DDL Concorrenza, Agcom vigilerà sul divieto di offerte riservate (operator attack). Ma mancano le sanzioni

La legge annuale della Concorrenza prevede un giro di vite contro il fenomeno diffuso delle offerte differenziate nella telefonia mobile, definite anche operator attack, che consentono ai gestori di elaborare offerte ad hoc iper vantaggiose per i clienti di un determinato operatore (ad esempio Tim o iliad) per promuoverne la migrazione. L’articolo 18 introdotto ad hoc nella legge indica che Governo e Parlamento sono consapevoli che offerte riservate sono un problema per il settore, perché contribuiscono ulteriormente ad erodere i margini residui degli operatori, già ridotto all’osso. Le misure introdotte dimostrano inoltre che il DDL Concorrenza dello scorso anno non aveva risolto il problema e che per questo Governo e Parlamento vogliono continuare a lavorarci. Il provvedimento però è un po’ debole, perché non prevede sanzioni e quindi non introduce una soluzione al fenomeno.

Va detto che oltre a TIM anche Vodafone e WindTre prevedono “offerte riservate” e per la maggior parte sono volte a sottrarre clienti a Iliad. Ma lo stesso fanno anche altri player second brand come ad esempio Very Mobile, attualmente con una campagna molto aggressiva nei confronti dei clienti Iliad e di Coop Voce.

Cosa prevede l’articolo 18

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) dovrà aggiornare il regolamento sulla portabilità dei numeri per i servizi di comunicazioni mobili e personali “prevedendo modalità di monitoraggio e vigilanza che garantiscano un utilizzo del database coerente” con quanto previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche. Inoltre, l’Autorità dovrà redigere annualmente una “relazione atta a sintetizzare gli esiti delle attività di monitoraggio e vigilanza”.

Lo prevede un emendamento al ddl Concorrenza firmato dal deputato Silvio Giovine (FdI) approvato dalle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera e inserito nel testo del DDL all’articolo 18 (Aggiornamento del regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in materia di portabilità dei numeri mobili).

No alle offerte riservate

L’Agcom dovrà aggiornare il regolamento entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge. E l’aggiornamento dovrà prevedere modalità di monitoraggio sull’uso del database per la portabilità coerente con il divieto secondo cui i fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica non possono utilizzare le informazioni acquisite tramite il database “per formulare offerte agli utenti finali aventi a oggetto requisiti o condizioni generali di accesso o di uso di reti o servizi, comprese le condizioni tecnico-economiche, che risultino differenti in ragione del fornitore di rete o servizio di comunicazione elettronica di provenienza”.

Si tratta del genere di offerte oggetto delle critiche maggiori da parte di iliad, che recentemente ha presentato un report ad hoc per evidenziare i danni che subisce appunto dal fenomeno delle offerte differenziate (operator attack) da parte dei concorrenti.

Relazione tecnica dell’articolo 18

La relazione tecnica dell’emendamento rende noto che “Il comma 1-bis dell’articolo 98-duodecies, del d.lgs n. 259/2003, stabilisce in particolare il divieto per i fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica di utilizzare le suddette informazioni allo scopo di formulare all’utente che intenda cambiare fornitore di rete o servizi di comunicazione elettronica offerte differenziate in ragione del fornitore di reti o servizi di provenienza. La novella, pertanto, mira rendere effettivo e a rafforzare il divieto di pratiche discriminatorie nei confronti dei consumatori attraverso l’introduzione di misure di vigilanza e monitoraggio nel regolamento relativo alla portabilità dei numeri per i servizi ad opera dell’AGCOM”.

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PostePay al Salone dei Pagamenti 2024 presenta la “Road to Connect”

PostePay, società del Gruppo Poste Italiane, presenta al Salone dei Pagamenti di Milano la “Road to Connect”, il suo percorso evolutivo per valorizzare la connessione tra i servizi-chiave del suo ecosistema digitale iniziato con il lancio di Postepay Connect, l’offerta che unisce le funzionalità della carta Postepay Evolution, con l’offerta di telefonia PosteMobile.

