AI e cloud per le Tlc, un mercato globale da 32 miliardi di dollari entro il 2034

AI e cloud computing per le telecomunicazioni, il Report

La combinazione di soluzioni di intelligenza artificiale (AI) e cloud computing consente agli operatori di telecomunicazioni di migliorare le efficienze operative all’interno delle loro reti, automatizzare i servizi del cliente e creare nuovi servizi avanzati.

Il mercato di riferimento ha raggiunto nel 2024 il valore di 4,8 miliardi di dollari, ma secondo le stime contenute nel report di Global Market Insight entro il 2034 potrebbe arrivare a valere 32,7 miliardi di dollari, con un tasso di crescita medio annuo del 21,7% per il periodo di tempo considerato (2025-2034).

Una crescita sostenuta dalla domanda di connettività rapida e accurata, dall’aumento dell’uso di dispositivi intelligenti e dal lancio di 5G, tutte applicazioni guida basate su AI e cloud.

Tecnologie diverse, ma sempre più integrate, che stanno riscrivendo i processi industriali e operativi dei grandi operatori di telecomunicazioni. In questo nuovo scenario, le reti diventano intelligenti, capaci di apprendere dai dati e di adattarsi in tempo reale.

L’AI permette di prevedere i guasti, ottimizzare la gestione della banda, automatizzare il servizio clienti e persino rilevare e prevedere cyberattacchi. Il cloud, dal canto suo, offre la flessibilità e la scalabilità necessarie per gestire infrastrutture sempre più complesse e distribuite. Il 5G, infine, rappresenta il catalizzatore tecnologico, il fattore abilitante, che consente a tutto questo di avvenire con velocità e affidabilità senza precedenti.

La spinta negli USA, in Europa e India

La politica gioca un ruolo chiave. Negli Stati Uniti, ad esempio, la Federal Communications Commission (FCC) ha identificato l’intelligenza artificiale come una leva cruciale per migliorare la gestione dello spettro e delle reti.

Anche l’Europa si muove nella stessa direzione, attraverso la strategia digitale della Commissione europea, che promuove l’adozione di tecnologie emergenti tra gli Stati membri.

L’India, da parte sua, ha investito con decisione nel potenziamento della propria infrastruttura digitale, grazie a programmi come Digital India e BharatNet, e sostiene la ricerca sull’intelligenza artificiale attraverso fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Elettronica e delle Tecnologie Informatiche.

Il contesto globale, tuttavia, non è privo di ostacoli e sfide rilevanti. Le politiche commerciali protezionistiche dell’amministrazione statunitense, che ha imposto dazi su hardware e software tecnologici importati, stanno mettendo sotto pressione gli operatori più piccoli.
Molte delle componenti essenziali per l’AI – come GPU e server ad alte prestazioni – provengono da Asia ed Europa. Il rincaro dei prezzi potrebbe rallentare la trasformazione digitale in mercati chiave come Regno Unito, Germania e India, costringendo molte aziende a ridurre o rinviare gli investimenti.

Le tecnologie più utilizzate

Nonostante ciò, il mercato continua a crescere, sostenuto dalla domanda di soluzioni capaci di migliorare l’efficienza operativa e la qualità del servizio. I segmenti più promettenti sono quelli legati alle soluzioni software – che da sole rappresentano oggi il 59% del mercato – e all’adozione nelle grandi imprese, che nel 2024 hanno contribuito con 3,1 miliardi di dollari al totale.

Le tecnologie più utilizzate includono il machine learning, i big data, il deep learning e il natural language processing. In particolare, l’analisi predittiva offerta dal machine learning consente agli operatori di anticipare i picchi di traffico, migliorare la manutenzione delle reti e personalizzare i servizi per i clienti.

A livello geografico, gli Stati Uniti detengono la leadership con una quota del 23% del mercato globale, grazie alla spinta di colossi come Verizon, AT&T e T-Mobile, e al contributo delle grandi piattaforme cloud come Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure e Google Cloud.

In Europa, la Germania si sta affermando come leader regionale, forte del suo impegno nell’Industria 4.0 e del sostegno del governo federale, che ha stanziato 3,6 miliardi di dollari per progetti di AI e cloud tra il 2022 e il 2025.

Anche l’India si distingue per crescita e dinamismo: con oltre 1,2 miliardi di abbonati alla telefonia, il secondo mercato mondiale è al centro di una trasformazione radicale, spinta dal rollout del 5G e dall’integrazione di soluzioni AI per la gestione della rete e l’assistenza clienti.

