Poste principale socio di TIM, ok anche da Antitrust (senza remedies)
In relazione all’acquisizione del 15% delle azioni ordinarie di TIM, comunicata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il 21 maggio 2025, all’esito della quale Poste Italianedetiene il 24,81% delle azioni ordinarie di TIM, la Società comunica che, nella seduta del 3 settembre 2025, l’AGCM ha deliberato di approvare senza condizioni l’operazione e, dunque, di non procedere all’avvio dell’istruttoria, in quanto essa non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante.
La comunicazione segue a stretto giro il via libera senza condizioni di sorta alla salita di Poste in Tim da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).
Secondo la delibera dell’Agcom, infatti, l’operazione che farà salire ufficialmente Poste al 24,81% di Tim “non risulta, sulla base delle informazioni raccolte nell’ambito del procedimento, rilevante nel determinare l’instaurarsi di effetti distorsivi o comunque lesivi del pluralismo”. Agcom comunque “eserciterà un’attenta azione di monitoraggio, al fine di evitare che possano determinarsi eventuali alterazioni delle condizioni concorrenziali del mercato e del livello di pluralismo”, si legge nella delibera firmata dal presidente Giacomo Lasorella.
Fastweb + Vodafone, al via la prima offerta congiunta fisso, mobile ed energia per le famiglie
Il meglio della connettività fissa di Fastweb e della connettività mobile di Vodafone Italia, e ancora l’energia, i servizi digitali e i migliori smartphone sul mercato. Fastweb + Vodafone presenta la sua prima offerta congiunta per i due brand, disponibile a partire da oggi 4 settembre per i nuovi clienti e per i già clienti Fastweb e Vodafone Italia, nei negozi di entrambi i marchi su tutto il territorio nazionale.
“La proposta di Fastweb + Vodafone che lanciamo oggi segna un nuovo passo verso una strategia di valore, aspetto fondamentale del processo di integrazione delle due aziende per offrire servizi convergenti innovativi per le famiglie – dice Anita Carra, Chief Brand & B2C Marketing Officer di Fastweb + Vodafone – Puntiamo a differenziarci non solo per la qualità dei nostri prodotti, ma per l’esperienza completa che siamo in grado di costruire attorno a essi, un ecosistema di valore pensato per contribuire a semplificare la vita dei nostri clienti, generare fiducia e relazioni durature”.
“Siamo un operatore convergente leader del mercato italiano, grazie a infrastrutture fisse e mobili di alta qualità, alle competenze e asset complementari e alla rete capillare di 8000 punti vendita che ci consente di esser vicini ai nostri clienti, anche fisicamente – dice Federico Negri, Chief B2C Commercial Officer di Fastweb + Vodafone – Continuiamo a investire in innovazione e a puntare su partnership strategiche per rispondere ai diversi bisogni di famiglie e imprese e offrire un’esperienza di connettività ancora più evoluta”.
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La nuova offerta di Fastweb + Vodafone è dedicata alle famiglie e punta sui vantaggi e sullo sconto dato dalla super convergenza: ossia sulla possibilità di sottoscrivere servizi di diversa natura con un unico fornitore, semplificando così la gestione delle utenze.
La super convergenza
La nuova proposta Fastweb + Vodafone si compone di tre livelli di offerta e prevede che a fronte di un’offerta, nuova o preesistente, si possano eventualmente aggiungere e integrare un’offerta mobile, fissa e/o di energia elettrica, consentendo uno sconto annuale fino a un massimo di 180 euro.
Per alcune offerte di rete fissa sarà incluso Seven, il nuovo modem dotato di tecnologia WiFi 7 con prestazioni superiori in velocità di trasferimento e latenza. Seven integra fino a due porte ethernet fino a 2.5Gbps e la tecnologia Multi-Link Operation (MLO) permette di sfruttare simultaneamente più bande di frequenza WiFi, assicurando connessioni stabili anche in ambienti con elevate interferenze. Seven è stato concepito per essere accessibile a tutti, con interfacce che migliorano l’usabilità; è inoltre attento alla sostenibilità: il 95% della plastica utilizzata proviene da materiale riciclato, mentre la funzionalità EcoMode permette di controllare i consumi energetici del modem con la possibilità di ridurli fino al 50%. Per abitazioni particolarmente ampie, l’offerta si completa con Seven Booster, l’extender WiFi anch’esso equipaggiato con tecnologia WiFi 7.
Assicurazione casa e animali domestici, cybersicurezza, extender WiFi fra i servizi aggiuntivi
Fra i servizi aggiuntivi inclusi o attivabili nelle offerte convergenti di Fastweb + Vodafone ci sono, a seconda delle caratteristiche e dei prezzi, l’assicurazione per l’assistenza sulla casa oppure sugli animali domestici, i servizi di cybersicurezza, la possibilità di avere degli extender WiFi per fare arrivare la connessione anche nei punti più remoti della casa e altro ancora. Inoltre, nei negozi è sempre possibile acquistare uno smartphone scegliendo fra i migliori modelli presenti sul mercato, grazie a un portafoglio prodotti sempre aggiornato e a condizioni vantaggiose anche con vendita rateale.
