DDL Concorrenza: nella bozza stop a duplicazioni del Canone Unico nelle telecomunicazioni

  ICT, Rassegna Stampa
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Occupazione di suolo pubblico: una riforma per favorire lo sviluppo delle reti

Tra le disposizioni contenute nella bozza del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, particolare rilievo assumono gli articoli 11 e 13, dedicati al settore delle telecomunicazioni. Il primo interviene sulla disciplina del Canone Unico Patrimoniale (CUP) per le occupazioni permanenti di suolo pubblico da parte degli operatori di comunicazione elettronica; il secondo estende al settore delle telecomunicazioni alcune tutele già previste dal Codice del consumo per altri servizi di pubblica utilità.

Canone Unico: una disciplina più coerente con il modello delle reti condivise

L’articolo 11 modifica la disciplina del Canone Unico Patrimoniale applicabile alle occupazioni permanenti di suolo pubblico per i servizi di comunicazione elettronica, con la finalità espressa di non ostacolare lo sviluppo delle infrastrutture digitali e di promuovere la concorrenza tra gli operatori.

L’intervento prende atto di una trasformazione ormai consolidata del mercato: sempre più spesso la rete è realizzata e gestita da un operatore infrastrutturale (wholesale only), mentre una pluralità di operatori (retail) utilizza la medesima infrastruttura per fornire servizi agli utenti finali.

CUP, gli operatori retail pagano soltanto in abse all’uso che fanno della rete

In questo contesto, la proposta chiarisce la ripartizione dell’obbligo di pagamento del Canone Unico. Il concessionario dell’infrastruttura rimane assoggettato al pagamento della soglia minima prevista dalla normativa vigente, mentre gli operatori che utilizzano tale rete sono tenuti al versamento del canone esclusivamente in misura proporzionale al numero delle proprie utenze finali presenti nel territorio comunale, senza applicazione della soglia minima.

La disposizione mira così a evitare fenomeni di duplicazione del prelievo sulla stessa infrastruttura e ad adeguare la disciplina tributaria all’attuale modello di condivisione delle reti, ormai centrale nello sviluppo della banda ultralarga e delle nuove infrastrutture digitali.

Più tutele contro il telemarketing nel settore delle telecomunicazioni

L’articolo 13 interviene invece sul Codice del consumo, modificando l’articolo 51, comma 8-bis, del decreto legislativo n. 206 del 2005.

La modifica estende ai servizi di telecomunicazione una disciplina che oggi si applica già ai contratti di fornitura di energia elettrica e gas e riguarda le proposte commerciali formulate per telefono, cioè il cosiddetto telemarketing.

In particolare, le nuove disposizioni prevedono che anche gli operatori delle telecomunicazioni siano soggetti alle medesime regole previste per gli altri servizi di pubblica utilità nella gestione delle chiamate commerciali e delle offerte contrattuali rivolte ai consumatori.

L’obiettivo è quello di uniformare il quadro regolatorio, evitando differenze di disciplina tra settori caratterizzati da analoghe modalità di vendita e garantendo un livello omogeneo di tutela agli utenti.

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