Telemarketing selvaggio, Capitanio (Agcom): ‘Filtro anti-spoofing in arrivo, illustrato oggi a Urso’

Presentato oggi dal direttore generale dell’Agcom al ministro Adolfo Urso, durante il tavolo contro il telemarketing selvaggio convocato oggi al Mimit, il nuovo filtro anti-spoofing messo a punto dall’Autorità. Si tratta di un software che Agcom con tutta probabilità utilizzerà per contrastare il fenomeno delle chiamate indesiderate. A quanto risulta a Key4biz, Agcom con tutta probabilità delibererà il 30 aprile e oggi il segretario generale ha illustrato la proposta al ministro.

 L’individuazione della tecnologia anti-spoofing da adottare è stata demandata all’Agcom, che il 14 novembre scorso ha avviato una consultazione pubblica di sei mesi. Sarà quindi l’Agcom al termine della consultazione, ad individuare il modello univoco che verrà adottato.

Telefonate spam, Capitanio (Agcom): “A breve il filtro tecnologico”

“L’iniziativa del Ministro Urso di convocare per oggi un Tavolo tecnico sul telemarketing aggressivo è quantomai opportuna. Le continue chiamate spam stanno rendendo impossibile la vita di milioni di utenti ed è per questo che Agcom sta intervenendo alla radice del problema. Proprio nei giorni scorsi l’Autorità ha portato a termine i lavori di un Tavolo insieme agli operatori telefonici con l’obiettivo di definire le misure tecniche, un vero e proprio filtro tecnologico, per impedire il clispoofing. Questa pratica infatti rende possibile il camuffamento del numero chiamante, permettendo a centinaia di operatori che operano nell’illegalità e prevalentemente dall’estero di agire indisturbati e fuori dalle regole che invece gravano sui call center legali. Nelle prossime settimane Agcom sarà pronta a rendere pubblici gli esiti di queste interlocuzioni. Una volta approvata la delibera, gli operatori avranno massimo 6 mesi per bloccare le telefonate spam secondo gli standard tecnologici indicati da Agcom”.

Lo spoofing è la tecnica fraudolenta con cui i criminali camuffano l’identificativo del chiamante per farlo apparire un numero affidabile, come ad esempio quello di un’azienda, di un ente governativo o di una persona conosciuta. Questo stratagemma aumenta le probabilità che la vittima risponda alla chiamata e cada nella trappola dello scammer. Questi numeri sono in realtà non richiamabili.

Vedi anche: Telemarketing selvaggio, Longi (FDI): ‘Registro opposizioni e lotta allo spoofing alla base della mia proposta di legge’

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Poste al 24,8% di Tim ma fuori dal Cda? Per iliad non cambierebbe nulla

L’ingresso di Poste nel capitale di Tim ha avuto il merito di ravvivare l’ambiente delle Tlc e di sbloccare una situazione di stallo che durava da tempo. Un’operazione da 684 milioni di euro che ha portato la società dei recapiti a detenere il 24,8% di TIM, diventandone il primo azionista al posto di Vivendi scesa ad una quota residuale del 2,5%.

Ma secondo quanto anticipato da MF-Milano Finanza, il gruppo guidato da Matteo Del Fante, con il supporto del direttore generale Giuseppe Lasco, avrebbe deciso di non entrare nel consiglio di amministrazione della società.

Una decisione a sorpresa

Una scelta che, secondo MF, intende segnare una discontinuità rispetto alla gestione francese e allo stesso tempo aprire lo spazio a nuove sinergie tra TIM e quella che viene definita, con un gioco di parole, la “novella Sip” — la Società Italiana Poste.

Questa impostazione strategica, secondo il quotidiano, lascerebbe ampia libertà d’azione all’amministratore delegato di TIM, Pietro Labriola, che dopo aver completato la cessione della rete a KKR-Fibercop potrà ora concentrarsi sullo sviluppo delle nuove divisioni interne e su possibili accordi con altri operatori come Iliad.

Tra l’altro, c’è da dire che l’eventuale mancata presenza di Poste dal Cda di Tim non cambierebbe nulla per l’operatore francese per quanto riguarda il suo possibile ingresso in Tim.

Le intenzioni di Iliad sono chiare così come la volontà di giocare, eventualmente, un ruolo attivo di guida nella gestione industriale del business.

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INWIT, l’assemblea nomina il nuovo Consiglio di amministrazione

L’Assemblea ordinaria degli Azionisti di INWIT S.p.A. (Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.), si è riunita oggi a Milano sotto la presidenza di Oscar Cicchetti.

Bilancio di esercizio e distribuzione dividendo ordinario

L’assemblea di INWIT ha approvato il bilancio integrato 2024 che si è chiuso con un utile netto di 353,8 milioni di euro.

L’Assemblea ha altresì deliberato la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2024 di euro 0,5156 (al lordo delle ritenute di legge applicabili) per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione alla data di stacco cedola, con esclusione delle azioni proprie in portafoglio.

Il dividendo complessivo, che verrà distribuito sulla base delle azioni ordinarie in circolazione alla data di stacco cedola, risulta pari a euro 480.482.489,16.

Il dividendo verrà posto in pagamento dal 21 maggio 2025, con stacco cedola il 19 maggio 2025 (in conformità al calendario di Borsa Italiana) e record date (ossia la data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso ai sensi dell’art. 83-terdecies del TUF) il 20 maggio 2025.

Il Bilancio Integrato 2024 è disponibile sul sito internet della Società, all’indirizzo www.inwit.it sezione https://www.inwit.it/it/governance/assemblea-azionisti/assemblea-azionisti-15-aprile-2025/documentazione/.