Inoltre i clienti che già utilizzano i servizi fissi o mobili Fastweb oppure Vodafone possono acquistare una o più linee mobili con giga illimitati in Italia. Per chi viaggia all’estero, Fastweb + Vodafone aumenta i giga a disposizione per la navigazione in roaming in Europa e consente per la prima volta di utilizzare il traffico voce e dati anche in Svizzera e Regno Unito.
Anche Fastweb Energia Flat nel bouquet
Completa il pacchetto l’offerta Fastweb Energia Flat con energia 100% da fonti rinnovabili certificata dal GSE, che prevede canone fisso mensile, conguaglio a fine anno per l’energia non consumata e possibilità di modificare liberamente la soglia di consumo annuo. Inoltre, grazie al servizio gratuito MonitorConsumi, i clienti possono monitorare in tempo reale i propri consumi, ricevere suggerimenti personalizzati per migliorare l’efficienza energetica, analizzare l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso degli elettrodomestici.
La rete più premiata d’Italia
Fastweb + Vodafone offre a tutti i propri clienti la migliore connessione disponibile, grazie alla rete mobile più premiata d’Italia – per velocità e performance – da società indipendenti di analisi di rete, grazie alla rete 5G che raggiunge ormai quasi il 90% di copertura della popolazione nazionale e grazie alla rete in fibra FTTH che raggiunge il 53% del territorio nazionale.
Il nuovo spot
Per annunciare il lancio della prima offerta congiunta di Fastweb + Vodafone dedicata alle famiglie, è on air da giovedì 4 settembre un nuovo spot televisivo che racconta con tono fresco l’unione tra i due brand. In scena Jannik Sinner chiama Alessandro Cattelan che risponde presentando tre ragazzi – rappresentazione dei servizi mobile, fisso ed energia. La coda finale svela il vantaggio della nuova offerta: più servizi si scelgono e più si risparmia. La formula di super-convergenza consente uno sconto per chi attiva nuovi servizi e per i già clienti Fastweb e Vodafone.
Il messaggio “Insieme è un’altra storia” a chiusura dello spot sintetizza lo spirito della campagna, ideata dall’agenzia creativa The Bunch e pianificata sulle principali emittenti televisive, digital e social da Carat per Vodafone Italia e da Mindshare per Fastweb.
I vendor cinesi di attrezzature di rete continuano a crescere nonostante le diverse sanzioni e barriere commerciali alzate nei loro confronti. Di fatto, Huawei nei primi sei mesi del 2025 ha visto i ricavi crescere del 4% mentre ZTE ha segnato un incremento del 14,5%.
Le sanzioni applicate da diversi anni nei confronti dei vendor cinesi pesano certamente sulle casse delle aziende ma non le hanno mandate a picco. Al contrario.
In un rapporto depositato presso la Shanghai Clearing House, Huawei Investment & Holding, la società che controlla Huawei, ha registrato un fatturato di 427 miliardi di yuan cinesi (59,9 miliardi di dollari) per il primo semestre di quest’anno, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2024.
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Il 13,6% del fatturato in R&D per AI e chipset propri
L’utile netto è invece diminuito del 32% a 37,2 miliardi di yuan (5,21 miliardi di dollari), in parte a causa di un aumento del 9% della spesa in ricerca e sviluppo, che ha raggiunto i 97 miliardi di yuan (13,6 miliardi di dollari), pari a quasi il 23% del fatturato totale di Huawei per il periodo.
Non sono stati forniti dettagli, ma secondo il sito Telecom Tv è noto che Huawei sta investendo massicciamente nell’intelligenza artificiale e nei propri chipset per superare le sanzioni commerciali statunitensi e contribuire allo sviluppo di una filiera tecnologica locale in Cina che non dipenda più dalla tecnologia sviluppata negli Stati Uniti.
ZTE, il 71% del fatturato dal mercato interno
ZTE, nel frattempo, ha registrato un fatturato di 71,55 miliardi di yuan (10 miliardi di dollari), in crescita del 14,5% su base annua. Quasi il 71% del fatturato di ZTE proviene dal mercato interno. I prodotti per infrastrutture di rete hanno generato circa il 49% del fatturato, mentre i clienti aziendali e governativi hanno generato il 26,9% del fatturato e i prodotti consumer del fornitore il 24,1%. Con 19,25 miliardi di yuan (2,7 miliardi di dollari), il fatturato aziendale di ZTE nel primo semestre è aumentato del 109% su base annua.
ZTE ha investito 12,66 miliardi di yuan (1,77 miliardi di dollari) in ricerca e sviluppo, poco più rispetto all’anno precedente, pertanto gli investimenti in ricerca e sviluppo non sono stati proporzionali alla crescita del fatturato.
