestione delle attività di rete, Fibercop ha dichiarato di non volersi limitare a sviluppare un modello da stazione appaltante ma, anzi, di puntare il più possibile sulla internalizzazione di lavoro e sulla valorizzazione del personale sociale.

Nuove figure professionali, nuove assunzioni di personale TOF nelle aree territoriali oggi in carenza di organico

In questa logica si collocano le nuove figure professionali create negli ultimi mesi, allo scopo di curare e valorizzare il patrimonio aziendale (Capi centrale) piuttosto che dare un forte impulso alla cablatura ed allo sviluppo della fibra in termini di risultati e tempi certi (Realizzatori), considerati questi mestieri a valore aggiunto. Al fine di raggiungere gli obiettivi fissati dalle linee strategiche del piano industriale, nelle aree dove sono emerse carenze in termini di TOF (Tecnici operativi di field ndr), Fibercop procederà con l’assunzione di nuovo personale.

Nuovi rapporti sindacali più comunicativi

Lato relazioni sindacali, il nuovo responsabile nazionale di Relazioni Industriali, Rosario Izzo, ha sottolineato come questo incontro rappresenta il primo di una lunga serie, esprimendo la volontà aziendale di voler essere più comunicativi e più tempestivi nella condivisione dei temi e delle informazioni sia con il sindacato che con le lavoratrici ed i lavoratori. Fibercop auspica di affrontare le varie tematiche in maniera aperta attraverso un confronto costruttivo, escludendo iniziative unilaterali.

Fibercop, smentita nuova società comparto “Mobile”. Si valutano nuove business unit

In relazione ad ipotesi, su una costituenda società relativa al comparto “Mobile”, l’azienda ha smentito progetti societari in merito, ribadendo che sono in valutazione diversi ragionamenti in termini di business unit e di aree aziendali da efficientare e calibrare alla nuova realtà industriale.

Fibercop, isopensione attivata a breve

 Infine, Fibercop ha dichiarato che non assorbirà gli aumenti contrattuali e che ha intenzione di attivare un art.4 isopensione a breve, con uscita volontaria delle persone entro il 30 giugno 2026.

L’isopensione (conosciuta anche come “assegno di esodo”) è uno strumento di prepensionamento che permette a un lavoratore dipendente di smettere di lavorare fino a 7 anni prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. La discussione sull’isopensione avverrà nello specifico nei prossimi giorni, ma l’azienda ha già dichiarato che dovrà essere uno strumento da utilizzare in coerenza con il piano industriale presentato.

Sindacati positivi

Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil hanno valutato positivamente un approccio aziendale che ritorni a mettere al centro la valorizzazione del personale, auspicando che trovi riscontro nella pratica quotidiana e non resti un mero slogan. La reinternalizzazione di diverse attività in ambito rete è sicuramente un elemento positivo, così come l’assunzione di personale TOF nelle aree territoriali oggi in carenza di organico. La valorizzazione delle persone, nella quotidianità, passa anche per la fornitura ed il miglioramento di strumenti adeguati e moderni, ma anche dalle condizioni complessive di lavoro in termini di salute e sicurezza, di comfort, di flessibilità e di retribuzione.

Le organizzazioni sindacali considerano improrogabile la definizione di un contratto integrativo aziendale che tenga in considerazione tutti quegli aspetti normativi ed economici fermi ormai da troppo tempo, partendo, ad esempio, dalla definizione di un nuovo modello di lavoro agile condiviso. Sicuramente un buon segnale, dimostrando il cambiamento di approccio, sarebbe agevolare in queste ore di forte criticità climatiche, nelle regioni colpite da pesanti allerte meteo, l’accesso al lavoro agile per le attività remotizzabili ed una attenzione particolare verso lavoratrici e lavoratori operanti sul territorio”.      

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Milleproroghe: gli emendamenti su Cloud, Spettro, Digitale e Spazio

Spettro radio, Cloud e Digitale fra i temi presenti nel fascio di emendamenti al Dl Milleproroghe.

Cloud

Per quanto riguarda il Cloud, l’emendamento Pella prevedeva “la proroga termine affidamento dell’Accordo Quadro avente ad oggetto l’affidamento di servizi applicativi in ottica cloud per le pubbliche amministrazioni centrali”. Il termine dell’Accordo Quadro avente ad oggetto l’affidamento di servizi applicativi in ottica cloud per le pubbliche amministrazioni centrali – Ed. 2 – ID 2483 – è prorogato al 20 settembre 2026 ovvero fino alla effettiva aggiudicazione dell’Accordo Quadro avente ad oggetto servizi applicativi in ottica cloud per le pubbliche amministrazioni centrali – ID 2860”.