Big Tech, opportunità e rischi

Tra le aziende protagoniste di questo scenario troviamo i soliti giganti tecnologici, tra cui AWS, Alphabet (Google), IBM, Microsoft, Oracle, Salesforce, SAP, Nvidia, Tencent e Atos.
Queste società, che da sole controllano circa il 35% del mercato, stanno investendo in nuove soluzioni, stringendo alleanze strategiche e portando avanti acquisizioni mirate per rafforzare la propria posizione.

Gli esempi più recenti parlano chiaro: Dialpad, leader nelle comunicazioni AI, è entrata nel Google Cloud Marketplace nell’aprile 2025; Tata Communications ha lanciato “Vayu”, una piattaforma cloud basata su AI; mentre Deutsche Telekom ha avviato una collaborazione con Google Cloud per sviluppare reti autonome capaci di autoripararsi.

Il mondo delle telecomunicazioni sta dunque entrando in una nuova era, dove le reti non sono più semplici infrastrutture passive, ma entità intelligenti, adattive, capaci di interagire in tempo reale con utenti e dispositivi. Un cambiamento notevole, che forse sfugge all’opinione pubblica, ma non al mondo delle imprese, che teme il crearsi qui in Europa di nuovi oligopoli e grandi concentrazioni finanziarie. Un cambiamento di cui la politica dovrebbe occuparsi di più e regolare, ma senza soffocare.

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Italia 1 Giga, per Open Fiber lo spettro della revoca dopo il no a Fibercop?

La notizia era nell’aria ma ora sembra ufficiale. Open Fiber ha rifiutato l’offerta di Fibercop di rilevare i lotti delle aree grigie nell’ambito del piano Italia 1 Giga, avanzata il 2 aprile scorso. Lo scrive oggi Repubblica.

I negoziati sotto l’egida del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, che aveva fissato al 30 giugno il termine ultimo per trovare la quadra, non hanno portato i risultati auspicati dal Governo, che sperava di trovare una soluzione per non perdere i fondi del PNRR.

L’avanzamento dei lavori è indietro rispetto agli stringenti obiettivi del Piano Italia 1 Giga, che prevede la chiusura entro il 30 giugno del 2026.

Il Cda di Open Fiber rifiuta l’offerta di Fibercop

Ma secondo quanto riportato da Repubblica, nel Cda di Open Fiber del 3 giugno, il primo dopo la nomina del nuovo presidente Enrico Cucchiani, il Cda di Open Fiber all’unanimità ha deciso di non procedere con le trattative per la cessione dei lotti. Si era parlato di 5 lotti in ballo, quelli più indietro, ma a quanto pare non se ne farà nulla.

Offerta di Fibercop giudicata inadeguata

L’offerta avanzata da Fibercop sarebbe stata giudicata inadeguata, in particolar modo da parte del primo azionista di Open Fiber, vale a dire il fondo australiano Macquarie che detiene una quota del 40%. Più possibilista – e non potrebbe essere altrimenti – l’altro azionista, vale a dire CDP che detiene la restante quota del 60%.  

La proposta di Fibercop così come è non è ricevibile per una questione di tempi (tutto deve avvenire entro il 30 giugno, impossibile) modalità di valutazione degli asset (non conformi alla prassi di questo tipo di operazioni) ed altre richieste irricevibili.

Come risulta a Key4Biz, da parte di Open Fiber c’è la disponibilità completa a stare al tavolo del Dipartimento per la Trasformazione Digitale e a cercare una soluzione per cui serve un poco di flessibilità.

E ora?

A questo punto, difficile prevedere come andranno le cose. Nella peggiore delle ipotesi, non del tutto peregrina, c’è la revoca entro il 30 giugno dei lotti di Open Fiber da parte del Governo.  

La revoca (evocata anche dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti il 22 maggio scorso) rischia di finire in un una guerra legale decennale.

D’altro canto, la revisione del Piano Italia 1 Giga non è più fattibile. I tempi sono troppo stretti e si aprirebbe un fronte complesso di contenziosi. La revisione sembra quindi una strada non più accettabile da parte della Commissione Ue anche perché l’altro competitor Fibercop si era offerto di subentrare nei lotti di Open Fiber.

FiberCop e Open Fiber, entrambe partecipate pubbliche, è stato affidato il cablaggio di oltre 3 milioni di edifici in Italia entro la fine di giugno 2026, nell’ambito di un programma da 3,4 miliardi di euro finalizzato alla realizzazione di reti a banda larga ultraveloce.

Secondo le ultime rilevazioni, gli edifici cabalati solo la metà dei 3,4 milioni previsti e Open Fiber, che si era aggiudicata 2,2 milioni di edifici, è in ritardo rispetto a FiberCop.

