Le applicazioni simulano clic sui banner pubblicitari, ma camuffano il traffico per fingere di essere un dispositivo Apple. Il motivo? Valgono di più!
Qual è la differenza tra un iPhone e uno smartphone Android? La risposta varia a seconda del punto di vista. Quella di un esperto di sicurezza ce la possiamo immaginare, mentre per un qualsiasi utente il verdetto può cambiare a seconda di opinioni e punti di vista.
Nell’ottica di un responsabile marketing, però, la differenza è una sola: il proprietario di un iPhone è probabilmente più ricco (e più spendaccione) del proprietario di uno smartphone Android.
Tanto che nel mercato pubblicitario su Internet, ci sono due prezzari diversi e i clic effettuati dagli utenti iOS, come prevedibile, valgono di più.
La logica non è sfuggita nemmeno ai pirati informatici, o per lo meno agli autori di 22 app malevole (il malware è stato battezzato Andr/Clickr-ad e l’elenco completo delle app si può trovare alla fine di questa pagina Web sul blog di Sophos) che sono comparse negli ultimi tempi su Google Play e che contenevano un sofisticato sistema in grado di fruttare parecchi dollari ai cyber-criminali.

Tutte le applicazioni utilizzavano lo stesso sistema: una finestra di navigazione nascosta che simulava l’attività umana per fare clic su annunci pubblicitari controllati dai pirati.
Il sistema, se messo a confronto con le solite app che riempiono di banner pubblicitari lo schermo delle vittime, risulta essere estremamente efficace. Il proprietario dello smartphone, infatti, non si accorge di nulla e il malware ha buone speranze di rimanere attivo per parecchio tempo.
La particolarità in questo caso è il fatto che le applicazioni, come spiega un report di Sophos, alterano il traffico che generano in modo da passare per dispositivi Apple.
Il motivo, secondo i ricercatori, è che i clic “incassati” in questo modo vengono pagati di più e i pirati informatici hanno adottato questo accorgimento per ottimizzare i profitti della loro impresa.
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