Dividendo straordinario

L’Assemblea ha approvato la proposta di pagamento di un dividendo straordinario, a novembre 2025, nella misura di euro 0,2147 per azione, per un importo massimo di euro 200.076.785,15, a valere sulle riserve distribuibili della Società, fermo restando che, in caso di variazione del numero di azioni proprie in portafoglio alla data di stacco cedola, si manterrà inalterato il valore del dividendo unitario con conseguente variazione dell’importo complessivo distribuito. La distribuzione di un dividendo straordinario risponde all’obiettivo di fornire un ulteriore beneficio monetario agli azionisti.

Il dividendo verrà posto in pagamento in data 26 novembre 2025 (data stacco cedola 24 novembre 2025 e record date il 25 novembre 2025). Il dividendo straordinario è da ritenersi interamente tale da un punto di vista borsistico, essendo una distribuzione eccezionale e non ricorrente.

Relazione sulla Politica di Remunerazione e compensi corrisposti

L’Assemblea di INWIT ha approvato, ai sensi deII’art. 123-ter del TUF, la prima sezione della Relazione sulla politica di remunerazione 2025 e sui compensi corrisposti 2024, in materia di compensi degli amministratori e dirigenti con responsabilità strategiche, con riferimento all’esercizio 2025, e si è espressa in senso favorevole sulla seconda sezione della stessa Relazione, in materia di compensi 2024.

La Relazione sulla politica di remunerazione 2025 e sui compensi corrisposti 2024 è disponibile sul sito internet della Società, all’indirizzo https://www.inwit.it/it/governance/assemblea-azionisti/assemblea-azionisti-15-aprile-2025/documentazione/.

Autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie

L’Assemblea ha autorizzato, per un periodo di 18 mesi decorrenti dalla data odierna, l’acquisto di azioni proprie per un importo massimo di 400 milioni di euro, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale vigente e delle prassi di mercato ammesse riconosciute da Consob. L’Assemblea di INWIT ha altresì autorizzato la disposizione delle stesse senza limiti temporali.

Le azioni riacquistate potranno essere destinate alla cancellazione (senza riduzione del capitale sociale), all’assegnazione a servizio di piani di incentivazione a lungo termine (LTI) o ad altri utilizzi consentiti dalla legge.

Per ulteriori dettagli si rimanda al comunicato stampa diffuso in data 4 marzo 2025.

Integrazione del corrispettivo della società di revisione legale dei conti

L’Assemblea, su proposta motivata del Collegio Sindacale ai sensi dell’art. 13 comma 1 del D.Lgs. n. 39/2010, ha approvato l’integrazione del corrispettivo inerente all’incarico di revisione legale della società KPMG S.p.A. per l’anno 2024, in considerazione delle attività svolte per la revisione limitata del bilancio semestrale al 30 giugno 2024 a seguito dell’aumento del perimetro operativo della Società e, per gli anni dal 2024 al 2032 per le attività di verifica della conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento ESEF (European Single Electronic Format).

Nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione

Ai sensi dello Statuto sociale, sono risultati eletti n. 13 Amministratori, di cui:

  • n. 5 Amministratori tratti dalla lista qualificata presentata dal socio Central Tower Holding Company B.V. – titolare di n. 350.409.870 azioni ordinarie pari al 37,60% del capitale sociale – che ha ottenuto il 37,63% dei voti del capitale della Società con diritto di voto pari al 41,15% del capitale rappresentato in Assemblea:

1.   Christian Hillabrant, nato a Los Angeles (Stati Uniti d’America) il 09/10/1965

2.   Nicolas Mahler, nato a Darmstadt (Germania) 06/01/1978

3.   Paola Bonomo, nata a Marostica (Italia) il 15/05/1969

4.   Vania Petrella, nata a Campobasso (Italia) il 16/04/1971

5.   Giulia Staderini, nata a Roma (Italia) il 20/08/1964

  • n. 5 Amministratori tratti dalla lista qualificata presentata dal socio Daphne 3 S.p.A. – titolare di n. 288.625.010 azioni ordinarie pari al 30,97% del capitale sociale – che ha ottenuto il 31,20% dei voti del capitale della Società con diritto di voto pari al 34,12% del capitale rappresentato in Assemblea:
  • Oscar Cicchetti, nato a Pizzoli il 17/06/1951
  • Rosario Mazza, nato a Lamezia Terme il 27/10/1983
  • Stefania Bariatti, nata a Milano il 28/10/1956

4.   Quentin Le Cloarec, nato a Lorient (Francia) il 16/03/1991

5.   Barbara Tadolini, nata a Milano il 20/03/1960

  • n. 3 Amministratori tratti dalla lista  presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e investitori istituzionali unitamente a Amber Capital UK LLP, in qualità di gestore dei fondi Priviledge Amber Event Europe e Amber Capital Investment Management ICAV – Amber Event Driven Fund  – che detengono complessivamente n. 10.814.994 azioni ordinarie INWIT pari all’1,16054% del capitale sociale – che ha ottenuto il 22,43% dei voti del capitale della Società con diritto di voto pari al 24,53% del capitale rappresentato in Assemblea:
  1. Francesco Valsecchi, nato a Roma il 09/07/1964
  2. Carlo Bozzoli, nato a Mirandola (MO) il 25/02/1962
  3. Antonella Odero Ambriola, nata a Otranto il 28/08/1961

Per rispettare la normativa sull’equilibrio di genere Ferruccio Borsani ultimo eletto del genere più rappresentato nella lista più votata presentata dal socio CTHC B.V. è stato sostituito da Giulia Staderini prima candidata non eletta del genere meno rappresentato della medesima lista.

Gli Amministratori Paola Bonomo, Vania Petrella, Giulia Staderini, Stefania Bariatti, Francesco Valsecchi, Carlo Bozzoli, Antonella Odero Ambriola, hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti di indipendenza richiesti dall’ articolo 148 del Testo Unico della Finanza e dal Codice di Corporate Governance. L’Amministratore Quentin Le Cloarec ha dichiarato di essere in possesso solo dei requisiti di indipendenza richiesti dal Testo Unico della Finanza.