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‘Lo spoofing è il mezzo per la truffa, non la truffa in sé’. iliad in Procura contro i call center truffaldini

Tutti guardano lo spoofing. Ma lo spoofing è soltanto il sintomo, non è la malattia. Lo spoofing è un artefatto tecnologico per cui ci viene mostrato un numero di telefono italiano e siamo naturalmente portati a rispondere  alla chiamata. Però, una volta che rispondi, inizia un altro film, vale a dire quello che ti dicono durante la telefonata. Le bugie della telefonata si nascondono dietro al numero ‘spoofato’ e nascondono il volto di vere organizzazioni di truffatori di mestiere.      

E’ questo di fatto l’oggetto dell’esposto depositato alla Procura di Milano da parte di iliad, contro i responsabili dell’ennesima truffa telefonica, che sfruttando l’escamotage dello spoofing (il fenomeno truffaldino che consente al call center chiamante di usare un numero italiano falso per chiamare) di fatto consente di perpetrare ai call center criminali di perpetrare la truffa.

L’antefatto, la chiamata spoofing registrata dal dipendete di iliad 

Il tutto nasce da una chiamata registrata da parte di un dipendente di iliad: un’operatrice (con voce, non più registrata) si presenta falsamente come “referente dell’area amministrativa di iliad” per indurlo a cambiare operatore sulla base di informazioni mendaci fra cui l’aumento di 8 euro al mese del piano tariffario o, in alternativa, la sottoscrizione ad un altro operatore.

Il caso è ben descritto nell’articolo del Corriere della Sera ‘Iliad e la denuncia per la truffa dello «spoofing»: come funzionano le telefonate camuffate che valgono da contratto’.

Il commento su Linkedin dell’ad Benedetto Levi

A corredo anche le dichiarazioni del Ceo di iliad Italia Benedetto Levi, che su Linkedin ha commentato ampiamente la vicenda.

Meccanismo della frode

Dunque, la dinamica si sviluppa in più passaggi:

CLI spoofing – Come visto, è il punto di partenza: numero camuffato, per indurci a rispondere e per non risalire all’identità del chiamante.

Acquisizione del consenso – L’utente dà il suo consenso ad essere contattato per cambiare fornitore solo perché il primo call center gli fornisce informazioni false: facendogli credere che i prezzi aumenteranno e che la linea subirà dei malfunzionamenti, si creano le condizioni per voler cambiare fornitore. Così, il call center acquisisce il consenso e lo rivende ad altri, che lo usano per fare teleselling.

Teleselling – A questo punto, i contatti e il consenso, acquisiti con modalità ingannevoli, approdano a un altro call center che, stavolta in modo formalmente regolare, sottopone un’offerta e attiva il contratto per conto di un terzo operatore.

Ma perché l’esposto in Procura?

AGCOM ha recentemente pubblicato una delibera con delle indicazioni che dovrebbero consentire, una volta attuate, di ridurre drasticamente i casi di CLI Spoofing. E Antitrust, dal canto suo, ha annunciato l’apertura di un’indagine su dei call center per telemarketing scorretto. Col suo esposto, iliad allarga la prospettiva per inquadrare il fenomeno, e si rivolge agli inquirenti per verificare quali siano le dinamiche sottese, quali siano i soggetti che mettano in atto queste vere e proprie truffe. Un campo d’indagine che va al di là delle possibili azioni delle due Autorità, e che potrebbe portare a conoscere più in profondità questi fenomeni.

Per approfondire: Il video Instagram di Massimiliano Dona, presidente dell’Unc (Unione nazionale consumatori)

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Premi troppo alti: Deutsche Telekom fonda la sua compagnia assicurativa

Deutsche Telekom prevede di fondare una propria compagnia di assicurazione. La nuova società dovrebbe iniziare le operazioni a metà del 2026 e avrà sede a Colonia, dove ha già sede il suo broker assicurativo interno, De Te Assekuranz. La Süddeutsche Zeitung (SZ) ne ha recentemente parlato e l’operatore tedesco ha confermato i piani. Il nome del nuovo assicuratore non è ancora stato annunciato. 

Modello captive per DT

Il modello di una compagnia assicurativa captive che copre i rischi della casa madre è noto come “captive”. Il gruppo di telecomunicazioni con sede a Bonn sta quindi seguendo una tendenza attuale nel settore. Il settore sta rispondendo ai forti aumenti dei prezzi da parte delle compagnie assicurative e alle richieste di franchigie più elevate degli ultimi anni, e sta cercando alternative. Per molte aziende, i forti aumenti dei prezzi giungono in un momento inopportuno a causa della difficile situazione economica. Tra gli esempi più importanti di aziende che in Germania hanno istituito captive figurano BMW, BASF e Siemens.

