Chat control, il Parlamento Ue sospende la proroga allo scanning dei contenuti privati

  ICT, Rassegna Stampa
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Alla fine il diritto alla riservatezza dei dati ha prevalso sulle ragioni di sicurezza che muovevano l’adozione del chat control, il sistema di analisi a tappeto delle conversazioni digitali dei cittadini nel tentativo di pesacare contenuti illeciti e potenzialmente pericolosi.

Europarlamento boccia il chat control

Il Parlamento Europeo ha votato contro le proposte che avrebbero consentito ai social media e alle Tech company di continuare ad analizzare e scannerizzare il contenuto di messaggi privati dei cittadini Ue alla ricerca di contenuti illegali.

La maggioranza degli eurodeputati, nella seduta del 26 marzo scorso, ha votato contro la proroga ad una esenzione temporanea alla legge europea sulla privacy che consentiva ad aziende come Meta, Google e Linkedin di scannerizzare in modo indiscriminato messaggi privati alla ricerca di contenuti pedopornografici o di abusi su bambini. La decisione segna al fine di un persistente tentativo di introdurre una legislazione sul Chat Control in Europa.

Nella sua forma originale, il Chat Control avrebbe richiesto alle Tech company di monitorare il contenuto end-to-end e le comunicazioni criptate, sollevando obiezioni secondo cui ciò minerebbe la sicurezza informatica e metterebbe a rischio le comunicazioni riservate.

Le aziende tecnologiche statunitensi non possono più scansionare i messaggi privati

Nella votazione, 311 eurodeputati hanno votato contro una mozione per estendere una deroga alla direttiva e-Privacy, con 228 voti a favore e 92 astensioni, il che significa che le aziende tecnologiche non potranno più legalmente effettuare scansioni di massa dei messaggi privati.

Le forze dell’ordine potranno continuare a sorvegliare i messaggi privati ​​in presenza di sospetti concreti e previa autorizzazione giudiziaria, e potranno effettuare scansioni di routine di post e file pubblici.

La Commissione europea aveva presentato per la prima volta una proposta per obbligare tutti i fornitori di servizi di posta elettronica e messaggistica a effettuare scansioni di massa di tutti i messaggi e le e-mail inviati sulle loro piattaforme, inclusi i messaggi crittografati end-to-end, nel 2022. Le proposte avevano suscitato critiche da parte di aziende tecnologiche e avvocati.

Nel 2024, le aziende tecnologiche europee avevano avvertito in una lettera aperta che le proposte avrebbero “un impatto negativo sulla privacy e sulla sicurezza dei minori” e avrebbero potuto avere “drammatiche conseguenze impreviste” per la sicurezza informatica.

Alcuni pareri legali interni trapelati hanno rivelato che gli stessi avvocati del Consiglio dell’Unione europea nutrivano seri dubbi sulla legittimità delle misure previste, che a loro dire potrebbero portare a una “sorveglianza permanente di tutte le comunicazioni interpersonali” di fatto.

PhotoDNA è difettoso

Uno studio scientifico pubblicato questo mese ha rilevato che la tecnologia “PhotoDNA”, utilizzata dalle aziende tecnologiche per il controllo delle chat, è “inaffidabile”. È emerso che i criminali possono ingannare il software, facendogli omettere immagini illegali, e che immagini innocue possono essere manipolate in modo da segnalare alla polizia cittadini innocenti.

Secondo un rapporto della Commissione europea, solo il 36% delle segnalazioni di attività sospette provenienti da aziende tecnologiche statunitensi deriva dalla sorveglianza di messaggi privati, mentre i social media e i servizi di cloud storage stanno diventando sempre più rilevanti per le indagini.

Le aziende tecnologiche statunitensi sono autorizzate a effettuare scansioni di massa di messaggi privati ​​in base a un regolamento provvisorio dell’UE, che scade il 3 aprile. Il regolamento consente la “scansione hash” di immagini e video noti, l’analisi automatizzata di immagini e video precedentemente sconosciuti e l’analisi automatizzata del testo nelle chat private.

Attività di lobbying

Patrick Breyer, che si batte contro Chat Control, ha affermato che aziende tecnologiche – come la statunitense Thorn – e gruppi di pressione hanno cercato di “creare panico” in Europa per indurla ad adottare tali misure.

“Inondare le nostre forze dell’ordine di falsi positivi e duplicati derivanti dalla sorveglianza di massa non salva un solo bambino dagli abusi. Il definitivo fallimento di Chat Control è un chiaro segnale di stop a questa mania di sorveglianza”, ha detto. “La scansione di massa indiscriminata dei nostri messaggi privati ​​deve finalmente lasciare il posto a una protezione dei minori realmente efficace e mirata, che rispetti i diritti fondamentali”.

La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo stanno continuando i negoziati per un regolamento permanente, denominato Chat Control 2.0. Il Parlamento europeo preme per misure mirate anziché per la sorveglianza di massa dal 2023.

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