L’utile netto del primo semestre è stato di 5,06 miliardi di yuan (709 milioni di dollari), in calo dell’11,8%.
Agcom, via libera a Poste su Tim: non ha effetti sul pluralismo (in attesa dell’Antitrust)
Via libera senza condizioni di sorta alla salita di Poste in Tim da parte dell’Agcom. L’acquisizione da parte di Poste del 15% di Tim non richiede nemmeno di avviare un’istruttoria. Lo ha deliberato l’Agcom nella riunione del consiglio del 23 luglio, e pubblicata lunedì scorso, in cui rende noto che l’operazione che farà salire ufficialmente Poste al 24,81% di Tim “non risulta, sulla base delle informazioni raccolte nell’ambito del procedimento, rilevante nel determinare l’instaurarsi di effetti distorsivi o comunque lesivi del pluralismo”.
Agcom comunque “eserciterà un’attenta azione di monitoraggio, al fine di evitare che possano determinarsi eventuali alterazioni delle condizioni concorrenziali del mercato e del livello di pluralismo” aggiunge la delibera firmata dal presidente Giacomo Lasorella.
Agcom, solo Tim opera nel SIC tramite Tim Vision
Nella delibera il Consiglio Agcom rileva che “solo TIM opera nel SIC (Sistema Integrato delle Comunicazioni)” dove è attiva nell’offerta di servizi audiovisivi a pagamento diffusi da Tim Vision.
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Ma “tenuto conto dell’esiguo valore nel SIC di TIM e del fatto che Poste non opera nello stesso, considerata, inoltre, la dinamica concorrenziale e la tipologia di contenuti messi a disposizione, attualmente non direttamente riconducibili all’informazione, tenuto conto del fatto che TIM non realizza programmi di informazione e Poste distribuisce a titolo gratuito un house organ a dipendenti ed ex dipendenti del Gruppo trasmettendo un solo notiziario al giorno, disponibile online e a circuito chiuso negli Uffici postali, l’operazione di concentrazione non risulta, sulla base delle informazioni raccolte nell’ambito del procedimento, rilevante nel determinare l’instaurarsi di effetti distorsivi o comunque lesivi del pluralismo. Ciò premesso, l’Autorità eserciterà un’attenta azione di monitoraggio, al fine di evitare che possano determinarsi eventuali alterazioni delle condizioni concorrenziali del mercato e del livello di pluralismo”.
L’istruttoria, aperta da oltre tre mesi, non dovrebbe portare a prescrizioni rilevanti, nonostante i rilievi di operatori come Iliad, prosegue il quotidiano.
Le critiche riguardano l’uso dei 13mila uffici postali come canale privilegiato per servizi energetici e tlc, tema già contestato dalle utility, aggiunge Il Sole.
Non più tardi della scorsa settimana il Ceo di Iliad Thomas Reynaud ha chiuso all’ipotesi di fusione con Tim, aggiungendo che i colloqui con Tim sono chiusi ormai da cinque mesi e che non riprenderanno in futuro: “L’ipotesi centrale è un mercato a quattro operatori” in Italia.
Fibra in fuga e pacchi da record, il 2024 secondo l’AGCOM
Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..
Mentre le nostre chat esplodono di sticker e GIF un po’ goffe, i gruppi WhatsApp diventano (detestabili) mini-uffici per chi non riesce a stare lontano dal lavoro nemmeno quando è in vacanza, e i carrelli dell’e-commerce, magari fast fashion, non conoscono stagioni, le infrastrutture italiane – dalle reti di telecomunicazioni ai corrieri – continuano a macinare volumi e gigabyte a ritmo sostenuto. L’Osservatorio AGCOM n. 2/2025, aggiornato a marzo e appena pubblicato, ci consegna la fotografia di un settore che nel 2024 ha messo sul piatto un valore complessivo di 56,19 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto all’anno precedente (+1,88 miliardi di euro).
A spingere la performance sono stati soprattutto la rete fissa e il settore postale, mentre la rete mobile ha visto un leggero calo dei ricavi pur con consumi di dati in aumento. Il quadro che ne esce è quello di un’Italia digitale che corre veloce, ma a velocità diverse a seconda del mezzo che utilizza.
La riscossa della rete fissa
Nel 2024 la rete fissa ha vissuto una nuova e intensa fase di espansione. I ricavi hanno raggiunto 17,32 miliardi di euro, con un incremento di ben 1,287 miliardi sul 2023. Il dato è ancora più interessante se si guarda alla composizione tecnologica:
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FTTH (fibra ottica pura): +25,3% in un anno, arrivando a 6,18 milioni di accessi.
FWA (fibra su rete mista radio): +10%, per un totale di 2,42 milioni di linee.
FTTC (fibra misto rame): -7,1%, in calo a 9,00 milioni di linee.
