Fibercop: accordo con i sindacati, fino a 1800 uscite volontarie con art.4

Accordo siglato tra Fibercop e i sindacati di categoria sulla nuova tranche di uscite volontarie. Al termine dell’incontro di ieri le sigle (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil) hanno firmato un’intesa che prevede uscite, secondo Radiocor, fino a 1800 persone potenzialmente coinvolte. L’obiettivo dell’azienda è pari a circa 800 adesioni. Le prime uscite sono previste a partire dal 30 giugno; qualora le adesioni non fossero sufficienti, la finestra potrà essere estesa fino al 30 novembre, con un orizzonte complessivo di accompagnamento alla pensione fino a cinque anni.

Legge Fornero, uscite volontarie in Fibercop

Quello firmato ieri è un nuovo accordo applicativo dell’articolo 4 della cosiddetta Legge Fornero (L. 92/2012), finalizzato a incentivare l’uscita su base esclusivamente volontaria delle persone in possesso dei requisiti pensionistici. L’intesa arriva al termine di un percorso costruito insieme alle parti sociali e fondato sulla libera scelta delle persone, in una fase caratterizzata dall’introduzione di nuove tecnologie, nuovi processi e nuove competenze. Il confronto con il sindacato e la volontarietà restano elementi centrali dell’accordo.

La principale novità rispetto all’intesa di settembre 2024 è che l’applicazione dell’articolo 4 non è più generalizzata, ma “ritagliata” su specifici cluster organizzativi. Sono escluse le aree che, per esigenze tecnico organizzative e di pianificazione delle attività operative, richiedono un incremento o una sostanziale stabilità dell’organico.

Primo accordo, uscite bloccate per iper adesione da aree strategiche

Fibercop, la società dov’è confluita l’ex rete di Tim che ha il fondo Kkr come maggiore azionista, peraltro, in occasione del primo ricorso alle uscite volontarie, aveva poi fermato il processo per le troppe richieste provenienti proprio da quelle aree con le professionalità giudicate fondamentali per la vita dell’azienda.

Per Daniele Carchidi della Slc Cgil Nazionale “l’accordo sottoscritto si colloca nell’ambito di una contrattazione volta a governare gli effetti della trasformazione del lavoro, in corso da diversi anni nel settore delle telecomunicazioni, attraverso i pochi strumenti messi a disposizione dalla normativa vigente. 1.800 persone, attraverso l’intesa condivisa, potranno acquisire volontariamente il diritto alla pensione anticipata con 5 anni di anticipo, pertanto tutti coloro che matureranno i requisiti entro il 30 novembre 2031, avranno possibilità di accesso allo scivolo pensionistico”.

Clausola di salvaguardia

E’ importante, sottolinea il sindacalista, la “clausola di salvaguardia” prevista nell’accordo, in caso di cambi normativi in materia di pensioni che, tutela le persone non lasciandole in un limbo senza contributi e senza stipendio, innanzi ad un allungamento dell’età pensionabile.

“Il rammarico – commenta – resta, per la completa assenza di supporti normativi a sostegno della contrattazione, nell’affrontare gli effetti della digitalizzazione in un settore, come quello delle telecomunicazioni, pesantemente impattato dalla transizione digitale in corso. Un asset strategico per il sistema Paese, completamente assente nelle politiche industriali del governo”.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/fibercop-accordo-con-i-sindacati-fino-a-1800-uscite-volontarie-con-art-4/563666/




Accesso a Internet, operatori Tlc obbligati a installare la tecnologia con prestazioni più elevate

Grosse novità per gli operatori Tlc nella bozza del Dl PNRR, oggi sul tavolo del Consiglio dei Ministri iniziato alle 16,30. L’articolo 13 del provvedimento al vaglio del Governo introduce alcune modifiche in tema di telecomunicazioni e reti. In particolare, prevede nuovi obblighi di trasparenza in capo agli operatori, che d’ora in poi saranno quindi obbligati a comunicare ai consumatori la tecnologia di connessione migliore presente nel domicilio dove sono chiamati ad attivare una nuova connessione. Non basterà più parlare di velocità di connessione, bisognerà in primo luogo citare la tecnologia di connessione più performante disponibile in loco.

Evitare vuoti informativi

Questo per evitare che, pur in presenza di una tecnologia FTTH, il cliente non ne venga edotto e che quindi finisca per scegliere una soluzione con una performance inferiore come l’FTTC o un Adsl più comoda per l’operatore.

Una spinta alle tecnologie più performanti

In altre parole, gli operatori Tlc sono obbligati a favorire l’installazione della “la tecnologia con le prestazioni più elevate” disponibili all’indirizzo del cliente.

Una spinta del Governo all’FTTH, alla vera fibra, “L’intervento si rende necessario per garantire che l’utente finale possa beneficiare della migliore tecnologia disponibile presso la propria unità immobiliare, evitando pratiche atte a pregiudicare l’effettiva fruizione delle infrastrutture di nuova generazione. Il servizio di accesso a internet può essere, infatti, fornito mediante diverse tecnologie di rete di accesso: FTTH, FTTC, ADSL, FWA e FWA su rete 5G”, si legge nel testo del Dl PNRR.

Operatori devono privilegiare tecnologie a prestazioni più elevate

“Nella scelta del servizio il consumatore riceve normalmente l’informazione circa la velocità di connessione ma non viene informato delle tecnologie disponibili al suo indirizzo– prosegue il documento – È emerso infatti che taluni operatori di connettività, pur in presenza di copertura con tecnologia a prestazioni più elevate, procedono all’attivazione dei servizi mediante soluzioni alternative con capacità inferiori, senza fornire al consumatore una completa informazione sul miglior livello tecnologico raggiungibile al proprio indirizzo”.

