Chat Control 1.0, ok dell’Europarlamento. Ma esclusi i messaggi con crittografia end-to-end (come Whatsapp). Una misura poco efficace?

  ICT, Rassegna Stampa
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Il Parlamento europeo ha proposto modifiche alla posizione del Consiglio sul dossier cosiddetto “chat control”, ossia la proposta delle capitali Ue di estendere una deroga alle norme sulla privacy digitale allo scopo di consentire il monitoraggio e la segnalazione della potenziale condivisione di materiale pedopornografico (Csam) da parte delle piattaforme digitali. Gli eurodeputati vogliono escludere dall’ambito di applicazione della legge le “comunicazioni alle quali è stata, è o sarà applicata la crittografia end-to-end”, ossia i messaggi privati e crittografati scambiati tra utenti sulle piattaforme di messaggistica. Ora il Consiglio UE ha tre mesi per approvare questa nuova versione.

Il voto odierno

In questa fase del processo, la seconda lettura dell’Europarlamento, era necessaria una maggioranza assoluta pari a 360 deputati per respingere o modificare la posizione del Consiglio. In un voto iniziale, una maggioranza semplice ha sostenuto il respingimento della posizione (314 a favore, 276 contrari, 17 astenuti), ma poiché non c’è stata una maggioranza a favore del respingimento della posizione modificata del Parlamento Ue (276 a favore, 286 contrari, 30 astenuti), la seconda lettura si è conclusa. La posizione dell’Eurocamera con il testo modificato verrà ora trasmessa al Consiglio, che ha tre mesi per approvare o respingere le modifiche. Se le capitali non accetteranno tutte le modifiche si aprirà la fase di conciliazione per concordare la legge.

Se gli eurodeputati avessero adottato la posizione del Consiglio avrebbero di fatto ripristinato una la deroga scaduta ad aprile che consente ai fornitori di monitorare volontariamente per identificare e rimuovere materiale Csam e l’adescamento di minori nelle comunicazioni private sui loro servizi. La deroga in questione rimane una misura temporanea per evitare un vuoto legislativo mentre sono in corso i negoziati su un regime permanente per combattere la diffusione di materiale Csam: come rende noto il Parlamento Ue in un comunicato, la maggior parte degli aspetti della legge permanente è stata concordata sotto la Presidenza cipriota del Consiglio nella prima metà del 2026, lasciando alcuni aspetti ancora da discutere.

Il dottor Patrick Breyer, attivista per i diritti civili ed ex membro del Parlamento europeo, mette in guardia sulle conseguenze:

“Il fatto che Chat Control stia andando avanti contro la volontà della maggioranza degli eurodeputati votanti è una farsa e danneggia la democrazia. I nostri figli sono i veri perdenti in questo processo antidemocratico. L’approvazione di un regolamento autentico e permanente a tutela dei minori è ora seriamente a rischio. Il Consiglio non accetterà mai un cambio di paradigma di cui c’è disperatamente bisogno finché potrà semplicemente attenersi al vecchio approccio dell’analisi senza sospetti, a discrezione dell’industria tecnologica.”

Nonostante la sconfitta legislativa, Breyer rimane irremovibile riguardo ai prossimi negoziati:

Battaglia per chat control 2.0 va avanti

“Il voto odierno sul regolamento provvisorio è stato una battuta d’arresto, ma la battaglia politica sul ‘chat control 2.0’ permanente è solo all’inizio. La resistenza che abbiamo visto oggi in Parlamento è stata così forte che trovare una maggioranza per la scansione di massa permanente e senza sospetti nei futuri negoziati è pura illusione.”

Breyer rifiuta categoricamente l’approccio della sorveglianza di massa:

“Cercare di proteggere i bambini con la sorveglianza di massa senza sospetti è come cercare disperatamente di asciugare il pavimento mentre il rubinetto è ancora aperto. Il controllo indiscriminato delle chat è inaccettabile quanto aprire la posta di tutti indiscriminatamente. Per cinque anni, questo sistema fallimentare è servito da cortina fumogena per ritardare un’azione concreta, sovraccaricando al contempo la polizia con falsi allarmi. Abbiamo bisogno di maggiore protezione per i bambini, non di meno, ma abbiamo bisogno di una protezione efficace, non dell’illusione della sicurezza”.

Cosa succederà ora?

Il regolamento provvisorio approvato oggi rimarrà in vigore fino al 2028, o fino al raggiungimento di un accordo su un regolamento permanente. A settembre riprenderanno i negoziati per la legge definitiva. Il punto centrale della controversia tra il Parlamento europeo, i governi degli Stati membri e la Commissione europea rimane la scansione delle chat private: dovrebbe essere indiscriminata o mirata ai sospettati di reato?

Cosa cambia con il ritorno di Chat Control 1.0 e cosa rimane invariato:

Cosa torna: le aziende tecnologiche statunitensi sono nuovamente autorizzate a scansionare i messaggi privati ​​senza mandato o sospetto preventivo. Ciò riguarda i messaggi diretti su piattaforme come Instagram, Discord, Snapchat, Skype e Xbox, nonché le email tramite Gmail di Google e iCloud di Apple.

Cosa rimane invariato: i post pubblici sui social media e i file ospitati su servizi di cloud storage potevano già essere scansionati prima di questa legge. Inoltre, i messaggi privati ​​possono sempre essere segnalati dagli utenti o monitorati dalle autorità tramite intercettazioni mirate e autorizzate dal tribunale.

Cosa NON viene ancora scansionato: le chat con crittografia end-to-end, come quelle di WhatsApp, sono sempre state esenti da queste scansioni. Inoltre, i fornitori europei di servizi di messaggistica ed email non hanno mai implementato misure di controllo delle chat.

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