Il Consiglio di Amministrazione provvederà a verificare, nel corso della prima riunione che verrà convocata in data 17 aprile 2025, il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in capo ai componenti il Consiglio di Amministrazione sulla base delle informazioni fornite dagli interessati e informerà il pubblico degli esiti di tale valutazione. I curricula vitae e le dichiarazioni degli Amministratori (comprese quelle relative al possesso dei requisiti di indipendenza) sono disponibili sul sito internet di INWIT https://www.inwit.it/it/governance/assemblea-azionisti/assemblea-azionisti-15-aprile-2025/documentazione/.

Gli Amministratori sono stati autorizzati — anche in deroga alle limitazioni di cui all’articolo 2390 del codice civile, per quanto applicabile — a mantenere le cariche che hanno comunicato di ricoprire nelle proprie dichiarazioni rilasciate per la composizione delle liste.

L’Assemblea degli Azionisti ha, inoltre, deliberato:

  • di fissare in numero 3 esercizi, e dunque fino all’ approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027 la durata del mandato del Consiglio di Amministrazione;
  • di stabilire in massimi euro 1.100.000 il compenso complessivo annuo lordo del Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2389, comma 1, c.c. (importo comprensivo dei compensi per la partecipazione ai comitati interni), da ripartire fra i suoi componenti in conformità alle deliberazioni da assumersi dal Consiglio medesimo.

Climate Transition Plan

L’Assemblea ha espresso infine un voto consultivo favorevole sul Climate Transition Plan di INWIT, il piano per la transizione climatica che integra e rafforza la sua strategia climatica.

Il documento fornisce una panoramica degli obiettivi climatici fissati dall’azienda e delle iniziative avviate per il raggiungimento degli stessi negli anni target, definendo inoltre un solido e credibile piano di decarbonizzazione, che prevede azioni concrete per la lotta al cambiamento climatico, al fine di contenere il riscaldamento globale entro gli 1,5°C, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

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Fibercop, ricavi pro-forma a 3,9 miliardi e debito a 9,2 miliardi nel 2024

FiberCop ha pubblicato in data odierna i primi risultati finanziari Pro-Forma per l’esercizio 2024, dopo l’approvazione del bilancio a fine marzo. Questi dati Pro-Forma rappresentano i risultati aziendali assumendo che lo scorporo della rete, effettuato il 1° luglio 2024, il debito del Gruppo, la fusione con Optics BidCo, lo scorporo di Telenergia, avvenuto a dicembre 2024, nonché i criteri contabili del Gruppo FiberCop applicati al nuovo perimetro, siano validi per tutto il 2024.

Sarmi: ‘In soli 6 mesi risultati solidi’

“Sono molto lieto di annunciare i primi risultati finanziari pro-forma di FiberCop per il 2024 – ha commentato Massimo Sarmi, Presidente e Amministratore Delegato dell’azienda – “In soli sei mesi dalla sua costituzione, FiberCop ha registrato solidi risultati finanziari e significativi traguardi operativi. La nostra strategia di sviluppo della fibra ottica rappresenta la migliore garanzia per la crescita futura dell’azienda. Il flusso di cassa generato dalla nostra infrastruttura sostiene lo sviluppo verso l’FTTH, come dimostrato dall’accelerazione nell’installazione della fibra registrata nel secondo semestre del 2024. Il mercato italiano si caratterizza per la sua forte evoluzione verso l’economia digitale, sostenuta dalla velocità e stabilità di trasmissione dei dati. Alla luce di questi futuri sviluppi, l’azienda continua nel suo impegno a fornire una copertura FTTH al 100% nelle aree obiettivo nei prossimi tre anni. FiberCop svolge un ruolo strategico nel contesto economico e imprenditoriale italiano, abilitando la crescita del Paese attraverso un’infrastruttura a prova di futuro al servizio di istituzioni, imprese e cittadini”.

Ricavi a 3,9 miliardi

I ricavi si attestano a 3,9 miliardi di euro, in linea con il budget del management per il 2024 e il piano industriale degli azionisti, grazie a un mix di ricavi diversificato tra prodotti e servizi B2B e B2B2C nonché a un ampio bacino di clienti wholesale di lungo periodo.

La società ha generato un solido EBITDAaL organico per l’intero anno, pari a 1,9 miliardi di euro, che ha supportato l’espansione della rete FTTH sia nelle aree PNRR che in quelle a investimento autonomo, in linea con il budget e con il piano industriale degli azionisti.

Investimenti a 2,4 miliardi nel 2024

Gli investimenti complessivi sulla rete FiberCop sono pari a 2,4 miliardi di euro nel 2024, di cui 1,4 miliardi di euro relativi alla sola seconda metà dell’anno, quando l’azienda, dopo la separazione da TIM, ha avviato la sua nuova ambiziosa strategia sulla banda ultralarga. L’obiettivo del management di espansione della tecnologia FTTH per il 2024 è stato pienamente raggiunto, con 12,2 milioni di Unità Immobiliari collegate in tutta Italia (+2 milioni rispetto al 2023), che rappresentano circa il 60% del totale delle UI che l’azienda prevede attualmente di coprire nei prossimi 3 anni.

La cassa disponibile è pari a 1 miliardo di euro portando il margine di liquidità di FiberCop a 3 miliardi di euro- includendo una linea di credito revolving garantita e pienamente disponibile – e assicurando la copertura delle scadenze del debito oltre il 2028.

Indebitamento netto a 9,2 miliardi

L’indebitamento finanziario netto è pari a 9,2 miliardi di euro, con una struttura ben bilanciata (88% a tasso fisso, nessuna esposizione al rischio di cambio), diversificata (oltre il 50% è rappresentato da obbligazioni) ed a lunga scadenza (circa 6 anni di vita media ponderata), con un costo medio ponderato ante imposte del 5,4% annuo.

