Bloomberg: “Sbloccato progetto da 1,5 miliardi di euro tra Governo e Starlink”. Ma Palazzo Chigi smentisce e Musk si dice “pronto”. L’eurodeputato francese Grudler: “Un errore. Entro l’anno al via GovSatCom (con ruolo chiave Italia)

La visita lampo di Giorgia Meloni a Mar-a-lago, in Florida, dal futuro presidente degli USA Donald Trump avrebbe sbloccato anche la trattativa tra il Governo e SpaceX-Starlink, come riportato da Bloomberg, per realizzare in Italia il più grande progetto europeo di telecomunicazioni via satellite. Ma Palazzo Chigi ha smentito. Ecco la nota.

Palazzo Chigi: “Nessun contratto né accordi con SpaceX”

“La Presidenza del Consiglio smentisce che siano stati firmati contratti o siano stati conclusi accordi tra il Governo italiano e la società SpaceX per l’uso del sistema di comunicazioni satellitari Starlink. Le interlocuzioni con SpaceX rientrano nei normali approfondimenti che gli apparati dello Stato hanno con le società, in questo caso con quelle che si occupano di connessioni protette per le esigenze di comunicazione di dati crittografati. La stessa Presidenza del Consiglio smentisce ancora più categoricamente, considerandola semplicemente ridicola, la notizia che il tema di SpaceX sia stato trattato durante l’incontro con il Presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump“.

Musk: “Pronto”

Musk si dice pronto a fornire all’Italia la connettività più sicura e all’avanguardia. Ecco il suo tweet:

Il sostegno di Salvini al progetto del Governo

La cifra del progetto riportata sin nel titolo da Bloomberg, 1,5 miliardi di euro, non è nuova a Key4biz, l’abbiamo riportata in quest’articolo del 18 ottobre 2024.

Articolo di Key4biz del 18 ottobre 2024

La nostra testata è stata la prima a svelare questo progetto, il 20 giugno 2024, contenuto nell’articolo 25 del disegno di legge sulla Space Economy. E la cifra del progetto l’abbiamo detta anche a Report RAI3 durante un’intervista da noi rilasciata alla vigilia di Natale, la puntata dovrebbe andare in onda a fine mese.

In cosa consiste il progetto, previsto nell’articolo 25 del disegno di legge sulla Space Economy? 

Creare per 5 anni in affitto “una riserva di capacità trasmissiva via satellite nazionale attraverso satelliti geostazionari e costellazioni di satelliti in orbita bassa, gestiti esclusivamente da soggetti appartenenti all’Unione Europea o all’Alleanza atlantica”. In sostanza, si vuole creare una rete di connettività alternativa per le comunicazioni governative, militari e Istituzionali da usare in situazioni critiche o di indisponibilità delle principali dorsali di interconnessione delle reti terrestri: un piano B con velocità di trasmissione adeguata alle comunicazioni tra nodi di rete strategici per applicazioni di natura governativa o di interesse nazionale, incluse le funzionalità e le comunicazioni del cloud. nazionale.

Vedremo anche quali saranno gli emendamenti dell’opposizione all’articolo 25. Come risulta a Key4biz, il PD proporrà tra le modifiche quella di realizzare con i cavi sottomarini questo back up delle reti tradizionali di telecomunicazioni.

Schlein (PD): “Meloni riferisca in Parlamento. L’Italia non si svende”

“Non pensi di cavarsela con qualche riga affidata alle agenzie di stampa e ai giornali amici. Giorgia Meloni e il suo governo vengano immediatamente a riferire in Parlamento sulle trattative con Musk. Se 1.5 miliardi di soldi degli italiani per portare i satelliti del miliardario americano nel nostro Paese è il prezzo che dobbiamo pagare per la sua amicizia noi non ci stiamo, l’Italia non si svende”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein“.

Nicita (Pd): “Altro che sovranità digitale, è schiavismo” 

Nel frattempo, va all’attacco il vicepresidente dei senatori del PD Antonio Nicita.

“Alcune autorevoli fonti di stampa rivelano la possibile conclusione di un contratto quinquennale di 1,5 miliardi di euro a favore di Musk e della sua SpaceX-Starlink per una serie di servizi di telecomunicazione non meglio identificati a favore del Governo. Si tratta di una cifra di fondi pubblici enorme, equivalente a quella impegnata negli investimenti a banda ultra larga nel PNRR, regalata a una società satellitare le cui performance sono inferiori ai target europei fissati al 2030. Si menzionano inoltre servizi di crittografia delle comunicazioni del Governo e di applicazioni militari, cioè di servizi assai sensibili per la sicurezza nazionale e per la sovranità digitale dei dati che, in ogni caso, possono essere tranquillamente offerti da imprese italiane ed europee. Anzi, l’Italia potrebbe ben aggiungere ulteriori fondi per finanziare la concorrente europea pubblica di Starlink, denominata Iris2. Peraltro sembrerebbe che tale ipotetico accordo Meloni-Musk sarebbe stato sbloccato nell’incontro Meloni-Trump. Tutto questo appare gravissimo: regali di soldi pubblici, su un settore molto competitivo in Italia e per applicazioni sensibili per la sicurezza, ad un soggetto come Musk, legato alla nuova amministrazione Trump e campione della nuova destra internazionale anti-europea. Il PD ha già denunciato da tempo il rischio di regali a Musk e chiede nuovamente di riferire immediatamente alle Camere. Agiremo in ogni sede per tutelare gli investimenti e i finanziamenti pubblici, la concorrenzialità nel mercato telco, la cybersicurezza, la sovranità digitale dei dati. L’Italia non è in svendita e non regala fondi pubblici ai miliardari amici della nuova internazionale di destra. Altro che sovranismo, questo è schiavismo verso il potente di turno con i soldi degli italiani”.

Casu (PD): “Italia non è colonia, serve chiarimento in Parlamento”

“La nota di Palazzo Chigi smentisce la firma dell’accordo ma non l’obiettivo: dare 1,5 miliardi di soldi pubblici a Musk per consegnargli le chiavi della sicurezza strategica presente e futura del Paese. Dal 12 novembre abbiamo chiesto in aula Montecitorio un’informativa urgente della Presidente del Consiglio: Giorgia Meloni deve rispondere in Parlamento sulle trattative in corso con Elon Musk, le comunicazioni al riguardo non possono solo arrivare da oltreoceano come se fossimo una colonia”, così il deputato democratico Andrea Casu.

Boccia, Braga e Zingaretti (PD): “Governo riferisca al più presto in Parlamento”

“Siamo di fronte a notizie inquietanti ed è necessario che il governo venga al più presto in Parlamento a chiarire le scelte che vengono fatte riguardo temi così delicati”. Così i presidenti dei gruppi del Pd Francesco Boccia, Chiara Braga e Nicola Zingaretti.

L’europarlamentare francese Grudler: “Perché firmare un accordo con Musk? se quest’anno il lancio del progetto europeo GovSatCom, con un centro in Italia nel Fucino”

L’eurodeputato francese Christophe Grudler ha commentato in modo critico il possibile accordo tra l’Italia e Musk. Di seguito il suo giudizio: “Se apprezzi il “Made in Italy” e il “Made in Europe”, non firmare un accordo satellitare con Elon Musk.