Il messaggio è chiaro: la migrazione verso tecnologie full fiber è in pieno corso, mentre le soluzioni ibride, con l’eccezione del FWA, perdono terreno (su SOSTariffe.it è sempre possibile mettere a confronto le più convenienti tra le offerte Internet Casa). Anche sul fronte del traffico dati, i numeri parlano da soli. Nel primo trimestre 2025, il download cumulato ha toccato 14,43 exabyte (+7,3% rispetto allo stesso periodo 2024), mentre l’upload è salito a 1,94 exabyte (+9,7%). Se guardiamo alle medie giornaliere, ogni linea broadband ha trasportato 10,30 GB di dati, in crescita del 9,5%.
Dietro questi numeri c’è una combinazione di fattori: dallo smart working ormai stabilizzato (molte aziende mantengono la formula ibrida, sempre più richiesta anche dai lavoratori che cercano un migliore equilibrio tra lavoro e vita quotidiana) alla crescita del gaming in cloud e del video in alta definizione, passando per applicazioni di realtà aumentata e telemedicina.
Il mobile cambia pelle
Sul fronte della rete mobile, il 2024 ha mostrato un quadro più sfumato. I ricavi sono scesi a 10,69 miliardi di euro, in calo di 379 milioni rispetto al 2023. Nonostante ciò, il numero di SIM “human” (cioè intestate a persone e non a macchine) è cresciuto dello 0,5%, raggiungendo 78,9 milioni di unità su un totale di 109,2 milioni di SIM attive in Italia.
Interessante la trasformazione nella tipologia di contratto: le SIM in abbonamento sono aumentate del 4,8% in un anno, mentre le prepagate hanno perso terreno, con un calo dell’11,5% in quattro anni. Un segnale che i pacchetti “all inclusive” con dati illimitati e servizi aggiuntivi stanno conquistando gli utenti più attivi, anche in virtù delle offerte legate all’acquisto di smartphone 5G.
E a proposito di dati, il mobile continua a bruciare record: nel primo trimestre 2025 si sono registrati 4,22 exabyte di download (+11,3%) e 0,42 exabyte di upload (+30%). Il consumo medio giornaliero per SIM “human” è arrivato a 0,92 GB, con un +11,6% rispetto all’anno precedente. Picchi settimanali di traffico hanno toccato addirittura il +292% rispetto al benchmark del 2020, complice anche la diffusione di app video in live streaming e la crescita del gaming competitivo su rete mobile.
Questi dati, letti insieme, indicano un mercato che non perde utenti ma vede una trasformazione silenziosa: meno ricariche occasionali, più contratti stabili, più consumo pro capite e più servizi verticali (streaming musicale, cloud gaming, IoT domestico).
Posta e pacchi: il boom dell’e-commerce
Soprattutto, non smettiamo più di comprare online, e i corrieri ormai ci trattano da vecchi amici quando arrivano col loro carico di pacchi Amazon, Shein e così via. Il comparto postale è stato uno dei protagonisti della crescita 2024: il settore ha totalizzato 8,59 miliardi di euro di ricavi (+163 milioni rispetto al 2023). La parte del leone l’ha fatta, ancora una volta, il segmento pacco: 6,83 miliardi di euro (+123 milioni).
I servizi di corrispondenza tradizionali, invece, hanno generato 1,76 miliardi di euro, con una crescita più contenuta (+40 milioni). All’interno del segmento postale, i servizi domestici hanno registrato un +3,7% (6,39 miliardi), mentre i transfrontalieri hanno segnato un -2,8% (poco sopra i 2 miliardi).
Il dato strutturale più impressionante è l’evoluzione del mix: oggi i pacchi rappresentano circa il 79% del valore complessivo del settore postale, mentre cinque anni fa questa quota era significativamente più bassa. Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la “lettera di carta” è ormai un oggetto da collezione o un vezzo per nostalgici, mentre la logistica è la spina dorsale dell’economia digitale.
Prospettive: dove corrono i bit e i pacchi
Mettendo insieme i pezzi, il quadro è chiaro: la rete fissa si sta trasformando rapidamente verso la fibra pura, con incrementi a due cifre e un calo marcato delle soluzioni miste rame. La rete mobile è stabile sul fronte utenti ma sta cambiando modello di business, con più abbonamenti, più consumo e più specializzazione dei servizi. Il settore postale si sta specializzando sempre più sulla logistica e-commerce, con il pacco come asset centrale.
Cosa aspettarsi per il 2025-2026? AGCOM non fa previsioni dirette, ma i trend suggeriscono tre direzioni probabili (fatte salve le eventualità imprevedibili del commercio internazionale, come ci hanno insegnato in questi mesi le trattative sui dazi):
Ulteriore migrazione da FTTC a FTTH, spinta anche dall’onda lunga del PNRR e dalla competizione sui prezzi.