Con oltre 30 milioni di carte emesse (di cui 1,2 milioni di Postepay Connect e circa 10 milioni di Postepay Evolution) e con 13,1 milioni di digital wallet e transazioni per un valore di 63 miliardi di euro (cui 20 miliardi di euro nel mercato e-commerce), PostePay è il principale Istituto di Moneta Elettronica ibrido d’Italia. La società mette a disposizione dei suoi 20 milioni di clienti la sua everyday platform e l’ampia offerta di prodotti e servizi, con soluzioni semplici e innovative che rispondono alle esigenze di tutti i target, sia retail che business, in ambito pagamenti, telco (4,8 milioni di linee di telefonia fissa e mobile a settembre 2024), ed energia (con circa 650 mila contratti Poste Energia a settembre 2024).

Nel corso delle 3 giornate, PostePay presenterà le sue soluzioni best in class per la gestione dei pagamenti quotidiani: la ricarica automatica, l’innovativa funzione che consente di avere sempre fondi disponibili sulle carte prepagate grazie alla ricarica all’acquisto e alla ricarica ricorrente a tempo e a soglia, e il P2P, il servizio che consente lo scambio di denaro in real-time tra i clienti della community Postepay e che, nei primi 9 mesi del 2024, ha già registrato oltre 1 miliardo di transato.

I servizi dell’ecosistema PostePay sono accessibili attraverso l’App P (l’App unica di Poste Italiane) e il PWallet, la nuova funzione che consente di avere in un unico punto le carte di pagamento Postepay e molte altre soluzioni per rendere più semplice la vita di tutti i giorni.

Per PostePay un ulteriore elemento strategico a sostegno della leadership nei pagamenti e-commerce è rappresentato dalla proposizione distintiva ai partner top merchant e-commerce, per sviluppare soluzioni end-to-end di ingaggio digitale e frictionless payments, che ottimizzano la performance di raccolta dei loro incassi.

Per il target Business PostePay ha inoltre pensato a proporre servizi e prodotti, come lo SmartPOS Postepay, sempre più digitali e tagliati su misura del cliente anche grazie all’utilizzo delle App come strumento indispensabile per la gestione non solo degli incassi ma anche di servizi a valore aggiunto volti alla crescita del business. L’offerta dei servizi di Acquiring è ulteriormente arricchita dalle soluzioni messe a disposizione dalle piattaforme Lis per le tabaccherie e i merchant Ho.Re.Ca., ampliando così il target di clientela, e dall’offerta fibra per la connettività del business, pensata per i piccoli operatori economici e i liberi professionisti, rispondendo così a tutte le esigenze del target business.

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Fastweb-Vodafone, remedies insufficienti?

La fusione Fastweb (Swisscom)-Vodafone Italia arriva all’ultima curva. Manca soltanto il via libera dell’Antitrust italiano per chiudere l’operazione. La fase di approfondimento da parte dell’Autorità di Piazza Verdi è iniziata ufficialmente il 10 settembre e siamo in dirittura d’arrivo, visto che il procedimento in Fase II dura 90 giorni e scade il 10 dicembre. L’esito finale è atteso nei tempi, tanto più che Swisscom ha fissato per il primo trimestre del 2025 la chiusura della transazione da 8 miliardi di euro.

Dopo il disco verde incassato dagli altri soggetti coinvolti, fra cui l’Antitrust Ue e il via libera incondizionato sia dalla Presidenza del Consiglio dei ministri italiano (legislazione sul golden power) e la Commissione della concorrenza svizzera, si attende soltanto l’esito dell’indagine dell’Agcm.

Interlocuzioni in corso

Dietro le quinte, sono in corso interlocuzioni fra l’Agcm e i competitor, che hanno affilato le armi. Già a settembre i concorrenti avevano presentato diversi rilievi sul fronte dei rischi per la concorrenza, soprattutto nel campo dell’offerta wholesale e nel segmento della banda ultralarga per la PA che sarebbe sotto la lente dell’Antitrust.

L’Autorità stessa aveva individuato alcuni rischi di posizione dominante, in particolare nella banda ultralarga fissa  e nel segmento dell’FTTH, respingendo invece altri rilievi della concorrenza legati ad una super dotazione frequenziale.

Remedies insufficienti?

Ma i remedies presentati avrebbero sollevato più di una perplessità da parte dei concorrenti che li avrebbero giudicati insufficienti.

Le interlocuzioni dell’autorità con i diversi stakeholder coinvolti sono ancora in atto.

D’altra parte, l’operazione è importante e risulterà nella nascita di un gigante delle Tlc che cambierà il panorama del mercato.

Ne vedremo delle belle.

