Ennesima falla nel sistema SGX di Intel apre ad attacchi malware

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La vulnerabilità interessa tutti i processori successivi al 2015 e apre alla possibilità di attacchi in remoto attraverso l’invio di uno script.

Si chiama Software Guard Extensions (SGX) e, in teoria, dovrebbe essere un sistema in grado di creare un’area di memoria “blindata” nel processore per impedire che i dati sensibili possano essere letti da processi e applicazioni non autorizzati.

La tecnologia messa a punto da Intel, però, sta dando parecchi grattacapi e negli ultimi anni ne abbiamo viste un po’ di tutti i colori: dall’uso di SGX per offuscare l’attività dei malware ad attacchi side-channel che sfruttano proprio le caratteristiche di SGX.

Ora emerge una nuova vulnerabilità (CVE-2018-18098) che Intel ha corretto ma riguardo la quale ha rilasciato ben pochi dettagli. Stando a quanto riporta The Register, che ha intervistato il ricercatore tunisino SaifAllah benMassaoud autore della scoperta, per eseguire l’attacco sarebbe sufficiente inviare alla vittima un’email con al suo interno uno script in formato.BAT.

La falla consentirebbe di avviare il download e l’esecuzione di codice sulla macchina, aprendo alla possibilità di installare un malware.

Insomma: qualcosa di molto diverso rispetto a ciò che si legge sulla pagina Web in cui la stesa Intel parla di una vulnerabilità che consentirebbe  una “escalation dei privilegi e leak di informazioni”.

Nella stessa pagina sono disponibili i link per le patch disponibili, che sembrano però dirette più agli sviluppatori dei sistemi operativi che agli utilizzatori finali.

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