Sembra che l’Italia sia in trattativa con Starlink per fornire servizi di comunicazione satellitare alle sue forze di difesa.

Questo è un errore.

L’Italia svolge un ruolo chiave nel progetto europeo GovSatCom, che fornirà comunicazioni sicure (con un centro in Italia, al Fucino).

GovSatCom verrà lanciato entro la fine dell’anno. Firmare un contratto con Starlink ora è un errore strategico, poiché presto avremo i nostri servizi basati su fornitori europei, prima di passare ai nostri satelliti con IRIS² nel prossimo decennio.

Avere il controllo sulle tecnologie che utilizziamo è essenziale per mantenere i posti di lavoro in Europa e garantire l’indipendenza”.

Per saperne di più sul progetto europeo GovSatCom

SpaceX-Starlink. Come funziona? Lo spiega il collaboratore italiano di Musk, Andrea Stroppa

Il collaboratore di Musk Andrea Stroppa ha realizzato il seguente “vademecum”:

Ma è sicuro? Sì, è molto sicuro. Utilizza i protocolli di crittografia più avanzata, modulazioni complesse di frequenze, un sistema dinamico dei satelliti per essere resistente ad attacchi, utilizza gli inter-satellite links. Mentre non ci sono notizie pubbliche di sabotaggi di reti satellitari a bassa orbita, sono numerosi i sabotaggi con grandi danni ai cavi. L’Ucraina dall’inizio della guerra non solo continua a utilizzarlo, ma ha aumentato il range dei servizi adottati, ultimo il direct-to-cell. Più volte il Governo ucraino ha ribadito pubblicamente che Starlink è stato vitale per la sicurezza del Paese.   

Ma che svendiamo i dati all’estero? No, esistono delle configurazioni che permettono di avere il pieno controllo dei dati e una completa sovranità sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista legale.    Tecnologia americana, sarebbe la prima volta… scandalo! No, tutti i sistemi di comunicazione nei paesi europei utilizzano tecnologie statunitensi. Dai sistemi operativi come Microsoft o iOS alle infrastrutture complesse. Pensiamo al Polo Strategico Nazionale, ovvero il cloud nazionale. L’infrastruttura è basata sui sistemi di Google, Microsoft e Oracle. Tutte aziende statunitensi.   
Dobbiamo avere il controllo delle aziende!  Le aziende di telecomunicazioni in Italia non sono più da anni a completo controllo pubblico, ma sono nelle mani di investitori finanziari stranieri.   

Usiamo il sistema Europeo!  Non esiste a oggi nessun sistema europeo. C’è il progetto IRIS2 con un costo di oltre 10 miliardi che sarà guidato da aziende francesi e tedesche con una compagine minoritaria italiana. Sarà operativo nel 2030 – se tutto andrà bene – con solo 270 satelliti che non saranno sufficienti per coprire il fabbisogno di un singolo stato di medie dimensioni. Starlink ha capacità di lancio di satelliti e ne ha oltre 7000 attivi e sta per lanciare la nuova generazione di satelliti ancora più potenti.   

Ok, però almeno facendo da soli risparmiamo!  No. Come riportano oggi diversi quotidiani il costo per fare da soli sarebbe di oltre 10 miliardi, escluso il lancio dei satelliti, capacità che oggi ha solo SpaceX. Sarebbe poi necessario un know-how che oggi in Europa non esiste. Servono almeno 8-10 anni per costruire un minisistema simile.   

Sì, però quelli di SpaceX e Musk sono dei pazzi!  Lavorano con il Pentagono, numerosi governi Nato e gestiscono missioni per NASA e ESA. Starlink è attivo in più di 110 paesi nel mondo. Hanno portato in orbita e salva sulla terra l’astronauta Cristoforetti, in un’altra missione l’astronauta dell’Aeronautica Militare italiana Walter Villadei. Recentemente hanno lanciato la missione Galileo per conto della Commissione Europea. Recentemente hanno salvato gli astronauti bloccati per colpa di problemi tecnici al sistema spaziale della Boeing. La leadership di SpaceX è formata da numerosi veterani americani.   

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Nasce Fastweb+Vodafone, il principale operatore infrastrutturato nelle Tlc in Italia

A seguito del closing dell’operazione di acquisizione di Vodafone Italia da parte del Gruppo elvetico Swisscom avvenuto il 31 dicembre 2024, prende il via il processo di integrazione tra Fastweb e Vodafone, per la creazione di un operatore convergente leader in Italia.  

Fastweb + Vodafone genererà un elevato valore per tutti gli stakeholder e, grazie alle economie di scala, a una struttura dei costi più efficiente e alle sinergie di circa € 600 milioni l’anno a regime, rese possibili dall’integrazione, avrà la capacità finanziaria per continuare ad investire in infrastrutture ed innovazione, a beneficio del mercato, dei consumatori e delle imprese in Italia. La combinazione dei punti di forza di Fastweb nella connettività fissa con la leadership di Vodafone Italia nei servizi mobili consentirà a Fastweb + Vodafone di offrire servizi convergenti innovativi a prezzi competitivi per le famiglie, le imprese e le Pubbliche Amministrazioni, e di diventare il punto di riferimento per la transizione digitale di tutti i clienti. 

Con oltre 20 milioni di linee mobili e 5,6 milioni di linee fisse, Fastweb + Vodafone diventa il principale operatore infrastrutturato sul mercato delle telecomunicazioni nazionali, potendo contare su più di 20.000 siti radiomobili ed una rete fissa proprietaria di oltre 74.000 km in grado di assicurare una copertura nazionale sia mobile che fissa, di cui il 50% in FTTH.

La visione strategica di Fastweb + Vodafone punta a creare valore continuando ad investire in infrastrutture fisse e mobili, perseguendo una innovazione tecnologica continua e garantendo le migliori qualità del servizio e customer experience, senza perdere di vista l’attenzione all’impatto ambientale e sociale.

Walter Renna, CEO di Fastweb + Vodafone ha commentato: “Con il closing ufficiale si completa la più importante operazione di consolidamento degli ultimi anni sul mercato delle telecomunicazioni in Italia. Già a partire dai prossimi giorni lavoreremo per avviare il processo di integrazione tra le due società, liberarne rapidamente il potenziale e offrire ai clienti in tutti i segmenti di mercato servizi ancora più innovativi e dalle prestazioni elevate. Fastweb + Vodafone sarà un’azienda basata su una cultura improntata all’inclusione e trasparenza, al cui centro ci saranno le persone, la loro esperienza e competenza”.

Il CEO di Swisscom, Christoph Aeschlimann, ha dichiarato: ”Sono molto soddisfatto della concretizzazione del closing perché rafforza l’intero Gruppo Swisscom. Il miglior posizionamento in Italia genererà valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder facendo aumentare i flussi di cassa e i dividendi in futuro”. 

La governance di Fastweb + Vodafone

Con il closing ufficiale dell’operazione, prende avvio il processo di integrazione tra Fastweb e Vodafone Italia. Le due società verranno gestite da un unico Executive Committee e faranno riferimento al corporate brand Fastweb + Vodafone; i marchi attualmente in uso, ossia Fastweb, Vodafone e ho. continueranno ad essere utilizzati a livello commerciale. Da oggi è online anche il nuovo sito Corporate fastwebvodafone.it.

