‘Le Nuove Reti per l’industria italiana e per i consumatori’. Chi c’era e cosa si è detto al convegno di Fratelli d’Italia

  ICT, Rassegna Stampa
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Il progetto rete unica è ormai datato e superato dai fatti. Un eufemismo, per non dire chiaramente che il dibattito sulla rete unica è ormai morto e sepolto, superato dai fatti e dall’esigenza per il nostro paese di realizzare operativamente le nuove reti a un gigabit al secondo, come vuole l’Europa, e superare finalmente quel digital divide che pesa in maniera intollerabile sul nostro paese. Sembra ormai troppo ampio il fossato che separa le due società, TIM e Open Fiber, che dovrebbero convolare a nozze. A furia di seguire il dibattito e di vedere come si posizionerà la politica, gli investimenti privati sono rallentati. Ma non ce lo possiamo più permettere, soprattutto in ottica Recovery Plan.

I partecipanti al convegno sulle reti di Fratelli d’Italia

E’ questo in sintesi il messaggio emerso dal convegno “Le Nuove Reti per la crescita, l’industria italiana, i cittadini” promosso dal Dipartimento Tlc di Fratelli d’Italia con l’organizzazione di Supercom. All’evento moderato dal direttore di Key4biz Raffaele Barberio hanno partecipatoAlessio Butti, Responsabile Dipartimento Media e Tlc FdI; Luca Ciriani, Presidente Gruppo FdI, Senato della Repubblica; Francesco Lollobrigida, Presidente Gruppo FdI, Camera dei Deputati; Vittorio Colao, Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale; Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica; Franco Bassanini, Presidente Open Fiber; Aldo Bisio, AD Vodafone; Luigi Gubitosi, AD TIM; Maximo Ibarra, AD SKY; Raffaella Paita, Presidente, Commissione Trasporti e Tlc, Camera dei Deputati; Mauro Rotelli, Responsabile Comunicazione FdI; Fabio Colasanti, Economista, già DG Information Society EU; Luigi Paganetto, Presidente, Fondazione Economia Tor Vergata; Franco Bernabé, Presidente FB Group; Carlo Fidanza, Capo delegazione FdI-ECR, Parlamento Europeo; Claudia Pollio, Responsabile relazioni e comunicazioni istituzionali, Linkem; Nicola Blefari Melazzi, Direttore, CNIT; Maurizio Mensi, Professore, SNA; Antonio Sassano, Presidente FUB; Marco Silvestroni, Commissione Trasporti e Tlc, Camera dei Deputati; Francesco De Leo, Executive Chairman, Kauffman & Partners; Roberto Basso, Direttore External Affairs, WindTre; Michelangelo Suigo, AD, direttore External Relations & Communication di INWIT; Adolfo Urso, Vicepresidente Copasir; Stefano Mele, Presidente, Commissione sicurezza cibernetica, Comitato Atlantico Italiano; Franco Gabrielli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; Giorgia Meloni, Presidente, Fratelli d’Italia.

Colao: ‘Piano banda ultralarga prima dell’estate’

“Il mio obiettivo é avere entro l’estate, anche prima dell’estate, un piano per la banda ultralarga in modo che il paese possa sapere dove arrivare”. Lo ha detto il ministro per l’Innovazione e la Transizione digitale Vittorio Colao, ricordando ancora una volta i capisaldi della sua azione di governo: celerità, neutralità tecnologica e garanzia di concorrenza (vedi qui l’articolo dedicato all’intervento di Colao).

Il ministro Colao non ha voluto parlare della rete unica, ma ha detto comunque che il Governo “non può aspettare gli eventi, ma deve pianificare gli interventi”, sottolineando una volta ancora che la priorità del nostro paese è fare presto con la coperturaa banda ultralarga per superare una buona volta il digital divide.