5G e IoT come driver per nuovi ricavi nel mobile, con applicazioni in ambito industriale, sanitario e smart city.
Automazione e sostenibilità nel delivery, con robot, droni e flotte elettriche per consegne urbane a basso impatto.
Iliad, l’ad del gruppo Thomas Reynaud: ‘Discussioni con Tim interrotte da aprile e non riprenderanno’. E il titolo crolla in Borsa
Il gruppo francese di telecomunicazioni Iliad ha annunciato oggi, a margine della pubblicazione della semestrale, di aver interrotto le trattative con TIM in merito a una possibile acquisizione o ingresso nell’azionariato anche con una quota minoritaria di cui si era parlato a lungo, abbandonando l’ipotesi di una ripresa futura dei colloqui per la fusione.
“Non abbiamo avuto discussioni con TIM dall’inizio di aprile e non riprenderanno. Le prospettive di consolidamento con TIM sono superate e l’ipotesi centrale è un mercato a quattro operatori”, ha detto l’amministratore delegato del gruppo, Thomas Reynaud (nella foto), in un’intervista a margine della pubblicazione dei risultati semestrali del gruppo.
La dichiarazione ha colpito duramente Tim, che in Borsa alle 15,00 cede l’8% a 0,42 euro per arrivare a cedere più del 9% a 0,41 euro alle 16,20. Dopo il crollo in Borsa oggi, TIM riaprirà il dialogo con iliad? Sicuramente il mercato ci aveva creduto, a giudicare dalla reazione.
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Il perché della chiusura
A pesare sulla chiusura dei colloqui, con ogni probabilità, la volontà fatta trapelare di iliad di esprimere una guida operativa industriale (l’amministratore delegato) in caso di ingresso in TIM accanto a Poste, in vista di un consolidamento industriale del mercato italiano che però, al momento, sembra tramontato.
Forse il quadro politico ha pesato molto sull’intera vicenda, peccato. Dal punto di vista industriale è un’occasione persa per Tim e per il mercato italiano delle Tlc.
Consolidamento in stand by in Italia
Resta da capire se in futuro si potranno aprire spiragli per un eventuale consolidamento fra iliad e WindTre, che tuttavia al momento non sono di alcuna concreta attualità.
Resta quindi un mercato mobile con quattro operatori, con una TIM a trazione Poste attesa alla prova di nuove sinergie industriali già nei prossimi mesi. C’è da dire che l’operatore guidato da Pietro Labriola ha di fatto invertito il trend in Borsa, dove il titolo ha progressivamente guadagnato terreno (+70% dall’inizio dell’anno) soprattutto dopo l’ingresso di Poste come primo azionista con il 24,8% e il ridimensionamento di Vivendi, che resta in gioco con una quota del 2,5%. Ma il mercato oggi ha fatto capire di non aver gradito la notizia della chiusura del dialogo con Iliad.
Iliad sposta lo sguardo sul mercato domestico
Il gruppo francese, ha aggiunto la Reuters, prenderà in considerazione opportunità di consolidamento a livello nazionale, ma non proseguirà i colloqui con TIM.
Iliad, che non è quotata in borsa, guarda principalmente al consolidamento nel mercato francese, con gli occhi sulla potenziale cessione del concorrente SFR da parte della casa madre Altice, che ridurrebbe il numero di operatori di rete mobile in Francia da quattro a tre.
A luglio, il Ceo del competitor Orange aveva confermato colloqui preliminari tra gli operatori riguardo a SFR.
Oggi Thomas Reynaud ha detto ai giornalisti che le discussioni relative a SFR, oggetto di speculazioni di vendita, rappresentano “un’opportunità per far crescere il nostro modello, il modello Free, a un maggior numero di francesi”.
Reynaud ha confermato che a giugno ci sono stati “colloqui molto preliminari” con i concorrenti, aggiungendo che se “uno dei nostri tre competitor fosse in vendita, sarebbe ovviamente nostra responsabilità esaminare la questione”.
Iliad, ricavi semestrali +9% in Italia. Superata quota 12 milioni di clienti mobili
Iliad in Italia ha chiuso il primo semestre con una perdita dimezzata, rispetto allo stesso periodo del 2024, a 53 milioni di euro (117 milioni l’anno scorso). I ricavi sono stati pari a 603 milioni (+9,2%), di cui 491 milioni di euro (+6,5%) provenienti dai servizi mobili agli abbonati grazie alla crescita della base clienti. Nel secondo trimestre, si legge in una nota, ha acquisito 287.000 nuovi abbonati mobili netti e 505.000 nel primo semestre per un totale di 12,1 milioni di abbonati mobili.