Il nuovo Executive Committee è composto da: Walter Renna (CEO), Anita Carra (Chief Brand & B2C Marketing Officer), Fabrizio Casati (Chief Wholesale Officer), Silvia Cassano (Chief Human Resources Officer), Elenia Cerchi (Chief Regulatory & Antitrust Officer), Antonio Corda (Chief Legal, Compliance & Security Officer), Lisa Di Feliciantonio (Chief Communications & Sustainability Officer), Augusto Di Genova (Chief B2B Officer), Peter Grueter (Chief Financial Officer), Alessandro Magnino (Chief Strategy & Transformation Officer) e Federico Negri (Chief B2C Commercial Officer).

Le funzioni di Chief Technology Officer e di Chief IT Officer saranno svolte ad interim rispettivamente da Mark Duesener, Responsabile divisione operativa IT, Network & Infrastructure e da John de Keijzer, Manager con una lunga esperienza in ambito IT all’interno del Gruppo Swisscom. 

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Fastweb-Vodafone Italia, l’Antitrust fissa gli impegni per Swisscom

L’Antitrust autorizza l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom-Fastweb ma pone una serie di condizioni al gruppo svizzero, che avranno validità dalla data del closing dell’operazione di concentrazione e fino al 31 dicembre 2027. In prima battuta Swisscom dovrà assicurare che Fastweb fornisca servizi di accesso all’ingrosso alla rete per la fornitura di servizi al dettaglio alla clientela affari e pubblica amministrazione.

Secondo, Swisscom si impegna affinché Fastweb e Vodafone forniscano le informazioni necessarie a garantire la massima parità di condizioni fra i concorrenti nell’ambito di qualsiasi gara pubblica.

Terzo, Fastweb inoltre non dovrà dare disdetta ai contratti di fornitura di servizi all’ingrosso già in essere per la fornitura di servizi di accesso ultrabroadband alla clientela residenziale e dovrà inoltre negoziare in buona fede e a condizioni di mercato con nuovi operatori la conclusione di nuovi contratti pluriennali. Infine l’antitrust impone a Swisscom la nomina di un fiduciario preposto al monitoraggio dei rimedi. Contro il provvedimento Swisscom può fare ricorso al Tar.

I rimedi fissati dall’Autorità

  1. Servizi di accesso all’ingrosso alla rete per la fornitura di servizi al dettaglio alla clientela affari e Pubblica Amministrazione

Swisscom Italia S.r.l. dovrà assicurare che:

1.1. Fastweb fornisca servizi di accesso all’ingrosso Ethernet to Connect (“E2C”) per realizzare connessioni ethernet point-to-point (“P2P”) in fibra ottica (“Servizi E2C P2P”). I Servizi E2C P2P saranno offerti sia per siti già collegati alla rete esistente proprietaria di Fastweb (“ON-Net”), sia per siti posti in prossimità della rete di Fastweb e per cui sia possibile applicare prezzi di listino e tempi di collegamento standard (“NEAR-Net”), sia assicurando il rispetto dei profili MEF (“Servizi E2C P2P MEF”), sia senza quest’ultima garanzia (“Servizi E2C P2P Standard”). A tal fine, Fastweb proporrà agli operatori interessati un contratto per l’attivazione di nuovi Servizi E2C P2P che preveda: (i) velocità fino a 1 Gbps con banda simmetrica; (ii) i Service Level Agreement (“SLA”) di volta in volta in vigore, come da contratti all’ingrosso standard di Fastweb (allegati al presente provvedimento); e (iii) prezzi a condizioni di mercato e comunque non superiori a quelli indicati nelle tabelle 22 e 23 del presente Provvedimento.

1.2. Fastweb fornisca servizi di accesso all’ingrosso attraverso connessioni P2P in fibra ottica a capacità dedicata end-to-end con tecnologia DWDM (“Servizi DWDM”), previa realizzazione di uno studio di fattibilità (“Studio di Fattibilità”). Lo Studio di Fattibilità, come da usi di mercato, potrà tenere conto se sia già presente una rete in fibra ottica di Fastweb, l’ubicazione del cliente, la collocazione degli end point e la complessità delle architetture di rete da attraversare. Ove lo Studio di Fattibilità desse esito positivo, il prezzo del Servizio DWDM sarà determinato a condizioni di mercato. L’esecuzione del rimedio in questione è soggetta al monitoraggio da parte del Monitoring Trustee.

  • Messa a disposizioni di informazioni nelle procedure di gara

Swisscom si impegna affinché Fastweb e Vodafone (“FW-VI”) forniscano le informazioni necessarie a garantire la massima parità di condizioni fra i concorrenti (“Informazioni Fornite”) nell’ambito di qualsiasi gara pubblica che verrà bandita da Consip, da singole PA o da altre centrali di committenza regionali (“Stazione Appaltante”) per l’acquisto di servizi di telefonia fissa e connettività fissa e per cui FW-VI siano i fornitori uscenti. Le Informazioni Fornite saranno trasmesse da FW-VI (i) alla Stazione Appaltante e (ii) previa informativa a quest’ultima, agli operatori interessati che soddisfano i requisiti di partecipazione alla Gara (“Operatori Richiedenti”). Quanto all’accordo quadro TF5, le Informazioni Fornite saranno le seguenti (“Informazioni TF5”): i) la data di sottoscrizione del contratto tra Fastweb/Vodafone e ciascuna PA; ii) la data di prima attivazione del servizio di telefonia fissa per ciascuna PA; iii) le consistenze, al 31 dicembre dei due anni precedenti la Gara, relative ai servizi di telefonia fissa (“Consistenze TF5”) e nello specifico: le Consistenze TF5 complessive acquistate da tutte le PA, aggregate per comune; le Consistenze TF5 disaggregate, indicando: (a) il nome e l’ubicazione delle sedi della singola PA; e (b) il valore delle Consistenze TF5, suddiviso per ciascun servizio e area, riferibili a tali sedi; iv) il dato relativo al traffico dei servizi di telefonia fissa, al 31 dicembre dei due anni precedenti la Gara, suddiviso per singole direttrici (i.e., nazionale urbana/interurbana, internazionale, fisso mobile e di rete intelligente) (“Traffico”) e nello specifico: il Traffico totale di tutte le PA, aggregato per Comune e il Traffico disaggregato, indicando: (a) il nome e l’ubicazione delle sedi della singola PA; e (b) il Traffico, disaggregato per singole direttrici (i.e., nazionale urbana/interurbana, internazionale, fisso mobile e di rete intelligente), riferibile a tali sedi. Quanto alle ulteriori Gare per servizi di telefonia fissa, le Informazioni Fornite saranno analoghe alle Informazioni TF5, ma con un livello di dettaglio diverso in ragione della loro minore complessità e dimensione. Quanto all’accordo quadro SPC2, le Informazioni Fornite saranno le seguenti (“Informazioni SPC2”): i) la data di sottoscrizione del contratto tra Fastweb/Vodafone e ciascuna PA; ii) la data di prima attivazione del servizio di connettività fissa per ciascuna PA; le consistenze, al 31 dicembre dei due anni precedenti la Gara, relative ai servizi di trasporto dati (“Consistenze SPC2”), fornite secondo le voci del listino previsto nell’ambito della gara SPC2, e nello specifico: le Consistenze SPC2 complessive acquistate da tutte le PA, aggregate per comune e le Consistenze SPC2 disaggregate, indicando: (a) il nome e l’ubicazione di ciascuna sede della singola PA; e (b) il valore delle Consistenze SPC2 riferibili a tali sedi. Quanto alle ulteriori Gare per servizi di connettività fissa, le Informazioni Fornite saranno analoghe alle Informazioni SPC2, ma con un livello di dettaglio diverso in ragione della loro minore complessità e dimensione. La comunicazione delle Informazioni Fornite avverrà entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta della Stazione Appaltante o degli Operatori Richiedenti. Al fine di agevolare la programmazione e l’esecuzione delle attività di migrazione, Swisscom dovrà assicurare che FW-VI trasmettano al nuovo aggiudicatario della Gara (“Nuovo Fornitore”) le Informazioni Fornite aggiornate al mese precedente alla data della sua richiesta (“Informazioni Aggiornate”). La comunicazione delle Informazioni Aggiornate avverrà entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta del Nuovo Fornitore, previo inserimento del nuovo ordinativo di fornitura della PA. L’esecuzione del rimedio in questione è soggetta al monitoraggio da parte del Monitoring Trustee.

