Lo scostamento di bilancio extra deficit da 7 miliardi incassato a Bruxelles dal Governo Meloni in Manovra rischia forse, alle brutte, di ritorcersi sulla gara per il rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029? Il timore c’è, se non altro ricordando che nel 2018, in occasione dell’ultima “famigerata” asta 5G, lo Stato si assicurò (esattamente 8 anni) fa 6,55 miliardi di euro. Può l’Italia, alle prese con una crisi energetica senza precedenti, con la guerra in Ucraina e quella in Iran che proseguono senza sosta gettando forte incertezza sul futuro energetico del Paese, permettersi di rinunciare a cuor leggero agli introiti dello spettro radio? Tutti i ministri sono chiamati a tirare la cinghia. Tanto più che l’Italia non è riuscita ad anticipare l’uscita dalla procedura di infrazione.
Manovra: Tajani, oggi in Cdm scostamento da 7 miliardi per energia
“Già oggi al Consiglio dei Ministri decideremo lo scostamento di bilancio. Avendo ottenuto, grazie alla serietà dell’azione di governo, la possibilità di maggiore flessibilità per le spese in materia di difesa e nel settore energetico, ci sarà uno scostamento e saremo attorno ai 7 miliardi per quest’anno”. Lo ha annunciato il vicepremier Antonio Tajani, intervenendo all’evento “Città del futuro 2030-50” al Maxxi di Roma.
Il Consiglio dei Ministri guidato da Giorgia Meloni si riunirà oggi per definire le linee guida del piano di bilancio per il prossimo anno, quando in Italia si terranno le elezioni politiche.
“Presenteremo una serie di proposte a Bruxelles e, una volta approvate, potremo procedere”.
Quali proposte saranno presentate dal Governo?
Ci andrà di mezzo anche il rinnovo non oneroso delle frequenze in scadenza nel 2029? Secondo la proposta in discussione negli ultimi mesi da parte dell’Agcom il rinnovo automatico dello spettro dovrebbe essere gratuito, a fronte di impegni di investimento in nuove reti 5G standalone da parte degli operatori. Il novo quadro economico e la crisi energetica faranno cambiare le carte in tavola al Governo, a caccia di 7 miliardi?
Potremmo saperne di più fra poco, lunedì 5 ottobre, data di scadenza della consultazione pubblica dell’Agcom. L’Autorità è attesa ad una prima decisione in materia. Poi sarà compito del Mimit decidere su eventuali sconti.
Si tratta ad ogni modo di una partita con implicazioni industriali importanti, da un lato per le future prospettive della joint venture fra Fastweb + Vodafone e Tim per la creazione di una rete di 6mila torri e su INWIT, possibile beneficiaria negli investimenti in nuove reti 5G standalone, soprattutto se la joint venture non andrà a buon fine.
Spese aggiuntive concesse da Bruxelles
Il governo Meloni ha ottenuto con successo dalla Commissione il via libera a spese aggiuntive per investimenti energetici – a seguito dell’impennata dei prezzi del carburante legata al conflitto in Iran – dopo che quest’ultima aveva già concesso agli Stati membri la possibilità di avvalersi di una clausola di salvaguardia per registrare un deficit supplementare fino all’1,5% del PIL nell’arco di tre anni, destinato a investimenti nella difesa.
Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che il governo richiederà il livello massimo di flessibilità: lo 0,6% del PIL per la sicurezza energetica e lo 0,9% per la difesa.
Questa settimana, Meloni ha scritto alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen sottolineandola necessità di un maggiore margine di manovra nell’applicazione delle regole di bilancio dell’UE, a causa dell’aumento dell’inflazione.
La Commissione Europea ha reagito inizialmente con freddezza: giovedì la portavoce Paula Pinho ha dichiarato che agli Stati membri dell’UE è già stata concessa una flessibilità aggiuntiva.
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