Con l’obbligo di informazione per gli operatori si colma una lacuna

“Sebbene l’articolo 98-quaterdecies del Codice delle comunicazioni elettroniche e la deliberazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) n. 156/23/CONS stabiliscano obblighi di informazione e trasparenza in relazione alle caratteristiche tecniche e qualitative dei servizi offerti, l’ordinamento non prevede attualmente alcun obbligo per l’operatore di riferire all’utente le tecnologie disponibili. Il comma in esame è quindi volto a colmare tale lacuna, introducendo l’obbligo a carico degli operatori di comunicazioni elettroniche di comunicare all’utente le tecnologie disponibili per l’attivazione del servizio di accesso a internet, con le relative prestazioni misurate in base ai parametri di capacità rilevati tramite la Broadband Map dell’AGCOM, strumento pubblico e gratuito che consente di verificare, su tutto il territorio nazionale, le tecnologie di accesso e i relativi livelli di velocità. L’Autorità vigila sull’attuazione delle disposizioni del presente comma e applica le sanzioni di cui all’articolo 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249”.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/accesso-a-internet-operatori-tlc-obbligati-a-installare-la-tecnologia-con-prestazioni-piu-elevate/563637/




Telemarketing selvaggio, attiva piattaforma di segnalazione

Da gennaio 2026 è attiva SegnalaODM, la piattaforma dell’Organismo di Monitoraggio del Codice di Condotta in materia di telemarketing e teleselling che consente agli utenti di segnalare eventuali violazioni da parte degli operatori aderenti.

L’attivazione della piattaforma rappresenta un ulteriore passaggio nell’attuazione del Codice di condotta in materia di telemarketing e teleselling approvato dal Garante privacy nel 2024 (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb n. 9993890).

Prima di inviare una segnalazione all’Organismo di Monitoraggio, l’utente deve contattare l’operatore interessato. In caso di mancata o inadeguata risposta, e qualora il comportamento risulti riconducibile a una violazione del Codice di Condotta, sarà possibile procedere con la segnalazione tramite la piattaforma.

Per effettuare una segnalazione è necessario registrarsi al seguente link:

https://segnalaodmtelemarketing.it/homepage

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’Organismo di Monitoraggio:

https://www.odmtelemarketing.it

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/telemarketing-selvaggio-attiva-piattaforma-di-segnalazione/563592/




Switch off del rame, in Germania proposta in consultazione fino al 16 marzo  

La proposta

L’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni tedesca ha elaborato un piano di massima per la dismissione delle reti in rame.

La Germania lega la disattivazione del rame all’80% di copertura in fibra nel nuovo quadro normativo, secondo la proposta avanzata dalla Bundesnetzagentur adesso in consultazione.

Ma raggiungere la soglia dell’80% nelle aree rurali richiederà uno sforzo coordinato tra la Bundesnetzagentur e le reti alternative locali.

Si ricorda che la Commissione Ue ha presentato nel Digital Networks Act la settimana scorsa la sua proposta di switch off obbligatorio delle reti in rame entro il 2035.

Limite dell’80% di copertura fibra per lo spegnimento

Secondo la proposta (scarica il documento) presentata a gennaio 2026, le dismissioni della rete in rame potranno iniziare in aree di connessione specifiche una volta che l’80% delle abitazioni sarà coperto da infrastrutture in fibra. Fondamentale è la disponibilità di prodotti all’ingrosso adeguati, inclusi solidi accordi di accesso aperto, per garantire che la concorrenza rimanga sostenibile dopo la dismissione della rete legacy.

L’autorità di regolamentazione propone un periodo di transizione di tre anni dal momento in cui questi prerequisiti saranno soddisfatti. I piani di disattivazione dovranno essere annunciati con almeno tre anni di anticipo. Entro questo lasso di tempo, verrà applicato un “blocco della commercializzazione”: i prodotti DSL cesseranno di essere offerti ai nuovi clienti nelle aree interessate due anni prima della data prevista per la disattivazione del rame.

Ostacoli normativi e azioni legislative

Il concetto si basa su un documento di discussione della primavera del 2025 ed è attualmente presentato come raccomandazione. Tuttavia, la piena attuazione incontra un ostacolo giuridico significativo: richiederebbe modifiche alla legge tedesca sulle telecomunicazioni (TKG). Secondo la legge vigente, Deutsche Telekom detiene il diritto esclusivo di richiedere la chiusura delle reti in rame. La nuova proposta suggerisce un “processo basato su regole” che potrebbe essere attivato dall’autorità di regolamentazione o da altnet terze (operatori di rete alternativi) che hanno realizzato l’infrastruttura in fibra ottica locale.

Un elemento centrale della proposta è il requisito di un “piano di migrazione globale” che copra l’intero Paese. Questa tabella di marcia includerebbe la data della prima chiusura, le tappe principali e una data di completamento prevista. Ciò mira a rispondere alle preoccupazioni del settore relative alle “asimmetrie informative” e alle barriere agli investimenti che attualmente favoriscono l’operatore storico.

Tutela della concorrenza e dei consumatori

Klaus Müller, Presidente della Bundesnetzagentur, ha detto che l’agenzia mira a definire il quadro normativo per garantire la concorrenza e tutelare gli interessi dei consumatori durante la transizione. L’autorità suggerisce che le aree di migrazione dovrebbero generalmente basarsi sull’infrastruttura di rete in rame esistente, come le scatole di distribuzione, ma potrebbero anche allinearsi ai confini distrettuali o comunali, ove possibile.

“Il passaggio alla fibra ottica rappresenta un aggiornamento Internet orientato al futuro per la Germania”, ha osservato Müller. “Le reti in rame potranno essere chiuse solo quando la fibra ottica sarà disponibile su scala quasi nazionale e la concorrenza sulle nuove reti sarà garantita”.

La sfida dell’operatore storico

La Germania è storicamente rimasta indietro rispetto ad altre nazioni europee nella sua migrazione dal rame alla fibra. Analisi recenti mostrano che, sebbene la copertura in fibra (case passate) abbia raggiunto circa il 60% delle famiglie, l’effettiva adozione rimane bassa, attestandosi a circa il 23,6%. Deutsche Telekom ha espresso preoccupazione in merito alla proposta, sottolineando in particolare il rischio di “cambi forzati di fornitore” per i clienti durante la fase di migrazione di massa.

