Meta condannata a pagare 30 milioni a Deutsche Telekom per l’uso della rete. Il “fair share” deciso dai giudici

Una corte tedesca ha condannato una filiale di Meta al pagamento di 30 milioni di euro a Deutsche Telekom per servizi di rete utilizzati dalle piattaforme del gruppo (Facebook, Instagram e Whatsapp).

Il pagamento, scrive la Reuters, copre le spese per i servizi che Deutsche Telekom dice di aver fornito nell’arco di più di tre anni per la gestione del traffico generato da Facebook, Instagram e Whatsapp.

La questione dell’uso dei punti di interconnessione

La questione era se durante questo periodo esistesse un contratto vincolante per l’utilizzo dei “punti di peering” (punti di interconnessione) di Telekom, ovvero i punti in cui i dati entrano nella rete aziendale.

Telekom sosteneva che Edge Network Services, una controllata di Meta, continuasse a utilizzare i suoi punti di interconnessione privati anche ​​dopo la scadenza del contratto originale. Il che, a suo dire, equivaleva alla necessità di sottoscrivere un nuovo accordo a pagamento.

Edge Network Services, dal canto suo, sosteneva che le due aziende avevano stipulato un accordo di peering senza accordi transattivi, il che significava che nessuna delle due parti poteva esigere un pagamento dall’altra per lo scambio di dati.

La sentenza del tribunale attribuisce più peso a Deutsche Telekom e alle aziende di telecomunicazioni

Le aziende di telecomunicazioni sostengono da anni che le Big Tech come Meta e Google dovrebbero contribuire a finanziare l’espansione delle reti a banda ultralarga, poiché generano un intenso traffico dati.

Le Big Tech ribattono che le norme sulla neutralità della rete impongono che tutti gli utenti siano trattati allo stesso modo, il che significa che non dovrebbero pagare di più rispetto agli altri.

Più peso a Deutsche Telekom

La sentenza del tribunale di martedì attribuisce maggiore peso alle argomentazioni delle aziende di telecomunicazioni.

Secondo il tribunale, Edge Network Services può presentare un reclamo alla Corte Federale di Giustizia contro la decisione del tribunale di grado inferiore.

Un portavoce di Meta ha detto che l’azienda non è fondamentalmente d’accordo con la sentenza del tribunale e sta valutando le sue opzioni, pur restando impegnata a garantire un accesso di alta qualità ai suoi servizi a tutti gli utenti.

Accuse da ambo le parti

Nella controversia legale, entrambe le parti si sono accusate a vicenda di detenere una posizione dominante sul mercato e di abusare della propria posizione in violazione della legge antitrust. Tuttavia, il tribunale ha respinto tale accusa per quanto riguarda Deutsche Telekom. I giudici hanno stabilito che la controllata Meta possedeva un notevole potere di controbilanciamento, il che precludeva qualsiasi abuso di posizione dominante sul mercato in questo caso. Edge Network avrebbe potuto interrompere la trasmissione dati all’operatore di rete Telekom e instradare i dati tramite i concorrenti di Telekom, ha sostenuto il tribunale.

Caso tedesco modello per il Digital Networks Act?

Il fatto che Deutsche Telekom abbia ricevuto piccoli pagamenti da Meta fino al 2020 è, in un certo senso, un’anomalia: la casa madre di Facebook non paga altri operatori di rete come Vodafone. L’importo finanziario richiesto da Deutsche Telekom gioca in definitiva soltanto un ruolo secondario nella controversia legale. Ben più importante per l’azienda è la conclusione del tribunale secondo cui l’operatore di rete ha un diritto fondamentale al pagamento.

Un portavoce di Deutsche Telekom ha dichiarato di aver preso atto della sentenza. “La Corte d’Appello di Düsseldorf ha confermato la nostra posizione giuridica secondo cui il trasporto del traffico dati di Meta attraverso la nostra rete costituisce un servizio prezioso”. Che va remunerato.

Il caso tedesco un precedente per le dispute fra telco e OTT nel Digital Networks Act?

Resta da capire, a questo punto, se la sentenza tedesca diventerà un modello per il nuovo modus operandi a livello europeo, nell’ambito delle dispute fra telco e OTT che si presenteranno in futuro, in base al principio di riconciliazione volontaria presente nel testo del Digital Networks Act della Commissione Ue, che dopo l’iter legislativo dovrebbe entrare i vigore entro l’anno.

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5G standalone, il Governo Uk vuole la copertura completa entro il 2030

Il Governo britannico vuole la copertura completa in 5G standalone in tutto il paese entro il 2030 e ha avviato una consultazione per capire cosa può fare per semplificare il raggiungimento di questo obiettivo. Nella consultazione c’è spazio per il capitolo sullo spettro radio (in che modo una gestione più dinamica può migliorare il quadro?)  ma anche una domanda specifica sulle reti private (si può fare di più per sviluppare questa soluzione wireless destinata alle aziende?).  

Quali leve politiche per sbloccare gli investimenti?

Nell’introduzione alla revisione, si legge nel contesto dell’implementazione del 5G: “il governo riconosce che il rapido cambiamento tecnologico, unito alle più ampie pressioni economiche, ha comportato che l’industria si trovasse ad affrontare un contesto di investimenti difficile negli ultimi anni”.

Il Governo è interessato a “leve politiche che potrebbero sbloccare ulteriori investimenti nelle reti mobili” e a “come il governo garantisca che il quadro normativo continui a supportare i propri obiettivi in ​​un mercato in evoluzione”.

5G standalone in Uk disponibile già nell’83% delle abitazioni

Il documento di consultazione completo è lungo. Nella sua prefazione, la Ministra del DSIT, la Baronessa Lloyd, apre con il solito discorso stereotipato sull’importanza delle infrastrutture mobili, prima di andare al dunque. “Oggi, secondo Ofcom, il 5G standalone si estende all’83% delle abitazioni del Regno Unito, nonostante l’implementazione sia iniziata solo nel 2023″, ha detto Lloyd. “Ma c’è ancora molta strada da fare”. Il 17% delle abitazioni, per la precisione.

