Piccoli Comuni e Borghi finalmente connessi grazie alla fibra FTTH, i Sindaci: “Non siamo più lumache. E con smart working, PA digitale e turismo meno spopolamento”

Rubrica settimanale su come la fibra ottica fino a casa abilita i nuovi servizi digitali: FTTH tutto quello che c’è da sapere. Per leggere tutti gli articoli della rubrica clicca qui.

I vantaggi dell’FTTH (la fibra ottica fino a casa) per i piccoli Comuni nelle cosiddette “aree bianche”, con particolare attenzione al ruolo dell’infrastruttura tecnologica in fibra al 100% che va al di là della mera funzione di connettività. È il tema di questa carrellata di voci di Sindaci smart, che abbiamo sentito per capire che cos’è cambiato nel loro territorio dall’avvento della fibra FTTH, nella seconda puntata della nostra rubrica FTTH per l’Italia Digitale, dopo il debutto dedicato ai vantaggi dell’FTTH dal punto di vista energetico.

Il nostro viaggio

Il nostro viaggio comincia a Roccabianca, in provincia di Parma, un Comune di 3mila abitanti. Un tempo chiamata Arzenoldo (o Arsinoldo o Rezinoldo), deve probabilmente il nome attuale al fatto di essere stata nel XV secolo residenza di Bianca Pellegrini, amata da Pier Maria II de’ Rossi, che vi fece costruire la rocca a lei dedicata; secondo un’altra interpretazione il nome deriverebbe invece dalla colorazione bianca della rocca, in origine completamente intonacata. 

Il sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara (Pr)

L’FTTH accende la concorrenza

“Nel maggio del 2019, quando ho cominciato il mio primo mandato, avevamo soltanto l’Adsl”, racconta a Key4Biz il Sindaco Alessandro Gattara. “Nell’estate del 2020 ci è arrivato il progetto di Open Fiber per la posa della fibra FTTH nei centri abitati. Nell’autunno del 2020 comincia anche la posa di una fibra FTTC da parte di Tim, che poi nella primavera 2021 viene attivata”.

Fino ad allora, la fibra ottica arrivava soltanto in municipio e alla scuola media.

Incubo Adsl durante il Covid

Inizia da lì a poco la realizzazione della fibra FTTH di Open Fiber, dopo tutti i nulla osta necessari per la posa. La nuova rete è stata accesa lo scorso mese di dicembre 2025. “Da pochi mesi sono iniziate le prime attivazioni FTTH, per noi è una cosa freschissima”, aggiunge il sindaco, precisando che era molto attesa perché “con l’Adsl nel 2020 e tutti a casa, durante il periodo del Covid in smart working, è stata dura. Si faceva fatica a mandare le mail e le video chiamate erano a intermittenza visto l’intasamento completo della rete”. Da allora, il lavoro da casa è sempre più esteso e diffuso e quindi l’FTTH risolve il problema dello smart working superando il disagio di andare ancora con un Adsl, una tecnologia ormai quasi inservibile.

La gente si aspetta la connettività, come l’acqua

Certo, l’Appennino non si spopola se c’è l’FTTH, però “avere l’acquedotto, avere la fibra ottica FTTH, il 5G, avere una buona copertura cellulare (da noi è un po’ scarsa) sono servizi che le persone oggi si aspettano”, ha aggiunto il sindaco Gattara.

Per il resto, le case sparse sono coperte invece con l’FWA o con il satellite sulle orbite terrestre basse (LEO).

Servizi pubblici abilitati con la fibra

Grazie al PNRR per il digitale, il Comune di Roccabianca ha digitalizzato quasi tutto, a partire dalle Poste, le banche hanno tutte l’home banking, e la digitalizzazione avanza anche nella fascia di età più avanzata perché i servizi digitali sono sempre più necessari. “Se non avessimo cominciato nel 2020 con Open Fiber, oggi non saremmo arrivati a questo risultato perché è una vera e proprio percorso ad ostacoli l’ottenere tutti i permessi, la quantità di pareri necessari e nulla osta per i lavori di posa”, ha aggiunto il primo cittadino. Il Sindaco, infine, conosce bene anche l’attuale problema, ossia ora c’è la disponibilità nella fibra in paese, ma: “c’è un’inerzia da parte dei cittadini per il passaggio all’FTTH, nonostante il prezzo favorevole”.

Qui servirebbero strategie nazionali, regionali e provinciali per favorire il take-up, ossia l’attivazione effettiva in casa da parte delle famiglie della fibra ottica FTTH.

Marcello Catanzaro, Sindaco di Isnello (Pa)

La fibra FTTH nel Borgo di Isnello nel cuore delle Madonie (e dell’Osservatorio Astronomico)

Il nostro viaggio prosegue a Isnello, in provincia di Palermo, un piccolo Comune che si estende da 420 metri a 1600 metri sul livello del mare, che fa parte del Parco delle Madonie. Isnello confina con i Comuni di: Cefalù, Gratteri, Collesano, Scillato, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Castelbuono. Il corso d’acqua, denominato Isnello, che discende dalle Madonie, lambisce il paese a Nord, per incunearsi in un suggestivo stretto canyon formato tra l’altura del castello e la ripida parete della Montagna Grotta Grande. Il Borgo è conosciuto inoltre per l’Osservatorio Astronomico.

Fibra fondamentale per i servizi e il lavoro

“L’aver portato la fibra nelle aree interne, a Isnello e nelle Madonie, è un vantaggio molto importante per il territorio per vari motivi – ha detto a Key4Biz Marcello Catanzaro, Sindaco di Isnello – è chiaro che i collegamenti a Internet oggi sono fondamentali per la mera funzionalità dei servizi ma anche per il lavoro. Soprattutto per tutte le attività che consentono di svolgere un lavoro da remoto”.   

Smart working e co-working

Tutto questo ha consentito al Comune di Isnello di sentirsi alla pari rispetto a tanti altri Comuni d’Italia: infatti, ha potuto partecipare al bando del Ministero della Cultura per la riqualificazione dei borghi nelle aree interne, consentendo di fare alcuni investimenti. Tra cui “la ristrutturazione di un immobile in Piazza Mazzini dal quale si dirameranno sentieri, percorsi culturali nel quadro di un progetto denominato Itinera e sarà inoltre un centro di smart working e co-working”, ha continuato il Sindaco.  Anche la nuova scuola di Isnello è coperta in FTTH ed è possibile usare delle postazioni ad hoc per lo smart working.

Isnello punto di riferimento dei nomadi digitali

“Questo è importante perché, soprattutto dopo la pandemia, questo ci ha consentito di far lavorare tante persone da remoto nel proprio paese – ha detto il sindaco – ma anche di diventare un punto di riferimento per i cosiddetti nomadi digitali. Sono tanti coloro che preferiscono spostarsi e non avendo una sede fissa lavorano viaggiando”.

In sostanza, ci sono diverse persone che pur avendo un contratto di lavoro fuori dalla Sicilia, sono di Isnello e quindi lavorano nel loro Comune di nascita. Poi, ci sono diverse persone, magari professionisti (ingegneri, economisti, dipendenti di grandi aziende ecc) che scelgono di viaggiare e lavorare da remoto e decidono di sostare a e fare tappa a Isnello.

Il complesso astronomico di GAL Hassin

Il complesso di GAL Hassin, dove si trova l’Osservatorio di ricerca Astronomico di Isnello, si compone anche di diversi strumenti come un telescopio, che è stato collocato a Monte Mufara a 1800 metri, e che grazie a Open Fiber che ha portato la fibra con gli elicotteri è collegato con la rete super veloce, ottimizzando così il lavoro del centro astronomico”, ha spiegato, con grande orgoglio e soddisfazione, il Sindaco.

Il Telescopio a 1800 metri di altezza da realizzare, grazie all’FTTH, con l’ESA per individuare ed intercettare elementi pericolosi per la Terra

Il centro astronomico di Isnello è molto attivo e ha recentemente siglato un accordo di collaborazione con l’INAF (Istituto Nazionale di Astro Fisica) e sta portando avanti un progetto con l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) per il collocamento di un altro telescopio sempre a Monte Mufara, si chiamerà Fly Eye per individuare ed intercettare elementi pericolosi per la Terra: dagli asteroidi ai rifiuti spaziali. “Si tratta di uno dei quattro telescopi mondiali di questo tipo, uno sarà collocato qui in Sicilia”, ci ha raccontato il primo cittadino.   

Davide Petruccione, sindaco di Castel Di Sasso (Ce)

L’FTTH nel Comune sparso di Castel di Sasso (Caserta), un’arma contro il calo demografico

La nuova tappa del nostro viaggio è a Castel di Sasso, in provincia di Caserta, un suggestivo “Comune sparso” di circa mille abitanti nel Medio Volturno, a circa 400 metri sul livello del mare sulle falde del monte Friento. Famoso per il suo borgo medievale arroccato, offre viste panoramiche sul Golfo di Napoli e rappresenta una destinazione ideale per il turismo lento, escursionismo e natura, a soli 18 chilometri da Caserta.

