Butti: “L’Italia farà parlare di sé sul Quantum. Gigafactory AI, siamo ambiziosi al massimo livello”

  ICT, Rassegna Stampa
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Dai risultati raggiunti in quattro anni di Governo sul fronte del PNRR, alle ambizioni italiane sul Quantum Computing e sull’AI passando per i nuovi servizi digitali disponibili con l’IT Wallet, a partire dalla patente di guida digitale che presto avrà valore di documento di identità. Questi i temi al centro dell’intervento di Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione, in occasione della 4^ edizione di Digital Innovation Forum – la Cernobbio del Digitale – in corso a Villa Erba, sul lago di Como, dal 14 al 16 ottobre su iniziativa della Fondazione Innovazione Digitale ETS ed organizzata da NOW Italia e da Triumph Group.

In quattro anni quanti milioni del PNRR sono arrivati a terra?

“Alla fine abbiamo messo a terra 13 miliardi di digitalizzazione e quasi 40 miliardi in totale – ha detto Butti, rispondendo al moderatore dell’evento Nicola Porro – Cito l’indice DESI e la Corte dei Conti che ha detto che abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi della digitalizzazione. Indice DESI dice che l’Italia è finalmente sopra la media europea su quasi tutti gli indicatori”.

Quali risultati raggiunti?

Nell’IT Wallet, l’identità digitale, Cloud l’Italia ha raggiunto obiettivi tali da guidare l’innovazione a livello europeo. “Nessun comune, nessun ospedale o nessuna scuola si è mai lamentati dei nostri interventi di digitalizzazione – ha detto Butti – Lavorando con il territorio e con la piattaforma PAdigitale 2026 abbiamo accompagnato 8mila comuni sulla strada della digitalizzazione”.

Lavoro sul territorio

“Abbiamo utilizzato quasi 200 professionisti del nostro Innovation Office sul territorio. Siamo contentissimi.  Il programma scuole connesse e digitalizzazione degli ospedali stanno procedendo a vele spiegate”, ha detto Butti.

Come va con l’AI e il Quantum Computing? La Q-Alliance avanza

Noi abbiamo messo in stretta correlazione Quantum e AI, condividendo le tecnologie con altri ministeri come ad esempio con il ministro Crosetto, che venerdì interverrà mettendo insieme diverse tecnologie come HPC, Quantum, Energia.

“Sull’AI stiamo revisionando la strategia per intervenire poi sulla legge. Sul Quantum, dopo il confronto con Virkkunen a luglio scorso abbiamo elaborato, unico Paese in Europa, una strategia sul Quantum. La Q-Alliance è la base di questo progetto ed è stata lanciata qui a Cernobbio un anno fa con D-Wave e IonQ”, aggiunge, rincordando che dopodomani a Como sarà inaugurato un mega computer quantistico, il Volta B1, il primo quantum annealer industriale d’Italia da 4.400 qubit superconduttivi. “Stiamo parlando di una struttura che non ha drenato un centesimo di denaro pubblico perché siamo stati in grado di attrarre investimenti, ma la tecnologia è aperta”, ha detto Butti.

A questo proposito, Antonio Franceschetti, Presidente della Fondazione Innovazione Digitale ETS, ha detto che la “Q-Alliance nasce per creare un ecosistema del quantum computing, un progetto che guarda alla creazione di competenze e collaborazione con il mondo produttivo”.

Butti: “L’Italia farà parlare di sé sul Quantum Computing. Abbiamo fatto Un censimento dei matematici capaci di lavorarci”

“Sul quantum computing, “siamo partiti in tempo con una strategia, abbiamo messo d’accordo tutti gli stakeholder e l’abbiamo rilasciata. Il mondo dell’accademia ci ha aiutato tantissimo. In Italia abbiamo una grossa fortuna per quanto riguarda il quantum: costa meno rispetto all’intelligenza artificiale e, ovviamente, senza matematica non c’è quantum. Sul Quantum siamo all’avanguarida. Il Quantum costa meno dell’AI e senza matematica non c’è Quantum. Con la Commissione Ue abbiamo realizzato un censimento sui matematici europei in grado di fare il Quantum. Sono una quindicina, più della metà sono italiani e lavorano nel mio dipartimento e lavorano quasi a costo zero. Costa meno e abbiamo l’intelligenza, la creatività per realizzare questo”.

Gigafactory AI, l’Italia parteciperà al massimo livello

Il 40% delle nostre aziende quotate ha partecipazioni statali. “La visione sue queste aziende la fa il Governo e il tema Gigafactory AI la cordata Tim-Leonardo aveva indicato una dimensione medium per la candidatura italiana, ma ne ho parlato con la premier Meloni e dal nostro punto di vista l’Italia non può assolutamente scendere di livello. Abbiamo coinvolto tutte le aziende di Stato e parteciperemo alla gara larga, con tutte le partecipate italiane, al massimo livello”.

Anche per questo la gara Consip da 1,2 miliardi sull’AI nella PA è stata temporaneamente bloccata per evitare che i fondi finiscano all’estero.

Butti, “L’Italia punti sull’AI industriale”. Ora una politica industriale per le TLC

La sfida per l’Italia è portare l’intelligenza artificiale a livello industriale. “A livello industriale? Assolutamente sì”, ha risposto Butti, ricordando come, all’inizio del mandato, il governo si fosse trovato di fronte a un vuoto: “non c’era una politica industriale”, né per le telecomunicazioni né per l’intelligenza artificiale.

Sul primo fronte, il sottosegretario ha annunciato l’intenzione di sfruttare il tema del rilascio delle frequenze per costruire una vera strategia industriale per il settore. Sull’IA, invece, ha rivendicato la scelta di dotare il Paese di una legge nazionale, rispetto alla quale all’inizio non mancavano gli scettici. “Proviamo ad andare a chiedere agli scettici dell’epoca se hanno cambiato idea”, ha osservato, sostenendo che oggi tutti condividano un’impostazione che porta chiarezza.

Un quadro normativo, ha concluso Butti, che serve a far capire “come l’Italia vuole accogliere investimenti”, e che per questo deve garantire regole certe.

Butti, Ue deregolamenti e porti prima la ricerca sul mercato

Per fare innovazione l’Europa deve cominciare a “deregolamentare” impianti normativi “un po’ troppo artrosici”, investire nelle nuove tecnologie e accelerare il trasferimento tecnologico, ha aggiunto il Sottosegretario.

Butti ha ricordato la strategia varata da Bruxelles per le tecnologie computazionali e l’attuazione dell’AI Act, sottolineando però un ritardo sul fronte del passaggio dalla ricerca all’impresa. “Dobbiamo fare in modo che quello che esce dal laboratorio arrivi quanto prima al mercato – ha spiegato – e su questo l’Europa è un po’ lenta”. Un tema su cui, ha aggiunto, c’è un’attenzione crescente anche grazie al governo italiano.

Sul fronte nazionale, il sottosegretario ha rivendicato il raggiungimento di tutti gli obiettivi della digitalizzazione. Un risultato legato anche al Pnrr, ha ammesso, ma non solo: “Non siamo gli unici destinatari del Pnrr e in Europa altre nazioni non hanno centrato gli obiettivi che abbiamo centrato noi”. Per Butti “non basta avere le risorse, occorre avere visione” e idee chiare su come spenderle.

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