Vantaggi e svantaggi del modello captive  

Questo tipo di assicurazione serve a finanziare rischi al di fuori dell’assicurazione tradizionale, aumentando al contempo l’indipendenza dagli assicuratori esterni. Può essere adattato in modo flessibile alle esigenze specifiche di un’azienda e offre più opzioni, come l’ampliamento della copertura o la copertura di rischi difficili da assicurare. D’altro canto, vi sono severi requisiti normativi e costi di costituzione e gestione considerevoli, e i critici mettono regolarmente in discussione la redditività economica delle captive.

Presunto investimento di oltre 50 milioni di euro

Nel caso di Telekom, la SZ riporta una capitalizzazione prevista di oltre 50 milioni di euro per la nuova divisione aziendale, ma non cita la fonte di tale informazione. La nuova captive potrebbe quindi registrare premi a due cifre in milioni. Secondo le stime del settore, Telekom versa attualmente tra i 100 e i 150 milioni di euro all’anno per assicurazioni sulla proprietà e sulla responsabilità civile, prosegue il rapporto.

Secondo quanto riportato dal quotidiano SZ, Wolfgang Kocybik, responsabile della gestione assicurativa di Deutsche Telekom, si tratta di una “decisione a lunghissimo termine e non di un’ottimizzazione finanziaria a breve termine”.

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Vodafone-Three, ufficiale il merger. Nasce il nuovo market leader in Uk

La fusione d 16,5 miliardi di sterline fra Vodafone e Three in Uk è stata completata, dando vita al primo operatore mobile del paese nelle Tlc britanniche.

La nuova società, che sarà attiva con il brand VodafoneThree, ha messo in cantiere investimenti per 11 miliardi di sterline nei prossimi 10 anni per l’upgrade delle reti. Si parte quest’anno con un impegno di 1,3 miliardi, con particolare attenzione per lo sviluppo della rete 5G che nel Regno Unito è alquanto in ritardo rispetto alla media Ue e a quella di Usa e Cina.

Niente remedies

Secondo il Times, la fusione fra Vodafone e Three è la prima nel suo genere che viene consentita senza “rimedi strutturali” come la creazione di spin off di brand secondari per mantenere bassi a i prezzi.

Al timone della nuova entità ci sarà Max Taylor, l’attuale Ceo di Vodafone Uk, in tandem con Darren Purkis, in precedenza responsabile finanziario di Three Uk, che assumerà lo stesso ruolo. Una leadership bicefala, simile a quella fra WindTre nel nostro paese.

La industry delle Tlc spera in meno lacci per il consolidamento

L’operazione ha suscitato entusiasmo nella industry delle Tlc che spera da tempo in un allentamento delle rigide regole in materia di merger nella Ue e spingere così una vera ondata di consolidamento, considerata vitale.

Margherita Della Valle, Ceo di Vodafone Group, ha detto che il merger “creerà una nuova forza nel mobile in Uk e trasformerà l’infrastruttura digitale del paese spingendo il Regno Unito in prima fila sul fronte della connettività europea. Con la creazione di VodafoneThree, offriremo ancora di più, offrendo a tutti una copertura più ampia, velocità più elevate e connessioni di migliore qualità”.

L’accordo rientra in una radicale riorganizzazione del gruppo europeo delle telecomunicazioni supervisionato da Della Valle, che ha incluso anche la vendita delle sue attività in Spagna e in Italia, raccogliendo 12 miliardi di euro in contanti in anticipo.

Three e Vodafone erano in passato il terzo e il quarto operatore del paese, ma il gruppo combinato avrà una quota del 37% in termini di ricavi da servizi, secondo le stime della società di analisi Enders, superando così O2 (VirginMedia O2) ed EE (BT).

Le azioni Vodafone però continuano a vivacchiare vicino ai minimi da 30 anni. La cura Della Valle sta dando i suoi frutti e l’obiettivo della nuova entità nel Regno Unito è raggiungere un contenimento dei costi per 700 milioni all’anno entro la fine del decennio.

Leggi anche: Consolidamento Tlc, quali prospettive in Italia dopo la fusione fra Vodafone e Three in Uk?