  • Servizi di accesso all’ingrosso per la fornitura di servizi al dettaglio alla clientela residenziale

Swisscom assicura che:

3.1. Fastweb – fatto salvo il caso in cui intervengano modifiche sostanziali al quadro giuridico, economico e regolamentare di riferimento – non dia disdetta ai contratti di fornitura di servizi all’ingrosso già in essere (“Contratti Esistenti”) per la fornitura di servizi di accesso ultrabroadband nelle aree in cui Fastweb ha (ed avrà) la disponibilità di copertura diretta e mediante co-locazione nelle centrali FiberCop (“Servizi di Accesso all’Ingrosso B2C”), sia in tecnologia FTTH GPON e VULA GPON, sia in tecnologia FTTC e VULA FTTC. È fatto salvo il diritto di recesso secondo quanto già contrattualmente disciplinato (e.g. nei casi in cui l’operatore contraente sia soggetto a procedure di concordato preventivo, liquidazione o fallimento).

3.2. Fastweb negozi in buona fede e a condizioni di mercato con nuovi operatori la conclusione di nuovi contratti pluriennali (con disponibilità a garantire, se richiesto, una durata fino a 5 anni) per la fornitura di Servizi di Accesso all’Ingrosso B2C. L’esecuzione del rimedio in questione è soggetta al monitoraggio da parte del Monitoring Trustee.

4. Nomina di un Monitoring Trustee Swisscom nominerà un fiduciario preposto al monitoraggio dei Rimedi (Fiduciario), il cui incarico avrà la stessa durata dei Rimedi. Entro 30 giorni dalla notifica del Provvedimento di chiusura del procedimento C12659, Swisscom comunicherà all’Autorità una proposta per la nomina del Fiduciario (“Proposta del Fiduciario). Il Fiduciario dovrà: i) trovarsi in una posizione di indipendenza rispetto a Swisscom, alla controllante e alle società controllate da quest’ultima; (ii) possedere le qualifiche necessarie per svolgere il suo mandato; e (iii) non essere, né essere stato, esposto a un conflitto di interessi rispetto a Swisscom, alla controllante e alle società controllate da quest’ultima e, in particolare, non aver ricoperto alcun incarico significativo per conto di Swisscom nei tre anni precedenti la propria nomina, né tantomeno averne nei tre anni successivi la conclusione del proprio incarico. La Proposta del Fiduciario includerà: (i) il nominativo e il curriculum del Fiduciario; (ii) informazioni sufficienti per consentire all’Autorità di verificare che il soggetto proposto come Fiduciario soddisfi i Requisiti Fiduciario; (iii) i termini del mandato proposto, che comprenderanno tutte le disposizioni necessarie per consentire al Fiduciario di adempiere in modo indipendente ai suoi obblighi (“Mandato del Fiduciario”); e (iv) un piano di lavoro che descrive come il Fiduciario svolgerà il monitoraggio dei Rimedi (“Piano di Lavoro”). Secondo il Piano di Lavoro, il Fiduciario dovrà: – quanto al Rimedio n. 1.1, verificare che Fastweb abbia dato corretta esecuzione alle richieste di nuovi Sevizi E2C P2P ed effettivamente attivato tali servizi in conformità con i termini previsti dallo SLA di volta in volta in vigore, nonché applicato prezzi a condizioni di mercato e comunque non superiori a quelli previsti nel listino di cui valle tabelle 22 e 23 del presente Provvedimento; – quanto al Rimedio n. 1.2: verificare che Fastweb abbia dato corretta esecuzione alle richieste di Servizi DWDM realizzando lo Studio di Fattibilità considerando la copertura esistente della rete in fibra di Fastweb, la ubicazione del cliente, la collocazione degli end point dell’operatore interessato e la complessità delle architetture di rete da attraversare e, ove lo Studio di Fattibilità abbia avuto esito positivo, verificare che Fastweb abbia dato corretta esecuzione alle richieste di Sevizi DWDM ed applicato prezzi a condizioni di mercato; – quanto al Rimedio n. 2, verificare che: (i) FW-VI abbiano effettivamente trasmesso le Informazioni Fornite alla Stazione Appaltante e agli Operatori Richiedenti entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta; (ii) eventuali differenze tra le Informazioni TF5 e SPC2 e quelle fornite da FW-VI per le ulteriori gare di telefonia fissa e connettività fissa siano giustificate dall’effettiva minore complessità e dimensione di quest’ultime; e (iii) FW-VI abbiano effettivamente trasmesso le Informazioni Aggiornate al Nuovo Fornitore entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta di quest’ultimo, previo inserimento del nuovo ordinativo di fornitura da parte della PA; – quanto al Rimedio n. 3.1, nel caso in cui Fastweb voglia risolvere i Contratti Esistenti, verificare che sia intervenuta una “modifica sostanziale al quadro giuridico, economico e regolamentare di riferimento” tale da alterare l’equilibrio sinallagmatico del contratto e da rendere la prestazione di Fastweb eccessivamente onerosa, derivante ad esempio: (i) dalla modifica agli attuali termini e condizioni di approvvigionamento di Fastweb; e (ii) da eventuali novità normative o regolatorie significative che si verifichino a valle della de-verticalizzazione di TIM S.p.A.; – quanto al Rimedio n. 3.2, verificare che le condizioni offerte da Fastweb per la sottoscrizione di Nuovi Contratti siano state “negoziate in buona fede” e siano “condizioni di mercato”. L’Autorità ha la facoltà di approvare o respingere la Proposta del Fiduciario, nonché di approvare o modificare il Mandato del Fiduciario al fine di consentire allo stesso di svolgere le proprie funzioni. In caso di approvazione: Swisscom dovrà: (i) conferire l’incarico al Fiduciario entro 7 giorni lavorativi dalla comunicazione della delibera di approvazione della Proposta del Fiduciario da parte dell’Autorità; (ii) fornire al Fiduciario la cooperazione, l’assistenza e le informazioni di cui lo stesso potrà ragionevolmente necessitare nell’esecuzione del Piano di Lavoro e, in generale, nello svolgimento delle proprie funzioni; e (iii) fornire al Fiduciario il compenso pattuito; e il Fiduciario dovrà: (i) assumere gli obblighi specificati nel Mandato del Fiduciario e nel Piano di Lavoro; (ii) sottoscrivere un accordo di riservatezza volto ad assicurare che le informazioni acquisite nell’esecuzione delle proprie funzioni siano condivise esclusivamente con l’Autorità e Swisscom; (iii) trasmettere all’Autorità e a Swisscom una relazione semestrale a partire dalla sua nomina e fino alla scadenza dei Rimedi, con gli esiti delle verifiche svolte ai sensi del Piano di Lavoro; (iv) informare l’Autorità ogni qual volta sorgano criticità nell’implementazione dei Rimedi; e (v) esercitare il ruolo di arbitro in eventuali dispute che possano eventualmente insorgere rispetto alla corretta esecuzione dei Rimedi. Il presente provvedimento sarà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio.

