Italia 1 Giga e Italia 5G, Piergiovanni (ANIE SIT): “Tutti gli errori commessi con i fondi del PNRR” (Report)  

  ICT, Rassegna Stampa
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“Senza un’adeguata pianificazione pubblico privata preventiva rispetto all’esecuzione delle opere, che coinvolga tutti gli stakeholders, i piani faticano a chiudersi nei tempi”. Lo ha detto oggi il presidente di ANIE SITLuigi Piergiovanni, in occasione dell’evento Telecommunications of The Future organizzato da Key4biz che si è tenuto a Roma. “La parola d’ordine è pianificazione e bisogna farla per primi, non ci può essere retroattività. I tempi sono molto serrati”, ha detto Piergiovanni.

Nell’occasione, è stato presentato un report in esclusiva intitolato “PNRR, competenze e caro materiali: le lessons learned e gli errori da non commettere più nei prossimi grandi progetti TLC”.

“Siamo ancora in grado come sistema paese di costruire le grandi reti di Tlc? Negli ultimi anni l’Italia ha messo a punto diversi piani, dalle aree bianche alle aree grigie. L’esperienza ci ha insegnato che senza una programmazione preventiva pubblico-privato i piani faticano di chiudersi nei tempi”, ha detto Piergiovanni.

“Le interlocuzioni con il MIMIT non sono state adeguate”, ha aggiunto.

“Negli ultimi anni il territorio nazionale è stato interessato da importanti programmi di sviluppo delle reti a banda ultralarga, promossi sia attraverso investimenti autonomi degli operatori di telecomunicazione, sia mediante finanziamenti pubblici sostenuti da fondi infrastrutturali e, più recentemente, dalle risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”, ha aggiunto.

All’interno di questo quadro, “il PNRR ha rappresentato un ulteriore fattore di accelerazione, prevedendo oltre 5 miliardi di euro di investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture digitali del Paese. Gli interventi si sono concentrati principalmente sul Piano Italia a 1 Giga per la copertura delle aree grigie, oltre che sul potenziamento del 5G e sul miglioramento della connettività nelle isole minori, nelle strutture scolastiche e sanitarie. Tale impulso ha determinato un incremento significativo della domanda di manodopera qualificata, stimata in circa 15.000 risorse entro giugno 2026, oltre a un fabbisogno di mezzi e attrezzature per oltre 500 milioni di euro”, ha precisato Piergiovanni.

Tuttavia, l’analisi complessiva delle attività evidenzia risultati non eterogenei: “accanto a contesti in cui i target sono stati raggiunti nei tempi previsti, emergono situazioni in cui si è reso necessario ricorrere a rimodulazioni dei piani con orizzonte al 2030. Tale evidenza rafforza l’importanza di un più solido coordinamento nella fase di programmazione dei bandi e di un confronto strutturato tra attori pubblici e privati, particolarmente rilevante in un settore come quello delle telecomunicazioni, già sottoposto a forti pressioni operative e finanziarie. In questa prospettiva, il tema della governance assume un ruolo decisivo”, ha chiuso il presidente di ANIE SIT, aggiungendo che “Abbiamo criticità se ci confrontiamo con altri mercati, le telecomunicazioni rispetto all’energia sono sempre indietro. Competere sulla manodopera con gli energetici è sempre più difficile”.

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