Fibra e 5G: la Ue non raggiungerà i target al 2030. Gap Italia su digital skills, AI e Cloud

L’Eurobarometro digitale della Ue non volge al sereno e i target ambiziosi di copertura ultraboradband e di trasformazione digitale fissati al 2030 nel Digital Compass non saranno raggiunti. E’ quanto emerge dall’ultimo report sullo stato di avanzamento del Digital Decade, che tra l’altro comprende una mappa dettagliata paese per paese della roadmap da seguire.

L’analisi ha evidenziato che, sulla traiettoria attuale, l’azione collettiva degli Stati membri non raggiungerà gli obiettivi di trasformazione digitale dell’UE.

Sul fronte della connettività, la Ue raccomanda all’Italia di “garantire un accesso sufficiente di nuovi operatori allo spettro per applicazioni innovative business-to-business (B2B) e business-to-consumer (B2C) e di incoraggiare gli operatori per accelerare la realizzazione delle reti centrali standalone 5G”, ancora assenti nel nostro paese.

Le principali lacune nel panorama digitale dell’UE includono:

• Competenze digitali

• Connettività di alta qualità

• Adozione dell’intelligenza artificiale

• Analisi dei dati da parte delle imprese

• Produzione di semiconduttori

• Ecosistemi di startup

Il rapporto chiede uno scatto di reni, un’azione rafforzata tra gli Stati membri per avviare la trasformazione digitale dell’Europa.

Migliorare la connettività

Il rapporto mostra che l’UE è in ritardo rispetto agli obiettivi di connettività DDPP. Le reti in fibra raggiungono soltanto il 64% delle famiglie e il 5G di alta qualità copre appena il 50% del territorio con prestazioni inadeguate.

Per risolvere questo problema, gli Stati membri e la Commissione dovranno collaborare di più per creare un efficace mercato unico digitale.

Migliorare l’adozione dell’IA

Nel 2023, le aziende europee non hanno raggiunto l’obiettivo del 75% per l’adozione di AI, cloud e big data. Si prevede che entro il 2030 solo il 64% della popolazione utilizzerà il cloud, il 50% i big data e il 17% l’intelligenza artificiale.

Per stimolare la digitalizzazione, l’UE mirerà a incentivare le PMI ad adottare queste tecnologie e ad aumentare gli investimenti privati ​​nelle startup, che sono cruciali per la competitività dell’Europa nell’innovazione, nell’efficienza e nella crescita.

Aumentare l’accesso alle tecnologie digitali

Il rapporto ha evidenziato che una sfida fondamentale nella trasformazione digitale dell’UE è la portata limitata delle tecnologie digitali al di fuori delle grandi città.

Affrontare questo divario digitale richiede una cooperazione transfrontaliera e locale attraverso iniziative come progetti multinazionali, hub europei di innovazione digitale e consorzi europei di infrastrutture digitali.

KPI del Digitale Decade Report

Il quadro italiano

Il rapporto “Digital Decade” 2024 per l’Italia indica alcuni progressi nella digitalizzazione ma i gap sono molti.
– Infrastrutture Digitali: La copertura di Fibre to the Premises (FTTP) e delle Reti Fisse ad Alta Capacità (VHCN) è del 53,7%, inferiore alla media UE, ma con progressi significativi. La copertura complessiva del 5G è del 99,7%.

Punti di forza e di debolezza dell’Italia

– e-Health: L’Italia ha superato la media UE nell’accesso ai record di e-health, con un punteggio di 82,7 su 100 rispetto alla media UE di 79,1.
– Competenze Digitali: Solo il 45,8% degli italiani possiede competenze digitali di base, rispetto alla media UE del 55,6%.

KPI relativi all’Italia sulla Digital Decade

– Adozione di Tecnologie Avanzate: Solo il 5% delle imprese italiane utilizza l’IA, rispetto all’8% della media UE. L’Italia ha registrato solo 7 unicorni nel 2023, meno del 3% di tutti gli unicorni nell’UE.
– L’Italia ha pianificato un significativo sforzo per raggiungere gli obiettivi del Decennio Digitale, con un budget totale stimato di oltre 32,5 miliardi di euro (1,6% del PIL) per la trasformazione digitale.
– Il 49% degli italiani ritiene che l’UE protegga bene i loro diritti digitali, con una fiducia nella privacy digitale al 57%. Tuttavia, il 45% esprime preoccupazioni sulla sicurezza degli ambienti digitali per i bambini e il 40% sulla gestione dei dati personali.

Il Report dedicato all’Italia in PDF

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5G, stop ai dinieghi dei sindaci in arrivo nel DL Coesione

Il DL Coesione verso il via libera definitivo previsto per giovedì, dopo la fiducia incassata ieri alla Camera, compresa la parte che consente di superare le ordinanze dei sindaci contro nuovi impianti 5G.

Diverse le novità introdotte in Commissione e confermate dal passaggio in Aula. Per consentire la realizzazione del Piano Italia 5G nei tempi previsti, vale a dire entro giugno 2026, è stata inserita una misura che consente di superare il veto posto da alcuni Comuni (si stima il 25% delle amministrazioni locali interessate). Il bando, dal valore di 1,07 miliardi in ambito del Pnrr, era stato aggiudicato a Inwit, in raggruppamento con Tim e Vodafone e si riferisce alla copertura di circa 1.400 aree bianche, cioè aree a fallimento di mercato. 

Un migliaio di torri da realizzare nelle aree a fallimento di mercato, dove però il diniego di molti Comuni ha portato ad una situazione di stallo pericoloso, con appena il 15% dei Comuni coperti secondo dati del sito Connetti.Italia, con il rischio di mancare gli obiettivi di copertura previsti dal PNRR al 2026.