Leggi anche: Swisscom: disco verde dell’Antitrust e del Mimit all’acquisizione di Vodafone Italia

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INWIT entra per la prima volta nell’indice Euronext MIB® ESG

INWIT, una delle principali digital infrastructure company italiane, entra per la prima volta nell’indice Euronext MIB® ESG di Borsa Italiana, il primo indice ESG (Environmental, Social and Governance) dedicato alle blue-chip italiane, pensato per individuare i grandi emittenti italiani quotati che presentano le migliori pratiche ESG.

Questo risultato riflette i progressi compiuti da INWIT sul fronte della sostenibilità. Quest’ultima, infatti, è perfettamente integrata nella strategia aziendale attraverso un Piano di Sostenibilità ambizioso e strutturato, che negli ultimi anni ha condotto a traguardi importanti, tra cui la validazione del target Net Zero al 2040 da parte di SBTi, la certificazione dei sistemi di Gestione Ambiente, Salute e Sicurezza, Energia e Parità di Genere e l’esecuzione del Piano Italia 5G del PNRR, con cui contribuisce alla riduzione del digital divide.

La decisione dell’ingresso di INWIT nell’indice, a partire da oggi, è stata comunicata da Euronext a seguito della periodica revisione trimestrale del paniere che compone l’indice di sostenibilità dedicato alle blue-chip italiane.

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Tim, Antitrust avvia indagine sul Master Service Agreement con Fibercop. ‘Esclusiva di 30 anni e scontistica, concorrenza a rischio’

L’Antitrust ha deliberato l’avvio di un’istruttoria nei confronti di FiberCop e Tim per accertare l’esistenza di violazioni dell’articolo 101 del TFUE (presunta violazione della concorrenza) in merito al “Master service agreement” siglato tra le due società, successivamente al completamento dell’operazione di scorporo della rete lo scorso luglio. In altre parole, dopo la scissione fra Tim e Fibercop il rapporto fra le due nuove entità è finito sotto la lente dell’autorità di Piazza Verdi, con particolare attenzione al contratto Master Service Agreement, che le lega in esclusiva per i prossimo 30 anni. Il procedimento deve concludersi entro il 31 gennaio 2026.

I motivi dell’indagine

Il nuovo contratto ha sostituito il precedente accordo che insisteva però tra la Tim ancora verticalmente integrata e la FiberCop allora ancora partecipata in maggioranza da Tim, sottolinea l’Antitrust nel suo bollettino. Ora che Tim è divenuta una società indipendente attiva nel mercato dei servizi al dettaglio, il nuovo contratto di servizio con la nuova FiberCop è funzionale a procurarsi i servizi di accesso alla rete a monte, finora forniti in autoproduzione dalla divisione interna wholesale di TIM e dalla vecchia FiberCop. Il contratto prevede che i servizi di accesso all’ingrosso, passivi e attivi, siano forniti in esclusiva da FiberCop per quindici anni, rinnovabili in automatico per altri quindici anni. In pratica, un contratto quadro di 30 anni. Altri servizi saranno invece forniti da Tim a FiberCop.

Dopo lo scorporo Tim e Fibercop sono diventate due società indipendenti

“In seguito allo scorporo della rete fissa, FiberCop e TIM sono diventate due imprese indipendenti sotto il profilo azionario e proprietario, ciascuna attiva nell’offerta di servizi richiesti su mercati distinti, benché strettamente collegati. Il contratto di servizio stipulato tra FiberCop e TIM riguarda in particolare i due operatori leader rispettivamente del mercato dei servizi di accesso all’ingrosso alla rete fissa e del mercato dei servizi di telecomunicazioni di rete fissa al dettaglio. Alcune previsioni dell’MSA potrebbero quindi risultare restrittive della concorrenza in entrambi gli ambiti citati, considerata la posizione competitiva espressa dalle Parti e la forza del legame contrattuale definito dall’MSA”, si legge.

Si ritiene – scrive l’Antitrust – “che la lunga durata contrattuale del MSA e l’esclusiva di fornitura estesa anche… che realizzerà FiberCop, unitamente al meccanismo legante dovuto allo sconto a volume, potrebbero cristallizzare le posizioni di primazia di FiberCop e Tim nei rispettivi mercati, con rischi di foreclosure (chiusura del mercato ndr) rispetto agli altri operatori all’ingrosso, ai quali sarebbe preclusa per lungo tempo la cospicua domanda di accessi di Tim, e vantaggi competitivi ingiustificati rispetto ai concorrenti di Tim nel mercato dei servizi al dettaglio”.

Tim, si legge, “avrebbe accesso, per tutta la durata del MSA, a livelli di prezzo dei servizi di accesso più bassi di quelli a cui potrebbero mirare gli operatori più dinamici sotto il profilo concorrenziale, ossia i nuovi entranti e gli operatori di minori dimensioni che volessero perseguire una strategia di crescita nel mercato al dettaglio ma che non hanno la provvista di clientela atta ad accedere allo stesso livello di scontistica”.

Esclusiva di 30 anni eccessiva

L’MSA, prosegue l’Antitrust, “presenta alcune clausole e previsioni che potrebbero risultare esorbitanti rispetto alle suindicate esigenze di continuità aziendale e, soprattutto, potrebbero condurre ad ingiustificati effetti restrittivi della concorrenza, anche alla luce dell’importante posizione concorrenziale che le parti ricoprono ciascuna nel rispettivo mercato di competenza”. Quale primo fattore di preoccupazione, “emerge immediatamente come la durata dell’esclusiva di fornitura a favore di FiberCop sia molto lunga, giungendo de facto fino a trent’anni, un tempo quindi eccessivo rispetto all’esigenza di assicurare la continuità delle forniture di servizi di accesso all’ingrosso”.