Spettro radio, chiesto decreto per stabilire modalità di rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029 (ma inammissibile)

L’emendamento Patriarca in materia di risorse spettrali, dichiarato però inammissibile: Al fine di favorire la più ampia digitalizzazione del Paese, accelerare la diffusione delle tecnologie di accesso radiomobile di nuova generazione e promuovere la concorrenza, con riferimento alle risorse spettrali i cui diritti d’uso scadono il 31 dicembre 2029, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, da adottare entro centoventi giorni dalla definizione da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni delle procedure di allocazione ai sensi del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono stabilite le modalità operative e i criteri amministrativi per l’assolvimento dei corrispettivi dovuti in denaro ovvero, in tutto o in parte, mediante realizzazione di investimenti di valore equivalente. Il decreto individua le tipologie di investimenti ammissibili, le metriche di valorizzazione degli stessi e i relativi limiti massimi, previo parere dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e nel rispetto della normativa dell’Unione europea.

1-ter. Il decreto di cui al comma 1-bis definisce inoltre obblighi di esecuzione e di rendicontazione, garanzie e sanzioni, anche a carattere restitutorio, in caso di inadempimento. Restano fermi i contributi e gli oneri previsti dalla normativa vigente per le parti non assolte mediante investimenti di valore equivalente.

1-quater. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Spazio, chiesto regime transitorio rispetto alla nuova legge per i contratti già in essere

L’emendamento Ottaviani, Cattoi, Comaroli, Frassini, Bof, Iezzi, Ziello. Disposizioni concernenti termini in materia di economia dello spazio – regime transitorio. “1. All’articolo 31 della legge 13 giugno 2025, n. 89, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:

“1-bis. Le disposizioni di cui agli articoli 4, comma 1, 12, 16, comma 3, 17, comma 2, lettera e), 18, 19, 21 e 29 acquistano efficacia decorso il termine di novanta giorni dall’emanazione dei decreti di cui all’articolo 13 e si applicano alle attività spaziali avviate successivamente a tale termine. Alle attività spaziali disciplinate da contratti stipulati prima della data di entrata in vigore della presente legge, nonché a quelle in corso alla data di cui al primo periodo, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alla medesima data. Nel caso di contratti per fasi successive di missioni già in corso, fa fede la data del primo contratto stipulato per la prima fase della missione.”.

“1-ter. Entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei decreti di cui all’articolo 13, sono adottate le misure correttive e integrative della presente legge che l’applicazione pratica renda necessarie od opportune, al fine di assicurare la piena funzionalità e coerenza della disciplina”.

Sempre in materia di Spazio, c’è un emendamento Mascaretti. “Disposizioni concernenti termini in materia di economia dello spazio – regime transitorio”.

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Sielte e Polo Pubblico della Formazione: al via l’Academy per i professionisti delle reti elettriche e TLC

Sielte e il Polo Pubblico della Formazione Professionale, costituito da Roma Capitale e la Città Metropolitana di Roma Capitale due anni fa, annunciano un’alleanza strategica per la formazione professionale nella filiera delle telecomunicazioni. Il progetto, presentato oggi nella Sala Di Liegro a Palazzo Valentini, prevede la nascita di una Academy con i corsi formativi che si svolgeranno presso gli spazi dello storico centro di formazione professionale “Luigi Petroselli”, che si trova nel settimo municipio e che è in corso di ristrutturazione, con un’aula attrezza e corsi 3D per simulare al meglio l’attività in aula.

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Formazione per ragazzi fra 14 e 17 anni al centro Petroselli

L’iniziativa si rivolge ai giovani fra i 14 e i 17 anni che desiderano intraprendere un percorso didattico d’eccellenza finalizzato all’inserimento immediato nel mondo del lavoro. Il programma prevede circa 1.000 ore di formazione suddivise tra lezioni teoriche in aula e attività pratiche in laboratorio, a cui si accompagneranno le attività di affiancamento on the job.

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Parrucci (Roma Capitale): “Accordo con Sielte nell’ambito dell’intesa sigtata con Asstel per il settore TLC”

“L’accordo con la Sielte Academy arriva a seguito dell’intesa sulla formazione stipulata a dicembre 2024 con Asstel – dice il consigliere Daniele Parrucci, Consigliere di Roma Capitale, Vice Presidente Commissione Lavori Pubblici e Vice Presidente Commissione Sport – fa seguito al lavoro che Roma Capitale ha fatto per rilanciare la formazione professionale con la Giunta Gualtieri”.

