La Grecia vuole inserire l’AI nella Costituzione: “Deve servire all’individuo e al benessere collettivo”

  ICT, Rassegna Stampa
image_pdfimage_print

La Grecia si prepara a introdurre l’intelligenza artificiale nella propria Costituzione. Il governo guidato dal premier conservatore Kyriakos Mitsotakis ha presentato una serie di proposte di revisione costituzionale, tra cui una norma che stabilisce che l’AI debba servire la società umana, la libertà dell’individuo e la prosperità collettiva.

La proposta nasce in un contesto globale segnato da crescenti preoccupazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla democrazia, sui diritti fondamentali e sul futuro del lavoro e della convivenza sociale. Per Mitsotakis, la revisione costituzionale deve guardare alle prossime generazioni.

“È molto importante che, in questo processo di revisione costituzionale, ci prendiamo cura del mondo che ospiterà i nostri figli”, ha dichiarato il premier ai parlamentari del suo partito di centrodestra.

L’AI al servizio della libertà individuale

Il passaggio più rilevante della proposta riguarda l’introduzione di una disposizione dedicata all’intelligenza artificiale. Il testo prevede che “l’intelligenza artificiale debba servire la libertà dell’individuo e la prosperità della società, garantendo la mitigazione dei rischi e la piena realizzazione dei vantaggi che offre”.

La formula indica un tentativo di costituzionalizzare il principio secondo cui l’AI non deve essere governata solo dal mercato o dalle grandi piattaforme tecnologiche, ma deve essere orientata alla tutela della persona e dell’interesse pubblico.

Mitsotakis ha collegato il tema dell’AI ad altre grandi sfide contemporanee, come crisi climatica, tutela delle risorse idriche ed energie rinnovabili. “Questa grande rivoluzione deve essere posta costituzionalmente al servizio della libertà individuale e del benessere sociale”, ha affermato.

Una riforma più ampia

L’emendamento sull’AI fa parte di un pacchetto più esteso di modifiche costituzionali. Tra le altre proposte figurano l’ampliamento del voto postale, l’aumento della scuola obbligatoria da nove a undici anni e il divieto di tassazione retroattiva.

Il percorso sarà lungo. La revisione costituzionale in Grecia richiede una serie di votazioni da parte di due parlamenti successivi e, di norma, un certo livello di consenso trasversale tra le forze politiche.

La Grecia punta sulla tecnologia

Negli ultimi anni la Grecia ha accelerato sulla digitalizzazione. Dopo l’uscita dalla lunga crisi finanziaria, il Paese ha investito in tecnologie moderne per riformare l’amministrazione pubblica, rafforzare la sorveglianza delle frontiere e modernizzare il sistema fiscale.

Una piattaforma digitale dei servizi pubblici gestisce oggi procedure molto diverse, dalla richiesta di divorzio all’acquisto di biglietti per le partite di calcio nazionali. Il governo ha inoltre mostrato un approccio sempre più interventista sui temi digitali.

Solo il mese scorso Atene ha annunciato un piano per vietare completamente l’uso dei social media ai minori di 16 anni, una misura pensata anche per spingere l’Unione europea ad adottare regole simili.

Il nodo del potere delle piattaforme

Dietro la proposta costituzionale c’è anche una preoccupazione più ampia: il potere crescente delle grandi piattaforme private. Secondo alcuni costituzionalisti greci, l’AI deve essere vincolata per legge al servizio della democrazia perché le grandi aziende tecnologiche concentrano dati, capacità computazionale e influenza in misura tale da sfuggire spesso a un controllo pubblico efficace.

Evripidis Stylianidis, parlamentare incaricato dal governo di seguire la revisione costituzionale, ha spiegato che le modifiche servono a costruire un presidio di lungo periodo sull’uso dell’intelligenza artificiale.

“Molte questioni oggi si definiscono a livello internazionale”, ha detto alla radio pubblica. “La protezione e il corretto uso dell’intelligenza artificiale toccano tutti i diritti umani nella vita quotidiana ed è qualcosa che deve riguardarci nella revisione costituzionale”.

Un precedente europeo?

La proposta greca potrebbe aprire un nuovo fronte nel dibattito europeo sull’AI. L’Unione europea ha già adottato l’AI Act, ma la scelta di inserire un principio sull’intelligenza artificiale nella Costituzione sposta il tema su un livello più alto: non solo regolazione del rischio, ma definizione del rapporto tra tecnologia, libertà e democrazia.

Se approvata, la norma greca potrebbe diventare un precedente politico rilevante. Mentre molti Paesi discutono di come limitare gli abusi dell’AI, Atene propone di stabilire direttamente nella Carta costituzionale che l’intelligenza artificiale debba essere uno strumento al servizio dell’uomo, e non un potere autonomo sottratto al controllo democratico. In Italia? Nel nostro Paese siamo ancora ben lontani dall’attuare una cosa simile. Sperando che qualcuno si svegli.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/la-grecia-vuole-inserire-lai-nella-costituzione-deve-servire-allindividuo-e-al-benessere-collettivo/572424/