Google, dopo 25 anni cambia la barra di ricerca: avrà l’AI incorporata

  ICT, Rassegna Stampa
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Google prepara il cambio più radicale della sua storia. Dopo oltre 25 anni la famosa barra di ricerca diventerà una piattaforma operativa basata sull’intelligenza artificiale, capace di rispondere, generare contenuti, creare documenti, costruire interfacce, pianificare attività e agire per conto dell’utente.

È il cuore della nuova strategia presentata dal CEO di Google Sundar Pichai all’I/O del 19 maggio: Gemini verrà integrato sempre più direttamente dentro Search, trasformando il motore di ricerca in un ambiente “agentico”.

La fine della ricerca come l’abbiamo conosciuta

Per 25 anni Google Search ha funzionato attorno a un principio semplice: indicizzare il web, ordinare le pagine e distribuire traffico verso siti, editori, aziende, blog, forum e piattaforme. L’utente cercava, sceglieva un link, entrava in un sito e completava da solo il percorso.

Con l’AI Search il modello cambia. Google non vuole più limitarsi a organizzare il web, ma diventare l’interfaccia che sintetizza le informazioni e completa le attività. AI Overviews, AI Mode, information agents, dashboard generate al volo e interfacce dinamiche sono tasselli dello stesso disegno: spostare il valore dalla navigazione tra siti alla risposta e all’azione dentro l’ecosistema Google.

Secondo l’azienda, AI Overviews conta già oltre 2,5 miliardi di utenti attivi mensili, mentre AI Mode avrebbe superato il miliardo di utenti mensili in appena un anno.

Search diventa operativa

La novità più importante non è solo la risposta generata dall’AI. Google introduce gli “information agents” dentro Search: agenti personalizzati che potranno lavorare 24 ore su 24 in background, cercando ciò che serve all’utente al momento giusto e aiutandolo a compiere azioni. Arriveranno questa estate, inizialmente per gli abbonati Google AI Pro e Ultra.

Search potrà anche generare interfacce personalizzate per rispondere a domande complesse: layout dinamici, visualizzazioni interattive, strumenti costruiti sul momento. Per attività più lunghe, il motore potrà creare dashboard persistenti, tracker e mini app che l’utente potrà riaprire e aggiornare nel tempo.

Gemini 3.5 Flash la nuova rivoluzione

A rendere possibile questa trasformazione è Gemini 3.5 Flash, il nuovo modello che Google presenta come rapido, economico e adatto all’era agentica. Il modello viene integrato nei prodotti e nelle API, con particolare attenzione al coding, ai workflow reali e alle attività lunghe.

Google sostiene che Gemini 3.5 Flash sia molto più veloce di altri modelli frontier, con un costo inferiore rispetto a soluzioni comparabili. La velocità è decisiva per Search: l’utente non aspetta minuti per una risposta, soprattutto se la ricerca deve diventare il punto d’ingresso quotidiano a documenti, viaggi, email, agenda, codice, acquisti e contenuti.

Il web rischia di perdere traffico

Se Google risponde direttamente, genera sintesi, mostra risultati completi e crea strumenti dentro Search, cosa resta ai siti che producono i contenuti?

Il modello economico del web si è basato per anni su un patto implicito: gli editori e i siti producono contenuti, Google li indicizza e invia traffico. Con AI Overviews e AI Mode questo patto entra in crisi, perché l’utente può ottenere una risposta senza cliccare sulla fonte originale.

In Italia il caso è già arrivato sul tavolo di Agcom. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha inviato alla Commissione europea una segnalazione sui servizi AI di Google dopo un’iniziativa della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali, che ha denunciato gli effetti potenzialmente pregiudizievoli di AI Overviews per utenti, consumatori e imprese italiane. Con la nuova ricerca di Google basata sull’intelligenza artificiale i siti di informazione non avranno più traffico web.

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