Buono mobilità. Clic day, Spid ed attacco hacker, ecco cosa ha creato il disastro dell’erogazione

  ICT, Rassegna Stampa
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Non hanno retto al carico di 50 clic al secondo tre provider SPID, Poste italiane, Infocert e Sielte, e poi ci sono stati due attacchi haker, di tipo DDoS (Denial of Service): il primo alle 9, all’inizio dell’erogazione e il secondo alle 9:30. Queste le due delle principali cause, ieri, degli enormi disagi ai cittadini per l’erogazione del buono mobilità, ci racconta una fonte che lavora nel backend della piattaforma.

I due attacchi hacker

“Praticamente, i due attacchi hacker hanno inondato di finte richieste la homepage del sito ‘www.buonomobilita.it‘ facendo cadere i server, ecco perché all’inizio il sito non era raggiungibile. Poi Fasweb, che gestisce la rete, ha individuato gli Ip sorgenti dell’attacco e li ha bloccati”, ci viene raccontato.

Il terzo grave errore, questa volta non di natura informatica, è la scelta della coda: di mettere in attesa gli utenti prima di poter compilare la domanda. Ieri si è giunti fino a 5 ore di attesa per un totale di oltre 400mila persone in “fila”. 

Gli errori politici del ministero dell’Ambiente e del ministro Sergio Costa

La colpa di questo errore politico è da attribuire al ministero dell’Ambiente e al ministro Sergio Costa che hanno scelto la modalità della sala d’attesa, della coda e del clic day. “Il sistema della sala d’attesa e della coda è stato acquistato dal ministero da una società esterna”, ci spiega ancora la fonte, aggiungendo “il lavoro e la responsabilità di Sogei inizia da quando si accede con lo SPID”.

Siamo riusciti a generare il buono con facilità questa mattina con lo SPID di Poste italiane

Mentre scriviamo questa mattina, siamo riusciti ad accedere al sito www.buonomobilita.it alle ore 7 senza problemi, abbiamo atteso una decina di minuti in coda, abbiamo fatto l’accesso con lo SPID di Poste italiane e siamo riusciti a generare un buono.

Dei 215 milioni di fondi restano “solo” 33 milioni ancora da erogare. Ci auguriamo possano andare a chi ieri non è riuscito ad accedere con lo SPID erogato da Poste italiane, Sielte e Infocert.

“Io invito tutti a entrare nel sistema anche con calma”, ha detto il ministro Costa, “anche nei prossimi giorni, perché abbiamo appostato altri fondi ad hoc in legge di Stabilità e assicuro che tutti coloro che hanno una fattura o uno scontrino parlante al 2 novembre saranno rimborsati”.

Staremo a vedere. Quello che è certo sono gli errori informatici in questa vicenda e quelli politici del Governo, che ha puntato tutto sullo SPID senza accertarsi prima della resilienza dei server di chi eroga l’identità diigtale. E poi perché non consentire anche l’accesso con la Carta d’identità elettronica? La CIE è nelle tasche di 17,6 milioni di cittadini italiani.

Per l’erogazione dei prossimi bonus non è possibile più snobbare la CIE. 

E poi basta clic day. Meglio una lotteria. Meglio affidarsi alla sorte che sperare in una pubblica amministrazione digitale efficiente, facile e semplice.

Buono mobilità. Clic day, Spid ed attacco hacker, ecco cosa ha creato il disastro dell’erogazione