Luna, Urso: “La casa degli astronauti sarà made in Italy”

  ICT, Rassegna Stampa
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Urso e Isaacman (Nasa) firmano l’accordo di collaborazione italiana per portare stabilmente astronauti sulla Luna

Nella nuova corsa alla Luna, “la ‘casa’ degli astronauti sarà ‘Made in Italy’, realizzata con tecnologie italiane e da imprese italiane“. Il ministro delle Imprese e del made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo italiano, Adolfo Urso, così saluta il documento di cooperazione per le future attività umane sul nostro satellite naturale, firmato a Washington insieme all’amministratore della NASA, Jared Isaacman.

È un riconoscimento importante per l’Italia e per le nostre imprese, che saranno chiamate a realizzare i moduli abitativi destinati a consentire una presenza sicura e prolungata degli astronauti sulla Luna. Partecipiamo da protagonisti anche a questa nuova fase dell’esplorazione lunare, nel solco di una tradizione di cooperazione spaziale che lega Italia e Stati Uniti fin dai tempi di Rocco Petrone, direttore del programma Apollo, grande protagonista della prima conquista della Luna”, ha affermato Urso durante la cerimonia di firma dello Statement of Intent, a cui ha preso parte anche il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Teodoro Valente.

Valente (Asi): “Una collaborazione per far arrivare un astronauta italiano sulla Luna

Una forte cooperazione spaziale lunga più di 60 anni che oggi è ancor più profonda. Una nuova intesa coinvolge NASA e Agenzia spaziale italiana per realizzare un campo base lunare e per l’arrivo di un astronauta italiano sulla Luna. Competenza, tecnologia, innovazione e ricerca tutta italiana che fa fare grandi passi nell’esplorazione dello Spazio”, ha scritto in un posto social Valente.

L’intesa si inserisce nel perimetro del programma spaziale Artemis e punta allo sviluppo di una base lunare sostenibile a guida statunitense, con un contributo centrale dell’Italia quale partner tecnologico. In particolare, il nostro Paese avrà un ruolo chiave, come detto, nella costruzione dei moduli abitativi, ma anche nello sviluppo di sistemi di comunicazione e nello svolgimento delle attività scientifiche sulla superficie lunare.

Il ruolo delle imprese italiane nella missione Luna

“Le imprese dei nostri distretti aerospaziali, a partire da quello di Torino, hanno le capacità per consentire il successo di queste prossime missioni di lungo periodo”, ha aggiunto il ministro.

Il nostro Paese, nello specifico, ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del modulo MPH, appunto la ‘casa’ degli astronauti sul suolo lunare. Un progetto coordinato da Asi, sviluppato da Thales Alenia Space (joint venture tra il gruppo francese Thales e il gruppo italiano Leonardo) nei laboratori di Torino, che vede anche il contributo di Altec a cui saranno affidate le operazioni di controllo da Terra quando il modulo sarà operativo sulla Luna.

L’Italia è stata tra i primi otto firmatari degli Artemis Accords nel 2020, proponendosi per la realizzazione del primo elemento destinato a costituire il nucleo di un insediamento permanente sulla superficie lunare. MPH sarà, quindi, il primo modulo del programma Artemis che arriverà sulla Luna e permetterà il soggiorno in sicurezza degli astronauti.

Una cooperazione strategica tra l’Italia e gli Stati Uniti per la corsa allo Spazio che ricalca i principi guida dello storico programma “San Marco”, iniziativa italiana degli anni ’60 del secolo scorso, che portò il Paese a lanciare il suo primo satellite, appunta il San Marco 1, il 15 dicembre 1964, entrando di fatto nel gruppo delle pochissime nazioni al tempo (Usa, Urss, Francia) con capacità autonome in ambito spaziale.

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