Energia, imprese e competitività. Renzi spacca il Campo largo. Cosa succede in Parlamento

  ICT, Rassegna Stampa
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Meloni rilancia sull’energia: “L’Ue dia risposte strutturali”

Davanti agli imprenditori riuniti da Assolombarda, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di una risposta europea di lungo periodo contro il caro energia, sottolineando il rischio che, senza interventi strutturali, i Paesi membri restino esposti a una gestione permanente dell’emergenza. La premier ha rivendicato l’azione del Governo a sostegno di un’economia che, pur attraversando una fase di crescita debole, avrebbe comunque dimostrato capacità di tenuta di fronte agli shock degli ultimi anni. Nel suo intervento, Meloni ha guardato soprattutto a Bruxelles, annunciando l’intenzione di riportare personalmente il tema della flessibilità al prossimo Consiglio europeo. La richiesta italiana, secondo la presidente del Consiglio, punta a introdurre margini di manovra per affrontare le conseguenze della crisi energetica e sostenere la competitività delle imprese europee. Sul tavolo europeo è arrivata anche una lettera firmata insieme ai capi di governo di Germania e Belgio, Friedrich Merz e Bart De Wever, indirizzata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Nel documento viene evidenziato il legame tra semplificazione normativa, costi energetici e capacità industriale, con la richiesta di accelerare gli investimenti nei settori strategici, a partire da energia e digitalizzazione, ridurre gli oneri burocratici e alleggerire gli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità per le imprese, soprattutto per le piccole e medie aziende.

La posizione italiana si inserisce in un confronto più ampio con la Commissione europea sui margini di flessibilità concessi agli Stati membri. Il commissario europeo alla Giustizia Michael McGrath, durante una visita a Roma, ha ricordato che Bruxelles sta lavorando con i governi nazionali per garantire strumenti adeguati ad affrontare l’aumento del costo della vita e la crisi energetica, mantenendo però il rispetto degli obiettivi di sostenibilità fiscale.

Tra i dossier più delicati resta quello del sistema Ets, il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione. Meloni ha ribadito le critiche italiane, sostenendo che l’attuale impostazione rischierebbe di aumentare i costi per le imprese e creare squilibri tra gli Stati membri. La viceministra all’Ambiente Vannia Gava, intervenendo al Consiglio Ue Ambiente, ha chiesto una valutazione sulla possibile sospensione dell’avvio dell’Ets 2, previsto dal 2028 per trasporti su strada ed edifici. Una richiesta alla quale il commissario europeo al Clima Wopke Hoekstra ha risposto chiarendo che, al momento, la Commissione non prevede modifiche al calendario previsto. Sul fronte della semplificazione normativa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha intanto proposto ai 27 Stati membri un patto contro il cosiddetto gold-plating, ovvero la tendenza degli ordinamenti nazionali ad aggiungere ulteriori vincoli rispetto alle direttive europee.

Sul piano interno, la presidente del Consiglio è impegnata nella definizione della prossima manovra economica e nelle interlocuzioni con gli alleati di maggioranza. Tra le misure allo studio figura anche un intervento fiscale per favorire gli investimenti in software utilizzati attraverso contratti cloud. Il vicepremier Matteo Salvini ha invece indicato il contributo delle banche come una possibile leva per finanziare interventi sulla previdenza e l’ampliamento della flat tax, mentre Antonio Tajani e Forza Italia hanno avanzato una serie di proposte, tra cui l’introduzione di una no tax area per i giovani, l’estensione dell’esenzione dal bollo per le prime auto, il sostegno alle spese mediche già nell’anno di sostenimento e una riduzione dell’Irpef al 33 per cento fino alla soglia dei 60 mila euro.

Campo progressista, resta il nodo Renzi

Il campo progressista prova a rafforzare il percorso verso un’intesa comune, ma il rapporto con Matteo Renzi continua a rappresentare il principale elemento di tensione tra le forze dell’alleanza. Dopo la partecipazione alla festa de il Manifesto, il confronto tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein ha confermato la volontà di mantenere aperto il dialogo, lasciando però emergere posizioni differenti sulla composizione della coalizione. Il leader del Movimento 5 Stelle ha ribadito la disponibilità della comunità pentastellata a sostenere il progetto progressista anche nel caso in cui il candidato alla guida della coalizione non fosse espressione del M5S. Secondo Conte, tuttavia, resta una questione di “coerenza” e “affidabilità” legata alla presenza di Renzi nell’alleanza. Il punto, ha chiarito, non sarebbe un veto personale, ma la necessità di offrire garanzie sul ruolo del leader di Italia Viva e sull’impatto che la sua presenza potrebbe avere sul consenso elettorale del Movimento. A stretto giro è arrivata la risposta di Schlein, che ha indicato come unica garanzia da offrire agli elettori del centrosinistra quella di evitare gli errori commessi nel 2022. La segretaria del Partito Democratico ha sottolineato che la priorità non è la definizione dei confini tra sigle, ma la costruzione di una visione politica comune, fondata su unità e coerenza del progetto. Nonostante le divergenze sulla composizione dell’alleanza, sui principali dossier politici sembra emergere una maggiore convergenza. Entrambi i leader hanno espresso fiducia sulla possibilità di trovare un’intesa sulla posizione riguardo all’Ucraina e di avviare rapidamente il lavoro sul programma, tema sul quale insiste anche Alleanza Verdi e Sinistra con l’iniziativa di partecipazione online “Decidiamo insieme”.

