Il 18,3% degli incidenti estivi alle 18 ma a quell’ora d’inverno salgono al 48,4%
Partiamo dal cambio d’ora. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3, le lancette tornano alle 2: finisce l’ora legale e torna l’ora solare, che l’Italia terrà fino a domenica 28 marzo 2027. Si dorme un’ora in più, e di solito il commento riguarda quanto l’ora legale fa risparmiare in bolletta. Ma l’ora solare sposta anche un’altra cosa: il momento in cui fa buio rispetto al momento in cui milioni di persone sono per strada, in auto, in bici o a piedi, di ritorno dal lavoro e da scuola.
Ora solare 2026, a che ora tramonta il sole nei capoluoghi
Sabato 24 ottobre, ultimo giorno con l’ora legale, il sole tramonta tra le 17:58 di Bari e le 18:32 di Cagliari. Lunedì 26 ottobre, primo giorno lavorativo con l’ora solare, il sole tramonta tra le 16:55 di Bari e le 17:29 di Cagliari: in tutti e venti i capoluoghi di regione prima delle 17:30. A Milano il tramonto arriva alle 17:19, a Roma alle 17:12, a Napoli alle 17:06, a Palermo alle 17:14.
Anche la luce che resta dopo il tramonto, il crepuscolo, si esaurisce in fretta. Lunedì 26 ottobre il cielo è buio prima delle 18 in tutti i capoluoghi di regione: alle 17:24 a Bari, alle 17:41 a Roma, alle 17:50 a Milano, alle 17:56 a Torino, alle 17:57 ad Aosta e a Cagliari. E le giornate continueranno ad accorciarsi fino al 21 dicembre, il giorno più corto dell’anno, quando il sole tramonterà prima delle 17 in diciannove capoluoghi su venti. L’unica eccezione è Cagliari, alle 17:03.
Incidenti stradali, perché le 18 sono l’ora più pericolosa
Il fatto è che le 18 sono l’ora più pericolosa sulle strade italiane. Secondo l’Istat, nei giorni feriali del 2025 gli incidenti con morti o feriti si concentrano tra le 17 e le 19, con il massimo proprio alle 18: 12.691 incidenti in un anno, l’8,2% di tutti quelli avvenuti dal lunedì al venerdì. Il picco del mattino, tra le 8 e le 9, è più basso. Fino a sabato 24 ottobre, alle 18 in quasi tutta Italia c’è ancora il sole, ma da lunedì 26 ottobre, alla stessa ora, è buio in tutti i capoluoghi di regione, come mostra il grafico. Significa che aumenteranno gli incidenti e le vittime? Vediamo.
Incidenti al buio, quasi uno su due a dicembre
L’Istat misura quanti incidenti avvengono tra il tramonto e l’alba, mese per mese. In estate gli incidenti al buio sono meno di uno su cinque: il 18,3% a giugno e a luglio. A ottobre la quota sale al 30,2%. A novembre, il primo mese intero con l’ora solare, arriva al 41,9%. A dicembre tocca il 48,4%: quasi un incidente su due avviene quando è già buio. Perché? Ma perché alle 18 (quando c’è il picco) d’estate c’è luce, d’inverno c’è il buio e anche perché d’inverno ci sono più ore al buio che alla luce.
La quota di incidenti avvenuti di notte in senso stretto, tra le 22 e le 6, resta invece quasi ferma tutto l’anno, tra il 9 e il 14%. Quello che cambia tra l’estate e l’inverno, quindi, non sono le ore piccole. È il tardo pomeriggio, l’ora del rientro a casa, che diventa notte. Sono i dati che mostra il grafico interattivo in apertura.
I pedoni sono quelli più a rischio quando fa buio
Il buio pesa soprattutto su chi va a piedi. Nel 2025 sono morti sulle strade italiane 419 pedoni, il 10,9% in meno rispetto al 2024, su un totale di 2.868 vittime della strada, a loro volta in calo del 5,3%. Meno morti, sì, ma quando un pedone viene investito il rischio di perdere la vita resta altissimo: 2,4 morti ogni 100 incidenti, circa quattro volte quello di chi viaggia in auto, fermo a 0,6. E l’Istat segnala che proprio nelle ore tra il tramonto e l’alba l’indice di mortalità degli incidenti è sempre più alto, in particolare per gli utenti della strada più vulnerabili.
Ora legale tutto l’anno, ancora nessuna novità
Se l’ora legale restasse tutto l’anno, il buio della sera arriverebbe un’ora più tardi anche d’inverno. Il 21 dicembre, con l’ora legale, il sole sorgerebbe alle 9 a Milano e alle 8:34 a Roma. Il cambio d’ora due volte l’anno, del resto, è in discussione da anni. Nel 2018 la Commissione europea ha raccolto 4,6 milioni di risposte a una consultazione pubblica sull’abolizione, e l’84% ha chiesto di smettere di spostare le lancette. La Corte dei conti europea ha poi rilevato che circa il 70% delle risposte veniva dalla sola Germania e che aveva partecipato meno dell’1% dei cittadini europei. Il Parlamento europeo ha votato per abolire il cambio d’ora nel marzo 2019, ma i governi dei Paesi membri non hanno mai trovato un accordo su quale ora tenere.
In Italia, nel marzo 2026 la Commissione Attività produttive della Camera ha avviato un’indagine conoscitiva sull’ora legale permanente. Per ora, però, si cambia ancora due volte l’anno.
I dati si riferiscono al 2025
Fonte: Istat, Aci
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