5G standalone, costi previsti per arrivare al 100% nel 2030 pari a 34 miliardi di sterline

“I costi di implementazione di reti avanzate rimangono elevati: il settore stima che siano necessari fino a 34 miliardi di sterline per l’implementazione del 5G avanzato entro il 2030”, ammette il documento, riconoscendo in modo incoraggiante anche la misura in cui lo Stato contribuisce a tali costi. Tuttavia, torna poi a elencare tutte le misure attive che il governo ha messo in atto per aiutare.

Da una prima revisione del documento sono emersi alcuni interessanti spunti.

  • La consultazione mira a verificare se le attuali norme sulla neutralità della rete siano ottimali, suggerendo che potrebbero essere allentate.
  • Afferma inoltre che “il governo non sta prendendo in considerazione alcuna misura che imponga ai fornitori di contenuti di contribuire ai costi di costruzione delle infrastrutture degli operatori, altrimenti noti come ‘addebito’ o ‘equa ripartizione’”.
  • Chiunque abbia un interesse professionale nel settore della telefonia mobile nel Regno Unito è invitato a esprimere la propria opinione entro la fine del 21 aprile 2026.

Per consultare il documento di revisione clicca qui: Mobile Market Review: call for evidence – GOV.UK

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Italia 1 Giga, il tempo stringe. Dopo la revisione del PNRR nuovi accordi entro giugno

Entro il 30 giugno 2026 dovranno essere firmati tutti gli accordi necessari con gli operatori per portare a termine il Piano Italia 1 Giga, con nuove gare su un totale di 700mila civici lasciati scoperti da Open Fiber. E’ quanto emerge nella “settima Relazione del governo al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, consegnata dal Ministero degli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione a fine 2025.

La revisione degli obiettivi nella relazione sullo stato di attuazione del PNRR

Al taglio dei civici da coprire corrisponde un analogo taglio dei fondi di 534 milioni di euro.

I civici tagliati saranno coperti dal nuovo “Fondo Nazionale Connettività” da 733 milioni di euro, si legge nella relazione. I tempi per raggiungere l’obiettivo finale si allungano dal 2026 al 2030.

Italia 1 Giga, cosa dice la revisione del PNRR

“Una delle principali novità introdotte dall’ultima revisione è la creazione di un nuovo strumento finanziario denominato “Fondo Nazionale Connettività” (M1C2I.7), con una dotazione di 733,4 milioni di euro derivanti dalla rimodulazione del Piano Italia a 1 Giga (M1C2I3) e da quasi 200 milioni di fondi non ancora impegnati e non necessari a raggiungere il target dell’Investimento M1C1I1.4 – “Esperienza dei cittadini e servizi digitali” (subinvestimento 1.4.3). L’obiettivo del Fondo Nazionale Connettività, gestito da Invitalia, consiste nel garantire mediante nuove procedure a evidenza pubblica la piena copertura dei civici nelle aree del Piano Italia a 1 Giga (che saranno oggetto di una nuova mappatura), a complemento di quanto sarà realizzato attraverso la misura originaria. I finanziamenti del Fondo Nazionale Connettività hanno le stesse caratteristiche dell’investimento originario per quanto attiene ai requisiti che sono stati valutati nel 2022 nella decisione in materia di aiuti di Stato sul Piano Italia a 1 Giga. Entro giugno 2026, saranno espletati i bandi e sottoscritti gli accordi con i beneficiari”, si legge nel documento.

Previste una nuova mappatura e due gare

Previste quindi due gare (una per fibra ed FWA per 580mila civici, e l’altra per soluzione mista con il satellite per 120mila civici), per garantire la copertura a tutti i civici di Italia 1 Giga esclusi. Per fare i nuovi bandi, è necessaria una nuova mappatura specifica dei civici esclusi. Per quanto riguarda i criteri di assegnazione, le tecnologie previste sono fibra FTTH, FWA ma anche una quota di connessioni satellitari nei casi estremi.

Mappatura e bandi, è il momento di stringere

Il tempo stringe, siamo a febbraio e si attende ancora la mappatura per avere poi il tempo di fare i bandi e poi le gare che saranno aperte a tutti gli operatori. Resta da capire quale ruolo avrà Fibercop, che si era offerta di subentrare a Open Fiber nei civici rimasti scoperti.

Secondo i dati aggiornati a fine novembre 2025 e dichiarati dagli aggiudicatari, su 3,4 milioni di civici da connettere a fine piano (giugno 2026) ne erano stati raggiunti 2,38 milioni, l’80%.

I civici in lavorazione erano poco meno 789mila. Le situazioni più critiche riguardavano alcuni lotti originariamente assegnati a Open Fiber, cioè Toscana (realizzazione al 47%), Lazio (59%), Emilia Romagna (66%).

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Il prossimo viaggio? Lo programma l’AI

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..

Forse le agenzie di viaggio non ci vengono in mente come primo esempio di professionalità a rischio di scomparsa a causa dell’intelligenza artificiale, eppure basta dare un’occhiata ai dati raccolti dall’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano per capire quanto l’abitudine di organizzare i propri viaggi con ChatGPT, Gemini e simili sia diffusa.

Un viaggiatore italiano su tre utilizza strumenti di IA generativa per organizzare le proprie esperienze, utilizzando i prompt a partire dalla definizione dell’itinerario fino alla ricerca di attività e servizi, e l’85% degli utenti che li impiegano li considera strumenti utili o fondamentali nel processo decisionale.

Un dato che in qualche modo risuona con il contesto del mercato dei viaggi, caratterizzato da una crescita più contenuta rispetto agli anni precedenti, con una domanda orientata verso esperienze personalizzate, flessibili e legate al benessere.

E la flessibilità è sicuramente una delle caratteristiche per cui l’uso dell’IA – che si concentra soprattutto nelle fasi preliminari del viaggio, in particolare nella raccolta di informazioni, nella comparazione delle opzioni disponibili e nella costruzione di programmi su misura – è in crescita.