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Fibra. Telecom Italia, TAR conferma multa di 1 milione per pratica commerciale scorretta

La sentenza del Tar del Lazio ha considerato legittima la sanzione di un milione di euro inflitta dall’Antitrust nel 2022 a Telecom Italia, accusata di pratica commerciale scorretta relativamente all’attività promozionale di tre offerte di telefonia fibra fissa – “Premium”, “Executive” e “Magnifica”.

In dettaglio, l’Autorità, ricevuta una segnalazione da Iliad Italia, nel dicembre 2021 avviò un procedimento istruttorio (poi sanzionatorio) con il quale avrebbe accertato che Tim, nell’ambito di una campagna pubblicitaria, aveva omesso di indicare sul proprio sito web (per le tre offerte di telefonia fibra fissa Premium, Executive e Magnifica) e in uno spot televisivo (solo per l’offerta Magnifica) tutte le informazioni indispensabili al consumatore per assumere una decisione commerciale consapevole.

Secondo l’Agcm, Telecom aveva predisposto i messaggi promozionali in modo da evidenziarne unicamente le caratteristiche positive e i vantaggi in termini economici e tecnici, posizionando, invece, in modo meno visibile e non immediatamente rilevabile dal consumatore tutte le altre informazioni utili e rilevanti.

È seguita la presentazione di un ricorso amministrativo, adesso giudicato infondato. Dopo aver respinto tutte le questioni preliminari proposte – tra questa anche la censura contro la decisione dell’Agcm di respingere gli impegni presentati – il Tar si è poi focalizzato sulle risposte alle censure con le quali Tim contestava la sussistenza dei caratteri di scorrettezza e ingannevolezza nella sua attività promozionale riguardo alle offerte finite sotto la lente dell’Autorità.

Ecco che allora i giudici hanno ritenuto che “l’attività promozionale posta in essere da TIM, e contestata a mezzo del provvedimento impugnato, presenti un carattere ingannevole, in quanto ha veicolato messaggi pubblicitari obiettivamente ambigui e incompleti, come tali idonei ad indurre in errore il consumatore medio in ordine alle condizioni economiche e tecniche a cui è prestato il servizio di che trattasi“.

La conclusione del Collegio è stata quella di ritenere “non affetto da illogicità o travisamenti di fatto il giudizio compiuto dall’Autorità” e “frutto di un prudente e ragionevole contemperamento di tutti i fattori di incidenza (positiva e negativa) sul quantum” il tema della sanzione.

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Mobile economy, sempre più divisa tra chi scarica e chi spende

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..

Il primo trimestre del 2025 si chiude con un segnale inequivocabile: il mercato mobile continua a crescere, ma le sue dinamiche si polarizzano sempre di più tra volumi di download e capacità di monetizzazione. Secondo l’ultimo report di Sensor Tower, la spesa globale in acquisti in-app (IAP) su iOS e Google Play ha toccato quota 40 miliardi di dollari, segnando un nuovo massimo storico trimestrale e un incremento dell’11% su base annua. Si tratta del sesto trimestre consecutivo in cui il mercato fa registrare una crescita a doppia cifra, confermando la centralità dell’esperienza in-app nei comportamenti digitali dei consumatori.

Eppure, questo dato non racconta tutto. A trainare la spesa non sono più (solo) i giochi, ma le app non ludiche, che per la prima volta si avvicinano al sorpasso. La categoria delle app generaliste ha generato 19,4 miliardi di dollari, con un balzo del +24% rispetto all’anno precedente. Per capire la portata del cambiamento basta tornare indietro di cinque anni: nel 2020, gli utenti spendevano in media 2,5 volte di più nei giochi rispetto alle altre app. Oggi il divario si è praticamente azzerato.

Il sorpasso è frutto di un cambio strutturale, non di una moda passeggera. Le applicazioni di produttività, le piattaforme video brevi, le soluzioni per la gestione del tempo e le nuove forme di intrattenimento ibride stanno ridisegnando il concetto stesso di “app utile”, attirando investimenti, utenti e nuovi modelli di business. In questo scenario, non sorprende che le categorie in maggiore crescita siano proprio quelle legate all’uso professionale o creativo dello smartphone, dall’editing video potenziato dall’IA all’organizzazione personale, passando per servizi educativi e marketplace di contenuti.