La proposta è ora aperta alla consultazione con gli stakeholder del settore fino a metà marzo 2026, dopodiché passerà alla fase legislativa.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/switch-off-del-rame-in-germania-proposta-in-consultazione-fino-al-16-marzo/563467/




Fibercop, domani confronto con i sindacati su uscite volontarie e nuovo piano

Previsto per domani un nuovo incontro tra Fibercop e sindacati Slc-Cgi, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Sul tavolo, secondo quanto riferito dal Sole 24 Ore, un nuovo pacchetto di uscite volontarie ex articolo 4 della Fornero. Secondo l’agenzia Radiocor l’ipotesi fra 800 e mille persone entro il 30 giugno 2026.

Un piano realistico, anche perché il personale confluito in Fibercop (ex rete Tim) dopo lo scorporo è numeroso e l’età media è alta. Dopo lo scorporo completato il 1° luglio 2024, circa 20.000 dipendenti (per l’esattezza dovrebbero essere 18.643) sono passati a FiberCop dopo la scissione da Tim.

DNA, Switch off del rame entro il 2035

Decisamente troppi, anche perché molti dei tecnici sono specializzati nella manutenzione e gestione di reti dove la componente in rame è ancora presente, per collegamenti FTTC che sono ancora predominanti, ma il futuro è segnato: il Digital Networks Act presentato la scorsa settimana dal commissario alla Sovranità Digitale europeo Henna Virkkunen ha fissato al 2035 lo switch off del rame in Europa. Una proroga rispetto alla precedente data, fissata al 2030. La proposta della Commissione dovrà passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio prima di diventare cogente.

Fatto sta che il tempo di vita della rete in rame anche in Italia stia arrivando a fine ciclo, con la necessità di prevedere nuova formazione e nuove figure professionali all’interno di Fibercop. Le reti del futuro saranno sempre più all’insegna del software, dell’Edge e dell’Intelligenza Artificiale. Nuove tecnologie applicate ai network che impongono agli operatori come Fibercop un grosso investimenti in termini di formazione e reskilling interno. Se non di turn over e ricambio generazionale.

Switch off del rame al 2035 accolto positivamente da Open Fiber

Una novità, quella dello switch off del rame fissato al 2035, accolta positivamente da Open Fiber, competitor di Fibercop che diversamente dalla società della ex rete Tim dispone di una rete FTTH esclusivamente in fibra pura.

Detto questo, il confronto con i sindacati verterà quindi sulle uscite volontarie ma anche sui punti nodali del piano industriale. La nota congiunta dei sindacati è pubblicata sul sito della Slc-Cgil dopo l’incontro del 19 gennaio scorso. Qui di seguito il testo.

“In data 19 gennaio 2026 si è svolto l’incontro tra le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOMUIL, il Coordinamento Nazionale Rsu e la Direzione aziendale di Fibercop per la presentazione delle linee guida strategiche industriali e relativi programmi di formazione e aggiornamento professionale.

Risultati 2025

Le linee guida del piano industriale sono state rappresentante da Alberto Boffelli, Chief Corporate Officer, e Cristina Morbiducci responsabile di Operations. In premessa la direzione aziendale ha illustrato il percorso aziendale del 2025 ed i risultati conseguiti e consuntivati: sono stati investiti circa 3.000 milioni di euro, posati circa 27 milioni di chilometri di fibra su tutto il territorio nazionale, con un andamento economico positivo per i primi 3 trimestri, valorizzato il brand e rimesse le persone al centro dell’attenzione.

Target aziendale 2026: obiettivi PNRR a giugno e switch off del rame

Per quanto riguarda il 2026, Fibercop, come target di bilancio punta al raggiungimento di un Ebitdal del primo semestre di circa 2.000 milioni di euro contro i 1750 milioni di euro circa dello stesso periodo del 2025. Per quel che concerne le attività industriali, fermo restando gli obiettivi del Pnrr da raggiungere assolutamente entro il prossimo giugno, oltre che in coerenza con lo sviluppo della rete in fibra, si proseguirà con lo spegnimento delle vecchie centrali. Previsto lo switch-off di 1800 centrali nel 2026 e ulteriori 10.400 entro il 2029.

Obiettivo valorizzare il decommissioning del rame

Il decommissioning comporterà la dismissione della rete in rame che Fibercop intende valorizzare economicamente, puntando ad aumentare in maniera importante, al contempo, il tasso di attivazione fibra rispetto gli ordinativi ricevuti in ambito Delivery. Per quanto riguarda la gestione delle attività di rete, Fibercop ha dichiarato di non volersi limitare a sviluppare un modello da stazione appaltante ma, anzi, di puntare il più possibile sulla internalizzazione di lavoro e sulla valorizzazione del personale sociale.

Nuove figure professionali, nuove assunzioni di personale TOF nelle aree territoriali oggi in carenza di organico

In questa logica si collocano le nuove figure professionali create negli ultimi mesi, allo scopo di curare e valorizzare il patrimonio aziendale (Capi centrale) piuttosto che dare un forte impulso alla cablatura ed allo sviluppo della fibra in termini di risultati e tempi certi (Realizzatori), considerati questi mestieri a valore aggiunto. Al fine di raggiungere gli obiettivi fissati dalle linee strategiche del piano industriale, nelle aree dove sono emerse carenze in termini di TOF (Tecnici operativi di field ndr), Fibercop procederà con l’assunzione di nuovo personale.

Nuovi rapporti sindacali più comunicativi

Lato relazioni sindacali, il nuovo responsabile nazionale di Relazioni Industriali, Rosario Izzo, ha sottolineato come questo incontro rappresenta il primo di una lunga serie, esprimendo la volontà aziendale di voler essere più comunicativi e più tempestivi nella condivisione dei temi e delle informazioni sia con il sindacato che con le lavoratrici ed i lavoratori. Fibercop auspica di affrontare le varie tematiche in maniera aperta attraverso un confronto costruttivo, escludendo iniziative unilaterali.