Il grado di personalizzazione possibile attraverso il dialogo con il chatbot, tenendo conto di possibilità economiche, gusti, preferenze, tempistiche, è assai difficile da replicare in un contesto tradizionale; o meglio, ci vuole molto più tempo, e sicuramente ci vogliono più soldi. Ma i rischi non mancano.

Fare prima e risparmiare

Gli strumenti generativi vengono impiegati come supporto cognitivo per ridurre il tempo dedicato alla pianificazione e per integrare in un unico flusso dati provenienti da fonti eterogenee: in altre parole, invece di diventare matti nello scegliere la guida ideale, che poi ideale non è mai (troppe pagine dedicate a cose che non ci servono, troppo poche per gli approfondimenti che ci interessano), basta chiedere a ChatGPT e co. per convogliare tutto il necessario, con un processo decisamente più rapido rispetto alla sua integrazione strutturata nei processi delle imprese del settore.

Le funzionalità più richieste riguardano la selezione delle destinazioni, l’aggregazione di servizi diversi e la proposta di esperienze mirate, in particolare nel segmento leisure e benessere, votato al relax più assoluto. Una volta c’erano solo Google e le varie piattaforme, da spulciare alla ricerca dell’offerta giusta, ma oggi i sistemi generativi producono proposte sintetiche che combinano informazioni su trasporti, alloggi, esperienze, e li sanno adattare a meraviglia a profili di viaggio differenziati. I passaggi necessari per arrivare alla scelta definitiva, così, diminuiscono, si prenota prima e magari si risparmia anche qualche centinaio di euro sul proprio conto corrente (a proposito: le offerte più convenienti in questo settore, con tante scelte a costo zero, si trovano su SOSTariffe.it).

Anche qui manca un approccio strutturato

Dal lato delle imprese, l’adozione dell’intelligenza artificiale presenta caratteristiche più disomogenee: i dati dell’Osservatorio mostrano come nel 2025 gli investimenti in soluzioni di IA nel settore Travel risultino in crescita, ma concentrati in una quota limitata di operatori.

Solo il 13% dei fornitori di esperienze outdoor e il 14% delle agenzie di viaggio hanno avviato progetti strutturati, mentre una parte rilevante delle strutture ricettive si colloca ancora in una fase esplorativa o sperimentale.
La maggioranza delle iniziative in tale contesto riguarda applicazioni circoscritte, perlopiù orientate all’automazione di singoli processi o alla sperimentazione di strumenti di supporto alla personalizzazione, senza che sia un’integrazione sistemica nei modelli operativi.

Insomma: come tante cose, quando si parla di intelligenza artificiale, seguono una logica ancora un po’ naif, tipica di uno strumento di cui si percepisce l’utilità ma che ancora non si è in grado di padroneggiare al meglio, anche la gestione del viaggio non beneficia di un approccio strutturato.

L’adozione lungo la filiera risulta quindi polarizzata, con differenze che si fanno sentire tra i grandi operatori digitalizzati e le imprese di minori dimensioni, specializzate in soluzioni un po’ più casalinghe.

L’impatto dell’IA sui risultati economici e sull’organizzazione del lavoro rimane limitato e difficilmente misurabile, proprio perché un uso “privato” dell’intelligenza generativa sfugge alle maglie della rilevazione.

Allucinazioni ancora più pericolose

L’abbiamo ormai imparato: non tutto è oro quello che luccica, nel mondo dei chatbot e delle loro potenzialità apparentemente senza limiti. Diversi casi documentati dalla stampa internazionale, tra cui un’inchiesta pubblicata lo scorso anno da BBC News, hanno mostrato come gli strumenti di IA generativa si siano dimostrati tutt’altro che infallibili – le solite, a quanto pare inevitabili allucinazioni – e abbiano fornito itinerari imprecisi, indicazioni logistiche del tutto errate o, peggio, riferimenti a luoghi mai esistiti, ma “plausibili”.

In alcuni casi, i viaggiatori sono stati indirizzati verso destinazioni esistenti solo nella fantasia degli strumenti di IA o hanno ricevuto informazioni sbagliate su orari, percorsi e condizioni di accesso, ad esempio quando si parla di ristoranti o di hotel; il margine di errore è molto più tollerabile, anche qui senza grandi sorprese, quando si rimane sul generico e sul noto, ma diventa preoccupante se le richieste sono molto specifiche.

Gli errori, infatti, derivano dal funzionamento dei modelli linguistici, che generano risposte sulla base di correlazioni statistiche tra testi, senza una verifica diretta della corrispondenza con il contesto geografico e materiale.

Ma qui non c’è solo il rischio di scrivere una sciocchezza in una testina: ci si sposta, ci si espone agli agenti atmosferici e magari addirittura a rischi concreti per la propria incolumità. E proprio perché le informazioni errate vengono formulate in modo coerente e plausibile, è molto difficile, per l’utente, riuscire a distinguere tra dati attendibili e altri che non lo sono per nulla.

Tornando alle conclusioni dell’Osservatorio, le priorità individuate nel settore dei viaggi sono incentrate soprattutto sulla valorizzazione dei dati come infrastruttura condivisa, ma anche la definizione di modelli di valutazione del ritorno degli investimenti e l’integrazione dell’IA nei processi decisionali in modo coerente – e non, o non solo, “a sentimento” – lungo la filiera.

Sul versante della domanda, l’uso crescente di strumenti generativi rende ineludibile un tema  importante come quello della verifica delle fonti e della responsabilità informativa; l’affidamento dell’intero processo di pianificazione a sistemi automatici espone i viaggiatori a errori che incidono sulla qualità dell’esperienza e, in alcuni casi, sulla sicurezza personale, e pertanto capacità tecnologica e controllo umano restano per forza di cose interdipendenti: nessuna è autonomia da sola.

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Italia 1 Giga, al via il nuovo Fondo Nazionale Connettività. AIIP chiede bandi regionali con tetto massimo per operatore

Siglato oggi l’accordo attuativo fra Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e Invitalia per la creazione del nuovo Fondo Nazionale Connettività. Un fondo da 733 milioni di euro per il completamento degli obiettivi di copertura delle aree grigie nell’ambito del Piano Italia 1 Giga.  

