AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) sigla un protocollo d’intesa con Coldiretti per portare la fibra nel territorio alle aziende agricole, alle masserie e alle fattorie del nostro paese. Fibra agli agricoltori, anche a quelli più remoti, anche alle masserie più isolate. L’accordo è stato siglato oggi a Palazzo Rospigliosi a Roma, in occasione dell’evento annuale dell’associazione, dal presidente dell’AIIP Giuliano Claudio Peritore e dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini. L’obiettivo dichiarato è raccogliere un bacino molto targettizzato di aziende agricole ancora scoperte, considerato che Coldiretti conta su 1,5 milioni di aziende associate che nei prossimi tre anni saranno oggetto di attenzione degli operatori locali di AIIP, per coprire capillarmente le aree rurali e più difficili da raggiungere.
Nell’occasione, AIIP ha chiesto al Governo, in particolare al Ministero dell’Agricoltura, l’attivazione di voucher dedicati per la fibra agli agricoltori. Incentivi necessari per coprire i costi di collegamento in fibra in zone isolate e fuori dai radar.
Si tratta di un’opera di digitalizzazione che aprirà la strada alla diffusione di strumenti di agricoltura di precisione e strumenti di coltivazione predittiva, tramite software e sistemi basati anche sull’AI per calibrare l’attività in campo agricolo.
Giuliano Peritore: “La sovranità alimentare si unisce oggi alla sovranità digitale”
Giuliano Claudio Peritore, presidente AIIP, ha detto che: “La sovranità alimentare si unisce oggi alla sovranità digitale con questo accordo. Le aziende agricole e gli operatori associati ad AIIP sono entrambi operatori territoriali e grazie a questo Protocollo d’Intesa troveranno un punto di dialogo e di crescita comune – ha detto – Nello sviluppo del digitale non è pensabile trascurare le aziende agricole, che producono uno dei beni più importanti – il nostro cibo – e contribuiscono inoltre con forza ad una filiera di qualità che è un vanto per l’intera Italia nel mondo. È nostro dovere accompagnare queste imprese nel loro percorso di digitalizzazione per supportare la loro naturale evoluzione verso maggiore sicurezza, produttività, sostenibilità, competitività, resilienza e innovazione tramite collaborazioni locali fra imprese che si trovano a presidiare i medesimi territori”.
Ettore Prandini: “La gestione del dato necessaria per la filiera agoalimentare”
Dal canto suo, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha detto che: “Oggi l’innovazione e la gestione dei dati sono sempre più importanti per il settore agricolo – ha detto – Se finora negli ultimi anni abbiamo investito 2,5 miliardi per lo sviluppo dell’agricoltura, il nostro obiettivo al 2030 è arrivare a 6 miliardi. Programmi come Industri 4.0 e Industria 5.0 non sono pensabili senza la fibra., infrastruttura necessaria per sfruttare i dati su tutta la filiera. Non è soltanto una facilitazione del lavoro ma è un meccanismo con cui diamo opportunità al cittadino di avere le corrette informaizoni. L’agroalimentare è diventato il settore più grande con 707 miliardi di valore, 4 milioni di occupati e un export di 75 miliardi nonostante i dazi. Ma non ci accontentiamo. Senza la gestione del dato la crescita potrebbe subire un rallentamento. Pe questo, è importante la collaborazione per cui le aree rurali non devono essere secondarie rispetto ai grandi centri urbani per trattenere i nostri giovani, creando un meccanismo virtuoso, per cui facciamo viaggiare le informazioni nel mondo con un valore in più anche per il turismo”.
Giovanni Zorzoni: “Percorso iniziato tre anni fa”
“L’accordo odierno con Coldiretti è il coronamento di un percorso iniziato tre anni fa, quando abbiamo cominciato a parlare per raggiungere questo risultato – ha detto Giovanni Zorzoni, vicepresidente dell’AIIP – da tempo pensiamo che i nostri operatori locali, associati AIIP, abbiano le competenze migliori e la conoscenza del territorio adeguata per arrivare alla copertura in fibra di tutte le masserie dei nostri territori, che una volta digitalizzate potranno sfruttare i vantaggi della connettività a banda ultralarga per l’analisi predittiva dei dati raccolti nei campi”.
Pe restare al passo è necessario disporre di connessioni stabili, anche in ambito agricolo per la digitalizzazione degli impianti produttivi. I programmi di produzione sono in Cloud.
