ASI. IRIDE rende disponibili 18 servizi e 110 prodotti geospaziali per la PA, poi per le imprese

  ICT, Rassegna Stampa
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IRIDE porta in orbita i servizi geospaziali: 110 prodotti per il territorio e nuove opportunità per le imprese

Dal 1° ottobre il marketplace di IRIDE rende disponibili i primi 18 servizi geospaziali e 110 prodotti destinati alla Pubblica Amministrazione (PA). Il catalogo dovrebbe crescere a regime fino a oltre 400 prodotti. È un passaggio operativo per il programma italiano di Osservazione della Terra: i dati raccolti dai satelliti vengono trasformati in informazioni utilizzabili per monitorare il territorio, pianificare interventi e gestire emergenze.

Il catalogo comprende applicazioni per la qualità delle acque costiere, i movimenti del suolo, le infrastrutture critiche, le risorse idriche e le isole di calore urbane.
Sono previsti anche prodotti su qualità dell’aria, gas serra e variabili climatiche, oltre a servizi attivabili su richiesta per mappare incendi, alluvioni, terremoti ed eventi meteorologici estremi.

In caso di allagamento, per esempio, le analisi possono contribuire a delimitare le aree colpite, valutare i danni e stimare la profondità dell’acqua. Il portfolio include inoltre modelli digitali del terreno e della superficie con risoluzione di un metro sull’intero territorio italiano.

IRIDE è l’infrastruttura nazionale per l’Osservazione della Terra, di proprietà dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), realizzata nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), integrato dal Piano nazionale complementare (Pnc). Il programma è sviluppato dall’Agenzia spaziale europea (Esa), con il supporto di Asi, ed integra costellazioni satellitari (al momento sei, per un totale a regime di 68 satelliti), infrastrutture di terra e servizi digitali per trasformare i dati di osservazione terrestre in servizi geospaziali operativi a supporto delle istituzioni, della pubblica amministrazione, della ricerca e dello sviluppo economico del Paese.

Completata la costellazione Eaglet II di IRIDE. Cheli (Asi): “In totale abbiamo 39 satelliti in orbita”

Il lancio del terzo e ultimo batch di otto satelliti segna inoltre il completamento della costellazione Eaglet II di IRIDE. Il lancio è avvenuto dalla Vandenberg Space Force Base in California, a bordo della missione condivisa Transporter-18 di SpaceX. Con questo nuovo lancio, la costellazione Eaglet II raggiunge la configurazione finale prevista di 24 satelliti, a meno di dodici mesi dal primo lift-off del 2025. Questi si aggiungono agli altri 15 della costellazione HEO di IRIDE, portando il totale dei satelliti in orbita a 39.

“Il lancio di questi otto satelliti completa il dispiegamento in orbita della costellazione Eaglet II di IRIDE segnando un nuovo importante traguardo per l’intero programma”, ha dichiarato Simonetta Cheli, Direttrice dei programmi di Osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Capo del centro di ESA/ESRIN.

“Con questo risultato, IRIDE, il programma di Osservazione della Terra che l’Esa sviluppa per il Governo italiano, raggiunge un totale di 39 satelliti in orbita, proseguendo il piano di lancio delle costellazioni avviato nel 2025 e ampliando le capacità del sistema. Questo traguardo è stato raggiunto con diversi mesi di anticipo rispetto alle scadenze del PNRR”, ha precisato Cheli.

“Il dispiegamento del sistema proseguirà con ulteriori lanci nei prossimi mesi dei satelliti NIMBUS-SAR e HEO e poi delle altre costellazioni previste – ha aggiunto Cheli – sviluppate da diversi attori industriali, rafforzando ulteriormente le capacità complessive del programma e le competenze dell’industria italiana nel settore dell’Osservazione della Terra”.

SATELLITI DELLA COSTELLAZIONE EAGLET II DI IRIDE SATELLITE INDUSTRIA AEROSPAZIALE LANCIO LANCI

Dalla capacità satellitare al servizio

Il rilascio dei prodotti segna il passaggio da una fase concentrata sulla costruzione dell’infrastruttura a una in cui conta la sua capacità di entrare nei flussi di lavoro degli utenti. Il valore economico dell’Osservazione della Terra, infatti, non si esaurisce nella produzione delle immagini: cresce quando i dati vengono integrati con informazioni a terra, modelli e software, fino a diventare uno strumento concreto per tecnici, amministrazioni e operatori.