Un’ottima notizia per il superamento del digital divide nel nostro paese, capace di mantenere i fondi del PNRR dopo la rimodulazione dello scorso novembre, dopo che 580mila civici sono stati dichiarati irraggiungibili e rischiavano quindi di restare scoperti. Il fondo è configurato come una misura “facility”, ossia uno strumento finanziario adottato dal Governo italiano per nuovi investimenti in infrastrutture digitali nel contesto dei programmi comunitari.

Sovvenzioni ai privati

L’attuazione dello strumento, affidata ad Invitalia S.p.A., si tradurrà in un investimento pubblico erogato in regime di sovvenzioni, concepito per stimolare gli investimenti privati e facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore delle infrastrutture di rete a banda ultra-larga. Le sovvenzioni saranno destinate direttamente agli operatori privati, con l’obiettivo di colmare il divario di fattibilità economica delle opere, richiedendo un cofinanziamento minimo del 30% del costo complessivo dei progetti.

L’accordo siglato, valido fino al 31 dicembre 2030, individua Invitalia S.p.A. come Implementing Partner dello strumento, affidando alla Società la gestione del Fondo: dalle attività di pianificazione e affidamento a quelle di esecuzione, monitoraggio e verifica dell’intervento pubblico, incluse le funzioni amministrative e specialistiche necessarie.

Butti (DTD): “Nuovo strumento per reinvestire oltre 700 milioni nel settore telecomunicazioni”

A margine della sottoscrizione dell’Accordo, il Sottosegretario all’innovazione Alessio Butti ha dichiarato: “L’accordo siglato oggi si inserisce in un percorso che ha visto il Dipartimento impegnato, da un lato, a correggere le gravi criticità ereditate dal passato che avevano reso necessaria la rimodulazione del PNRR e, dall’altro, a costruire – in piena sintonia con la Commissione europea – uno strumento capace di sostenere nuovi investimenti nelle reti a banda ultra-larga. Un’operazione che consente di reinvestire nel settore delle telecomunicazioni oltre 700 milioni di euro che, in assenza di questa rimodulazione, sarebbero andati persi”.

Mattarella (Invitalia): “Opereremo per completare il Piano Italia 1 Giga”

L’Ad di Invitalia Bernardo Mattarella ha dichiarato: “Con la sottoscrizione di questo Accordo attuativo, a seguito di quanto previsto dalla Decisione di esecuzione del Consiglio ECOFIN del 27 novembre 2025, Invitalia – quale Implementing Partner del Fondo nazionale per la connettività – mette a disposizione la propria esperienza nella gestione di fondi pubblici e procedure complesse. Invitalia opererà per sostenere il completamento del Piano Italia 1 Giga affinché le aree meno servite possano beneficiare di infrastrutture di rete avanzate. Un impegno a costruire un’Italia più connessa, competitiva ed equa, pronta a cogliere le opportunità dell’economia digitale e a raggiungere gli ambiziosi traguardi europei del Digital Decade entro il 2030”.

Resta da capire, a questo punto, in che modo saranno erogati i fondi.

Si farà una nuova gara per la copertura dei 580mila civici rimasti scoperti dai lotti assegnati a Open Fiber?

Si farà un mega bando unico, oppure si possono pensare mini bandi regionali, per coinvolgere anche i piccoli player dopo il forfait di Open Fiber?

Italia 1 Giga, Zorzoni (AIIP): “Lotti regionali con tetto massimo per singolo vincitore”

L’AIIP propone dei bandi regionali, “ma con un tetto massimo che un soggetto può vincere per ogni regione – ha detto a Key4biz il vicepresidente dell’AIIP Giovanni Zorzoni – perché altrimenti c’è il rischio che chi detiene i portanti aerei di linee telefoniche (tipicamente i pali di legno o vetroresina detenuti da Fibercop) non venga favorita, altrimenti vincerà tutti i bandi. E poi fissare dei principi di equità per l’accesso ai pali che permettano di avere più operatori che possono competere nella formazione di una offerta e quindi possono accreditarsi anche in altre regioni. L’obiettivo è allargare la concorrenza e diversificare l’affidamento a imprese locali oltre alle classiche per i lavori di posa per sbloccare maggiori risorse umane contemporaneamente e raggiungere così più velocemente la conclusione dei lavori”.     

Lotti su base provinciale

Secondo l’Associazione, per raggiungere finalmente l’obiettivo di copertura, appare necessario un frazionamento dei lotti su base provinciale, incrementando la contendibilità degli stessi e permettendo di raggiungere gli obiettivi di copertura prefissati impiegando parallelamente tutta la manodopera a disposizione. Questo processo deve avvenire con regole di accesso trasparenti, che prevedano criteri semplici e aperti anche per i fornitori di dimensioni medio-piccole, evitando filtri, certificazioni o lungaggini che favoriscono solo i grandi attori.

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Milano Cortina 2026, un algoritmo per gestire le frequenze alle Olimpiadi (anteprima Key4Biz)

Gli imminenti Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano e Cortina d’Ampezzo 2026 costituiscono, oltre che una vetrina davanti al mondo intero per il nostro Paese, anche una sfida tecnica senza precedenti per quanto riguarda l’utilizzo e la gestione dello spettro radio nei giorni e nelle località di svolgimento delle competizioni.

Si tratta di un evento di dimensioni globali, a fronte del quale ottimizzare l’assegnazione dello spettro è stato cruciale. Un evento come le Olimpiadi, per la sua complessità, non è certo paragonabile ad un semplice congresso ma nemmeno ad un concerto, perché l’area da considerare è molto vasta e anche la durata è più lunga. Per non parlare del flusso di gente e delle diverse esigenze per così dire digitali che le diverse categorie di partecipanti hanno: dagli allenatori ai team, agli spettatori, passando al personale sanitario, alle forze dell’ordine e ai media. Servono quindi reti speciali per eventi speciali come questo, con un occhio di riguardo soprattutto alla sicurezza e alle gare.