Nel frattempo, sono online da qualche giorno sul sito del Mimit le slides che chiariscono le regole e la documentazione necessaria per richiedere ai Comuni l’innalzamento dei limiti nei diversi impianti presenti sul territorio.

Nelle slide, si legge sul sito del ministero, “si chiariscono i principi sanciti dalla norma, equa ripartizione e principio di effettività, e si danno chiarimenti sui processi di autorizzazione e semplificazione introdotti dal correttivo al Codice delle Comunicazioni. Viene inoltre presentato un prospetto aggiornato alla data odierna sui limiti assentibili di ciascun operatore”.

Leggi anche: 5G&Co. Catenacci (MIMIT): “Limiti elettromagnetici italiani più cauti che altrove”

Nuovi limiti elettromagnetici: rischio cortocircuito operatori, Regioni e Arpa. C’è chi rema contro?

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Rete Tim a KKR, Giorgetti: ‘Momento chiave per riassetto Tlc’. Ma quali sicurezze per i lavoratori? Priorità Fibercop, passaggio da rame a fibra

Il passaggio della rete Tim a Fibercop non scalda il mercato, con il titolo Tim che non decolla per quanto chiuda in area positiva a + 2,21%, restando a quota 0,23 euro. Ma il Governo al contrario esulta. “Il closing è il primo pezzo di un puzzle della soluzione degli storici problemi di questo paese e un passaggio chiave per riassetto del sistema telecomunicazioni italiano. Il governo interviene in un settore strategico, con una grande operazione di politica industriale che, tra l’altro, mette in sicurezza Tim e i suoi lavoratori”. Così il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti sul perfezionamento della cessione di NetCo a KKR. Il Mef, con una quota del 16%, fa parte del gruppo di investitori guidati dal fondo KKR che controlla la nuova società che deriva dall’incorporazione di Tim in FiberCop. F2i avrà dal canto suo una quota dell’11,2%.

In realtà, non si sa ancora nulla di preciso circa le garanzie occupazionali da parte di KKR e nemmeno di quelle della nuova Tim, di cui parla il ministro Giorgetti nelle sue dichiarazioni, senza peraltro citare Fibercop.

Perché il ministro ha citato soltanto Tim e non anche Fibercop?

Vedremo in futuro come si evolverà la situazione dei perimetri occupazionali su ambo i versanti, Fibercop e nuova Tim senza rete. Insomma, il quadro è ancora incerto.

Leggi anche: Tim, oggi l’addio alla rete che passa a KKR. Quale futuro?

Sala (Mef): ‘Governo garante della rete’

Marcello Sala, Direttore Generale dell’economia al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “Oggi si concretizza un passaggio importante per il futuro delle telecomunicazioni. Il governo ha voluto tutelare un asset che considera strategico per l’Italia e intende mantenere questo ruolo di garante anche nei prossimi passaggi insieme.

Vogliamo anche sottolineare l’importanza di operare con investitori istituzionali confermando l’attrattività degli investimenti nel nostro Paese.”

Signori (KKR): ‘L’operazione accelera la conversione del rame alla fibra’

Alberto Signori, Partner, Infrastrutture di KKR: “Il lancio odierno di FiberCop segna una tappa storica per il settore italiano delle telecomunicazioni. L’operazione crea una rete wholesale accessibile a tutti gli operatori, fornisce nuovi capitali per gli investimenti nell’infrastruttura di rete e accelera la conversione dal rame alla fibra ottica ad alte prestazioni in tutta Italia. La partnership strategica tra il governo italiano e KKR riflette il nostro impegno comune per accelerare la transizione digitale in Italia e rappresenta il ruolo significativo che il capitale privato può svolgere a sostegno dello sviluppo economico e sociale. Insieme siamo pronti a realizzare una solida infrastruttura digitale in linea con le ambizioni digitali dell’Italia. Siamo inoltre lieti di continuare la nostra partnership di investimento con ADIA (Abu Dhabi Investment Authority), che ha investito in FiberCop dal 2021, e di accogliere CPPIB e F2i come nuovi azionisti.”

Khadem AlRemeithi, Executive Director, Infrastructure di ADIA (Abu Dhabi Investment Authority): “Il successo odierno, definito con il closing della transazione ed il lancio della nuova FiberCop, rappresenta un evento storico che segna un nuovo capitolo nell’industria delle telecomunicazioni italiane. Questa mossa strategica testimonia il nostro impegno, fin dal 2021, per ammodernare il settore e contribuire alla crescita ed allo sviluppo delle infrastrutture digitali italiane.”

Ravanelli (F2i): ‘Passaggio alla fibra condizione necessaria per la trasformazione digitale del Paese’

Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i Sgr: “L’investimento di F2i si affianca a quello del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di tre investitori internazionali a sostegno di un’operazione sistemica di grande valenza strategica e industriale per il nostro Paese. F2i seguirà con attenzione questo importante investimento sostenendo la società e il suo nuovo management affinché vengano perseguiti gli obiettivi del piano industriale già concordato tra i soci e volto alla rapida sostituzione della rete in rame con una rete in fibra ottica, condizione necessaria per la trasformazione digitale del Paese”.

Fibercop ufficializza i vertici

Nel contempo, Fibercop ha formalizzato la nomina di Massimo Sarmi presidente e Luigi Ferraris amministratore delegato.

