Cambio in corsa sulla mozione energia della maggioranza al Senato. Nel nuovo testo riformulato e distribuito in Aula non compare più il passaggio che impegnava il Governo a promuovere una revisione degli obiettivi più ambiziosi in ambito Nato, “come il 5%” del Pil per la spesa militare. Il punto, presente nella precedente versione della mozione, è stato eliminato anche dalla premessa.
Il riferimento cancellato chiedeva di mantenere un impegno “realistico e credibile” in ambito Nato, confermando il raggiungimento del 2% del Pil per la difesa e includendo nel computo anche gli investimenti per la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche, così da garantire una difesa collettiva efficace senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.
Salta anche la cabina di regia interministeriale
Dal testo riformulato risulta eliminato anche il passaggio relativo alla cabina di regia interministeriale energia-difesa-esteri-infrastrutture. Nella versione precedente, la struttura avrebbe avuto funzioni di coordinamento strategico e monitoraggio dell’attuazione degli obiettivi, con il compito di predisporre un piano integrato nazionale di sicurezza energetica e infrastrutturale.
Quel piano avrebbe dovuto mettere insieme sicurezza energetica, cyber resilienza, protezione fisica delle infrastrutture critiche, scenari di rischio e stress test periodici. Anche questo riferimento, quindi, esce dal testo riformulato, insieme al punto più sensibile sul 5% Nato.
La mozione: energia come sicurezza nazionale
Il testo della maggioranza mantiene comunque una linea centrata sulla sicurezza energetica come componente della sicurezza nazionale. Restano i riferimenti alla diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento, al contenimento del costo dell’energia per famiglie e imprese, alla tutela delle fasce vulnerabili e delle piccole e medie imprese.
Resta anche l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico mediterraneo, in un quadro che guarda non solo al gas, ma anche alle rinnovabili, all’idrogeno, alle materie prime critiche e alle nuove tecnologie energetiche.
De Cristofaro: “Cancellato col bianchetto”
Le parole più dure sono arrivate dal senatore Peppe De Cristofaro, del gruppo Misto-AVS, che in Aula ha attaccato la maggioranza per la cancellazione del punto 8 dalla mozione.
“È accaduta oggi in Parlamento una cosa davvero ai limiti dell’incredibile”, ha detto, ricordando che nella versione delle ore 14 il testo impegnava il Governo a mantenere un impegno “realistico e credibile” in ambito Nato, confermando il 2% del Pil per la difesa ma promuovendo “una revisione degli obiettivi più ambiziosi come il 5%”.
“Alle ore 15 il punto 8 magicamente non c’è più”, ha aggiunto De Cristofaro, parlando di un passaggio “forse troppo clamoroso” e “cancellato col bianchetto”.
Il senatore ha poi collegato la modifica al rapporto tra il Governo italiano e Washington. “In quella frase c’era scritto che tutto quello che il Governo aveva detto nel corso degli ultimi quattro anni era totalmente sbagliato”, ha affermato, accusando la maggioranza di aver liquidato come “antioccidentalismo” le critiche dell’opposizione all’aumento della spesa militare.
Secondo De Cristofaro, il cambio di linea sarebbe stato bloccato dopo la lettura del testo “a Washington o chissà dove”. Da qui l’attacco politico: “Non è più il tempo del gioco delle tre carte. Dovete dire agli italiani con chiarezza cosa pensate e cosa fate. Perché avete cambiato quel punto 8? Perché c’era un impegno a mettere in discussione il 5% e ora, magicamente, un’ora dopo, questa cosa scompare?”.
L’attacco del M5S
Anche Ada Lopreiato, del Movimento 5 Stelle, ha criticato l’impostazione del Governo su energia, extraprofitti e spesa militare. Nel suo intervento ha definito “inaccettabile” che in una fase di crisi “pochi facciano profitti smisurati sulle spalle dei cittadini e delle imprese”.
Lopreiato ha chiesto di tassare realmente gli extraprofitti e di usare l’extragettito fiscale derivante dall’aumento del prezzo dei carburanti e del gas per aiuti mirati e per un taglio consistente delle accise. Ha poi sollecitato una revisione del Patto di stabilità orientata a una crescita “inclusiva e sostenibile”, senza politiche di austerità e preservando la spesa pubblica per istruzione, sanità, transizione ecologica e tutela dell’ambiente.
Sul 5% per la difesa, la senatrice M5S ha parlato di obiettivo “irrealistico e dannoso”, sostenendo che le priorità del Paese siano altre rispetto a un aumento così massiccio della spesa militare.
La riformulazione della mozione lascia quindi un testo meno esposto sul fronte Nato. Da un lato, resta l’impianto generale sulla sicurezza energetica, sulla diversificazione degli approvvigionamenti e sul ruolo dell’Italia come hub mediterraneo. Dall’altro, scompaiono i passaggi più politici: il riferimento alla revisione del target Nato del 5% e la cabina di regia interministeriale che avrebbe collegato energia, difesa, esteri, infrastrutture e cyber resilienza.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui
Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz
https://www.key4biz.it/crisi-energetica-dietrofront-del-centrodestra-cancellato-larticolo-8-su-spesa-per-la-nato/572913/