Comune ampio, ma la logistica è buona

“Il Comune di Castel di Sasso è molto ampio, con una copertura di 20 chilometri quadrati, è un’area interna, polmone verde del casertano, ma dal punto di vista logistico non è svantaggiato visto che si trova ad una quarantina di chilometri da Napoli”, ha raccontato a Key4Biz il sindaco Davide Petruccionevale a dire a una cinquantina di minuti dal centro di Napoli. Questo è un punto fondamentale su cui insistere, anche attraverso le possibilità che la fibra può offrire contro il calo demografico endemico degli ultimi decenni”.

Ambiente più friendly con la fibra

Spazi di co-working, una logistica non svantaggiata e risorse naturalistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche di grande interesse sono un mix che rende attrattivo il territorio da punto di vista economico e turistico. “L’idea è di rendere il Comune attrattivo anche per chi vuole e può lavorare da remoto – aggiunge il sindaco Petruccione – Penso ai lavoratori da remoto, ma anche ai tanti concittadini e concittadine che, accrescendo la loro posizione lavorativa o studiando sono andati via, ma che grazie alla fibra potrebbero trovare qui un ambiente più accogliente e idoneo per lavorare al meglio, conciliando qualità della vita e soddisfazioni professionali”.

La fibra per promuovere il territorio

Tra l’altro il territorio ha una tassazione vantaggiosa, c’è un’area industriale e anche un CUP, il che rende il territorio attrattivo.

La copertura ha raggiunto peraltro un borgo del territorio che oggi è disabitato. “Si tratta di Borgo Vallata, che è uno dei 15 o 16 borghi che compongono il territorio e che è l’emblema dello spopolamento del territorio. La fibra è arrivata lì perché ci sono degli immobili di proprietà comunale che vengono oggi sfruttati per attività culturali, eventi di promozione del territorio”, ha proseguito il Sindaco, “in uno di questi immobili è stato attivato un info-point che segue il territorio. L’obiettivo è farne il punto di riferimento per le attività turistico culturali del territorio”.  

Alessandro Spaggiari, Sindaco di Soiano del Lago (Bs)

A Soiano del Lago, che dà sul lago di Garda: 16 chilometri di fibra per modernizzare la PA

Prossima tappa al Comune di Soiano del Lago, in provincia di Brescia, sul Lago di Garda. “La realizzazione della rete FTTH nel Comune di Soiano del Lago rappresenta un investimento strategico fondamentale per il futuro del territorio. Grazie alla posa di circa 16 chilometri di fibra ottica, oggi possiamo garantire connettività ultraveloce non soltanto agli edifici pubblici, come Municipio e Scuole, ma anche alle abitazioni private e alle attività produttive presenti nelle zone più decentrate del paese”, racconta il sindaco Alessandro Spaggiari, secondo cui per un piccolo Comune, la fibra ottica non significa soltanto internet più veloce: significa rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente, moderna e vicina ai cittadini.

Digitalizzazione del PNRR valorizzata con l’FTTH

“Gli importanti finanziamenti PNRR ottenuti dal Comune per la digitalizzazione, dall’abilitazione al cloud ai servizi tramite SPID, CIE, App IO, pagoPA, ANPR e interoperabilità delle banche dati, possono oggi essere valorizzati pienamente proprio grazie a questa infrastruttura”, aggiunge Spaggiari.

Nella PA smaterializzazione delle pratiche e digital divide ridotto

“La connettività in fibra consentirà agli uffici comunali di accelerare la smaterializzazione delle pratiche, ridurre i tempi amministrativi, migliorare lo scambio documentale tra gli uffici, con gli enti sovracomunali e offrire servizi digitali sempre più accessibili e immediati per cittadini e imprese”, dice ancora il sindaco Spaggiari. “Allo stesso tempo, la fibra contribuisce a ridurre il divario digitale che spesso penalizza i piccoli Comuni e le aree bianche, creando nuove opportunità di sviluppo economico, smart working, innovazione e attrattività territoriale. È una condizione essenziale per costruire un Comune realmente smart, capace di offrire servizi moderni senza perdere la qualità della vita e il legame con il territorio che caratterizzano le nostre comunità locali. Possiamo dire che da oggi, a Soiano del Lago, il futuro è presente!”.

Antonio Rizzo, Sindaco di Viggianello (Pz)

A Viggianello 50 chilometri di fibra ultraveloce

Infine, il nostro viaggio si chiude nel borgo di Viggianello, in provincia di Potenza, dove sono stati posati 50 chilometri di fibra ottica ultraveloce. Nel cuore del Parco del Pollino, è stato realizzato un progetto ad alto impatto sostenibile con scavi ridotti al minimo e il riutilizzo di oltre l’80% delle infrastrutture esistenti. Un’opportunità di transizione digitale – con la trasformazione del centro lucano in un ‘Borgo Smart’ – della quale ha tratto beneficio, in primis, l’amministrazione comunale, come ha confermato il Sindaco Antonio Rizzo: “È stato un vero e proprio passaggio al mondo moderno che ha permesso di collegare un luogo molto periferico al resto del mondo. Qui da noi”, ha detto, “le strade sono complesse, ma quella per il digitale è diventata molto più semplice”.

Benefici per gli uffici comunali

Il primo cittadino ha messo in evidenza inoltre i benefici per gli uffici comunali “dove navigare a mille mega era un sogno” e quelli per i cittadini. “Il servizio ottimizzato è un beneficio soprattutto per la nostra comunità per quanto l’età media non sia bassissima, e lo abbiamo notato, per esempio, quando un anziano si reca all’ambulatorio e si può scaricare velocemente il fascicolo sanitario”. E le facilitazioni sono visibili anche dal punto di vista turistico: “Oggi non siamo più delle lumache”, ha concluso.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/piccoli-comuni-e-borghi-finalmente-connessi-grazie-alla-fibra-ftth-i-sindaci-non-siamo-piu-lumache-e-con-smart-working-pa-digitale-e-turismo-meno-spopolamento/572816/




DNA, governi UE lontani da accordo. Il piano in 12 punti delle telco Ue

I paesi europei faticano a trovare una posizione unitaria sul Digital Networks Act, il nuovo pacchetto di regole proposto dalla Commissione Ue al vaglio delle istituzioni di europee. Pesa in primo luogo la mancata volontà di cedere pezzi di sovranità nazionale a Bruxelles da parte delle 27 capitali del Vecchio Continente su regole Tlc, net neutrality e modalità di finanziamento delle nuove reti in fibra e 5G standalone.

Il nodo dello spettro

Uno dei punti nodali di scontro è la volontà di Bruxelles di centralizzare la gestione dello spettro radio e le regole sulla concorrenza.

Un altro tema alquanto divisivo è quello delle tariffe per l’utilizzo delle reti. Le Big Tech devono o non devono pagare per l’occupazione massiccia delle reti? In che modo dovrebbero contribuire al finanziamento delle nuove reti che pesa sulle telco?

Anche la net neutrality è a rischio, con le nuove regole proposte nel DNA.

Lo switch off del rame

Un altro tema critico è lo switch off del rame, che secondo la proposta controversa della Commissione dovrebbe chiudersi entro il 2035, ma che nei diversi paesi Ue sarà programmata e portata avanti a seconda delle diverse situazioni dei singoli Stati.

Insomma, i nodi da sciogliere sono numerosi ei diversi blocchi in gioco sono essenzialmente tre.

Il blocco dei sovranisti

In primo luogo, il blocco dei paesi “sovranisti” (Italia, Francia, Germania, Austria, Ungheria, Slovenia) che a novembre ha presentato un documento congiunto (non-paper) per contestare la struttura stessa della proposta della Commissione Ue. In poche parole, la nuova legge dovrebbe essere una semplice direttiva – che lascia maggiore flessibilità di recepimento – e non un regolamento direttamente applicabile, che imporrebbe regole identiche per i diversi paesi indipendentemente dalle condizioni di mercato dei singoli Stati.   

I sei Stati si oppongono poi alla cessione di sovranità sulla gestione dello spettro radio e alla centralizzazione delle licenze. Sono infine scettici sulle semplificazioni relative ai merger transfrontalieri tra grandi operatori.

I nordici e digitalizzati

C’è poi il fronte dei paesi nordici e digitalizzati (Spagna, Svezia, Danimarca, Lussemburgo) che sono favorevoli alle riforme ma sono più scettici sulle tempistiche. Per quanto riguarda lo switch off de rame, hanno meno problemi visto che ad esempio la Spagna e la Svezia lo hanno pianificato entro quest’anno mentre Lussemburgo e Danimarca entro il 2030.    