Fibercop, smentita nuova società comparto “Mobile”. Si valutano nuove business unit

In relazione ad ipotesi, su una costituenda società relativa al comparto “Mobile”, l’azienda ha smentito progetti societari in merito, ribadendo che sono in valutazione diversi ragionamenti in termini di business unit e di aree aziendali da efficientare e calibrare alla nuova realtà industriale.

Fibercop, isopensione attivata a breve

 Infine, Fibercop ha dichiarato che non assorbirà gli aumenti contrattuali e che ha intenzione di attivare un art.4 isopensione a breve, con uscita volontaria delle persone entro il 30 giugno 2026.

L’isopensione (conosciuta anche come “assegno di esodo”) è uno strumento di prepensionamento che permette a un lavoratore dipendente di smettere di lavorare fino a 7 anni prima della maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. La discussione sull’isopensione avverrà nello specifico nei prossimi giorni, ma l’azienda ha già dichiarato che dovrà essere uno strumento da utilizzare in coerenza con il piano industriale presentato.

Sindacati positivi

Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil hanno valutato positivamente un approccio aziendale che ritorni a mettere al centro la valorizzazione del personale, auspicando che trovi riscontro nella pratica quotidiana e non resti un mero slogan. La reinternalizzazione di diverse attività in ambito rete è sicuramente un elemento positivo, così come l’assunzione di personale TOF nelle aree territoriali oggi in carenza di organico. La valorizzazione delle persone, nella quotidianità, passa anche per la fornitura ed il miglioramento di strumenti adeguati e moderni, ma anche dalle condizioni complessive di lavoro in termini di salute e sicurezza, di comfort, di flessibilità e di retribuzione.

Le organizzazioni sindacali considerano improrogabile la definizione di un contratto integrativo aziendale che tenga in considerazione tutti quegli aspetti normativi ed economici fermi ormai da troppo tempo, partendo, ad esempio, dalla definizione di un nuovo modello di lavoro agile condiviso. Sicuramente un buon segnale, dimostrando il cambiamento di approccio, sarebbe agevolare in queste ore di forte criticità climatiche, nelle regioni colpite da pesanti allerte meteo, l’accesso al lavoro agile per le attività remotizzabili ed una attenzione particolare verso lavoratrici e lavoratori operanti sul territorio”.      

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/fibercop-domani-confronto-con-i-sindacati-su-uscite-volontarie-e-nuovo-piano/563355/




Milleproroghe: gli emendamenti su Cloud, Spettro, Digitale e Spazio

Spettro radio, Cloud e Digitale fra i temi presenti nel fascio di emendamenti al Dl Milleproroghe.

Cloud

Per quanto riguarda il Cloud, l’emendamento Pella prevedeva “la proroga termine affidamento dell’Accordo Quadro avente ad oggetto l’affidamento di servizi applicativi in ottica cloud per le pubbliche amministrazioni centrali”. Il termine dell’Accordo Quadro avente ad oggetto l’affidamento di servizi applicativi in ottica cloud per le pubbliche amministrazioni centrali – Ed. 2 – ID 2483 – è prorogato al 20 settembre 2026 ovvero fino alla effettiva aggiudicazione dell’Accordo Quadro avente ad oggetto servizi applicativi in ottica cloud per le pubbliche amministrazioni centrali – ID 2860”.

Spettro radio, chiesto decreto per stabilire modalità di rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029 (ma inammissibile)

L’emendamento Patriarca in materia di risorse spettrali, dichiarato però inammissibile: Al fine di favorire la più ampia digitalizzazione del Paese, accelerare la diffusione delle tecnologie di accesso radiomobile di nuova generazione e promuovere la concorrenza, con riferimento alle risorse spettrali i cui diritti d’uso scadono il 31 dicembre 2029, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, da adottare entro centoventi giorni dalla definizione da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni delle procedure di allocazione ai sensi del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono stabilite le modalità operative e i criteri amministrativi per l’assolvimento dei corrispettivi dovuti in denaro ovvero, in tutto o in parte, mediante realizzazione di investimenti di valore equivalente. Il decreto individua le tipologie di investimenti ammissibili, le metriche di valorizzazione degli stessi e i relativi limiti massimi, previo parere dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e nel rispetto della normativa dell’Unione europea.

1-ter. Il decreto di cui al comma 1-bis definisce inoltre obblighi di esecuzione e di rendicontazione, garanzie e sanzioni, anche a carattere restitutorio, in caso di inadempimento. Restano fermi i contributi e gli oneri previsti dalla normativa vigente per le parti non assolte mediante investimenti di valore equivalente.

1-quater. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Spazio, chiesto regime transitorio rispetto alla nuova legge per i contratti già in essere

L’emendamento Ottaviani, Cattoi, Comaroli, Frassini, Bof, Iezzi, Ziello. Disposizioni concernenti termini in materia di economia dello spazio – regime transitorio. “1. All’articolo 31 della legge 13 giugno 2025, n. 89, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:

“1-bis. Le disposizioni di cui agli articoli 4, comma 1, 12, 16, comma 3, 17, comma 2, lettera e), 18, 19, 21 e 29 acquistano efficacia decorso il termine di novanta giorni dall’emanazione dei decreti di cui all’articolo 13 e si applicano alle attività spaziali avviate successivamente a tale termine. Alle attività spaziali disciplinate da contratti stipulati prima della data di entrata in vigore della presente legge, nonché a quelle in corso alla data di cui al primo periodo, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alla medesima data. Nel caso di contratti per fasi successive di missioni già in corso, fa fede la data del primo contratto stipulato per la prima fase della missione.”.

“1-ter. Entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore dell’ultimo dei decreti di cui all’articolo 13, sono adottate le misure correttive e integrative della presente legge che l’applicazione pratica renda necessarie od opportune, al fine di assicurare la piena funzionalità e coerenza della disciplina”.