Il ministro Lollobrigida: “La sovranità alimentare si costruisce sostenendo una rete diffusa”
Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha aperto alla possibilità di voucher ad hoc per promuovere la connettività in ambito agricolo. “Il Governo sostiene iniziative come questa. L’agricoltura è tornata ad essere una priorità anche in Europa. Servono incentivi mirati per garantire le nostre imprese. Agricoltura 4.0, Agricoltura 5.0 e droni cambieranno l’agricoltura. E’ ovvio che senza la rete è difficile immaginare una agricoltura davvero innovativa, sosteniamo l’investimento strategico e sosterremo tutte quele azioni che porteranno la rete diffusa sul territorio con un sistema di capillarizzazione che servirà a ricucire le aree interne e le aree disabitate del paese. La sovranità alimentare si costruisce così”.
Senatore De Carlo: “Occuparsi di aree interne vantaggio per tutti”
Il senatore Luca De Carlo, Luca De Carlo, IX Commissione permanente del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), ha detto che: “Occuparsi delle aree interne è un vantaggio per tutti. Abbiamo un tema importante, che è quello dei giovani. Che saranno gli uomini di domani. Ma a scuola si deve insegnare il digitale, bisogna preparare gli agricoltori di domani a scuola dotandoli di strumenti al passo con i tempi. Bisogna cambiare la percezione dell’agricoltura. Per questo dobbiamo sostenere l’infrastrutturazione pubblica e privata e dobbiamo pensare a come sarà la strumentazione in futuro. La battaglia per l’uso dei droni in agricoltura l’ho fatta io e non per sparare i fitofarmaci come il napalm. Al contrario. Soltanto il 2,5% della popolazione si occupa di agricoltura in Italia, non dobbiamo lasciarli da soli. Sono un fan sfrenato dell’uso della tecnologia in agricoltura. E’ un tema giovane e di democrazia. Noi nonostante i dazi abbiamo aumentato le esportazioni negli Usa per la qualità dei nostri prodotti”.
Pierfrancesco Sbordone, Dipartimento Trasformazione Digitale, ha aggiunto che: “Il mondo agricolo è molto frammentato ma va sostenuto, così come abbiamo fatto per altri ambiti come le scuole e la sanità”.
“I dati in agricoltura vanno messi a fattor comune e AIIP può essere un driver di abilitazione di nuove tecnologie in ambito agricolo”, ha detto il Direttore dell’Agid Mario Nobile. “Serve l’aggregazione anche in ambito agricoltura, servono dei data center territoriali e capacità computazionale a livello locale”.
Francesco Nonno (Open Fiber): “Noi aperti a collaborare, ma serve supporto economico”
Un ruolo importante nell’ambito del protocollo d’intesa AIIP e Coldiretti lo potrà giocare Open Fiber. “Stiamo studiando insieme per capire come arrivare dove serve – ha detto Francesco Nonno, Direttore Affari Regolatori ed Europei Open Fiber – Noi siamo estremamente aperti a collaborare e abbiamo trovato in AIIP un player importante per la sua capillarità territoriale. Non sarà un lavoro semplice, le richieste saranno diverse e la frammentazione è importante. Il tema centrale resta quello dei fondi, voucher o incentivi sono auspicabili perché la dispersione territoriale è importante e ha bisogno di un supporto economico. Serve un supporto ulteriore da parte del Governo e del Dipartimento, che finora hanno già fatto grossi sforzi”.
Apòlito (Coldiretti): “Due terzi de nostri associati senza fibra”
“Due terzi degli associati Coldiretti non sono connessi (su un totale di ,6 milioni di iscritti ndr)”, ha detto Alessandro Apòlito, Capo servizio tecnico e Capo area innovazione e digitalizzazione di Coldiretti, che ha mappato il territorio con Open Fiber sugli associati. “Otto aziende su dieci vogliono investire in tecnologie”, aggiunge Apòlito, precisando che la consapevolezza dei vantaggi dell’uso dell’AI è ben presente anche se “un robot di stalla raccoglie dati che poi restano di proprietà del robot”.
Di certo, dopo il PNRR il settore agricolo ha bisogno di ulteriori investimenti per portare la fibra a tutti. Nessuno deve restare escluso. “Noi abbiamo investito 16 miliardi in agricoltura e agroalimentare, triplicando i fondi del PNRR da 3 a 9 miliardi”, dice Marco Lupo, Capo del dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica. “Il valore trasversale dell’innovazione e del digitale in campo agricolo è ben presente, sappiamo che sfruttando i dati si può incrementare del 15% la resa ettaro”.
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