L’Ue accusa PornHub, Stripchat e altri siti porno di non verificare l’età degli utenti

  ICT, Rassegna Stampa
image_pdfimage_print

Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos hanno messo in campo misure inefficaci per tutelare i minori dal porno online

La Commissione europea ha constatato (in via preliminare) che Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos violano la legge sui servizi digitali (DSA) per non aver protetto adeguatamente i minori dall’esposizione a contenuti pornografici. Si tratta d’altronde di alcune tra le principali piattaforme online di pornografia, quindi in teoria di contenuti riservati esclusivamente ad un pubblico adulto, ma che in realtà sono accessibili a chiunque.

Secondo Bruxelles, “Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos non hanno individuato e valutato diligentemente i rischi che le loro piattaforme comportano per i minori che accedono ai loro servizi” e questo è accaduto perché nessuna di queste aveva sviluppato e utilizzato misure efficaci di verifica dell’età degli utenti.
Bastava, come al solito, cliccare su “Sì, ho più di 18 anni” e il minore poteva accedere a tutti i contenuti porno disponibili.

Evidenziare nei termini di servizio che si tratta di contenuti solo per adulti non basta certamente.  A riguardo, anche l’”autodichiarazione” non è ritenuta dalla Commissione una misura efficace, come anche altre misure di attenuazione, quali la sfocatura delle pagine, le avvertenze sui contenuti e le etichette “limitate agli adulti”, messe in atto da tutte queste piattaforme, perché di fatto non impediscono efficacemente ai minori di accedere a contenuti dannosi.

Regnier (Ue): “Situazione allarmante nei Paesi Ue”

Come ha spiegato il portavoce della Commissione Thomas Regnier: “La situazione tra gli Stati membri è allarmante. In Francia, a partire dai 12 anni, più della metà dei ragazzi visita siti web pornografici ogni mese. In Irlanda, oltre il 50% dei ragazzi ha incontrato per la prima volta la pornografia tra i 10 e i 13 anni. In Polonia, una delle 9 piattaforme più popolari per i bambini tra i 7 e i 12 anni è una piattaforma pornografica”.

Problemi di salute mentale, atteggiamenti negativi di genere e maggiore tolleranza e normalizzazione dei comportamenti sessuali violenti. Il messaggio è chiaro – ha aggiunto Regnier – queste piattaforme devono mettere in ordine la loro casa. In Europa, l’”autodichiarazione” non basta più per dimostrare la propria età”.

Nell’esercizio del loro diritto di difesa, “XVideos, XNXX, PornHub e Stripchat hanno ora la possibilità di esaminare i documenti contenuti nei fascicoli di indagine della Commissione e di rispondere per iscritto alle risultanze preliminari della Commissione”.

Le piattaforme possono adottare misure per porre rimedio alle violazioni. Se il parere della Commissione è infine confermato, potrà emettere “una decisione di non conformità, che può infliggere un’ammenda proporzionata all’infrazione, che non deve in alcun caso superare il 6% del fatturato mondiale totale annuo del fornitore”. 

La Commissione può anche imporre penalità di mora per costringere una piattaforma a conformarsi.

In Italia, L’Agcom ordina il blocco di siti pornografici inadempienti nella verifica dell’età. Capitanio: “Web deve tornare a essere un ambiente protetto”

Quanto sta accadendo a Bruxelles trova riscontro anche a Roma. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha adottato due provvedimenti con cui viene ordinato ai prestatori di servizi di mere conduit: di bloccare l’accesso in rete ai siti pornografici www[.]giochipremium[.]com e www[.]hentai-ita[.]net gestiti dalla società Onlab S.R.L.S., stabilita in Italia. 

La misura di oscuramento di due siti per adulti che non hanno rispettato una norma voluta dal Parlamento dimostra che le regole vanno rispettate e che il web deve tornare a essere un ambiente protetto”, ha dichiarato il commissario Agcom, Massimiliano Capitanio.

Episodi come quello di Trescore confermano che soprattutto i minori non possono essere esposti senza filtri a contenuti illegali, violenti, pericolosi o inappropriati che possono condizionare il loro sviluppo psicofisico. I divieti, però, non sono sufficienti – ha aggiunto Capitanio – serve maggior consapevolezza e uno strumento come l’educazione civica obbligatoria e curricolare andrebbe valorizzata maggiormente nelle scuole italiane“.

Come previsto dal Decreto Caivano (dl 15 settembre 2023 n. 123): “i siti web e le piattaforme di condivisione video che diffondono in Italia immagini e video a carattere pornografico, sono tenuti a verificare la maggiore età degli utenti, al fine di evitare l’accesso a contenuti pornografici da parte di minori di anni diciotto”, si legge sul sito dell’Autorità.

Contestate le violazioni e diffidato la società ad adeguarsi alle disposizioni in questione entro 20 giorni, l’Agcom ha ordinato agli operatori la disabilitazione dell’accesso in rete ai menzionati siti web mediante blocco del DNS.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/lue-accusa-pornhub-stripchat-e-altri-siti-porno-di-non-verificare-leta-degli-utenti/560720/