La gestione operativa del segmento servizi è affidata a Planetek Italia ed e-GEOS, insieme ai rispettivi raggruppamenti industriali. Al programma partecipano anche Also Space, CMCC, SAM scrl, Serco Italia e TeamDev.
Per queste aziende e per l’ecosistema italiano di analisi geospaziale, il Marketplace costituisce una vetrina e un canale operativo per portare i prodotti agli utenti istituzionali.

Le opportunità per le imprese

La prima fase è rivolta alle amministrazioni italiane, come detto, che possono accedere ai dati e ai prodotti previsti dalla Data Policy di IRIDE. L’Asi ha indicato che in seguito il sistema sarà aperto anche alle imprese e all’utenza internazionale, per favorire applicazioni commerciali e servizi a valore aggiunto.

È soprattutto in questa fase successiva che si giocherà una parte delle ricadute industriali. I dati possono alimentare servizi per la gestione delle reti idriche, il monitoraggio di opere e infrastrutture, l’assicurazione, la pianificazione urbana e la valutazione dei rischi.

Per le Pmi e le startup, l’opportunità può consistere nel creare strumenti verticali che rispondano a esigenze specifiche di enti pubblici e clienti privati. Il vantaggio non è automatico: dipenderà dalla facilità di accesso ai dati, dalla continuità dei servizi, dalle regole di riuso e dalla capacità degli utenti di integrare i prodotti satellitari nei propri sistemi.

Anche per le amministrazioni il passaggio decisivo sarà adottare queste informazioni in modo stabile, collegandole alle procedure di prevenzione, controllo e gestione del territorio. La disponibilità di mappe e modelli può migliorare la conoscenza di un fenomeno; non sostituisce però i sopralluoghi, le misurazioni sul campo e le decisioni delle autorità competenti.

Un tassello per l’autonomia spaziale europea

IRIDE può rafforzare le capacità italiane e contribuire all’autonomia strategica europea, soprattutto perché mette a disposizione competenze, infrastrutture e servizi sviluppati con il coinvolgimento dell’industria nazionale. Va tuttavia considerato come un tassello complementare ai programmi europei, tra cui Copernicus.

La Commissione europea, nel delineare la futura evoluzione dei servizi di Osservazione della Terra, sottolinea l’importanza di continuità dei dati, sviluppo dei servizi e adozione da parte degli utenti.

Il risultato di IRIDE si misurerà quindi oltre il numero dei satelliti o dei prodotti pubblicati. Contano la frequenza e l’affidabilità delle informazioni, il loro impiego nelle decisioni pubbliche e la possibilità per le imprese di costruire servizi competitivi intorno ai dati. L’avvio del marketplace apre questa fase; la crescita dell’economia geospaziale dipenderà da quanto efficacemente il sistema saprà collegare offerta tecnologica, domanda istituzionale e nuovi mercati.

Temi che saranno al centro della terza edizione della conferenza internazionale “Space & Underwater“, promossa da Cybersecurity Italia in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e in programma il 2 dicembre 2026 all’Auditorium Luigi Broglio, che affronterà argomenti chiave per il nostro futuro: proteggere, potenziare e rendere più autonome le infrastrutture critiche dalle quali dipendono sicurezza, economia e continuità dei servizi essenziali.

Spazio e dimensione subacquea sono infatti due domini inseparabili della sovranità tecnologica: dai satelliti per comunicazioni, osservazione della Terra e navigazione alle dorsali sottomarine che trasportano dati, energia e connessioni globali. In un contesto segnato da competizione geopolitica, minacce ibride, vulnerabilità delle supply chain e accelerazione dell’intelligenza artificiale, la resilienza di queste infrastrutture non è più soltanto una questione tecnica, è una priorità politica e strategica europea, industriale e di sicurezza.

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