Milano Cortina 2026, la sfida dello spettro sicuro

In un mondo sempre più connesso la necessità di frequenze radio raggiunge livelli mai toccati in precedenza; la difficoltà principale è quella di dover supportare e gestire un elevatissimo numero di collegamenti radio in un tempo limitato ed in località circoscritte. Questo naturalmente crea la necessità di mitigare le interferenze sia fra i servizi attivati per i Giochi che fra questi ed i servizi già in operazione nei luoghi di svolgimento delle gare.

Questo comporta, una sfida tecnica particolarmente impegnativa, soprattutto per gli eventi che si terranno in un’area a grande densità di persone e di imprese come la città metropolitana di Milano. Nel complesso sono attesi 2.800 atleti da oltre 90 Paesi, a cui devono essere aggiunte le persone dei rispettivi staff (quali allenatori, medici, fisioterapisti), oltre a 10mila operatori dei media, ad un numero di volontari stimato in 20mila persone ed agli spettatori che assisteranno alle gare.

GECOS-OLYMPICS, un software speciale per assegnare lo spettro

Il Mimit ha assegnato 8mila frequenze per coprire l’evento. Il grande numero di richieste ha reso necessario lo sviluppo di un software per l’assegnazione automatica delle frequenze, denominato GECOS-OLYMPICS, sviluppato dalla Fondazione Ugo Bordoni, poiché una gestione manuale delle richieste sarebbe stata, di fatto, impossibile.

Le assegnazioni di frequenze proposte in automatico dal programma, in ogni caso, sono state sottoposte ai funzionari del Ministero per la definitiva approvazione, al fine di consentire una verifica da parte di esperti prima dell’effettivo utilizzo delle frequenze. Come primo passo, l’algoritmo ha determinato per ogni porzione dello spettro radio quali frequenze fossero utilizzabili, basandosi sia su simulazioni con un programma di calcolo elettromagnetico sviluppato anch’esso dalla Fondazione Ugo Bordoni che su campagne di misura in situ dei livelli di campo elettromagnetico svolte nell’autunno del 2024 dal personale del Ministero.

Frequenze classificate in base al rischio interferenze

A seguito di queste indagini preliminari, le frequenze assegnabili sono state classificate con una categoria (“platino”, “oro”, “argento”, “bronzo”) in base alla probabilità che il loro utilizzo possa causare interferenze, che per quanto si cerchi di mantenere più bassa possibile non sarà mai nulla. Per questo motivo, personale del Ministero sarà in servizio durante lo svolgimento dei Giochi, per risolvere in tempo reale eventuali problemi imprevisti che dovessero presentarsi. Non sono state incluse fra le frequenze assegnabili quelle già utilizzate da servizi preesistenti nelle località dei Giochi oltre, naturalmente, a quelle utilizzate dai servizi della difesa e di polizia.

Priorità diverse a seconda dei servizi: in testa cronometraggio e sicurezza

Anche le richieste pervenute sono state classificate con priorità diverse: alcuni servizi, come quelli di cronometraggio e quelli per la sicurezza, avevano priorità massima e le richieste pervenute dovevano essere tutte soddisfatte. Per le altre richieste di assegnazione di frequenze, l’algoritmo utilizzato aveva lo scopo di soddisfarne il maggior numero possibile; quando non è stato possibile soddisfare una richiesta di una particolare frequenza, il programma di assegnazione ha proposto una frequenza differente nella stessa banda.

Le richieste di frequenze accettate in ingresso erano per le seguenti tipologie di collegamento:

• Radiomobile portatile (Handhled Modile Radio, HMR);

• Radiomobile terrestre (Land Mobile Radio, LMR);

• Telemetria (TLM);

• Radiomicrofoni (MIC);

• Auricolari radio (In-Ear Monitors, IEM);

• Comunicazioni audio (Audio Intercommunication System, AIS);

• Telecamere Wireless (CAM);

• Ponti radio a microonde trasportabili (Microwave Transportable Point-to-Point Links, MML);

• Ponti radio a microonde fissi (Microwave Fixed Point-to-Point Links, MFL);

• Stazioni satellitari di terra permanenti o trasportabili (Permanent Earth Stations/Transportable Earth Stations, SNG).

Per le richieste pervenute in assenza di parametri tecnici specifici (quali la potenza trasmessa ed il guadagno di antenna) il programma di assegnazione ha utilizzato valori tipici di riferimento per il servizio specifico. Adesso la qualità e l’efficacia della metodologia automatizzata di assegnazione delle frequenze e di gestione dello spettro passerà alla prova dei fatti. In ogni caso, l’esperienza maturata sul campo costituisce un patrimonio culturale di primo livello, che potrà essere riutilizzato in futuro quando si presenteranno altre situazioni analoghe.

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Accesso a Internet, nel DL PNRR spinta lodevole all’FTTH (ma nel modo sbagliato?)

La finalità è lodevole, ovvero diffondere al massimo l’FTTH nel Paese e accompagnare il progressivo spegnimento del rame. Ma la modalità prevista per farlo, ovvero l’utilizzo (fuori luogo?) della Broadband Map dell’Agcom, solleva qualche dubbio sulla sua efficacia. E’ quindi in chiaroscuro il giudizio sull’articolo 13 dell’ultima bozza disponibile del DL PNRR (Misure urgenti di semplificazione in materia di comunicazioni elettroniche) che di fatto sta per andare in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Insomma, chi ha scritto la norma lo ha fatto per il nobile scopo di spingere l’FTTH, ma le modalità previste rischiano di essere pensate per così dire a tavolino, senza considerare l’impatto concreto con la realtà di una vendita in negozio.