Leggi anche: Fastweb-Vodafone, per l’Antitrust rischio posizione dominante nel mercato del fisso. Faro sull’FTTH

Swisscom-Vodafone: a sorpresa i grandi operatori sono contrari al consolidamento e rischi per OF

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Il ruolo dell’intelligenza artificiale sulle torri di INWIT contro gli incendi

Sono quasi 25mila sul territorio italiano le torri di INWIT, la prima tower company del paese che controlla circa il 45% del mercato nazionale. Torri (con ballatoio) e tralicci che hanno come scopo primario quello di veicolare il segnale mobile 4G e 5G, ma che sempre più spesso vengono usate anche per scopi ulteriori: dal monitoraggio della qualità dell’aria e contro gli incendi, in collaborazione con Legambiente in Abruzzo, al controllo di diversi parametri nelle smart city tramite sensori IoT a partire dalla qualità dell’aria.

Tower-as-a-service: telecamere anti incendio

Un particolare sviluppo futuro delle torri-as-a-service è la presenza di telecamere montate in cima all’infrastruttura. Telecamere re che hanno un raggio molto ampio di visuale e che consentono quindi di monitorare ampie fette di territorio h24 e di inviare le immagini alla centrale del committente, si tratti della Protezione Civile, della Polizia, di un ente parco o di altri potenziali clienti che vuole ricevere in tempo reale le immagini delle zone sorvegliate.

La telecamera sulla torre è montata come se fosse un’antenna, come uno sbraccio, e le immagini che riprende vengono inviate in un gateway che fa l’elaborazione dell’intelligenza artificiale, una sorta di scatolotto, che si trova nella centralina ai piedi della torre nel sito di Pollutri. Tutte le immagini vengono rielaborate in loco dal gateway, che riceve un flusso di immagini h24.  

Il software di AI può essere addestrato a diversi compiti

Il gateway contiene un software che riceve le immagini della telecamera ed è in grado di rilevare i pennacchi di fumo, perché è stato addestrato a farlo. Nel caso di immagini simili ad un incendio viene mandato un alert via mail o whatsapp. Il software è in grado di riconoscere il pennacchio di un caminetto da un barbecue o il fumo di una sigaretta. Nel caso di combustioni normali subentra un filtro che evita falsi allarmi.

L’algoritmo può svolgere anche altri task, per riconoscere dei volatili ad esempio basta addestrare l’intelligenza artificiale a farlo.

Droni usati per predisporre le telecamere

Per capire se ci sono le condizioni migliori per l’installazione di una telecamera, vengono usati dei droni che verificano la visuale e la presenza delle migliori condizioni. La telecamera si installa nel punto più alto della torre, con un orientamento predefinito. In alcuni casi vengono installate tre telecamere a 120 gradi ciascuna, in grado di coprire tutta la visuale a 360 gradi. Soluzione ottimale per coprire l’area di un parco.

Dopo l’Abruzzo obiettivo Sicilia e Sardegna

L’obiettivo di INWIT è quello di allargare i diversi progetti di monitoraggio ambientale e anti incendio, avviati ormai da un anno in Abruzzo, anche in altre regioni, a partire da Sicilia e Sardegna che sono quelle più colpite dall’emergenza incendi soprattutto d’estate.

Le potenziali applicazioni del video monitoraggio sono anche più numerose, ma bisogna tenere conto delle stringenti norme che riguardano la data protection in caso di zone antropizzate che dovessero finire nelle registrazioni. In origine, il progetto con Legambiente era stato pensato per il monitoraggio della fauna (orsi e uccelli ma anche abbandono di rifiuti) ma le priorità legate agli incendi hanno avuto la priorità.

Leggi anche: “I cantieri della transizione ecologica”, INWIT e Legambiente insieme per l’Abruzzo. Le videointerviste a Eliana Longi, Michelangelo Suigo e Giorgio Zampetti

INWIT, accordo esteso con Legambiente. Intelligenza artificiale sulle torri per prevenire gli incendi boschivi

AI e videocamere smart sulle torri tlc di INWIT, così è stato rilevato in tempo un incendio in un’oasi WWF

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Fibra in Italia a prezzi discount, ma adozione dimezzata rispetto alla UE. Perché L’FTTH costa come l’FTTC?

In Italia la vera fibra FTTH è la più economica d’Europa, con un costo medio di 26,57 euro al mese, inferiore ai 33 euro di Francia e Spagna e ai 46 euro di UK.