Tale trasformazione impone nuove domande anche al mercato delle telecomunicazioni, dove il traffico dati cresce ma la marginalità resta sotto pressione. I comparatori di SOStariffe.it mostrano come gli operatori stiano già reagendo, puntando su bundle evoluti per la telefonia mobile che affiancano gigabyte illimitati, accesso a servizi premium e piani pensati per app specifiche, in particolare nel settore video.

iOS domina nei ricavi, ma Google Play guida nei download

La corsa dell’economia mobile nel 2025 è anche una questione di equilibrio tra piattaforme. Apple e Google restano i due colossi a spartirsi la torta globale, ma il report di Sensor Tower mostra come stiano interpretando in modo diverso la crescita del settore. Da un lato, iOS si conferma il sistema operativo leader nella monetizzazione, con un fatturato in acquisti in-app che nel solo primo trimestre dell’anno ha raggiunto 28,3 miliardi di dollari, pari a circa il 71% del totale globale. Dall’altro, Google Play mantiene la supremazia nei volumi di installazione, registrando il 75% dei download complessivi tra gennaio e marzo.

Questa dicotomia non è nuova, ma si fa più evidente alla luce dei dati di crescita: iOS ha fatto segnare un +13,5% su base annua, mentre Google Play ha registrato un più modesto +5,2%, frenato soprattutto dalla flessione dei giochi (-5%) e dalla persistente assenza dal mercato cinese. Tuttavia, il marketplace di Android si difende bene nel comparto delle app non ludiche, con una crescita del +24% in linea con quanto osservato sull’App Store. I numeri dicono che le opportunità di monetizzazione si stanno riequilibrando, con Android che trova nuovi margini nelle app di produttività, nei servizi in abbonamento e nei contenuti digitali.

A sorpresa, il 2025 segna anche un calo nel predominio assoluto dei giochi. Se è vero che il segmento continua a rappresentare la parte più ampia dei ricavi – 20,6 miliardi di dollari nel trimestre, pari a poco più della metà del totale – è altrettanto vero che la sua crescita sta rallentando. Il +1% registrato su base annua è ben lontano dai tassi del 2022 e del 2023, che oscillavano tra il 2% e il 5%. Nel frattempo, app legate all’informazione, all’intrattenimento e ai servizi pratici stanno erodendo quote importanti del tempo utente e della spesa mensile.

Le app AI al centro della nuova corsa all’engagement

Il dato più interessante del primo trimestre 2025 non riguarda i ricavi né i download totali, ma i nomi delle app in cima alle classifiche. Per la prima volta, tra le prime cinque applicazioni più scaricate al mondo non compare nessun social tradizionale, nessun gioco e nessuna piattaforma di e-commerce. Al loro posto, dominano le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale generativa, a partire da ChatGPT, Gemini e DeepSeek, che segnano milioni di installazioni in tutto il mondo e occupano stabilmente i vertici sia su iOS che su Google Play.

Il fenomeno è tanto più significativo se si guarda alla rapidità con cui è avvenuto: in meno di un anno, le app AI sono passate da oggetti di curiosità per utenti avanzati a strumenti quotidiani per milioni di persone. Non sono più “tech novelty” ma servizi essenziali, utilizzati per scrivere, sintetizzare, tradurre, generare contenuti visivi o vocali e organizzare la propria attività. La loro crescita non è solo quantitativa, ma anche qualitativa: gli utenti ci passano più tempo, effettuano più interazioni e sono più propensi a sottoscrivere piani a pagamento, rispetto alle medie delle app tradizionali.

Questo trend sta già ridisegnando il concetto stesso di app mobile, spingendo i principali store a ripensare i criteri di visibilità, le policy di moderazione e persino le categorie merceologiche. Sensor Tower rileva che le app AI sono spesso classificate in modo spurio (produttività, istruzione, intrattenimento), segno che la tassonomia attuale fatica a inquadrare queste nuove ibridazioni. E intanto, attorno a esse, nascono ecosistemi di micro-servizi e interfacce specializzate che moltiplicano le occasioni di monetizzazione.

Per gli sviluppatori, si apre una stagione ibrida, in cui l’app non è più un contenitore statico ma un portale dinamico verso modelli conversazionali, bot personalizzati, ambienti AI-driven. E per i player storici dell’intrattenimento mobile, si prospetta una sfida inedita: non perdere rilevanza in un contesto dove l’“engagement” si misura sempre meno in tempo speso e sempre più in interazioni trasformative. In questo senso, il 2025 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui le app hanno smesso di imitare l’umano e hanno iniziato ad amplificarlo.

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iliad festeggia 7 anni lanciando anche un assistente AI professionale sviluppato con Mistral

In occasione del suo settimo anniversario in Italia, iliad lancia iliadbox super, un’esperienza di connessione superveloce, affidabile e sicura sia dentro che fuori casa a soli 29,99€/mese per gli utenti mobile iliad con offerta uguale o superiore a 9,99€.