Criticità anche su quote di mercato troppo elevate ma necessarie per la scontistica

Un secondo fattore di criticità “potrebbe derivare dalla previsione di sconti a volume. Se da un lato questi sconti sono offerti anche ad altri operatori su basi non discriminatorie, dall’altro lato si rileva che le soglie di quote di mercato previste dall’MSA per accedere agli sconti potrebbero essere raggiungibili solo da Tim”. Anche la clausola della nazione più favorita (MFN) di cui gode Tim “potrebbe essere critica nella misura in cui dovesse comportare l’impossibilità per FiberCop di concedere delle condizioni di fornitura di accesso migliorative rispetto a quelle garantite a Tim. In tal modo, infatti, Tim potrebbe essersi assicurata un indebito vantaggio rispetto ai propri concorrenti, con la garanzia di aver sempre il minor costo di fornitura dell’accesso”.

In pratica, “gli sconti aumentano, per ogni cliente aggiuntivo, al superamento di alcune soglie percentuali del rapporto tra linee attivate e linee attivabili, all’interno di una determinata area geografica, arrivando a un massimo di due euro a linea di sconto, rispetto al prezzo regolato da AGCOM, una volta superato il 12% di tale rapporto”, si legge nel provvedimento.

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Reti Private LTE/5G al decollo: mercato da 8,9 miliardi di dollari entro il 2029

Il mercato delle reti private LTE/5G è in forte espansione e, secondo un rapporto di Berg Insight, raggiungerà un valore di 8,9 miliardi di dollari entro il 2029, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 38%. Già nel 2024, i ricavi globali per questo settore sono stimati a 1,8 miliardi di dollari.

4.700 reti private 5G nel 2023

Il numero di reti private LTE/5G operative dovrebbe superare le 4.700 entro la fine del 2023, escludendo progetti dimostrativi o proof-of-concept. La domanda è trainata da una maggiore disponibilità di spettro e dall’emergere di nuovi casi d’uso che spingono investimenti significativi da parte di fornitori consolidati come Ericsson, Nokia e Huawei, oltre a nuovi attori del mercato. Questo contesto riflette una transizione da un modello guidato dall’offerta basato sulle licenze di spettro a uno in cui domina la domanda degli utenti finali.

Nokia al top

Nokia si posiziona come il principale fornitore di soluzioni di rete nel settore LTE/5G privato, con 800 clienti e oltre 1.500 implementazioni previste entro la fine dell’anno. Tuttavia, affronta la concorrenza di aziende come Ericsson, Huawei e numerosi altri fornitori più piccoli, tra cui Airspan Networks, Mavenir, Samsung, ZTE e Sercomm. Complessivamente, più di 60 fornitori offrono attualmente software per reti private, inclusi prodotti RAN ed EPC/5GC sviluppati da aziende come Cisco, Microsoft, Hewlett Packard Enterprise e Druid Software.

Modelli di business as a service

Tra le tendenze principali si osserva l’adozione di modelli di business “as-a-service”, l’implementazione di funzioni di rete virtuali (VNF) e l’uso di dispositivi aziendali basati su O-RAN e soluzioni neutrali. Tuttavia, tecnologie emergenti come il Wi-Fi 7 e il network slicing potrebbero rallentare la crescita del mercato delle reti private LTE/5G, poiché offrono alternative valide per soddisfare la domanda aziendale di connettività veloce e affidabile. Inoltre, eventuali cambiamenti normativi nei prossimi anni potrebbero influenzare il panorama del settore.

Tabella Riassuntiva

Aspetto Dettagli
Valore del mercato $1,8 miliardi nel 2024, $8,9 miliardi entro il 2029 (CAGR 38%).
Numero di reti Oltre 4.700 reti LTE/5G private operative entro il 2023.
Fornitori principali Nokia (800 clienti, 1.500 reti), Ericsson, Huawei e altri (Airspan, ZTE).
Tecnologie emergenti Modelli “as-a-service”, VNF, O-RAN, soluzioni neutrali.
Possibili sfide Concorrenza di Wi-Fi 7 e network slicing; cambiamenti normativi futuri.

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Swisscom: disco verde dell’Antitrust e del Mimit all’acquisizione di Vodafone Italia

Swisscom ha ricevuto il nulla osta per l’acquisizione di Vodafone Italia sia dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Lo ha reso noto la società con una nota nella quale afferma che il parere positivo delle autorità competenti “apre la via alla creazione di un operatore convergente leader in Italia”.

Impegni assunti da Swisscom

In data 20 dicembre 2024, si legge nella nota, l’autorità antitrust italiana ha autorizzato la transazione e accettato gli impegni assunti da Swisscom nell’ambito dell’operazione. Gli impegni includono il proseguimento da parte di Fastweb, in linea con la sua strategia, della fornitura di servizi wholesale agli operatori terzi e la condivisione di informazioni in qualsiasi gara d’appalto della pubblica amministrazione per servizi di telefonia fissa e connettività fissa in cui il fornitore in essere sia Fastweb o Vodafone Italia. Un fiduciario indipendente garantirà sull’adempimento degli impegni che avranno una validità di 3 anni.

Via libera anche del Mimit

Anche il Mimit, riporta la nota, ha approvato la transazione autorizzando il trasferimento del controllo su Vodafone Italia, in quanto società detentrice di licenze dello spettro mobile. Prendendo atto dei pareri favorevoli già espressi dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il Mimit ha dato il suo via libera incondizionato in data 19 dicembre 2024.

La nuova società che nascerà dalla transazione “potrà contare sulle infrastrutture fisse e mobili di alta qualità di Fastweb e Vodafone, nonché sulle competenze e sulle capacità delle due aziende per offrire benefici significativi ai consumatori italiani e alle imprese”.

Swisscom prevede che la transazione venga completata entro il primo trimestre del 2025.

L’Antitrust stessa aveva individuato alcuni rischi di posizione dominante, in particolare nella banda ultralarga fissa  e nel segmento dell’FTTH, respingendo invece altri rilievi della concorrenza legati ad una super dotazione frequenziale.

I numeri dell’operazione

Disco verde, quindi, all’operazione da 8 miliardi di euro annunciata a marzo. Le due società sono fra loro complementari e si completano perfettamente, con Fastweb affermata nella rete via cavo e Vodafone Italia in quella mobile. A livello operativo, questa operazione dovrebbe consentire di realizzare sinergie per 600 milioni di euro all’anno a partire dal 2029.

Secondo le stime degli analisti, questa operazione di acquisizione creerebbe il secondo operatore di telefonia mobile in Italia, subito dopo TIM. Le due entità fuse hanno un fatturato combinato di 7,3 miliardi di euro e un utile operativo lordo (Ebitda) di 2,4 miliardi.

Leggi anche: Fastweb-Vodafone, per l’Antitrust rischio posizione dominante nel mercato del fisso. Faro sull’FTTH

Swisscom-Vodafone: a sorpresa i grandi operatori sono contrari al consolidamento e rischi per OF

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5G CRESCA, progetto Vodafone Italia-Polimi per reti private nei Campus universitari

Politecnico di Milano con Vodafone Italia, Università degli Studi di Milano, MADE, Fondazione IRCCS Ca’ Granda e del Museo del Violino di Cremona, presentano il progetto 5G-CRESCA (5G Connected REplicable Services for Connected cAmpus), un’iniziativa che segna un importante passo avanti nello sviluppo di servizi digitali innovativi e connessi in ambito accademico grazie alla tecnologia 5G.