Tuttavia l’adozione resta bassa: appena il 26% degli italiani connessi usa la fibra, contro il 54% della media UE. Nonostante l’aumento della copertura, che è passata dal 12% al 26% delle linee fisse dal 2021 al 2024, il paese fatica a tenere il passo, anche a causa della prolungata guerra dei prezzi che ha ridotto i ricavi delle telco di 14,7 miliardi tra il 2010 e il 2023.

Resta poi il problema del take up, vale a dire il decollo in piena regola degli abbonamenti che ancora non si registra. Un tema questo alquanto spinoso soprattutto sul fronte aziendale.

Servirebbero forse dei nuovi incentivi sotto forma di voucher?

Il tema dello sblocco della domanda resta latente a livello di aziende e famiglie.

Secondo molti esperti, sarebbe auspicabile un aumento dei prezzi per l’FTTH rispetto alla tecnologia FTTC (fibra misto rame) in modo da sottolineare e valorizzare la differenza di performance e di resa della vera fibra. In Germania i consumatori sono disposti a spendere quasi 50 euro al mese per una connessione di qualità superiore.

Fibra italiana la più conveniente

Secondo l’osservatorio tariffe di Segugio.it, di Moltiply Group Spa, la convenienza della fibra italiana non ha spinto gli operatori a proporre pacchetti diversificati come accade in Francia, Spagna, UK e Germania, dove vengono offerte soluzioni a banda limitata.

Questa dinamica, associata alla pressione sui margini, lascia operatori come Tim, Vodafone, Fastweb e altri in una situazione difficile, con una lenta crescita del mercato rispetto al resto d’Europa.

Durante l’assemblea di Asstel, è stato evidenziato come le telco abbiano bisogno di modelli più sostenibili per rilanciare il settore, che al momento non beneficia appieno del potenziale della fibra FTHH.

La situazione italiana è paradossale: un mercato conveniente per i consumatori, ma insufficiente per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture e favorire una piena digitalizzazione del Paese.

Quanto costa la fibra ottica in Italia

I dati raccolti dall’Osservatorio confermano il costo di un abbonamento per la connessione Internet casa in Italia. Per un accesso a Internet da rete fissa, a prescindere dalla tecnologia considerata (FTTH, FTTC, ADSL e FWA) bisogna mettere in conto una spesa media di 26,09 euro al mese (il dato si riferisce alla spesa mensile media per il primo anno di abbonamento). Limitando l’analisi alle sole offerte fibra ottica FTTH, invece, il costo medio rilevato risulta essere di 26,57 euro al mese.

Perché l’FTTH costa come l’FTTC?

Dalla tabella risulta evidente che l’Italia è l’unico paese Ue che non valorizza la vera fibra nel prezzo all’utente finale, equiparando di fatto FTTH e FTTC. Perché?

Tre anni fa, a novembre 2021, la fibra FTTH costava, in media, 25,79 euro al mese ma aveva una copertura molto inferiore del territorio nazionale. La crescita della copertura e un prezzo aumentato di poche decine di centesimi al mese hanno garantito una sostanziale diffusione della fibra ottica FTTH, passata dall’11,7% al 25,9% del totale delle linee di rete fissa attive in Italia (dati AGCOM; confronto giugno 2021 – giugno 2024).

In questo momento, accedere alla fibra ottica FTTH è molto più semplice ed il mercato continua a viaggiare su prezzi sostanzialmente stabili, con un canone medio di poco superiore ai 25 euro al mese, mentre la copertura è in costante crescita, con il 59,6% delle famiglie raggiunte dalla rete FTTH (dati AGCOM, novembre 2024) e una percentuale superiore al 50% per 17 su 20 regioni italiane.

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“I cantieri della transizione ecologica”, INWIT e Legambiente insieme per l’Abruzzo. Le videointerviste a Eliana Longi, Michelangelo Suigo e Giorgio Zampetti

Le videointerviste a Eliana Longi, deputata di FdI membro della Commissione IX Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Sostenibilità di INWIT e Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente a margine della presentazione dei dati sul monitoraggio anti-incendi e sulla qualità dell’aria nelle aree protette presentati oggi a Pollutri (CH) in Abruzzo, in occasione de “I Cantieri della Transizione Ecologica”, la campagna nazionale di Legambiente in partnership con INWIT.