Mercato italiano basato prevalentemente sull’FTTC

Con 14,5 milioni di linee attive su un mercato di 20,2 milioni di UI, FiberCop è l’operatore leader in Italia nel settore dell’accesso fisso a banda larga. In questa fase il mercato italiano resta principalmente basato sulla fibra FTTC (Fiber to the Cabinet), una tecnologia ad elevata ampiezza di banda che genera flussi di cassa solidi e resilienti, di cui FiberCop è l’unico fornitore a livello nazionale.

La società conferma il suo impegno nel portare la connessione FTTH al 100% delle UI di interesse entro tre anni, compreso il pieno raggiungimento degli obiettivi del PNRR entro la scadenza di giugno 2026. Inoltre, in base alla sua capacità finanziaria e nel rispetto della propria politica finanziaria, FiberCop realizzerà investimenti mirati nelle aree del piano autonomo, oltre ad  investimenti per l’ammodernamento della propria dorsale portandola ad un livello più avanzato, in aggiunta ad ulteriori iniziative di investimento.

Dati Agcom

Secondo i dati AgCom ad oggi disponibili, nel terzo trimestre del 2024 FiberCop ha acquisito il 58% dei nuovi collegamenti netti FTTH (rispetto al 53% del secondo trimestre dello stesso anno), incrementando la sua quota di mercato complessiva nelle linee attive FTTH fino a quasi il 40% del mercato italiano. Il mercato italiano della banda ultralarga è ritenuto uno dei più interessanti in Europa, poiché beneficia di forti dinamiche trainanti come la scarsa penetrazione della banda ultralarga fissa, la mancanza di infrastrutture via cavo concorrenti (es. TV via cavo), la crescente adozione di dispositivi connessi alla rete e applicazioni ad alto consumo di dati come Cloud, Gaming e video 4K.

Rete di accesso wholesale aperta e neutrale

In tale contesto di mercato, FTTC e FTTH rappresentano le tecnologie di rete più adatte a fornire connessioni affidabili e ad elevata ampiezza di banda. FiberCop offre una rete di accesso wholesale, aperta, neutrale e tecnologicamente flessibile, in grado di servire tutti gli operatori in modo non discriminatorio.

FiberCop ha rappresentato il più grande investimento infrastrutturale in Europa nel 2024, con circa 10 miliardi di euro di capitale investito da un consorzio di investitori a lungo termine guidato da KKR Infrastructure e da una solida rete di azionisti di riferimento (ADIA, CPP Investments, Ministero dell’Economia e delle Finanze e F2i). La presenza di solidi azionisti a supporto, unita a un top management esperto, rafforza ulteriormente le prospettive di FiberCop.

100 milioni di efficienze

Nella seconda metà del 2024, dalla costituzione di FiberCop, il management ha individuato, portandone avanti la realizzazione, oltre 100 milioni di euro di efficienze, per esempio mirate alla dismissione della rete in rame, all’ottimizzazione del parco immobiliare e dell’IT.

EVENTI SIGNIFICATIVI 2024

 Il 1° luglio 2024 è stata completata con successo la totale separazione della rete da TIM, la prima nel settore delle telecomunicazioni europee, garantendo una fluida continuità operativa e senza alcuna interruzione per i clienti.

La prima linea del management team è ora pienamente operativa, con cinque top manager organizzati in un Management Committee a supporto del Presidente e Amministratore Delegato nel processo decisionale.

Il 31 dicembre 2024 è stata finalizzata la fusione tra Optics BidCo e FiberCop, semplificando altresì la catena di controllo.

FiberCop ha inoltre delineato la sua nuova strategia energetica, creando una nuova società indipendente denominata EnerCop, focalizzata sull’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Nel dicembre 2024 sono state allocate in EnerCop, scorporandole da FiberCop, la società Telenergia, responsabile dell’approvvigionamento energetico, unitamente ad altri asset minori legati al settore energetico.

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5G e fibra, investimenti visti in calo del 2% annuo nel prossimo triennio

Gli investimenti globali delle telco sono calati dell’8% nel 2024 e diminuiranno in media di un ulteriore 2% all’anno anche nel prossimo triennio. Lo prevede la società di analisi Dell’Oro Group, secondo cui nello stesso periodo i ricavi cresceranno leggermente migliorando leggermente l’intensità del capex al 2027.

Visto l’attuale contesto fatto di turbolenze sui dazi e guerre commerciali minacciate da Trump, una flessione del 2% annuo degli investimenti in Tlc potrebbe sembrare una cosa piccola. Ma in realtà non è così soprattutto per l’industria delle apparecchiature di rete, che sta già affrontando una flessione cominciata nel 2024 con le telco che stanno cominciando a terminare i loro piani di investimento in 5G e fibra.

Quel che è certo è che le telco stanno tirando la cinghia degli investimenti e che la spesa nei prossimi tre anni sarà quanto mai oculata.

“Con alcune delle più grandi realizzazioni di fibra e 5G ormai superate, i diversi profili di rischio all’interno dello spettro degli operatori diventano più marcati”, ha detto Stefan Pongratz, Vicepresidente della ricerca RAN e Telecom Capex di Dell’Oro Group. “Mentre alcuni operatori preferiscono un approccio più orientato alla crescita e considerano livelli elevati di intensità di capitale essenziali per ottenere un vantaggio competitivo ed essere meglio preparati alla prossima transizione tecnologica, la maggior parte degli operatori ritiene che la torta sia pressoché fissa e che concentrarsi sui miglioramenti dell’efficienza sia considerato meno rischioso per questo gruppo”.

Ulteriori punti salienti del rapporto Telecom Capex di aprile 2025:

Si prevede che le condizioni di investimento si stabilizzeranno nel 2025, sebbene sarà comunque un anno difficile dal punto di vista degli investimenti e dei ricavi derivanti dalle apparecchiature per telecomunicazioni.

