Europa e Big Tech, la difficile fuga dagli Usa tra dipendenza digitale e rischio “kill switch”

  ICT, Rassegna Stampa
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L’Europa vuole emanciparsi dalle big tech Usa, ma resta profondamente legata all’ecosistema tecnologico americano.

Una lunga analisi di Politico evidenzia come governi europei – dalla Francia alla Germania, fino ai Paesi Bassi e alla Finlandia – stanno progressivamente mettendo in discussione l’affidamento di servizi critici e dati sensibili a pochi grandi player statunitensi. Il timore è che questa dipendenza possa trasformarsi in uno strumento di pressione geopolitica.

I numeri sono significativi: secondo dati citati da Politico, Amazon, Microsoft e Google controllano circa il 70% del mercato cloud europeo, mentre l’80% della spesa aziendale per software è destinata a fornitori americani. Una presenza capillare che si estende a tutta l’infrastruttura digitale: dai sistemi operativi agli strumenti di produttività, fino ai servizi di comunicazione e pagamento.

Il rischio del “kill switch”

Il tema è diventato ancora più sensibile con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Come sottolinea Politico, cresce la preoccupazione che gli Stati Uniti possano sfruttare questa dipendenza attraverso strumenti legali o sanzionatori, fino a ipotizzare un “kill switch” digitale.

Secondo un sondaggio citato dal quotidiano statunitense, l’86% degli europei considera plausibile una restrizione improvvisa dell’accesso ai servizi digitali statunitensi, mentre il 59% la vede come un rischio concreto già oggi.

La risposta europea: la Francia avanti con l’indipendenza digitale

Bruxelles sta lavorando a nuove iniziative per rafforzare la sovranità digitale, ma – come evidenzia Politico – le azioni più concrete arrivano a livello nazionale e locale. La Francia ha limitato l’uso di strumenti come Zoom e Microsoft Teams e sistema operativi come Windows a favore di Linux, mentre diversi Paesi stanno collaborando allo sviluppo di infrastrutture digitali europee.

Anche Amsterdam ha avviato un piano pluriennale per ridurre la dipendenza da software americano, con l’obiettivo di trasferire dati sensibili e sistemi critici su infrastrutture europee entro il 2035. Un percorso graduale, pensato per evitare gli errori di implementazioni troppo rapide.

Il laboratorio tedesco

Il caso più avanzato, racconta Politico, è quello dello Schleswig-Holstein, nel nord della Germania, che ha avviato un processo di uscita dalle tecnologie statunitensi nella pubblica amministrazione. Il progetto include il passaggio a LibreOffice, la migrazione di 40mila account email e la futura sostituzione di Windows con Linux.

I risultati sono misti. Da un lato, risparmi sulle licenze e maggiore autonomia; dall’altro, problemi operativi significativi. Come riportato da Politico, difficoltà tecniche, aumento dei tempi di lavoro e carenze funzionali hanno rallentato la transizione, evidenziando la complessità del cambiamento.

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