INWIT – Legambiente, Longi (FdI): ‘Politica in campo per le torri 5G’

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Inwit – Legambiente, Suigo (Inwit): ‘Le nostre torri al servizio della biodiversità’

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Inwit-Legambiente, Zampetti (Legambiente): Monitoraggio anti incendio con le torri al via in Abruzzo

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L’iniziativa “Cantieri della Transizione Ecologica“

I Cantieri della Transizione Ecologica è una campagna nazionale di Legambiente che porta in primo piano storie, cantieri e progetti che in Italia vanno nella giusta direzione della transizione investendo su decarbonizzazione, sostenibilità ambientale ed economia circolare. Avviata a maggio 2023, la campagna ha anche un sito – cantieridellatransizione.legambiente.it – con una mappa interattiva che raccoglie gli oltre cento cantieri mappati fino ad ora con approfondimenti, foto e video.

Focus monitoraggio Incendi

Il progetto di monitoraggio degli incendi boschivi avviato da INWIT in collaborazione con Legambiente coinvolge Pescasseroli (AQ), sede del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Pettorano sul Gizio (AQ), nella Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio, la Riserva Naturale Regionale Lecceta di Torino di Sangro (CH), la Riserva Naturale Regionale Bosco Don Venanzio a Pollutri (CH) e il Comune di Civitella Roveto (AQ) per monitorare l’area della Longagna e della Riserva Naturale Regionale Zompo lo Schioppo.

Sono 5 le torri di INWIT presenti in questi territori sulle quali sono stati installati 5 gateway e 9 telecamere smart integrate con un software di intelligenza artificiale in grado di rilevare tempestivamente gli incendi. La localizzazione sulla sommità delle torri garantisce inoltre una posizione privilegiata che consente di massimizzare l’area sotto osservazione. La distanza massima che le telecamere possono coprire varia a seconda delle caratteristiche orografiche del luogo e delle dimensioni relative del pennacchio di incendio.

Il raggio di osservazione è mediamente di 2 km intorno al punto di localizzazione, ma in determinati casi è possibile arrivare fino a 5 km, per un’area massima coperta di circa 80 km quadrati. Le apparecchiature sono in grado di funzionare anche in condizioni ambientali difficili e, grazie all’AI, di distinguere il fumo dei camini da quello degli incendi.

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Spesa dei consumatori su mobile, già superati i 100 miliardi di dollari

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..

Non sarà una sorpresa per nessuno: nel 2024, l’economia digitale ha continuare a premere sull’acceleratore, infrangendo record su record, mentre i consumatori, sempre più incollati ai loro smartphone, hanno speso oltre 100 miliardi di dollari in app mobili in meno di 250 giorni (il 5 settembre); un traguardo raggiunto in un lampo rispetto agli anni precedenti.

Anche la pubblicità digitale non è rimasta a guardare, registrando una crescita a doppia cifra: negli Stati Uniti, la spesa pubblicitaria è salita del 10% rispetto all’anno scorso e si è avvicinata ai 30 miliardi di dollari. Un segnale inequivocabile di un ecosistema digitale che non conosce soste, al di là delle problematiche a livello planetario legate all’inflazione. Al telefono come strumento di lavoro, di comunicazione, di relax o di svago nessuno ha proprio intenzione di rinunciare, a prescindere dagli aumenti del costo degli smartphone “flagship” (a questo proposito, sul comparatore di SOSTariffe.it si possono trovare le offerte migliori per i contratti di telefonia mobile in Italia).

Un trimestre da record per l’economia digitale del mobile

Secondo l’ultimo rapporto sull’Indice del Mercato Digitale di Sensor Tower, nel terzo trimestre del 2024 la crescita dell’economia digitale non solo è proseguita, ma ha accelerato, rafforzando ulteriormente le basi di un settore già robusto; gli indicatori chiave hanno evidenziato una vitalità che non mostra segni di rallentamento. Tra i protagonisti di questa impennata, il settore delle app mobili, che ha letteralmente brillato: la spesa globale su iOS e Google Play ha superato i 38 miliardi di dollari, un risultato che segna un incremento del 12,4% rispetto al medesimo periodo del 2023.

Si è detto che il 5 settembre la spesa globale dei consumatori su iOS e Google Play ha superato i 100 miliardi di dollari. Ebbene, nel 2023 lo stesso risultato era stato ottenuto quasi un mese più tardi, il 4 ottobre; quest’anno, entro la fine del terzo trimestre, il totale ha superato i 110 miliardi. Ma che cos’è che fa spendere di più gli utenti? Le app continuano a registrare una crescita più rapida rispetto ai giochi, con un incremento annuo del 25% nel terzo trimestre. Nonostante questo, i giochi rimangono il segmento più redditizio, con una spesa totale di 20,4 miliardi di dollari contro i 17,7 miliardi generati dalle app.