Le prospettive di investimento a breve termine sono meno favorevoli: si prevede che gli investimenti degli operatori diminuiranno a un CAGR del 2% nei prossimi 3 anni. Con i ricavi degli operatori in leggera crescita (+1% di CAGR), si prevede che il rapporto capex/ricavi si avvicinerà al 14% nel 2027, in calo rispetto al 16% del 2024.

Si prevede che l’intensità di capitale nel settore wireless si avvicinerà al 12-13% nel 2027, in calo di cinque-sei punti percentuali rispetto al picco del 5G.

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Scontro sulla fibra: Fibercop (KKR) attacca di nuovo Open Fiber. Quale la mossa del Governo?

Lo scontro nel mercato della fibra in Italia si fa sempre più aspro. Fibercop, fa sapere oggi il Sole 24 Ore, sferra il suo secondo attacco nel giro di tre giorni nei confronti di Open Fiber, con una richiesta di accesso agli atti che riguarda i fondi assegnati all’operatore controllato da CDP (60%) e Macquarie (40%) con la legge di bilancio del 2024 da parte del Governo e relativi al riequilibrio finanziario del Piano Bul delle aree bianche.

Si tratta di 660 milioni di euro, che con il placet del Governo sono stati accordati a Open Fiber, che ha potuto mettere a bilancio la somma. Un’operazione che ha contribuito al rifinanziamento da 10 miliardi chiuso dall’azienda a fine 2024.

Fibercop accesso agli atti

Ma Fibercop ora vuole vederci chiaro e conoscere la procedura di riequilibrio del Piano Economico Finanziario delle aree bianche. Una richiesta che, di fatto, è un attacco, per quanto indiretto, anche al Governo, che quella somma l’ha accordata.

Il rapporto fra KKR e il Governo potrebbe in effetti andare meglio.

Tre giorni fa il primo attacco sotto forma di missiva al Governo, svelato dalla Reuters, con cui Fibercop si offriva di subentrare a Open Fiber nelle aree grigie relative al bando Italia 1 Giga. In quel caso, per salvare i fondi del PNRR che rischiano di andare in fumo in caso di mancato rispetto delle stringenti milestone fissate da Bruxelles.

Fibercop, controllata al 37,8% dal fondo statunitense KKR, e a seguire dal fondo pensione Canada Cppib e il fondo sovrano Adia di Abu Dhabi entrambi con il 17,5%, dal Mef al 16% e dal fondo infrastrutturale italiano F2i (11,2%), non sembra affatto conciliante con la rivale. Il rischio è che si inneschi una sorta di ‘Kramer contro Kramer’ della fibra ottica.

Interessi divergenti?

E’ una tattica deliberata di KKR?

Il Mef è d’accordo?

Siamo di fronte ad uno scontro fratricida, senza esclusione di colpi?

CDP è controllata all’82% dal Mef, che però in Fibercop si trova in minoranza.

Quel che appare certo è che l’interesse di KKR, fondo con un orizzonte temporale medio di breve periodo, sia quello di remunerare in tempi stretti l’investimento effettuato nella rete Tim. La spesa per rilevare la NetCo di Tim a luglio scorso è stata di 18,8 miliardi di euro, che potrebbero ancora salire di ulteriori 2,5 miliardi di euro di earn out a Tim in caso di matrimonio con Open Fiber, entro la fine del 2026.

Sarebbe anche legittimo che KKR puntasse a non dover pagare l’earn out.

Fondi PNRR nelle aree grigie

C’è però di mezzo anche la questione dei fondi del PNRR nelle aree grigie del Piano Italia 1 Giga. Fibercop, che ha meno abitazioni da coprire rispetto a Open Fiber, si è fatta avanti per rilevare una quota dei civici che la concorrente non riuscirebbe a raggiungere. Ma il tempo stringe. I fondi del PNRR sono peraltro a rischio dirottamento e sarebbe davvero uno spreco e un danno per la digitalizzazione del Paese.

A questo punto, visto il clima di incertezza, la rete unica sembra un po’ più lontana.

Prima di parlarne, servirà un chiarimento fra le parti sugli obiettivi rivisti di copertura del bando Italia 1 Giga.

Per quanto riguarda il Piano Italia 1 Giga, uno degli aspetti da considerare sono le penali che gli operatori dovranno pagare in caso di mancato rispetto degli obiettivi di copertura previsti nella convenzione, pari a mille euro per ogni civico non coperto entro il 30 giugno 2026. Una penale a salire nel tempo.  

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Protto (Cellnex Italia): “La trasformazione digitale del Paese passa attraverso le torri, gli apparati IoT, DAS e Small Cells”

Noi svolgiamo un ruolo centrale nella digitalizzazione del Paese grazie alle sue infrastrutture proprietarie che abilitano connessione e innovazione”, ha affermato Federico Protto, CEO di Cellnex Italia, in occasione della settima edizione della Conferenza “Telecommunications of the Future”, promossa dal CNIT e organizzata dal nostro editore Supercom, di cui Key4biz è tra i media partner.

Durante la sua intervista dal titolo “Cellnex Italia, the Tower Company that enables and promotes innovation and new technologies”, Protto ha detto che “la trasformazione digitale del Paese passa attraverso le torri di telecomunicazione, gli apparati IoT, DAS e Small Cells di Cellnex”.

Ma non solo, il CEO di Cellnex Italia ha aggiunto che “il Gruppo contribuisce a rendere più efficienti le altre infrastrutture italiane, monitorando e riducendo le perdite idriche e accompagnando il sistema produttivo italiano nella transizione verso l’Industria 5.0”.

Cellnex opera in 10 Paesi – ha precisato Protto – apportando innovazione tecnologica e digitale anche nelle zone più difficili o remote“.