Sempre in materia di Spazio, c’è un emendamento Mascaretti. “Disposizioni concernenti termini in materia di economia dello spazio – regime transitorio”.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/milleproroghe-gli-emendamenti-su-cloud-spettro-digitale-e-spazio/563310/




Sielte e Polo Pubblico della Formazione: al via l’Academy per i professionisti delle reti elettriche e TLC

Sielte e il Polo Pubblico della Formazione Professionale, costituito da Roma Capitale e la Città Metropolitana di Roma Capitale due anni fa, annunciano un’alleanza strategica per la formazione professionale nella filiera delle telecomunicazioni. Il progetto, presentato oggi nella Sala Di Liegro a Palazzo Valentini, prevede la nascita di una Academy con i corsi formativi che si svolgeranno presso gli spazi dello storico centro di formazione professionale “Luigi Petroselli”, che si trova nel settimo municipio e che è in corso di ristrutturazione, con un’aula attrezza e corsi 3D per simulare al meglio l’attività in aula.

[embedded content]

Formazione per ragazzi fra 14 e 17 anni al centro Petroselli

L’iniziativa si rivolge ai giovani fra i 14 e i 17 anni che desiderano intraprendere un percorso didattico d’eccellenza finalizzato all’inserimento immediato nel mondo del lavoro. Il programma prevede circa 1.000 ore di formazione suddivise tra lezioni teoriche in aula e attività pratiche in laboratorio, a cui si accompagneranno le attività di affiancamento on the job.

[embedded content]

Parrucci (Roma Capitale): “Accordo con Sielte nell’ambito dell’intesa sigtata con Asstel per il settore TLC”

“L’accordo con la Sielte Academy arriva a seguito dell’intesa sulla formazione stipulata a dicembre 2024 con Asstel – dice il consigliere Daniele Parrucci, Consigliere di Roma Capitale, Vice Presidente Commissione Lavori Pubblici e Vice Presidente Commissione Sport – fa seguito al lavoro che Roma Capitale ha fatto per rilanciare la formazione professionale con la Giunta Gualtieri”.

Le attività didattiche prenderanno il via a ottobre 2026. Nei prossimi mesi verranno definiti nel dettaglio i programmi per la formazione di tecnici on field VAS e Ultrabroadband, specializzati sulla rete in rame e fibra ottica, palificatori e addetti alle infrastrutture di rete. Tutte figure di cui c’è bisogno nel nostro paese, alle prese con percorso alquanto complesso di copertura ultrabroadband.

Pratelli (Roma Capitale): “Forti investimenti per combattere il mismatch fra domanda e offerta professionale”

“Il nostro obiettivo è dare valore alla formazione professionale pubblica gratuita – ha detto Claudia Pratelli, Assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale – abbiamo fatto degli investimenti tangibili nella ristrutturazione dei centri di formazione per rispondere al mismatch fra domanda e offerta che si registra sul mercato. Anche le materie oggetto dei corsi verranno adeguate alle richieste di mercato, rinnovando la tradizionale erogazione di corsi di estetista o di cucina con corsi più avanzati e tecnologicamente avanzati per assecondare la transizione digitale in atto. Ci sono troppi inoccupati (neet) e noi pensiamo che la formazione professionale possa essere una risposta adeguata”.

 La figura professionale prevista è quella di operatore elettrico con curvatura rispetto al cablaggio, alla fibra e alle reti in rame.

Il progetto si inserisce nel più ampio protocollo d’intesa siglato tra le imprese del settore, rappresentate da Asstel – Assotelecomunicazioni, e la Città Metropolitana di Roma Capitale, volto a colmare il gap di competenze tecniche nel mercato digitale italiano, oltre ad assicurare al settore un importante bacino di risorse professionali.

Turrisi (Sielte): “L’Academy è un’opportunità per avvicinare i giovani al mondo del lavoro nelle Tlc”

“La creazione della Academy rappresenta una significativa opportunità per avvicinare i giovani al mondo del lavoro — ha detto il Presidente di Sielte Salvatore Turrisi — connettendo le competenze tecniche agli ambiti più innovativi del digitale. Sielte crede fermamente che la collaborazione istituzionale sia la chiave per garantire infrastrutture moderne ed efficienti, formando professionisti pronti a rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione. Investire sui giovani e fornire loro competenze certificate è essenziale per la crescita delle imprese e per lo sviluppo dell’Italia”.

“Il mercato ha bisogno di tecnici specializzati – aggiunge Turrisi – abbiamo difficoltà a trovare tecnici giuntisiti in fibra e in rame, così come tecnici palificatori. Con l’Academy vogliamo formare dei giovani, i corsi cominceranno a settembre e ci sarà poi l’opportunità per alcuni di fare apprendistato e tirocini in azienda”.

Di Raimondo (ASTEL): “La nostra stella polare devono essere i giovani”

Laura Di Raimondo, Direttore Generale di ASSTEL, ha detto: “La nostra stella polare devono essere i giovani. Per gestire e non subire transizione digitale, serve un salto di qualità nelle capacità e nelle competenze, soprattutto quelle STEM, con un forte investimento in percorsi integrati tra mondo produttivo e sistema educativo.  Bisogna valorizzare la qualità, e dobbiamo far sì che Its e Academy consolidino una propria identità. Solo così convinceremo tante ragazze e ragazzi a scegliere questi percorsi, soprattutto dove la didattica è innovativa, laboratoriale e co-progettata con le imprese, con un solido asse pubblico-privato. L’Academy promossa da Sielte rappresenta un ulteriore passo concreto nel percorso che, come sistema delle telecomunicazioni, stiamo portando avanti per rafforzare il collegamento tra formazione e lavoro.  L’iniziativa – spiega –  si inserisce nel perimetro dell’Accordo Quadro siglato da ASSTEL con la Città Metropolitana di Roma Capitale, nato con l’obiettivo di rilanciare il sistema della formazione professionale, rafforzare la sinergia tra il mondo dell’istruzione e quello delle imprese, contrastare la dispersione scolastica e accompagnare i giovani verso percorsi di alta qualificazione coerenti con i fabbisogni lavorativi dell’ecosistema delle Tlc. Investire su percorsi formativi strutturati, che integrano formazione teorica, attività pratiche in laboratorio e affiancamento on the job, significa offrire ai giovani opportunità reali di inserimento qualificato nel mondo del lavoro e, allo stesso tempo, sostenere la competitività e la crescita della filiera Tlc. Come ASSTEL, siamo impegnati a rafforzare il collegamento tra scuola, ITS, Academy, Università e imprese, promuovendo alleanze educative e modelli formativi capaci di accompagnare le nuove generazioni verso le competenze e i ruoli chiave della trasformazione digitale e dello sviluppo del Paese”.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/sielte-e-polo-pubblico-della-formazione-al-via-lacademy-per-i-professionisti-delle-reti-elettriche-e-tlc/563213/