La distanza tra i due settori si sta comunque riducendo e, per qualcuno, la spinta storica dei videogiochi per smartphone sta cominciando a diminuire, grazie soprattutto alla crescente adozione di applicazioni che spaziano dalla produttività all’intrattenimento, passando per strumenti innovativi come le app di intelligenza artificiale, sempre più gettonate. Per ora, però, i giochi mobili non accennano ancora a mollare: anzi, in questo settore la spesa ha raggiunto il livello più alto degli ultimi due anni, con una crescita annua del 3,2%. È un segnale di stabilità per un segmento che negli ultimi trimestri aveva mostrato segni di rallentamento, dovuto forse all’efficacia di nuove strategie – tra cui aggiornamenti frequenti, eventi in-game o offerte personalizzate – per mantenere alta l’attenzione degli utenti sempre propensi a trovare nuovi titoli.

L’Europa traina la crescita della spesa mobile

A livello geografico, l’Europa si è distinta come il mercato con la crescita più rapida nel terzo trimestre del 2024, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un risultato  che supera di gran lunga il 13% di crescita registrato in Nord America e il 6% in Asia. Naturalmente, gli Stati Uniti rimangono un mercato chiave per gli sviluppatori di app, contribuendo con 1,54 miliardi di dollari di crescita annuale, un valore superiore a quello di tutta l’Europa combinata.

Partendo dall’altra parte del mondo, e cioè dalla Cina, TikTok continua a dominare la scena della monetizzazione mobile; a poco più di un anno dal record di 1 miliardo di dollari di spesa trimestrale, l’app ha stabilito un nuovo primato con 1,5 miliardi di dollari di spesa dei consumatori nel terzo trimestre 2024. Ildato comprende acquisti in-app e abbonamenti, ma esclude i ricavi pubblicitari.

Le altre app principali per spesa globale rimangono stabili rispetto al trimestre precedente, con Google, YouTube, Disney+ e Tinder che completano la top 5 con TikTok al primo posto. Tuttavia, sul fronte dei download, Instagram ha superato TikTok, tornando a guidare la classifica nel trimestre. Un’altra app di Meta, Threads, è entrata per la prima volta nella top 10, mentre ChatGPT ha scalato quattro posizioni, classificandosi a sua volta tra le prime dieci. Anche altre app legate all’intelligenza artificiale hanno guadagnato terreno: Google Gemini ha registrato una delle maggiori crescite trimestrali nei download. Complessivamente, le app di chatbot AI e generazione artistica AI hanno superato i 360 milioni di download e generato 315 milioni di dollari di spesa nel Q3, con incrementi trimestrali rispettivamente del 15% e del 26%.

La pubblicità digitale si prepara per una stagione natalizia da record

La spesa pubblicitaria digitale ha continuato a crescere anche nel Q3 2024, con risultati eccezionali negli Stati Uniti. Contando il totale tra mobile, desktop e OTT ha infatti sfiorato i 30 miliardi di dollari, supportata da 3,7 miliardi di miliardi di impression (aumentate del 17). Entrambi i dati rappresentano un aumento del 10% rispetto all’anno precedente, ed è un’indicazione non indifferente che il quarto trimestre potrebbe stabilire nuovi record durante la stagione natalizia.

Anche altri mercati hanno avuto performance solide. Nel Regno Unito, la spesa pubblicitaria digitale è cresciuta del 10% rispetto all’anno precedente, mentre Germania e Canada hanno registrato rispettivamente aumenti del 7% e del 6%. Inoltre, due nuovi mercati – Giappone e Corea del Sud – sono stati aggiunti al report, a dimostrazione dell’espansione della pubblicità digitale in Asia.

Le app per Produttività, Intrattenimento e Foto/Video si sono distinte nel terzo trimestre del 2024, con tassi di crescita della spesa superiori al 30%. Tra i giochi, Honor of Kings si è confermato leader, ma sono ben sei i titoli che hanno superato i 400 milioni di dollari di spesa trimestrale. Un nuovo arrivato, My Supermarket Simulator 3D, è stato l’unico titolo a entrare nella top 10 per download nel trimestre.