FiberCop, si legge nella nota, “viene oggi lanciato come operatore wholesale di telefonia fissa, che offre servizi di accesso sulle proprie reti in rame e fibra in tutta Italia alle imprese di telecomunicazioni e media. L’ambito di attività di FiberCop comprende anche reti ad alta capacità e infrastrutture di trasporto, nonché servizi di monitoraggio, diagnostica, supporto all’installazione e servizi di manutenzione, assicurando il massimo livello di qualità, sicurezza e affidabilità”.  

Massimo Sarmi, Presidente di FiberCop, ha commentato: “Siamo impegnati a costruire e offrire la rete in fibra ottica di cui gli operatori delle telecomunicazioni e dei media hanno bisogno per fornire i migliori servizi digitali e di connettività a cittadini, imprese e istituzioni pubbliche e private in Italia. Il nostro obiettivo è contribuire in modo significativo allo sviluppo economico del Paese e avere un impatto positivo sulla società”.

Fibercop, Luigi Ferraris nuovo ad

Luigi Ferraris, Amministratore Delegato di FiberCop, ha aggiunto:“FiberCop giocherà un ruolo cruciale nella transizione digitale in Italia attraverso la realizzazione e l’offerta di infrastrutture digitali innovative. Sono orgoglioso di guidare una grande squadra di professionisti, tecnici e venditori che operano su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo comune di sostenere un segmento strategico per l’economia”.

FiberCop diventa l’infrastruttura di rete più avanzata e capillare a disposizione degli operatori, con oltre 24 milioni di chilometri di fibra ottica e una copertura ultrabroadband (FTTX) superiore al 95% delle linee attive. Con 20mila dipendenti a livello nazionale, l’azienda offre agli operatori un’ampia gamma di soluzioni innovative e sostenibili che contribuiranno ad accelerare la digitalizzazione del Paese.

FiberCop è interamente controllata da un gruppo di investitori guidato da KKR e comprendente il Ministero dell’Economia e delle Finanze del Governo italiano, una società interamente controllata da Abu Dhabi Investment Authority, CPP Investments ed il fondo infrastrutturale F2i Sgr.

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Cellulari in classe, Valditara: “Valutiamo stop per elementari e medie”. Nuove linee guida entro due settimane

No ai cellulari in classe

Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha illustrato in occasione della riunione dei ministri dell’istruzione dei Paesi del G7 a Trieste e dell’iniziativa “YoungG7 for education” di Lignano Sabbiadoro, le linee guida della scuola italiana per il 2024/2025, riscuotendo il plauso dei colleghi di Stati Uniti, Canada, Francia, Germania e Regno Unito.

Sicuramente, la notizia più rilevante e che in molti si attendevano è quella rilasciata in un’intervista a Il Messaggero, con l’annuncio di una nuova stretta dello Stato sull’utilizzo degli smartphone in classe.

In riferimento all’educazione civica, ha spiegato Valditara, “verrà fortemente sconsigliato l’uso del cellulare in classe”. Il governo sta però valutando “di inserire un vero e proprio divieto per elementari e medie. Parliamo sempre dell’uso del cellulare, non dei tablet, in classe e non a scuola“.

Entro due settimane le nuove linee guida del Governo

Il ministro ha poi posto l’attenzione sulle dichiarazioni dell’Ocse, che “ha ricordato al G7 di Trieste come l’uso dei cellulari e dei social in età troppo precoce penalizza l’apprendimento di certe materie, come la matematica“.

Si saprà qualcosa di più preciso entro le prossime due settimane, ha detto il ministro, quando il Governo fisserà le linee guida relative all’utilizzo di smartphone in classe e a scuola.

“C’è una via italiana all’istruzione pubblica ed è stata apprezzata al G7“, ha dichiarato Valditara.

Personalizzazione degli studi, valorizzazione talenti e tema stem

Ulteriori indicazioni sono relative alla “personalizzazione della formazione per gli studenti” e alla “valorizzazione dei talenti”, ha proseguito Valditara, “argomenti su cui abbiamo investito creando la figura del docente tutor che aiuta gli studenti nel loro processo di crescita”.

Ulteriore punto sottolineato dal ministro nell’intervista è il rapporto che dovrà farsi sempre più stretto tra scuola e mondo del lavoro.

Come riportato da Skytg24, Valditara ha poi affermato che dal G7 Giovani è infine emerso con forza “il tema delle stem, con le misure per la personalizzazione della didattica e il superamento dei divari di genere, e poi la questione dell’Intelligenza artificiale, che deve essere al servizio di quella umana”.

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Tim, oggi l’addio alla rete che passa a KKR. Quale futuro?

Oggi la firma dal notaio per il passaggio della rete primaria di Tim al fondo americano KKR. La rete e 20mila dipendenti passano così in Fibercop, la società della rete secondaria di Tim (di cui KKR detiene già il 37,5%), che da oggi assorbe anche quella primaria.

Il valore complessivo della transazione è di 18,8 miliardi di euro, che potrebbe salire fino a 22 miliardi al verificarsi di alcune condizioni (earn outs), tra cui la creazione della rete unica con Open Fiber (entro 30 mesi).

L’operazione ha carattere epocale, perché Tim è l’unico grande operatore europeo che si priva della rete, un asset fondamentale per qualunque operatore Tlc. Nessun altro ex incumbent europeo, da Telefonica a BT (nonostante la separazione della rete in Openreach), passando per DT e Orange, si era mai privato del suo asset principale. Una scommessa, quella sulla Netco, che il mercato guarda con curiosità ma non senza qualche timore.  

In tutto questo, resta il contenzioso aperto con il primo azionista di Tim, la francese Vivendi, che detiene il 23,75% di Tim e che si è rivolta al Tribunale contestando le modalità con cui il Cda ha dato disco verde alla cessione della rete. Ma l’operazione è ormai irreversibile.