L’offerta comprende la fibra FTTH più veloce d’Italia secondo nPerf, il router iliadbox con Wi-Fi 7 di ultima generazione, due iliad wifi extender per una copertura uniforme in tutta la casa, una saponetta Wi-Fi con SIM inclusa per navigare fuori casa in tutta Italia, e un sistema di protezione da virus e minacce online per cinque dispositivi, grazie all’antivirus McAfee Multi Access.

Con la nuova offerta iliad è il primo operatore a includere in un’offerta fibra la versione professionale di un assistente AI. Grazie alla collaborazione con Mistral AI, leader europeo nell’AI generativa, Le Chat Pro è incluso nell’offerta gratuitamente per 6 mesi.

Le Chat Pro di Mistral AI è un vero assistente virtuale, per semplificare la produttività, potenziare la creatività e supportare ogni attività quotidiana con un’AI all’avanguardia.

La fibra di iliad

La fibra 100% FTTH di iliad raggiunge oggi oltre 17 milioni di abitazioni e iliad è stato il primo operatore a portare sul mercato italiano nella sua iliadbox il Wi-Fi 7, la tecnologia Wi-Fi di ultima generazione.

Questa strategia ha portato importanti riconoscimenti in termini di performance: per due anni consecutivi iliad è stata certificata da nPerf come la fibra più veloce d’Italia. La velocità di download di iliad nel 2024 è stata superiore di più del doppio rispetto a quella del secondo operatore classificato.

Oggi, a sette anni dal suo arrivo in Italia, iliad rilancia ancora e presenta iliadbox super, la sua offerta fibra più completa e innovativa di sempre.

L’offerta include:

  • Router iliadbox con tecnologia Wi-Fi 7: per una connessione superveloce, stabile e sicura per tutta la casa. iliadbox viene fornita in comodato d’uso gratuito. Inoltre, chiamate illimitate in Italia e verso più di 60 destinazioni internazionali e App iliadbox connect per gestire la propria rete.
  • 2 iliad wifi extender inclusi: per estendere la copertura in ogni ambiente domestico, anche nelle abitazioni più grandi o su più piani. Dotati di tecnologia Wi-Fi 7, si connettono automaticamente alla banda migliore disponibile.
  • Saponetta Wi-Fi + SIM dati: l’unica offerta fibra in Italia che include SIM e saponetta Wi-Fi senza costi aggiuntivi. Permette di navigare in 4G fuori casa: in viaggio, nella seconda casa o come backup in mobilità. Dati da utilizzare in tutta Italia e per condividere la connessione con più dispositivi contemporaneamente.
  • Antivirus McAfee Multi Access: La sicurezza digitale è una priorità per gli italiani: secondo una ricerca condotta da iliad in collaborazione con l’istituto Yougov Italia, il 97% degli intervistati considera fondamentale proteggere i propri dati online. Eppure, solo il 44% sceglie effettivamente di dotarsi di un antivirus.
    Per rispondere a questa esigenza, iliad ha deciso di includere nell’offerta McAfee Multi Access, un sistema di protezione avanzata che consente di mettere al sicuro fino a cinque dispositivi – tra smartphone, tablet e PC – da virus, malware e minacce online e di gestire in modo sicuro le password
  • Intelligenza artificiale con Le Chat Pro: una novità assoluta per il mercato italiano. L’assistente AI professionale incluso per 6 mesi nell’offerta è uno strumento utile e accessibile, per semplificare e potenziare le attività quotidiane grazie all’intelligenza artificiale
    Con Le Chat Pro, gli utenti accedono a un’esperienza avanzata, con funzionalità evolute e interazioni personalizzate che vanno oltre quelle della versione base. Il tutto con un’interfaccia intuitiva e il massimo livello di sicurezza nella gestione dei dati.

Tra le sue principali funzionalità si trovano:

  • Tecnologia Flash Answers: che permette di avere risposte ultra rapide con una generazione che conta fino a 1.000 parole al secondo.
  • Accesso esteso ai messaggi, ricerca sul web e generazioni di immagini: per beneficiare di un assistente AI di livello professionale per tutte le esigenze. Le Chat Pro include anche un servizio clienti dedicato via chat, per un’esperienza completa, veloce e sempre affidabile.
  • Analisi documentale avanzata: interpreta contenuti complessi, come PDF, immagini e tabelle.
  • Supporto al coding: scrive, interpreta ed esegue codici, ideale per sviluppatori e utenti avanzati.
  • Massima protezione dei dati: crittografia avanzata e tutela della privacy garantita in ogni interazione.
  • Utilizzo su dispositivi mobili: tramite app iOS e Android, per un utilizzo fluido ovunque ci si trovi.