Reti private ibride Campus universitari del Politecnico di Milano, del Policlinico di Milano, del Centro di Competenza MADE e del Museo del Violino

Il progetto prevede la realizzazione di una rete mobile privata 5G ibrida (Mobile Private Network, MPN) all’interno dei Campus universitari del Politecnico di Milano, del Policlinico di Milano, del Centro di Competenza MADE e del Museo del Violino. Attraverso l’uso di reti 5G ad alta velocità e bassa latenza e le capacità di elaborazione dell’edge computing, il progetto punta a innovare i metodi di apprendimento e formazione, promuovendo collaborazioni con l’industria per creare occupazione, crescita economica e benefici sociali. Partendo dall’ambito accademico, mira a estendere questi vantaggi alla comunità, migliorando connessioni e sicurezza nella gestione dei dati.

Progetto sostenuto dal bando Ue Connecting Europe Facility

Sostenuto dal bando Connecting Europe Facility dell’Unione Europea – strumento di finanziamento volto a favorire crescita e competitività attraverso investimenti infrastrutturali – 5G-CRESCA sviluppa otto casi d’uso innovativi nei settori educativo, sanitario, industriale e dei servizi avanzati sfruttando funzioni abilitate dal 5G.

Antonio Capone (Polimi): ‘Campus universitari per le applicazioni digitali sono sempre stati un laboratorio di idee e innovazione’

“I campus universitari per le applicazioni digitali sono sempre stati un laboratorio di idee e innovazione. Nel caso del progetto 5G-CRESCA la connettività avanzata delle reti 5G, pubbliche e private, viene sfruttata per creare un insieme di nuovi servizi al servizio della comunità di studenti, docenti e personale che oltre ad essere immediatamente fruibili rappresentano una opportunità di ulteriore sviluppo sia per la rete che per le applicazioni. L’aspetto più interessante delle applicazioni scelte dal progetto è la loro estendibilità in contesti diversi dal campus universitario, come quello delle smart city o dell’industria digitale”, ha detto ilprof. Antonio Capone, Politecnico di Milano, responsabile scientifico del Progetto.

Cinzia Campanella (Vodafone Italia): ‘Con il 5G nuovi modelli di apprendimento, collaborazione e gestione dei servizi’

“Il progetto 5G-CRESCA rappresenta un esempio concreto di come la tecnologia 5G, grazie alla sua potenza e versatilità, possa abilitare soluzioni innovative non solo in ambito accademico ma anche per la collettività. – dichiara Cinzia Campanella Head of Innovation and Vertical Solutions di Vodafone.  In Vodafone, crediamo fermamente che la diffusione delle reti di nuova generazione sia fondamentale per promuovere una società più connessa, sostenibile e innovativa. Attraverso l’integrazione tra connettività avanzata, edge computing e applicazioni all’avanguardia, insieme al Politecnico di Milano e ai partner di progetto intendiamo creare le basi per nuovi modelli di apprendimento, collaborazione e gestione dei servizi che migliorano la vita delle persone e offrono nuove opportunità per le imprese. Questo progetto non solo potenzia i campus universitari ma apre la strada a futuri sviluppi in ambiti come le smart city e l’industria digitale”.

Casi d’uso e aree di sviluppo

I casi d’uso del progetto si articolano in due principali aree di sviluppo. La prima, Enhanced Campus Education è dedicata all’innovazione nell’istruzione e include piattaforme di apprendimento basate su realtà aumentata, simulazioni chirurgiche avanzate in realtà mista e lezioni musicali a distanza, garantendo esperienze immersive e interattive. La seconda area di sviluppo – Enhanced Campus Services – si concentra invece sull’ottimizzazione dei servizi nei campus, comprende tecnologie di rete ad alte prestazioni per la gestione degli spazi, video analisi avanzata per migliorare la sicurezza fisica degli ambienti, connettività 5G on-demand, streaming a 360° di eventi e nuovi servizi dedicati a sport e benessere.

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5G, DTD-Invitalia-Infratel nuove convenzioni per copertura gallerie Milano-Cortina e Isole Minori. Butti ‘Sempre più connessi’

Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, Invitalia e Infratel Italia hanno sottoscritto due nuove convenzioni per l’attuazione di progetti strategici mirati al potenziamento delle infrastrutture digitali, al rafforzamento delle reti di comunicazione e al miglioramento della connettività su tutto il territorio nazionale. Questi interventi, si legge in una nota, rappresentano un passo significativo verso la modernizzazione del Paese e il raggiungimento degli obiettivi delineati nella Strategia per la Banda Ultralarga 2023-2026.

Le convenzioni, finanziate complessivamente con 133 milioni di euro, sono sostenute attraverso due principali fonti: il Piano Nazionale Complementare (Pnc) e il Fondo per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione. E sono: Gallerie Milano-Cortina e Potenziamento rete Backhaul nazionale (Pnc), due progetti per un totale di 107 milioni che mirano a garantire connettività 5G per le gallerie delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e collegamenti di backhauling ultraveloci a tutti quei territori che ancora non usufruiscono di un collegamento adeguato.

E poi, Sanità Milano-Cortina e Nuovo Piano Isole Minori (Fondo Innovazione): con un finanziamento di 26 milioni queste iniziative si concentrano sul supporto alle strutture sanitarie olimpiche con tecnologia 5G e sull’estensione della connettività a sei nuove isole minori, rafforzando l’accesso alla banda ultralarga in territori isolati.

“Sono orgoglioso di annunciare queste nuove convenzioni, che rappresentano un passo concreto verso un’Italia sempre più connessa”, ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti. “Attraverso interventi mirati come per le Olimpiadi Milano-Cortina e il supporto alle isole minori – ha sottolineato – stiamo investendo sul futuro del nostro Paese, garantendo infrastrutture digitali all’avanguardia e riducendo le disuguaglianze territoriali. Questo è il risultato di una collaborazione efficace tra istituzioni e attuatori, che conferma l’impegno del governo nel guidare la transizione digitale in modo capillare”.

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Tim corre ancora in Borsa in scia alle voci sui fondi. Piccoli investitori in fermento. Uilcom preoccupata

Tim continua a brillare ancora a Piazza Affari in scia alle voci che vedrebbero diversi fondi interessati alla quota del 23,75% dell’operatore in mano al primo azionista Vivendi. Il titolo sale anche oggi in apertura del 2,5% a 0,28 euro dopo il balzo di ieri in seguito ai rumors su CVC diffusi da Bloomberg, mentre secondo il Messaggero anche Bain starebbe guardando alla quota di Vivendi, sulla cui valutazione restano però ampie divergenze di prezzo tra i fondi e i francesi. Se confermato, l’accordo potrebbe indurre CVC a smembrare le attività di TIM una volta completata l’acquisizione totale.

Non solo CVC

 Secondo il Sole 24 Ore anche Apax Partners, a suo tempo alleata di iliad nell’offerta poi respinta per rilevare Vodafone Italia, avrebbe mostrato interesse.

La Stampa riporta che CVC potrebbe puntare al pieno controllo di TIM per procedere poi al break up delle attività, concentrandosi su TIM Enterprise, operazione che potrebbe attivare il Golden Power.