Sul fronte della leadership, Conte ha comunque offerto una rassicurazione a Schlein, spiegando che il M5S sarebbe pronto a sostenere il campo progressista anche qualora la guida della coalizione fosse affidata a un’altra figura. A sostegno di questa posizione ha richiamato il comportamento del Movimento nelle amministrazioni locali, dove, secondo il leader pentastellato, gli accordi con esponenti del centrosinistra vengono sostenuti con lealtà. Anche il tema delle primarie resta al centro del confronto. Schlein ha ribadito che si tratta di uno strumento e non di un fine, ricordando il proprio percorso attraverso le primarie e la successiva collaborazione con Stefano Bonaccini. Sul punto è intervenuto anche Nicola Fratoianni, che ha avvertito come l’eventuale vittoria alle primarie non possa tradursi nella possibilità per il vincitore di imporre unilateralmente programma e linea politica. Il lavoro della coalizione proseguirà ora sulla definizione delle proposte comuni, anche in vista della prossima manovra economica, mentre resta aperto il confronto sulla legge elettorale e sulle iniziative per coinvolgere maggiormente gli elettori. A guardare con scetticismo al dibattito interno al centrosinistra è stato Carlo Calenda, che ha definito il confronto tra le diverse componenti un vero e proprio “circo”, criticando le tensioni tra Conte, Schlein, Renzi e gli altri esponenti dell’area progressista.

Salvini lascia la segreteria della Lega in vista del congresso

Matteo Salvini ha rassegnato le dimissioni da segretario della Lega, un passaggio formale ma necessario in vista del congresso straordinario convocato il 24 e 25 ottobre a Milano, appuntamento che dovrebbe sancire la sua ricandidatura alla guida del partito. La decisione è arrivata dopo il consiglio federale di via Bellerio, durante il quale il vicepremier ha annunciato anche l’avvio di una nuova segreteria politica e una revisione del simbolo del Carroccio. Fino al congresso, presieduto da Lorenzo Fontana, la gestione del partito sarà affidata al tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario e considerato vicino alla linea di Salvini. Contestualmente sono decaduti gli incarichi degli altri tre vicesegretari, Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani, che hanno rassegnato le dimissioni. La convocazione del congresso straordinario era stata annunciata dallo stesso Salvini durante la manifestazione di Pontida, con l’obiettivo di chiudere la fase di tensioni interne che aveva attraversato il partito nei mesi estivi. La nuova segreteria politica dovrebbe rispondere alla richiesta di maggiore collegialità nella gestione delle decisioni, mentre la modifica del simbolo potrebbe prevedere la rimozione del riferimento a “Salvini premier”, anche alla luce della nuova legge elettorale che prevede l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio. Entrambe le questioni saranno comunque affrontate durante il congresso, dove il leader leghista non dovrebbe avere concorrenti alla segreteria. Sul tavolo potrebbe arrivare anche un documento dedicato al Nord, ma secondo le indiscrezioni non rappresenterebbe la prosecuzione delle posizioni espresse nei mesi scorsi dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Salvini ha respinto la definizione di una contrapposizione interna tra una componente “nordista” e una più nazionale, rivendicando il proprio legame storico con il territorio e con la Lega Lombarda. Il segretario uscente ha inoltre invitato tutti i delegati a partecipare al congresso, auspicando un confronto attraverso documenti, idee e proposte. I delegati saranno gli stessi che avevano già confermato la leadership di Salvini nell’ultimo congresso federale di Firenze. In caso di candidatura unica, il voto avverrà in forma palese attraverso l’alzata di mano, modalità prevista anche per eventuali mozioni e atti di indirizzo. Il congresso sarà inoltre l’occasione per definire le priorità politiche della Lega in vista della prossima legge di bilancio e dell’avvio della campagna elettorale per le future elezioni politiche. Tra i temi rilanciati dal consiglio federale figurano l’abolizione del canone Rai, l’estensione delle Zone economiche speciali, il contributo delle banche alla manovra, l’ampliamento della flat tax per le partite Iva fino a 100 mila euro e la revisione dell’età pensionabile, con l’obiettivo di portarla da 67 a 64 anni. Resta aperto anche il dossier sulle prossime elezioni comunali di Milano. La Lega continua a sostenere il ricorso alle primarie del centrodestra per individuare il candidato sindaco, con Salvini che conferma il sostegno a Silvia Sardone. Il vicepremier ha criticato l’ipotesi di una corsa separata avanzata da alcuni esponenti di Forza Italia, richiamando la tradizionale unità della coalizione. Nel caso in cui non si raggiunga un’intesa, ha ribadito, la scelta del candidato dovrebbe essere affidata direttamente agli elettori attraverso i gazebo.