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Cybersecurity, infrastrutture digitali e competenze: il ruolo delle società in-house. Gli interventi di Billet, Ghisaura, Mazzini e Di Raimondo

A livello regionale le società in-house svolgono un lavoro centrale per svolgere tutti gli adempimenti previsti nella trasformazione digitale del Paese e nel raggiungimento degli obiettivi delle politiche nazionali in termini di realizzazione e gestione delle infrastrutture strategiche.
Il nostro tempo però impone delle sfide crescenti, soprattutto in termini di sicurezza informatica e fisica di queste infrastrutture e di urgenza formativa delle vecchie e nuove generazioni.
Questi i temi al centro del panel “Cybersecurity, Scientific Research and STEM Viewpoint: In-House Role in Digital Innovation” della Conferenza internazionale “Telecommunications of the Future” promossa dal CNIT e organizzata dal nostro editore Supercom, di cui Key4biz è tra i media partner.

Secondo Andrea Billet, Direttore, Servizio Certificazione e Vigilanza, ACN, “quella che osserviamo è una convergenza di tecnologie innovative sui servizi di connettività. La rete mobile è funzionale anche all’offerta di servizi di AI, tramite gli orchestratori, che non hanno bisogno di operatore umano. La sicurezza delle reti di nuova generazione riguarda un’intera filiera.
Le società che fanno telecomunicazioni sono le più tartassate dal punto di vista degli adempimenti regolatori. C’è in tema di costo della regolamentazione. Il rapporto Draghi è impietoso, perché ha sottolineato quanto questo costo incide per questi soggetti e i loro investimenti.
Una regolamentazione collaborativa permette di avere il miglior bilanciamento questi costi e l’effetto sul mercato.
Il ruolo delle in-house regionali nel prossimo futuro sarà fondamentale, perché elemento chiave per il presidio del territorio. si possono anche concentrate tutti i servizi digitali in un solo luogo, ma serve un capitale umano di competenze e deve nascere da un’aderenza nei luoghi dove questa conoscenza viene applicato
”.

Da quanto Assinter è nata nel 2008 il mondo è cambiato. Da qualche anno la stessa associazione ha sviluppato la sua community dove fare networking mettendo assieme soci pubblici e realtà private ICT, circa 20, di grande rilievo. Siamo il luogo in cui l’informatica pubblica si confronta, collabora e lavora con quella privata.
Nei territori le in-house meglio esprimono le necessità del pubblico. Hanno un valore enorme. Noi abbiamo un sistema di data center pubblici all’avanguardia, realizzati nel tempo con investimenti pubblici e regionali rilevanti. Abbiamo un sistema di data center di qualità elevata. Non ci confrontiamo con gli hyperscaler, ma sui territori garantiamo il mantenimento del dato. Le in-house hanno lavorano trasversalmente sui territori e molti dei dati che ci riguardano sono in un data center pubblico, almeno nelle regioni dove ci sono le in-house.
Questo è un valore importante nel tempo della trasformazione digitale e in termini di cybersecurity. Il primo punto di attacco sono le nostre infrastrutture. Dal 2023 al 2024 gli attacchi informatici si sono incrementati del 15% e gran parte di essi sono gravi. Al primo posto di sono gli attacchi al mondo pubblico e ai dati che conserviamo nei nostri data center. Le in-house garantiscono sviluppo e sicurezza per le regioni e l’intero paese.
La nostra Academy ha formato centinaia di persone per le sue società e partner privati, con formazione altamente specialistica prodotta da professori provenienti dai principali atenei italiani che contribuiscono alal formazione del nostro personale, perchè le competenze sono l’elemento chiave di questo ecosistema
”, ha spiegato Antonello Ghisaura, Direttore, ASSINTER Italia.

Voglio coniugare alcuni espetti chiave, sollevando delle riflessioni. Qualità dei servizi. Abbiamo bisogno di nuove soluzioni per misurarla. Ci sono alcuni tentativi, ma non sono sufficienti. Altro tema da affrontare è la ridondanza, è impensabile che vada giù un servizio ed è impensabile anche dal punto di vista etico rispetto all’utenza.
Noi siamo un territorio fragile, dove ci sono alluvioni e avvengono terremoti. La gente rimane isolata in termini di comunicazioni digitali e vuol dire che si sta violando un diritto. Il presidio è centrale. Un’infrastruttura rilevante deve avere qualcuno sempre presente? Certo, per un motivo semplice, quando diventi ‘sordo e cieco’ di fronte ad un qualsiasi fenomeno minaccioso, se c’è qualcuno lì puoi intervenire, altrimenti no.
C’è un tema di latenza. Alcuni applicativi sopra i cinque secondi non vanno. Se ho un data center lontano non ci stiamo in questi tempi. La prossimità è un volere prestazionale. Non bisogna ragionare solo in termini sovranistici, ma anche di prestazioni ed efficienza. Stiamo realizzando presidi locali della sicurezza che parlano con tutti, dalle Poste alle forze di sicurezza, e portano cultura della sicurezza che non c’era prima.
Abbiamo infine un enorme problema di formazione e competenze. I giovani sono attratti altrove e il personale della pubblica amministrazione è anziano. Abbiamo bisogno di laureati Stem, irrinunciabili per portare avanti la trasformazione digitale del Paese
”, ha dichiarato Gianluca Mazzini, Direttore Generale di Lepida.

Laura Di Raimondo, Direttore di ASSTEL, ha ricordato che “la sfida è grande e ce la giochiamo oggi sul territorio nazionale. Il tema della centralità delle connessioni e dei servizi avanzati credo che sia stato affrontato grazie ad un lavoro che abbiamo fatto assieme. Un fatto non scontato. Il senso di urgenza è chiaro, la sfida l’abbiamo oggi. C’è la capacità di mettersi in gioco, ma il tema vero è che più passa il tempo e più si fa urgente affrontare il tema del Pnrr e di che fine faranno gli investimenti. C’è un caso Italia e c’è un fattore tempo. Anche il privato si è fatto vecchio in termini di età del personale. C’è quindi anche un tema di transizione demografica che pesa sul nostro futuro. Si parla di silver economy non a caso. La formazione è un investimento permanente per portare avanti l’innovazione e adottare le nuove tecnologie come l’AI.
Non solo la PA, anche le imprese private rischiano di non essere più attrattive rispetto alle aspettative delle nuove generazioni, che guardano sempre più all’estero
”.