Key highlights
• Fatturato pari a 603 milioni di euro, in crescita del 9,2% vs H1 2024 • EBITDAaL a 191 milioni di euro, in crescita del 29,6% vs H1 2024 • Saldo di utenti mobile: 12,1 milioni, +287 mila nuovi utenti vs Q1 2025 • Saldo di utenti fibra: 421 mila, +32 mila nuovi utenti vs Q1 2025 • Free cash flow operativo mobile: 91 milioni, +72,8% vs H1 2024
Quota di mercato del 15,4% in Italia
“Sulla base degli ultimi dati Agcom disponibili (fine marzo 2025), stimiamo che la nostra quota di mercato in Italia fosse pari a circa il 15,4% alla fine di giugno”, sottolinea la nota ricordando che inoltre ha acquisito 32.000 nuovi abbonati netti alla fibra nel secondo trimestre, portando la base abbonati totale a 422.000 alla fine di giugno 2025 con una quota di mercato (solo FTTH) pari a circa il 7,2% alla fine del trimestre.
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L’EbitdaaL è aumentato del 29,6% nel primo semestre 2025, raggiungendo i 191 milioni di euro, e il margine EBITDAaL è migliorato di 4,9 punti grazie “principalmente all’incremento di 30 milioni di euro dei ricavi dei servizi mobili fatturati agli abbonati e dai minori costi MOCN grazie al rollout della rete propria di iliad Italia. La combinazione di questi fattori ha compensato gli aumenti dei costi di leasing derivanti dall’espansione della rete”.
Investimenti
Gli investimenti, esclusi i pagamenti per le frequenze, sono aumentati del 5% su base annua, raggiungendo i 131 milioni di euro. La maggior parte degli investimenti è destinata alla densificazione e all’espansione della rete mobile e, in misura minore, alla nostra attività nel settore della fibra ottica. Il flusso di cassa operativo è aumentato di 37 milioni di euro grazie alle attività mobili di iliad Italia, che sono aumentate del 73% a 91 milioni di euro nel primo semestre.
Utile del gruppo triplicato nel semestre
A livello di gruppo, l’operatore francese ha quasi triplicato il suo utile netto nel primo semestre, raggiungendo i 700 milioni di euro. L’utile operativo lordo al netto degli affitti, principale indicatore di redditività del gruppo, è stato pari a 2 miliardi di euro nel periodo, con un aumento del 10,2%. Si registra un lieve aumento degli abbonati e anche un aumento del 3,8% dei ricavi semestrali, grazie alla performance stabile in Francia e all’ulteriore crescita della clientela in Italia. I ricavi consolidati del gruppo hanno raggiunto i 5,09 miliardi di euro (5,96 miliardi di dollari) nella prima metà del 2025.
5G, EchoStar pronta a cedere frequenze ad AT&T per 23 miliardi di dollari
L’operatore satellitare americano EchoStar(Dish Tv) ha chiuso un accordo con AT&T per la cessione di licenze per l’uso di spettro radio del valore di 23 miliardi di dollari. L’accordo arriva dopo un forte pressing in questo senso da parte del presidente Trump.
Trump in pressing
Già a giugno Trump ha chiesto all’operatore satellitare EchoStar, casa madre di Dish Tv, e al presidente della Federal Communications Commission (FCC) Brendan Carr di raggiungere un accordo amichevole sulle licenze wireless dell’operatore.
Da maggio la FCC stava indagando sul rispetto da parte di EchoStar degli obblighi di fornitura del servizio 5G negli Usa, mettendo in dubbio l’estensione della costruzione di EchoStar e il servizio mobile satellitare, tanto da sollevare i dubbi di Anna Gomez, commissaria democratica della FCC, sul ruolo dell’agenzia. “Più che servire da regolatore neutrale, ha avviato una campagna di pressione su un’impresa privata, mettendo il peso dell’agenzia sulla bilancia in modi che rischiano di distorcere il mercato wireless a scapito dei consumatori”, ha detto martedì la commissaria.
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Un portavoce della FCC ha dal canto suo detto che l’agenzia apprezza “le discussioni produttive e in corso con il team di EchoStar. La FCC continuerà a concentrarsi sull’uso proficuo delle scarse risorse dello spettro”.
La Divisione Antitrust del Dipartimento di Giustizia ha dichiarato di essersi coordinata con la FCC sull’operazione e che eserciterà la propria giurisdizione come appropriato “per massimizzare i benefici per i consumatori americani”.
AT&T investe in 5G
L’accordo segna l’ultimo importante investimento di AT&T per accelerare la realizzazione della sua rete in fibra e 5G, in un momento in cui il mercato wireless è saturo e l’utilizzo di Internet è in forte aumento.
L’accordo da 23 miliardi di dollari tra EchoStar e AT&T per lo spettro dimostra ancora una volta che le frequenze sono l’elemento centrale della competitività nel mercato mobile anche in un mercato come quello Usa, dove le allocazioni guidate dal CBRS (Citizens Broadband Radio Service) per reti private aperte alle aziende, non offuscano l’accesso esclusivo allo spettro a banda bassa e media è ancora indispensabile per una crescita sostenibile.
