L’Italia candida Bologna a nodo di punta della rete “Frontier AI” e a giugno arriva Lisa a potenziare il supercomputer Leonardo
L’Italia accelera sulla frontiera europea dell’intelligenza artificiale (AI) e sceglie Bologna come epicentro della propria strategia tecnologica. Il Tecnopolo del capoluogo emiliano ospiterà infatti LISA, acronimo di “Leonardo Improved Supercomputing Architecture”, la nuova infrastruttura progettata per potenziare il supercomputer Leonardo nelle applicazioni di AI generativa e nei modelli linguistici di grandi dimensioni.
Secondo un’agenzia Radiocor del Sole 24 Ore, l’annuncio è arrivato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e da Antonio Zoccoli, presidente della Fondazione Icsc – Centro Nazionale di Ricerca in High-Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, durante il convegno “L’Italia del Pnrr: creare il modello, fare sistema, orientare il futuro”, in corso a Milano. L’inaugurazione ufficiale è prevista l’11 giugno al Tecnopolo di Bologna.
Contestualmente, il Governo italiano ha candidato Bologna a diventare uno dei nodi principali di “Frontier AI”, la futura infrastruttura europea dedicata alla ricerca avanzata sull’intelligenza artificiale. Una scelta che rafforza il posizionamento internazionale del polo emiliano come uno dei più importanti ecosistemi europei nel supercalcolo, nei big data e nell’AI.
Che cos’è Lisa e perché è importante
La nuova architettura LISA rappresenta un passaggio strategico nell’evoluzione di Leonardo, oggi già considerato tra i supercomputer più potenti al mondo e stabilmente inserito nella top ten della classifica internazionale TOP500. La macchina, installata al Tecnopolo DAMA di Bologna e gestita dal Cineca nell’ambito dell’iniziativa europea EuroHPC, è in grado di eseguire 240 milioni di miliardi di operazioni al secondo ed è utilizzata per attività scientifiche di altissima complessità: dalla modellazione climatica alla ricerca farmaceutica, dalla fisica delle particelle ai materiali avanzati, fino alle applicazioni industriali e aerospaziali.
Con LISA, però, il paradigma cambia. Leonardo nasce come infrastruttura general purpose destinata al calcolo scientifico avanzato; il nuovo modulo è invece concepito specificamente per l’intelligenza artificiale. Si tratta del primo sistema europeo di questo tipo realizzato nell’ambito dell’ecosistema EuroHPC e rappresenta un salto tecnologico cruciale per l’Europa nella competizione globale sull’AI.
Il cuore della nuova infrastruttura sarà costituito da 166 server GPU ad altissime prestazioni, interconnessi attraverso una rete a bassissima latenza e progettati per sostenere l’addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni e applicazioni multimodali capaci di elaborare simultaneamente testo, immagini, video e dati complessi. In altre parole, LISA consentirà di sviluppare in Europa tecnologie comparabili ai sistemi di AI generativa oggi dominati dai grandi operatori statunitensi e cinesi.
L’investimento complessivo per LISA ammonta a 28,2 milioni di euro. Il 35% sarà finanziato da EuroHPC JU, il partenariato europeo dedicato ai supercomputer strategici dell’Unione, mentre il restante 65% arriverà dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Centro Nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing nato con il Pnrr.
Il valore economico e industriale di questa operazione è potenzialmente enorme. L’accesso a capacità di calcolo avanzate rappresenta infatti uno dei principali fattori abilitanti della nuova economia dell’intelligenza artificiale: permette di accelerare la ricerca scientifica, sviluppare farmaci, ottimizzare reti energetiche, simulare materiali innovativi, migliorare i sistemi manifatturieri e creare nuovi servizi digitali ad alto valore aggiunto.
Un’AI più europea per rafforzare l’autonomia tecnologica
La posta in gioco va ben oltre il semplice incremento di potenza di calcolo. LISA rafforza infatti il tema dell’autonomia tecnologica europea, diventato centrale dopo la corsa globale all’intelligenza artificiale generativa. Disporre di infrastrutture proprietarie per addestrare modelli avanzati significa poter sviluppare capacità strategiche senza dipendere integralmente dalle piattaforme extraeuropee, preservando sovranità tecnologica, sicurezza dei dati e competitività industriale.
In questo scenario l’Italia parte da una posizione particolarmente favorevole. Il Paese dispone già di uno dei sistemi HPC più articolati d’Europa e Bologna si sta progressivamente consolidando come capitale continentale del supercalcolo. Attorno al Tecnopolo convivono infatti il supercomputer Leonardo, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), infrastrutture scientifiche internazionali, centri di ricerca e la AI Factory italiana IT4LIA, selezionata dalla Commissione europea tra le prime sette del continente.
Bologna nodo strategico per il supercalcolo europeo
Secondo i dati illustrati dalla ministra Bernini durante l’incontro tenuto qualche giorno fa a Bologna con la commissaria europea per le Start-up, la Ricerca e l’Innovazione, Ekaterina Zaharieva, Cineca è oggi il secondo centro HPC europeo per volume di produzione scientifica. Nel 2024 il 15% delle pubblicazioni realizzate attraverso le sue infrastrutture è già rientrato nel top 10% mondiale per citazioni scientifiche. Solo nel 2025 sono state messe gratuitamente a disposizione di università ed enti di ricerca oltre 550 milioni di ore di calcolo, per un valore stimato superiore ai 130 milioni di euro.
Anche IT4LIA mostra già numeri rilevanti: quasi 500 progetti avviati in appena un anno di attività operativa. Un dato che evidenzia come l’ecosistema bolognese stia rapidamente trasformando la potenza computazionale in innovazione concreta per imprese, ricerca e pubblica amministrazione.
Per questo Bologna non viene più considerata soltanto un polo scientifico nazionale, ma un’infrastruttura strategica europea. La candidatura italiana a “Frontier AI” punta proprio a consolidare questo ruolo: fare del Tecnopolo il luogo in cui ricerca, supercalcolo e intelligenza artificiale convergono per costruire la prossima generazione di tecnologie europee.
Con LISA, l’Italia prova dunque a entrare stabilmente nel gruppo ristretto dei Paesi capaci non solo di utilizzare l’intelligenza artificiale, ma anche di costruirne l’infrastruttura industriale e scientifica di base. Un passaggio decisivo in una competizione globale in cui la disponibilità di potenza computazionale sta diventando un fattore geopolitico oltre che economico.
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