Il secondo trimestre 2026 di Fastweb + Vodafone: il piano punta alla stabilizzazione dei ricavi e alla crescita nei nuovi business
La prima metà del 2026 rappresenta uno dei passaggi chiave nel percorso di integrazione tra Fastweb+Vodafone. A circa un anno dalla nascita del nuovo operatore, i risultati del secondo trimestre mostrano come il progetto industriale stia entrando nella fase in cui le sinergie iniziano a riflettersi sui principali indicatori economici, come già evidenziato dai numeri del primo trimestre dell’anno in corso, mentre il gruppo prosegue la strategia orientata alla creazione di valore in un mercato delle telecomunicazioni ancora caratterizzato da una forte pressione competitiva.
L’obiettivo dichiarato non è la crescita dei volumi, ma la stabilizzazione dei ricavi del business tradizionale della connettività, accompagnata dallo sviluppo delle attività considerate “beyond the core”, come energia, cloud, cybersecurity e servizi ICT. Secondo il gruppo, i primi effetti di questa strategia sono visibili nel rallentamento della contrazione dei ricavi da connettività e della base clienti registrato nel corso del semestre.
I ricavi consolidati al 30 giugno si attestano a 3,474 miliardi di euro, in flessione del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le connessioni mobili raggiungono 19,803 milioni (-2%), mentre quelle di rete fissa si attestano a 5,5 milioni, anch’esse in diminuzione del 2%.
Il valore dell’integrazione e la forza delle sinergie: confermato l’obiettivo di oltre 300 milioni di euro
Se il fatturato continua a risentire delle dinamiche del mercato, la redditività evidenzia invece gli effetti dell’integrazione. L’EBITDA after lease expense (EBITDAaL) cresce del 12,9%, raggiungendo 913 milioni di euro, mentre l’adjusted EBITDAaL sale a 926 milioni di euro (+11,8%). Contestualmente gli investimenti (Capex) scendono a 651 milioni di euro (-7,3%), con Capex adjusted pari a 598 milioni (-10,6%). L’Operating Free Cash Flow raggiunge 261 milioni di euro, mentre quello adjusted si attesta a 329 milioni di euro. Secondo l’azienda, il miglioramento della marginalità è attribuibile soprattutto al contributo delle sinergie generate dall’integrazione.
Proprio le sinergie rappresentano oggi uno degli indicatori più significativi dell’avanzamento del piano industriale. Al 30 giugno il valore cumulato raggiunge 166 milioni di euro, un risultato che, secondo la società, conferma il percorso verso l’obiettivo di oltre 300 milioni di euro entro la fine del 2026.
Il principale contributo proviene dalla migrazione delle SIM mobili Fastweb sulla rete Vodafone, completata già nel primo trimestre dell’anno, mentre prosegue anche l’internalizzazione dei servizi precedentemente forniti da Vodafone. Sul piano organizzativo sono stati inoltre raggiunti i principali traguardi previsti dall’integrazione, con la definizione di un accordo sulle politiche HR e sui benefit aziendali.
Crescono 5G e FTTH. Le strategie B2C, B2B e Wholesale
L’evoluzione dell’infrastruttura rappresenta un altro pilastro della strategia. La copertura della rete mobile 5G raggiunge il 90% della popolazione italiana, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente, mentre la copertura della rete FTTH cresce di 8 punti percentuali, arrivando al 61% di famiglie e imprese. Si tratta di investimenti che accompagnano il processo di razionalizzazione delle reti e costituiscono uno degli asset strategici del nuovo operatore.
Nel mercato consumer, dove la pressione competitiva rimane elevata, la strategia punta più sulla qualità della base clienti che sull’espansione dei volumi. Le connessioni mobili B2C scendono a 15,339 milioni (-3%) e quelle di rete fissa a 4,399 milioni (-2%), mentre i ricavi del segmento residenziale si attestano a 1,571 miliardi di euro, in calo del 3,5%. Allo stesso tempo si registra un miglioramento degli indicatori di valore: l’ARPU cresce dell’1%, mentre il churn diminuisce di 2,2 punti percentuali nella telefonia mobile e di 1,6 punti nella banda larga rispetto al secondo trimestre del 2025. Parallelamente prosegue la crescita delle attività non legate alla connettività, con 141 mila clienti residenziali per Fastweb Energia, che diventano 169 mila includendo il segmento business.
Nel comparto B2B i ricavi raggiungono 1,490 miliardi di euro, in diminuzione del 5,2% su base annua, un dato che il gruppo attribuisce principalmente a componenti non ricorrenti. Al netto di tali effetti, la società evidenzia un miglioramento della dinamica commerciale, sostenuto dall’acquisizione di nuovi contratti e dall’espansione dell’order book corporate. Prosegue inoltre la strategia volta a rafforzare un ecosistema nazionale di infrastrutture cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale: a fine semestre risultano attive oltre 40 mila licenze Fastweb AI Work, mentre il portafoglio si amplia con FASTCloud Open Source e con l’accordo multi-cloud siglato con AWS.
Positivo anche l’andamento del Wholesale. Le connessioni ultrabroadband fornite agli operatori terzi salgono a 1,243 milioni, in crescita del 22,1%, mentre le connessioni mobili wholesale diminuiscono a 5,856 milioni (-20,2%), principalmente per effetto della migrazione delle SIM Poste Mobile verso un’altra rete. Il segmento registra comunque ricavi pari a 402 milioni di euro, in aumento del 4,7% rispetto al primo semestre 2025.
Accelera lo sviluppo delle infrastrutture di rete e delle nuove piattaforme digitali
Nel complesso, il semestre evidenzia un gruppo fortemente impegnato nella fase di integrazione industriale, con ricavi ancora in contrazione ma con un miglioramento della redditività operativa e della generazione di cassa. I risultati confermano che il focus strategico resta quello indicato dal management: utilizzare le sinergie derivanti dall’integrazione per rafforzare la sostenibilità economica del business tradizionale, accelerando al tempo stesso lo sviluppo delle infrastrutture di rete e delle nuove piattaforme digitali destinate ai mercati consumer, imprese e Pubblica amministrazione.
Questa versione mette l’accento sul filo conduttore del piano industriale: integrazione, sinergie, miglioramento della redditività, sviluppo delle infrastrutture e trasformazione del modello di business. È una costruzione narrativa più vicina agli articoli di analisi economica pubblicati dal Sole 24 Ore rispetto a una semplice esposizione dei risultati trimestrali.
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