L’allarme arriva da Diebold Nixford. I pirati userebbero una tecnica che gli permette di svuotare i bancomat collegandosi alla porta USB.
In gergo viene chiamato “jackpotting” ed è un attacco che permette di forzare i bancomat a erogare denaro direttamente nelle mani dei pirati informatici. Secondo Diebold Nixdorf, uno dei maggiori produttori di bancomat, il fenomeno sarebbe in aumento grazie a una tecnica estremamente efficace.
Come si legge nel report pubblicato dall’azienda, gli attacchi si starebbero verificando in alcuni paesi europei, in cui i criminali starebbero usando degli speciali dispositivi che collegano al bancomat per alterarne il funzionamento.
Dal punto di vista fisico, la tecnica prevede per prima cosa la rimozione del pannello frontale per ottenere l’accesso al collegamento tra l’erogatore di denaro (CMD-V4) e il bancomat. Si tratta di un semplice cavo USB, che i pirati collegano al loro dispositivo.

A questo punto, i criminali hanno la possibilità di svuotare letteralmente l’erogatore. Secondo quanto ricostruito dai tecnici di Diebold Nixford, il dispositivo sfrutterebbe almeno in parte lo stesso codice del software integrato nel bancomat.
Non è chiaro, però, come i pirati abbiano avuto accesso al codice. Nell’alert, l’azienda fa riferimento a un attacco offline (evidentemente un eufemismo per indicare un furto con scasso) che avrebbe portato al furto di un hard disk privo di crittografia.
Non si tratta però dell’unica tecnica usata dai pirati informatici per colpire i bancomat. In alcune varianti, spiegano gli esperti, il collegamento prevede l’uso del cavo di rete.
Dalle parti di Diebold Nixford raccomandano, in ogni caso, di predisporre tutti i controlli e implementare le impostazioni che permettono di mitigare il rischio di un attacco, tra cui l’uso di funzioni avanzate di protezione crittografica e, tanto per cambiare, l’aggiornamento periodico del firmware utilizzato.
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