In Uk Openreach usa la rete in fibra per rilevare le perdite d’acqua
Due progetti pilota in Uk sono stati avviati per usare la fibra di Openrearch per il rilevamento in tempo reale di perdite della rete idrica.
Openreach, il primo operatore britannico a banda larga, ha annunciato due progetti pilota in collaborazione con altrettanti gestori idrici per sfruttare la fibra allo scopo di identificare in tempi stretti possibili perdite della rete idrica.
Nella prima sperimentazione, in collaborazione con Arcadis, Thames Water e Cadent, la tecnologia Distributed Acoustic Sensing (DAS) di FiberSense verrà utilizzata per individuare perdite nelle condotte dell’acqua e del gas.
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Distributed Acoustic Sensing (DAS)
La tecnologia DAS funziona misurando l’impatto delle vibrazioni acustiche vicine sulla qualità del segnale del cavo in fibra ottica. Questi dati vengono quindi analizzati utilizzando l’apprendimento automatico per escludere interferenze acustiche previste (come quelle causate da un’auto che passa sopra la testa) e identificare anomalie reali come perdite o ostruzioni nelle condotte vicine.
Questa tecnica fornisce alle aziende di servizi pubblici dati di localizzazione specifici sui problemi di rete e funziona principalmente come sistema di allerta precoce, consentendo loro di affrontare i problemi in modo meno invasivo, prima che diventino emergenze.
Secondo Cadent, i lavori di ingegneria non pianificati per riparare questi problemi costano al Regno Unito circa “750 milioni di sterline all’anno in termini di impatto economico e sociale”.
La sperimentazione iniziale durerà sei mesi a Hounslow, Londra, con la possibilità di estendere il progetto a un progetto pilota a livello londinese in futuro. “Openreach è stata la scelta ovvia come partner di telecomunicazioni per questo progetto. Vogliamo creare un modello che possa essere adottato in altre città del Regno Unito, non solo a Londra. Openreach ha la portata nazionale che desideravamo”, ha detto Sam Bright, Innovation Manager di Thames Water.
Tecnologia FiberSense
La tecnologia FiberSense è già utilizzata in progetti simili in tutto il mondo, in particolare per il monitoraggio di cavi sottomarini come il futuro cavo SMAP in Australia e la rete di cavi Southern Cross nel Pacifico.
Il secondo progetto simile di Openreach vedrà l’operatore collaborare con Affinity Water, che fornisce acqua potabile a diverse zone di Londra, dell’Inghilterra orientale e sud-orientale, e con Lightsonic, azienda di monitoraggio delle infrastrutture. Questa sperimentazione utilizzerà la tecnologia Distributed Fibre Optic Sensing (DFOS) di Lightsonic per identificare le perdite, anche attraverso il rilevamento acustico e la successiva analisi.
I dettagli relativi a questo progetto sono stati più limitati, con l’ubicazione e la portata della sperimentazione non ancora annunciate. Ciononostante, si spera che contribuisca a ridurre i circa 3 miliardi di litri d’acqua persi ogni anno nel Regno Unito. “Questo è un momento di trasformazione per la nostra strategia di riduzione delle perdite. Sfruttando l’avanzata tecnologia di rilevamento in fibra ottica di Lightsonic e l’ampia rete di Openreach, stiamo inaugurando una nuova era di rilevamento proattivo delle perdite”, ha detto James Curtis, Responsabile delle Perdite di Affinity Water. “Questo ci aiuterà a raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi di riduzione delle perdite e a fornire un servizio più resiliente ai nostri clienti”.
Le reti in fibra ottica non sono le uniche risorse delle telecomunicazioni che possono contribuire al monitoraggio delle infrastrutture di pubblica utilità. In Germania, ad esempio, T-Mobile ha recentemente annunciato una nuova partnership con Fluid Conservation Systems, utilizzando la sua rete mobile per connettersi ai sensori acustici di monitoraggio dell’acqua di quest’ultima.
Spese per la Difesa al 5% del Pil, occasione di business per le Telco Ue
Le telco Ue vedono nell’aumento della spesa per la Difesa un’opportunità di business
L’incremento della spesa per la Difesa in Europa rappresenta un’occasione di business per la industry delle Tlc. Un’occasione da non perdere per le Telco Ue che stanno già da tempo investendo in soluzioni tecnologiche legate all’indipendenza e alla sovranità digitale. In questo contesto, la cornice regolatoria resta l’aspetto più delicato e preoccupante del panorama.
Secondo un report di Boston Consulting Group (BCG), le telecomunicazioni sono una delle industry maggiormente toccate da questo incremento della spesa in tecnologie di sicurezza nazionale, con un budget potenziale di 500 miliardi di euro di fondi per commesse non legate direttamente alla difesa nel periodo fra il 2026 e il 2029.
