Blue Origin, fallisce il test e il razzo New Glenn esplode in palla di fuoco

  ICT, Rassegna Stampa
image_pdfimage_print

Esplode il razzo di Blue Origin durante un test in Florida: enorme palla di fuoco sulla rampa di lancio

Una gigantesca esplosione ha scosso la notte di Cape Canaveral, in Florida, dove il razzo New Glenn della compagnia spaziale Blue Origin è andato distrutto durante una prova a terra. Le immagini diffuse sui social mostrano una spettacolare palla di fuoco che avvolge completamente l’area di test, illuminando il cielo e generando una densa nube di fumo visibile a grande distanza.

L’incidente è avvenuto intorno alle 21:00 ora locale, le 02:00 in Italia, mentre gli ingegneri stavano effettuando il conto alla rovescia per una breve accensione di prova dei sette motori BE-4 a metano del primo stadio del razzo, durante un cosiddetto “hotfire test“, una procedura fondamentale nello sviluppo di un lanciatore spaziale. In questa fase i motori vengono accesi mentre il razzo resta ancorato alla piattaforma, per verificare il corretto funzionamento dei sistemi prima del volo.

Bezos: “Ricostruiremo tutto e torneremo a volare”

Blue Origin, l’azienda fondata nel 2000 dal patron di Amazon Jeff Bezos, ha confermato l’accaduto parlando di una generica “anomalia” verificatasi durante il test. La società ha precisato che tutto il personale presente sul sito è stato immediatamente localizzato e che non si registrano feriti.
Incredibilmente, sembra che la base di lancio sia rimasta intatta, o comunque non gravemente danneggiata.

Anche Bezos è intervenuto pubblicamente, spiegando che è ancora troppo presto per individuare le cause dell’incidente. “È stata una giornata molto dura, ma ricostruiremo tutto ciò che sarà necessario e torneremo a volare“, ha scritto l’imprenditore sui social.

Secondo le autorità della contea di Brevard non esistono rischi per la popolazione. Sul posto sono intervenuti i soccorritori e gli specialisti della U.S. Space Force, che stanno collaborando con Blue Origin per raccogliere dati e determinare l’origine esatta dell’esplosione.

L’esplosione durante un test hotfire, non è la prima volta nella storia dei lanci

L’incidente si è verificato durante una campagna di test preparatoria a una futura missione. Al momento non è stato comunicato quale componente abbia innescato il guasto, ma gli esperti del settore sanno bene che i test a terra rappresentano una delle fasi più delicate nello sviluppo di nuovi sistemi di lancio.

Durante un hotfire test i serbatoi vengono caricati con enormi quantità di propellenti criogenici e i motori operano a piena potenza: qualsiasi anomalia nei sistemi di alimentazione, nelle valvole o nei controlli può provocare eventi catastrofici.

Gli incidenti hotfire sono insoliti ma attesi nello sviluppo di nuovi motori. L’industria li considera parte del processo di validazione: l’importante è che accadano a terra, con personale protetto, non durante un lancio con equipaggio o carico prezioso.

A commentare l’accaduto è stato anche Jared Isaacman, amministratore della NASA, che ha ricordato come il volo spaziale sia una delle attività tecnologicamente più complesse mai affrontate dall’uomo. Secondo Isaacman, lo sviluppo di nuovi lanciatori pesanti richiede inevitabilmente test estremamente impegnativi e l’agenzia spaziale statunitense collaborerà con Blue Origin per comprendere le cause dell’incidente e valutarne l’impatto sulle prossime missioni.

Prossimo obiettivo di Blue Origin è portare in orbita Leo un carico record di 48 satelliti per Amazon

L’episodio arriva in un momento delicato per la società di Bezos. Solo il mese scorso la Federal Aviation Administration (FAA) aveva disposto un’indagine su un precedente “mishap”, un incidente verificatosi durante una missione del razzo New Glenn.
In quell’occasione Blue Origin aveva tentato di portare in orbita un satellite della società AST SpaceMobile senza però riuscire a collocarlo nell’orbita prevista.

La società aveva ottenuto un importante successo lo scorso novembre con il lancio di New Glenn dalla Florida e il primo recupero del suo booster riutilizzabile. Proprio per questo motivo l’esplosione di Cape Canaveral rappresenta una battuta d’arresto significativa, ma non insolita in un settore dove l’innovazione passa spesso attraverso prove ad alto rischio.

All’inizio di questa settimana, nell’ambito delle più ampie missioni di esplorazione lunare Artemis, la NASA ha assegnato a Blue Origin un contratto da 188 milioni di dollari per il trasporto di rover sulla Luna utilizzando il suo modulo di atterraggio senza equipaggio Mark 1.

Le prossime settimane saranno decisive per chiarire cosa sia realmente accaduto sulla rampa di lancio e per capire quanto questo incidente potrà influenzare il calendario dei futuri voli della compagnia di Jeff Bezos. Per giugno era previsto il prossimo impegno di Blue Origin: collocare 48 satelliti nella orbita terrestre bassa per conto di Amazon, tramite Leo New Glenn 1 (LN-01), per espandere le capacità di banda larga del colosso dell’e-commerce.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/blue-origin-fallisce-il-test-e-il-razzo-new-glenn-esplode-in-palla-di-fuoco/573789/