Operazione in due fasi

Diversi gli step per arrivare alla nascita ufficiale di Netco. Si inizia, ricorda Ansa, con il perfezionamento dell’operazione tra Tim e Kkr. Dopo il conferimento degli asset (la rete di accesso fisso, la rete di trasporto nazionale e regionale, i ponti radio, le infrastrutture passive, gli impianti di commutazione, gli impianti tecnologici) a Fibercop, Kkr, che oggi ne controlla il 37,5% della rete secondaria, rileverà attraverso un veicolo appositamente creato, Optics Bidco, le quote di Fastweb (4,5%) e di Tim (58%).

In Fibercop viene conferita oltre alla rete primaria, la totalità di Telenergia. Il ramo rete primaria, quella dalle centrali agli armadietti, comprende, in particolare, la rete in fibra e in rame e l’attività di gestione; gli immobili di proprietà o in affitto per lo svolgimento dell’attività; l’intera Telenergia; i debiti e le passività inerenti al ramo primario; i contratti dei dipendenti, assieme a passività, obbligazioni e impegni; le apparecchiature oltre all’avviamento. Successivamente la cosiddetta Fibercop Post Conferimento viene trasferita a Optics Bidco, il veicolo di Kkr per l’acquisizione di tutta la rete Tim.

Il secondo appuntamento di giornata è l’assemblea di FiberCop per la nomina del nuovo consiglio.
La composizione vede Massimo Sarmi confermato presidente; Luigi Ferraris, che ha lasciato il testimone in Fs a Stefano Donnarumma, sarà cooptato come amministratore delegato ed Elisabetta Romano dovrebbe assumere il ruolo di chief technology officer.

Nel perimetro di Netco restano 20mila dipendenti impegnati sulla rete, di cui Governo e sindacati nei rispettivi ruoli si dovranno certamente occupare nei prossimi 5 anni, prima che il fondo KKR completi il suo lavoro (a tempo) ed esca da Netco per valorizzare il suo investimento.

Gli altri azionisti

Sulla partita Kkr è stata affiancata nell’operazione anche da altri azionisti, a partire dal Mef e dal fondo italiano F2i, mentre dall’estero sono arrivati il Canada Pension Plan e la Abu Dhabi Investment Authority.

Il futuro di Tim

Con l’operazione, Tim ridurrà fortemente il debito ormai insostenibile, che superava i 32 miliardi lordi, per raggiungere quota 7,5 miliardi entro fine anno. Nei prossimi anni la telco punterà sullo sviluppo di tre business diversi: quello consumer, ovvero i servizi per famiglie e Pmi, Tim Enterprise, che si occupa delle grandi aziende e della pubblica amministrazione, e il Brasile.
Fra le probabili cessioni per ridurre ulteriormente il debito si parla di Sparkle, per cui sarebbe imminente una offerta in tempi stretti da parte del tandem Mef-Asterion, e la cessione del rimanente 3% detenuto in INWIT.

Tim protagonista del consolidamento secondo l’ad Pietro Labriola, con due partner papabili individuati dal mercato in Poste Mobile oppure Iliad. Ipotesi tutte da verificare, tanto più che soprattutto i francesi non sembrano intenzionati a giocare il ruolo della preda. Nel perimetro di Tim restano 18mila dipendenti. Il timore dei sindacati è che tutte le altre aziende competitor dirette nella parte consumer della nuova Tim, messe assieme (Iliad, più WindTre, più Fastweb, più Vodafone ndr) non fanno il numero della nuova società.

Di seguito la nota ufficiale di TIM

Facendo seguito a quanto comunicato in data 24 giugno 2024, TIM annuncia di aver perfezionato la cessione di NetCo a Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (“KKR”) mediante il conferimento in FiberCop (società controllata al 58% da TIM) del ramo d’azienda di TIM che comprende l’infrastruttura di rete fissa e le attività wholesale, e la successiva acquisizione dell’intero capitale di FiberCop da parte di Optics BidCo, società controllata da KKR.

L’operazione di cessione di NetCo, valorizzata fino a un massimo di 22,0 miliardi di euro comprensivi di earn-out legati al verificarsi di determinate condizioni, permette a TIM una riduzione dell’indebitamento finanziario in linea con quanto già comunicato al mercato (Link, slide 60).

In particolare, il deleverage previsto al closing, al lordo degli aggiustamenti usuali per questa tipologia di operazioni, è confermato in 14,2 miliardi di euro (Link, slide 60).

Sono altresì confermati gli aggiustamenti e i costi di separazione pari a complessivi 0,4 miliardi di euro, in linea con quanto indicato al mercato nell’Addendum al Capital Market Day lo scorso 11 marzo, determinando un netto effettivo pari a 13,8 miliardi di euro. Si segnala inoltre che la componente di cassa corrispondente agli anticipi PNRR relativi a FiberCop, pari a 0,4 miliardi di euro, è stata deconsolidata nel contesto dell’operazione (Link, slide 1).

Si segnala infine, che, a seguito della cessione, i rapporti tra NetCo e TIM sono regolati attraverso un Master Service Agreement (MSA) che ha durata di 15 anni, rinnovabile per ulteriori 15 anni, e i servizi saranno resi a prezzi di mercato e senza impegni minimi di acquisto (Link, slide 18).

L’operazione consente a TIM di adottare un nuovo modello aziendale che permetterà al Gruppo di competere in maniera più efficace sul mercato Consumer ed Enterprise in Italia, grazie a un maggior focus sulle componenti industriali e commerciali e a una solida struttura finanziaria.

