
Dopo Mediaset, anche la Rai sarebbe interessata a sedersi al tavolo delle discussioni sulla rete unica Tlc. Lo scrive il Sole 24 Ore, secondo cui viale Mazzini sarebbe pronto a rendere ufficiale la sua intenzione di entrare nella discussione sulla futura rete (AccessCo) in cui far sposare Tim e Open Fiber o, più correttamente, FiberCorp (la rete secondaria di Tim con la quota di Fastweb in FlashFiber e KKR) e la controllata di Enel e Cdp. Il dossier andrà al vaglio del Cda Rai di giovedì prossimo.
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Sinergie Tv-fibra
Sulle possibili sinergie fra fibra ottica e broadcaster non ci piove, visto che nel prossimo futuro la rete IP diventerà la modalità più diffusa per la trasmissione di contenuti di video on demand. Che vi siano inoltre delle potenziali forme di collaborazione fra mondo dei broadcaster e fornitori in fibra lo dimostrano alcuni accordi come ad esempio quello fra Rai, RaiWay e Open Fiber per la sperimentazione di 24 mesi di modalità innovative di trasmissione di contenuti video. Sulla stessa linea c’è poi l’accordo commerciale fra Sky e Open Fiber.
E’ pur vero che Rai controlla al 65% RaiWay, la società delle torri di broadcasting che a sua volta potrebbe fornire sinergie utili per la diffusione della rete ultrabroadband in aree bianche e grigie in ottica FWA, aggiunge il Sole 24 Ore.
Rischio minestrone?
Ma detto questo, l’interesse da parte di soggetti disparati potrebbe creare il rischio è che la rete unica diventi una sorta di grande contenitore aperto un po’ a tutti. Senza criterio. Oltre ai broadcaster, che guardano ad un potenziale ingresso nella rete unica in nome di potenziali sinergie industriali, in futuro potrebbero farsi avanti anche altri soggetti: ad esempio, Poste Italiane oppure, perché no, Autostrade, passando per le FS e gruppi industriali di vari settori, magari anche le big tech (da Google ad Amazon).
Nomi in libertà?
Può darsi, però l’ipotesi ‘minestrone’ non è del tutto peregrina, anche perché alimentata (ad arte?) anche da un certo orientamento governativo, che vorrebbe far confluire diversi asset digitali nella nuova società della rete (dal 5G al Cloud, ai data center della PA).
Oggi Cda Mediaset, domani Consiglio Agcom
Oggi intanto è in programma il Cda di Mediaset, che dovrà approvare la semestrale. Non è previsto all’ordine del giorno alcun accenno alla recente sentenza della Corte di Giustizia Ue su Vivendi.
Domani è in cantiere il Consiglio Agcom. L’Autorità dovrà decidere come procedere in relazione alla decisione della Corte di Giustizia Ue sul ricorso di Vivendi contro il congelamento delle quote detenute in Mediaset. Sospendere la delibera in autotutela, che congela il 19,9% delle quote di Vivendi in Mediaset, oppure passare la palla al Tar? Questo il nodo che sarà sciolto domani dall’Autorità. Vivendi ha già scritto all’Agcom perché la decisione avvenga in tempi brevi. L’obiettivo è negoziare con Mediaset sulla questione del maxi risarcimento da 3 miliardi preteso dal Biscione.
Un incontro fra l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi e quello di Vivendi Arnaud de Puyfontaine sarebbe atteso per la prossima settimana. Al contrario, si potrebbe dover attendere fino al 16 dicembre prima che il Tar discuta il ricorso di Vivendi contro la decisione dell’Agcom, alla luce della decisione della Corte di Giustizia.
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