Panama, la Corte Suprema affonda il colosso di Hong Kong: la “Donroe Doctrine” di Trump segna il primo punto

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Mentre il mondo guarda ai dazi, a Panama si gioca una partita a scacchi ben più profonda, fatta di banchine, container e sovranità. La Corte Suprema di Giustizia di Panama ha appena emesso una sentenza che promette di scuotere le fondamenta del commercio marittimo globale. Con un comunicato ufficiale datato 29 gennaio 2026, i magistrati panamensi hanno dichiarato l’incostituzionalità del rinnovo del contratto per la gestione dei porti strategici del Canale.

Il verdetto della Corte: stop ai privilegi di Panama Ports Company

Il cuore della disputa è la Panamá Ports Company, S.A. (PPC), sussidiaria del colosso di Hong Kong CK Hutchison. La Corte ha annullato la Legge n. 5 del 1997, le sue addende e l’atto di proroga che garantivano alla società asiatica il controllo dei terminal di Balboa e Cristóbal.

Ecco i punti salienti del comunicato della Corte Suprema:

  • Incostituzionalità: La proroga del contratto è stata dichiarata contraria alla Carta Fondamentale del Paese. Il contratto quindi è illegitto, nullo all’origine.

  • Irregolarità finanziarie: L’audit ufficiale ha evidenziato che la gestione di CK Hutchison avrebbe “sottratto” allo Stato panamense circa 1,3 miliardi di dollari in mancate entrate.

  • Difesa della Costituzione: Il Pleno della Corte ha agito nella sua funzione di “guardiana della Costituzione”, annullando atti che legavano le mani allo Stato per altri 25 anni.

La “Donroe Doctrine” e il ritorno degli USA nel cortile di casa

Non è un segreto che questa decisione arrivi dopo mesi di fortissime pressioni da parte dell’amministrazione Trump. Se la “Dottrina Monroe” originale voleva l’Europa fuori dalle Americhe, la versione 2.0 (ironicamente ribattezzata Donroe Doctrine) mira a sfrattare la Cina dalle infrastrutture critiche dell’emisfero occidentale.

Il Canale di Panama, costruito dagli americani all’inizio del secolo scorso e ceduto nel 1999, è tornato a essere l’ossessione strategica di Washington. La visita del Segretario di Stato Marco Rubio nel gennaio 2025 aveva già chiarito la rotta: i porti alle estremità del Canale non possono restare in mani cinesi.

Perché è una vittoria per Trump?

La vittoria di Washington è triplice:

  1. Sicurezza Nazionale: Gli USA temono che il controllo cinese sui terminal Ro-Ro e container possa tradursi in una capacità di monitoraggio o interruzione dei flussi commerciali e militari.

  2. Economia e Finanza: Il fallimento dell’accordo da 22,8 miliardi di dollari, che vedeva BlackRock pronta a subentrare a CK Hutchison (operazione bloccata da Pechino), ha spianato la strada all’intervento legale.

  3. Egemonia Regionale: Dimostra che il “soft power” (o meglio, l’hard pressure) americano è ancora in grado di ribaltare contratti decennali in America Latina.

Cosa succede ora? Una tabella per il futuro dei porti

L’annullamento della concessione apre un vuoto che dovrà essere colmato rapidamente per evitare il caos logistico. A questo punto i due termina, quelli di Balboa sul Pacifico e di Cristòbal sull’Atlantico, due vere e proprie porte d’accesso ai due Oceani e parte integrante del sistema del Canale, dovranno essere  riassegnati, con nuove  gare l’appalto ela probabile partecipazione di consorzi americani o occidentali, comunque non ostili agli USA.

Che può fare la Cina ? Può sicuramente tentare la via delle corti di giustizia civile internazionale, come la corte arbitrale internazionale di Londra,  e minacciare ritorsioni economiche, però con il rischio di subire ritorsioni sulle navi con bandiera cinese in transito nel Canale. Tra l’altro la Hutchinson è di Hong Kong e il contratto comunque riguardava una società di diritto panamense. Con il senno di puoi sarebbe stato meglio non ostacolare la cessione a Blackrock.

In conclusione, la decisione della Corte Suprema di Panama non è solo un atto giuridico, ma un segnale geopolitico dirompente. Mentre Pechino perde il suo “pied-à-terre” sull’istmo, l’amministrazione Trump incassa un successo che profuma di ritorno al passato: quando il Canale era, a tutti gli effetti, una questione interna degli Stati Uniti. Resta da vedere se questa mossa garantirà maggiore efficienza o se trascinerà Panama in una lunga e costosa battaglia legale internazionale.

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