“Il perfezionamento dell’operazione con KKR e MEF è frutto di due anni e mezzo di lavoro, che sono serviti a riallineare la gestione ordinaria di TIM e a individuare quelle soluzioni, industriali e finanziarie, che ci permetteranno di affrontare le prossime sfide che abbiamo davanti”, ha dichiarato Pietro Labriola,  Amministratore Delegato di TIM. “Raggiungiamo un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza: lo abbiamo fatto centrando tutti gli obiettivi che avevamo annunciato e rispettando tutte le tempistiche promesse. Intendiamo continuare su questa strada per far crescere la fiducia dei dipendenti, dei clienti e degli azionisti. Primi in Europa, abbiamo scelto di separare l’infrastruttura dai servizi, per garantire lo sviluppo migliore, sostenibile e più rapido possibile. TIM resterà la Telco di riferimento in Italia, rimanendo l’operatore più infrastrutturato e offrendo servizi innovativi, sia sul fisso che sul mobile, a servizio di famiglie, Pubblica amministrazione e imprese”.

A valle dell’operazione, l’organico totale di TIM scende da 37.065 a 17.281 persone, equivalenti a 16.135 full time equivalent.

Maggiori dettagli sul closing saranno forniti in occasione della conference call di presentazione dei risultati preliminari Q2 2024 che si terrà il prossimo 1 agosto.

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Sparkle, Mef-Asterion in pole position. Chiusura in tempi stretti?  

Il negoziato per la cessione di Sparkle da parte di Tim potrebbe subire un’accelerazione nelle prossime settimane dopo la cessione, ufficiale da oggi (e irreversibile), della rete al fondo americano KKR.

Da alcuni mesi, ormai, procede il negoziato con il MEF, affiancato dal fondo spagnolo di private equity Asterion che già controlla Retelit nel nostro paese, per la cessione della società dei cavi sottomarini che rientra adesso nel perimetro della nuova Tim (Servco), dopo la fuori uscita dal perimetro della Netco.

Leggi anche: Tim, oggi l’addio alla rete che passa a KKR. Quale futuro?

Una nuova offerta potrebbe arrivare già sul tavolo del prossimo Cda di Tim, in programma il 31 luglio.

Sparkle è uno dei gioielli di famiglia di Tim, che valuta l’azienda intorno al miliardo di euro e che già a gennaio aveva rifiutato un’offerta da parte del MEF da circa 750 milioni per rilevare il principale operatore sottomarino del nostro paese. Un’offerta giudicata all’epoca insufficiente, per quanto migliorativa rispetto a quella precedente già avanzata dal fondo KKR.

Tra l’altro, Tim, sempre nell’ottica di ridurre il debito, sarebbe intenzionata anche a vendere la quota residua del 3% detenuta in Inwit, la società delle torri, che dovrebbe fruttare intorno ai 300 milioni.

Sparkle gestisce circa 600mila chilometri di cavi sottomarini in fibra e ha una presenza diretta in 33 paesi, secondo il sito web della società.

Leggi anche: Tim, l’offerta del MEF per Sparkle insufficiente. Prosegue il negoziato

A marzo, secondo Bloomberg, il tandem formato dal Tesoro e da Asterion aveva avanzato una offerta migliorativa superiore a 800 milioni.

In questi giorni Sparkle è stata citata per il suo ruolo centrale nel progetto Blue&Raman collegherà il nostro Paese e il fronte meridionale dell’Europa all’India passando per Israele, Giordania, Arabia Saudita, Gibuti e Oman, quindi saltando completamente il vecchio passaggio del Mar Rosso, pieno di insidie ormai.

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Ecco le app più scaricate e più redditizie del 2024

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui..

Nel primo trimestre del 2024, il mercato delle app digitali ha raggiunto nuovi record, con una spesa globale dei consumatori che ha superato i 15,5 miliardi di dollari, per un aumento del 19% rispetto all’anno precedente. Il rapporto Digital Market Index di SensorTower analizza le categorie e le app che hanno contribuito a questo trimestre da record, tenendo conto che la spesa dei consumatori nelle app (escludendo i giochi mobili) è cresciuta quasi del 20% anno su anno. I download delle app hanno raggiunto un plateau che rimane abbastanza stabile, intorno ai 21 miliardi, pur in discesa rispetto al record assoluto fatto registrare durante la pandemia con 22 miliardi di download nel primo trimestre del 2021. Tra conferme, come i classici TikTok e Google One, e novità, tra cui spicca soprattutto ChatGPT, ecco quali sono le app che figurano nelle top ten di questo studio.

Tra le nuove app dominano le serie d’amore da un minuto

La top ten di SensorTower per app con maggior spesa dei consumatori al mondo – con l’eccezione dei giochi – misura sia il breakout rank, ovvero la misura della velocità con cui l’app sta guadagnando terreno sul mercato, sia lo spend rank, ovvero la classifica in base alle entrate generate dagli utenti (tra acquisti in-app, abbonamenti e altri modelli di monetizzazione). In altre parole, la prima metrica valuta la popolarità in questo momento, la seconda la capacità di generare i ricavi. Al mondo, al primo posto nel breakout rank – nonché al terzo nello spend rank, caso rarissimo in cui le due classifiche quasi coincidono – c’è Google One: si tratta dell’app (e del piano) che, con tre diversi tagli (1,99 euro al mese, 9,99 al mese, 21,99 al mese) dà l’accesso a uno spazio di archiviazione superiore per Gmail, Drive, Foto e tutte le altre app dell’ecosistema di Google (rispettivamente 100 GB, 2 TB e 2 TB) e, nel caso dell’ultimo tier di abbonamento, anche l’accesso a Gemini Advanced, che permette l’uso delle funzionalità più recenti dell’IA di Google.

