Immuni, il sondaggio Ipsos: “il 50% degli italiani favorevoli a scaricarla”

  ICT, Rassegna Stampa
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“Il 19% scaricherà l’app sicuramente, il 31% probabilmente lo farà”. Questo è il dato principale del sondaggio condotto da Ipsos e pubblicato oggi dal Corriere della Sera. In sostanza, secondo il sondaggio, un italiano su due è favorevole a scaricare Immuni, l’app scelta dal Governo per contrastare la pandemia. L’applicazione, basata sul Bluetooth Low Energy per il contact tracing, “a maggio entrerà con le prime funzionalità, e progressivamente, in tempi ravvicinati, saranno attive anche quelle più vicine al diario clinico”, cioè la connessione con il Sistema sanitario nazionale, ha annunciato ieri il Commissario per l’emergenza coronavirus. Domenico Arcuri

I contrari e chi non usa uno smartphone

A essere contrario all’idea di installare l’app è invece il 27%, emerge ancora dal sondaggio, percentuale suddivisa in “sicuramente no” 15% e “probabilmente no” 12%. Infine, quasi un cittadino su quattro (il 23%) non risponde o non utilizza uno smartphone.

 “Una parte della popolazione ha un atteggiamento di scetticismo e di attesa, vuole avere più chiari i termini di ingaggio. Si registrano perplessità importanti sulla privacy, su come saranno utilizzati i dati”, ha dichiarato al Corriere Luca Comodo, direttore del dipartimento politico-sociale di Ipsos.

Come commentare il sondaggio condotto da Ipsos?

I dati sembrano positivi, perché nonostante una assenza delle specifiche tecniche di Immuni, la metà degli italiani è favorevole a scaricarla e quindi si deduce anche ad utilizzarla. Una volta disponibile, una efficace campagna di comunicazione, con il coinvolgimento di vip ed influencer, potrebbe incentivare i cittadini a scaricare l’app, ma non sarà sufficiente. 

Le 5 condizioni per favorire l’uso dell’app Immuni

Sarà determinante la chiarezza assoluta sulla raccolta e gestione dei dati. Nel dettaglio sarà importante consentire ai cittadini la possibilità di verificare, oltre all’utilizzo in modo volontario:

  • l’utilità e la necessità;
  • il rispetto dei principi generali in materia di dati personali;
  • la sicurezza
  • il codice sorgente
  • La cancellazione di tutti i dati generati durante il suo funzionamento al termine della pandemia. Ma chi può dire quando finirà? 

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