Fastweb+Vodafone: Luigi Ferraris entra nel Cda come vicepresidente esecutivo

Luigi Ferraris, ex ad di Fibercop che nel suo curriculum può vantare anche un passato alla guida di Ferrovie dello Stato e di Terna, entra a far parte del Consiglio di amministrazione di Fastweb+Vodafone con il ruolo di vicepresidente esecutivo.

“L’ingresso di Ferraris ben riflette il nuovo posizionamento e il peso industriale dell’azienda a seguito dell’incorporazione di Vodafone Italia; conferma la volontà di dotarsi di una governance all’altezza delle sfide industriali, tecnologiche e strategiche che attendono l’azienda nel nuovo perimetro” ha detto l’ad Walter Renna.

“Questo gruppo si distingue per serietà e affidabilità – sottolinea Luigi Ferraris – In un contesto sfidante e in continua evoluzione, sarò lieto di mettere a disposizione l’esperienza maturata nella gestione di infrastrutture e sistemi complessi per affrontare insieme le sfide tecnologiche e industriali che ci attendono”.

Ferraris si era dimesso un anno fa dal timone di Fibercop per differenze di vedute con gli azionisti, in particolare con il primo azionista KKR.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/fastwebvodafone-luigi-ferraris-entra-nel-cda-come-vicepresidente-esecutivo/563103/




Tim, riassetto e nuovo piano in vista. Il titolo vola sulle ali di Poste

Continuano a salire le azioni Tim a Piazza Affari, dove dall’inizio dell’anno hanno guadagnato oltre l’11% e sono salite ai massimi dal novembre del 2019, guadagnando il 200% da quando il governo Meloni è in carica. A dare linfa al titolo dell’azienda guidata da Pietro Labriola dopo lo scorporo della rete ci ha pensato l’ingresso di Poste.

Un passaggio cruciale

on Poste Italiane primo azionista al 27,32% e l’uscita di Vivendi è iniziata una nuova stagione all’insegna della stabilità portata dall’azionista pubblico.

Il calendario del riassetto

Il calendario del riassetto è fissato. Il 28 gennaio 2026 i soci voteranno sulla conversione delle azioni di risparmio: un passaggio tecnico ma centrale per semplificare la struttura del capitale.

Il 24 febbraio 2026 è invece atteso un consiglio di amministrazione sui risultati preliminari e su un aggiornamento del piano, mentre la presentazione completa al mercato è attesa più avanti nel 2026, quando alcuni dossier saranno più definiti.

Quali sinergie industriali con Poste?

Intanto, si attende di capire quali saranno le reali sinergie industriali con Poste Italiane, preannunciate dalla creazione di una joint venture sul Cloud. Ma i dettagli dell’iniziativa saranno importanti per capire la portata di questa operazione, che potrebbe rivelarsi molto importante anche sul fronte dell’a concorrenza. La nascita di un nuovo player del “Cloud sovrano” – ma cosa significa esattamente? – potrebbe modificare non poco gli assetti del mercato sia nel pubblico sia nel privato.

Altri dossier: Sparkle e RAN Sharing 5G

Altri dossier che vanno definiti nel dettaglio sono da un lato l’accordo di RAN Sharing sul 5G nei comuni con meno di 35mila cittadini siglato da Tim con Fastweb+Vodafone.

C’è poi ancora da chiudere la cessione di Sparkle, che inciderà sul perimetro dell’azienda.

Avviata la migrazione di PosteMobile su rete Tim

Intanto, il 23 febbraio è previsto l’avvio della migrazione dei clienti PosteMobile sulla rete Tim.

L’attesa del mercato, tuttavia, è soprattutto legata ai vantaggi economico delle potenziali sinergie industriali con Poste, che secondo diverse voci potrebbero arrivare ad un potenziale compreso fra 1 e 1,3 miliardi di euro nel tempo.

Accordo con Open Fiber

Infine, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore Tim e Open Fiber trattano un accordo per attivare 200mila nuove linee in fibra. Si potrebbe arrivare così a 400mila linee attivabili entro la metà del 2028. La conditio sine qua non comporta, però, la chiusura dell’accordo fra Tim e Open Fiber entro il primo trimestre di quest’anno. Uno speciale focus sarà dedicato alle aree bianche, le più disagiate, ma le nuove linee potranno essere attivate in tutte le altre aree del Paese, facendo leva sulla rete di Open Fiber.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/tim-riassetto-e-nuovo-piano-in-vista-il-titolo-vola-sulle-ali-di-poste/562995/




Digital Networks Act, una riforma a metà per la industry delle Tlc

Di certo la industry europea delle Tlc si aspettava di più dal Digital Networks Act. La riforma del settore, attesa da tempo, ha tradito le aspettative.

Più potere nelle mani della Commissione Europea e di altre agenzie centrali, ma mancanza di una leadership coraggiosa: la GSMA lo riassume così, derubricando la portata del provvedimento ad una semplice “evoluzione, laddove era necessaria una rivoluzione”.