I dubbi sulle modalità

A sollevare più di una perplessità nella industry Tlc l’articolo che, senza alcun preavviso e in maniera alquanto improvvisa, impone dall’oggi al domani un obbligo di vendita agli operatori che commercializzano abbonamenti a rete fissa. Il DL PNRR prevede l’obbligo di mostrare, in sede di vendita, al consumatore, le tecnologie disponibili (FTTC o FTTH) nel civico prescelto. L’obiettivo è nobile, vale a dire spingere il cliente ad avere la massima trasparenza sulle tecnologie disponibili a casa sua perché alla fine possa scegliere la migliore. Incentivare, di fatto l’FTTH (anche se non c’è scritto nel Decreto) a scapito dell’FTTC, su cui peraltro i margini di guadagno sono ancora superiori, visto che l’FTTH di norma non costa di più pur garantendo prestazioni migliori.   

Broadband map di Agcom strumento per operatori ma non per consumer

Il problema è che nel testo del decreto non c’è scritto semplicemente questo, ovvero che in presenza di entrambe le tecnologie (FTTC e FTTH) è obbligatorio spingere la vendita della tecnologia più performante, che poi è l’FTTH. Nella bozza del DL PNRR articolo 13  c’è scritto quanto segue: “c) all’articolo 98-quaterdecies, comma 1, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «I fornitori di servizi di accesso a internet hanno l’obbligo di fornire, altresì, al consumatore le informazioni puntuali circa le diverse tecnologie di rete di accesso disponibili all’indirizzo di utenza del consumatore, specificando le relative prestazioni, in base alla corrente banca dati di mappatura geografica delle installazioni di rete e dell’offerta dei servizi di connettività, prevista dall’articolo 22 del presente codice. L’Autorità vigila sull’attuazione delle disposizioni del presente comma e applica le sanzioni di cui all’articolo 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249.»

Modifiche alle modalità di vendita in negozio

Tradotte le technicality, in soldoni c’è scritto che in negozio (mettiamo che si tratti di un negozio di un operatore), quando un cliente chiede di sottoscrivere un abbonamento a banda larga, il negoziante deve aprire la broadband map di Agcom e dire quali tecnologie (FTTC o FTTH di Fibercop o Open Fiber) sono disponibili a quel determinato civico (quello dove vive il cliente in negozio).

Bene, però peccato che questa mappa in sede di vendita risulti complicata e di fatto incompleta, perché non è associata ad una mappa ulteriore con gli operatori che vendono gli abbonamenti (WindTre, Tim, iliad, Fastweb + Vodafone ecc). In altre parole, il consumatore può venire a conoscenza del fatto che al suo civico c’è la fibra FTTH di Open Fiber o l’FTTC di Fibercop, però non saprà con quale operatore retail potrà chiudere il contratto. Questo perché Open Fiber e Fibercop sono operatori wholesale only, che hanno a che vedere con gli operatori finali (WindTre, Tim, Enel, iliad, Fastweb + Vodafone ecc) che di fatto vendono il modem al cliente finale. E’ con gli operator retail che i consumatori devono siglare il contratto, non con quelli wholesale only.

Non c’è una mappa degli operatori palazzo per palazzo

In altre parole, non esiste una mappa palazzo per palazzo che indica nel dettaglio l’elenco degli operatori che vendono la fibra FTTH o FTTC in quel civico.

Questo perché la broadband map dell’Agcom è uno strumento nato e destinato agli operatori Tlc ma non al canale di vendita nei negozi. E men che meno ai clienti finali, essendo una mappa molto dettagliata e alquanto criptica (non immune peraltro a possibili ritardi di aggiornamento?).

Quando il decreto andrà in Gazzetta Ufficiale, il cambio di regime e di norme sarà immediato perché non è previsto un periodo di tempo prima dell’entrata in vigore. Ma modificare così all’improvviso consolidate pratiche di vendita in negozio non è un processo così immediato che si fa dall’oggi al domani.    

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Milano-Cortina 2026: dal Mimit ok a 8.000 frequenze. Tutti i servizi digitali, satellitari e 5G alle Olimpiadi

In vista dell’apertura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’utilizzo di circa 8mila frequenze radio, un intervento di eccezionale complessità tecnica e dimensione, senza precedenti per un evento sportivo di questa portata. L’attività è stata svolta dalla Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni (DGTEL) del MIMIT, in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 e con la Fondazione Ugo Bordoni, ed è finalizzata alla pianificazione e all’autorizzazione delle risorse frequenziali necessarie allo svolgimento dei Giochi.

“A Milano e Cortina l’Italia scenderà in pista non solo con i suoi atleti, ma anche con un sistema di competenze, innovazione e tecnologia d’eccellenza”, ha detto il ministro Adolfo Urso. “Le Olimpiadi invernali rappresentano infatti anche una grande sfida tecnologica – ha aggiunto -. Le 8.000 frequenze autorizzate dal Mimit costituiranno un’infrastruttura essenziale per garantire un’organizzazione impeccabile dei Giochi e permettere a milioni di spettatori nel mondo di viverli in tempo reale”.

A cosa servono queste frequenze

La gestione dello spettro radio è un’attività di carattere tecnico-specialistico poco conosciuta dal grande pubblico, ma essenziale per il corretto funzionamento delle infrastrutture tecnologiche a supporto di un grande evento sportivo internazionale.

  • Le tecnologie wireless consentono l’erogazione di servizi fondamentali quali
  • il cronometraggio delle competizioni,
  • le comunicazioni operative tra atleti, staff e organizzatori,
  • le riprese e la trasmissione audio e video,
  • nonché i sistemi di sicurezza e di videosorveglianza.

A tali tecnologie si aggiungono quelle volte a migliorare la fruizione dell’evento, tra cui

  • i droni FPV, per riprese in grado di creare un’esperienza di volo immersiva “in prima persona”,
  • e le body-cam indossate dagli atleti, utili a mostrare l’evento dalla prospettiva dell’atleta stesso.

Alle attività svolte dalla DGTEL si integrano quelle di monitoraggio e vigilanza sul territorio, affidate alle Case del Made in Italy, impegnate a garantire il corretto utilizzo delle frequenze radio durante l’intero periodo dei Giochi.