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Gualtieri: “Entro giugno 2026 tutta la metro di Roma sarà ad altissima connettività con il 5G”

La città di Roma ha inaugurato la copertura 5G delle prime nove stazioni della metropolitana Linea A. Il sindaco della città, Roberto Gualtieri, ha illustrato la novità alla settima edizione della Conferenza internazionale “Telecommunications of the Future” promossa dal CNIT e organizzata dal nostro editore Supercom, di cui Key4biz è tra i media partner.

Siamo partiti dalla metropolitana di Roma, perché il trasporto pubblico è il settore che offre le maggiori potenzialità per abilitare nuove tecnologie. Oltre le piazze, si deve arrivare ad una copertura outdoor più ampia, con un alto livello di connettività ed infrastrutturazione su tutto il territorio.
Questa è la prima tratta di un progetto più ampio che prevede di portare, il 5G con tecnologia DAS in tutte le 75 stazioni della metro A, B, B1 e C, per un totale di 1.170 remote unit tra 4G e 5G, oltre 3.000 antenne e più di 250 km di nuova fibra ottica, coprendo un percorso complessivo di 61 km.
Entro giugno 2026 tutta la metro di Roma sarà ad altissima connettività.
Entro il 2027 sarà completato tutto il dispiegamento”,
 ha spiegato Gualtieri, ricordando che secondo il cronoprogramma “la metro A sarà completata prima, poi la B e dopo la C”. Inoltre, già entro quest’anno il 5G arriverà “in cento piazze. Poi intorno alle piazze, gradualmente le vie, fino a coprire tutta la città. Anche le periferie”, ha aggiunto il sindaco.”, ha detto il sindaco.

Con un contributo pubblico limitato, abbiamo abilitato degli investimenti privati significativi che fanno fare un salto di qualità alla città.
L’utente potrà sfruttare una velocità che consente di accedere a nuovi servizi, sia underground, sia outdoor, mentre si possono avere reti dedicate alla sicurezza, oltre che la comunicazione, per scambiarsi immagini e informazioni in 5G, soprattutto per le Forze dell’ordine, per il controllo del territorio più capillare
”, ha affermato Gualtieri.

Gli algoritmi di oggi ci consentono di gestire le immagini delle videocamere in tempo reale, con il supporto di una rete di sensori efficace. Una rete di cui potranno avvalersi anche le imprese, per sviluppare nuove soluzioni e servizi innovativi.
La città diventa un campo di sperimentazione avanzata. Connettività 5G e AI è un combinato disposto che apre a nuovi orizzonti tecnologici necessari per accelerare la trasformazione digitale e tecnologica della città.
Un’infrastruttura centrale anche per il miglioramento delle attività della Pubblica Amministrazione
– ha continuato Gualtieri – più vicina a cittadini e imprese”.

La mobilità è uno degli ambiti centrali della vita quotidiana di una città. La connessione dati è un pilastro per la modernizzazione della mobilità urbana.
Per far parlare i dati serve una connettività efficace.
Implementare il 5G significa aprire nuove opportunità di sviluppo tecnologico, miglioramento della capacità di intervento, trasmissione dei dati in tempo reale e dei video in alta definizione. Il 5G svolgerà un ruolo chiave nell’espansione delle funzionalità esistenti, abilitando l’installazione di telecamere nelle aree più periferiche ad esempio
”, ha spiegato Luca Avarello, Direttore Generale, Roma Servizi per la Mobilità.

Decarbonizzare e passare all’elettrico non bastano come azioni per raggiungere gli obiettivi del green deal, serve la digitalizzazione delle infrastrutture anche per far nascere nuovi servizi di mobilità.
Serve disponibilità dei dati e essere capaci di trasformali in elementi di valore per la trasformazione digitale. Questa tecnologia ci permette di raggiungere tutti questi oggetti in maniera rapida, sfruttando la capacità delle nuove reti, superando anche le barriere amministrative. La nascita dei nuovi servizi sarà più rapida.
Con il 5G si potranno digitalizzare gli impianti semaforici e da qui partire per generare nuovi servizi di mobilità, connettendo le infrastrutture di campo con i veicoli stessi, mettendoli in comunicazione. Veicoli di emergenza ad un incrocio saranno favoriti nel passaggio rispetto ad altri veicoli, ma è solo uno dei possibili use case
”, ha dichiarato Dario Ferrillo, Direttore Business Unit Transport Infrastructure & Logistics, Almaviva.

Anas sperimenta servizi comuni legati al settore della mobilità. Nel progetto smart road lavoriamo all’infrastrutturazione digitale delle strade. Anch’essa una piattaforma abilitante. Nel momento in cui abbiamo queste tecnologie sul campo, potremmo offrire sempre nuovi servizi. Il mercato da già delle indicazioni. I veicoli devono poter comunicare tra loro per aumentare la sicurezza della mobilità. Con Roma Mobilità e Almaviva, abbiamo provato a collegare la Roma-Fiumicino, abilitata a tecnologie smart road, con l’Aeroporto di Fiumicino per condividere i dati, fino alla penetrazione nel quartiere Eur. La grandezza dei progetti è nel dialogo, riuscire a far parlare imprese e istituzioni nel raggiunger gli obiettivi.
Nel futuro ci deve essere maggiore attenzione alla strada. L’ottimizzazione digitale di questa infrastruttura consentirà l’introduzione della guida autonoma e altre soluzioni intelligenti
”, ha raccontato Luigi Carrarini, Head of Centre of Excellence Smartroad & SHM, Direzione Technology, Innovation & Digital Spoke, ANAS.