Fornitori cinesi

Un altro punto divisivo riguarda la volontà di Bruxelles di estromettere i fornitori cinesi (Huawei e ZTE) dalle reti cellulari, in particolare per quanto riguarda il 5G per timori di carattere geopolitico, di cybersicurezza e spionaggio industriale.

Fair share tramontato, che fare con le Big Tech?

Per quanto riguarda, infine, il contributo al finanziamento delle reti in fibra e 5G da parte delle Big Tech (Google, Netflix, Amazon, Facebook ecc), i governi sono stati talmente divisi che la proposta di fair share è stata già accantonata. Favorevoli sarebbero stati paesi come Francia, Italia e Spagna. Contrari, invece, Germania, Paesi Bassi e Irlanda. Paesi storicamente più vicini alle Big Tech anche per questioni fiscali.    

Il piano in 12 punti di Connect Europe

Nel contempo, è arrivato oggi un nuovo piano in 12 punti per migliorare il Digital networks Act da parte di Connect Europe, l’associazione che raccoglie le principali telco europee.

Il messaggio centrale è che la connettività non è soltanto un’infrastruttura tecnica, ma una leva industriale strategica per l’Europa: senza reti più solide, scalabili e sostenibili, anche le ambizioni europee su AI, cloud, cybersecurity, competitività e sovranità digitale restano più difficili da realizzare.

1. Semplificazione, armonizzazione e parità di condizioni

Il DNA dovrebbe eliminare le norme duplicate anziché aggiungere complessità e burocrazia, riducendo al contempo la frammentazione e garantendo una reale parità di condizioni nell’intero ecosistema digitale, in linea con il principio “stessi servizi, stesse regole”.

2. Rafforzare la certezza dello spettro a lungo termine

Gli investimenti richiedono prevedibilità. Le licenze per lo spettro dovrebbero essere a tempo indeterminato o a lungo termine (40 anni), supportate da quadri di rinnovo automatico prevedibili e giuridicamente sicuri. Le misure di modellazione del mercato e la condivisione obbligatoria devono rimanere giustificate e proporzionate. Una chiara definizione tempestiva delle bande future, incluso il 6G, è fondamentale per ancorare gli investimenti nell’ecosistema. La governance dello spettro deve rafforzare le economie di scala, non introdurre incertezza.

3. Favorire una transizione alla fibra guidata dal mercato

Con oltre il 77% di copertura FTTH, la migrazione alla fibra è ben avviata e in molti Stati membri si è già registrata un’elevata diffusione senza un mandato normativo. Lo spegnimento dovrebbe rimanere guidato dal mercato. Tempistiche uniformi a livello UE, scollegate dalle realtà del mercato, mancano di proporzionalità e rischiano di distorcere la concorrenza e ridurre la pluralità delle infrastrutture. Le politiche dovrebbero dare priorità alla condivisione delle migliori pratiche, supportare l’implementazione e la domanda, piuttosto che imporre scadenze rigide che indeboliscono la fiducia, gli incentivi agli investimenti e la certezza del diritto.

4. Sostituire la regolamentazione di accesso tradizionale con un regime di accesso “di sicurezza” a prova di futuro

Il DNA dovrebbe rendere la deregolamentazione la norma predefinita, limitare l’intervento normativo a colli di bottiglia locali realmente eccezionali, rifiutare prodotti di accesso UE standardizzati e garantire che qualsiasi rimedio sia rigorosamente giustificato, proporzionato, con scadenza definita e a supporto degli investimenti nelle infrastrutture Gigabit.

5. Aggiornare le regole di Internet aperto per le reti avanzate

I principi di Internet aperto devono essere preservati, adattando al contempo le regole all’evoluzione tecnologica. Le architetture 5G avanzate e cloud-native si basano su una gestione flessibile del traffico, sulla differenziazione della qualità e sul network slicing, consentendo offerte più personalizzate e servizi innovativi. I servizi di connettività business-to-business (B2B) dovrebbero essere esclusi dall’ambito di applicazione per evitare di ostacolare la digitalizzazione industriale. Le norme aggiornate dovrebbero favorire l’innovazione e consentire ai consumatori di beneficiare delle reti moderne.

6. Correggere gli squilibri nella catena del valore della connettività

È necessario affrontare le asimmetrie persistenti. I grandi generatori di traffico che influenzano i carichi di rete dovrebbero impegnarsi in negoziati equi sull’interconnessione e sul trasporto dati IP nell’ambito di un quadro normativo UE vincolante con un’efficace risoluzione delle controversie. Gli approcci di conciliazione volontaria sono insufficienti. Inoltre, i principali attori della catena del valore di Internet che incidono sull’instradamento del traffico dovrebbero rispettare i principi di un Internet aperto. Lasciare irrisolti squilibri ingiustificati compromette la capacità dell’Europa di raggiungere i suoi obiettivi di connettività, sostenibilità e politica industriale.

7. Garantire la neutralità tecnologica e la parità normativa

Servizi equivalenti devono essere soggetti a norme equivalenti. La direttiva ePrivacy, una normativa orizzontale obsoleta e specifica per settore che limita la capacità degli operatori di innovare, combattere le frodi e proteggere gli utenti, dovrebbe essere abrogata per fare affidamento sul GDPR, applicabile in egual misura a tutti gli attori. Con l’espansione dei fornitori di servizi satellitari nei mercati direct-to-device, è necessario garantire la parità normativa, salvaguardando al contempo la certezza dello spettro terrestre. Un quadro normativo tecnologicamente neutrale è essenziale per prevenire distorsioni e proteggere gli investimenti a lungo termine.

8. Riorientare le politiche a tutela degli utenti finali su proporzionalità e coerenza

La tutela degli utenti finali deve rimanere forte ma proporzionata. I quadri normativi orizzontali a tutela dei consumatori dovrebbero prevalere sulle norme nazionali e specifiche del settore delle telecomunicazioni, e gli obblighi settoriali rimanenti dovrebbero essere pienamente armonizzati. Il Servizio Universale dovrebbe orientarsi verso strumenti pubblici mirati per affrontare i problemi di accessibilità economica o eventuali lacune di connettività residue. Gli obblighi relativi alle comunicazioni di emergenza devono essere applicati in modo coerente da tutti gli attori interessati. Le disposizioni in materia di frode dovrebbero essere coerenti con le altre leggi dell’UE e garantire che gli operatori possano agire rapidamente in tempo reale per contrastare le frodi. La tutela dei consumatori e la competitività devono rafforzarsi a vicenda attraverso una regolamentazione coerente.

9. Affrontare la resilienza come obiettivo orizzontale, non settoriale

Un ecosistema di connettività affidabile è un obiettivo condiviso da decisori politici e industria. Gli operatori garantiscono già sicurezza e resilienza attraverso misure tecniche, operative e organizzative complete. I nuovi meccanismi sovrapposti e specifici per settore aggiungeranno confusione e complessità e risulteranno sproporzionati. Gli obiettivi di resilienza dovrebbero essere affrontati attraverso i quadri orizzontali esistenti.

10. Garantire che l’autorizzazione generale non crei oneri aggiuntivi ingiustificati

Gli operatori già autorizzati dovrebbero essere considerati conformi a qualsiasi nuovo sistema che la DNA introdurrebbe per l’autorizzazione generale/passaporto e per l’autorizzazione generale dello spettro. Inoltre, qualsiasi nuovo requisito per l’ingresso nel mercato non dovrebbe creare incertezza giuridica per le parti interessate facendo riferimento a leggi attualmente non in vigore.

11. Semplificare il quadro normativo per le risorse di numerazione

I servizi M2M non interpersonali e IoT dovrebbero essere esclusi dagli obblighi orientati al consumatore e la complessità normativa dovrebbe essere ridotta laddove la numerazione sia utilizzata solo per la connettività delle macchine.

12. Promuovere reti più ecologiche senza nuova burocrazia

La sostenibilità dovrebbe essere perseguita attraverso la modernizzazione, l’efficienza e gli incentivi agli investimenti, non attraverso obblighi di rendicontazione specifici per le telecomunicazioni che si sovrappongono, duplicando la legislazione UE esistente e contrastando l’agenda di semplificazione dell’UE.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/dna-governi-ue-lontani-da-accordo-il-piano-in-12-punti-delle-telco-ue/573618/




TIM, la promozione delle agenzie di rating è un assist (o un ostacolo) per l’OPAS di Poste?

Il risanamento finanziario di TIM accelera e ridisegna gli equilibri del risiko delle telecomunicazioni. Nel giro di pochi giorni, il gruppo guidato da Pietro Labriola ha incassato una doppia promozione sul debito: prima Moody’s (rating a Ba1 da Ba2) e oggi Fitch, che ha alzato il giudizio di lungo termine a ‘BB+ con outlook stabile. Entrambe le agenzie certificano il successo del deleveraging post-vendita di NetCo e la forte generazione di cassa attesa fino al 2028. In particolare, Fitch sottolinea “l’espansione di TIM Enterprise e la crescita costante in Brasile”, come evidenziato nei conti del primo trimestre. Una settimana d’oro per i conti, che solleva però un interrogativo cruciale: come impatta questo exploit sull’OPAS lanciata da Poste Italiane?

