
Lavorare di più da casa per chi può, ridurre gli spostamenti in auto e in aereo e accelerare con urgenza sulle energie rinnovabili.
Secondo quanto riporta Politico, l’Unione europea si prepara a una crisi energetica prolungata e invita cittadini e governi a cambiare rapidamente comportamento. L’allarme lanciato dalla Commissione arriva nel pieno delle tensioni legate al conflitto nel Golfo, che sta mettendo sotto pressione i mercati globali dell’energia.
Una crisi senza fine a breve termine
Durante un intervento che richiama i toni delle prime fasi della pandemia da Covid-19, il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha parlato di una “situazione molto seria”, senza una prospettiva chiara di uscita.
“Anche se la pace arrivasse domani, non torneremmo comunque alla normalità nel prossimo futuro”, ha dichiarato, al termine di una riunione straordinaria dei ministri dell’Energia dei 27 Paesi UE.
Ridurre consumi e mobilità
Tra le misure suggerite, Bruxelles punta su una riduzione immediata dei consumi, in particolare di petrolio e carburanti strategici come diesel e jet fuel.
“La riduzione degli spostamenti è fondamentale”, ha sottolineato Jørgensen, confermando la linea già emersa nei giorni precedenti. Che si traduce in meno viaggi, più attenzione all’uso dell’energia.
Il commissario ha invitato gli Stati membri a seguire le raccomandazioni dell’Agenzia internazionale dell’energia, che includono:
- Lavoro da remoto dove possibile
- Riduzione dei limiti di velocità di 10 km/h
- Maggiore utilizzo del trasporto pubblico
- Accesso alternato alle auto private
- Incremento del car sharing
- Guida più efficiente
Accelerazione sulle rinnovabili
Nel medio-lungo periodo, la priorità resta la transizione energetica.
“Questo deve essere il momento in cui cambiamo davvero rotta e diventiamo finalmente indipendenti dal punto di vista energetico”, ha affermato Jørgensen, sollecitando un’accelerazione decisa sugli investimenti nelle rinnovabili.
L’incontro tra i ministri si è concluso senza decisioni operative concrete. Tuttavia, la Commissione europea ha annunciato che presenterà a breve un pacchetto di misure a livello UE.
Secondo fonti diplomatiche, l’obiettivo principale del vertice era coordinare le risposte tra i Paesi membri, più che definire interventi immediati.
Prezzi in forte crescita e timori globali
Le preoccupazioni aumentano anche per l’impatto globale della crisi. Dall’inizio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, oltre un mese fa, i prezzi di petrolio e gas sono saliti fino al 70%.
Alla base dell’impennata c’è il blocco di una quota rilevante delle forniture mondiali: circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto transita nel Golfo Persico, oggi area ad alta tensione.
Durante il confronto tra i ministri si è discusso anche di possibili aiuti di Stato, del rafforzamento del nucleare e del sostegno ai biocarburanti, considerati strumenti utili per aumentare la sicurezza energetica europea.
Le aspettative, però, restavano basse già alla vigilia dell’incontro. Più che decisioni immediate, l’urgenza è costruire una strategia comune per affrontare una crisi che potrebbe superare, per impatto, persino lo shock petrolifero degli anni ’70.
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