Al secondo posto – sempre valutando il breakout rank – si trovano ReelShort (app cinese di streaming video, un curioso ibrido tra telenovele e filmati della durata di un reel di TikTok), DramaBox (come sopra), l’immancabile ChatGPT, Hallow (app di meditazione e di preghiera), F1 TV, CapCut (per l’editing di video e immagini), Amazon Shopping, BOSS (la piattaforma per le opportunità di lavoro numero uno in Cina), e ShortMax (di nuovo, serie con microepisodi). Insomma, sulla cresta dell’onda al momento sembrano essere proprio le piattaforme di streaming tv nate proprio per essere fruite attraverso il proprio telefono, con serie inedite ed esclusive, magari di non vastissima creatività – una larghissima percentuale prevede intrighi vari tra affascinanti e supersportivi CEO e fanciulle alla ricerca dell’uomo dei sogni, o più raramente viceversa, come nei più classici fotoromani – e con un modello di monetizzazione innovativo rispetto al solito: si pagano solo gli episodi che si vogliono vedere, per pochi centesimi, con le prime puntate gratuite per “acchiappare” l’attenzione dello spettatore. Un modello concorrenziale che sfida nei suoi presupposti lo streaming classico (a proposito, per trovare le migliori occasioni per lo streaming tv in Italia il modo migliore è utilizzare il comparatore di SOSTariffe.it).

Che cosa succede in Italia

Per quanto riguarda le app più scaricate e con la spesa maggiore in Italia, invece, secondo la ricerca di SensorTower la situazione è diversa. L’unica cosa in comune con il resto del pianeta è Google One, che è sempre al primo posto per la spesa dei consumatori nel breakout rank, e addirittura al secondo per lo spend rank. Più in generale, si può dire che a differenza della classifica mondiale, che riflette molto anche le differenze geografiche e soprattutto l’influsso di mercati enormi ma con caratteristiche uniche, come la Cina, in Italia le app di tendenza e quelle a maggior spesa sono molto vicine. Succede ad esempio con la seconda in classifica per breakout rank e quarta per spend rank, Disney+; con TikTok (quarto e terzo posto rispettivamente), Tinder (quinto in entrambe le classifiche), Linkedin (sesto e settimo posto), l’app del Corriere della Sera (settimo e sesto), Duolingo (nono e nono). Le eccezioni sono ChatGPT, al terzo posto come breakout ranke ventunesimo come spesa, Yazio (ottavo posto come breakout rank, quarantesimo come spesa) e una delle success stories in ambito fitness più interessanti di questo periodo, Traininpink della trentaduenne Carlotta Gagna, una delle più seguite personal trainer di pilates e allenamento in Italia sui social (decimo posto tra app più di tendenza, ventinovesimo per la spesa).

Come numero di download, la classifica del breakout rankmette invece in fila Threads, l’app di messaggistica di Instagram, al primo posto, seguita da RaiPlay, Unica Istruzione, Shein, Health Tracker, CieID, Facebook, Microsoft Copilot, Messenger e Google Chrome.

L’altra classifica: i giochi top

Come si è visto, la classifica di SensorTower non considera i giochi per dispositivi mobili, che dall’introduzione dei primi smartphone guidano la spesa globale con le loro elaborate strategie fatte di acquisti in-app, abbonamenti, microtransazioni per accorciare i tempi di gioco e così via. C’è però uno studio della stessa SensorTower anche su questo. Tra i giochi, in Italia ai primi dieci posti per quanto riguarda il breakout rank ci sono Brawl Stars, Last War: Survival Game, Sea of Conquest: Pirate War, Whiteout Survival, Coin Master (al primo posto nello spend rank), Travel Town, Royal Match, TopHeroes (nuovo arrivato nella top ten), Match Factory e Toon Blast. Nella classifica dei download, invece, da segnalare l’app del FantaSanremo, al secondo posto assoluto come breakout (dopo Brawl Stars) e al terzo come numero totale di download. Per la cronaca, nel mondo il gioco mobile che fa spendere più denaro in assoluto è, paradossalmente, un vecchio classico dei tradizionali giochi da tavolo, ossia Monopoly Go!, che ha avuto un trimestre davvero da record e rimane saldamente nella top ten anche del breakout rank (all’ottavo posto), mentre Free Fire, uno dei battle royale più apprezzati degli ultimi anni (è in arrivo anche l’adattamento come anime) è il gioco in assoluto più scaricato.

Fonti:
https://sensortower.com/blog/q1-2024-digital-market-index-find-out-which-apps-drove-record-spend-in-q1

https://sensortower.com/blog/q1-2024-digital-market-index-the-mobile-game-market-had-its-best-quarter-in

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Poste Italiane. Ufficio Postale multietnico a Roma, punto di riferimento per turisti e residenti stranieri (Video)

Viaggio nel cuore di Roma alla scoperta dell’Ufficio Postale multietnico di Via Arenula. Grazie alla presenza degli operatori multilingua è un simbolo di inclusione e punto di riferimento per i cittadini stranieri e i tanti turisti che visitano la capitale

Nell’ ufficio postale romano di Via Arenula, nel cuore di Roma, l’affluenza di turisti e di clienti stranieri residenti nella zona per motivi di lavoro o di studio è molto elevata.

Tutti gli operatori di sportello di questo ufficio infatti parlano inglese e c’è un riferimento anche per chi parla spagnolo grazie a un operatore si sportello specializzato.