L’assist: un target più solido e meno rischioso

Per Poste Italiane, il doppio upgrade è un indiscutibile assist sul piano della sostenibilità finanziaria. Una TIM strutturalmente più solida e con un merito creditizio vicino all’investment grade riduce drasticamente i rischi legati all’integrazione o al rifinanziamento del debito del target. L’operazione di acquisizione diventa finanziariamente più sicura e difendibile davanti al mercato e agli azionisti del gruppo acquirente.

L’ostacolo: la leva del prezzo e l’appetito del mercato

L’altra faccia della medaglia riguarda la valutazione di TIM. Il combinato disposto dei giudizi di Fitch e Moody’s, unito al sentiment positivo degli analisti (come BofA), funge da propulsore per le quotazioni del titolo. Per Poste, questo successo potrebbe trasformarsi in un ostacolo:

  • Pressione sul concambio: Gli azionisti di TIM, forti di una società risanata e promossa, potrebbero ritenere l’offerta attuale meno generosa.
  • Resistenze sul prezzo: Un titolo TIM rivalutato dal mercato restringe i margini di manovra di Poste, aumentando il rischio di dover ritoccare le condizioni per superare le resistenze del mercato e dei soci chiave.

Il verdetto delle agenzie promuove la strategia industriale di TIM, ma sposta l’asticella dell’OPAS: Poste si trova tra le mani una preda decisamente più sana, ma che potrebbe essere più cara da conquistare.

L’Opas (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) lanciata da Poste Italiane su TIM, annunciata il 22 marzo 2026, valorizza ogni azione TIM 0,635 euro. L’operazione totale ha un valore di circa 10,8 miliardi di euro.

Componente in contanti: 0,167 euro.

Componente in azioni: 0,0218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione.

Il prezzo di 0,635 euro per azione rappresenta un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura di TIM del 20 marzo 2026. L’obiettivo dell’operazione è la creazione di un polo integrato e il delisting di TIM da Piazza Affari, con il completamento previsto entro la fine del 2026.

Quando arriverà la risposta di TIM?

  • Parere del CdA: Secondo fonti finanziarie diffuse da Reuters, il Consiglio di Amministrazione di TIM dovrebbe pubblicare il proprio comunicato ufficiale con il parere (non vincolante) sul prezzo e sull’offerta intorno al 10 agosto 2026.
  • Apertura del periodo di adesione: L’effettivo lancio dell’Opas sul mercato, con la possibilità per gli azionisti di consegnare le proprie azioni, è programmato per luglio 2026.
  • Decisione degli azionisti: La scelta finale spetterà ai singoli azionisti di TIM durante il periodo di offerta, finalizzato al delisting entro la fine del 2026.

Poste Italiane potrebbe rilanciare il prezzo?

Sì, un rilancio è possibile ed è ipotizzato dal mercato. Molti analisti finanziari e banche d’affari (tra cui Barclays) considerano il premio del 9,01% troppo basso, stimando la necessità di un incremento del prezzo vicino al 10% per convincere i soci.

Tuttavia, la posizione ufficiale delle società coinvolte è di attesa:

  • L’Amministratore Delegato di TIM, Pietro Labriola, ha detto lo scorso 7 maggio che è ancora troppo presto per stabilire se l’offerta debba essere alzata.
  • Eventuali ritocchi al prezzo (in particolare sulla componente in contanti) verranno valutati da Poste Italiane soltanto dopo le reazioni formali del CdA di TIM e l’andamento iniziale delle adesioni in estate.

Oggi il titolo Tim viaggia a 0,71 euro e c’è chi sostiene l’asticella minima per l’Opas sarebbe 0,80 euro.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/tim-la-promozione-delle-agenzie-di-rating-e-un-assist-o-un-ostacolo-per-lopas-di-poste/572626/




AT&T, Verizon e T-Mobile US lanciano joint venture satellitare D2D per contrastare la minaccia Starlink

Spaventate da Starlink, e tre principali società di telecomunicazioni degli Stati Uniti, AT&T, Verizon e T-Mobile, hanno emesso un comunicato congiunto, annunciando un accordo di principio per la creazione di una nuova joint venture al fine di promuovere lo sviluppo della tecnologia di comunicazione satellitare diretta al dispositivo (D2D). La mossa sembra disegnata per neutralizzare alla radice, in un certo senso inglobare, la minaccia di invasione di campo degli operatori satellitari, in particolare Starlink, nell’arena delle comunicazioni mobili.

Obiettivo colmare i gap di copertura in aree rurali

L’obiettivo dichiarato nel comunicato è colmare le lacune nella copertura della rete wireless, in particolare nelle aree rurali e remote, scarsamente servite e non coperte. La dichiarazione sottolinea che, nelle aree in cui i servizi cellulari tradizionali sono difficili da coprire, questa cooperazione dovrebbe “quasi eliminare” le zone d’ombra dell’attuale mancanza di servizi mobili negli Stati Uniti, coprendo aree precedentemente non servite. Allo stesso tempo, quando le reti terrestri esistenti vengono interrotte a causa di calamità naturali estreme o altre anomalie, le reti satellitari possono fornire connessioni ridondanti.

Data la quota di mercato dei tre colossi, la cooperazione tripartita potrebbe modificare il loro rapporto con SpaceX, Starlink, AST SpaceMobile, nonché la modalità di cooperazione tra Amazon e i fornitori globali di servizi di rete satellitare.

Accordi già siglati con operatori satellitari

Secondo il loro annuncio congiunto, la joint venture rimane oggetto di negoziati. Potrebbe anche essere soggetto all’approvazione normativa. Ma, qualora verrà raggiunto un accordo definitivo, i tre operatori collaboreranno per condividere IP e spettro terrestre per sviluppare specifiche industriali che, sostengono, offriranno un’esperienza più fluida per clienti e operatori satellitari.

Tutti e tre gli operatori hanno sviluppato strategie di servizio D2D e stretto partnership satellitari, con T-Mobile US che ha già lanciato il proprio servizio D2D, T-Satellite, in collaborazione con Starlink, mentre cerca di colmare le lacune di copertura nelle aree rurali più difficili da raggiungere.

“Avendo lanciato la prima rete nazionale satellitare diretta al dispositivo per testi e dati, abbiamo visto in prima persona quanto possa essere cruciale una connettività affidabile quando l’America ne ha più bisogno,” ha dichiarato Srini Gopalan, presidente e CEO di T-Mobile US. “Con l’espansione delle costellazioni satellitari, che presto saranno supportate da molteplici operatori spaziali, questa joint venture utilizzerà capacità ampliate e prestazioni migliorate per offrire il miglior servizio possibile ai clienti. Insieme, puntiamo a promuovere un futuro in cui l’America rimanga connessa in più luoghi, con meno zone morte e un maggiore accesso ai prodotti e alle esperienze su cui le persone fanno affidamento ogni giorno”, ha aggiunto.

John Stankey, presidente e CEO di AT&T, ha commentato: “Il nostro obiettivo è rendere semplice la connessione, ovunque tu sia – su un’autostrada rurale, in un parco nazionale, su una barca o durante un’emergenza. Unendoci ad altri operatori, portiamo la nostra esperienza combinata per accelerare l’accesso dei nostri clienti a una copertura affidabile e sempre disponibile ovunque. Questa collaborazione non solo rende più facile la connettività; rafforza la leadership americana nelle comunicazioni.”

Dan Schulman, CEO di Verizon, ha dichiarato che la partnership “offre ai clienti più opzioni, continua a rafforzare le infrastrutture americane e ad aumentare la concorrenza per i fornitori di satelliti”.

La mossa arriva mentre il mercato satellitare si sta riscaldando. Aziende come SpaceX (tramite Starlink) hanno messo migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa, mentre aziende come Amazon (tramite Project Kuiper) ed Eutelsat OneWeb cercano di tenere il passo con l’azienda di Elon Musk.

Gli operatori Usa sostengono che la joint venture proposta porterà benefici ai clienti in diversi modi, tra cui minori lacune di copertura, connettività affidabile in caso di emergenza, prestazioni di rete migliorate e un’esperienza più costante.

Secondo gli operatori, la joint venture avvantaggerà anche il settore, ampliando l’accesso per i fornitori satellitari, facilitando l’integrazione tecnica e creando una piattaforma di innovazione tecnologicamente neutrale che includa la “compatibilità dei dispositivi a livello industriale”.

Almeno un fornitore di satelliti ha accolto con favore la joint venture proposta: AST SpaceMobile ha già partnership con AT&T e Verizon per fornire servizi satellitari in zone remote degli Stati Uniti.