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Fra le occasioni di business citate nel report di BCG ci sono i sistemi di sicurezza per la comunicazione, datacenter, cloud storage e sistemi di navigazione per veicoli militari, con stime che per le aziende Tlc arrivano fino a 45 miliardi di euro nei prossimi quattro anni.
Le Telco Ue si preparano
Secondo l’analisi del sito specializzato Telecom Tv, Telco e vendor stanno già sfruttando la crescente domanda europea di soluzioni cloud e di intelligenza artificiale sovrane, nonché di sicurezza informatica, e stanno tenendo d’occhio da vicino i bilanci della difesa nazionale.
La scorsa settimana, Bloomberg ha riportato che Deutsche Telekom (DT) è in trattative con la casa automobilistica tedesca Porsche per diventare investitori di riferimento in un nuovo fondo di venture capital focalizzato sulla tecnologia di difesa europea. Il rapporto afferma che il fondo di investimento Digital Transformation Capital Partners (DTCP), collegato a DT, sta cercando di raccogliere 500 milioni di euro per il fondo.
Orange e Deutsche Telekom già membri di IRIS²
Nel frattempo, Orange Business ha presentato la sua posizione istituendo un’unità dedicata a “supportare gli attori della difesa e della sicurezza in Francia e in Europa”. La nuova unità, Direction Défense & Sécurité, mira a consentire alla divisione B2B di Orange Group di “rafforzare e sviluppare le attività esistenti” per cogliere diverse opportunità chiave legate al settore della difesa, mentre il mondo entra in una nuova era di regionalizzazione e conflitti. Si ricorda che DT e Orange sono anche sostenitori chiave del programma IRIS²dell’Unione Europea, il partenariato pubblico-privato che mira a costruire una costellazione multiorbitale per la fornitura di servizi di comunicazione sicuri all’UE e ai suoi Stati membri. Il consorzio SpaceRISE, costituito dagli operatori satellitari Eutelsat, Hispasat e SES, è stato selezionato per la fornitura di IRIS², mentre DT è già stata scelta per supportare vari elementi terrestri.
In Ungheria, il gruppo 4iG ha fondato 4iG Space and Defence Technologies e ha recentemente annunciato un investimento di 96 miliardi di fiorini (HUF) (282 milioni di dollari) da parte della società di private equity iG TECH Capital Fund Management, di proprietà del presidente di 4iG Gellért Jászai.
Telefonica ben posizionata sulla Difesa
In Spagna, i media suggeriscono che Telefónica sia “ben posizionata”per beneficiare di un aumento previsto di 10,47 miliardi di euro nella spesa per la difesa e la sicurezza del governo spagnolo. Circa un terzo del bilancio è stato destinato a investimenti in telecomunicazioni e sicurezza informatica.
Lo Stato spagnolo ha annunciato il piano di spesa ad aprile. Nello stesso mese, Nuria Talayero, responsabile delle politiche pubbliche digitali di Telefónica, ha scritto un blog in cui delineava il piano d’azione dell’UE per la difesa e dichiarava che il settore delle telecomunicazioni “è un partner strategico chiave per migliorare il progresso tecnologico e la resilienza dell’Europa in un contesto geopolitico complesso”.
Oltre alle società di telecomunicazioni e satellitari europee (satco), la difesa è un settore strategico per i fornitori di apparecchiature di telecomunicazione, come Ericsson e Nokia. In effetti, quest’anno il fornitore finlandese ha pubblicato una serie di notizie relative alla difesa, che vanno dalla collaborazione con Telia e le Forze di Difesa finlandesi per la consegna di una porzione 5G standalone alla sperimentazione della tecnologia 5G in un’esercitazione militare in Norvegia e alle collaborazioni con Blackned e Bittium.
Preoccupazioni normative
Con l’aumentare dello slancio, Talayero di Telefónica e altri hanno tuttavia avvertito che l’attuale quadro normativo per il settore delle telecomunicazioni potrebbe minare gli sforzi più ampi dell’Europa per raggiungere i propri obiettivi di sicurezza. L’organizzazione di settore Connect Europe ha scritto ad aprile che gli operatori devono investire nell’automazione e nell’orchestrazione delle reti, modernizzare i sistemi legacy, adottare l’intelligenza artificiale e la crittografia post-quantistica e attrarre talenti nel campo della sicurezza informatica per garantire la futura resilienza delle reti.
“Tuttavia, questi sforzi sono ostacolati dalle sfide strutturali del settore, come i bassi ritorni sugli investimenti, la frammentazione del mercato, la pesante regolamentazione e l’intensa concorrenza da parte di giganti tecnologici per lo più non europei”, ha detto.
Secondo il rapporto “State of Digital Communications 2025” di Connect Europe, gli investimenti nelle telecomunicazioni sono diminuiti del 2% nel 2023. “Un nuovo approccio politico è essenziale per invertire questa tendenza, promuovendo crescita sostenibile, innovazione e investimenti”, ha aggiunto.