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi questa mattina alle ore 9.00 e si confronterà sul documento programmatico di finanza pubblica 2026 (DPFP) e della relativa relazione, sulle mozioni sul superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell’Unione europea e sulla pdl per il contrasto all’antisemitismo. Dibatterà sul ddl sul riconoscimento delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari, sul ddl sull’accordo per il trasferimento delle persone condannate tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam e sul ddl sulla protezione civile.

Esaminerà le mozioni sulla tutela dell’operato della Corte penale internazionale, la pdl sulla tutela e sulla valorizzazione delle attività commerciali dei centri storici e il ddl sulla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà l’esame della pdl sulla revoca della cittadinanza. La Giustizia esaminerà la pdl sulle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e svolgerà audizioni sul DL sulla giustizia e gli impianti di interesse strategico nazionale. Discuterà sulla pdl sequestro di dispositivi, sistemi informatici o telematici o memorie digitali.

La Affari Esteri incontrerà una delegazione del Parlamento della Repubblica del Cile e svolgerà audizioni sulla relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei. La Cultura con la Affari Sociali esaminerà il ddl sulla promozione della salute e dei corretti stili di vita in memoria di Umberto Veronesi. Proseguirà l’indagine conoscitiva sulle sfide educative e culturali e sull’impatto delle nuove tecnologie nella scuola.

La Ambiente inizierà l’esame in seconda lettura del DL sugli impianti di interesse strategico nazionale. La Trasporti con la Ambiente svolgerà audizioni sul DL sui veicoli EURO 5.

La Attività Produttive ascolterà i rappresentanti dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), sui costi dell’energia elettrica a carico di imprese e cittadini. La Affari Sociali svolgerà audizioni sulla pdl sul fisioterapista di comunità e sulle pdl sul riconoscimento della disprassia come disabilità ai fini dell’inclusione scolastica e universitaria.

La Agricoltura proseguirà l’esame della pdl sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio e delle pdl sulla tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione.  La Politiche dell’Ue svolgerà audizioni sulla proposta di regolamento Ue sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi questa mattina alle ore 9.00 per l’esame del documento programmatico di finanza pubblica 2026 e della relativa relazione. Si confronterà sul DL sui prezzi petroliferi e le infrastrutture e attività energetiche strategiche e sul ddl sull’ordinamento della polizia locale.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul ddl sui LEP, sul ddl sull’Inno Nazionale in Costituzione e sul ddl sulla giornata delle aree interne.

La Giustizia si confronterà sul ddl per la riforma dell’ordinamento professionale del commercialista, sul ddl per il rilascio degli immobili e sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative. Dibatterà sul ddl sull’allontanamento del minore, sul ddl sulla legittima difesa e sui ddl sulla disciplina del condominio negli edifici. La Affari Esteri e Difesa incontrerà una delegazione afghana di Save the Children. Svolgerà audizioni sul ddl sulla difesa nazionale e lo esaminerà.

La Politiche dell’Ue esaminerà il ddl delegazione europea 2026, la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026 e la relazione consuntiva per il 2025. Dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea.

La Finanze si confronterà sul ddl sulla tutela dei consumatori. La Cultura si confronterà sul ddl sul cinema e svolgerà audizioni sul DL sulla scuola.

La Ambiente proseguirà l’esame del DL sulle attività energetiche strategiche e del ddl sul parco nazionale dell’Etna. Si confronterà sui ddl sulle isole minori e sul ddl sulla cattura della CO2. Riprenderà l’esame dei ddl sui data center dibatterà sullo schema di Dlgs sulla qualità dell’aria.

La Industria proseguirà l’esame del ddl sullo sviluppo del settore agricolo e dell’affare assegnato sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia. Esaminerà il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura. Dibatterà sul ddl sulle grotte d’Italia, sul ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, sui ddl sull’attività di acconciatore ed estetista, sui ddl sui prodotti agroalimentari di qualità e sui ddl sul registro nazionale dei pizzaioli. La Affari Sociali proseguirà l’esame dei ddl sul potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico.

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