Rispondendo alla notizia, il CEO dell’azienda satellitare, Abel Avellan, ha detto di essere “felice di vedere come l’industria si sta preparando a abilitare la connettività a banda larga cellulare spaziale a ogni americano”, aggiungendo che la sua azienda intende essere un “facilitatore chiave” di questa trasformazione.

No comment invece da parte di Starlink.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/att-verizon-e-t-mobile-us-lanciano-joint-venture-satellitare-d2d-per-contrastare-la-minaccia-starlink/572610/




Hollywood e la resistenza contro l’AI. Ma fino a quando?

Pochi giorni fa, il 21 aprile 2026 YouTube ha reso disponibile a chiunque ne faccia richiesta il proprio strumento proprietario di rilevamento dei deepfake, fino a quel momento accessibile solo a un gruppo ristretto di agenzie e figure pubbliche selezionate.

Una mossa arrivata in un momento in cui Hollywood deve fare i conti con una tecnologia sempre più minacciosa per chi teme di essere sostituito dall’intelligenza artificiale: a febbraio, ad esempio, dei, video generati da Seedance 2.0 raffiguranti Brad Pitt e Tom Cruise che se le davano di santa ragione su un grattacielo hanno fatto il giro del web in poche ore, e il presidente dell’MPA (Motion Picture Association), Charles Rivkin, ha parlato apertamente di uso non autorizzato di opere protette su scala massiccia.

Tutto questo pochi mesi dopo il lancio di Sora da parte di OpenAI, nell’autunno 2025, che aveva prodotto una vera inondazione di contenuti che vedevano come protagonisti personaggi di film e serie televisive, oltre a varie ricostruzioni della voce di figure storiche (come Martin Luther King) prima che la piattaforma venisse chiusa, a marzo 2026.

Il meccanismo del tool riconoscimento dei deepfake è concettualmente semplice: chi si iscrive carica il proprio volto nel sistema, che scansiona la piattaforma e segnala i contenuti potenzialmente contraffatti, lasciando al titolare la scelta se richiederne la rimozione oppure lasciarli lì.

La piattaforma continua a garantire degli spazi per la parodia e la satira, ma i contenuti che replicano in modo realistico l’attività professionale di un interprete sono tra quelli rimovibili su richiesta. Intanto, a gennaio, Taylor Swift ha depositato la domanda di registrazione del marchio per due clip audio della propria voce e per un’immagine di scena, percorrendo una strada già aperta in precedenza da Matthew McConaughey, cioè un utilizzo del diritto dei marchi ancora privo di precedenti giudiziari, pensato per coprire il vuoto che il diritto d’autore lascia aperto quando un modello genera un’imitazione ex novo, senza copiare alcuna registrazione esistente.

Hollywood: resistenza contro l’AI, ma fino a quando?

La resistenza organizzata dell’industria creativa all’intelligenza artificiale si è fatta sentire particolarmente lo scorso gennaio, con il lancio della campagna “Stealing Isn’t Innovation” promossa dalla Human Artistry Campaign, una coalizione che riunisce sindacati, associazioni di categoria e gruppi per i diritti degli artisti. Oltre settecento firmatari – tra cui Scarlett Johansson, Cate Blanchett e Joseph Gordon-Levitt – hanno sottoscritto un appello che chiedeva alle aziende tecnologiche di smettere di addestrare i propri modelli su opere protette dal diritto d’autore senza autorizzazione esplicita, e di introdurre meccanismi di opt-out per i creatori, con tanto di pagina acquistata sul New York Times.

Eppure il fronte della resistenza, a guardarlo con attenzione, è più sfaccettatao di quanto le firme in calce lascino intendere. Justine Bateman, un’attrice e filmmaker che aveva affiancato SAG-AFTRA durante lo sciopero del 2023 e aveva fondato Credo23, un’organizzazione che certifica le produzioni realizzate senza AI generativa, continua a sostenere che la tecnologia sia strutturalmente incompatibile con la creatività umana. Natasha Lyonne, invece, dopo aver annunciato il proprio debutto alla regia con Uncanny Valley, un film che fa uso di strumenti AI addestrati esclusivamente su materiale privo di vincoli di copyright per operazioni di post-produzione, si era ritrovata subito al centro di una bufera online (alimentata, a suo dire, dalla scarsa propensione a leggere i comunicati stampa per intero).

Sandra Bullock, interpellata a margine di una conferenza di settore, aveva sintetizzato con un certo pragmatismo la situazione sull’AI in questi casi: «È qui. Dobbiamo osservarla, capirla, starle vicino», aggiungendo che la cautela resta necessaria, perché c’è chi la userà in malafede.

La Creative Artists Agency, nel frattempo, ha investito in due aziende attive nel campo dei deepfake creativi (Metaphysic e Deep Voodoo) e avviato un prodotto interno chiamato CAA Vault per archiviare le sembianze dei propri assistiti, in vista di future opportunità di monetizzazione: un segnale piuttosto chiaro che la distinzione tra tutela e sfruttamento commerciale della propria immagine digitale è destinata a diventare uno dei principali nodi contrattuali del prossimo futuro, in un contesto sempre più dominato dai servizi casalinghi di fruizione dei contenuti, che macinano serie nuove quasi ogni giorno (Su SOSTariffe.it è possibile confrontare le offerte di streaming disponibili sul mercato italiano)

Il rinnovo WGA guarda altrove

Eppure, al momento, il contratto quadriennale ratificato dalla Writers Guild of America nell’aprile 2026 dice molto sullo stato reale della partita tra i sindacati del settore creativo e le major. Il tema dell’intelligenza artificiale, che aveva dominato la retorica dello sciopero del 2023, è scivolato in secondo piano: le major si sono impegnate a continuare a tenere incontri con il sindacato sull’argomento e a notificare alla WGA eventuali accordi di licenza che coinvolgano opere degli sceneggiatori per l’addestramento di modelli, ma hanno respinto la richiesta di remunerare gli autori per questo utilizzo. E la WGA ha rinunciato a questa rivendicazione.

Il centro di gravità della trattativa si è spostato altrove, visto che il fondo sanitario del sindacato accusa un deficit accumulato di circa 200 milioni di dollari negli ultimi quattro anni, e senza un intervento strutturale le riserve si sarebbero esaurite nel giro di altri tre. Le major hanno versato 321 milioni di dollari, cifra record, alzando al contempo la propria quota contributiva dal 13% al 16,75% della retribuzione lorda degli sceneggiatori. In cambio, gli iscritti pagheranno premi mensili più alti, franchigie aumentate e massimali di spesa out-of-pocket più elevati.

Il risultato è un accordo in cui l’AI è formalmente presente ma, di fatto, marginale, mentre la questione della sanità ha assorbito le energie negoziali di entrambe le parti. Una scelta che mostra come siane cambiate le priorità concrete di chi lavora nell’industria, al di là delle campagne e delle dichiarazioni pubbliche. Quando si tratta di scegliere su cosa concentrare la pressione contrattuale, anche i diritti digitali cedono il passo alle spese mediche.

Ben Affleck, Netflix e il riassetto dell’industria

A marzo 2026 Ben Affleck ha venduto a Netflix la propria società di intelligenza artificiale, InterPositive, fondata in segreto nel 2022. La notizia ha suscitato almeno due reazioni: da un lato la sorpresa per la notevole riservatezza con cui l’attore era riuscito a condurre l’operazione, dall’altro l’immediato dibattito sul significato industriale dell’acquisizione. InterPositive non produce video da prompt testuali e non si occupa di generazione di contenuti, ma ha sviluppato modelli addestrati a ragionare sulla logica visiva e sulla coerenza editoriale, con applicazioni in post-produzione, dalla correzione di inquadrature mancanti alla gestione delle incongruenze di illuminazione. Netflix ha inquadrato l’acquisto come un “ampliamento della libertà creativa”, presentando gli strumenti di InterPositive come soluzioni a problemi tecnici e non come sostituti del lavoro umano.

L’operazione si inserisce in un contesto di riassetto industriale di proporzioni storiche, visto che il 23 aprile gli azionisti di Warner Bros. Discovery hanno approvato la fusione da 110 miliardi di dollari con Paramount Skydance, con un’offerta da 31 dollari per azione che rappresenta un premio del 147% rispetto al prezzo di riferimento pre-operazione.

La chiusura dell’accordo è attesa per il terzo trimestre del 2026, salvo ostacoli regolatori: il Dipartimento di Giustizia americano ha già emesso citazioni istruttorie a fine marzo per esaminare gli effetti della fusione sulla concorrenza nelle sale cinematografiche, sulle piattaforme di streaming e sui diritti di distribuzione dei contenuti.