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La videointervista a Renna (Fastweb+Vodafone): “La nostra AI sicura per l’innovazione di aziende e PA”

Fastweb+Vodafone annuncia il lancio di FastwebAI Suite, la piattaforma di servizi e strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale Generativa dedicati alle aziende e alle pubbliche amministrazioni. Prima telco italiana a lanciare soluzioni AI based sovrane, Fastweb+Vodafone consolida il proprio posizionamento di operatore di riferimento per la trasformazione digitale del Paese tracciando la via per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale del Paese.

Le soluzioni che compongono FastwebAI Suite sono end-to-end e si basano su infrastrutture sovrane in Italia e una piattaforma AI che integra GenAI e AI agentica sicure e compliant alle normative che garantiscono protezione dei dati.

Grazie a Datacenter di ultima generazione presenti sul territorio nazionale, al Supercomputer NVIDIA DGX SuperPOD operativo dal luglio scorso, al modello linguistico FastwebMIIA – addestrato nativamente in lingua italiana sulla base di dati provenienti da fonti autorevoli e certificato sotto il profilo della governance – e alle piattaforme cloud, di edge computing e di cybersecurity progettate per garantire la massima sicurezza, FastwebAI Suite assicura una piena conformità al Regolamento europeo sull’AI (AI Act), alle normative sulla privacy e sul diritto d’autore.

Un elemento distintivo della suite è il rigoroso approccio alla segregazione dei dati che rimangono confinati agli specifici ambiti applicativi per cui le soluzioni sono sviluppate, senza alcun riutilizzo o esposizione a contesti esterni. Questo garantisce la totale protezione e riservatezza delle informazioni, rendendo FastwebAI Suite la scelta ideale per realtà che gestiscono dati critici e sensibili.

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FastwebAI Suite è stata presentata nel corso di un evento che si è tenuto a Roma, presso lo Spazio Colonna e che ha visto la partecipazione insieme a Walter Renna, CEO di Fastweb+Vodafone, di Mario Nobile, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), Eva Spina, Capo del Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie del MIMIT, Francesco Ubertini, Presidente di Cineca e Vicepresidente del Centro Nazionale di Ricerca in High-Performance.

‘Con FastwebAI Suite mettiamo a disposizione di aziende e pubbliche amministrazioni un set di soluzioni che garantiscono la sicurezza e il pieno controllo dei propri dati grazie all’eccellenza delle nostre infrastrutture e all’approccio end-to-end’ ha dichiarato Walter Renna, ad di Fastweb+Vodafone all’evento ‘Intelligenza, artificiale, ingegno italiano. ‘Oggi vogliamo contribuire a colmare il gap tecnologico dell’Italia e dell’Europa in ambito Ai promuovendo la realizzazione di un ecosistema tra soggetti pubblici e privati in grado di giocare un ruolo di primo piano anche nello scenario internazionale’.

Nel corso dell’evento viene stata lanciata anche la FastwebAI Hackathon, la sfida rivolta a studenti e start-up che si svolgera’ dall’11 al 12 settembre. Per 24 ore non-stop, i partecipanti potranno sfruttare le funzionalita’ della suite Ai e la potenza computazionale del supercomputer di Fastweb+Vodafone per sviluppare nuove idee e progetti innovativi esplorando le frontiere dell’Ai generativa. I progetti saranno valutati da una giuria di esperti che assegnera’ il premio all’idea piu’ innovativa.

Al team vincitore verra’ dato l’accesso esclusivo per un periodo di 30 giorni a un nodo di calcolo computazione DGX del Supercomputer FastwebAI Factory. Verra’ inoltre conferito il premio al progetto piu’ inclusivo che prevede la partecipazione al master in Gender equality, diversity e inclusion organizzato da Fondazione Brodolini.

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CDP nomina Enrico Tommaso Cucchiani nuovo Presidente di Open Fiber

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, riunitosi in data odierna, ha approvato alcune designazioni relative a società partecipate.

In particolare, il Consiglio di CDP ha approvato la designazione di Enrico Tommaso Cucchiani quale nuovo Presidente di Open Fiber, in sostituzione di Paolo Ciocca che ha assunto l’incarico di Presidente di Italgas, e di Emanuele Levi quale nuovo Amministratore Delegato di CDP Venture Capital, in sostituzione di Agostino Scornajenchi, che ha assunto l’incarico di Amministratore Delegato di Snam.

Il Consiglio di Amministrazione di CDP esprime a Paolo Ciocca e Agostino Scornajenchi i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto e per l’impegno profuso durante l’incarico.

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