Deepfake e pedopornografia, la giustizia francese attende Musk per la sua inchiesta su X (ma senza illudersi)

  ICT, Rassegna Stampa
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Elon Musk, convocato a Parigi per un interrogatorio nell’ambito di un’indagine sulle potenziali irregolarità del suo social network X, dovrebbe comparire oggi davanti alle autorità francesi. La magistratura francese intende proseguire le indagini a prescindere dalla presenza o meno del magnate americano.

Non sono state diffuse informazioni sul luogo o sull’orario della convocazione di Musk, che lui stesso ha definito “un attacco politico”. Secondo la procura di Parigi, Musk e l’ex CEO di X, Linda Yaccarino, sono indagati “nella loro veste di gestori de facto e de jure della piattaforma X al momento dei presunti reati”. La procura è in prima linea nella lotta contro l’impunità dei giganti della tecnologia. Ha già avviato indagini sulle attività dell’app di messaggistica Telegram, della piattaforma di live streaming Kick, dell’app video TikTok e del rivenditore online Shein.

Indagine su X simbolica a Parigi

Ma l’indagine su X è la più simbolica e ricalca un’azione analoga avanzata dalla stessa Commissione Ue su 3 milioni di immagini sessualizzate su Grok, lo strumento di AI della piattaforma. L’indagine ha come obiettivo uno dei più grandi social network al mondo, di proprietà di Elon Musk, l’uomo più ricco del pianeta, un tempo vicino a Donald Trump.

Il procedimento non è passato inosservato al multimiliardario. Soprattutto da quando, a metà febbraio, i magistrati francesi hanno perquisito gli uffici parigini di X e lo hanno convocato.

“Sono ritardati mentalmente”, ha detto in francese sul suo social network X a metà marzo.

Deepfake e pedopornografia

L’indagine francese, avviata nel gennaio 2025 e gestita dall’unità nazionale di cybercriminalità della gendarmeria, “riguarda potenziali violazioni della legge francese da parte della piattaforma X, alla quale ovviamente deve conformarsi sul territorio francese”, ha detto la procura di Parigi.

L’indagine si basa in particolare sulla possibile complicità nella distribuzione di materiale pedopornografico e sull’utilizzo di Grok, il modello di intelligenza artificiale di X per creare “deepfake”, ovvero immagini ultra-realistiche e sessualmente esplicite create senza il consenso delle vittime, ha spiegato.

Per X si tratta di indagine politica

In una dichiarazione, il social network ha denunciato le perquisizioni come un “atto giudiziario abusivo” basato su “motivazioni politiche” e ha negato qualsiasi illecito. Ha affermato che “non si lascerà intimidire”.

“La procura di Parigi sta chiaramente cercando di esercitare pressioni sul management di X negli Stati Uniti prendendo di mira la sua filiale francese”, sostiene la società americana. La procura di Parigi ha chiarito sabato: “In conformità con la procedura penale francese, che garantisce a ogni persona indagata la possibilità di parlare dei reati contestati, i dirigenti e il personale della società X sono stati convocati per essere interrogati”, ha ribadito. Ma “la loro presenza o assenza non costituisce un ostacolo al proseguimento delle indagini”, ha aggiunto.

“Lo svolgimento di questa indagine, in questa fase, si inserisce in un approccio costruttivo“, aveva dichiarato in precedenza la procuratrice di Parigi Laure Beccuau, “con l’obiettivo finale di garantire che la piattaforma X rispetti la legge francese”.

“Anche le autorità giudiziarie di altri Paesi hanno avviato indagini contro X”, ha precisato sabato la procura di Parigi, aggiungendo di aver trasmesso alcuni documenti relativi al procedimento al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, alla Procura Generale della California e alla Procura degli Stati Uniti di New York, “nonché a diverse procure europee”.

“Separazione dei poteri”

Venerdì il Wall Street Journal ha riportato la notizia di una lettera inviata dall’Ufficio per gli Affari Internazionali del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ma la procura di Parigi ha dichiarato all’AFP di “non essere a conoscenza di tale lettera”. In questa lettera, il sistema giudiziario federale prende posizione a favore di X, sostenendo in particolare che l’inchiesta di Parigi viola il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti in materia di libertà di espressione, secondo quanto riportato dal giornale. Ciò non ha tuttavia influenzato l’inchiesta francese: “È necessario ribadire che la Costituzione francese garantisce la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura. Le indagini penali sono condotte sotto la sola autorità dei magistrati”, ha dichiarato la procura di Parigi.

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