Il Lazio prepara il rilancio del proprio distretto aerospaziale, ampliandone il perimetro anche alla sicurezza e alla Difesa. La Regione sta lavorando alla trasformazione dell’attuale Distretto tecnologico aerospaziale in un nuovo Distretto industriale e tecnologico dell’aerospazio e della sicurezza, con il coinvolgimento delle principali realtà produttive e scientifiche del territorio.
Secondo quanto riferito ad Adnkronos dalla vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, entro novembre saranno pubblicati i primi due bandi, per una dotazione potenziale complessiva di circa 115 milioni di euro.
Il bando Step-Fri da 30 milioni
Il primo intervento sarà Step-Fri, con una dotazione iniziale di 30 milioni di euro destinata allo sviluppo e alla fabbricazione di tecnologie innovative. Una possibile partnership con Cassa Depositi e Prestiti potrebbe portare le risorse disponibili fino a 60 milioni di euro, raddoppiando la capacità finanziaria dello strumento.
Il secondo bando, denominato “Filiere tecnologiche”, metterà invece a disposizione 55 milioni di euro in contributi a fondo perduto. L’obiettivo è sostenere progetti congiunti tra grandi imprese, Pmi, startup, università e centri di ricerca.
Una filiera da 360 imprese
Il comparto aerospaziale del Lazio conta già 360 imprese, oltre 23mila addetti e un fatturato complessivo di circa 5 miliardi di euro. Nel territorio operano gruppi come Leonardo, MBDA Italia, Elt Group, Thales Alenia Space Italia, Telespazio e Avio, insieme a una rete di piccole e medie imprese, università e strutture di ricerca.
“Differentemente da altre regioni, abbiamo tutta la filiera, tutta la catena del valore”, ha dichiarato Angelilli, indicando per il Lazio la possibilità di affermarsi come hub europeo dell’aerospazio, della sicurezza e della Difesa.
Il rilancio del distretto arriva in una fase caratterizzata da una crescita delle risorse europee destinate ai settori strategici e dalla necessità di rafforzare la capacità produttiva e tecnologica delle filiere nazionali.
La Regione come regista
La definizione del nuovo distretto è il risultato di oltre un anno di confronto con imprese, sindacati, università, centri di ricerca e associazioni industriali, tra cui l’Aiad, la Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza. La Regione Lazio ha assunto il ruolo di coordinamento del processo, recependo la richiesta delle imprese di rilanciare il distretto e accompagnandola con nuovi strumenti finanziari.
La governance sarà condivisa e vedrà al centro la Regione, affiancata da Lazio Innova e dall’Agenzia spaziale italiana. L’obiettivo è costruire una strategia comune per investimenti, innovazione, formazione e sviluppo della supply chain.
La riconversione delle imprese
Il progetto prevede anche una ricognizione delle aziende presenti sul territorio, comprese quelle attive in settori industriali in difficoltà. Particolare attenzione sarà riservata all’indotto dell’automotive, dove alcune imprese potrebbero riconvertire competenze, tecnologie e capacità produttive verso l’aerospazio, la sicurezza e la Difesa. L’impostazione è in linea con la necessità, più volte evidenziata dai vertici delle grandi aziende del settore, di rafforzare la produzione attraverso una supply chain più integrata e una maggiore collaborazione tra grandi gruppi e Pmi.
Secondo la Regione, i primi bandi rappresenteranno anche una prova generale in vista della prossima programmazione europea, preparando il sistema industriale laziale a presentare progetti congiunti e a competere per risorse comunitarie più consistenti.
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