Le telecamere del TG Poste, il telegiornale di Poste Italiane, hanno raccolto le testimonianze dei turisti e gli impiegati hanno condiviso le loro esperienze di operatori multietnici.

Una operatrice di sportello racconta di avere aiutato uno straniero francofono nella compilazione di un modulo per cercare lavoro e che è poi tornato per ringraziarla.

Gli uffici Multietnici sono oggi una emblematica realtà su tutto il territorio nazionale e testimoniano l’impegno concreto di Poste Italiane ad essere vicina, inclusiva e rispondente alle esigenze di tutti i cittadini.

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Tlc, Butti: ‘Peggiora servizio reti mobili, inammissibile’. E sulla rete: ‘Bene separazione, ma ora investire’. Governo al lavoro su satelliti e cavi sottomarini

“Negli ultimi anni abbiamo assistito e continuiamo ad assistere a un peggioramento della qualità del servizio offerto soprattutto sulle reti mobili” e dai sindaci c’è una “lamentala crescente” sulla mancanza di segnale “nei centri storici e non solo” nei centri storici. Lo ha detto oggi il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’innovazione e al digitale, Alessio Butti ad un evento che si è tenuto a Roma. “È una questione che dobbiamo risolvere e dobbiamo farlo rapidamente”, aggiunge, “è veramente inammissibile” e non riguarda soltanto i ritardi di copertura delle reti 5G, quanto anche lo spegnimento del 3G e una rete 4G su cui pesa un traffico sempre più pesante, fatto di dati e video, ai quali a breve si sommerà anche il peso dell’Intelligenza Artificiale. A pagare dazio è soprattutto il servizio voce, in netto peggioramento come qualità e copertura.

Leggi anche: Banda ultralarga, linee fisse in calo cresce il mobile. Ma le reti wireless reggeranno il traffico?

Un problema, quello della scarsa qualità delle reti mobili, che fa il paio con i ritardi di copertura in fibra.

Tlc, Butti: su Italia 1 Giga siamo solo al 21% dei civici rispetto target

Sul piano Italia a 1 Giga “siamo al 21% dei civici rispetto al target finale ed è necessario che le convenzioni in corso siano rispettate per i tempi, o corriamo il rischio che l’Europa riassorba i finanziamenti Pnrr”, sottolinea il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

“In tutta Italia il totale aggiudicato è di 3,4 miliardi di euro – ha sottolineato Butti -, quindi tutto si può dire tranne che il pubblico non abbia investito sulle reti del futuro, sbagliando negli anni scorsi magari qualche mappatura, qualche gara, ma il governo è assolutamente impegnato”.

Tim, Butti: bene separazione rete da servizi, era obiettivo Governo

Passando alla separazione imminente della rete Tim e alla sua cessione a KKR entro il primo luglio, Dopo anni di chiacchericcio siamo arrivati a un primo fondamentale passo. “Dopo anni di chiacchericcio siamo arrivati a un primo fondamentale passo, che è quello della separazione della rete dai servizi, era un obiettivo previsto e inserito anche nel programma di governo. Tutto il governo si è concentrato in modo lodevole su questo obiettivo, che per noi e’ importante”, ha detto.

“La creazione di una rete wholesale only, che fosse indipendente e neutrale, era da sempre un obiettivo del governo per consentire a tutti gli operatori di combattere ad armi pari e per agevolare competitività nel mercato”, ha spiegato.

“Finalmente avremo un operatore in grado di fare investimenti che sono necessari se vogliamo dotare il paese di una rete Ftth nei tempi programmati. Mi auguro un atteggiamento costruttivo e sereno certamente nei confronti degli operatori, ma anche nei confronti delle autorità di regolamentazione”, prosegue il sottosegretario.

“Anche a livello europeo c’è più convinzione sulla divisione della rete dai servizi e questo consentirà anche una deregulation, che il mondo degli operatori attende, anche nei confronti dei servizi paneuropei sui quali il governo intende tornare a investire”, conclude Butti.

Butti, non è momento di cullarsi su separazione della rete

Detto questo, “Non è il momento di cullarsi” sulla separazione della rete e le fusioni tra operatori, “è il momento di investire”. Butti osserva che con la separazione della rete “abbiamo uno scenario interessante” per cui si augura un “atteggiamento costruttivo e sereno”. Quanto alla fusione tra Fastweb e Vodafone, dà “un vantaggio sul consolidamento del mercato” e “qualche osservatore ritiene che altri player possano seguire questa strada”.

Tlc, Butti: bene Fastweb-Vodafone, avanti su strada consolidamento

La fusione Fastweb-Vodafone in Italia “creerà un operatore di grandi dimensioni con 8mila dipendenti e già qualche osservatore, e io condivido molto questa analisti, ritiene che altri player nel settore possono seguire questa strada, complice anche quello che è avvenuto sulla rete”, dice Butti. “E’ un vantaggio che andiamo a seguire sul consolidamento del mercato del quale io sono sempre a favore e mi sembra che anche negli operatori ci sia una nuova consapevolezza di questa necessità”, ha proseguito.

Tlc, Butti: focus Governo su tecnologia satellitare, cavi sottomarini e quantum

Sulla tecnologia satellitare, “che rappresenta il futuro della connettività, stiamo lavorando come governo, ma soprattutto la Commissione Ue sta cominciando a investire in termini di idee e risorse”, ha detto Butti.

