L’ennesima crypto-truffa sfrutta il nome di Elon Musk

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Abbandonati i social, i pirati informatici sfruttano l’email e un complesso sito Internet per attirare le potenziali vittime nella loro rete.

Ancora una truffa a tema criptovalute, ancora una truffa che usa come esca il nome di Elon Musk. La nuova tecnica messa a punto dai pirati informatici per spennare i polli che sistematicamente cadono nella loro rete, ha abbandonato Twitter e utilizza un normale messaggio di posta elettronica.

Come racconta Bleeping Computer in un articolo in cui Lawrence Abrams ripercorre tutti i passaggi dello schema truffaldino, l’email in questione invita la potenziale vittima a partecipare a un fantomatico Mutual Assistance Fund promosso dall’eccentrico magnate.

Nel messaggio, viene prospettata la possibilità di ottenere “aiuto” da parte di altri partecipanti al progetto con una donazione che varierebbe tra 0.001 e 0.055 bitcoin, che al cambio attuale ammonterebbe a una somma tra i 370 e i 2.035 euro.

Elon Musk

Cosa devono fare i fortunati destinatari di questa imperdibile occasione? Collegarsi a un sito e registrarsi inserendo il proprio nome, una foto (opzionale) e, naturalmente, l’indirizzo di un wallet bitcoin.

Una volta completata la procedura, la vittima può finalmente fare click sul pulsante “Accetta donazioni dai partecipanti al progetto” e vedere comparire sullo schermo una serie di notifiche che segnalano le (finte) donazioni ricevute.

Arrivato al limite massimo di 0,055 bitcoin, compare infine una schermata che sollecita l’utente a incassare quanto raccolto, con una sola condizione: donare a sua volta almeno 0,001 bitcoin a uno dei partecipanti, di cui viene indicato l’indirizzo del conto.

Inutile dire che la “donazione” in questione finisce dritta nelle tasche dei pirati e che il malcapitato utente non vedrà mai un singolo euro.

Lo schema, però, sembra abbia avuto un certo successo. Sui due conti individuati da Abrams (non è escluso che ne esistano altri) risultano infatti un totale di 102 versamenti per un valore complessivo di circa 3.800 euro.

Spiccioli, rispetto ad altri casi simili, ma la vicenda conferma ancora una volta sia l’efficacia delle promesse basate su assurdi schemi piramidali, sia l’appeal di Musk come “benefattore”.

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