Allarme QSnatch: il malware ha colpito più di 60.000 NAS

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La botnet prende di mira i dispositivi QNAP per installare una backdoor che consente ai pirati di accedere a qualsiasi contenuto memorizzato.

L’allarme arriva direttamente dalla statunitense CISA (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency) e dalla britannica NCSC (National Cyber Security Centre). Lo spauracchio del momento è invece QSnatch, un malware comparso nell’ormai lontano 2014 e che prende di mira i NAS marchiati QNAP.

Secondo gli analisti delle due agenzie, negli ultimi mesi QSnatch avrebbe incrementato la sua attività, raggiungendo una diffusione davvero notevole. Se nell’ottobre del 2019 erano stati individuati 7.000 dispositivi infetti, a metà di giugno sono diventati più di 62.000. I bersagli, rappresentati per lo più da aziende, sono concentrati nell’Europa occidentale e negli Sti Uniti.

QSnatch

Nel rapporto pubblicato su Internet, gli esperti della CISA spiegano quali siano le caratteristiche del malware, che è composto da più moduli. Uno di questi visualizza una versione “alterata” della pagina di login, che consente ai pirati informatici di sottrarre le credenziali di accesso e prendere così il controllo del dispositivo.

QSnatch, però, integra anche altre funzionalità, tra cui una backdoor SSH che consente ai pirati informatici di eseguire codice in remoto sul dispositivo. In altre parole: una volta installato il malware, i cyber criminali possono aggiungere qualsiasi funzionalità desiderino.

QSnatch integra in ogni caso una funzione che consente di esfiltrare dati verso il server che lo controlla, trasformando il malware in u perfetto strumento per il furto di informazioni sensibili.

Il report, anche se non contiene alcun riferimento a possibili attribuzioni degli attacchi. Un’anomalia, in tempi in cui qualsiasi attività cyber viene normalmente collegata all’attività di gruppi hacker collegati a governi e servizi segreti stranieri. In questo caso, forse, a fare impressione sono bastati numeri.

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