Nel frattempo Paramount si è accollata anche i 2,8 miliardi che Warner Bros. Discovery doveva a Netflix in seguito allo scioglimento dell’altro precedente e chiacchieratissimo accordo di acquisizione.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/hollywood-e-la-resistenza-contro-lai-ma-fino-a-quando/572130/




Poste, Del Fante “Da combinazione attività Tlc con Tim operatore mobile numero uno”

“La combinazione delle attività di Poste Italiane in ambito telecomunicazioni con il segmento consumer di Tim creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore delle telecomunicazioni”. Così Matteo Del Fante, AD del Gruppo Poste Italiane – che guida insieme al DG Giuseppe Lasco -, commentando i risultati del primo trimestre. Il profilo finanziario dell’operazione proposta è estremamente solido, con un effetto accrescitivo sull’utile per azione (EPS) a partire dal 2027, che diventa a doppia cifra dal 2028″.

Confermate sinergie per 700 milioni l’anno

Per gli azionisti, Poste indica un potenziale di creazione di valore legato a sinergie complessive di ricavi e costi stimate a regime in 700 milioni l’anno. È un perimetro che punta a integrare capillarità territoriale, base clienti, offerta di servizi finanziari e assicurativi e rete di distribuzione con un asset di telecomunicazioni più ampio, in grado di sostenere nuove linee di ricavo e un miglioramento dell’efficienza operativa.

Dividendo confermato

Inoltre, “il dividendo per azione implicito nella guidance 2026 è confermato, e la politica dei dividendi futuri risulterà accrescitiva rispetto allo scenario standalone.

La leva finanziaria pro-forma è attesa a 1,4 volte l’Ebitda al netto del costo dei contratti di leasing entro la fine del 2026, e in progressiva riduzione negli anni successivi, ed il nostro credit rating è stato ad oggi confermato da tutte e tre le principali agenzie di rating. Stiamo entrando in un nuovo capitolo del nostro percorso, fondato su risultati già raggiunti e trainato da una chiara ambizione di lungo periodo. Il 24 luglio presenteremo il nostro piano 2026-2030 standalone, contestualmente ai risultati del secondo trimestre 2026″.

Poste, Del Fante: “Reazione a Opas su Tim positiva, crea valore per tutti gli stakeholder”

“La reazione” all’Opas lanciata da Poste su Tim è stata “in generale positiva”. Lo ha detto l’ad di Poste, Matteo Del Fante in call con gli analisti. “Chiaramente come in ogni transazione ci sono discussioni sul prezzo e tensioni secondo cui avremmo potuto offrire di più”, ma secondo Del Fante i dati mostrati da Poste rappresentano una riposta chiara a questo.

“Mostriamo che guardando al valore che gli azionisti Tim avevano prima dell’offerta e comparando quel valore con quello che hanno dopo che la transazione sarà completata e le sinergie saranno portate a casa c’è un 17% che non abbiamo menzionato nella presentazione e un 10% per gli azionisti di Poste”, ha aggiunto Del Fante.

Il 24 luglio aggiornamento sulla transazione Tim

“Il trend più interessante che stiamo vedendo è che più tempo trascorriamo con gli investitori delle Poste la nostra strategia diventa sempre più chiara agli investitori. Chiaramente è un lungo viaggio e abbiamo ancora davanti a noi tre mesi in cui spiegheremo prima del lancio finale dell’offerta ed è un tempo che useremo per spiegare questo agli investitori. Il Piano del 24 luglio sarà un piano stand alone ma ovviamente avremo l’opzionalità per cui mostreremo un aggiornamento agli investitori sulla transazione di Tim”.

L’ad ha annunciato che il 24 luglio il gruppo presenterà il piano 2026-2030 standalone, contestualmente ai risultati del secondo trimestre 2026. “Le nostre persone restano l’asset più prezioso e desidero ringraziarle per il loro continuo impegno e la loro dedizione al successo di lungo periodo di Poste. Rimaniamo fortemente impegnati nella creazione di valore per tutti gli stakeholder – i nostri azionisti, i nostri clienti, i nostri dipendenti e le comunità in cui operiamo”, conclude l’ad.

Poste: conferma tempistiche su Tim, chiusura operazione entro III trimestre

Poste conferma le tempistiche dell’operazione su Tim. La chiusura dell’offerta pubblica, scrive il gruppo guidato da Matteo Del Fante nel presentare il bilancio al 31 marzo, è attesa entro il terzo trimestre di quest’anno.

Poste, nel 2025 30 milioni di utenti Spid, ricavi 2026 a 70 milioni

Poste ha raggiunto, nel 2025, 30 milioni di clienti con il servizio Spid (che ora prevede un canone di pagamento a paritre dal secondo anno ndr) dai 22 milioni del 2021, con ricavi che passeranno dai 19 milioni del 2025 a 70 milioni di euro nel 2026.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/poste-del-fante-da-combinazione-attivita-tlc-con-tim-operatore-mobile-numero-uno/572169/




Fastweb+Vodafone, nel primo trimestre redditività a 460 milioni (+7,4%) con sinergie. Swisscom pronta a trattare con Inwit sulle torri 

Swisscom, per le torri il nodo è il prezzo: “Pronti a discutere con Inwit”

Il braccio di ferro tra Fastweb e Inwit non si risolverà a breve ma Fastweb+Vodafone potrebbe restare se si scioglie il nodo del prezzo. “Ci aspettiamo ci vorrà un po’ di tempo per risolvere, non mi aspetto alcuna risoluzione rapida” risponde il Ceo di Swisscom Christoph Aeschlimann alle domande degli analisti in conference call. “Abbiamo provato a negoziare molte volte con Inwit e loro hanno rifiutato di entrare in discussione con noi, alla fine forzandoci ad uscire”. “Questo non ci impedisce di continuare a investire sul mercato, stiamo costruendo nuove torri, e continueremo a farlo in Italia, ma allo stesso tempo dobbiamo arrivare a costi sostenibili e questo è il motivo per cui stiamo lavorando con Tim per preparare il nostro plano di migrazione. Se Inwit fosse aperta a discutere per tornare a costi sostenibili, siamo aperti a farlo per trovare un accordo”, aggiunge.

La strategia di migrazione comunque, precisa il manager, sarà discussa con Inwit e il tavolo non si è ancora aperto ma “la time line potrebbe essere la stessa di Tim” che ieri ha fatto sapere che potrebbe uscire in 10 anni. “Siamo in discussione con le altre società di torri, stiamo lavorando anche su come costruire nuove torri direttamente o in joint venture”. “La migrazione potrebbe durare almeno tre anni dal momento in cui il contratto finisce, quindi 5 anni di migrazione”. 

INWIT: dichiarazioni CEO di Swisscom false e tendenziose

“INWIT si vede costretta suo malgrado a rettificare quanto oggi, ancora una volta, incautamente comunicato da Swisscom in nome e per conto della controllata italiana Fastweb. 

Non corrisponde al vero, infatti, che INWIT si sia “rifiutata di avviare discussioni” con Fastweb, “costringendo[la] infine a dare disdetta all’intero contratto di MSA”. È vero l’esatto contrario: come agevolmente documentabile, INWIT ha reiteratamente offerto concrete soluzioni migliorative dei termini del MSA in ottica di creazione di valore per entrambe le parti, suggerendo altresì di affrontare la questione relativa alla durata del MSA nelle forme della negoziazione assistita o in sede arbitrale. Fastweb ha irragionevolmente ritenuto di non accogliere tali proposte, contrapponendo una iniqua revisione delle condizioni del MSA secondo termini economicamente esorbitanti, e sempre nella modalità “prendere o lasciare”, cui ha fatto seguito l’introduzione di un giudizio di merito a fini dilatori, nell’ambito del quale INWIT ha dovuto formulare un’istanza cautelare onde far valere, con l’urgenza del caso, le proprie ragioni.

Riservato ogni diritto e azione“.

Fastweb+Vodafone, nel primo trimestre redditività a 460 milioni (+7,4%) con sinergie

Fastweb+Vodafone chiude il primo trimestre 2026 con risultati finanziari e performance in linea con le attese.

Prosegue la strategia basata sulla generazione di valore per tutti i segmenti di clienti – B2C, B2B e Wholesale – basata su innovazione, qualità e acquisizione di clientela ad alto valore, con l’obiettivo di stabilizzare i ricavi da servizi Telco e la marginalità complessiva, focalizzandosi sulla crescita dei ricavi da servizi ICT e beyond the core.

Clienti in calo

Al 31 marzo 2026 i clienti mobili, residenziali e business si attestano a 19 milioni 910 mila, in lieve flessione dello 1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per una market share stabile pari al 26%. I clienti residenziali e business di rete fissa sono 5 milioni 550 mila (-2,0%), per una market share, anch’essa stabile, pari al 30%.