Cingolani: ‘Priorità a Recovery Plan entro fine mese’

Dal canto suo, Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, ha detto che la sostenibilità è un compromesso fra diversi fattori e che al momento le priorità del governo sono “la presentazione del Recovery Plan entro fine mese e la messa a punto della struttura del MITE (il nuovo ministero della Transizione Ecologica ndr) in tempi stretti”. Il tempo stringe e l’ostacolo principale per la ripresa e il rilancio economico del paese è certamente la burocrazia. “Non avremo una seconda opportunità, dobbiamo sfruttare la grande opportunità rappresentata dal PNRR”, che secondo Cingolani rappresenta “una fermata unica” che non possiamo permetterci di perdere (vedi qui l’articolo dedicato all’intervento di Cingolani).

Vedi anche la videointervista: Cingolani: “Dobbiamo gestire 10-15 anni per la transizione ecologica. A fine mese il Recovery plan”

Paita (Iv) : ‘Su connettività Italia in ritardo ma c’è il faro della Ue’

“La banda ultralarga, le reti, la connettività deve essere realizzata quanto prima recependo le indicazioni della Ue – ha detto Raffaella Paita, parlamentare di Italia Viva e Presidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera –  Ancora troppi ritardi di connettività a bandaultralarga nelle scuole e nella pubblica amministrazione locale. Se l’ottima indagine conoscitiva della Commissione sul 5G proseguirà lavoro di collaborazione proficuo ne beneficeranno le generazioni future. Sulla rete unica non è più comprensibile che la discussione si sia così protratta nel tempo senza essere più operativi per fare passi in avanti”.

Rete unica, Bassanini ‘Utile se non si torna al monopolio’

La rete unica “potrebbe essere utile al Paese”, a patto che “non si tratti di un ritorno al monopolio verticalmente integrato”. A sottolinearlo è il presidente di Open Fiber, Franco Bassanini secondo cui “In questo caso ci sarebbero sia insormontabili difficolta’ a livello di tutela della concorrenza, sia il rischio nella logica di chi ha legittimo interesse a diluire nel tempo la migrazione dal rame alla fibra”, ha chiosato. “O si va verso la soluzione di una rete indipendente e neutrale come propone Fratelli d’Italia, assicurando il massimo impegno verso la migrazione da rete di vecchia generazione alle reti di nuova generazione oppure bisogna trovare tutti i sistemi, gli strumenti, gli incentivi per accelerare in un regime di competizione tra più infrastrutture”, ha concluso Bassanini.

Ed è questa seconda opzione, quella di un mantenimento della concorrenza infrastrutturale, la via che sembra più plausibile vista la situazione attuale.

Secondo Bassanini un modello di rete unica verticalmente integrata incontrerebbe “insormontabili difficoltà a livello di Autorità poste alla tutela della concorrenza” oltre al rischio di una logica “di chi ha legittimo interesse a diluire nel tempo la migrazione dal rame alla fibra”.

Riguardo all’attività di Open Fiber Bassanini ha segnalato che “Stiamo procedendo nel nostro lavori con tempi sufficientemente rapidi nelle aree nere, più ritardati nelle bianche ma comunque completeremo la copertura delle aree bianche entro il 2023”. “L’Italia è partita con due palle al piede. Una è la scelta politica di decenni fa che ha impedito il cavo e ha fatto sì che Italia non abbia rete diversa da quella di tlc”, aveva premesso Bassanini. “Il secondo è stato un errore politico, fatto al momento delle grandi privatizzazione degli anni ’90. Mentre l’energia fu ritenuta strategica e fu fatta conservando il controllo allo Stato in Eni ed Enel, nel caso delle tlc si ritenne che non fossero altrettanto strategiche e la privatizzazione fu totale. Questo portò una grande azienda come Stet-Sip a passare per due buyout che hanno rallentato gli investimenti. Quattro anni fa quando è nata Open Fiber nella digital connetivity eravamo al penultimo posto in Europa”.

Oggi la situazione è migliorata, a dimostrazione che la concorrenza ha ad ogni modo spinto gli investimenti in fibra nel paese.

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