Il lavoro avviato dal Mimit, già a partire dal 2024, consentirà a oltre 200 soggetti, tra organizzatori, emittenti e comitati olimpici e paralimpici, di operare in modo coordinato attraverso l’impiego delle risorse frequenziali autorizzate, garantendo il regolare svolgimento delle competizioni e un’esperienza tecnologica avanzata per il pubblico di tutto il mondo.

Altri utilizzi

Queste frequenze servono a supportare un’ampia gamma di attività tecnologiche e logistiche essenziali per l’evento, tra cui:

  • Trasmissioni Televisive e Media: Permettono il funzionamento di telecamere wireless, microfoni e sistemi di comunicazione per le emittenti (broadcaster) che trasmettono le gare in tutto il mondo.
  • Gestione dell’Evento: Supportano i sistemi radio di servizio utilizzati dagli organizzatori per il coordinamento del personale, dei volontari e della sicurezza.
  • Cronometraggio e Dati: Garantiscono la trasmissione rapida e sicura dei dati ufficiali sulle prestazioni degli atleti e dei risultati in tempo reale.
  • Connettività 5G e Infrastrutture: Parte di un piano più ampio di potenziamento digitale che include la copertura 5G nelle strutture sanitarie e nelle gallerie stradali lungo i percorsi olimpici per garantire comunicazioni d’emergenza stabili. 

Tutti i dispositivi radio utilizzati dai media, dai partner e dalle autorità devono essere preventivamente autorizzati dal MIMIT attraverso il portale ufficiale di richiesta spettro e successivamente testati presso apposite stazioni di etichettatura (Test & Labeling) per evitare interferenze che potrebbero compromettere lo svolgimento dei Giochi.

Piano sanità e piano gallerie

  • Il Piano Sanità, con un investimento di oltre 11 milioni di euro, garantirà connettività 5G ad alta velocità a ospedali, medical station e foresterie, attraverso soluzioni multi-operatore capaci di assicurare copertura continua anche in ambienti chiusi e durante i trasferimenti.
  • Il Piano Gallerie riguarda invece undici gallerie tra Lombardia e Veneto, dove saranno realizzate nuove infrastrutture radiomobili 4G e 5G. L’obiettivo è garantire connessioni stabili, maggiore sicurezza e comunicazioni d’emergenza affidabili, rafforzando la logistica.

Le 8.000 frequenze distribuite su diverse bande

Le 8.000 frequenze autorizzate dal MIMIT per i Giochi di Milano Cortina 2026 non sono confinate a una singola banda, ma sono distribuite su diverse porzioni dello spettro radioelettrico per coprire le svariate esigenze tecnologiche dell’evento. 

In particolare, le bande principali coinvolte includono:

  • Banda 2.3 GHz: Recentemente oggetto di una procedura di assegnazione temporanea da parte del MIMIT per supportare la connettività durante i Giochi.
  • Bande UHF e VHF: Tradizionalmente utilizzate per i contributi radio e TV, i microfoni wireless e i sistemi di comunicazione interna (walkie-talkie).
  • Bande Satellitari e Microonde: Per i ponti radio ad alta capacità e le trasmissioni internazionali a lunghissima distanza.
  • Bande 5G: Fondamentali per la rete ultra-veloce dedicata ai siti olimpici, inclusi i sistemi di emergenza e i sensori IoT per la gestione degli impianti. 

Tutte queste frequenze sono coordinate per evitare interferenze tra i vari attori (media, sicurezza, logistica) e la loro gestione è definita nello Spectrum Availability Plan pubblicato dalla Fondazione Milano Cortina 2026. 

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Frequenze, emendamento per rinnovo non oneroso ritirato dal Milleproroghe

Rinnovo non oneroso delle frequenze Tlc in scadenza nel 2029 argomento caldo per la industry delle Tlc. Non più tardi di venerdì scorso Asstel, l’associazione confindustriale che rappresenta gli operatori, è tornata a chiedere a gran voce il rinnovo senza costi aggiuntivi in cambio di impegni di investimento delle licenze in scadenza nel 2029, con rinnovo automatico fino al 2037 per armonizzare il quadro normativo sullo spettro radio e dare più ossigeno finanziario agli operatori.

Ma per il momento le richieste della industry non trovano riscontro nelle iniziative della politica. Dopo il caso analogo dell’ultima legge di Bilancio, quando un emendamento bipartisan in tal senso fu alla fin e ritirato, anche nel Milleproroghe un emendamento che propone appunto il rinnovo automatico delle risorse spettrali in scadenza nel 2029 è stato ritirato perché inammissibile.  

L’emendamento ritirato

Si tratta dell’emendamento 14.20 a firma Petrarca della bozza, che non è più presente nel fascio degli emendamenti segnalati. “Al fine di favorire la più ampia digitalizzazione del Paese, accelerare la diffusione delle tecnologie di accesso radiomobile di nuova generazione e promuovere la concorrenza, con riferimento alle risorse spettrali i cui diritti d’uso scadono il 31 dicembre 2029, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, da adottare entro centoventi giorni dalla definizione da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni delle procedure di allocazione ai sensi del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, Giovedì 22 gennaio 2026 — 279 — I e V Commissioni riunite sono stabilite le modalità operative e i criteri amministrativi per l’assolvimento dei corrispettivi dovuti in denaro ovvero, in tutto o in parte, mediante realizzazione di investimenti di valore equivalente. Il decreto individua le tipologie di investimenti ammissibili, le metriche di valorizzazione degli stessi e i relativi limiti massimi, previo parere dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e nel rispetto della normativa dell’Unione europea. 1-ter. Il decreto di cui al comma 1-bis definisce inoltre obblighi di esecuzione e di rendicontazione, garanzie e sanzioni, anche a carattere restitutorio, in caso di inadempimento. Restano fermi i contributi e gli oneri previsti dalla normativa vigente per le parti non assolte mediante investimenti di valore equivalente. 1-quater. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

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5G, le reti mobili europee perdono terreno nella corsa globale

Con l’affievolirsi della spinta agli investimenti nelle reti in fibra, le reti mobili sono destinate a riconquistare la scena nel 2026. Sebbene la copertura sia ora soddisfacente per la maggior parte delle persone, sono essenziali ulteriori progressi. L’Europa rischia di rimanere indietro rispetto ad Asia, Stati Uniti e Medio Oriente nella leadership del 5G.

