
Intervento di Claudio Borghi in un convegno in Senato relativo al PNRR, da intendersi come strumento della tecnocrazia europea per riuscire a modificare i comportamenti e le politiche dei singoli stati. Come sappiamo il magnifico PNRR, per cui si è ricevuto un acconto che è solo una frazione di quanto in realtà dovremmo ricevere, è condizionale a 42 riforme, fra le quali due estremamente pesanti, fra cui quella della giustizia e quindi quella fiscale. Su quest’ultimo punto l’Unione vorrebbe rivista su base patrimoniale. Ci impne la forzata soluzione di problemi rilevanti, stratificati nel tempo e complessi, a suon di taglio di spada. L’Europa vuole riformare noi, ma non ha nessuna voglia di riformare se stessa: niente riforma, ad esempio, dei vincoli di bilancio, delle strutture della UE in senso democratico. Solo imposizioni per l?Italia.
Buon ascolto e ringraziamo inriverente.

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