Si riapre quindi la corsa su quel che resta di Tim, la società che dopo la cessione della rete al fondo americano KKR, è composta dalle divisioni Enterprise (grandi clienti), Consumer (retail) e Brasile.

Secondo Bloomberg, il fondo CVC Capital Partners, che in Italia detiene il 70% di Maticmind, società specializzata in IT a sua volta partecipata anche da Cdp (che a sua volta detiene il 9,81% di Tim), starebbe valutando l’acquisto della quota di Vivendi. La conglomerata francese, con il 23,75%, è il principale azionista di TIM, pur non avendo un ruolo nella governance essendo fuori dal Cda. Tra l’altro, il gruppo francese è in causa con il Cda per la cessione della rete avvenuta senza un passaggio assembleare, voluto da Bolloré ma negato dal board.

Negli ultimi giorni, inoltre, Vivendi ha riorganizzato il gruppo, suddividendolo in quattro entità. Al momento, né CVC né TIM hanno commentato le indiscrezioni mentre fonti vicine alla holding francese smentiscono discussioni in corso.

Tim, Ugliarolo (Uilcom Uil): ‘Dubbi sulla volontà di un fondo di procedere a ulteriore spezzatino’

A stretto giro, Salvo Ugloarolo, segretario generale della Uilcom Uil, ha così commentato le voci su Tim: “A distanza di pochi mesi dalla separazione della rete, e quelle che sono le tante incognite sul futuro di queste due nuove società che nascono dopo la scissione dell’ex monopolista, oggi si torna nuovamente a parlare dei tentativi da parte dei fondi di acquistare quote di quello che è rimasto di Tim – ha detto Ugliarolo –  Ovviamente, tutto ciò apre nuovamente dubbi e perplessità rispetto alla volontà di un fondo, che sappiamo bene che è quello di spezzettare a sua volta Tim, cedendo magari asset come il Brasile piuttosto che la Business Unit Consumer. E’ chiaro che se questo è il secondo tempo di una situazione complessa e articolata, noi abbiamo ovviamente una serie di forti criticità da mettere sul tavolo anche rispetto a un Governo che in questo 2024 dopo il 2023, rispetto alle richieste della Uilcom di prendere le dovute garanzie rispetto al progetto di separazione, abbiamo riscontrato assolutamente un silenzio assordante da parte delle istituzioni. Non vorremmo che adesso finissimo per trovarci in una fase in cui a pagare le conseguenze di eventuali scelte finanziarie di operazioni economiche fossero ancora una volta i lavoratori di Tim, che già vivono in un contesto sicuramente ancora tutto da sviluppare e da capire dopo la separazione”.   

Piccoli investitori in fermento

Sul forum online di Investing.com, cresce l’attesa da parte dei piccoli investitori, galvanizzati dal rally del titolo. Di seguito una selezione dei commenti raccolti sul forum

“è arrivata qualche smentita????”.

“E qui si incomincia a capire che la quotazione bassa era principalmente da imputare alla presenza di Vivendi nell’azionariato..”.

“altri 2 o tre fondi interessati e quindi iliad si deve svegliare subito.. lo vedremo? ci speriamo? yeesss”.

“Rumors sempre più insistenti ingresso socio di minoranza imminente”.

“Se entra CVC o altro fondo, Tim sarà smantellata. Povera Italia poveri noi…”.

Creazione di valore?

“Creazione di valore con il riassetto: L’uscita di Vivendi potrebbe sbloccare finalmente iniziative chiave di valorizzazione, come la conversione o il buyback delle azioni di risparmio, oltre allo spin-off o alla monetizzazione di asset non core. Un nuovo azionista stabile e strategico miglio rerebbe inoltre la governance, eliminando le frizioni storiche che hanno pesato sulla valutazione del titolo”.

“Lo scenario che appare più probabile a nostro avviso è che Cvc possa essere interessata ad acquisire la quota di Vivendi, senza un completo take over”.

“0.41 la richiesta di Vivendi”.

“Lo ha detto a te? se 0,50 erano pochi…..”.

“Se Cvc compra è per fare Opa totalitaria successivamente”.

“Governo certamente sarà della partita con quota salvafacciachiappe”.

“siate vigili, la giornata ê lunga e può succedere di tutto, anche se chiude rosso basso non vendere assolutamente, target.0.32 a gennaio. volumi alti legati all’apertura, tra acquisti e vendite è normale. comunque rimanere assolutamente a bordo, aspettiamo notizie….”.

“Opa iliad a 0.80”.

“Regalo di Natale”.

Gli altri fondi interessati

Tuttavia, oltre a CVC, anche Bain Capital, un altro fondo internazionale che in Italia possiede il 50% di Engineering – il restante 50% appartiene a NB Renaissance – starebbe esaminando il dossier TIM.

Vivendi non ha mai nascosto l’intenzione di uscire da TIM. Secondo Bloomberg, l’operazione potrebbe valere circa 950 milioni di euro ma fonti finanziarie riferiscono che i francesi puntano a ottenere almeno 1,5  miliardi, in linea con il valore di mercato della partecipazione. Attualmente, TIM ha una capitalizzazione di 6,47 miliardi, spinta ieri da un rialzo del 5,7% che ha portato il titolo a 0,27 euro.

L’attenzione sul dossier è cresciuta anche grazie alla recente riorganizzazione di Vivendi, che ha separato Canal+, Havas e Louis Hachette, ora quotate indipendentemente. Questa mossa rende più agevole la cessione della quota di TIM, trattandosi ormai di una pura holding.

CVC già interessata a Tim in passato

Oltre a CVC e Bain Capital, sembrerebbe esserci un altro fondo statunitense interessato alla partita, ma anche in questo caso emergerebbero differenze sul prezzo. Già nel 2022, CVC aveva studiato un’offerta di circa 7 miliardi di euro per Tim Enterprise, la holding che controlla Noovle, Telsy e Olivetti, proposta poi rispedita al mittente. Allora l’interesse per la parte “business” del gruppo tlc sembrava gradito ai vertici aziendali, che però avevano già respinto una precedente offerta di KKR per un’OPA totalitaria a 0,505 per azione, valori oggi lontani.

Tuttavia, con un debito parzialmente risanato grazie alla vendita della rete a KKR, TIM appare ora un obiettivo più appetibile e concretamente conquistabile.

Golden power, restituzione del canone ’98 e cessione Sparkle

L’eventuale ingresso di un nuovo investitore estero potrebbe richiedere l’intervento del governo tramite l’esercizio del golden power, lo strumento che tutela gli asset strategici del Paese. Di mezzo ci sono asset sensibili fra cui la rete 5G e i data center.

Ieri inoltre si è tenuta l’udienza alla Corte di Appello, alla quale il governo si era rivolto per chiedere la sospensione del pagamento di un miliardo circa per la restituzione del canone del ’98. Il governo, come scritto da Reuters, ha dato tempo fino al 20 gennaio, quando si terrà una nuova udienza, per negoziare sul miliardo circa che l’esecutivo deve al gruppo telefonico.

Nel frattempo, domani è attesa anche l’offerta per Sparkle del Mef e del fondo Asterion che controlla Retelit. Proposta che, qualora accettata, andrebbe a concludere un’altra partita, ovvero la cessione della società dei cavi sottomarini, aperta da tempo.

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