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Ricarica telefonica, Fratelli d’Italia fa marcia indietro: “Non accolto l’emendamento per reintrodurre commissioni per intermediari”

Vi ricordate quando la ricarica per il telefonino costava, per esempio, 10 euro con 8 euro di credito e 2 euro di commissioni? Per alcune ore oggi è sembrato ritornare l’onere fiscale per i consumatori.

Lo prevedeva questo emendamento pro-telco di Fratelli d’Italia proposto al Disegno di Legge Concorrenza – pubblicato oggi da Key4biz – che prevedeva la reintroduzione di commissioni per il servizio di ricarica attraverso i canali degli intermediari, andando a modificare il cd. Decreto “Bersani Bis”. Alcune persone vicine al dossier hanno riferito a Key4biz “l’aumento per il consumatore sarebbe del 20% sul prezzo finale”. Ma proprio dopo la pubblicazione di questo articolo, l’emendamento non è stato più depositato.

Ddl Concorrenza, Relatore FdI: “Norma su ricariche telefoniche non accolta e non depositata”

“Respingiamo fermamente quanto riportato da alcuni organi di stampa relativamente all’emendamento che modifica la legge Bersani sulle ricariche telefoniche. La proposta di modifica non è stata accolta e dunque non è stata depositata dal gruppo di Fratelli d’Italia al ddl concorrenza”. Lo afferma Fabio Pietrella, deputato di Fratelli d’Italia e relatore al provvedimento.

Key4biz prende, felicemente, atto che l’emendamento da noi pubblicato e scritto da Fratelli d’Italia non sarà realtà.

Cosa prevedeva l’emendamento: ricaricare il telefonico al bar o in tabaccheria sarebbe più caro per i consumatori

Nel dettaglio l’emendamento prevedeva di “reintrodurre le commissioni di ricarica per le operazioni effettuate tramite reti commerciali di terzi”, come bar/tabacchi, ecc...”riconoscendo così i costi sostenuti da questi intermediari per la fornitura del servizio. Lasciando invece invariato il principio della gratuità per le ricariche effettuate direttamente attraverso i canali dell’operatore di telefonia”.

In altri termini, la reintroduzione della commissione avrebbe riguardato soggetti come le tabaccherie e altri intermediari telematici, lasciando invece la ricarica gratuita appannaggio degli store fisici e online degli operatori, con evidente vantaggio competitivo per le telco. I clienti sarebbero stati così incentivati a ricaricare presso store fisici e online degli operatori.

Decreto ‘Bersani-bis’

Il Decreto “Bersani-bis” aveva a suo tempo, nel 2007, introdotto una disposizione per eliminare ogni onere aggiuntivo rispetto al valore della ricarica stessa, a prescindere se questa venga effettuata presso uno dei canali degli operatori stessi oppure attraverso un canale di terzi, con il conseguente addebito di un costo di commissione ai danni degli operatori di telecomunicazione.

La motivazione di Fratelli d’Italia per la reintroduzione delle commissioni sulle ricariche telefoniche fatte con intermediari: “TLC in crisi, non riescono più ad investire”

“Tale misura risulta anacronistica”, si leggeva nell’emendamento, “rispetto al contesto attuale del settore delle telecomunicazioni, caratterizzato da ricavi in declino e margini in contrazione, poiché provoca ingenti extra-oneri che si aggiungono alle numerose altre previsioni che deprimono la capacità di investimento degli operatori, tanto più se si considera che tale divieto di imposizione di oneri aggiuntivi è presente soltanto per le Telco, mentre le commissioni si pagano, per esempio, per le operazioni tra gli stessi intermediari finanziari e anche nel rapporto tra il cittadino e le pubbliche amministrazioni”.

“La proposta emendativa”, avrebbero sperato i deputati di Fratelli d’Italiano firmatari dell’emendamento, “non comporta necessariamente che il costo delle commissioni si trasferisca sugli utenti, perché questi potranno scegliere liberamente se continuare a rivolgersi a canali di terzi sostenendo il costo della relativa commissione oppure se rivolgersi ai canali diretti degli operatori per i quali non è previsto alcun onere aggiuntivo”.

Ma i consumatori, per esempio gli anziani, che non hanno vicino casa gli store degli operatori telefonici o non hanno dimestichezza a fare le ricariche online sarebbero stati penalizzati. Avrebbero dovuto di nuovo, dopo 17 anni, pagare le commissioni sulla ricarica telefonica.