Cambio di governance, centralità alla Commissione

La Commissione europea ha pubblicato la sua proposta di Legge sulle reti digitali, volta ad aggiornare, semplificare e armonizzare l’approccio normativo dell’Unione europea alle infrastrutture di telecomunicazione. Ciò include reti mobili, fisse, non terrestri, cloud e i relativi ecosistemi.

L’obiettivo è incoraggiare gli investimenti e garantire l’accesso a infrastrutture digitali affidabili, sicure e veloci in tutta l’Unione, come fondamento di un’UE sicura, connessa e prospera. Se tutto andrà secondo i piani, sostituirà il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (EECC), semplificando la conformità agli obblighi normativi e riducendone così l’onere.

Riforma Breton annacquata?

Il documento è lungo e ci vorrà del tempo perché possa essere in qualche modo recepito nella sua interezza. Quel che è chiaro è consoliderà e centralizzerà il potere nelle mani della Commissione e di altre agenzie dell’UE come il BEREC – che non tutti amano – e alcune nuove agenzie centrali.

Insomma, secondo gli esperti il DNA non è la rivoluzione che ci si aspettava ed è una riforma alquanto “annacquata” rispetto alle prime versioni proposte dall’ex commissario al Mercato interno Thierry Breton.

Resta il tema centrale del Telecom Single Market, ma il testo rivela un approccio pragmatico, con un aggressivo cambio di gestione e controllo dalle capitali nazionali a Bruxelles in particolare sulla governance dello spettro e sulle autorizzazioni satellitari, disegnate per ridurre la frammentazione e rafforzare la sovranità in un contesto geopolitico teso in cui le infrastrutture delle telecomunicazioni sono diventate un pilastro fondamentale della strategia industriale e della sicurezza europea.

Per la GSMA il DNA non ha fatto abbastanza per spingere al competitività digitale

Secondo la GSMA, l’associazione che raccoglie le principali telco mobili europee, il DNA non fa abbastanza in termini di spinta alla competitività digitale. Manca il fari share, secondo l’associazione, che pur apprezzando l’intervento in materia di spettro radio e attribuzione di licenze indeterminate nel tempo, riscontra una mancanza nel resto delle proposte.

Il che rischia di lasciare la industry nell’attuale situazione di difficoltà per assicurarsi gli investimenti necessari per sostenere la crescita, l’innovazione e la sicurezza del continente.

“Ora dobbiamo collaborare con il Parlamento, la Commissione e gli Stati membri per sviluppare queste proposte e realizzare un DNA che possa riportare l’Europa a un ruolo di leadership digitale”. La GSMA ha inoltre descritto il DNA come “evoluzione laddove era necessaria una rivoluzione”.

Fine del recepimento?

  • Il trasferimento di potere alla Commissione è dimostrato da un grande cambiamento rispetto alla regolamentazione precedente: mentre le direttive venivano “recepite” nei quadri normativi e giuridici nazionali di ciascuno dei 27 Stati membri, in futuro gli obblighi dovranno essere applicati direttamente anziché interpretati. Questo perché il recepimento ha causato frammentazione a causa della mancanza di un’attuazione uniforme, che, ad esempio, può impedire la cooperazione e l’integrazione transfrontaliere.
  • Analogamente, nell’interesse di rapidità e semplicità, la proposta di “Autorizzazione al passaporto unico” prevede che la fornitura di reti e servizi in tutta l’UE debba essere notificata da uno solo degli Stati membri interessati anziché da tutti. Ciò non si applica ai cosiddetti servizi over-the-top, ovvero, nel linguaggio ufficiale, “servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero”.
  • L’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) istituirà un modello armonizzato per le notifiche e gli Stati membri non potranno imporre obblighi di notifica aggiuntivi o separati. Tuttavia, le condizioni per l’autorizzazione comprenderanno il rispetto delle norme sulla sicurezza informatica.

Ma il ruolo degli Stati membri non sparisce

Nonostante la spinta verso una maggiore armonizzazione, le società di telecomunicazioni e i fornitori di servizi di comunicazione saranno comunque soggetti ai requisiti dei singoli Stati membri, che probabilmente differiranno notevolmente, e all’applicazione delle norme a livello nazionale. Avere due padroni è sempre un compito arduo.

Aspetto controverso sui Cloud Provider Usa

Un altro aspetto controverso è l’approccio del DNA ai giganti del cloud e ai fornitori di contenuti statunitensi. Prima della pubblicazione della bozza del DNA, si è parlato di un’attenuazione delle norme proposte per contrastare il predominio dei giganti del cloud statunitensi e far loro pagare i costi che creano per gli altri tramite un fair share. Una proposta vista come il fumo negli occhi dall’amministrazione statunitense.

A novembre, durante una visita a Bruxelles, Howard Lutnick, Segretario al Commercio degli Stati Uniti, ha detto senza mezzi termini all’UE che deve allentare le normative tecnologiche proposte se vuole che gli Stati Uniti riducano i dazi su acciaio e alluminio. Ha anche aggiunto che l’UE dovrebbe “risolvere” i casi pendenti contro Google, Microsoft e Amazon e “creare un quadro normativo con cui sentirsi a proprio agio“, secondo un articolo del Financial Times.

A giochi fatti, si può sostenere che gli Stati Uniti abbiano ottenuto ciò che Lutnick chiedeva, sotto forma di una Cooperazione per l’Ecosistema Digitale e di una procedura di conciliazione volontaria, invece di implementare un accordo di “fair share” in base al quale coloro che generano costi (la manciata di hyperscaler che generano la stragrande maggioranza del traffico di rete, richiedendo ingenti investimenti infrastrutturali per trasportarlo) debbano sostenerli.

Cooperazione volontaria al posto del fair share. Funzionerà?

Al contrario, la bozza di DNA propone che il BEREC pubblichi linee guida per promuovere la cooperazione tra coloro che forniscono reti di comunicazione elettronica e settori strettamente correlati, come i fornitori di contenuti e le società cloud. Propone inoltre di introdurre una procedura di conciliazione volontaria.