Sui cavi sottomarini, ha proseguito, “c’è una raccomandazione della Commissione Ue che non ci coglie impreparati e che invita gli Stati membri a lavorare sulla messa in sicurezza dei cavi: parliamo di un 1,3 milioni di km di cavi che vanno mappati e sono cavi in un momento geopolitico delicato che vanno localizzati, verificati e messi in sicurezza. Ci sono risorse importanti e saranno rilasciate anno dopo anno. Su questo tema, considerata anche la strategicità del Mediterraneo, noi vogliamo investire, è fondamentale – ha spiegato Butti -. Ci siamo inseriti nei programmi europei di investimento, siamo disponibili a intervenire finanziariamente”.

Infine, sul fronte del cloud, Butti ha sottolineato come il progetto europeo Gaia X sia fallito: “vorremmo ricominciare a parlare di un cloud europeo a servizio delle pmi ed è necessario investire conoscenza sul futuro del quantum, non possiamo restare indietro e il governo sta elaborando una serie di proposte”.

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Tim, il 1^ luglio il closing con KKR per la nascita di NetCo

Il progetto di separazione della rete TIM segue il percorso stabilito. Poco fa il gruppo guidato da Pietro Labriola ha annunciato di avere fissato con KKR per il prossimo 1° luglio il perfezionamento della cessione di NetCo a Optics BidCo.

In una nota, si legge che “in conseguenza della definitiva separazione e delle necessità di tener conto degli effetti economici e patrimoniali dell’operazione, rende noto una nota, che il calendario societario 2024, precedentemente pubblicato, è stato modificato per prevedere che il Consiglio di amministrazione si riunisca il 31 luglio per esaminare i dati preconsuntivi al 30 giugno 2024 e il 26 settembre per l’approvazione della relazione intermedia sulla gestione”.

“Accogliamo con grande soddisfazione il via libera senza condizioni della commissione europea sull’acquisizione di Netco da parte di Kkr: sbrogliata la storica matassa“, aveva dichiarato lo scorso 30 maggio, il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, dopo il via libera dell’Antitrust Ue alla cessione della rete a KKR. “È un successo della strategia italiana e ora andiamo verso un closing a breve. È stata premiata la decisione del governo di partecipare all’operazione”, conclude Giorgetti.

KKR non avrà la capacità di limitare l’accesso ai servizi passivi

La Commissione ha esaminato l’impatto dell’operazione sul mercato all’ingrosso dei servizi di accesso alla banda larga in Italia e ha concluso che l’operazione non ridurrebbe in modo significativo il livello di concorrenza. In particolare, la Commissione ha constatato che: KKR non avrà la capacità di limitare l’accesso ai servizi passivi (vale a dire le infrastrutture).

Per ciascun prodotto all’ingrosso il numero di reti disponibili e di fornitori all’ingrosso rimarrà invariato e il potere di mercato di NetCo non aumenterà sostanzialmente rispetto a quello che detengono attualmente TIM o FiberCop. Gli accordi a lungo termine esistenti con diversi richiedenti l’accesso, tra cui Fastweb e Iliad, conclusi dopo la creazione di FiberCop nel 2021, garantiscono che KKR non potrà rendere meno favorevoli le condizioni di accesso all’ingrosso o porre fine a tale accesso.

Rete Tim, la Commissione Ue approva senza condizioni l’acquisizione di NetCo da parte di KKR

L’operazione non aumenterà la probabilità di un coordinamento tra NetCo e OpenFiber, dal momento che Fastweb continuerà a esercitare una pressione concorrenziale su NetCo e sulla sua concorrente di lunga data, Open Fiber. Inoltre, è probabile che NetCo e Open Fiber continuino a competere, sia per attrarre nuovi clienti sia per installare reti in fibra ottica, in nuove zone o in quelle dell’altra parte.

KKR e TIM hanno inoltre concordato un accordo quadro di servizi che disciplinerà il rapporto tra NetCo e TIM a seguito dell’operazione. La Commissione ha constatato che l’accordo MSA (Master Services Agreement) non è parte integrante dell’operazione, in quanto non si tratta di un accordo con cui KKR acquisisce il controllo su NetCo.

Sebbene non rientri nell’ambito di applicazione del regolamento UE sulle concentrazioni, l’accordo MSA può tuttavia essere oggetto di un controllo sulla base delle norme antitrust dell’UE o dell’Italia nonché essere sottoposto a vigilanza regolamentare. La Commissione ha pertanto concluso che la concentrazione proposta non solleva problemi sotto il profilo della concorrenza sul mercato all’ingrosso dei servizi di accesso alla banda larga in Italia e ha autorizzato l’operazione senza condizioni.

Imprese e prodotti

KKR è un’impresa di investimento di livello mondiale con sede negli Stati Uniti, che offre soluzioni per la gestione alternativa di attivi, per i mercati dei capitali e in ambito assicurativo, NetCo, con sede in Italia, è una società di nuova costituzione costituita da FiberCop, attualmente controllata congiuntamente da KKR e TIM, e dalla rete di telefonia fissa primaria e dorsale di TIM.

FiberCop, con sede in Italia, fornisce servizi esclusivamente passivi sulla rete secondaria di TIM e provvede all’ammodernamento delle attività secondarie di TIM mediante il passaggio dalle reti in rame a quelle in fibra ottica in Italia.

A seguito dell’operazione NetCo fornirà, tra l’altro, servizi di accesso all’ingrosso sulle sue reti fisse in rame e in fibra in Italia. Le reti fisse primarie collegano la centrale telefonica del fornitore di servizi alla centralina esterna. Le reti fisse secondarie collegano la centralina esterna ai locali dell’utente. Le reti fisse dorsali/di backhauling collegano diverse regioni e centri dati tra loro e a Internet.

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