Cybersecurity in Italia: mancano integrazione e automazione

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L’Italia è in ritardo sull’integrazione e automazione delle tecnologie di cybersecurity. Lo ha evidenziato Axitea, azienda di soluzioni di sicurezza di Milano, spiegando che nel nostro paese manca ancora una strategia per la gestione unificata delle minacce e un’architettura condivisa.

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Definire un percorso comune tra le aziende di cybersecurity in Italia significa apportare benefici a tutte le realtà del paese. Le piattaforme SOAR – Security Orchestration, Automation and Response permettono di descrivere funzionalità, scenari e attività relative alla sicurezza, oltre che di condividere dati di intelligence sulle minacce.

Andrea Lambiase, Chief Digital Strategy & Innovation Officer di Axitea, ha illustrato come queste piattaforme si rivelano l’elemento chiave per contrastare i cyberattacchi. Le SOAR offrono vantaggi indiscussi, primo fra tutti la capacità di rispondere agli incidenti in maniera rapida ed efficiente. Nel caso di un attacco informatico il tempo di risposta è critico: prima si risponde alla minaccia, minori saranno gli impatti subiti.

Questi sistemi puntano a condividere la conoscenza, così che gli analisti possano giovare di un pool sempre aggiornato. In questo modo è possibile definire processi più coerenti, standardizzati e allineati alle ultime best practice. La parola chiave è collaborazione: la risoluzione ottimale delle anomalie può avvenire solo se c’è cooperazione tra diverse realtà. Questi sistemi permettono anche di esportare le metriche e i flussi di risposta alle minacce, così da poterli condividere con altre organizzazioni.

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Le SOAR mirano inoltre ad automatizzare i task per migliorare quelli di routine e ridurre la probabilità di errore umano. I processi, essendo automatizzati e già validati, permettono al team di sicurezza di concentrarsi sull’analisi degli eventi.

Investire sulla condivisione della conoscenza è più che mai urgente nell’attuale contesto socio-politico. I cyberattacchi stanno continuando ad aumentare, in particolare quelli legati all’information warfare e verso bersagli multipli: l’obiettivo degli attaccanti è diventato ormai quello di alimentare il clima di paura e insicurezza.

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