La natura volontaria della proposta ha fatto sì che alcuni, come la GSMA, si sentissero traditi, ma alcuni osservatori hanno dato una risposta più sfumata, affermando che il dibattito sulla “fair share” “è stato eluso anziché risolto. I cosiddetti “grandi generatori di traffico” non sono soggetti a commissioni vincolanti. Invece, un quadro di “cooperazione per l’ecosistema” offre una conciliazione volontaria senza esito esecutivo”.

In altri termini, la battaglia sul fair share potrebbe essere semplicemente rimandata a tempi migliori per la Ue.

Il BEREC è lo strumento giusto?

Un aspetto potenzialmente più preoccupante della Cooperazione per l’Ecosistema Digitale è l’attribuzione al BEREC della responsabilità della sua supervisione. Alcuni direbbero che non è adatto allo scopo. Alcuni hanno accusato il BEREC di mancanza di trasparenza e di aver negli anni favorito eccessivamente i consumatori a scapito degli operatori spesso ingiustamente penalizzati a causa di supposizioni su ciò che i consumatori desideravano e di un’attenzione errata alle velocità di trasmissione, a discapito di altri fattori come l’affidabilità e la copertura.

Spazio e spettro, novità positive per la industry

Con la rapida diffusione del direct-to-device (D2D), la bozza propone un’autorizzazione unica dell’UE per i servizi satellitari, a sostegno di una maggiore scala e di un maggior numero di costellazioni satellitari. Tale autorizzazione farà riferimento a una nuova Tabella Europea di Allocazione delle Frequenze Satellitari che la Commissione istituirà.

Secondo gli analisti, in tema di satelliti la Commissione è stata più audace. L’autorizzazione a livello UE per le costellazioni satellitari elimina la frammentazione normativa che ha avvantaggiato gli operatori non europei. Per IRIS² e le future iniziative europee LEO, si tratta di una sfida diretta per la sovranità tecnologica, volta a esercitare il controllo su costellazioni non europee come Starlink e Kuiper/Leo. Il che posiziona la Commissione come custode dell’accesso paneuropeo allo spettro.

Nuovi obblighi per le frequenze radio

Anche il costo dello spettro, la sua allocazione frammentata e le condizioni d’uso devono essere armonizzati. Queste problematiche hanno rappresentato un problema enorme per le società di telecomunicazioni, compresi gli elevati prezzi applicati da alcune amministrazioni nazionali fra cui l’Italia, che hanno danneggiato la loro capacità di investire in infrastrutture. La Commissione si sta impegnando a semplificare l’assegnazione e a concedere licenze di durata illimitata, che saranno soggette a revisioni periodiche. Altre modifiche proposte includono la possibilità di condividere lo spettro e l’obbligo per gli operatori che non utilizzano le frequenze assegnate di condividerle.

Modifiche alla governance delle infrastrutture digitali in ottica di difesa

Il DNA propone la creazione di un Ufficio per le Reti Digitali (ODN) a Riga, in Lettonia, che apporterà modifiche al quadro di governance. L’ODN supporterà il BEREC e assisterà il nuovo RSPB (Radio Spectrum Policy Body) proposto, che dovrebbe sostituire il Gruppo per la Politica dello Spettro Radio (Radio Spectrum Policy Group) e assumersi il suo carico di lavoro.

L’ODN sarà inoltre responsabile della stesura di un Piano di Preparazione dell’UE per le Infrastrutture Digitali, che rifletta la crescente attenzione alla sicurezza informatica e ai rischi per la catena di fornitura ICT. Il Piano di Preparazione integrerà la proposta di revisione della legge sulla sicurezza informatiche altre norme sulla sicurezza informatica, tra cui la NIS2.

Il quadro di resilienza è la sezione meno appariscente, ma potenzialmente più importante, sostengono alcuni analisti. Gli operatori hanno l’obbligo di garantire la disponibilità della rete durante le crisi, inclusa la continuità delle comunicazioni di emergenza e i sistemi di allerta pubblica. Il BEREC deve elaborare un piano di preparazione dell’Unione, mentre la Commissione ottiene il coordinamento transfrontaliero per gli incidenti. Nulla di tutto ciò sarebbe sembrato urgente cinque anni fa. Con le vulnerabilità dei cavi sottomarini esposte nei Paesi Baltici e le interferenze del GNSS [Global Navigation Satellite System] ormai all’ordine del giorno nell’Europa orientale, è ormai da tempo che si attendeva un intervento del genere.

Status quo e switch off del rame nel 2035

ECTA (European Competitive Communications Association), che rappresenta i fornitori di servizi di comunicazione non di Livello 1, ha commentato di essere lieta che la “regolamentazione ex ante sull’accesso” dell’UE rimarrà in vigore laddove necessario per garantire la concorrenza e affrontare le carenze del mercato. ECTA valuterà, tuttavia, se la proposta della Commissione salvaguardi efficacemente il panorama competitivo che ha guidato la connettività e l’innovazione in Europa.

ECTA sostiene che la competitività a lungo termine dell’Europa richiede un ecosistema delle telecomunicazioni dinamico, diversificato e orientato all’innovazione. Garantire un’ampia gamma di operatori di mercato di tutte le dimensioni e incoraggiare un’ampia varietà di prodotti e servizi è fondamentale per potenziare l’intera economia europea e liberare il suo potenziale digitale.

Infine, almeno in questa sintesi, la scadenza per lo switch-off del rame verrà posticipata dal 2030 alla fine del 2035. Cinque anni sono un periodo lungo nel settore delle telecomunicazioni.

E ora che succede?

La proposta di DNA passerà adesso al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri per l’approvazione. Ci sono da aspettarsi molte discussioni tra loro e la Commissione, che porteranno a molti emendamenti e compromessi, dovuti a divergenze di opinioni e priorità interne, e a questioni di sovranità nazionale. Per non parlare delle potenti influenze esterne, dai governi esteri alle organizzazioni commerciali come la GSMA.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/digital-networks-act-una-riforma-a-meta-per-la-industry-delle-tlc/562868/