Ricavi in flessione del 4,5%

I ricavi totali nel trimestre si attestano a 1.737 milioni di euro (-4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025). Nonostante la flessione dei ricavi, l’EBITDA after lease (EBITDAaL) è cresciuto a 457 milioni di euro (+8,5% su base annua), grazie al contributo delle sinergie e delle efficienze di costo. Le CAPEX ammontano a 339 milioni di euro (-11% rispetto al 1° trimestre 2025) e l’Operating Free Cash Flow (OpFCF) è pari a 118 milioni di euro.

Redditività in crescita del 7,4%

Escludendo i costi derivanti dall’integrazione, l’adjusted EBITDAaL è invece pari a 460 milioni di euro (+7,4% rispetto al 1° trimestre 2025) mentre i CAPEX adjusted si attestano a 304 milioni di euro (-17,95% rispetto al 1° trimestre 2025).  L’adjusted Operating Free Cash Flow si attesta a quota 155 milioni di euro, grazie al completamento di progetti strutturali e ad una rigorosa disciplina delle spese in conto capitale, oltre che una diversa distribuzione temporale degli investimenti tra i trimestri, in linea con le guidance 2026.

Nel segmento B2C, che continua ad essere caratterizzato da una pressione competitiva elevata, i clienti mobili si attestano a 15.437 milioni e i clienti fissi a 4.440 milioni.  I ricavi complessivi del segmento residenziale si attestano a 787 milioni di euro, registrando una flessione del 5,4% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. La focalizzazione sulla strategia a valore continua a generare effetti positivi sia rispetto all’ARPU che alla fidelizzazione della base clienti. Il divario nell’ARPU tra i clienti acquisiti e quelli che hanno disdetto il contratto si è ridotto in modo significativo (del 43% nel settore della telefonia mobile e del 21% in quello della banda larga), riflettendo una strategia di acquisizione più orientata al valore e un miglioramento della qualità complessiva e del valore nel tempo della base clienti; anche il tasso di abbandono è migliorato in modo significativo, diminuendo di 2,4 punti percentuali nel settore della telefonia mobile e di 4,2 punti percentuali in quello della banda larga rispetto al primo trimestre.

Crescono i ricavi beyond the core

Allo stesso tempo continuano a segnare una crescita sostenuta i ricavi generati dai servizi beyond the core. Fastweb Energia – ora disponibile anche per i clienti Vodafone – ha raggiunto 119.000 clienti (140.000 includendo i clienti B2B, +184% rispetto all’anno scorso) al 31 marzo 2026. A guidare l’adozione è un approccio trasparente, senza sorprese in bolletta, che consente alle famiglie di pianificare con certezza la propria spesa energetica.

I ricavi della Business Unit B2B si attestano a 739 milioni di euro (-6,9% rispetto al primo trimestre 2025). Una flessione in parte non strutturale che riflette la fisiologica rinegoziazione di alcuni contratti di connettività di grandi clienti, mentre rimane sostanzialmente stabile la base clienti e cresce il portafoglio ordini da parte della Pubblica Amministrazione.

Continua anche nel primo trimestre 2026 l’ottima performance del segmento Wholesale, a conferma della sua centralità nella strategia di Fastweb + Vodafone. Nel primo trimestre 2026 il numero di linee fisse a banda ultralarga fornito a operatori terzi si attesta a 1,194 milioni, in crescita del 23,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre il numero di linee mobili wholesale crescono a 8,190 milioni (+20,7%).  I ricavi totali del segmento si attestano a 205 milioni di euro, in aumento del 10,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

I continui investimenti in infrastrutture, tecnologie e competenze posizionano Fastweb + Vodafone come operatore di riferimento per la costruzione della sovranità digitale del Paese mettendo a disposizione di imprese e PA un ecosistema digitale in grado di integrare infrastrutture proprietarie di rete fisse e mobili e data center, tecnologia Cloud e Cybersecurity e potenza computazionale AI assicurando resilienza e pieno controllo dei dati end to end. Continua, in particolare, la performance positiva delle soluzioni di Intelligenza Artificiale di Fastweb AI Work, la piattaforma che integra GenAI e AI agentica per offrire ad aziende, PMI e PA soluzioni sicure e compliant alle normative. Alla fine del periodo sono più di 35.000 le licenze sottoscritte. A queste si aggiungono oltre 50 progetti di Intelligenza artificiale sviluppati per aziende e pubblica amministrazione.

Integrazione, rete e infrastrutture

Il processo di integrazione procede in linea con i piani. Nel primo trimestre del 2026 le sinergie hanno raggiunto i 77 milioni di euro, principalmente grazie al completamento della migrazione delle SIM Fastweb Mobile sulla rete proprietaria e a ulteriori efficienze di costo. Le sinergie annue complessive a regime sono stimate in circa 300 milioni di euro entro la fine del 2026.

L’integrazione sta procedendo anche sul fronte organizzativo, grazie all’introduzione di politiche del personale armonizzate, tra cui la settimana lavorativa corta e un potenziamento dello smart working.

Prosegue l’espansione delle infrastrutture proprietarie dell’azienda, con la rete mobile 5G che raggiunge a fine marzo l’89% di copertura della popolazione nazionale, +4 p.p. rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre aumenta di 6 p.p. la copertura della rete in fibra FTTH che raggiunge il 58% del territorio nazionale. Sulla base della strategia orientata a fornire la migliore esperienza di servizio ovunque, Fastweb + Vodafone offre a tutti i propri clienti, attraverso gli asset di rete di Fastweb e Vodafone Italia, la più performante connessione disponibile. 

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/fastwebvodafone-nel-primo-trimestre-redditivita-a-460-milioni-74-con-sinergie-swisscom-pronta-a-trattare-con-inwit-sulle-torri/572136/




Tim, ricavi +1,4% nel primo trimestre trainati da Brasile e Enterprise. Ma sul futuro pesa la causa di Sky

Piazza Affari premia la trimestrale di Tim, che in apertura guadagna il 3%. L’operatore controllato da Poste ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi a 3,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% trainato in primo luogo dal Brasile (+6,4%) e da Tim Enterprise (+3,2%).

In calo del 2,7% anche l’EBITDA After Lease di Gruppo, pari a 0,8 miliardi di euro (-8,2% nel domestico a 0,4 miliardi di euro, +4,3% in Brasile a 0,4 miliardi di euro).

Le perdite nette sono aumentate a 292 milioni di euro, più che raddoppiate rispetto ai 124 milioni dell’anno precedente.

L’indebitamento finanziario netto rettificato After Lease di Gruppo al 31 marzo è inferiore a 7,3 miliardi di euro, a fronte dei 7,5 miliardi dell’anno precedente, con una leva inferiore a 2x.

Tim Consumer compensato da Tim Enterprise e Brasile

  • Tim Consumer ha registrato una flessione del 3% dei ricavi a 1,4 miliardi in primo luogo a causa un calo del business MVNO.
  • TIM Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 0,8 miliardi di euro (+3,2% anno su anno) e ricavi da servizi pari a 0,7 miliardi di euro (+4,2% anno su anno), con un trend di crescita tendenziale che ha raggiunto il quindicesimo trimestre consecutivo. Il Cloud si conferma la principale linea di business e quella a maggior crescita, con un aumento dei ricavi da servizi del 14,5% anno su anno, anche grazie al Polo Strategico Nazionale, il cui contributo aumenta del 50% anno su anno, con oltre 650 pubbliche amministrazioni servite. In crescita IoT e Security, stabile la connettività grazie anche al contributo one-off delle attività legate agli eventi olimpici di Milano-Cortina. Sale al 65% (+1 punto percentuale anno su anno) la percentuale di ricavi da servizi legata all’ICT. Il valore del portafoglio ordini è atteso in crescita a oltre 4,2 miliardi di euro nel 2026. TIM Enterprise conferma il proprio posizionamento come principale operatore italiano di sovranità digitale, attraverso tre direttrici: lo sviluppo di infrastrutture, cloud e di rete, proprietarie e sicure, il posizionamento come piattaforma sovrana per carichi di lavoro AI e il ruolo di trusted partner per l’adozione di soluzioni hyperscaler da parte delle imprese italiane. A supporto di questa strategia, TIM, nel quadro del proprio piano di investimenti, prevede di dedicare circa 500 milioni di euro nel triennio 2026–2028 a infrastrutture e asset legati alla sovranità digitale.
  • La Guidance 2026 è confermata.

“I primi tre mesi del 2026 sono in linea con le previsioni del Gruppo e con la guidance fornita al mercato per l’intero esercizio. Il riposizionamento delle diverse attività, avviato negli scorsi anni, continua a dare buoni risultati, con TIM Consumer che mostra una top line resiliente, TIM Enterprise che prosegue nel proprio percorso di crescita e TIM Brasil che si conferma fra i migliori operatori mondiali di TLC. Nel corso dell’esercizio continueremo a posizionarci come i protagonisti del panorama italiano sul fronte della sovranità digitale e dell’intelligenza artificiale, e a semplificare la struttura societaria del Gruppo, con la conversione delle azioni di risparmio, che si chiuderà entro fine maggio, e il successivo raggruppamento azionario. La generazione di cassa attesa porterà nel 2026 a un’ulteriore significativa riduzione del debito e della leva finanziaria di Gruppo”, ha detto l’amministratore delegato Pietro Labriola.

