Ti presento la botnet Vollgar: 2.000 attacchi al giorno negli ultimi 2 anni


Il malware si diffonde attraverso attacchi di brute forcing nei confronti dei database Microsoft SQL per installare backdoor e crypto-miner.

Una gigantesca operazione di pirateria informatica che sarebbe cominciata nel maggio del 2018 e avrebbe colpito centinaia di migliaia di server. A descriverla nei dettagli sono i ricercatori di Guardicore, che in un dettagliato report pubblicato su Internet spiegano il modus operandi del malware Vollgar.

Si tratta di una classica botnet, che prende di mira i server Microsoft SQL (MS-SQL) con l’obiettivo di installare un crypto-miner (un software in grado di sfruttare la potenza di calcolo dei server per generare crypto-valuta – ndr) sulla macchina colpita.

Vollgar, stando a quanto si legge nel report, utilizza una tecnica di attacco “mordi e fuggi”: i server vengono infatti infettati per un periodo limitato di tempo (circa due giorni) anche se in alcuni casi la presenza si prolunga fino a periodi di alcune settimane. Una parte di questi (circa il 10%) vengono infettati a più riprese.

Vollgar.

Una strategia che secondo i ricercatori può essere dovuta alla volontà di nascondere la presenza del malware il più a lungo possibile.

L’origine degli attacchi, secondo l’autrice dello studio Ophir Harpaz, sarebbe riconducibile a un centinaio di server, la maggior parte dei quali situati in Cina, che utilizzano tecniche di brute forcing per violare i database e iniettare da remoto i comandi che avviano l’installazione del miner.

Buona parte di questi server sarebbero comunque macchine compromesse dai pirati informatici, che le starebbero usando per propagare l’attacco a un ritmo che ha raggiunto ormai un numero di vittime che varia tra i 2.000 e i 3.000 al giorno.

Vollgar.

L’attribuzione a un gruppo cinese, però, sarebbe confermata da un altro elemento: l’interfaccia di controllo di uno dei server Command and Control (C&C) individuati da Guardicore, infatti, è in cinese.

Le funzionalità del malware, spiega la ricercatrice, sono però molto più ampie rispetto alla semplice installazione di un crypto-miner. La botnet, che sfrutta una doppia piattaforma di server C&C, mette infatti a disposizione dei cyber-criminali una serie di funzionalità tipiche dei classici trojan: dalla possibilità di accedere a microfoni e audio a funzioni di keylogging e cattura di schermate in remoto.

Vollgar.

Insomma: la campagna di distribuzione del miner potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di un’operazione più complessa, o una sorta di “fork” collegata a una classica azione di cyber-spionaggio.

La società di sicurezza ha pubblicato su GitHub uno script che consente di individuare Vollgar (scaricabile a questo indirizzo) per consentire agli amministratori di arginare la diffusione del malware che, al momento, sembra inarrestabile.

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