La prima replica del PD: “Da Fdi nuova tassa Meloni su ricariche telefonini”

“Fdi ritiri subito l’emendamento che reintroduce l’odiosa tassa di due euro sulle ricariche dei telefonini. Una scelta incomprensibile: la crisi delle Tlc deve essere affrontata guardando al futuro e non certo al passato. E i costi non posso ricadere sui consumatori”. Così i deputati democratici, Andrea Casu, Vinicio Peluffo e Silvia Roggiani commentano l’emendamento di Fdi al ddl concorrenza.

La seconda replica del PD: “Ddl concorrenza, Fdi presi con le mani nella marmellata, passo indietro è vittoria consumatori”

“Presi con le mani nella marmellata. È bastato rendere pubblico l’emendamento predisposto da Fratelli d’Italia al Ddl Concorrenza per creare grande imbarazzo nel partito della presidente del consiglio che si è affrettato a inviare una nota stampa che cerca di smentire senza chiarire (accolto da chi?) cos’è accaduto sulla norma che puntava a reintrodurre l’odiosa tassa sulle ricariche dei telefonini. Continueremo a vigilare perché i costi delle difficoltà delle Tlc non portino a nuove tasse per i cittadini”. Così nella seconda nota i deputati democratici, Andrea Casu, Vinicio Peluffo e Silvia Roggiani che sottolineano: “il passo indietro è una vittoria dei consumatori”.

Ricordiamo, l’emendamento di Fratelli d’Italia non è stato accolto e quindi non più presentato. Vittoria per i consumatori.

Scarica in PDF l’emendamento alla legge annuale Concorrenza “Modifica della legge 40/2007 di conversione del c.d. Decreto Bersani per consentire il recupero dei costi” 

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Fair share, botta e risposta fra Diego Ciulli (Google) e Roberto Basso (WindTre)

Il ritorno in auge nel nostro Paese dell’ipotesi ‘fair share’ nel botta e risposta fra Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google in Italia e Roberto Basso, Direttore External Affairs and Sustainability di WindTre. Due posizioni contrapposte, che rappresentano plasticamente i due corni di una questione che sembrava tramontata, ma che la maggioranza vuole adesso riproporre con un emendamento alla Legge Concorrenza.

Pronta al replica di Diego Ciulli.

Il dibattito, anche all’interno del Governo – soprattutto tra il ministro Urso e il Sottosegretario Butti -, è aperto.

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Trasporti, Alessandro Prosdocimo (Cellnex Italia) “TowerCo abilitatore fra mobilità geografica e iperconnettività’

Come contribuiranno le TowerCo allo sviluppo del sistema dei trasporti? Questo uno dei temi affrontati da Alessandro Prosdocimo, Direttore Commerciale di Cellnex Italia, nel suo intervento al panel “Digital Transformation e sistema dei trasporti” che si è tenuto a ComoLake.

“La nostra società e la nostra vita è caratterizzata da una forte mobilità geografica – ha detto Prosdocimo – ed inoltre è caratterizzata da una iperconnetività. Spesso questo due caratteristiche non vanno a braccetto. Il contributo che le TowerCo possono dare è che questo invece avvenga, essendo così un elemento di coagulo, visto che la TowerCo per definizione è un abilitatore”.

In questo contesto, “Cellnex non si limita soltanto a realizzare e a fornire servizi sulle torri, ma fa anche servizi aggiunti e soluzioni per la mobilità, ad esempio, ed per altri settori dell’industria”, aggiunge Prosdocimo.

Cosa si può fare per dare un contributo al Sistema Paese? “Cellnex sta partecipando ai bandi della Comunità Europea sul 5G – dice il manager – per la connessione dei corridoi transfrontalieri. Abbiamo lavorato in Italia e in altri paesi europei, in Italia nello specifico abbiamo vinto il bando per il disegno della connessione 5G nel tratto autostradale che va da Udine a Villach, attraverso Tarvisio e altrettanto abbiamo fatto per il Traforo del Fréjus. Questo è avvenuto grazie ad un approccio di sistema. Non soltanto connettività, ma anche un’ipotesi dei servizi che questa connettività può abilitare”.

Quali? Ad esempio, l’Automotive controllato, la possibilità di sensorizzare le autostrade per poter dare maggiore sicurezza, la copertura delle gallerie al servizio da un lato degli automobilisti, dall’altro del gestore delle strade e autostrade che così sono in grado di sapere se c’è o meno la connettività in quel momento attraverso un sistema di sensoristica collegato al centro di controllo per la gestione di interventi o alert in caso di necessità con l’SOS virtuale.

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