Roma 5G è un grande progetto, che abilita un maggior numero di servizi digitali e accompagnerà la crescita della città. Si articola in diversi stream, non c’è solo la metropolitana, ma anche nuove soluzioni di connettività nei punti nevralgici della città e negli edifici pubblici, in oltre 100 piazze e con l’arricchimento della videosorveglianza urbana, con più 1600 sensori ambientali. L’approccio è neutral host, che rende disponibili queste reti e tecnologie, con un accesso indipendente a tutti gli operatori. L’impianto della metro di Roma a regime sarà basato su oltre 3.000 antenne e 2.400 km di fibra ottica”, ha detto Michele Gamberini, Chief Executive Officer, Smart City Roma.

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Consolidamento, Labriola (Tim): ‘Bene ipotesi Tim-Iliad o WindTre-Iliad’

Il settore delle Tlc è in crisi e non da oggi, ma da 5 o 6 anni in Europa e in Italia. Pietro Labriola, Amministratore Delegato e Direttore Generale, TIM intervenuto alla settima edizione della Conferenza “Telecommunications of the Future” promossa dal CNIT e organizzata dal nostro editore Supercom, di cui Key4biz è tra i media partner.

“Il problema è che il setto delle Telecomunicazioni è fondamentale nella catena del valore del digitale – aggiunge Labriola – ed è per questo che non si può permettere di lasciarlo morire”.

Il conto economico delle Tlc è fatto di ricavi, ma non è detto che la market consolidation porti necessariamente un aumento dei ricavi, dice Labriola.

“Ho sempre detto che dobbiamo passare da 5 a 3 operatori. Come operatori infrastrutturali, per le possibili combinazioni, l’unica che non è fattibile per l’Antitrust è Tim-Wind, qualsiasi altra operazione Wind-Iliad o Tim-Iliad la vedo positivamente perché porta ad evitare ad avere una pluralità di reti”. Lo afferma l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola.

Se le reti di telefonia mobile venissero ridotte a tre, verrebbero ridotti i costi necessari per sostenere gli investimenti, ridando fiato al settore.

“Ho sempre detto e continuo a ribadirlo: se noi stiamo dicendo che nel mercato siamo in tanti…l’unica combinazione che l’antitrust non permetterebbe è quella tra Tim e WindTre, quindi restano Tim-Iliad o Iliad-WindTre “, ha detto Labriola.

Entrambe queste alternative, secondo il manager, sarebbero positive per il mercato.

Rispetto alla salita nel capitale di Poste, che ha siglato un accordo per il rilevare la maggior parte della quota di Vivendi, per Labriola Tim “non può che essere contenta di aver ritrovato un azionista di riferimento che considera l’investimento nella nostra società un investimento di natura strategica”.

Tim: Labriola, Poste ci aiuta a ragionare medio e lungo termine

Parlando infine di Poste Italiane, Labriola ha ribadito che “la società non può che essere contenta di aver ritrovato un azionista di riferimento che considera l’investimento in Tim un investimento strategico, perché noi dobbiamo ragionare nel medio-lungo termine e non più trimestre per trimestre”.

Ma al di là di questo, secondo Labriola servono più fondi per finanziare le nuove reti. “Un servizio di telefonia mobile in Italia costa meno di una pizza – ha detto – ma di una pizza al mese si può anche fare a meno, delle telecomunicazioni no”.

“Noi non siamo considerati energivori – aggiunge – però più antenne 5G equivale a più costi, anche se nessuno vorrà pagare un euro di più per i servizi”.

“Whatsapp non ha un servizio call center – dice Labriola – noi lo abbiamo e il costo di una chiamata è di 3 euro e il costo annuo di 200 milioni di euro”.

Tlc: Labriola, Italia faccia come Germania frequenze gratuite

L’Italia dovrebbe fare come la Germania, dove l’agenzia che si occupa di telecomunicazioni ha deciso di rinnovare gratuitamente per i prossimi 5 anni i diritti d’uso delle frequenze, con l’obbligo di investimenti e di copertura in cambio del rinnovo gratuito. “La mia posizione è molto forte sul tema – ha spiegato -. L’Italia è l’esempio concreto che far pagare tanto le frequenze per incassare è una scelta miope perché permette di incassare, ma poi gli operatori non hanno capacità di investire per la rete”. “E poi – aggiunge – facciamo anche estrema attenzione al fatto che questo è un mercato nel quale e se un domani al rinnovo delle frequenze si presenta un soggetto che non è italiano, si compra le frequenze, io cosa faccio con tutto quello che ho investito negli ultimi 25-30 anni? I miei 17 mila funzionari?

Noi abbiamo investito pesantemente negli ultimi 30 anni per la infrastrutturazione del sistema paese, abbiamo trasformato un’azienda pubblica in privata, ci siamo portati dietro una serie di vincoli delle concessioni, quindi dobbiamo fare attenzione anche a questi aspetti”. In conclusione “Far pagare le frequenze, invece di rinnovarle automaticamente a un costo diciamo estremamente contenuto con l’impegno di sviluppare la rete 5G penso che sia la soluzione di interesse per le aziende e per il sistema paese” ha concluso.

Dazi: Labriola, tornare a discutere di cloud sovrano

I dazi Usa avranno un impatto “estremamente ridotto” sulle tlc in quanto le società che “forniscono prodotti sono cinesi o europee”. “Il problema nostro – ha avvertito – è, grazie anche al tema dei dazi sta ritornando piu’ di attualita’, e’ tutto il tema dei servizi soft, e questo non vale solo per le telecomunicazioni ma per qualunque settore. Non c’è un settore industriale che non utilizzi software americano. Questo è un tema che dobbiamo porre, assieme a tutta la tematica del cloud. Dobbiamo tornare a discutere di cloud sovrano – ha sottolineato -, un domani noi non possiamo trovarci in una guerra dei dazi dove tutto il software e il cloud è americano e se qualcuno mi raddoppia i prezzi mette in ginocchio non le telecomunicazioni ma l’intera economia del nostro continente e paese”.

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