Le attività didattiche prenderanno il via a ottobre 2026. Nei prossimi mesi verranno definiti nel dettaglio i programmi per la formazione di tecnici on field VAS e Ultrabroadband, specializzati sulla rete in rame e fibra ottica, palificatori e addetti alle infrastrutture di rete. Tutte figure di cui c’è bisogno nel nostro paese, alle prese con percorso alquanto complesso di copertura ultrabroadband.

Pratelli (Roma Capitale): “Forti investimenti per combattere il mismatch fra domanda e offerta professionale”

“Il nostro obiettivo è dare valore alla formazione professionale pubblica gratuita – ha detto Claudia Pratelli, Assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale – abbiamo fatto degli investimenti tangibili nella ristrutturazione dei centri di formazione per rispondere al mismatch fra domanda e offerta che si registra sul mercato. Anche le materie oggetto dei corsi verranno adeguate alle richieste di mercato, rinnovando la tradizionale erogazione di corsi di estetista o di cucina con corsi più avanzati e tecnologicamente avanzati per assecondare la transizione digitale in atto. Ci sono troppi inoccupati (neet) e noi pensiamo che la formazione professionale possa essere una risposta adeguata”.

 La figura professionale prevista è quella di operatore elettrico con curvatura rispetto al cablaggio, alla fibra e alle reti in rame.

Il progetto si inserisce nel più ampio protocollo d’intesa siglato tra le imprese del settore, rappresentate da Asstel – Assotelecomunicazioni, e la Città Metropolitana di Roma Capitale, volto a colmare il gap di competenze tecniche nel mercato digitale italiano, oltre ad assicurare al settore un importante bacino di risorse professionali.

Turrisi (Sielte): “L’Academy è un’opportunità per avvicinare i giovani al mondo del lavoro nelle Tlc”

“La creazione della Academy rappresenta una significativa opportunità per avvicinare i giovani al mondo del lavoro — ha detto il Presidente di Sielte Salvatore Turrisiconnettendo le competenze tecniche agli ambiti più innovativi del digitale. Sielte crede fermamente che la collaborazione istituzionale sia la chiave per garantire infrastrutture moderne ed efficienti, formando professionisti pronti a rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione. Investire sui giovani e fornire loro competenze certificate è essenziale per la crescita delle imprese e per lo sviluppo dell’Italia”.

“Il mercato ha bisogno di tecnici specializzati – aggiunge Turrisi – abbiamo difficoltà a trovare tecnici giuntisiti in fibra e in rame, così come tecnici palificatori. Con l’Academy vogliamo formare dei giovani, i corsi cominceranno a settembre e ci sarà poi l’opportunità per alcuni di fare apprendistato e tirocini in azienda”.

Di Raimondo (ASTEL): “La nostra stella polare devono essere i giovani”

Laura Di Raimondo, Direttore Generale di ASSTEL, ha detto: “La nostra stella polare devono essere i giovani. Per gestire e non subire transizione digitale, serve un salto di qualità nelle capacità e nelle competenze, soprattutto quelle STEM, con un forte investimento in percorsi integrati tra mondo produttivo e sistema educativo.  Bisogna valorizzare la qualità, e dobbiamo far sì che Its e Academy consolidino una propria identità. Solo così convinceremo tante ragazze e ragazzi a scegliere questi percorsi, soprattutto dove la didattica è innovativa, laboratoriale e co-progettata con le imprese, con un solido asse pubblico-privato. L’Academy promossa da Sielte rappresenta un ulteriore passo concreto nel percorso che, come sistema delle telecomunicazioni, stiamo portando avanti per rafforzare il collegamento tra formazione e lavoro.  L’iniziativa – spiega –  si inserisce nel perimetro dell’Accordo Quadro siglato da ASSTEL con la Città Metropolitana di Roma Capitale, nato con l’obiettivo di rilanciare il sistema della formazione professionale, rafforzare la sinergia tra il mondo dell’istruzione e quello delle imprese, contrastare la dispersione scolastica e accompagnare i giovani verso percorsi di alta qualificazione coerenti con i fabbisogni lavorativi dell’ecosistema delle Tlc. Investire su percorsi formativi strutturati, che integrano formazione teorica, attività pratiche in laboratorio e affiancamento on the job, significa offrire ai giovani opportunità reali di inserimento qualificato nel mondo del lavoro e, allo stesso tempo, sostenere la competitività e la crescita della filiera Tlc. Come ASSTEL, siamo impegnati a rafforzare il collegamento tra scuola, ITS, Academy, Università e imprese, promuovendo alleanze educative e modelli formativi capaci di accompagnare le nuove generazioni verso le competenze e i ruoli chiave della trasformazione digitale e dello sviluppo del Paese”.

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