Causa contro Tim-DAZN da 1,9 miliardi di Sky per i diritti del calcio

Ma a rovinare almeno in parte la festa è arrivata la denuncia di Sky sull’accordo per i diritti Tv con DAZN nel periodo 2021-2024, con una richiesta di risarcimento danni da 1,9 miliardi di euro. E così sul futuro di Tim, che entro fine anno sarà incorporata da Poste (che a luglio lancerà un’Opas da 10,8 miliardi di euro), torna l’incertezza. Ieri Sky, dopo la conferma dell’Antitrust di una “grave intesa restrittiva della concorrenza”, ha chiesto fino a 1,9 miliardi di danni a Tim e Dazn per i diritti sulle partite di calcio di Serie A per il 2021-2024. Intesa – per cui le due società erano state già multate dall’Antitrust (di cui Tim per solo 800mila euro e DAZN 7 milioni), che secondo Sky si è protratta per un anno e sette mesi, ed è stata “denunciata” dal provvedimento dell’Autorità pubblicato lo scorso 12 gennaio.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/tim-ricavi-14-nel-primo-trimestre-trainati-da-brasile-e-enterprise-ma-sul-futuro-pesa-la-causa-di-sky/572101/




Spettro radio, Francia e Italia bocciano il rinnovo illimitato delle frequenze nel DNA

La gestione dello spettro radio in Europa dovrebbe rimanere una questione di competenza nazionale. No quindi ad una gestione centralizzata, da Bruxelles, dell’assegnazione delle frequenze, sì invece al mantenimento delle specificità dei 27 Stati membri in materia di frequenze.

E’ questo il messaggio di Francia e Italia, che in un comunicato congiunto di fatto demoliscono la proposta del Digital Networks Act di mettere a fattor comune la gestione dello spettro, sotto la regia unica di Bruxelles. Parigi e Roma dicono un secco no. Nessuna rinuncia alle prerogative nazionali, in questo ambito nessun mercato unico delle telecomunicazioni, in linea con la posizione espressa a suo tempo dal BEREC.

Francia e Italia, no al mercato unico delle Telecomunicazioni

In un comunicato congiunto diffuso ieri i ministri di Italia e Francia Adolfo Urso (Mimit) e Anne Le Hénenaff (Numerique e AI) hanno sonoramente bocciato il capitolo che riguarda lo spettro radio contenuto nella bozza del Digital Networks Act della Commissione Ue, in discussione a Bruxelles.

E’ quanto emerge dalla nota congiunta diramata ieri da parte del Ministère en charge de l’Intelligence Artificielle e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che tra le altre cose, a proposito del tema telecomunicazioni nel Digital Networks Act: “Crediamo che le specificità dei mercati nazionali delle Tlc non dovrebbero essere considerati come un ostacolo per raggiungere gli obiettivi”, si legge nella nota.

La proposta della Commissione, secondo i governi di Parigi e Roma, “non risolve gli ostacoli” per la auspicabile creazione di “partnership transfrontaliere”.

Forte preoccupazione su gestione dello spettro

Più nello specifico, si legge al punto 14 del documento, “Francia e Italia esprimono forti preoccupazioni sugli impatti negativi di questa proposta in relazione alla gestione dello spettro”, si legge.  

Licenze illimitate un danno alla concorrenza

L’obbligo implicito di rilasciare licenze di spettro illimitate potrebbe incidere significativamente sulla concorrenza nel settore delle telecomunicazioni. Limitare l’autorità degli Stati membri in materia di rilascio di licenze di spettro potrebbe ostacolare la loro capacità di adattare le proprie politiche nazionali di pianificazione digitale”, si legge.

Tener conto del rischio interferenze e dei tempi tecnici per gestirle

E ancora, sempre in materia di spettro radio, al punto 15 del documento si legge che “Per quanto riguarda la proposta del Digital Networks Act, Francia e Italia sottolineano anche l’importanza di garantire un approccio equilibrato ed efficace alle disposizioni relative alle interferenze dannose (articolo 14), in particolare nel contesto della gestione transfrontaliera dello spettro. Meccanismi di coordinamento chiari e funzionali tra gli Stati membri sono essenziali per garantire certezza del diritto e continuità operativa per gli operatori. In questo contesto, potrebbe essere opportuno un ulteriore approfondimento sul termine di 12 mesi proposto per l’eliminazione delle interferenze dannose, tenendo conto della complessità tecnica delle procedure di coordinamento transfrontaliere”, si legge.

Per Francia e Italia rilascio di licenze deve restare materia nazionale anche per il satellite

Infine, per arrivare ad una gestione “centralizzata” dello spettro radio ci vorrebbe ancora molto tempo, secondo Francia e Italia. “Un’ulteriore armonizzazione dovrebbe essere presa in considerazione solo quando economicamente giustificata, come nel caso del settore satellitare, poiché tali mercati sono economicamente sostenibili solo su larga scala geografica. Francia e Italia sostengono l’istituzione di un meccanismo comune per garantire i requisiti operativi minimi per i servizi satellitari e, in caso di scarsità di spettro, un meccanismo di selezione comune. Tuttavia, il rilascio delle licenze deve rimanere di competenza nazionale”.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/spettro-radio-francia-e-italia-bocciano-il-rinnovo-illimitato-delle-frequenze-nel-dna/572024/




Fastweb porta il 5G a bordo di Luna Rossa all’America’s Cup. Rete dedicata nel Golfo di Cagliari

Fastweb è Official Sponsor e Technical Partner del team italiano Luna Rossa in vista della 38esima edizione di America’s Cup, la più prestigiosa competizione velica al mondo che – per la prima volta nei suoi 176 anni di storia – si disputerà in Italia, a Napoli, nel 2027.

5G, Rete dedicata nel Golfo di Aranci

In qualità di Technical Sponsor, Fastweb realizzerà una copertura 5G dedicata nell’area del Golfo di Cagliari e in quella del Golfo di Napoli utilizzando la tecnologia 5G “slicing”, una delle caratteristiche principali del 5G Standalone (5G SA), che consente di fornire copertura e prestazioni personalizzate, adattandosi con efficacia a contesti operativi articolati. Il capoluogo sardo, infatti, ospita il quartier generale del team ed è sede della prima regata preliminare, mentre Napoli sarà la venue ufficiale della 38^ America’s Cup.

Luna Rossa, dati di bordo trasmessi in sede a terra in real time

La copertura permetterà a Luna Rossa di trasmettere agli uffici a terra informazioni preziose in tempo quasi reale: i dati telemetrici durante le regate e i video durante gli allenamenti. In questo modo si velocizzeranno ulteriormente le operazioni a bordo, contribuendo a fornire un vantaggio aggiuntivo a tutto l’equipaggio. La tecnologia garantirà bassa latenza e alta capacità della trasmissione per tutta l’area interessata.

Luna Rossa, rete dedicata nel Golfo di Cagliari

Il progetto verrà implementato nel Golfo di Cagliari entro maggio 2026 per la prima regata preliminare, mentre entro l’estate, la rete verrà realizzata anche nell’area relativa al Golfo di Napoli che verrà utilizzata durante la 38esima edizione dell’America’s Cup.

Siamo molto contenti di avere Fastweb come technical partner per la 38^ America’s Cup – ha detto Gilberto Nobili, Technology and Operations Manager di Luna Rossa – Si tratta di un’azienda italiana leader nel settore delle telecomunicazioni e averla a fianco ci permetterà di ottimizzare la trasmissione dei dati e le comunicazioni tra la barca e i nostri uffici tecnici. Sapere di poter contare su una rete affidabile e potente e sul know-how di un brand leader come Fastweb è di fondamentale importanza in una sfida complessa e altamente tecnologica come l’America’s Cup“.

La partecipazione a uno dei progetti sportivi più ambiziosi mai realizzati in Italia nasce da una visione condivisa: esprimere l’eccellenza mettendo a disposizione tecnologie di rete avanzate come il 5G dedicato e know-how – ha dichiarato Max Gasparroni, Chief Technology & Security Officer di Fastweb + Vodafone – Nell’ambito di questa collaborazione forniremo a Luna Rossa strumenti all’avanguardia per l’analisi delle performance, la comunicazione in tempo reale e l’ottimizzazione di ogni fase della navigazione, contribuendo a creare un ecosistema in cui tecnologia, sport e intelligenza umana si integrano per raggiungere nuovi livelli di prestazione. Una partnership che conferma il nostro impegno verso l’innovazione e la transizione digitale del Paese.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/fastweb-porta-il-5g-a-bordo-di-luna-rossa-allamericas-cup-rete-dedicata-nel-golfo-di-cagliari/570857/