La maggior parte degli europei beneficia della connettività 5G, ma le velocità massime si trovano altrove

Secondo un report appena pubblicato da ING, i paesi europei saranno in ritardo sul fronte delle tecnologie.

Con gli operatori di telecomunicazioni che fanno fatica a far crescere la profittabilità, a soffrirne sono gli investimenti necessari per raggiungere la leadership tecnologica, che saranno per forza ritardati.

Tuttavia, reti allo stato dell’arte sono importanti perché guidano la crescita della produttività dell’economia in genere.

Ma visto che l’Europa non dispone ancora delle migliori reti 5G. rischia di rimanere indietro rispetto a Asia, USA e Medio Oriente nella corsa alla leadership tecnologica.

Gli europei non possono utilizzare il loro dispositivo 5G su una rete 5G in ogni momento

Disponibilità delle reti 5G, 1H25

La connettività 5G in Europa è buona

La maggior parte degli europei utilizza regolarmente la connettività mobile 5G. Come illustrato nella figura sopra, la disponibilità della rete 5G sta rapidamente diventando uno standard. Secondo la società di test di rete Ookla, nella maggior parte dei paesi europei gli utenti di telefonia mobile hanno spesso un accesso maggiore alle reti 5G rispetto a quelli basati su tecnologie più datate. Sebbene la copertura 5G sia in ritardo in Belgio, Ungheria e Regno Unito, la connettività 5G è la norma in Svizzera e Danimarca.

Questo miglioramento è stato ottenuto grazie a una migliore disponibilità di spettro. La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha ora assegnato spettro al 5G, mentre in alcuni casi misure politiche hanno promosso la copertura. Un altro fattore determinante è stata la condivisione della rete. In Danimarca, l’implementazione del 5G ha beneficiato di rigorosi obblighi di copertura rurale, nonché di una joint venture mobile tra Telia e Telenor che ha migliorato efficacemente la copertura 5G.

Tuttavia, Hong Kong e la Corea del Sud dispongono già di un’elevata disponibilità di reti 5G e sono quindi ben posizionate per beneficiare di nuovi servizi innovativi. Non siamo riusciti a trovare dati sulla Cina, ma le reti 5G autonome sono già operative su larga scala, a dimostrazione della leadership tecnologica della Cina.

Il 5G standalone diventa la norma per i principali operatori quest’anno

Ookla riporta che paesi come Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Singapore, Stati Uniti e Cina superano l’Europa in termini di velocità 5G, con la Cina che sta già implementando reti 5G per migliorare la produttività, secondo il presidente della European Round Table for Industry e presidente di Vodafone, Van Boxmeer.

Tuttavia, ING prevede un aumento dei casi d’uso commerciale di specifiche funzionalità 5G standalone (5G SA) in Europa, poiché i principali operatori continuano a investire nel 5G SA, un’architettura di rete cloud-native.

Anche la predisposizione dell’ecosistema dei dispositivi sta migliorando. Gli iPhone con iOS 17 e i telefoni con Android 12 e versioni successive supportano la selezione dinamica della porzione di rete ottimale. La disponibilità di dispositivi supporta lo sviluppo del 5G SA. Questo è fondamentale affinché l’Europa torni a essere all’avanguardia.

Le velocità delle reti mobili europee sono in ritardo

La velocità media di download mobile è più elevata in paesi come Stati Uniti e Corea del Sud

Quali servizi comporta la corsa alla tecnologia?

L’ente di definizione degli standard 3GPP ha definito tre categorie di servizi principali per il 5G SA:

  • Enhanced Mobile Broadband (eMBB),
  • Ultra-Reliable Low-Latency Communications (URLLC)
  • e Massive Machine-Type Communications (mMTC / IoT).

In primo luogo, un vantaggio tangibile delle funzionalità Enhanced Mobile Broadband è la capacità disponibile per l’accesso wireless fisso (FWA). Sono in corso sperimentazioni anche nel settore dei media, dove i progetti pilota 5G valutano casi aziendali che coinvolgono video ad alta risoluzione e applicazioni AR/VR. Un altro vantaggio degli standard 5G è la copertura mobile migliorata in aree affollate, come i trasporti pubblici o gli stadi.

Si sta già assistendo alla crescente importanza degli abbonamenti a basso costo per i servizi basati sull’IoT. Poiché il costo inferiore dei dispositivi consente un maggior numero di casi d’uso, ING prevede una crescita di questo segmento.

In combinazione con pacchetti di servizi più ampi incentrati su logistica (di fabbrica), trasporto e servizi di localizzazione, questo apre nuove fonti di reddito.

Non si vedono ancora molti esempi di pacchetti di servizi che forniscono servizi di rete privata. Tuttavia, il 5G spesso funziona meglio del Wi-Fi, mentre gli operatori di reti di telecomunicazioni hanno spesso una scala più ampia.

ING prevede comunque uno sviluppo dei casi d’uso delle reti private nel 2026.

Crescente attenzione all’affidabilità della rete

Nel 2025, diversi paesi hanno dovuto affrontare interruzioni della rete mobile, tra cui Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia. Si prevede che le autorità di regolamentazione presteranno maggiore attenzione all’affidabilità, dato il ruolo delle telecomunicazioni come infrastruttura critica. Tuttavia, migliorare la velocità e l’affidabilità rimarrà una sfida, mentre la concorrenza rende difficile aumentare i prezzi.

Punti chiave per il 2026

Nel 2026, le reti mobili in Europa rimarranno solide, spesso eccellenti, ma altre regioni continueranno a essere all’avanguardia. Questo rappresenta un problema, perché l’Europa ha bisogno di servizi di telecomunicazione avanzati per migliorare la produttività europea. Tuttavia, l’Europa è destinata a compiere progressi: ci si aspetta una maggiore attenzione al 5G standalone, l’espansione dei servizi IoT e una più ampia adozione dell’accesso wireless fisso.

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