OpenAI scrive una Lettera ai procuratori generali della California e del Delaware
OpenAI alza il livello dello scontro con Elon Musk, a poche settimane dall’avvio del processo che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’intelligenza artificiale (AI) globale. Secondo quanto riportato dalla Reuters, la società guidata da Sam Altman ha inviato una lettera formale ai procuratori generali della California, Rob Bonta, e del Delaware, Kathy Jennings, chiedendo di indagare su presunti “comportamenti impropri e anticoncorrenziali” da parte del fondatore di Tesla e SpaceX e dei suoi collaboratori.
Nel documento, firmato dal Chief Strategy Officer, Jason Kwon, OpenAI sostiene che le azioni legali e le iniziative pubbliche di Musk non sarebbero semplicemente parte di una disputa commerciale, ma farebbero parte di una strategia più ampia per ostacolare la crescita dell’azienda e influenzare il futuro sviluppo dell’intelligenza artificiale avanzata.
Secondo OpenAI, la causa intentata da Musk, che chiede oltre 100 miliardi di dollari di risarcimento alla fondazione non profit da cui è nata l’organizzazione, rappresenterebbe un rischio esistenziale. Un esito sfavorevole, sottolinea la società, potrebbe “mettere in ginocchio” OpenAI e comprometterne la missione originaria: sviluppare un’intelligenza artificiale generale (AGI) a beneficio dell’intera umanità.
La lettera invita quindi le autorità a verificare se le iniziative di Musk, incluse presunte attività di coordinamento con altri grandi player tecnologici, possano configurare violazioni delle norme sulla concorrenza.

OpenAI contesa da Sam Altman e Musk
Lo scontro tra Elon Musk e Sam Altman affonda le radici nella nascita stessa di OpenAI. Fondata nel 2015 come laboratorio non profit, l’organizzazione vedeva tra i suoi promotori proprio Musk e Altman. Tuttavia, il rapporto si incrina rapidamente: Musk lascia il progetto nel 2018, dopo divergenze strategiche, tra cui un tentativo, mai concretizzato, di integrare OpenAI con Tesla.
Negli anni successivi, OpenAI evolve verso un modello ibrido, con una struttura “capped-profit” per attrarre capitali necessari allo sviluppo di tecnologie sempre più costose. È proprio questa trasformazione che Musk contesta nella causa avviata nel 2024, sostenendo di essere stato “manipolato” e accusando l’azienda di aver tradito la missione originaria.
Parallelamente, Musk ha fondato xAI, società concorrente che sviluppa il chatbot Grok, entrando direttamente in competizione con ChatGPT.
Verso il processo del 27 aprile
Il confronto approderà ora in tribunale. Dopo una decisione di un giudice di Oakland, il caso sarà esaminato da una giuria nel Distretto Settentrionale della California, con selezione dei giurati prevista per il 27 aprile.
Si tratta di un passaggio cruciale: oltre alla richiesta miliardaria, la causa potrebbe incidere sulla governance di OpenAI e sul suo modello di sviluppo. Per questo, l’azienda teme che il contenzioso possa rallentare o deviare i suoi investimenti sull’AGI.
OpenAI descrive le mosse di Musk come una serie di “attacchi” mirati a indebolire la società. In precedenti comunicazioni agli investitori, aveva già avvertito che il fondatore di xAI avrebbe potuto ricorrere a dichiarazioni “eclatanti e non aderenti alla realtà”.
Tra gli elementi più controversi citati nella lettera, è riportato dalla Cnbc, vi sarebbero anche attività di raccolta di informazioni su Sam Altman e la diffusione di accuse ritenute infondate. Inoltre, OpenAI richiama un presunto tentativo, non concretizzato, di coinvolgere Mark Zuckerberg, CEO di Meta, in iniziative contro l’azienda.
Dal canto suo, Musk ha più volte accusato OpenAI di essersi trasformata in una società orientata al profitto, sostenendo che ciò tradisca gli impegni iniziali presi nei confronti della comunità scientifica e del pubblico.

Una partita strategica per il mercato dell’AI
Al di là dello scontro personale, la vicenda riflette una competizione più ampia tra i principali attori dell’intelligenza artificiale. OpenAI, sostenuta da partner industriali e finanziari, punta a consolidare la propria leadership nello sviluppo di modelli avanzati. Musk, con xAI, ambisce invece a costruire un’alternativa, in un mercato sempre più affollato che vede protagonisti anche Google, Meta e altri colossi tecnologici.
La richiesta di intervento alle autorità da parte di OpenAI segna dunque un’escalation: non più solo una disputa legale tra ex soci, ma una questione che tocca la regolazione del mercato e il futuro dell’innovazione.
La competizione sull’AI non si gioca più solamente sul piano tecnologico, ma anche su quello legale e regolatorio. Le decisioni che arriveranno dai tribunali e dalle autorità potrebbero influenzare in modo significativo l’evoluzione di uno dei settori più strategici dell’economia globale.
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