DNA, la bozza Kobosko piace alle telco sullo spettro. Ma spunta il nodo roaming

  ICT, Rassegna Stampa
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Connect Europe, l’associazione che raccoglie le principali telco Ue, accoglie con favore la bozza del Digital Networks Act (DNA) pubblicata dall’europarlamentare Michał Kobosko, presidente della Commissione ITRE, che presenta una serie di novità rispetto alla bozza presentata a gennaio dalla Commissione Ue.

Una delle novità principali sono le proposte di modifiche del “Rapporto Kobosko” in tema di roaming.   

Le principali novità introdotte riguardano due aspetti fondamentali:

  • Taglio dei massimali per il roaming dati all’ingrosso (wholesale caps): La proposta prevede una drastica riduzione dei tetti massimi che gli operatori mobili si addebitano a vicenda per l’utilizzo delle reti in roaming. Il limite verrebbe abbassato inizialmente a 65 centesimi di euro per gigabyte, con una traiettoria di progressiva riduzione fino a 40 centesimi di euro per gigabyte entro il 2031. Questa misura punta ad agevolare gli operatori più piccoli, consentendo loro di competere in modo più efficiente oltre i confini nazionali senza subire costi insostenibili da parte dei grandi gruppi (come Deutsche Telekom, Vodafone, Orange e Telefónica).
  • Rimozione del “roaming permanente” come barriera autonoma: Viene eliminata la possibilità di vietare o limitare l’accesso al roaming all’ingrosso basandosi esclusivamente sul criterio del “roaming permanente” (permanent roaming). Pur mantenendo intatti i presidi e le salvaguardie contro utilizzi anomali o abusivi, questa modifica punta a permettere alle aziende di TLC di vendere stabilmente servizi e competere per i clienti anche al di fuori del proprio Paese d’origine.

Connect Europe contraria all’abolizione del roaming

“Tuttavia, le modifiche proposte al roaming rischiano di minare gli incentivi a investire nelle reti mobili, con potenziali conseguenze per i consumatori e la concorrenza. È inoltre necessaria maggiore ambizione in materia di regolamentazione dell’accesso e migrazione al rame per sbloccare gli investimenti nelle reti gigabit.

La prova decisiva per il DNA è se l’industria europea delle telecomunicazioni sarà in grado di fornire il 5G, il futuro 6G, la fibra ottica e le infrastrutture edge e cloud basate sull’intelligenza artificiale necessarie a consumatori, imprese e governi. La connettività è un imperativo strategico e il DNA dovrebbe riflettere una visione industriale orientata alla crescita, all’innovazione e agli investimenti”, si legge nella nota dell’associazione.

Nel complesso, Connect Europe vede positivamente

• Licenze per lo spettro che premiano gli investimenti. Il sostegno ai diritti di spettro a tempo indeterminato e a una durata minima di 50 anni per le licenze a tempo determinato offrirebbe agli operatori maggiore certezza per investire nel 5G e nel futuro 6G. Dare priorità alla copertura e agli impegni di implementazione rispetto ai costi iniziali per lo spettro sosterrebbe ulteriormente gli investimenti nelle reti.

• Spazio per l’innovazione e regole più eque. La bozza sembra compiere passi positivi verso regole più chiare sulla gestione del traffico e sui servizi innovativi, estendendo al contempo i requisiti di internet aperto all’intera catena del valore digitale, inclusi i fornitori di contenuti e applicazioni e le reti di distribuzione dei contenuti.

• Un ecosistema internet più equo, a tutela degli innovatori europei. Richiedere ai principali fornitori di traffico di negoziare l’interconnessione è un passo significativo verso relazioni commerciali più equilibrate e incentivi più forti per gli investimenti e l’innovazione nelle reti in Europa.

Principali preoccupazioni: roaming e switch off del rame (che resta)

• Le modifiche al roaming rischiano di indebolire gli investimenti. L’eliminazione delle garanzie esplicite contro il roaming permanente e l’ulteriore riduzione dei limiti di roaming all’ingrosso potrebbero minare gli incentivi a investire nella futura copertura, capacità e resilienza della rete. Potrebbero inoltre favorire l’arbitraggio normativo e creare rischi di frode, sicurezza e applicazione delle norme, potenzialmente a vantaggio di operatori extraeuropei privi di investimenti comparabili nelle reti UE. L’Europa deve tutelare la sostenibilità del servizio “Roam Like at Home” per i cittadini europei.

• Le norme di accesso necessitano di maggiore ambizione. La bozza mantiene in gran parte il tradizionale quadro basato sulla posizione dominante sul mercato, una gerarchia prescrittiva di rimedi e un prodotto di accesso armonizzato, anziché offrire un regime lungimirante e più simmetrico che supporti gli investimenti in fibra ottica, preservando al contempo salvaguardie mirate per i reali colli di bottiglia locali.

• La migrazione del rame rimane troppo prescrittiva. L’eliminazione della scadenza uniforme a livello UE per lo spegnimento e la semplificazione della procedura sono aspetti positivi, ma rimane un regime di spegnimento obbligatorio del rame. La migrazione della fibra dovrebbe tutelare la libertà di scelta dei consumatori e la concorrenza infrastrutturale, ed essere guidata dalla domanda, dalle decisioni commerciali e dalle condizioni del mercato locale, non da obblighi normativi.

• Riserve di spettro paneuropee. La possibilità di assegnazioni a livello UE per porzioni del nuovo spettro armonizzato rischia di ridurre lo spettro disponibile per le assegnazioni nazionali e solleva preoccupazioni in merito all’efficienza dello spettro, alla concorrenza e agli incentivi agli investimenti.

• La semplificazione deve significare meno burocrazia. Ulteriori obblighi per gli utenti finali e il mantenimento del margine di manovra per le misure nazionali di servizio universale rischiano di aumentare la complessità e la frammentazione. L’Europa ha bisogno di un alleggerimento normativo significativo e di una maggiore armonizzazione, non di nuove divergenze nazionali.

Connect Europe auspica una collaborazione costruttiva con il relatore Kobosko, il Parlamento europeo e il Consiglio, al fine di rafforzare le misure positive a favore degli investimenti e dell’innovazione, intervenendo al contempo su disposizioni che potrebbero ostacolare lo sviluppo delle reti. La presente dichiarazione riflette la valutazione iniziale di Connect Europe in merito alla bozza di relazione. Seguirà un’analisi più dettagliata.

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